Difference between revisions 101897467 and 102047938 on itwikiLa '''seconda guerra di mafia''' fu un conflitto interno a [[Cosa Nostra]] scoppiato nel [[1981]]. ==Storia== === Antefatto === Dopo la [[prima guerra di mafia]] dei primi anni '60, gli arresti e il successivo processo di Catanzaro, fu ricostituita la [[Commissione interprovinciale]]. (contracted; show full) * [[11 marzo]] [[1981]]: Omicidio di Giovanni Ambrogio. * [[1981]]: Duplice omicidio di Angelo Graziano e Stefano Giaconia, due uomini vicini a Salvatore Riina. * [[23 marzo]] [[1981]]: Omicidio di Giuseppe Settecasi (Alessandria della Rocca, 18 agosto 1898 – Agrigento, 23 marzo 1981). Rappresentante della provincia di Agrigento. * [[12 aprile]] [[1981]]: Omicidio di Diego Gennaro. * [[23 aprile]] [[1981]]: Omicidio di [[Stefano Bontate]] (Palermo, 23 aprile 1939 – Palermo, 23 aprile 1981), capomandamento di Santa Maria di Gesù. "Il 23 aprile 1981, la sera del suo compleanno, Stefano Bontade veniva ucciso in un proditorio agguato, dopo che Pietro Lo Iacono, recatosi a casa sua con la scusa di fargli gli auguri, aveva appreso dallo stesso Bontade che stava per recarsi nella casa di campagna e, così, aveva avvertito Lucchese Giuseppe che attendeva in macchina sotto casa e che, per mezzo di una ricetrasmittente, aveva avvisato a sua volta(contracted; show full)uga veniva bloccata a Zurigo dove venivano arrestati, mentre stavano imbarcandosi su un aereo diretto in Brasile, perché trovati in possesso di banconote provenienti dai sequestri Susini ed Armellini e di documenti falsi. Estradati in Italia il Greco, cui il G.I. di Milano concedeva la libertà provvisoria, si rendeva immediatamente irreperibile, mentre il Marchese, tradotto nel carcere dell'Ucciardone perché imputato dell'omicidio di Boris Giuliano, veniva ucciso da altri detenuti il 25-2-1982. == Il Triangolo della morte⏎ ⏎ == Decine di morti anche in provincia di Palermo, tra Bagheria, Casteldaccia e Altavilla Milicia, una zona che verrà chiamata dalla stampa nazionale "il triangolo della morte": regolamenti di conti, scalate di potere, vendette trasversali. Una recrudiscenza della violenza mafiosa in provincia che coincideva con la permanenza a Palermo del prefetto Carlo Alberto dalla Chiesa, generale dei carabinieri in congedo, reduce dal successo contro le brigate rosse, che aveva prestato servizio a Corleone tra il '66 e il '73. Dalla Chiesa arrivò in Sicilia due giorni dopo l'omicidio di [[Pio La Torre (2 aprile 1982)]], e viene ammazzato – insieme alla giovane moglie Emanuela Setti Carraro – il 3 settembre dello stesso anno. Appena insediatosi a Villa Whitaker, sede della prefettura, mette a segno una clamorosa perquisizione negli uffici delle esattorie siciliane, contro l'impero dei cugini Nino e Ignazio Salvo. Antefatto degli omicidi del triangolo della morte è la cosiddetta "Strage di Natale" del 25 dicembre 1981, un folle inseguimento e sparatoria per le vie della cittadina alle porte di Palermo, concl(contracted; show full)esso Salvatore Montalto di Villabate – lo mise sulla strada della banda Parisi, una banda di briganti che operava nelle campagne tra Casteldaccia e Altavilla Milicia, capeggiati dal latitante Antonino Parisi, responsabile della morte del carabiniere Orazio Costantino nel 1969. Il 5 agosto 1982 fu assassinato Giusto Parisi, fratello del latitante. Lo stesso giorno, a Bagheria, venivano ammazzati Cesare Manzella, consigliere comunale ex democristiano e ora socialista, e Michelangelo Amato, suo portaborse. * [[12 marzo]] [[1982]]: Omicidio di Francesco Di Fresco. * [[5 aprile]] [[1982]]: Omicidio di Francesco Mandalà. * [[15 aprile]] [[1982]]: Omicidio di Antonio Spica, molto amico di Giovanello Greco, rapito, ucciso e bruciato in una discarica di Milano dopo essere stato scarcerato. * [[15 aprile]] [[1982]]: Omicidio di Salvatore Spitalieri. * [[17 aprile]] [[1982]]: Omicidio di Salvatore Corsino. * [[26 aprile]] [[1982]]: Strage di via Iris. * [[30 aprile]] [[1982]]: Duplice omicidio di [[Pio La Torre]] (Palermo, 24 dicembre 1927 – Palermo, 30 aprile 1982) politico e sindacalista, e Rosario Di Salvo, suo autista. * [[30 aprile]] [[1982]]: Duplice omicidio di Filippo e Carmelo Pedone. Delitto per cui [[Salvatore Lo Piccolo]] (1942) viene condannato all'ergastolo. * [[16 o 26 maggio]] [[1982]]: Omicidio di Rodolfo Buscemi e Matteo Rizzuto. Buscemi e Rizzuto vennero portati nella camera della morte dagli uomini di Marchese, che li interrogò su alcuni questioni legate al pizzo dei commercianti di Villabate. Nella stanza c'era pure il boss di Ciaculli Pino Greco Scarpuzzedda, che gestiva con Marchese il territorio di Villabate. La colpa di Buscemi era di aver chiesto il pizzo senza nessuna autorizzazione: inizialmente il muratore mentì, sostenendo di non sapere che fossero zone protette, ma poi confessò e fece il nome del complice Antonino Migliore. Sia lui che il cognato vennero strangolati subito dopo la confessione. Poiché l'acido era finito, i due corpi furono chiusi nel bagagliaio di una Fiat Ritmo rubata, caricati poi su una barca ed infine gettati in fondo al mare, in un punto profondo oltre settanta metri (il cimitero marino della "famiglia" di Corso dei Mille e forse non l'unico della baia di Palermo), legati a due comune (vecchie vaschette di pietra recuperate in una discarica pubblica). * [[22 maggio]] [[1982]]: Omicidio di Giuseppe Mineo. * [[2 giugno]] [[1982]]: Omicidio di Antonino Migliore, 26enne, che risiedeva vicino a piazza Scaffa, venne sequestrato mentre stava aspettando nella sua Fiat l'apertura del passaggio a livello del Brancaccio: condotto in una villetta protetta da un giardino, non lontano da via Giafar, a cinque minuti dal passaggio a livello, viene interrogato e fa la stessa fine del suo compare: strangolato e gettato in mare.. * [[6 giugno]] [[1982]]: Omicidio di Carmelo Lo Iacono. L'uomo venne sequestrato dagli uomini di Marchese in piazza Torrelunga, infilato in una Mini Minor, con cui si allontanarono a grande velocità, scontrandosi però con un'altra Mini Minor parcheggiata. Il proprietario dell'automobile che vide tutto, un ex-carabiniere in pensione, Antonio Peri, si mise a inseguirli. Giunta all'altezza di largo Grandi, la Mini Minor dei killer si fermò, ne scese uno dei killer, che freddò Peri con 3 colpi di pistola. Anche Lo Jacomo venne ucciso, il corpo portato nella camera della morte e qui sciolto nell'acido. Il cadavere dell'ex carabiniere venne invece lasciato sul posto. * [[6 giugno]] [[1982]]: Omicidio d Antonino Peri. * [[16 giugno]] [[1982]]: Strage della circonvallazione. L'attentato era diretto contro il boss catanese Alfio Ferlito, che veniva trasferito da Enna al carcere di Trapani e che morì nell'agguato insieme ai tre carabinieri della scorta (Salvatore Raiti, Silvano Franzolin e Luigi Di Barca) e al ventisettenne Giuseppe Di Lavore, autista della ditta privata che aveva in appalto il trasporto dei detenuti, il quale aveva sostituito il padre. Di Lavore ebbe la medaglia d'oro al valor civile. Il mandante di questa strage era Nitto Santapaola, che da anni combatteva contro Ferlito una guerra per il predominio sul territorio etneo. * [[29 giugno]] [[1982]]: Omicidio di [[Antonino Burrafato|Antonino Burraffato]] (Nicosia, 13 giugno 1933 – Termini Imerese, 29 giugno 1982) poliziotto italiano, vicebrigadiere in servizio presso la Casa Circondariale dei Cavallacci di Termini Imerese. Fu assassinato da mano mafiosa il 29 giugno 1982. Fino al 1996 le indagini non portarono a niente, fino a quando il pentito Salvatore Cucuzza confessò di aver partecipato, fra gli altri delitti, all'assassinio del vicebrigadiere, per ordine di Leoluca Bagarella, cognato di Salvatore Riina. Il gruppo di fuoco, uno dei più feroci dell'epoca, era composto da Pino Greco detto "Scarpuzzedda", Giuseppe Lucchese, Antonio Marchese e dallo stesso Cucuzza. Salvatore Cucuzza è stato condannato a 13 anni con sentenza definitiva, la sua posizione è stata stralciata dal processo. Leoluca Bagarella e Antonio Marchese sono stati condannati all'ergastolo con sentenza definitiva. Il figlio Salvatore e il giornalista Vincenzo Bonadonna hanno scritto un libro dal titolo "Burrafato, un delitto dimenticato" Edizioni La Zisa. * [[9 luglio]] [[1982]]: Omicidio di Francesco Grillo, membro del clan Santapaola, sarebbe stato torturato e poi ucciso a Catania. [[Salvatore Pillera]], fu accusato di essere il mandante dell'omicidio. * [[13 luglio]] [[1982]]: Sequestrò del commerciante Antonio Militello, parente di Totuccio Contorno: Sinagra raccontò che ad attenderlo c'erano gli uomini più spietati del clan di corso dei Mille, con lo stesso Filippo Marchese. Prima di essere ucciso, Militello fu torturato, seviziato e alla fine il suo cadavere sotterrato per sempre in uno dei tanti cimiteri di mafia esistenti a Palermo. * [[21 luglio]] [[1982]]: Omicidio di Salvatore Greco. * [[24 luglio]] [[1982]]: Omicidio di Giacomo Cinà. * [[27 luglio]] [[1982]]: Omicidio di Pietro Ragona. * [[3 agosto]] [[1982]]: Omicidio di Gregorio Marchese, trentottenne e fratello della moglie di Filippo Marchese, la sera del 3 agosto 1982, venne ammazzato con una fucilata in faccia durante un banchetto con 11 invitati, nella villa al mare di suo cognato Filippo Marchese, a Casteldaccia: ignaro dell'identità dei killer del cognato, Marchese cominciò a colpire quasi a caso, lasciando dietro di sé una lunga scia di sangue nei giorni successivi. A guidare la mano di Marchese è Salvatore Montalto di Villabate, un mafioso che era da poco passato con i Corleonesi e aspirante reggente della cosca del paese alle porte di Palermo, arrestato poi il 7 novembre 1982. * [[5 agosto]] [[1982]]: I killer di Marchese ammazzarono, ad Altavilla, il fratello del latitante, Giusto Parisi, 39 anni. Poi fu la volta di Cosimo Manzella, 47 anni, consigliere comunale di Casteldaccia, ex-democristiano da poco passato al Psi, e del suo portaborse Michelangelo Amato, 26 anni. I due furono colpiti dai proiettili dei killer in piena mattinata, davanti al municipio di Bagheria. * [[6 agosto]] [[1982]]: omicidio di Pietro Martorana ad Altavilla Milicia. Martorana era figlioccio di Don Piddu Panno, fatto sparire l'anno prima a Casteldaccia. * [[7 agosto]] [[1982]]: Duplice omicidio di Santo Grassadonia, vicino alla famiglia di Villabate e Michele Carollo, fedelissimo di Panno Giuseppe. * [[7 agosto]] [[1982]]: Duplice omicidio di Cesare Peppuccio Manzella e Ignazio Pedone, quest'ultimo meccanico. I due erano stati sequestrati e interrogati da Filippo Marchese, che poi li aveva strangolati e trasformati nei protagonisti del macabro e plateale gesto. Il ritrovamento avvenne grazie a una telefonata alla stazione dei carabinieri: "Se vi volete divertire, andate a guardare nella macchina che è posteggiata proprio davanti alla vostra caserma". Poco prima la mezzanotte, vi fu il macabro ritrovamento a pochi metri dalla stazione di carabinieri, in una Fiat 127 rossa, dei due cadaveri incaprettati. * [[7 agosto]] [[1982]]: Omicidio di Francesco Pinello, amico di Giusto Parisi. * [[9 agosto]] [[1982]]: Omicidio di Leonardo Rizzo, pregiudicato bagherese che viene trovato morto nel suo appezzamento di terreno a Capo Zafferano. * [[9 agosto]] [[1982]]: Gli uomini di Filippo Marchese uccisero quasi in contemporanea - alle 8.20 e alle 8.25 – dei parenti del boss Giovanni Di Peri, ucciso nella strage di Natale di Bagheria. Salvatore Di Peri venne ammazzato a Palermo, in via dei Tornieri, presso il mercato della Vucciria, mentre Pietro Di Peri venne ammazzato a Villabate, in via Alcide De Gasperi. Arrivò una telefonata al quotidiano L'Ora: “Pronto, siamo l'equipe dei killer del triangolo della morte: con i fatti di stamattina l'operazione che chiamiamo "Carlo Alberto", in onore del prefetto, è quasi conclusa. Dico quasi conclusa”. Dalla Chiesa venne ammazzato una ventina di giorni dopo, il 3 settembre. Il giorno dopo, alla redazione palermitana de La Sicilia, arrivò la chiamata: "L'operazione Carlo Alberto si è conclusa". * [[9 agosto]] [[1982]]: Omicidio di Leonardo Rizzo, pregiudicato bagherese che viene trovato morto nel suo appezzamento di terreno a Capo Zafferano. * [[11 agosto]] [[1982]]: Duplice omicidio di Paolo Giaccone e Diego Di Fatta, il primo era un medico legale che si era rifiutato di falsificare la perizia sulla strage di Natale del 1981, mentre il secondo uno scippatore. Intorno alle dieci, i killer Salvatore Rotolo, Angelo Baiamonte, i fratelli Vincenzo e Antonino Sinagra e loro cugino Vincenzo Sinagra (detto U' Ndli) si incontrarono in via Messina Marine e si recarono in via 4 aprile, tra via Alloro e piazza Marina, per ammazzare Diego Di Fatta, colpevole di uno scippo ad un'anziana signora protetta dalla mafia di Corso dei Mille. Del gruppo di fuoco, riuscì a scampare all'arresto dei carabinieri, che avevano assistito all'omicidio in diretta, solo Rotolo: l'auto infatti si era infilata in un vicolo cieco. Anni dopo Vincenzo Sinagra U' Ndli sarebbe diventato un importante collaboratore di giustizia, svelando numerosi particolari di questo periodo.. * [[24 agosto]] [[1982]]: Omicidio di Giulio Sciardelli. * [[30 agosto]] [[1982]]: Omicidio di Giovanni Spinelli, 46 anni, imprenditore, ucciso dopo aver riconosciuto il rapinatore a cena, due anni dopo aver subito una rapina, avvenuta nel 1979, mentre sta cenando in un ristorante riconosce il rapinatore. È seduto ad un altro tavolo dello stesso locale. A quel punto Spinelli segnala l'episodio a un funzionario di polizia e il rapinatore viene arrestato seduta stante. Non si tratta però di un uomo qualunque. Girolamo Frusteri è infatti, uno dei nipoti di Pino Savoca, uomo d'onore di Brancaccio, parente di Masino Spadaro, boss della Kalsa, e compare di Salvatore Riina. Curriculum pesante. Viene fuori l'ordine di punire Spinelli. L'agguato mortale si consuma in una notte di fine estate a Pallavicino, in una traversa di via Castelforte. * [[3 settembre]] [[1982]]: Strage di via Carini, in cui morirono il prefetto di Palermo [[Carlo Alberto dalla Chiesa]] (1920 - 1982), la moglie [[Emanuela Setti Carraro]] (1950 - 1982) e l'agente di scorta [[Domenico Russo (poliziotto)|Domenico Russo]] (1950 - 1982). * [[11 settembre]] [[1982]]: Duplice omicidio di Benedetto e Antonio Buscetta. I due figli di Tommaso, venivano fatti sparire per rappresaglia a Palermo. * [[30 settembre]] [[1982]]: Omicidio di Vincenzo Sanfilippo. * [[4 ottobre]] [[1982]]: Omicidio di Filippo Mineo. * [[11 ottobre]] [[1982]]: Omicidio di [[Armando Di Natale]] (Siracusa, 1941 – Novi Ligure, 11 ottobre 1982). Dopo la strage di via Carini, dove rimasero uccisi Carlo Alberto dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l'agente di scorta Domenico Russo, divenne un pentito che collaborava nonostante pendesse sulla sua testa anche un mandato di cattura. Aveva precedenti per omicidi e traffico di droga e la sua situazione di "pentito" braccato dalla legge lo metteva in una posizione scomoda[2(contracted; show full) di Novi Ligure, dove arrivò alle 23:15, mori alle 00:30 senza aver mai ripreso conoscenza. La moglie e la figlia vennero sequestrate e forse uccise. Grazie a Di Natale erano stati possibili gli ordini di cattura per Nunzio Salafia, Salvatore Genovese e Antonio Ragona, emessi dal giudice istruttore Giovanni Falcone, che aveva emesso anche emesso un ordine di cattura nei suoi confronti. Rimangono ancora ignoti gli autori del delitto di Di Natale e della scomparsa (e probabile omicidio) di moglie e figlia. * [[19 ottobre]] [[1982]]: Omicidio di Gaetano Scalici. * [[14 novembre]] [[1982]]: Omicidio di [[Calogero Zucchetto]] (Sutera, 3 febbraio 1955 – Palermo, 14 novembre 1982) poliziotto. Con il commissario Cassarà andava in giro in motorino per i vicoli di Palermo e in particolare per quelli della borgata periferica di Ciaculli, che conosceva bene, a caccia di ricercati. In uno di questi giri con Cassarà incontrò due killer al servizio dei corleonesi, Pino Greco detto "scarpuzzedda" e Mario Prestifilippo, che aveva frequentato quando non erano mafiosi. Questi lo riconobbero e non si fecero catturare. All'inizio di novembre del 1982, dopo una settimana di appostamenti, tra gli agrumeti di Ciaculli riconobbe il latitante Salvatore Montalto, boss di Villabate, ma essendo solo e non avendo mezzi per arrestarlo rinunciò alla cattura, avvenuta poi il 7 novembre con un blitz di Cassarà. La sera di domenica 14 novembre 1982, all'uscita dal bar "Collica" in via Notarbartolo, una via del centro di Palermo, fu ucciso con cinque colpi di pistola alla testa sparati da due killer in sella a una moto. Successivamente gli autori del delitto vennero individuati in Mario Prestifilippo e Pino Greco, gli stessi che aveva incrociato in motorino. Come mandanti furono in seguito condannati i componenti della "cupola mafiosa", cioè gli appartenenti all'organo più importante di "Cosa Nostra", Totò Riina, Bernardo Provenzano, Raffaele Ganci e altri. * [[19 novembre]] [[1982]]: Omicidio di Salvatore Badalamenti, figlio di Antonino, un ragazzo di appena diciassette anni. * [[20 novembre]] [[1982]]: Triplice omicidio di Antonio Salvatore Minore (16 novembre 1927 - 20 novembre 1982), Nicolò Miceli (Buseto, 26 agosto 1928 - 20 novembre 1982) e Martino Buccellato (18 marzo 1958 - 20 novembre 1982). Furono tutti e tre strangolati a Palermo. * [[30 novembre]] [[1982]]: Strage del 30 novembre 1982, quando all'interno di Cosa Nostra avviene qualcosa di assimilabile alla “notte dei lunghi coltelli” della storia nazista. L'alleato tradito è Rosario Riccobono, boss di Partanna Mondello che – allo scoppiare dello scontro - è passato con i corleonesi dopo essere stato fedelissimo di Bontate. Michele Greco invitò Rosario Riccobono, Salvatore Scaglione (1940 - 1982), Giuseppe Lauricella, il figlio Salvatore, Francesco Cosenza, Carlo Savoca, Vinc(contracted; show full)t;famiglia>> aggregata a quella di Porta Nuova, usando come scusa il rifiuto di Scaglione di punire una sua figlia che sedicenne era rimasta incinta. Dopo l'omicidio di Bontate, Inzerillo e altri del loro gruppo, alcuni membri della famiglia della Noce furono vittima di lupara bianca e Scaglione professò lealtà alla fazione "vincente" dei Corleonesi. la seconda guerra di mafia" che ha insanguinato le vie di Palermo fra l'aprile del 1981 continuò fino ai primi mesi del 1983. * [[30 novembre]] [[1982]]: Duplice omicidio di Giovanni Saviano (Palermo, 29 ottobre 1960 - 30 novembre 1982) e Michele Micalizzi (Palermo, 11 ottobre 1949 - 30 novembre 1982). Furono uccisi al bar Two. * [[25 dicembre]] [[1982]]: Tentato omicidio di [[Giuseppe Greco (mafioso)|Giuseppe Greco]] "Scarpuzzedda" (1952 - 1985). Già dalle dichiarazioni di Stefano Calzetta risulta che il 25-12-1982, vi era stata una "rufiata" ai Ciaculli e, cioè, che Giovanneto Greco e Giuseppe Romano inteso "l'americano" avevano sparato a Pino Greco "scarpazzedda" senza riuscire ad ucciderlo. La reazione era immediata e di una ferocia inaudita. * [[26 dicembre]] [[1982]]: venivano uccisi: i fratelli Gaspare e Michele Ficaro (Fratello e padre della convivente Giovannello Greco) e, con la stessa arma Giuseppe Genova, Antonio D'Amico e Orazio D'Amico (rispettivamente genero e nipoti di Tommaso Buscetta). * [[27 dicembre]] [[1982]]: Omicidio di Paolo Amodeo. * [[28 dicembre]] [[1982]]: Omicidio di Antonio Ammannato (Palermo, 19 settembre 1909 - 28 dicembre 1982). * [[29 dicembre]] [[1982]]: Duplice omicidio di Vincenzo e Benedetto Buscetta (rispettivamente, fratello e nipote di Tommaso Buscetta). * [[gennaio]] [[1983]]: Omicidio di [[Filippo Marchese]] (1938 - 1983), figura di spicco nella mafia siciliana, killer sospettato di decine di omicidi e boss della famiglia mafiosa del quartiere Corso Dei Mille di Palermo. La sua natura violenta avrebbe potuto rappresentare una minaccia per i boss corleonesi Salvatore Riina e Bernardo Provenzano. Pertanto, nel gennaio del 1983 su ordine di Riina, Pino Greco venne incaricato di uccidere lo stesso Marchese e di scioglierlo nell'acido, così come lui stesso aveva fatto con molte delle sue vittime. * [[24 gennaio]] [[1983]]: Omicidio di Nunzio La Mattina. Il La Mattina, membro di spicco della famiglia di Porta Nuova, era stato prima uno dei vertici del contrabbando di tabacchi, e poi, uno degli elementi di maggior spicco nel traffico di stupefacenti. Anzi, secondo il Buscetta, era stato proprio il La Mattina ad iniziare il traffico della morfina base con il medio-oriente e la creazione in Sicilia di laboratori per la produzione di eroina. La sua uccisione e quella del cognato, di cui finora non sono stati accertati i motivi specifici, è comunque da ascrivere a decisione della commissione, molto probabilmente per questioni ricollecabili al traffico di stupefacenti. Al riguardo, è agevole rilevare che se non vi fosse stata unanimità di consensi nell'uccisione dei due, la reazione della famiglia di Porta Nuova, diretta da Pippo Calò (alleato dei corleonesi), sarebbe stata violentissima. E tale conclusione è avvalorata dal fatto che - come ha riferito Stefano Calzetta - nell'omicidio del cognato di La Mattina, Francesco Lo Nigro, sono coinvolti Paolo Alfano e Pietro Senapa, membri della famiglia di corso dei Mille, alleata di quella di Pippo Calò. * [[25 gennaio]] [[1983]]: Omicidio di [[Giangiacomo Ciaccio Montalto]] (Milano, 20 ottobre 1941 – Valderice, 25 gennaio 1983) magistrato italiano, vittima di Cosa nostra. * [[5 febbraio]] [[1983]]: Omicidio di Giovanni Benfante. * [[8 febbraio]] [[1983]]: Duplice omicidio di Giuseppe Romano e Giuseppe Tramontana. * [[15 febbraio]] [[1983]]: Omicidio di Francesco Lo Nigro, cognato di Nunzio La Mattina. * [[22 febbraio]] [[1983]]: Omicidio di Giuseppe Marchese, fratello di Pietro. * [[16 marzo]] [[1983]]: Omicidio di Calogero Bellini. * [[16 marzo]] [[1983]]: Omicidio di Giovanni Amodeo. * [[17 marzo]] [[1983]]: Omicidio di Vincenzo Pesco. * [[12 aprile]] [[1983]]: Duplice omicidio di Antonino e Carlo Sorci. Gli omicidi di Antonino e Carlo traggono la motivazione in fatti risalenti a tempi ormai lontani e dimostrando il grado di corrività e l'inesauribile sete di vendetta dei corleonesi, in una con lo stato di soggezione e di supina acquiescenza di tutta la commissione ai voleri di questi ultimi. Nino Sorci era stato socio di una società finanziaria (Isep, poi denominata Cofisi) insieme con Angelo Di Carlo, inteso il "capitano", originario di Corleone; Luciano Leggio, sostenendo che il Di Carlo era uno sbirro, pretendeva dal medesimo il pagamento della "tangente", fin quando il Di Carlo, stanco delle angherie del Leggio, ne informava il socio Nino Sorci, il quale otteneva l'intervento del capo della commissione di allora, Greco Salvatore detto "cicchitteddu"; questo ultimo ingiungeva al Leggio né molestare il Di Carlo e, sia pure a malincuore, doveva obbedire. Questo è l'unico motivo, secondo il Buscetta, che poteva indurre i corleonesi ad eliminare i Sorci, che si erano mantenuti rigorosamente neutrali nello scontro in questione. Comunque, è certo che l'uccisione dei suddetti Sorci - uno dei quali era rappresentante della famiglia di Villagrazia e l'altro capo mandamento - non poteva che essere decisa da tutta la commissione. * [[28 maggio]] [[1983]]: Omicidio di Angelo Capizzi. Il delitto avvenne a Riesi. * [[2 giugno]] [[1983]]: Omicidio di Silvio Badalamenti, nipote di [[Gaetano Badalamenti|Gaetano]] (1923 - 2004). L'agguato a Silvio Badalamenti scattò il 2 giugno del 1983 in pieno centro a Marsala, in via Mazzini. La vittima, che era appena uscita di casa per andare al lavoro, aveva 38 anni. L'assassino utilizzò una pistola. Undici mesi prima di essere ammazzato, Silvio Badalamenti era stato arrestato nell'ambito di un'inchiesta su un traffico internazionale di stupefacenti seguita da Giovanni Falcone. Successivamente era stato scarcerato per mancanza di indizi. Falcone gli aveva anche detto: «Si allontani dalla Sicilia». Ma Silvio Badalamenti, lontano dalle vicende di Cosa nostra, si sentiva tranquillo. «Fino a due giorni prima - racconta la moglie Gabriella - aveva accompagnato le figlie a scuola come ogni mattina». Gabriella Badalamenti ha pubblicato per Sellerio un libro ("Come l'oleandro") in cui rievoca in un passaggio anche la storia del marito. * [[5 giugno]] [[1983]]: Omicidio di Francesco Sorci. * [[13 giugno]] [[1983]]: Triplice omicidio di Mario D'Aleo (Roma, 16 febbraio 1954 – Palermo, 13 giugno 1983) ufficiale dell'Arma dei Carabinieri, insieme ai suoi colleghi Giuseppe Bommarito e Pietro Morici. Assassinato da cosa nostra, è stato insignito della Medaglia d'oro al valor civile alla memoria. * [[1981 o 1982]]: caso di lupara bianca. Nel 1981 o 1982 avvenne l'omicidio di [[Emanuele D'Agostino]] (... – Palermo, 1981 o 1982) era uno dei pochi uomini della fazione avversaria a [[Salvatore Riina]] a non essersi accordato con lui e perciò un ex uomo di [[Stefano Bontate]] (che era stato assassinato da poco), [[Rosario Riccobono]], era segretamente passato dalla parte dei Corleonesi e per loro conto attirò D'Agostino in un'imboscata e lo strangolò facendo poi sparire il suo corpo nel(contracted; show full)* [[Stefano Bontate]] {{Cosa Nostra}} {{Portale|italia|sicilia|storia d'Italia}} [[Categoria:Conflitti della criminalità organizzata]] [[Categoria:Storia di Cosa nostra|Guerra 2]] [[Categoria:Storia della Sicilia contemporanea]] All content in the above text box is licensed under the Creative Commons Attribution-ShareAlike license Version 4 and was originally sourced from https://it.wikipedia.org/w/index.php?diff=prev&oldid=102047938.
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