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{{F|centri abitati della Lombardia|gennaio 2014}}
{{Divisione amministrativa
|Nome=Tresivio
|Panorama=Tresivio.JPG
|Didascalia=Scorcio del centro abitato
|Bandiera=Tresivio-Gonfalone.png
|Voce bandiera=
|Stemma=Tresivio-Stemma it.png
|Voce stemma=
|Stato=ITA
|Grado amministrativo=3
|Divisione amm grado 1=Lombardia
|Divisione amm grado 2=Sondrio
|Amministratore locale=Fernando Baruffi<!-- nome, cognome SENZA titoli-->
|Partito=[[lista civica]]
|Data elezione=07/06/2009 <!--DATA DI ELEZIONE, usare il formato GG/MM/AAAA-->
|Data istituzione=
|Altitudine=
|Abitanti=1990
|Note abitanti=[http://demo.istat.it/bilmens2018gen/index.html Dato Istat] - Popolazione residente al 30 novembre 2018.
|Aggiornamento abitanti=30-11-2018
|Sottodivisioni=[[Acqua (Tresivio)|Acqua]] (comprendente contrada Rusconi, Piedo, Ca' Masotti, Sant'Abbondio, Sant'Antonio); Tresivio Centro; Foppa; San Tomaso; Ca' Menatti; Rodola.
|Divisioni confinanti=[[Montagna in Valtellina]], [[Piateda]], [[Poggiridenti]], [[Ponte in Valtellina]]
|Zona sismica=4
|Gradi giorno=
|Diffusività=
|Nome abitanti= Trasif, Tresiviaschi o Tresiviesi
|Patrono=[[San Pietro]] e [[San Paolo di Tarso|san Paolo]]
|Festivo=29 giugno
|PIL=
|PIL procapite=
|Mappa=Map of comune of Tresivio (province of Sondrio, region Lombardy, Italy).svg
|Didascalia mappa=Posizione del comune di Tresivio nella provincia di Sondrio
}}
[[File:Santuario della Santa Casa Tresivio.jpg|thumb|upright=1.4|Santa Casa Lauretana a Tresivio]]
'''Tresivio''' (''Tresif'' in [[dialetto valtellinese]]<ref>{{cita libro| AA. | VV. | Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani | 2006 | UTET | Milano}}</ref>) è un piccolo [[Comune (Italia)|comune italiano]] che conta 1.990 abitanti, situato in [[Valtellina]] nella [[provincia di Sondrio]], in [[Lombardia]]. Noto per la Santa Casa Lauretana, una traslazione di quella lauretana.

== Geografia fisica ==
Tresivio è un paese di poco meno di 2100 abitanti in [[Valtellina]], un'ampia vallata longitudinale che si apre fra le [[Alpi Retiche]] (o versante solivo a nord) e le Orobie a sud. Nel fondo della valle scorre il fiume [[Adda]], tributario del [[Lago Lario]]. Tresivio si trova sul versante retico della [[Valtellina]], alla destra orografica dell'[[Adda]], e il suo centro è attraversato dalla Strada Panoramica dei Castelli. Il [[Comune]] presenta una conformazione orografica piuttosto semplice, ma caratteristica: origina dal fondovalle e sale verso monte con due strutture morfologicamente molto interessanti quali la Rupe del Calvario e il Conoide della Fiorenza (un'antica città sepolta, nel Medioevo, da una frana; secondo la leggenda, in un'ora imprecisa verso il tramonto, si possono ancora sentire le campane della città suonare a festa).
È attraversato da due torrenti: il Rhon, che segna il confine fra Tresivio e Ponte, e la Rogna, delimitante di Tresivio e Poggiridenti, entrambi affluenti dell'[[Adda]]. Tresivio è un paese eminentemente agricolo, molto ricco di vigneti (caratteristici quelli sotto la Santa Casa) e meleti.
A monte del centro una strada che risale il versante, procedendo tra i vigneti, conduce alle frazioni di Piedo, S. Abbondio, alla contrada Masotti e all'ultima Sant'Antonio. Proseguendo si giunge poi a [[Prasomaso]] (1200 m s.l.m.) dove, proprio in merito alla mitezza del clima e alla purezza dell'aria filtrata dagli innumerevoli pini e abeti che circondano la zona, alla fine dell'800 venne costruito uno dei primi sanatori italiani per affetti da tubercolosi; dopo il 1970 venne adibito a colonia estiva, al giorno d'oggi è abbandonato.
La strada indi sale sull'ampia spianata glaciale di Boirolo (1615 m s.l.m.), località divenuta ultimamente centro residenziale estivo dei tresiviaschi, caratteristica per la sua spettacolare veduta sulle Orobie e sulla [[valle]] dell'[[Adda]]. Proseguendo a piedi dal punto più alto di Boirolo (un prato disabitato chiamato “Sgiazza”, ultimamente italianizzato “Biazza” ma è meno usato), si arriva alla località Santo Stefano a 1830 m s.l.m. teatro delle feste organizzate dagli Alpini (la più importante si svolge la prima domenica del mese di agosto, caratterizzata dal [[pranzo]] a base di [[polenta]] e [[salsicce]] e dalla [[lotteria]] comunale). Da qui si può partire per escursioni alla Corna Mara, Brutana e alla Vetta di Rhon.

== Origini del nome ==
Il nome di "Tresivio" deriva con tutta probabilità dal latino ''tres viae'', tre vie, per via dell'originario centro del paese in cui si incontravano le tre vie principali, dal quale poi si è sviluppato il paese moderno.

== Storia ==
Le remote origini dei primi insediamenti nella zona sono confermate dal ritrovamento nel [[1871]], ai piedi della rupe del Calvario, precisamente nella Piazza Fontana (una piccola piazza non lontana dal centro vero e proprio del paese, caratteristica per la fontana di sasso che gorgoglia nel mezzo e che, nel periodo natalizio, diventa uno dei tanti scenari sparsi in tutto Tresivio di un presepe), di un'importante lapide dall'iscrizione nord-etrusca (taluni studiosi la considerano retica) e di numerosi reperti di origini romane. Il toponimo di “Tresivio” appare già citato in documenti risalenti all'XI secolo: nell'anno [[1016]] infatti è denominato “Trecive”, derivato dal latino “tres viae” - tre vie, e nel [[1022]] “Tresivi” (termine di dubbia origine, probabilmente lombardo-orientale dal significato greppia, mangiatoia). Durante l'età del Medioevo il paese visse un momento di particolare espansione e grandezza: era a capo di una vasta Pieve comprendente Montagna, Faedo, Pendolasco (l'antico nome dell'attuale Poggiridenti), Boffetto, Piateda, Sazzo, Ponte, Chiuro, Castionetto e Castello dell'Acqua. Il Vescovo di Como, che aveva notevoli possedimenti nella zona, era solito risiedere nel palazzo vescovile di Tresivio per tre mesi all'anno. Durante la Signoria dei Visconti e degli Sforza ([[1325]]-[[1500]]), Tresivio diventò capoluogo della Valtellina: era la sede del Tribunale Supremo della Valle e il Governatore ducale era tenuto ad andare a Tresivio per l'amministrazione corretta della giustizia in Valtellina. Proprio sulla rupe del Calvario, chiamata “Motta”, sorgevano il palazzo del marchese Malaspina, capitano generale della valle per conto dei Visconti, la chiesa parrocchiale, le chiesette di San Michele e San Giovanni Battista, il palazzo vescovile ed infine il castello. La traccia più antica relativa al castello risale però al 1046: esso apparteneva, come gli altri di pieve, al Vescovo di Como. Le terre di proprietà del catello erano mantenute a spese di tutti coloro che ne erano difesi e venivano chiamate comunemente “castra”.
Le guerre fra le fazioni guelfe e ghibelline rovinarono Tresivio: nel [[1437]] venne praticamente distrutto dal signore locale appartenente alla fazione guelfa, Antonio Beccaria, durante la dura lotta contro Stefano di Pendolasco. Nel [[1487]], in occasione della seconda invasione dei Grigioni, venne saccheggiato il castello, e in seguito definitivamente distrutto (precisamente nel [[1513]]). Oggi esistono ancora diversi resti dell'imponente maniero, sulla cima del colle dove sorge la seicentesca chiesetta dedicata a San Michele.

Dopo la distruzione del Castello, il centro della vita politica e religiosa del borgo si spostò dal Calvario alla contrada Romanasca, dove sorse la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo e trovarono posto anche i palazzi dei Guicciardi che, progressivamente, sostituirono i Beccaria nella Signoria del paese. Intanto si svilupparono le contrade di Borgo, Piazza, Foppa, San Tomaso (uno dei suoi nuclei più antichi) e Menatti.
Nel Medioevo il territorio di Tresivio era genericamente denominato Tresivio Piano, corrispondente all'attuale territorio del comune di Piateda, e Tresivio Monte, di cui facevano parte, oltre a Tresivio e Acqua, anche Paiosa e Boffetto. Il 30 agosto [[1427]] avvenne la scissione fra il comune di Tresivio Piano e Tresivio Monte. Il 5 novembre [[1473]] la parte montana del comune di Tresivio veniva a formare un nuovo organismo indipendente chiamato “Monte dell'Acqua” o, più semplicemente, “Acqua”.
Nel [[XVI secolo]] la Comunità di Acqua presentava un numero di famiglie superiore a quello del borgo. Seguirono alterne vicende di contrasti fra le due comunità, differenziate in riunioni e separazioni: riunione nel [[1600]], separazione nel [[1603]], riunione definitiva nel [[1867]]. Durante tutto questo periodo Tresivio si dotò di statuti autonomi che regolavano la vita comunitaria dal punto di vista amministrativo, giudiziario ed economico. La copia conservata degli Statuti di Tresivio risale al [[1678]], ma esistono riferimenti documentati ad altri statuti risalenti al [[XIII secolo]]. Dal [[1613]] anche la comunità di Monte dell'Acqua si dotò di un proprio statuto che ne sanciva l'autonomia da Tresivio attraverso l'elezione di un proprio decano e di propri consiglieri.
Con l'inizio della dominazione del Canton Grigioni (nel [[1512]]), Tresivio perse il suo importante ruolo di capoluogo a favore di Sondrio, posto in un luogo più comodo per i trasporti, le comunicazioni, il passaggio di merci, l'ingrandimento dell'economia valtellinese e, non in ultimo, l'espansione fisica della città. Tresivio rimase però, fino verso il [[1540]], la sede del Vicario di Valle, che aveva le funzioni di giudice. Nel [[1600]] il paese si trovò coinvolto in prima persona nei difficili anni delle guerre di Valtellina incominciate con la rivolta contro i Grigioni, nel 19 luglio del [[1620]]. Le guerre furono accompagnate da carestie ed epidemie tra cui la temibile peste del [[1630]].
Per voto le comunità valtellinesi scelsero Tresivio per l'erezione di un santuario alla Vergine Maria: il 30 novembre [[1646]] veniva posta la prima pietra di quella che adesso è la Santa Casa, in seguito divenuta il simbolo della comunità nonché alla devozione dell'intera Valtellina alla Vergine Maria.
La Santa Casa richiama quindi lo spiccato ruolo che Tresivio ebbe nella vita religiosa e civile del passato e, nonostante il declino manifestato durante la dominazione dei Grigioni, il paese, grazie al suo famoso Santuario, poté conservare un ruolo di rilievo nella storia valtellinese moderna.

== Monumenti e luoghi d'interesse ==
=== Architetture religiose ===
* Chiesa Parrocchiale di SS Pietro e Paolo, P.zza SS Pietro e Paolo, Tresivio Centro
* Chiesa di S. Giovanni, P.zza SS Santi Pietro e Paolo, Tresivio Centro
* Chiesa del Calvario, via Calvario, Tresivio Centro (posta sulla Rupe del Calvario)
* Chiesa di S. Tomaso, contrada S. Tomaso
* Chiesa di S. Rocco, contrada di Piedo (attorno alla cui si sviluppa tutta la contrada, nel quale stretto dialetto è chiamata "Cè")
* Chiesa di S. Abbondio, contrada di S. Abbondio
* Chiesa di S. Antonio, contrada di S. Antonio
* Chiesa di S. Stefano, Località S. Stefano

;Santa Casa Lauretana
{{vedi anche|Santuario di Nostra Signora di Loreto (Tresivio)}}
Eretta in stile [[Architettura barocca|barocco]] a partire dal 1646, è una tra le chiese più ampie della Valtellina ed è dedicato alla [[natività di Maria]] che ricorre l'8 settembre.

== Società ==
=== Evoluzione demografica ===
{{Demografia/Tresivio}}

== Amministrazione ==
{{...|centri abitati}}

== Note ==
<references/>

== Bibliografia ==
{{...|centri abitati}}

== Altri progetti ==
{{interprogetto}}

== Collegamenti esterni ==
* {{Collegamenti esterni}}

{{Comuni della provincia di Sondrio}}
{{Controllo di autorità}}
{{Portale|Lombardia}}

[[Categoria:Tresivio| ]]