Difference between revisions 109806878 and 109930505 on itwiki{{Divisione amministrativa |Nome=Vignole Borbera |Panorama=Vignole Borbera.JPG |Didascalia= |Bandiera=Vignole Borbera-Gonfalone.png |Voce bandiera= |Stemma=Vignole Borbera-Stemma.png |Voce stemma= (contracted; show full) === Origine del nome === Il toponimo deriverebbe dal latino ''Vineola'', termine rendibile come "piccolo appezzamento di terreno coltivato a [[vigneto|vigna]]"; gli si associa un determinante indicante il torrente [[Borbera]], sul cui alveo insiste il paese. {{clear}} ==Monumenti e luoghi d'interesse== === L'abbazia di San Pietro di Precipiano === [[File:Villa_Cauvin_e_Torre_Abbazia_Precipiano_1957.png|thumb|Villa Cauvin e la torre abbaziale di Precipiano fotografati nel [[1957]].]] Non è accertato a chi si debba la paternità dell'[[abbazia]] di San Pietro in frazione Precipiano, la cui prima menzione esplicita si trova in un documento del [[983]]. Alcune fonti sostengono che essa venne voluta dall'abate [[Attala abate|Attala]] di [[Bobbio]], che tra il [[616]] e il [[626]] inviò in val Borbera il missionario evangelizzatore [[Ordine di San Colombano|colombaniano]] Meroveo<ref>{{Cita web |url=http://www.comune.vignoleborbera.al.it/informazioni/storia/le-chiese |titolo=L’Abbazia benedettina di San Pietro di Precipiano - Comune di Vignole Borbera |accesso=6 giugno 2019 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20190606110512/http://www.comune.vignoleborbera.al.it/informazioni/storia/le-chiese |dataarchivio=6 giugno 2019 |urlmorto=sì }}</ref><ref>Lorenzo Tacchella. ''Sulle origini dell'Abbazia benedettina di San Pietro di Precipiano'', [[Archivum Bobiense]] n.24 (2002) pag.335-342</ref>, che avrebbe così eretto il primo [[cenobio]]. Un'altra tradizione retrodata la fondazione al [[722]], attribuendola al re [[Longobardi|longobardo]] [[Liutprando]] (712-744), che l'avrebbe eretta come omaggio votivo in concomitanza con la traslazione del corpo di [[Sant'Agostino]] da [[Cagliari]] a [[Pavia]]; questa tesi troverebbe parziale riscontro nell'iscrizione ''Liutprand Rex Longobardorum'' rinvenuta in uno degli ambienti abbaziali. Le evidenze documentali mostrano che l'abbazia e il territorio rientravano fin dall'epoca [[Longobardi|longobarda]] nel grande [[Feudo monastico di Bobbio|feudo reale ed imperiale monastico]] dell'[[abbazia di San Colombano]] in [[Bobbio]] (PC) che gestiva in zona la [[Via Postumia]], e che dipendeva quindi in ultima istanza dalla [[Santa Sede]]<ref name="ref_C" /><ref name="ref_B" /><ref name="ref_A" />. L'abbazia non solo deteneva molti possedimenti in val Scrivia e val Bormida nell'alessandrino, ma era ricca di possedimenti nel tortonese, nel lodigiano, nel pavese, nel genovesato e nel lucchese<ref>[http://www.societastoricalodigiana.it/archivio/download/archivio%20storico%20lodigiano%201918.pdf ''Archivio Storico Lodigiano'', Lodi, 1918 - pag.82-88]</ref>. Sul finire del [[X secolo]] l'abbazia fu soggetta a una qualche giurisdizione del vescovo di Lodi [[Andrea (vescovo di Lodi)|Andrea]]<ref>[https://books.google.it/books?id=OUgGueC2N_IC&pg=PA72&lpg=PA72&dq=precipiano+bobbio&source=bl&ots=W6fIw6IYyV&sig=ACfU3U1WqER3H70ZBH-Hqy_4pxfRKW7Ywg&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwjKoqqRvdTiAhUCsaQKHexuDocQ6AEwCnoECAkQAQ#v=onepage&q=precipiano%20bobbio&f=false Giuseppe Antonio Botazzi, ''Osservazioni storico-critiche sui Ruderi di Libarna ed origine di alcuni castelli del tortonese'', Novi 1815 - pag 72-73]</ref>, che vi nominò l'abate ''Neofito'': la potestà non era tuttavia unanimemente accettata, sicché i monaci di Precipiano si ritirarono presso l'abbazia di Bobbio per raccomandarsi all'abate [[Gerberto d'Aurillac]] (futuro papa Silvestro II), il quale scrisse all'imperatore [[Ottone II di Sassonia|Ottone II]]<ref>[https://docplayer.it/13758311-Lettere-di-gerbert-d-aurillac.html Lettere di Gerberto d'Aurillac - Prima parte (983-febbraio 989)]</ref> domandandogli di liberare il monastero di Precipiano dalla tirannia e desolazione" che vi avevano portato il vescovo lodigiano e il relativo abate. Nel [[1125]] l'abbazia venne saccheggiata dai [[Repubblica di Genova|genovesi]]. A dicembre dello stesso anno l'[[arcivescovo di Milano]] [[Olrico da Corte]] la sottopose nuovamente, insieme al vicino monastero di San Pietro a [[Savignone]], alla giurisdizione temporale del vescovo di [[Lodi]]; nel [[1157]] gli subentrò il vescovo di [[Tortona]], che per un certo periodo dovette però pagare un censo al vescovo di [[Lodi]]. Durante le operazioni militari contro [[Tortona]] l'abbazia venne occupata dai [[Pavia|pavesi]], ma nel [[1176]], per ordine dell'imperatore [[Federico Barbarossa|Federico I Barbarossa]], nell'ambito della reintegrazione dei beni confiscati a Tortona, la sede monastica venne restituita agli abati. Nel [[1196]] [[papa Celestino III]] pose l'abbazia di Precipiano sotto protezione della [[Santa Sede]] e ai monaci bobbiesi subentrarono quelli del [[Monastero di San Vittore al Corpo|monastero di San Vittore al Corpo di Milano]]<ref>[https://books.google.it/books?id=Ww4_8mUomZQC&pg=PA926&lpg=PA926&dq=precipiano+bobbio&source=bl&ots=u0zjoDs3k3&sig=ACfU3U2QgHRP4veNvBcOUOcH5fH_ZTX63g&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwi-qauywdTiAhUEIMUKHTJqDDM4ChDoATAGegQICRAB#v=onepage&q=precipiano%20bobbio&f=false Attilio Zuccagni - Orlandini, ''Corografia fisica, storica e statistica, dell'Italia e delle sue isole'' - Volume III degli Stati Sardi italiani di terraferma, Firenze 1836 - Paragrafo VI Provincia di Novi - Rovine di Libarna e l'abbazia di Precipiano pag.922-928]</ref>, ai quali vennero confermati i seguenti possedimenti<ref>Giuseppe Antonio Botazzi, [https://books.google.it/books?id=OUgGueC2N_IC&printsec=frontcover&dq=inauthor:%22Giuseppe+Antonio+Botazzi%22&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiN29uJq_jiAhXBb1AKHf_dCy0Q6AEIKDAA#v=onepage&q&f=false Osservazioni storico-critiche sui ruderi di Libarna ed origine di alcuni castelli del Tortonese], Stamperia Tessera, [[Novi Ligure|Novi]], 1815, pag. 78</ref>: * la chiesa di Santa Maria di [[Montaldo Bormida|Montaldo]] * la [[Chiesa di Sant'Andrea Apostolo (Rigoroso)|chiesa di Sant'Andrea]] di [[Rigoroso]] ([[Arquata Scrivia]]) * il [[Chiesa di San Pietro (Savignone)|monastero San Pietro]] di [[Savignone]] * la cappella di San Michele di Savignone * la [[Monastero di San Salvatore (Savignone)|cappella di San Salvatore]] di Savignone * la cappella di San Giacomo del Ponte di [[Savignone]] * la [[Chiesa di San Bartolomeo (Savignone)|chiesa di San Bartolomeo di Vallecalda]] (Savignone) * la chiesa di Santa Maria Assunta di Vaccarezza (Savignone) * la [[Chiesa di Santo Stefano (Casella)|chiesa di Santo Stefano]] di Regedabio (ora [[Casella (Italia)|Casella]]) * la [[Chiesa di San Giorgio (Sarissola)|chiesa di San Giorgio]] di [[Sarissola]] ([[Busalla]]) * la chiesa di San Martino di Parissone a Vallegge ([[Crocefieschi]]) * la [[Chiesa di Sant'Andrea di Bovarizia|chiesa di Sant'Andrea di Caserza]] ([[Valbrevenna]]) * la chiesa di San Salvatore di Pratolungo ([[Gavi]]) * la chiesa di Sant'Eusebio di [[Varinella]] ([[Arquata Scrivia]]) * la cappella di San Pantaleone di Gazzo * la cappella di San Martino di Gazzo ([[Pozzolo Formigaro]]) * la chiesa di Santa Maria di Vicaglione * la chiesa di Sant'Ambrogio di Graiolato * la chiesa di San Pietro di [[Gambarana]] * la chiesa di San Paolo di [[Sartirana Lomellina|Sartirana]] * il monastero di Sant'Agata di [[Lomello]]<ref>[http://www.comune.lomello.pv.it/territorio/monumenti/s-agata Monastero di Sant'Agata . Comune di Lomello]</ref>. A seguire, in un periodo imprecisato, l'abbazia entrò nell'orbita della famiglia Rati Opizzoni di Castel Ratti (poi parte del comune di [[Borghetto di Borbera]]), che fra il [[1302]] e il [[1396]] espresse propri membri sia per la carica di abate, sia per quella di castellano di Precipiano. Nel [[1427]] Precipiano venne unita all'abbazia benedettina [[Abbazia della Cervara|della Cervara]] ([[Santa Margherita Ligure]]), dalla quale fu nuovamente separata nel [[1521]], quando passò alle dipendenze dell'[[Chiesa di San Vittore al Corpo (Milano)|abbazia di San Vittore di Milano]], entrando quindi nell'ambito degli [[olivetani]]. Nel [[1477]] l'abbazia precipianese fu visitata dal podestà di [[Tortona]] Leonardo Astolfo, che ne notò la posizione strategica per eventuali scopi militari: {{Citazione|[in caso di guerra] ...si potria da essa abbatia dare grandissimo danno. In mezo de dicta insuletta è l'abbatia cum la chexa et una rocheta forte et la torre alta che signoreza il luogo.}} Nel [[1785]], siccome il [[Regno di Sardegna|re di Sardegna]] [[Vittorio Amedeo III]] aveva ricevuto in feudo Precipiano e Vignole, i beni dell'abbazia vennero espropriati e venduti a un tal Ballestrero di Genova; il 26 novembre [[1792]] essa venne abbandonata dai monaci, a somiglianza delle dipendenze ecclesiastiche di Variana ([[Grondona]]), Varinella ([[Arquata Scrivia]]) e Vignole. Agli inizi dell'Ottocento il canonico Bottazzi visitò il sito abbaziale e annotò nelle sue memorie l'esistenza di una sala sotterranea dell'edificio originale, praticamente intatta, che definì «perfetta struttura [[Longobardi|longobarda]]» con pianta a croce latina, [[navata]] unica e [[abside]] emisferico, frattanto adibita a cantina. I resti dell'abbazia furono distrutti nel [[1815]], salvando solo la torre centrale [[merlo ghibellino|merlata alla ghibellina]], che risulta pertanto essere il più antico edificio di tutta la [[val Borbera]]. Ai primi del [[XX secolo]] il sito ex-abbaziale venne acquistato dalla famiglia Cauvin (titolare dell'[[Gruppo Cauvin|omonimo gruppo industriale]]), che nel [[1916]] eresse presso la torre una dimora gentilizia (villa Ernesto Cauvin), ricavandovi attorno una vasta tenuta recintata; nei dintorni vennero inoltre impiantati alcuni dei loro siti produttivi. Ai Cauvin si devono altresì varie opere munifiche in favore della comunità vignolese: al patriarca Vittorio (colloquialmente soprannominato "sire di Precipiano") è stata poi intitolata la scuola materna comunale. === Chiesa di San Lorenzo Martire === [[File:Vignole Borbera-chiesa san lorenzo-facciata.jpg|thumb|left|La chiesa settecentesca di San Lorenzo Martire di Vignole Borbera]] La chiesa di [[San Lorenzo Martire]] risale alla seconda metà del XVIII secolo, venne iniziata nel [[1786]] a seguito dell'ampliamento e alla ristrutturazione dell'oratorio di San Giacomo, parrocchia dal [[1735]]. Nel [[1792]] passò al clero secolare con l'antico titolo di San Lorenzo affiancato a quello di San Giacomo. È assai spaziosa con una facciata tardo[[barocco|barocca]] e un campanile coronato a forma di bulbo al modo delle chiese ortodosse russe, la fonte battesimale proviene forse da Precipiano che è datato [[1735]], l'altare dedicato alla Madonna del Rosario è del diciottesimo secolo, nella nicchia c'è una statua della Vergine di inizio Novecento, l'altare destro è dedicato a San Giuseppe ed è ornato da una statua di San Giuseppe ottocentesca, sui due lati ci sono le statue in legno dipinto di San Giacomo a sinistra e di Sant'Agata a destra del tardo XVIII secolo, inoltre vi è una pala d'altare conservata in sacrestia. Si tratta di un dipinto che raffigura la ''Madonna col Bambino'' contornata dai ''Santi Giacomo e Lorenzo'' e in basso dalle ''Sante Maddalena e Agata con angeli reggenti''. === Chiesa di Nostra Signora delle Grazie === [[File:Chioccale2.jpg|thumb|La chiesa di Nostra Signora delle Grazie in località Chioccale]] La chiesa di Nostra Signora delle Grazie, chiamata comunemente "chiesa del Chioccale" dalla località in cui sorge, è ubicata nei pressi del presunto sito della vecchia chiesa di San Lorenzo di Pompeiana, di cui si ha la prima notizia nel 1307, poi demolita nel 1576 su ordine del visitatore apostolico. La chiesa si trova nei pressi della Strada Provinciale 140, fu costruita nel 1836 come ex voto alla [[Maria (madre di Gesù)|Madonna]] per la fine di un'[[epidemia]] di [[colera]], è a [[croce greca]] con cupola centrale, è di ridotte dimensioni. Ha una facciata semplice con un cornicione con la statua di ''Sant'Espedito'' in cemento sulla sommità commissionata negli anni '20, il portale è sormontato da un'epigrafe messa nel [[1899]], nella lunetta c'è una piccola scultura raffigurante ''San Giuseppe con il Bambino'', l'interno ha due altari uno dedicato a [[Santa Teresa di Lisieux]] e uno a [[Sant'Antonio da Padova]], l'altare maggiore è sormontato da un tronetto in pietra con l'icona marmorea della ''Madonna Col Bambino'' del [[1886]] sulla base. === Il "castello" === [[File:Castellovignole.jpg|thumb|left|Il "castello" di Vignole, costruito nel XVI secolo dalla famiglia Lonati, feudataria del paese]] Vicino alla parrocchiale di San Lorenzo si trova il cosiddetto "castello" di Vignole. Il complesso presenta una muratura in bozzette lavorate, che consente di datarne la costruzione al XVI-XVII secolo (quando Vignole era sottoposta al [[Ducato di Milano]] e infeudata alla famiglia Lonati, che controllava anche la vicina [[Borghetto di Borbera]]). Suo scopo iniziale era la protezione della via che porta da Vignole a località Mulino (guadata dal [[Borbera]]) e quindi a [[Stazzano|monte Spineto]] e [[Libarna]], nonché il fungere da residenza gentilizia. Nel corso dei secoli, persa la funzione difensiva, il castello (divenuto residenza privata, non visitabile) è stato oggetto di aggiunte e superfetazioni che ne hanno stravolto l'aspetto.⏎ ⏎ == Infrastrutture e trasporti == === Strade === Vignole Borbera è situato lungo la Strada Provinciale 140 "di [[val Borbera]]", che collega il comune con la [[Strada statale 35 dei Giovi]]. Il comune è inoltre servito dall'[[Autostrada A7 (Italia)|Autostrada A7]] "dei Giovi", mediante l'uscita Vignole-Arquata. === Autobus === Vignole è collegata a [[Novi Ligure]] per mezzo della linea bus gestita da '''[[Autolinee Val Borbera]]'''. (contracted; show full)* {{cita web|http://www.comune.vignoleborbera.al.it/|Sito del comune di Vignole Borbera}} {{Borbera}} {{Comuni della provincia di Alessandria}} {{Controllo di autorità}} {{Portale|Piemonte}} [[Categoria:Vignole Borbera| ]] All content in the above text box is licensed under the Creative Commons Attribution-ShareAlike license Version 4 and was originally sourced from https://it.wikipedia.org/w/index.php?diff=prev&oldid=109930505.
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