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{{Santo
|nome = Sant'Ilario di Poitiers
|immagine = Hilaryofpoitiers.jpg
|didascalia = ''L'ordinazione di Sant'Ilario'', manoscritto del XIV secolo
|note = [[Vescovo cattolico|Vescovo]] e [[Dottore della Chiesa]]
|nato = [[310]] ca.
|morto = [[367]]
|venerato da = Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
(contracted; show full) sua preesistenza presso il Padre; altri prendono in considerazione lo stato di abbassamento (''kénosis''), la sua discesa fino alla morte; altri, infine, lo contemplano nella gloria della risurrezione. Negli anni del suo esilio Ilario scrisse anche il ''Libro dei Sinodi,'' nel quale riproduce e commenta per i suoi confratelli Vescovi della Gallia le confessioni di fede e altri documenti dei sinodi riuniti in Oriente intorno alla metà del IV secolo. Sempre fermo nell
'opposizione agli ariani radicali, sant'Ilario mostra uno spirito conciliante nei confronti di coloro che accettavano di confessare che il Figlio era ''somigliante'' al Padre nell'essenza, naturalmente cercando di condurli verso la piena fede, secondo la quale non vi è soltanto una somiglianza, ma una vera uguaglianza del Padre e del Figlio nella divinità. Anche questo mi sembra caratteristico: lo spirito di conciliazione che cerca di comprendere quelli che ancora non sono arrivati e li aiuta, con grande intelligenza teologica, a giungere alla piena fede nella divinità vera del Signore Gesù Cristo.

Nel 360 o nel 361 Ilario poté finalmente tornare dall'esilio in patria e subito riprese l'attività pastorale nella sua Chiesa, ma l'influsso del suo magistero si estese di fatto ben oltre i confini di essa. Un [[Concilio di Parigi (361)|sinodo celebrato a Parigi nel 360 o nel 3611]] riprende il linguaggio del Concilio di Nicea. Alcuni autori antichi pensano che questa svolta antiariana dell’episcopato della Gallia sia stata in larga parte dovuta alla fortezza e alla mansuetudine del Vescovo di Poitiers. Questo era appunto il suo dono: coniugare fortezza nella fede e mansuetudine nel rapporto interpersonale. Negli ultimi anni di vita egli compose ancora i ''Trattati sui Salmi'', un commento a cinquantotto Salmi, interpretati secondo il principio evidenziato nell'introduzione dell'opera: «Non c’è dubbio che tutte le cose che si dicono nei Salmi si devono intendere secondo l’annunzio evangelico, in modo che, qualunque sia la voce con cui lo spirito profetico ha parlato, tutto sia comunque riferito alla conoscenza della venuta del Signore nostro Gesù Cristo, alla sua incarnazione, passione e regno, e alla gloria e potenza della nostra risurrezione» (''Istruzione sui Salmi'' 5). Egli vede in tutti i Salmi questa trasparenza del mistero di Cristo e del suo Corpo, che è la Chiesa. In diverse occasioni Ilario si incontrò con san Martino: proprio vicino a Poitiers il futuro Vescovo di Tours fondò un monastero, che esiste ancor oggi. Ilario morì nel 367. La sua memoria liturgica si celebra il 13 gennaio. Nel 1851 il beato Pio IX lo proclamò Dottore della Chiesa


== Culto ==
La [[Chiesa cattolica]] e quella [[Chiesa anglicana|anglicana]] lo ricordano il [[13 gennaio]], suo ''dies natalis'', ma fu iscritto nel [[Martirologio romano]] alla data del [[14 gennaio]], data ancora onorata nella [[Forma straordinaria]]. Fu dichiarato dottore della Chiesa dal [[papa Pio IX]] nel [[1851]].

== Opere ==
Di sant'Ilario restano degli scritti esegetici e teologici e alcuni inni.
(contracted; show full)[[Categoria:Ilario di Poitiers| ]]
[[Categoria:Dottori della Chiesa cattolica]]
[[Categoria:Filosofi francesi]]
[[Categoria:Santi per nome]]
[[Categoria:Santi della Gallia romana]]
[[Categoria:Santi del IV secolo]]
[[Categoria:Scrittori cristiani antichi]]
[[Categoria:Vescovi e arcivescovi di Poitiers]]