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{{Divisione amministrativa
|Nome=Vignole Borbera
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==Monumenti e luoghi d'interesse==
=== L'abbazia di San Pietro di Precipiano ===
Non è accertato a chi si debba la paternità dell'[[abbazia]] di San Pietro in frazione Precipiano, la cui prima menzione esplicita si trova in un documento del [[983]].

Alcune fonti sostengono che essa venne voluta dall'abate [[Attala abate|Attala]] di [[Bobbio]], che tra il [[616]] e il [[626]] inviò in val Borbera il missionario evangelizzatore [[Ordine di San Colombano|colombaniano]] Meroveo<ref>
Lorenzo Tacchella. ''Sulle origini dell'Abbazia benedettina di San Pietro di Precipiano'', [[Archivum Bobiense]] n.24 (2002) pag.335-342</ref>, che avrebbe così eretto il primo [[cenobio]]. Un'altra tradizione retrodata la fondazione al [[722]], attribuendola al re [[Longobardi|longobardo]] [[Liutprando]] (712-744), che l'avrebbe eretta come omaggio votivo in concomitanza con la traslazione del corpo di [[Sant'Agostino]] da [[Cagliari]] a [[Pavia]]; questa tesi troverebbe parziale riscontro nell'iscrizione ''Liutprand Rex Longobardorum'' rinvenuta in uno degli ambienti abbaziali. 

Nel [[1125]] l'abbazia venne saccheggiata dai [[Repubblica di Genova|genovesi]]; a dicembre dello stesso anno l'[[arcivescovo di Milano]] [[Olrico da Corte]] la sottopose, insieme al vicino monastero di San Pietro a [[Savignone]], alla giurisdizione temporale del vescovo di [[Lodi]]; nel [[1157]] gli subentrò il vescovo di [[Tortona]], che per un certo periodo dovette però pagare un censo al vescovo di [[Lodi]]. 

Durante le operazioni militari contro [[Tortona]] l'abbazia venne occupata dai [[Pavia|pavesi]], ma nel [[1176]], per ordine dell'imperatore [[Federico Barbarossa|Federico I Barbarossa]], nell'ambito della reintegrazione dei beni confiscati a Tortona, la sede monastica venne restituita agli abati.

Nel [[1196]] [[papa Celestino III]] pose l'abbazia di Precipiano sotto protezione della [[Santa Sede]][http://www.comune.vignoleborbera.al.it/informazioni/storia/le-chiese L’Abbazia benedettina di San Pietro di Precipiano - Comune di Vignole Borbera]</ref><ref>Lorenzo Tacchella. ''Sulle origini dell'Abbazia benedettina di San Pietro di Precipiano'', [[Archivum Bobiense]] n.24 (2002) pag.335-342</ref>, che avrebbe così eretto il primo [[cenobio]]. Un'altra tradizione retrodata la fondazione al [[722]], attribuendola al re [[Longobardi|longobardo]] [[Liutprando]] (712-744), che l'avrebbe eretta come omaggio votivo in concomitanza con la traslazione del corpo di [[Sant'Agostino]] da [[Cagliari]] a [[Pavia]]; questa tesi troverebbe parziale riscontro nell'iscrizione ''Liutprand Rex Longobardorum'' rinvenuta in uno degli ambienti abbaziali. 

Comunque l'abbazia ed il territorio fin dall'epoca [[Longobardi|longobarda]] rientravano nei possedimenti dell'[[abbazia di San Colombano]] di [[Bobbio]] (PC) che dipendeva quindi dalla S. Sede<ref>Valeria Polonio Felloni ''Il monastero di San Colombano di Bobbio dalla fondazione all'epoca carolingia''</ref><ref>Eleonora Destefanis ''Il Monastero Di Bobbio in Eta Altomedievale''</ref><ref>C. Cipolla - G. Buzzi ''Codice Diplomatico del Monastero di S. Colombano di Bobbio fino all'anno MCCVIII'' - Volumi I-II-III, in Fonti per la Storia d'Italia, Tipografia del Senato, Roma 1918</ref>, il territorio con vari possedimenti era inserito nel grande [[Feudo monastico di Bobbio|feudo reale ed imperiale monastico]].

Al finire del [[X secolo]] sull'abbazia ebbe modo di esercitare una qualche giurisdizione il vescovo di Lodi [[Andrea (vescovo di Lodi)|Andrea]]<ref>[https://books.google.it/books?id=OUgGueC2N_IC&pg=PA72&lpg=PA72&dq=precipiano+bobbio&source=bl&ots=W6fIw6IYyV&sig=ACfU3U1WqER3H70ZBH-Hqy_4pxfRKW7Ywg&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwjKoqqRvdTiAhUCsaQKHexuDocQ6AEwCnoECAkQAQ#v=onepage&q=precipiano%20bobbio&f=false Giuseppe Antonio Botazzi, ''Osservazioni storico-critiche sui Ruderi di Libarna ed origine di alcuni castelli del tortonese'', Novi 1815 - pag 72-73]</ref> che nominò l'abate ''Neofito'', vi furono numerosi contrasti ed i monaci di Precipiano si ritirarono presso l'abbazia di Bobbio per raccomandarsi all'abate [[Gerberto d'Aurillac]] (futuro papa Silvestro II), egli scrisse all'imperatore [[Ottone II di Sassonia|Ottone II]]<ref>[https://docplayer.it/13758311-Lettere-di-gerbert-d-aurillac.html Lettere di Gerberto d'Aurillac - Prima parte (983-febbraio 989)]</ref> affinchè liberasse il monastero di Precipiano dalla tirannia e dalla desolazione che vi portavano il vescovo e l'abate Neofito.

Nel [[1125]] l'abbazia venne saccheggiata dai [[Repubblica di Genova|genovesi]]; a dicembre dello stesso anno l'[[arcivescovo di Milano]] [[Olrico da Corte]] la sottopose, insieme al vicino monastero di San Pietro a [[Savignone]], nuovamente alla giurisdizione temporale del vescovo di [[Lodi]]; nel [[1157]] gli subentrò il vescovo di [[Tortona]], che per un certo periodo dovette però pagare un censo al vescovo di [[Lodi]]. 

Durante le operazioni militari contro [[Tortona]] l'abbazia venne occupata dai [[Pavia|pavesi]], ma nel [[1176]], per ordine dell'imperatore [[Federico Barbarossa|Federico I Barbarossa]], nell'ambito della reintegrazione dei beni confiscati a Tortona, la sede monastica venne restituita agli abati.

Nel [[1196]] [[papa Celestino III]] pose l'abbazia di Precipiano sotto protezione della [[Santa Sede]] ed ai monaci bobbiesi successero i monaci di S. Vittore di Milano<ref>[https://books.google.it/books?id=Ww4_8mUomZQC&pg=PA926&lpg=PA926&dq=precipiano+bobbio&source=bl&ots=u0zjoDs3k3&sig=ACfU3U2QgHRP4veNvBcOUOcH5fH_ZTX63g&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwi-qauywdTiAhUEIMUKHTJqDDM4ChDoATAGegQICRAB#v=onepage&q=precipiano%20bobbio&f=false Attilio Zuccagni - Orlandini, ''Corografia fisica, storica e statistica, dell'Italia e delle sue isole'' - Volume III degli Stati Sardi italiani di terraferma, Firenze 1836 - Paragrafo VI Provincia di Novi - Rovine di Libarna e l'abbazia di Precipiano pag.922-928]</ref>, confermandone i possedimenti:
* la chiesa di Santa Maria di [[Montaldo Bormida|Montaldo]]
* la chiesa di Sant'Andrea di [[Rigoroso]] ([[Arquata Scrivia]])
* il monastero San Pietro di [[Savignone]]
* la cappella di San Michele di [[Savignone]]
* la cappella di San Salvatore di [[Savignone]]
* la cappella di San Giacomo del Ponte di [[Savignone]]
* la chiesa di San Bartolomeo di Vallecalda ([[Savignone]])
* la chiesa di Santa Maria di Vaccarezza ([[Savignone]])
* la chiesa di Santo Stefano di Regedabio (ora [[Casella (Italia)|Casella]])
* la chiesa di San Giorgio di [[Sarissola]] ([[Busalla]])
* la chiesa di San Martino di Parissone a Vallegge ([[Crocefieschi]])
* la chiesa di Sant'Andrea di Caserza ([[Valbrevenna]])
* la chiesa di San Salvatore di Pratolungo ([[Gavi]])
* la chiesa di Sant'Eusebio di Varinella ([[Arquata Scrivia]])
* la chiesa di San Pantaleone di Gazzo
* la chiesa di San Martino di Gazzo
* la chiesa di Santa Maria di Vicaglione
* la chiesa di Sant'Ambrogio di Graiolato
* la chiesa di San Pietro di [[Gambarana]]
* la chiesa di San Paolo di [[Sartirana Lomellina|Sartirana]]
* il monastero di Sant'Agata [[Lomello]]<ref>[http://www.comune.lomello.pv.it/territorio/monumenti/s-agata Monastero di Sant'Agata . Comune di Lomello]</ref>.

A seguire, in un periodo imprecisato, l'abbazia entrò nell'orbita della famiglia Rati Opizzoni di Castel Ratti ([[Borghetto di Borbera]]), che fra il [[1302]] e il [[1396]] espresse propri membri sia alla carica di abate, sia a quella di castellano di Precipiano.

(contracted; show full)* {{cita web|http://www.comune.vignoleborbera.al.it/|Sito del comune di Vignole Borbera}}

{{Borbera}}
{{Comuni della provincia di Alessandria}}
{{Controllo di autorità}}
{{Portale|Piemonte}}

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