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La '''seconda guerra di mafia''' fu un conflitto interno a [[Cosa Nostra]] scoppiato nel [[1981]].

==Storia==
=== Antefatto ===
Dopo la [[prima guerra di mafia]] dei primi anni '60, gli arresti e il successivo processo di Catanzaro, fu ricostituita la [[Commissione interprovinciale]].

(contracted; show full)ca.it/repubblica/archivio/repubblica/1984/10/03/leggio-spacco-in-due-cosa-nostra.html E LEGGIO SPACCO' IN DUE COSA NOSTRA - la Repubblica.it<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref><ref>[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1984/07/24/inzerillo-accusato-dell-omicidio-costa.html Inzerillo Accusato Dell'Omicidio Costa - La Repubblica.It<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>.

== Antefatti ==
* [[10 gennaio]] [[1974]]: omicidio del 
[[Angelo Sorino (poliziotto)|maresciallo Sorino]], fu ucciso a San Lorenzo. Tommaso Buscetta ha rivelato che Filippo Giacalone, capo di quella famiglia ed accusato del delitto, aveva riferito a Stefano Bontate, essendo entrambi in stato di detenzione, di essere completamente estraneo al crimine e che, una volta rimesso in libertà, avrebbe accertato chi ne era l'autore. Poi, durante la permanenza a Palermo nel 1980, Stefano Bontate gli aveva detto di aver appreso da Filippo Giacalone che esecutore materiale del delitto era stato Leoluca Bagarella su mandato dei Corleonesi; ciò, secondo il Bontate, era un altro dei gravissimi affronti fatti dai corleonesi e l'uccisione del Sorino, compiuta nel territorio del Giacalone, aveva lo scopo di mettere in difficoltà quest' ultimo con l'Autorità Giudiziaria in modo da renderne possibile la sostituzione. Trattasi della solita, collaudata tattica dei corleonesi per consentire di eliminare un personaggio che essendo troppo vicino a Stefano Bontate e controllando una parte strategica della Piana dei Colli, impediva il pieno dominio della zona ai corleonesi ed ai loro alleati. Ed è un fatto che, nel 1981, Filippo Giacalone è scomparso anche se i suoi familiari sostengono inattendibilmente di sentirlo telefonicamente, ogni tanto. 
* [[5 aprile]] [[1976]]: omicidio di Salvatore Buscemi e tentato omicidio di Giuseppe Buscemi.
* [[20 agosto]] [[1977]]: Duplice omicidio di [[Giuseppe Russo (carabiniere)|Giuseppe Russo]] (Cosenza, 6 gennaio 1928 – Ficuzza, 20 agosto 1977) ufficiale dei carabinieri, insignito di medaglia d'oro al valor civile alla memoria e Filippo Costa, insegnante. L'omicidio avvenne a Ficuzza, frazione di Corleone, dove il colonnello stava trascorrendo le vacanze, e stava passeggiando con l'insegnante Filippo Costa, pure lui ucciso insieme a Russo per non lasciare testimoni dell'omicidio. L'omicidio di Russo provocava un'ulteriore gravissimo attrito fra Bontade e Badalamenti da un lato e i corleonesi dall'altro. L' omicidio, del quale anche Di Cristina ha indicato quali ispiratori i corleonesi, veniva eseguito da un "commando" del quale faceva parte anche Pino Greco "scarpazzeda"; nel commentare il fatto, Stefano Bontade faceva notare, in seguito, al Buscetta la falsità del comportamento di Michele Greco, il quale gli aveva detto di non sapere nulla circa mandanti ed esecutori dell'omicidio, mentre il suo uomo d'  onore più "valoroso" (e cioè il suo killer più spietato) era stato uno degli autori del vile assassinio. "Anche da tale episodio, dunque, emerge come i corleonesi e i loro alleati, perseguendo un piano diabolico, compivano al momento giusto delle azioni che - a parte la loro barbara ferocia - sono senz' altro dimostrazioni di una lucida strategia criminale. Nel caso di specie, con l'omicidio del colonnello Russo, essi ottenevano ad un tempo, l'eliminazione di un abile investigatore e di un implacabile nemico della mafia, il disorientamento nelle forze di polizia ed il progressivo isolamento e perdita di prestigio di personaggi come Bontade e Badalame(contracted; show full)più docili ai voleri dei corleonesi. Per il suo assassinio erano stati inizialmente condannati come mandante Rosario Cascio e come esecutori i pastori Rosario Mulè, Salvatore Bonello e Casimiro Russo, ma nel 1997 sono stati assolti. In verità, si seppe in seguito, i mandanti del delitto furono Totò Riina e Bernardo Provenzano, mentre il commando che assassinò il colonnello Russo era formato da Leoluca Bagarella, Pino Greco, Giovanni Brusca e Vincenzo Puccio.
* [[21 novembre]] [[1977]]: Tentato omicidio di 
[[Giuseppe Di Cristina]] (Riesi, 22 aprile 1923 – Palermo, 30 maggio 1978), boss mafioso della famiglia di Riesi, Di Cristina era anche il rappresentante mafioso della provincia di Caltanissetta. Di Cristina riuscì a salvarsi da un attentato nei suoi confronti, dove ebbero la peggio i suoi due uomini: quel giorno, intorno alle ore 7.45, in contrada Palladio, nel tratto Riesi - Sommatino della S.S. 190 delle zolfare, un'autovettura Fiat 127, simulando un incidente, speronava frontalmente un'altra auto, una BMW a bordo della quale viaggiavano Giuseppe Di Fede, alla guida del mezzo, e Carlo Napolitano, seduto a fianco del conducente. Subito dopo l'urto violento, due killers spietati, scesi dalla 127, esplodevano numerosi colpi di fucile da caccia e di rivoltella contro i predetti Di Fede e Napolitano, assassinandoli barbaramente.

== Cronologia degli eventi ==
(contracted; show full)* [[Stefano Bontate]]

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