Difference between revisions 109690972 and 111900353 on itwiki{{Divisione amministrativa | Nome = Palazzo San Gervasio | Panorama = | Didascalia = | Bandiera = Palazzo San Gervasio-Gonfalone.png | Voce bandiera = | Stemma = Palazzo_San_Gervasio-Stemma.png | Stato = ITA (contracted; show full) === Architetture civili === Percorrendo le vie del paese si possono ammirare vari palazzi come ''Palazzo Mancinelli, Palazzo Lancellotti'' con la cappella di famiglia, ''Palazzo Pizzuti'' e ''Palazzo D'Errico'' che costruito intorno al 1800, conserva interessanti affreschi e dipinti. ==== "Palatium Regium": il castello marchesale ==== {{Vedi anche|Castello marchesale (Palazzo San Gervasio)}} Il castello di Palazzo San Gervasio risale all'epoca normanna, mentre il suo riattamento fu quasi certamente fatto eseguire su progetto di Federico II, che oltre ad essere un grande condottiero ed un sagace ed accorto politico, fu pure un valente ingegnere. La sua costruzione, come palatium regium, risale al 1050 circa; esso aveva prima forma quadrata, che è la forma tipica degli edifici militari normanni, con due torrioni ai lati a pianta quadrata e che, con il tempo e l'opera vandalica degli uomini, sono andati del tutto distrutti. Vi erano anche quattro bifore e una trifora centrali simili ad una loggia, che ancor oggi si possono scorgere, anche se murate; in seguito il primitivo disegno architettonico fu completamente modificato. Il castello fu prima destinato a residenza di campagna dei principi normanni e come luogo di caccia e di svago degli Svevi: domus solatiorum; in seguito come posto di vedetta e di difesa del territorio ricco di boschi e di pascoli contro i Saraceni che scorrazzavano ancora nella vicina Puglia o contro i Bizantini o Greci che combattevano contro i Normanni, i quali volevano a qualsiasi costo soppiantarli, come attestano i cronisti coevi. Intorno e vicino all'ostello vennero costruite di poi delle casette per il personale dipendente, le quali cominciarono a formare quel rione che si chiamò Santo Spirito e che aveva al suo centro una chiesetta, non più esistente sin dalla fine del Cinquecento, costruita probabilmente, ad opera di devoti lombardi, al servizio dei Normanni (altrimenti non si riuscirebbe a spiegare l'intitolazione della chiesa, nel sud d'Italia, a martiri cristiani del nord) dedicata ed intitolata ad uno dei santi martiri del cristianesimo: Gervasio fratello gemello di Protasio, di cui si parla in due [[bolla pontificia|bolle pontificie]] di [[Papa Pasquale II|Pasquale II]] (1099-1118): datata, dal [[Laterano]], la prima, 22 maggio [[1103]], in cui si accenna all'esistenza di detta chiesa: «Ecclesiam Sanctorum martyrum Gervasii et Protasii in Bandusino fonte apud Venusiam»; la seconda, datata da [[Albano Laziale|Albano]] il 16 giugno [[1106]], in cui si pone la stessa alle dipendenze dell'[[arcidiocesi di Acerenza|arcivescovo di Acerenza]]. L'imperatore [[Federico II di Svevia|Federico II]] fece riattare il castello che gli doveva servire prima come luogo di caccia — che era il suo hobby preferito — e dopo come posto ideale — a causa dei ricchi pascoli ivi esistenti — per l'allevamento della razza dei cavalli, cosiddetti murgesi, allora molto richiesti, e specie quella dei cavalli arabi che l'augusto sovrano, tra le altre, preferiva. In queste scuderie venivano anche selezionati, a cura di un ''magister aratiarum'', i superbi stalloni di razza reale che facevano spicco durante i fastosi cortei imperiali. Ma il castello fu più frequentato e divenne molto più celebre al tempo di re [[Manfredi di Sicilia|Manfredi]] (1232-1266), figlio naturale di Federico II e di Bianca, il quale, dopo la vittoria conseguita durante la [[Manfredi di Sicilia#Lo scontro con il papato|battaglia di Foggia]], nell'estate del 1255, vi soggiornò a lungo. Infatti il valoroso principe, ancora ventitreenne, in quel castello, dopo la suddetta vittoria sull'esercito pontificio comandato dal cardinale di [[Santa Maria in Via Lata (diaconia)|Santa Maria in Via Lata]], [[Ottaviano degli Ubaldini]], legato del [[papa Alessandro IV]] (1254-1261) e considerato a torto dall'opinione pubblica del tempo come il traditore della causa [[guelfi|guelfa]] per aver stipulato, dopo la sconfitta di Foggia, un trattato con Manfredi in cui egli assecondava i disegni del principe a discapito della causa pontificia (la logica delle cose vuole, però, che chi perde deve sottostare alle proposte del vincitore, pena la ripresa delle ostilità che il Cardinale in quel momento non era in grado, in nessun modo, di affrontare), si ritirò con il suo seguito per ristorarsi dalle fatiche della guerra. Il luogo, d'altronde, era ameno per la salubrità dell'aria e per la copiosità delle acque limpide e salutari e ''venationibus delectabilem'' — secondo quanto scrive il cronista [[Historia de rebus gestis Frederici II imperatoris|Jamsilla]], ma, tra i sollazzi della caccia al [[cinghiale]], al cervo e al daino e i refrigeri del bosco vicino, il giovane principe, ''aliquantum aegrotavit'', si ammalò molto probabilmente di broncopolmonite tanto che fu prossimo alla morte.⏎ ⏎ ==== Pinacoteca e Biblioteca "Camillo d'Errico" ==== Il 2 novembre 1897, due giorni dopo la sua morte, Camillo d'Errico lasciava alla comunità di Palazzo San Gervasio la più grande raccolta d'arte privata del Meridione: 298 tele del XVII e XVIII secolo, 500 stampe dello stesso periodo, 8.000 volumi della sua biblioteca (alcune serie uniche al mondo), più due palazzi prospicienti, alla collettività di questo paese. Camillo d'Errico fu uno dei più illuminati esponenti della sua (contracted; show full)* www.pinacotecaderrico.it * http://www.palazzosangervasio.net/ {{Comuni della provincia di Potenza}} {{Controllo di autorità}} {{Portale|Basilicata}} [[Categoria:Comuni della provincia di Potenza]] All content in the above text box is licensed under the Creative Commons Attribution-ShareAlike license Version 4 and was originally sourced from https://it.wikipedia.org/w/index.php?diff=prev&oldid=111900353.
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