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Il [[Partito Democratico (Italia)|Partito Democratico]] nasce nel 2007. La scelta fu di dar vita ad un soggetto giuridico nuovo, che non nascesse dalla fusione dei partiti italiani di [[centro-sinistra]], esistenti in particolar modo tra i [[Democratici di Sinistra]] ([[Socialdemocrazia|socialdemocratici]]) e [[Democrazia è Libertà - La Margherita]] ([[Centrismo|centristi]] di area [[Cristianesimo sociale|cristiano sociale]] e [[Liberalismo sociale|socioliberale]]), pur riunendone i militanti che vi aderirono individualmente. Le vecchie organizzazioni politiche invece rimasero giuridicamente in vita. Il PD può essere considerato l'erede del progetto politico de [[L'Ulivo]], ideato da [[Romano Prodi]].

== Le origini ==
[[File:Schema formazione del PD.svg|thumb|upright=1.8|Schema della storia dei partiti che hanno dato vita al [[Partito Democratico (Italia)|Partito Democratico]], dall'inizio degli anni 1990 al 2008]]

=== Le prime proposte di un nuovo partito ===
Le prime proposte di un partito unitario dei moderati del centro-sinistra giunsero nel 1993 dal gruppo di [[Alleanza Democratica (Italia)|Alleanza Democratica]] di Ferdinando Adornato e Willer Bordon. In vista delle [[elezioni amministrative italiane del 1993|elezioni amministrative dell'ottobre 1993]], [[Marco Pannella]], tra i promotori dei [[referendum abrogativi in Italia del 1993|referendum del 18 aprile 1993]] per l'introduzione del sistema elettorale maggioritario, propone di dar vita ad una nuova area progressista e lancia a tal fine la ''Lista Pannella per il Partito Democratico''.

Diversi anni dopo [[Michele Salvati]], deputato eletto nelle liste dei Democratici di Sinistra in alcuni articoli pubblicati sui quotidiani ''[[Il Foglio (quotidiano)|Il Foglio]]''<ref>{{Cita news|nome = Michele|cognome = Salvati|titolo = Appello per il Partito Democratico|url = http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=4BCL3|formato = pdf|pubblicazione = [[Il Foglio (quotidiano)|Il Foglio]]|data = 10 aprile [[2003]]|p=1|accesso=27 agosto 2007}}</ref> e ''[[La Repubblica (quotidiano)|la Repubblica]]''<ref>{{Cita news|nome = Michele|cognome = Salvati|titolo = Perché voglio il Partito democratico|url = http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=4BV62|formato = pdf|pubblicazione = [[La Repubblica (quotidiano)|la Repubblica]]|p=17|data = 15 aprile [[2003]]|accesso=27 agosto 2007}}</ref> nell'aprile [[2003]], delineò un nuovo partito, nato dall'incontro tra le culture socialdemocratica, cristiano-sociale e socio-liberale.

Accolta con iniziale scetticismo, l'idea di Salvati fu ripresa da Romano Prodi, all'epoca presidente della [[Commissione europea]].

=== Dalla lista Uniti nell'Ulivo al Partito Democratico ===
{{vedi anche|L'Ulivo}}
{{citazione|Il Partito Democratico è cresciuto sulle radici dell'Ulivo.|[[Romano Prodi]]}}
[[File:Prodi Heiligendamm G8 2007 001 crop.jpg|thumb|upright=0.7|[[Romano Prodi]], tra i primi a lanciare l'idea di una lista unitaria]]
Nel 2003, [[Romano Prodi]] propose una lista unica in vista delle [[Elezioni europee del 2004 (Italia)|elezioni europee del 2004]]. La proposta venne accolta da: [[Democratici di Sinistra]], [[la Margherita]], [[Socialisti Democratici Italiani]] e i [[Movimento Repubblicani Europei|Repubblicani Europei]]. Nacque, così, la lista "Uniti nell'Ulivo", con l'obiettivo di consolidare un percorso di unità tra le forze riformiste del centrosinistra anche in occasione di successive elezioni locali e nazionali, e di dar vita ad una vera e propria federazione.

La lista unitaria raccolse il 31,1% dei voti, eleggendo 25 euro-parlamentari, che si divisero tra due gruppi parlamentari: i DS e lo SDI nel [[Gruppo del Partito del Socialismo Europeo]] (PSE); la Margherita (che aveva costituito il [[Partito Democratico Europeo]]) insieme al MRE aderirono al [[Gruppo dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa]] (ALDE).

Prodi sollecitò quindi la lista unitaria anche alle [[Elezioni politiche italiane del 2006|elezioni politiche del 2006]], ma La Margherita (con l'80% dell'Assemblea) si dichiarò contraria preferendo competere con il proprio simbolo, sostenendo che ciò avrebbe portato maggiori consensi.

Nel febbraio [[2005]] i partiti della lista siglarono un patto di federazione. La lista unitaria, così, si ripresentò alle [[elezioni regionali italiane del 2005|elezioni regionali del 2005]], tenute in aprile, ma soltanto in 9 delle 14 regioni chiamate al voto. L'unità d'intenti dei soggetti coinvolti in questa esperienza si consolidò anche in occasione delle elezioni primarie organizzate il 16 ottobre [[2005]] per scegliere il leader della nuova coalizione di centrosinistra, che prese il nome di [[L'Unione]]. I membri della federazione dell'Ulivo (comunemente chiamata anche "Fed") sostennero la candidatura di [[Romano Prodi]], che con il 74% dei voti, divenne il candidato proposto dal centrosinistra alla Presidenza del Consiglio per il [[2006]].

L'esperienza delle primarie dell'Unione, che portarono a votare oltre 4.300.000 cittadini, fecero rilanciare l'idea di costituire un vero e proprio partito unitario. Anche nella Margherita ritornò la sintonia verso tale progetto, tanto che l'assemblea federale del partito approvò all'unanimità la decisione di presentare la lista unitaria dell'Ulivo sulla scheda per l'elezione della [[Camera dei deputati (Italia)|Camera dei deputati]], seppur ciascuno con il proprio simbolo al [[Senato della Repubblica|Senato]].

Immediatamente dopo le primarie si era intanto consumata la rottura dello SDI, che dichiarò di non essere interessato alla costituzione di un partito unico, modificando la propria linea e soffermandosi su una visione molto marcata della [[laicità]] dello Stato. A tal proposito, i socialisti strinsero dapprima un accordo con i [[Radicali Italiani]] dando vita alla [[Rosa nel Pugno]]; successivamente si impegnarono in una "Costituente Socialista" con l'obiettivo di colmare il vuoto che sarebbe rimasto, all'indomani della nascita del PD, nell'alveo del socialismo italiano, formando il [[Partito Socialista (2008)|Partito Socialista]].

Interessati al progetto furono numerosi protagonisti della società civile: tra questi i promotori di una prima [[Associazione per il Partito Democratico]] (che più tardi si unì ad altre associazioni in forma federativa), che prende vita in un'affollatissima assemblea presso il Circolo della Stampa di Milano l'11 febbraio 2006 in cui vi erano esponenti del mondo della cultura, del giornalismo, dell'economia e della politica (i soci fondatori della prima [[Associazione per il Partito Democratico]], nonché componenti del Consiglio Direttivo deciso in quella sede, furono in ordine alfabetico: [[Salvatore Bragantini]], [[Chicco Crippa]], [[Stefano Facchi]], [[Benito Fiori]], [[Deo Fogliazza]], [[Livio Frigoli]], [[Gregorio Gitti]], [[Gad Lerner]], [[Giuseppe Meroni]], [[Laura Novati]], [[Paola Pierri]], [[Giorgio Radaelli]], [[Pippo Ranci]], [[Michele Salvati]] e Riccardo Sarfatti).

=== L'evoluzione del progetto e la futura nascita del partito ===
Rappresentanti dei partiti fondatori si incontrarono, al di fuori del loro mandato politico, il 9 e 10 ottobre [[2006]] in un seminario ad [[Orvieto]] per discutere dell'avanzamento del progetto del Partito Democratico: in quella sede fu ribadita la necessità di un progetto riformista unitario, pur con alcuni distinguo ed esitazioni.

Nei DS si mostrò subito contraria al Partito Democratico la sinistra interna, il vecchio ''Correntone'' guidato da [[Fabio Mussi]] e [[Cesare Salvi]], che presentò una mozione esplicitamente dissenziente al congresso dell'aprile 2007, denominata ''A sinistra - Per il socialismo europeo''. Una terza mozione congressuale ''Per un partito nuovo, democratico e socialista'', fu presentata da altri esponenti del partito come [[Gavino Angius]], fino al 2006 capogruppo al [[Senato della Repubblica|Senato]], e [[Mauro Zani]], non contraria a priori al progetto di una nuova formazione politica ma estremamente critica nei confronti del metodo della discussione ed in merito ad alcune questioni ritenute fondamentali come la collocazione europea, ma favorevole ad una ipotesi di federazione che non si limitasse a DS e Margherita.

Nella Margherita si aprì il confronto tra la corrente degli ulivisti guidata dal [[Ministro della Difesa]] [[Arturo Parisi]] e la corrente popolare rappresentata dal Presidente del Senato [[Franco Marini]], anche se la mozione unica presentata dal presidente [[Francesco Rutelli]] è stata approvata in maniera compatta da tutte le aree del partito.

Nel frattempo nacquero numerose associazioni, che rivendicarono la partecipazione attiva dei cittadini, anche di quelli non iscritti ad alcun partito, alla formazione del Partito Democratico. Fra queste la "Associazione per il Partito Democratico", una "Federazione delle Associazioni per il Partito Democratico" (gestita da [[Massimo Cacciari]], [[Sergio Cofferati]], [[Leopoldo Elia]], [[Virginio Rognoni]], [[Michele Salvati]], Riccardo Sarfatti ed altri), oltre a "Libertà e Giustizia" e alla "Associazione della Sinistra per il Partito Democratico" (alla quale aderirono [[Giancarla Codrignani]], [[Fabio Zanzotto]], [[Giuliano Montaldo]], [[Davide Ferrari]], [[Gregorio Scalise]] e [[Giuseppe D'Agata]]).

A seguito del seminario di Orvieto tra le dirigenze dei due partiti principali ebbero luogo nell'aprile del 2007 i congressi nazionali di DS e Margherita (quasi parallelamente), e si stabilì il percorso comune verso la fondazione del PD.

==== La redazione del Manifesto per il Partito Democratico ====
Romano Prodi in prima persona, nel corso del 2006, incaricò tredici personalità di spicco del mondo della cultura e della politica ([[Rita Borsellino]], [[Liliana Cavani]], [[Donata Gottardi]], [[Roberto Gualtieri]], [[Sergio Mattarella]], [[Ermete Realacci]], [[Virginio Rognoni]], [[Michele Salvati]], [[Pietro Scoppola]], [[Giorgio Tonini]], [[Salvatore Vassallo]], [[Luciano Violante]], più [[Giorgio Ruffolo]] che abbandonò in corso d'opera la stesura del testo per contrasti col resto del gruppo di lavoro) di redigere un ''Manifesto per il Partito Democratico'', utile a enunciare i valori del nuovo soggetto politico, e possibile bozza e base provvisoria per un futuro manifesto di valori da redigere successivamente la nascita del partito.

Il documento che venne reso pubblico nel dicembre del 2006, consta di quattordici pagine ed è diviso in tre parti:
* ''Noi, i democratici''
* ''L'Italia, una nazione d'Europa''
* ''L'Ulivo, il nostro partito''

I concetti cruciali espressi dal ''Manifesto'' sono:
* l'interesse nazionale unisce gli aderenti al progetto del Partito Democratico; A 
* le parole chiave del nuovo soggetto saranno libertà e dignità;
* la collocazione europea sarà in sinergia con il [[Partito del Socialismo Europeo|PSE]];
* è irrinunciabile il metodo delle elezioni primarie nella scelta dei candidati;
* la [[laicità]] è da intendere come presenza pluralista, valorizzata e attiva di diverse visioni morali e delle varie religioni;
* è da sottolineare l'importanza della difesa della [[Costituzione della Repubblica Italiana|Costituzione]], conservando i rapporti da essa previsti tra [[Stato]] e [[Chiesa cattolica|Chiesa]].

La versione finale del ''Manifesto dei valori''<ref>{{cita web |url=http://www.partitodemocratico.it/Allegati/Manifestodeivalori44883_1.pdf |titolo=Copia archiviata |accesso=31 gennaio 2015 |urlmorto=sì |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20120811105204/http://www.partitodemocratico.it/Allegati/Manifestodeivalori44883_1.pdf }}</ref> fu approvata dall'assemblea costituente il 16 febbraio 2008.<ref>{{cita web |url=http://www.partitodemocratico.it/doc/200297/il-manifesto-dei-valori.htm |titolo=Copia archiviata |accesso=31 gennaio 2015 |urlmorto=sì |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20150126201817/http://www.partitodemocratico.it/doc/200297/il-manifesto-dei-valori.htm }}</ref>

==== Il 4º Congresso nazionale dei DS ====
Il congresso dei DS fu caratterizzato da una pluralità di mozioni: "Per il Partito Democratico" favorevole al processo unitario (75,5% dei consensi degli iscritti); quella dell'ex cosiddetto ''Correntone'' (leader [[Fabio Mussi]]) contraria alla formazione di un partito unico con i settori moderati della coalizione (raccolse il 15,1%); quella (primi firmatari [[Gavino Angius]] e [[Mauro Zani]]), fortemente critici verso il percorso di costituzione intrapreso, richiedendo un legame esplicito al [[socialismo europeo]].

Nella sua relazione introduttiva, Piero Fassino introdusse le caratteristiche principali del Partito Democratico: {{citazione|Diamo vita al Partito Democratico non per un'esigenza dei DS o della Margherita o di un ceto politico. No. Il Partito Democratico è una necessità del Paese, serve all'Italia. Vogliamo dare vita ad un soggetto politico non moderato o centrista, bensì progressista, riformista e riformatore. Un partito che faccia incontrare i valori storici per cui la sinistra è nata e vive - libertà, democrazia, giustizia, uguaglianza, solidarietà, lavoro - con l'alfabeto del nuovo secolo: cittadinanza, diritti, laicità, innovazione, integrazione, merito, multi-culturalità, pari opportunità, sicurezza, sostenibilità, sopranazionalità. E per questo dovrà essere un partito del lavoro, dello sviluppo sostenibile, della cittadinanza e dei diritti, dell'innovazione e del merito, del sapere e della conoscenza, della persona e della laicità, della democrazia e dell'autogoverno locale, dell'Europa e dell'integrazione sopranazionale, della pace e della sicurezza.<ref>Piero Fassino, [http://www.dsonline.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=41042 ''Relazione introduttiva al 4° Congresso nazionale dei Democratici di Sinistra - Firenze, 19-21 aprile 2006''] {{webarchive|url=https://web.archive.org/web/20090519152145/http://www.dsonline.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=41042 |data=19 maggio 2009 }}, documento tratto dal [http://www.dsonline.it sito ufficiale dei Democratici di Sinistra]</ref>}}

L'elezione alla segreteria di Piero Fassino - che nella sua relazione lanciò segnali di apertura ai critici come Angius e agli oppositori come Mussi - fu sostanzialmente l'approvazione da parte della base dei DS della creazione del nuovo soggetto politico. La contrarietà dell'ala sinistra pose tuttavia problemi rispetto all'unitarietà del partito: Mussi ed il vecchio Correntone annunciarono la propria uscita dai DS e la volontà di costituire un nuovo soggetto a sinistra del partito Democratico.<ref>{{Cita news|titolo = L'addio dei Mussiani: «Non abbiamo ripensamenti»|url = http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=65290|pubblicazione = [[l'Unità]]|data = 19 aprile [[2007]]|accesso = 27 agosto 2007|urlmorto = sì|urlarchivio = https://web.archive.org/web/20070929092613/http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=65290}}</ref>

Da parte della corrente di Gavino Angius, fu chiesta una totale rielaborazione del ''Manifesto per il Partito Democratico'' (manifestando comunque, durante il congresso, disponibilità alla presenza nel gruppo dirigente che porterà i DS nel PD<ref>{{Cita news|titolo = Terza mozione nel gruppo dirigente. Angius: spero novità|url = http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=65275|pubblicazione = [[l'Unità]]|data = 19 aprile [[2007]]|accesso = 27 agosto 2007|urlmorto = sì|urlarchivio = https://web.archive.org/web/20070927030713/http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=65275}}</ref>), e la certezza dell'adesione al PSE. Solo la settimana successiva all'assise congressuale, Angius deciderà di abbandonare i DS.<ref>{{Cita news|titolo = DS, Angius annuncia che non aderirà al PD|url = http://today.reuters.it/news/newsArticle.aspx?type=topNews&storyID=2007-04-24T150933Z_01_DIG452389_RTRIDST_0_OITTP-ANGIUS-ADDIO.XML|pubblicazione = [[Reuters]]|data = 24 aprile [[2007]]|urlmorto = sì}}</ref> Conseguenza di questa scissione a sinistra dei DS è la formazione del gruppo parlamentare e del movimento politico chiamato [[Sinistra Democratica (Italia)|Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo]] che, più tardi, lo stesso Angius abbandonerà per entrare nel [[Partito Socialista (2008)|Partito Socialista]].

Riguardo all'appartenenza europea, Fassino, proprio nella sua relazione introduttiva, ribadì lo stretto legame col PSE dei DS e del futuro Partito Democratico.

==== Il 2º Congresso federale della Margherita ====
Anche il congresso della Margherita si svolse con l'obiettivo di dar vita al Partito Democratico, e orientata in tal senso fu l'unica mozione presentata dal presidente del partito Francesco Rutelli.

L'assise della Margherita non presentò le medesime divisioni interne verificatesi nei DS, coerentemente con l'ispirazione unificatrice delle forze di centrosinistra che il partito di Rutelli ebbe sin dalla sua nascita come lista elettorale nel [[2001]], e come partito nel [[2002]]; proprio Rutelli concluse rivolgendosi a Fassino: {{citazione|Già adesso siamo lo stesso partito, parliamo lo stesso linguaggio, siamo accomunati dalle stesse priorità. [...] Da adesso dobbiamo dire noi.<ref>{{Cita news|nome = Claudia|cognome = Fusani|titolo = Rutelli a Fassino: «Siamo già lo stesso partito. Condividiamo parole, progetti e obiettivi»|url = http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/politica/congresso-margherita/terzogiorno/terzogiorno.html|pubblicazione = [[La Repubblica (quotidiano)|la Repubblica]]|data = 22 aprile [[2007]]|accesso=27 agosto 2007}}</ref>}}

Le uniche critiche vennero da [[Arturo Parisi]], ministro della Difesa in carica, e da [[Willer Bordon]] (già capogruppo della Margherita al senato nella [[XIV legislatura della Repubblica Italiana|XIV legislatura]]), che chiesero lo scioglimento delle correnti interne in vista della nascita del PD, e dall'ex segretario del [[Partito Popolare Italiano (1994)|PPI]] [[Gerardo Bianco]], che decise di non aderire al PD. Più tardi, nella fase di preparazione del PD, lo stesso Bordon ma anche [[Lamberto Dini]] decideranno di non aderire al nuovo partito.

=== Le elezioni primarie ===
{{vedi anche|Elezioni primarie del Partito Democratico del 2007 (Italia)|Elezioni primarie del Partito Democratico del 2009 (Italia)|Elezioni primarie del Partito Democratico del 2013 (Italia)|Elezioni primarie del Partito Democratico del 2017 (Italia)|Elezioni primarie del Partito Democratico del 2019 (Italia)}}
Il primo atto formale verso la costituzione del nuovo Partito venne effettuato il 23 maggio [[2007]] con la nomina di un Comitato promotore, il "Comitato 14 ottobre", così chiamato con riferimento alla data in cui sarebbe stata eletta l'assemblea costituente del Partito Democratico.

Tale comitato, nato con 45 membri, annoverava, oltre ad esponenti di DS e Margherita, anche politici provenienti da esperienze diverse (come l'ex [[Unione dei Democratici Cristiani e di Centro|UDC]] Marco Follini e l'ex-[[Socialisti Democratici Italiani|SDI]] Ottaviano Del Turco, presidente della Regione Abruzzo) e personalità della società civile, come il giornalista Gad Lerner, il presidente di "Slow Food" [[Carlo Petrini (gastronomo)|Carlo Petrini]] e l'esponente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Tullia Zevi.

==== I membri del Comitato promotore =Origini ==
=== Prime proposte di un nuovo partito ===
[[File:Schema formazione del PD.svg|thumb|left|Schema della storia dei partiti che hanno dato vita al PD dall'inizio degli anni novanta al 2008]]
Nel 2003 [[Michele Salvati]], deputato eletto nelle liste dei [[Democratici di Sinistra]], in alcuni articoli pubblicati sui quotidiani ''[[Il Foglio (quotidiano)|Il Foglio]]''<ref>{{Cita news|autore=Michele Salvati|url=http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=4BCL3|titolo=Appello per il Partito Democratico|pubblicazione=[[Il Foglio (quotidiano)|Il Foglio]]|giorno=10|mese=aprile|anno=2003|pagina=1|accesso=27 agosto 2007|formato=pdf}}</ref> e ''[[La Repubblica (quotidiano)|la Repubblica]]''<ref>{{Cita news|autore=Michele Salvati|url=http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=4BV62|titolo=Perché voglio il Partito democratico|pubblicazione=[[La Repubblica (quotidiano)|la Repubblica]]|pagina=17|giorno=15|mese=aprile|anno=2003|accesso=27 agosto 2007|formato=pdf}}</ref>, delineò un nuovo partito, nato dalla «riunione di tutte le correnti riformistiche moderate della storia italiana di cui tanto si è parlato a proposito dell'Ulivo, per formare così un partito di sinistra moderata (o centro-sinistra, se si preferisce), con un nome immediato, semplice e fortemente evocativo». L'idea di Salvati fu ripresa tre mesi dopo da Romano Prodi, all'epoca [[Presidente della Commissione europea]]<ref>{{cita news|url=http://archiviostorico.corriere.it/2003/luglio/18/Non_dimetto_dall_Unione_anche_co_0_030718018.shtml|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20140919053305/http://archiviostorico.corriere.it/2003/luglio/18/Non_dimetto_dall_Unione_anche_co_0_030718018.shtml|titolo=Riparte la sfida per la premiership. In campo oltre a Prodi c'è Veltroni|giorno=18|mese=luglio|anno=2003|dataarchivio=19 settembre 2014|accesso=11 giugno 2013}}</ref>.

In vista delle [[Elezioni europee del 2004 (Italia)|elezioni europee del 2004]] nacque così la lista [[Uniti nell'Ulivo]], composta da Democratici di Sinistra, [[Democrazia è Libertà - La Margherita|La Margherita]], [[Socialisti Democratici Italiani]] e [[Movimento Repubblicani Europei]]; la lista unitaria raccolse il 31,1% dei voti, eleggendo 25 europarlamentari.

La lista unitaria si ripresentò anche in 9 delle 14 regioni chiamate al voto alle [[elezioni regionali italiane del 2005|elezioni regionali del 2005]], tenutesi in aprile.

Il 16 ottobre 2005, in vista delle imminenti [[Elezioni politiche italiane del 2006|elezioni politiche del 2006]], si tennero le [[Elezioni primarie de "L'Unione" del 2005|elezioni primarie]] per scegliere il leader della nuova coalizione di centro-sinistra che riuniva, oltre ai partiti dell'Ulivo, anche la maggior parte delle forze di opposizione alla maggioranza di [[centro-destra]] e che prese il nome de [[L'Unione]]. I membri della federazione dell'Ulivo (comunemente chiamata anche ''Fed'') sostennero la candidatura di Romano Prodi che, con il 74% dei voti, divenne il candidato [[Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana|Presidente del Consiglio]] dell'Unione.

Il successo delle primarie convinse anche La Margherita, seppur inizialmente titubante, a presentare una lista unitaria dell'Ulivo insieme ai DS alle politiche del 2006 per l'elezione della [[Camera dei deputati (Italia)|Camera dei deputati]], mentre ciascun partito avrebbe corso con il proprio simbolo al [[Senato della Repubblica|Senato]]. Nella lista unitaria non si presentò tuttavia lo [[Socialisti Democratici Italiani|SDI]], che preferì partecipare al progetto della [[Rosa nel Pugno]], dichiarandosi non interessato alla costituzione di un partito unico di centro-sinistra.

=== Evoluzione del progetto e congressi di Democratici di Sinistra e Margherita ===
Visti il successo della lista unitaria dell'Ulivo alle elezioni del 2006, che alla Camera ottenne il 31,2%, e la vittoria elettorale dell'Unione, seppur con margini ristretti, con la conseguente nomina a Presidente del Consiglio di Romano Prodi, i partiti fondatori della lista decisero di continuare il percorso verso la formazione di un partito unico.

Nacquero numerose associazioni che rivendicarono la partecipazione attiva dei cittadini, anche di quelli non iscritti ad alcun partito, alla formazione del Partito Democratico. Romano Prodi inoltre, in prima persona, nel corso del 2006, incaricò tredici personalità del mondo della cultura e della politica di redigere un ''Manifesto per il Partito Democratico'', documento che venne reso pubblico nel dicembre del 2006.

==== IV congresso dei Democratici di Sinistra ====
Tra il 9 e il 21 aprile 2007 si tenne il IV e ultimo congresso dei [[Democratici di Sinistra]], caratterizzato da una pluralità di mozioni:
* ''Per il Partito Democratico'' (75,5%), che ricandidava alla segreteria l'uscente segretario [[Piero Fassino]] ed era favorevole al processo unitario con [[Democrazia è Libertà - La Margherita|La Margherita]] e alla fondazione del Partito Democratico;
* ''A Sinistra. Per il socialismo europeo'' (15,1%), che candidava alla segreteria [[Fabio Mussi]] ed era espressione del cosiddetto ''Correntone'', contrario alla formazione di un partito unico con i settori moderati della coalizione;
* ''Per un partito nuovo. Democratico e socialista'' (9,4%), che aveva come primi firmatari [[Gavino Angius]] e [[Mauro Zani]], i quali richiedevano un legame esplicito al [[socialismo europeo]].

L'elezione di Piero Fassino alla segreteria fu sostanzialmente l'approvazione da parte della base dei DS della creazione del nuovo soggetto politico. Mussi e il vecchio ''Correntone'' annunciarono quindi la propria uscita dai DS e la volontà di costituire un nuovo soggetto, a sinistra del futuro Partito Democratico<ref>{{Cita news|titolo = L'addio dei Mussiani: «Non abbiamo ripensamenti»|url = http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=65290|pubblicazione = [[l'Unità]]|data = 19 aprile 2007|accesso = 27 agosto 2007|urlmorto = sì|urlarchivio = https://web.archive.org/web/20070929092613/http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=65290|dataarchivio = 29 settembre 2007}}</ref> (che poi diverrà il partito [[Sinistra Democratica (Italia)|Sinistra Democratica]]). La corrente di [[Gavino Angius]] la settimana successiva all'assise congressuale deciderà di abbandonare i DS, vista la non certezza dell'adesione al [[Partito del Socialismo Europeo]]<ref>{{Cita news|titolo = DS, Angius annuncia che non aderirà al PD|url = http://today.reuters.it/news/newsArticle.aspx?type=topNews&storyID=2007-04-24T150933Z_01_DIG452389_RTRIDST_0_OITTP-ANGIUS-ADDIO.XML|pubblicazione = [[Reuters]]|data = 24 aprile 2007|urlmorto = sì}}</ref>.

==== II congresso della Margherita ====
Anche il II congresso della [[Democrazia è Libertà - La Margherita|Margherita]], tenutosi dal 20 al 22 aprile 2007, si svolse con l'obiettivo di dar vita al Partito Democratico, e orientata in tal senso fu l'unica mozione presentata dal Presidente federale del partito [[Francesco Rutelli]].

L'assise della Margherita non presentò le medesime divisioni interne verificatesi nei DS, coerentemente con l'ispirazione unificatrice delle forze di centro-sinistra che il partito di Rutelli ebbe sin dalla sua nascita come lista elettorale nel 2001 e successivamente come partito nel 2002. Le uniche voci critiche vennero da [[Arturo Parisi]], Ministro della Difesa in carica, e da [[Willer Bordon]], che chiesero lo scioglimento delle [[La Margherita#Correnti|correnti interne]] in vista della nascita del PD e che il PD diventasse un vero e proprio partito unico e non una mera federazione di partiti.

Più tardi però, nella fase di preparazione del PD, lo stesso Bordon, l'ex [[Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana|Presidente del Consiglio]] [[Lamberto Dini]] e l'ex segretario del [[Partito Popolare Italiano (1994)|PPI]] [[Gerardo Bianco]] decideranno di non aderire al nuovo partito.

== Primarie del 2007 ==
[[File:Assemblea nazionale Partito Democratico (2007).svg|thumb|left|Assemblea nazionale nel 2007:{{legenda|#D32F2F|[[Walter Veltroni]] (2322)}} {{legenda|#FBC02D|[[Enrico Letta]] (220)}} {{legenda|#0288D1|[[Rosy Bindi]] (312)}}]]
Il primo atto formale verso la costituzione del nuovo partito venne effettuato il 23 maggio [[2007]] con la nomina di un Comitato promotore, il ''Comitato 14 ottobre'', così chiamato con riferimento alla data in cui sarebbe stata eletta l'Assemblea costituente del Partito Democratico<ref name="comitato">{{Cita news|url=http://www.repubblica.it/2007/05/sezioni/politica/partito-democratico3/comitato-45/comitato-45.html|titolo=Pd, è nato il comitato dei 45 Prodi: "Nessuna egemonia Ds o Dl"|pubblicazione=[[La Repubblica (quotidiano)|La Repubblica]] |giorno=23|mese=05|anno=2007|accesso=25 maggio 2010}}</ref>.

Tale comitato, nato con 45 membri, annoverava, oltre a esponenti di DS e Margherita, anche politici provenienti da esperienze diverse, come l'ex [[Unione di Centro (2002)|UDC]] [[Marco Follini]] e l'ex [[Socialisti Democratici Italiani|SDI]] [[Ottaviano Del Turco]], allora governatore della Regione Abruzzo, e personalità della società civile, come il giornalista [[Gad Lerner]], il presidente di ''Slow Food'' [[Carlo Petrini (gastronomo)|Carlo Petrini]] e l'esponente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Tullia Zevi<ref name="comitato" />.

Il comitato è stato criticato sia per la scarsa presenza di donne (poco più di un terzo) sia per la totale assenza di giovani (nessuno dei membri ha meno di 40 anni) dal candidato alle primarie dell'Unione [[Ivan Scalfarotto]] e dal Ministro della Difesa [[Arturo Parisi]], uno dei 45<ref>{{Cita news|url=http://www.repubblica.it/2007/05/sezioni/politica/partito-democratico3/comitato-45/comitato-45.html|titolo=Pd, è nato il comitato dei 45 Prodi: "Nessuna egemonia Ds o Dl"|pubblicazione=[[La Repubblica (quotidiano)|La Repubblica]] |giorno=23|mese=05|anno=2007|accesso=11 giugno 2010}}</ref>.

=== Membri del comitato promotore ===
{{div col|4}}
* [[Giuliano Amato]]
* [[Mario Barbi]]
* [[Antonio Bassolino]]
* [[Pier Luigi Bersani]]
* [[Rosy Bindi]]
* [[Paola Caporossi]]
* [[Sergio Cofferati]]
* [[Massimo D'Alema]]
* [[Marcello De Cecco]]
* [[Letizia De Torre]]
* [[Ottaviano Del Turco]]
* [[Lamberto Dini]]
* [[Leonardo Domenici]]
* [[Vasco Errani]]
* [[Piero Fassino]]
* [[Anna Finocchiaro]]
* [[Giuseppe Fioroni]]
* [[Marco Follini]]
* [[Dario Franceschini]]
* [[Vittoria Franco]]
* [[Paolo Gentiloni]]
* [[Donata Gottardi]]
* [[Rosa JRusso Iervolino]]
* [[Linda Lanzillotta]]
* [[Gad Lerner]]
* [[Enrico Letta]]
* [[Agazio Loiero]]
* [[Marina Magistrelli]]
* [[Lella Massari]]
* [[Wilma Mazzocco]]
* [[Maurizio Migliavacca]]
* [[Enrico Morando]]
* [[Arturo Parisi]]
* [[Carlo Petrini (gastronomo)|Carlo Petrini]]
* [[Barbara Pollastrini]]
* [[Romano Prodi]]
* [[Angelo Rovati]]
* [[Francesco Rutelli]]
* [[Luciana Sbarbati]]
* [[Marina Sereni]]
* [[Antonello Soro]]
* [[Renato Soru]]
* [[Patrizia Toia]]
* [[Walter Veltroni]]
* [[Tullia Zevi]]


{{div col end}}

Il Comitato definì le modalità di svolgimento delle primarie per l'elezione dell'Assemblea Costituente Nazionale e delle Assemblee Costituenti Regionali, con i rispettivi Segretari.

Il 31 luglio [[2007]] il Coordinamento Nazionale delle primarie ufficializzava le candidature alla carica di Segretario Nazionale del PD di: [[Mario Adinolfi]], [[Rosy Bindi]], [[Pier Giorgio Gawronski]], [[Jacopo G. Schettini]], [[Enrico Letta]], [[Walter Veltroni]]. Alla fine di settembre, l'Ulivo comunicherà ufficialmente l'apparentamento di Schettini con la candidatura di Gawronski.

Alle elezioni costituenti di domenica 14 ottobre 2007 si registrava una partecipazione superiore alle aspettative con 3.554.169 voti validi{{Senza fonte}}, compresa la circoscrizione degli italiani all'estero.

Le liste collegate a Walter Veltroni (Democratici con Veltroni, Ambiente, Innovazione, Lavoro, A Sinistra per Veltroni ed altre liste locali) ottenevano complessivamente 2.694.721 voti{{Senza fonte}} (75,82%) ed eleggevano 2322 delegati all'Assemblea Costituente Nazionale (compreso lo stesso candidato alla segreteria) su un totale di 2858 eletti, decretando automaticamente l'elezione di Veltroni a Segretario Nazionale del PD. Erano invece 313 i delegati eletti per le liste Con Rosy Bindi democratici, davvero, 221 i Democratici per Enrico Letta. Le liste in appoggio di Adinolfi (Generazione U) e quelle in appoggio di Gawronski (Il coraggio di cambiare e Noi per il Partito Democratico) riuscivano invece ad eleggere solo i due candidati alla segreteria.

=== L'Assemblea costituente ===
L'Assemblea Costituente Nazionale si insedia sabato 27 ottobre 2007 a [[Milano]] (presso il polo fieristico di [[Rho]]-[[Pero (Italia)|Pero]]). I membri sono 2.858 eletti attraverso liste bloccate formate col criterio dell'alternanza uomo-donna. Il primo Presidente dell'Assemblea Costituente Nazionale è [[Romano Prodi]], fondatore dell'[[L'Ulivo|Ulivo]] e Presidente del Consiglio dei ministri in carica.

Nella riunione di insediamento viene formalizzata l'elezione di Veltroni a primo Segretario Nazionale. La seduta si apre con l'intervento di Prodi: {{citazione|Il Partito Democratico è un grande contributo al Paese, ai milioni di donne e di uomini che hanno deciso di andare oltre il passato, pure glorioso, dei partiti legati alle storie nobilissime del secolo scorso, per entrare finalmente nel futuro. Un futuro che ci parla di problemi nuovi, che ci ripropone domande troppo spesso rimaste senza risposta, di bisogni di partecipazione democratica tuttora insoddisfatti, di sogni e speranze, del bisogno di dare senso alla propria esistenza e alla politica. (...) Il Partito Democratico sarà un esempio riformista per tutta l'Europa. Sono convinto, e ne ho già avuto testimonianza, che saremo noi ad anticipare l'Europa e non viceversa. È la nostra idea di Partito Democratico a collocarci direttamente nel cuore di questo percorso globale che vedrà i vecchi contenitori adeguarsi alle nuove necessità. Il Partito Democratico deve essere concepito come un soggetto che si colloca al centro del campo riformista e democratico, europeo e mondiale per rafforzarlo e allargarlo.|Romano Prodi}}

Al termine l'assemblea approva, senza alcuna discussione, un dispositivo<ref>[http://www.partitodemocratico.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&sid=2&doc=103115 Dispositivo del PD - Approvato dall'Assemblea Nazionale Costituente del PD] {{webarchive|url=https://web.archive.org/web/20080505014745/http://www.partitodemocratico.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&sid=2&doc=103115 |data=5 maggio 2008 }}, ''partitodemocratico.it'', 27 ottobre 2007</ref> proposto da Veltroni, che fra le altre cose stabilisce la nomina di [[Dario Franceschini]] a Vice Segretario Nazionale del partito e di [[Mauro Agostini]] a Tesoriere Nazionale. Vengono poi costituite, all'interno dell'assemblea, tre commissioni di 100 componenti ciascuna (con rappresentanza di delegati di tutte le liste proporzionale alla composizione totale dell'assemblea) che dovranno redigere rispettivamente lo Statuto, il Manifesto dei Valori ed il Codice Etico nazionali del partito. Stante la struttura federale del PD, saranno previsti analoghi documenti a livello regionale, da redarsi da parte delle Assemblee Costituenti Regionali.

Nei giorni immediatamente successivi all'assemblea costituente di Milano, si delineano gli organi esecutivi e consultivi del partito. Il 4 novembre [[2007]] il segretario Veltroni nomina l'esecutivo del PD, con diciassette membri, di cui nove donne (la maggioranza).<ref>[http://www.partitodemocratico.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&sid=2&doc=103273 Nominato l'Esecutivo del PD] {{webarchive|url=https://web.archive.org/web/20080127204342/http://www.partitodemocratico.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&sid=2&doc=103273 |data=27 gennaio 2008 }}, ''partitodemocratico.it''</ref>
Il 7 novembre [[2007]] è eletto capogruppo del PD alla [[Camera dei deputati (Italia)|Camera dei deputati]] [[Antonello Soro]].<ref>{{collegamento interrotto|1=[http://www.partitodemocratico.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&sid=2&doc=103326 Soro capogruppo alla Camera] |data=aprile 2018 |bot=InternetArchiveBot }}, ''partitodemocratico.it''</ref> Al [[Senato della Repubblica]] viene confermata la capogruppo dell'Ulivo [[Anna Finocchiaro]].

Nel mese di novembre si insediano le Assemblee Costituenti Regionali, che eleggono i rispettivi Presidenti e formalizzano l'elezione dei Segretari Regionali. Poco dopo, Veltroni assegna i primi incarichi dirigenziali: fra gli altri nomina [[Goffredo Bettini]] coordinatore della fase costituente.<ref>[http://www.partitodemocratico.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&doc=103383 Veltroni assegna i primi incarichi] {{webarchive|url=https://web.archive.org/web/20080112072559/http://www.partitodemocratico.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&doc=103383 |data=12 gennaio 2008 }}, ''partitodemocratico.it''</ref> Sempre a novembre, si insediano delle Assemblee Provinciali provvisorie (formate dai delegati alle Assemblee Costituenti Regionali e Nazionale territorialmente competenti), ciascuna delle quali sceglie il proprio Presidente ed un coordinatore provinciale, pure essi pro tempore.

Tra dicembre 2007 e febbraio [[2008]] avviene il radicamento territoriale del partito. In ciascun comune vengono richiamate le assemblee degli elettori del 14 ottobre, allo scopo di costituire i Circoli territoriali del PD. I partecipanti a tali assemblee ricevono i certificati di Fondatrice o Fondatore del Partito Democratico. Ciascun Circolo territoriale elegge il proprio Coordinamento ed i propri delegati per l'Assemblea Provinciale. In quelle città dove sono costituiti più Circoli territoriali, ciascuno di essi elegge anche i propri delegati all'Assemblea Cittadina del partito. Nei giorni successivi, ciascuna Assemblea Provinciale si insedia, sostituendo quella pro tempore nominata a novembre ed eleggendo il proprio Presidente ed il Segretario Provinciale. Allo stesso modo ciascuna Assemblea Cittadina (ove costituita) elegge il proprio Presidente ed il Segretario Cittadino, mentre all'interno di ciascun Circolo territoriale il Coordinamento elegge il Segretario del Circolo (che coincide col Segretario Cittadino nei comuni ove è costituito un solo Circolo territoriale).

Nella seconda riunione dell'Assemblea Costituente Nazionale, sabato 16 febbraio [[2008]] a Roma, vengono approvati lo Statuto, il Manifesto dei Valori ed il Codice Etico. Lo Statuto prevede fra le altre cose la convocazione del primo Congresso entro ottobre [[2009]].

=== La sede e il simbolo ===
Il 9 novembre viene inaugurata la sede nazionale del PD, a [[Roma]] in Piazza Sant'Anastasia, nei pressi del [[Circo Massimo]].

Il 21 novembre il PD presenta il suo nuovo simbolo tricolore, elaborato dal grafico venticinquenne molisano Nicola Storto. Per [[Ermete Realacci]], responsabile della comunicazione del partito, «il simbolo assume su di sé l'identità nazionale con molta forza. Infatti, i tre colori rispondono a tre tradizioni diverse dell'Italia. Il verde è la tradizione laica e ambientalista, il bianco è il solidarismo cattolico, il rosso è il colore del lavoro e del socialismo. Il risultato è una sintesi molto forte». La definizione e l'idea di partito "verde-bianco-rosso" nel segno delle anime del PD e della bandiera nazionale viene coniata per la prima volta dal candidato alla segretaria nazionale [[Jacopo G. Schettini]] in una lettera aperta pubblicata dal sito del PD il 5 settembre, ed è il titolo della sua candidatura presentata dal primo numero del periodico ufficiale del PD.

=== L'attività politica con Veltroni segretario ===
==== Il Partito Democratico all'interno del governo Prodi II ====
Appena sorto, il [[Partito Democratico (Italia)|Partito Democratico]] assunse immediatamente il ruolo di maggiore forza politica all'interno del [[governo Prodi II]]. Il segretario [[Walter Veltroni]] intuì rapidamente la necessità di avviare un dialogo con le varie forze politiche per la creazione di importanti riforme, le quali vengono ritenute necessarie per la modernizzazione dello Stato.
L'11 novembre Veltroni lanciò una nuova proposta di legge elettorale elaborata dal [[diritto costituzionale|costituzionalista]] [[Salvatore Vassallo]]<ref>[http://download.repubblica.it/pdf/2007/governo/sistema_elettorale.pdf Testo della proposta di legge elettorale Vassallo-Veltroni)], {{pdf}}, ''repubblica.it''</ref>, nell'ambito di una riforma che coinvolgesse anche i regolamenti parlamentari e la Costituzione, dando l'appoggio del PD alla proposta di revisione costituzionale al vaglio della Camera dei Deputati.<ref>{{collegamento interrotto|1=[http://www.partitodemocratico.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&doc=103416 Veltroni: Un nuovo bipolarismo per l'Italia] |data=ottobre 2017 |bot=InternetArchiveBot }}, ''partitodemocratico.it''</ref>

Nei giorni successivi, si assistette alla fine della [[Casa delle Libertà]], coalizione di opposizione: il [[governo Prodi II]], la cui caduta era stata data per certa al Senato da [[Silvio Berlusconi]] agli alleati tra il 14 e il 15 novembre, passò indenne il delicato passaggio della Finanziaria a Palazzo Madama. A seguito di questo fatto, la [[Lega Nord]], l'[[Unione dei Democratici Cristiani e di Centro|UDC]] e soprattutto [[Alleanza Nazionale]] rivolsero pesantissime critiche a [[Forza Italia (1994)|Forza Italia]] e raccolsero l'invito di Veltroni ad approvare insieme alcune riforme istituzionali. A stretto giro, lo stesso Berlusconi abbandonò il rifiuto di ogni dialogo con la maggioranza e si dichiarò disposto a discutere con Veltroni di legge elettorale, annunciando la fine della sua difesa al bipolarismo ed il gradimento per il sistema proporzionale.

A fine novembre, dopo il fallimento della "spallata" della [[Casa delle Libertà]] (termine giornalistico per indicare i tentativi di Berlusconi di far cadere il [[governo Prodi II]]), la coalizione di centro-destra sembrò frantumarsi in uno scontro tra [[Gianfranco Fini]] e [[Pier Ferdinando Casini]] da una parte, e [[Silvio Berlusconi]] dall'altra. Ormai rassegnati all'idea che la caduta del governo non fosse imminente, tutti i partiti dell'opposizione accettarono dunque (pur con motivazioni diverse) la proposta di dialogo sulle "riforme" lanciata con forza da Veltroni e Franceschini.

Il segretario del PD incontrò quindi, in rapida successione, i leader della maggioranza e dell'ex-CdL per discutere e cercare di trovare un accordo su una nuova legge elettorale, e sulla riforma dei regolamenti parlamentari e della parte II della [[Costituzione della Repubblica Italiana|Costituzione]]: il 26 novembre Veltroni vide [[Gianfranco Fini]], [[Italo Bocchino]] e [[Vincenzo Nespoli]] di Alleanza Nazionale; il 28 [[Pier Ferdinando Casini]], [[Lorenzo Cesa]] e [[Rocco Buttiglione]] dell'UDC; il 29 [[Roberto Maroni]], [[Roberto Calderoli]] e [[Andrea Gibelli]] della Lega Nord, [[Lamberto Dini]] dei Liberaldemocratici e [[Oliviero Diliberto]] dei Comunisti Italiani; il 30 [[Fabio Mussi]] di Sinistra Democratica e infine [[Silvio Berlusconi]] e [[Gianni Letta]] di Forza Italia.

==== La caduta di Prodi e la campagna elettorale del 2008 ====
{{vedi anche|Elezioni politiche italiane del 2008}}
[[File:Veltroni in Trento.jpg|thumb|[[Walter Veltroni]] a Trento per la campagna elettorale del 2008]]
Il governo Prodi era ormai allo stremo, i risultati delle elezioni politiche del 2006 erano stati deludenti per il centrosinistra (dato largamente in testa dai sondaggi) e ne era conseguito un quadro non privo di ombre e ambiguità: al Senato la coalizione di Prodi ottenne una maggioranza di appena 158 seggi su un totale di 315. Un sostanziale pareggio era nei fatti. Tuttavia una proposta di collaborazione lanciata da Silvio Berlusconi, capo dell'opposizione, venne respinta con scherno. In breve tempo l'eterogeneità della coalizione non tardò a mostrarsi in tutta la sua ampiezza. Contestato fortemente per l'aumento delle imposte al ceto medio, travolto dallo scandalo dei rifiuti a Napoli, il governo registrò un drastico calo di fiducia nei sondaggi. Questa situazione iniziò a determinare lo sfaldamento della debole maggioranza, soprattutto al Senato. In particolare in una intervista del dicembre 2007 il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, arrivò a definire ironicamente Prodi "un grande poeta morente" e dichiarò che bisognava prendere atto del fallimento della coalizione di governo. Alcuni senatori iniziarono a rendersi autonomi rispetto alla maggioranza, rendendo incerto l'esito di qualsiasi votazione si tenesse a Palazzo Madama. Ciò continuò a rinfocolare le polemiche sull'apporto determinante dei senatori a vita. Nel gennaio 2008 scoppiò l'emergenza rifiuti a Napoli. Questa vicenda, oltre a gettare ombre sulla gestione del sindaco, Rosa Russo Iervolino (PD)e del Presidente della Regione, Antonio Bassolino (PD), screditò definitivamente il governo Prodi. L'esecutivo, contestato al suo interno dalla sinistra radicale, non poté permettere che la polizia ristabilisse l'ordine pubblico con la dovuta fermezza. Le immagini della città partenopea invasa dai rifiuti fecero il giro del mondo. Il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, fu accusato di inettitudine, demagogia, ed incapacità politica: l'opposizione presentò una mozione di sfiducia nei confronti del ministro ed alcuni senatori di maggioranza minacciavano di votarla (di fatto avrebbero determinato, in questo modo, la caduta del governo). Tuttavia, pochi giorni dopo, il [[governo Prodi II]] cadde a seguito della crisi politica innescata da [[Clemente Mastella]]. Il PD di Veltroni appoggiò il tentativo di formare un governo attorno ad una convergenza fra le forze politiche sulla riforma elettorale, affidato dal Capo dello Stato [[Giorgio Napolitano]] al presidente del Senato [[Franco Marini]] (egli stesso del PD). Tuttavia il tentativo non riuscì per la ferma opposizione di Berlusconi e del centro-destra, ora ricompattato dalla prospettiva di una vittoria elettorale imminente.

Nei giorni successivi allo scioglimento delle Camere, il PD scelse di formare le sue alleanze "esclusivamente su base programmatica", il che si risolse con l'esclusione di ogni apparentamento con la [[la Sinistra l'Arcobaleno|Sinistra Arcobaleno]] e con - invece - la formazione di una coalizione con l'[[Italia dei Valori]] di [[Antonio Di Pietro]]. Si giunse anche ad un accordo con i [[Radicali italiani]], che implicò l'inserimento di alcuni loro esponenti nelle liste del PD. Nonostante gli sforzi, non si giunse a un accordo con il [[Partito Socialista (2008)|Partito Socialista]], il quale non accettò di rinunciare al suo simbolo per inserire suoi esponenti nelle liste del PD, e presentò una lista separata indipendente.

Dopo la presentazione delle liste ufficiali dei candidati scoppiò una polemica interna al Partito a causa di alcune esclusioni eccellenti. L'esclusione di [[Ciriaco De Mita]] e quella di [[Giuseppe Lumia]], ex-Presidente della Commissione Antimafia, furono motivate dall'esigenza di partito di non candidare persone con più di tre legislature. A questa regola generale si sono fatte {{Senza fonte|32}} deroghe per i cosiddetti ''"big"'' del partito, tra cui lo stesso [[Walter Veltroni]].

Altre polemiche sorsero per la presunta scarsità di candidature femminili con buone possibilità di successo.<ref>[http://www.corriere.it/politica/08_marzo_05/cremonesi_8d633f6c-ea81-11dc-8a30-0003ba99c667.shtml Donne, in lista il 30 per cento Ma tante nei posti «perdenti» Corriere della Sera<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref> I Radicali infine hanno sostenuto che Veltroni non abbia dato corso al patto siglato: agli occhi della dirigenza Radicale, infatti, non tutte le nove candidature radicali avrebbero l'elezione garantita<ref>[http://www.corriere.it/politica/08_marzo_04/bonino_pd_strappo_e044f9e6-e9d2-11dc-b9a0-0003ba99c667.shtml?fr=box_primopiano Pd, Bonino: «Patti non rispettati» E Bettini: «Liste decise, tutti eleggibili» Corriere della Sera<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref> (i nove candidati risulteranno poi tutti eletti<ref>{{cita web|url=http://www.estense.com/?module=displaystory&story_id=35001&format=html|titolo=Tutti eletti i 9 radicali nelle liste PD |lingua= |data= |accesso=|}}</ref>). [[Gianfranco Pasquino]], criticando il trattamento subito dai [[Radicali Italiani|Radicali]], ha dichiarato: «Le liste del Partito Democratico, redatte secondo principi di marketing e di rappresentanza settorializzata, "ma anche", burocratico-partitocratica, sono già di per sé pessime.»<ref>[http://www.radicali.it/view.php?id=117833 :: Radicali.it ::<!-- Titolo generato automaticamente -->] {{webarchive|url=https://web.archive.org/web/20090112121007/http://www.radicali.it/view.php?id=117833 |data=12 gennaio 2009 }}</ref>

==== Elezioni politiche del 2008 ====
[[File:Partito Democratico-Quirinale.jpg|thumb|Walter Veltroni (al centro), [[Antonello Soro]] (a sinistra) e [[Anna Finocchiaro]] (a destra) al Quirinale]]
Alle [[Elezioni politiche italiane del 2008|elezioni politiche del 2008]] PD e [[Italia dei Valori]] raccolgono complessivamente il 37,546%<ref>{{cita web|url=http://politiche.interno.it/politiche/camera080413/C000000000.htm|titolo=Ministero dell'Interno - Elezione della Camera dei Deputati del 13 - 14 aprile 2008|accesso=15 aprile 2008|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20081104000934/http://politiche.interno.it/politiche/camera080413/C000000000.htm}}</ref> dei consensi alla [[Camera dei deputati (Italia)|Camera]], contro il 46,811% della coalizione [[Il Popolo della Libertà]] - [[Lega Nord]] - [[Movimento per l'Autonomia]] guidata da [[Silvio Berlusconi]], e il 38,010%<ref>{{cita web|url=http://politiche.interno.it/politiche/senato080413/S000000000.htm|titolo=Ministero dell'Interno - Elezione del Senato della Repubblica del 13 - 14 aprile 2008|accesso=15 aprile 2008|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20080420022916/http://politiche.interno.it/politiche/senato080413/S000000000.htm}}</ref> al [[Senato della Repubblica|Senato]], contro il 47,320% della coalizione avversaria. Singolarmente il Partito Democratico ha ottenuto rispettivamente il 33,17% e il 33,69% dei suffragi. Il 16 aprile [[2008]] viene resa nota una lettera risalente al precedente 23 marzo, giorno di [[Pasqua]], in cui Romano Prodi informava il segretario Veltroni di voler abbandonare l'incarico di presidenza del Partito, per fare spazio a una nuova generazione dirigente.

==== La crisi ====
Dopo le elezioni in Sardegna del 14-15 febbraio 2009, dove [[Renato Soru]], presidente uscente e uomo di punta del PD viene sconfitto dal candidato del [[Il Popolo della Libertà|PdL]] [[Ugo Cappellacci]], in considerazione di questo e di altri risultati negativi del Partito in consultazioni elettorali precedenti e le forti critiche alla sua gestione, Veltroni si dimette da segretario<ref>{{cita web|url=http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/politica/elezioni-sardegna/vertice-pd/vertice-pd.html|titolo=Veltroni conferma le dimissioni: "Adesso basta farsi del male"}}</ref>. Viene riunita sabato 21 febbraio l'Assemblea Costituente, chiamata a decidere come uscire dal momento di difficoltà e quale strada intraprendere. Si fronteggiano due linee: da una parte chi vuole andare subito a [[primarie]], a cui far seguire un congresso per lanciare una nuova fase del partito, cambiando profondamente le leadership della classe dirigente del Partito e proponendo alla segreteria temporaneamente [[Arturo Parisi]]; dall'altra parte coloro i quali ritengono sia dannoso aprire la fase congressuale in quel momento, data la vicinanza delle Elezioni Europee, preferendo confermare alla guida del Partito il vicesegretario di Veltroni, [[Dario Franceschini]]. Nel frattempo sia l'ex Ministro [[Pier Luigi Bersani]] che l'ex candidato alla Segreteria nel 2007 [[Jacopo Schettini Gherardini]] rendono pubblica la loro intenzione di correre alle future primarie del PD in vista della Convenzione di ottobre 2009. All'Assemblea dei circoli del PD tenutasi nel marzo 2009 è salita alla ribalta<ref>{{Cita news|lingua=es|autore=Miguel Mora|url=https://www.elpais.com/articulo/internacional/Nace/estrella/izquierda/italiana/elpepiint/20090325elpepiint_6/Tes|titolo=Nace una estrella en la izquierda italiana|pubblicazione=[[El País]]|data=25 marzo 2009|p=|accesso=28 marzo 2009|cid=}}</ref>, col suo applauditissimo intervento, [[Debora Serracchiani]], segretario comunale per il partito a Udine.

=== Verso il I Congresso: Franceschini segretario ===
[[File:Dario Franceschini.jpg|thumb|[[Dario Franceschini]].]]
Convocata dopo le dimissioni di Veltroni, l'Assemblea Costituente (presieduta da [[Anna Finocchiaro]], essendo vacante la carica di Presidente del PD) ha eletto, con 1047 preferenze, [[Dario Franceschini]] nuovo segretario nazionale del Partito, contro i 92 voti raccolti da [[Arturo Parisi]]<ref>{{cita web|url=http://www.corriere.it/politica/09_febbraio_21/assemblea_pd_segretario_881de254-fff8-11dd-a585-00144f02aabc.shtml|titolo=Franceschini nuovo segretario del Pd|accesso=21 febbraio 2009}}</ref>.

Il nuovo segretario, eletto con il compito di portare il partito alle Elezioni Europee e al Congresso di autunno, annuncia di volere cominciare una nuova fase nel Partito, basata su inedite e giovani personalità, caratterizzata da una opposizione più ferma al Governo (puntando soprattutto sul tema della crisi economica e finanziaria in atto), mettendo da parte i "capibastone" e coinvolgendo maggiormente amministratori locali e dirigenti territoriali. Con l'elezione di Franceschini, sono decaduti gli organi direttamente nominati da Veltroni, ''in primis'' il [[Governo ombra del Partito Democratico|Governo ombra]]. Sono stati poi nominati una nuova segreteria e nuovi responsabili per tematiche politiche<ref>{{cita web|url=http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/72733/uniti_e_pronti|titolo=Partito Democratico - Uniti e pronti|accesso=26 febbraio 2009|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20090301134908/http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/72733/Uniti_e_pronti}}</ref>

==== Le elezioni europee del 2009 ====
La prima importante sfida che il nuovo segretario si trova ad affrontare è quella delle [[elezioni europee del 2009]]. Il nodo sulla collocazione europea è stato sciolto ufficialmente solo dopo le votazioni, sebbene Piero Fassino avesse già proposto di formare una federazione con il PSE che abbia dato luogo ad un unico gruppo nel [[Parlamento europeo]], il quale contenga tutte le forze progressiste europee<ref>{{cita web|url=http://archive.partitodemocratico.it/doc/75585/pse-fassino-avviato-confronto-con-i-socialisti-per-un-gruppo-comune-al-parlamento-europeo.htm|titolo=PSE: Fassino, "Avviato confronto con i socialisti per un gruppo comune al parlamento europeo"|opera=Sito ufficiale Partito Democratico|accesso=10 novembre 2009|urlmorto=sì |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20160516180153/http://archive.partitodemocratico.it/doc/75585/pse-fassino-avviato-confronto-con-i-socialisti-per-un-gruppo-comune-al-parlamento-europeo.htm}}</ref>.

La campagna del PD si è basata sulla rivendicazione della sua [[Europeismo|identità europeista]]; inoltre tiene banco la denuncia del particolare approccio alla consultazione elettorale scelto da Silvio Berlusconi, il quale corre in tutte le circoscrizioni elettorali pur essendo incompatibile per quella carica in quanto [[Deputato della Repubblica Italiana|deputato alla Camera]] e [[Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana|Presidente del Consiglio dei ministri]], opponendogli candidati che siederanno effettivamente all'Europarlamento in caso di elezione.

Alle elezioni del 2009 il Partito Democratico ha ottenuto il 26,1% dei voti, perdendo circa il 7% dei consensi rispetto alle politiche del 2008 (nel corso delle quali il PD comprendeva anche i [[Radicali Italiani|Radicali]], mentre alle europee del 2009 questi avevano una propria lista che ha raggiunto il 2,4%).

=== La segreteria Bersani ===
==== La corsa per la segreteria ====
{{vedi anche|Elezioni primarie del Partito Democratico del 2009 (Italia)}}
[[File:Bersani cropped.png|thumb|[[Pier Luigi Bersani]]]]
La Direzione Nazionale del partito fissa il nuovo congresso («convenzione» secondo lo statuto del partito) all'11 ottobre del 2009 e le nuove [[elezioni primarie]] per il 25 ottobre<ref>{{Cita news|url=http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/partito-democratico-29/direzione-pd/direzione-pd.html?ref=search|titolo=Pd, la sfida di Franceschini "Congresso vero, largo al nuovo"|pubblicazione=[[La Repubblica (quotidiano)|La Repubblica]] |giorno=26|mese=06|anno=2009|accesso=10 novembre 2009}}</ref>.

Inizialmente il Segretario uscente Dario Franceschini non si era espresso sulla possibilità di ricandidarsi alla guida del partito<ref>{{Cita news|autore=Annalisa Cuzzocrea|url=http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/partito-democratico-28/videoforum-ranceschini/videoforum-ranceschini.html|titolo=Franceschini a Repubblica tv "Si vota anche per la democrazia"|pubblicazione=[[La Repubblica (quotidiano)|La Repubblica]] |giorno=22|mese=05|anno=2009|accesso=10 novembre 2009}}</ref>, ma il 24 giugno annuncia ufficialmente la sua candidatura per il Congresso e per le primarie<ref>{{Cita news|url=http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/partito-democratico-29/candidatura-franceschini/candidatura-franceschini.html |titolo=Franceschini annuncia la candidatura "Non voglio che il PD torni indietro"|pubblicazione=[[La Repubblica (quotidiano)|La Repubblica]] |giorno=24|mese=06|anno=2009|accesso=10 novembre 2009}}</ref>.

A sua volta, l'ex Ministro dello Sviluppo Economico Pier Luigi Bersani annunciò la sua candidatura ricevendo l'appoggio di D'Alema<ref>{{Cita news|autore=Andrea Carugati|url=http://www.unita.it/news/85567/dalema_il_mio_candidato__bersani|titolo=D'Alema: «Il mio candidato è Bersani»|pubblicazione=[[l'Unità]]|giorno=12|mese=06|anno=2009|accesso=13 novembre 2009|urlmorto=sì}}</ref>.

Il 4 luglio il chirurgo [[Ignazio Marino]] confermò a sua volta di voler correre per la segreteria, sostenuto in prima linea da [[Giuseppe Civati]].

Il 23 luglio il Comitato per il Congresso ufficializzò quattro candidature: quelle di Pier Luigi Bersani, Dario Franceschini, Ignazio Marino e [[Amerigo Rutigliano]]. Il 28 luglio, però, proprio quest'ultima candidatura viene respinta dallo stesso Comitato, poiché delle 1542 firme presentate dal candidato, 500 sono risultate appartenenti a persone non iscritte al PD<ref>{{Cita news|url=http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/PD-RESTANO-TRE-IN-CORSA-ESCLUSO-RUTIGLIANO/news-dettaglio/3699474|titolo=Pd:restano tre in corsa; escluso Rutigliano|pubblicazione=[[La Repubblica (quotidiano)|La Repubblica]] |giorno=28|mese=07|anno=2009|accesso=10 novembre 2009}}</ref>. Il giorno successivo la Commissione Nazionale per il Congresso annunciò anche che la quota degli iscritti che prendono parte alla prima fase congressuale è di 820.607<!-- <ref name=tesserati2009_1/> MANCA DEFINIZIONE -->.

I risultati definitivi dei congressi nei circoli vennero divulgati l'8 ottobre dalla Commissione Nazionale: Pier Luigi Bersani ottenne {{tutto attaccato|255 189}} voti pari al 55,13%, seguito da Dario Franceschini con {{tutto attaccato|171 041}} voti pari al 36,95% e da Ignazio Marino con {{tutto attaccato|36 674}} voti pari al 7,92%.

Tutti e tre i candidati furono quindi ammessi a partecipare alle elezioni primarie del 25 ottobre 2009. Fu confermata in questa occasione un'ampia partecipazione popolare (3.067.821 votanti), che sostanzialmente confermò l'esito della Convention, dando la vittoria a Pier Luigi Bersani.

La nuova assemblea nazionale elesse il 7 novembre [[2009]] [[Rosy Bindi]] come suo presidente<ref>{{collegamento interrotto|1=[http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/89251/rosy_bindi_eletta_presidente_del_pd Rosy Bindi eletta Presidente del PD] |data=gennaio 2018 |bot=InternetArchiveBot }}</ref>, dopo un lungo periodo di vacanza della carica in seguito alle dimissioni di [[Prodi]]. Lo stesso giorno furono eletti vicepresidenti dell'Assemblea del partito [[Ivan Scalfarotto]] e [[Marina Sereni]] e vicesegretario [[Enrico Letta]].

==== L'uscita dal partito di Rutelli ====
Francesco Rutelli ed altri esponenti del PD, già da tempo critici nei confronti di un partito a loro dire ''mai nato'', prendono atto della vittoria di Bersani, ma lasciano il partito. Secondo Rutelli, con Bersani si andrebbe verso un ''partito democratico di sinistra. (...) la promessa, dunque, non è mantenuta: non c'è un partito nuovo, ma il ceppo del [[Partito Democratico della Sinistra|PDS]] con molti indipendenti di centro-sinistra''<ref>{{Cita news|autore=Marco Cianca |url=http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_31/rutelli_lascia_pd_542f9104-c5f0-11de-a5d7-00144f02aabc.shtml|titolo=Rutelli: sì, lascio il Pd. Questo non è il mio partito |pubblicazione=[[Corriere della Sera]] |giorno=31|mese=10|anno=2009|accesso=10 novembre 2009}}</ref>. Così il 27 ottobre Rutelli annuncia che ''occorre iniziare un percorso diverso, con persone diverse''<ref>{{Cita news|url=http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/partito-democratico-33/rutelli-fioroni/rutelli-fioroni.html?ref=search|titolo=Pd, Rutelli annuncia lo strappo "Percorso diverso, con persone diverse"|pubblicazione=[[La Repubblica (quotidiano)|La Repubblica]] |giorno=27|mese=10|anno=2009|accesso=10 novembre 2009}}</ref>, e il giorno dopo fonda l'associazione ''Cambiamento e Buongoverno'' insieme a [[Massimo Cacciari]], [[Giuliano da Empoli]], [[Lorenzo Dellai]], [[Linda Lanzillotta]], [[Vilma Mazzocco]], [[Roberto Mazzotta]], [[Andrea Mondello]], [[Bruno Tabacci]], [[Elvio Ubaldi]] e [[Giuseppe Vita]]<ref>{{cita web|url=http://www.cambiamentoebuongoverno.org/|titolo=Cambiamento e Buongoverno|accesso=10 novembre 2009|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20091031032809/http://www.cambiamentoebuongoverno.org/|urlmorto=sì}}</ref><ref>{{Cita news|url=http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/partito-democratico-33/rutelli-buongoverno/rutelli-buongoverno.html|titolo="Cambiamento e buongoverno" comincia la nuova stagione di Rutelli|pubblicazione=[[La Repubblica (quotidiano)|La Repubblica]] |giorno=28|mese=10|anno=2009|accesso=10 novembre 2009}}</ref>. Inutile fino all'ultimo il tentativo di D'Alema per una riconciliazione<ref>{{Cita news|autore=Alessandro Trocino|url=http://archiviostorico.corriere.it/2009/ottobre/30/Alema_Rutelli_fumata_grigia_co_8_091030021.shtml|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2009/ottobre/30/Alema_Rutelli_fumata_grigia_co_8_091030021.shtml|titolo=D'Alema-Rutelli, fumata grigia|pubblicazione=[[Corriere della Sera]] |giorno=30|mese=10|anno=2009|p=9|accesso=10 novembre 2009}}</ref>.

Il 17 aprile 2010 anche il [[Movimento Repubblicani Europei|MRE]] di [[Luciana Sbarbati]] ha lasciato il PD<ref>{{cita web|url=http://www.repubblicanieuropei.org/stampa_ComunicatiMRE.tab.aspx?idDoc=656|titolo=Direzione Nazionale MRE: sempre nel centro sinistra ma fuori dal PD|opera=Sito ufficiale [[Movimento Repubblicani Europei]]|accesso=20 aprile 2010|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20100501042136/http://www.repubblicanieuropei.org/stampa_ComunicatiMRE.tab.aspx?idDoc=656}}</ref>.

==== Prospettiva di alleanza con l'UdC ====
Il leader dell'[[Unione di Centro (2002)|Unione di Centro]], Pier Ferdinando Casini, il 12 dicembre 2009 si è detto disponibile alla costituzione di una coalizione con il Partito Democratico e con l'[[Italia dei Valori]] nel caso in cui si verificassero elezioni politiche anticipate. L'obiettivo sarebbe la costruzione di un ''fronte democratico'' volto ad opporsi alla coalizione PdL-Lega e a difendere i principi costituzionali e le istituzioni repubblicane, che rischierebbero di essere compromesse. Ciò accadde a seguito di una dichiarazione del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi<ref>{{Cita news|url=http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200912articoli/50314girata.asp|titolo=Fronte anti-Silvio, Casini scuote il Pdl Bersani: le sue sono parole importanti|pubblicazione=[[La Stampa]]|giorno=12|mese=12|anno=2009|accesso=19 dicembre 2009|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20091217020307/http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200912articoli/50314girata.asp}}</ref><ref>{{Cita news|url=http://www.corriere.it/politica/09_dicembre_10/berlusconi-partito-giudici-congresso-ppe_080f069e-e579-11de-9093-00144f02aabc.shtml|titolo=Berlusconi, nuovo attacco ai magistrati «Contro partito giudici cambiamo Carta»|pubblicazione=[[Corriere della Sera]] |giorno=10|mese=12|anno=2009|accesso=19 dicembre 2009}}</ref><ref>{{Cita news|autore=Goffredo De Marchis|url=http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/politica/giustizia-22/intervista-casini/intervista-casini.html|titolo=Casini: "Contro i falchi del Pdl fronte della legalità Udc-Pd"|pubblicazione=[[La Repubblica (quotidiano)|La Repubblica]] |giorno=17|mese=12|anno=2009|p=|accesso=19 dicembre 2009}}</ref>.

La proposta è stata accettata dal segretario Pier Luigi Bersani<ref>{{Cita news|url=http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Voto-Casini-Un-fronte-anti-Berlusconi-Bersani-E-una-conferma-importante_4099724890.html|titolo=Voto, Casini: ''Un fronte anti-Berlusconi''. Bersani: ''È una conferma importante''|pubblicazione=[[Adnkronos]] |giorno=12|mese=12|anno=2009|p=|accesso=19 dicembre 2009}}</ref> ed ha trovato anche l'adesione del segretario di [[Rifondazione Comunista]], [[Paolo Ferrero]], che potrebbe dare solo l'appoggio esterno alla coalizione PD-UdC<ref>{{Cita news|url=http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/?id=3.0.4104246162|titolo=ELEZIONI: FERRERO (PRC), BENE CASINI CONTRO BERLUSCONI ALLEATI ANCHE CON IL DIAVOLO|pubblicazione=[[Adnkronos]] |giorno=13|mese=12|anno=2009|accesso=13 dicembre 2009}}</ref>.

L'alleanza con i centristi si è realizzata in occasione delle [[elezioni regionali italiane del 2010|elezioni regionali del 2010]] in alcune delle regioni chiamate al voto: in [[Liguria]], [[Basilicata]], [[Marche]] e [[Piemonte]]. Saltato invece l'accordo nel [[Lazio]], dove Casini ha preferito appoggiare la [[Renata Polverini|Polverini]] per il [[Il Popolo della Libertà|PdL]] anziché [[Emma Bonino]], candidata dai [[Radicali Italiani|Radicali]] e che ha provocato il 14 gennaio 2010 l'abbandono dei deputati [[Enzo Carra]] e [[Renzo Lusetti]]. Il 14 febbraio, invece, annuncia la sua adesione all'UdC la deputata [[Paola Binetti]]<ref>{{Cita news|url=http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Politica/Binetti-Entro-nell-Udc/14-02-2010/1-A_000082712.shtml|titolo= Pd, Binetti: "Entro nell'Udc" |pubblicazione=[[Corriere della Sera]] |giorno=14|mese=02|anno=2010|accesso=14 febbraio 2010}}</ref>. L'alleanza è stata riproposta dal leader centrista anche nelle settimane successive all'aggressione subita da Berlusconi<ref>{{Cita news|url=http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/politica/giustizia-23/di-pietro-contro-dalema/di-pietro-contro-dalema.html|titolo="Inciucio utile", Pd spaccato su D'Alema Veltroni: "Ormai se ne vedono di tutti i colori|pubblicazione=[[La Repubblica (quotidiano)|La Repubblica]] |giorno=19|mese=12|anno=2009|accesso=3 gennaio 2010}}</ref>.

Tale proposta è stata accantonata con la nascita della coalizione [[Nuovo Polo per l'Italia]] definita dai giornali come ''Terzo Polo'' formata dai partiti di [[Centrismo|centro]] e centro-destra Unione di Centro, [[Futuro e Libertà per l'Italia]], [[Alleanza per l'Italia]] e [[Movimento per l'Autonomia]]<ref>[http://libero-news.it/news/551880/Casini__Fini_e_Rutelli_varano_il_Polo_della_nazione__il_partito_dei_perdenti.html Casini, Fini e Rutelli varano il Polo della nazione: il partito dei perdenti - libero, casini, fini, udc, guzzanti, mpa, reguzzoni, terzo polo, polo della nazione - liberoquot...<!-- Titolo generato automaticamente -->] {{webarchive|url=https://web.archive.org/web/20111124110231/http://libero-news.it/news/551880/Casini__Fini_e_Rutelli_varano_il_Polo_della_nazione__il_partito_dei_perdenti.html |data=24 novembre 2011 }}</ref>.

==== Le amministrative 2011 e i quattro referendum ====
In occasione delle [[Elezioni amministrative italiane del 2011|elezioni amministrative del 15-16 maggio 2011]], il partito in ventuno dei trenta comuni capoluogo e in sette delle undici province chiamate al voto stipula un accordo elettorale con l'[[Italia dei Valori]] e [[Sinistra Ecologia Libertà]], sancito poi nel settembre successivo e ''accordo della foto di Vasto''<ref>[http://archiviostorico.corriere.it/2011/settembre/17/Bersani_nuovo_Ulivo_con_Pietro_co_9_110917014.shtml Bersani: nuovo Ulivo con Di Pietro e Vendola<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>; si presenta invece staccato da uno o da tutti e due i partiti nei comuni di Napoli, Novara, Rovigo, Pordenone, Grosseto, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria e Carbonia, e nelle province di Vercelli, Macerata, Campobasso e Reggio Calabria. Va sottolineato che a Milano e Cagliari decide di sostenere un candidato espressione di [[Sinistra Ecologia Libertà]], in base agli esiti delle primarie di coalizione che hanno decretato la sconfitta del candidato ufficiale del partito<ref>[http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-11-15/primarie-milano-vince-pisapia-081649.shtml?uuid=AYk1OpjC Giuliano Pisapia vince le primarie del centro-sinistra a Milano: «È stata una vittoria di tutti» - Il Sole 24 ORE<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref><ref>[http://www.polisblog.it/post/9543/amministrative-2011-massimo-zedda-sel-vince-le-primarie-del-centrosinistra-a-cagliari-altro-tonfo-del-pd Amministrative 2011: Massimo Zedda (SEL) vince le Primarie del centro-sinistra a Cagliari. Altro tonfo del Pd<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>, mentre a Salerno il sindaco uscente [[Vincenzo De Luca|De Luca]] decide di continuare a presentarsi solamente con liste civiche e quindi, anche se alla fine la coalizione viene aperta a [[Sinistra Ecologia Libertà]] e [[Partito Socialista Italiano (2007)|Partito Socialista Italiano]], in accordo con il partito, il simbolo non viene presentato. Tale tornata elettorale segna una netta rivincita della coalizione di centro-sinistra in molte delle città chiamate alle urne; analogo esito nelle provincie, dove il PD e i suoi alleati registrano la vittoria in sette [[province]] su undici<ref name=autogenerato1>[http://elezionistorico.interno.it/index.php?tpel=G ::: Ministero dell'Interno ::: Archivio Storico delle Elezioni - Comunali<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>.

Ai [[referendum abrogativi in Italia del 2011|referendum del 12-13 giugno]], il Partito Democratico si dimostra a favore del ''sì'' per tutti e quattro i quesiti posti<ref>[http://beta.partitodemocratico.it/doc/209394/cartolina-referendum.htm Partito Democratico] {{webarchive|url=https://web.archive.org/web/20110531232614/http://beta.partitodemocratico.it/doc/209394/cartolina-referendum.htm |data=31 maggio 2011 }}</ref>, agendo quindi in sintonia con gli altri [[partiti]] di centro-sinistra. Il risultato vede una netta affermazione dei sì, e quindi l'abrogazione di tutte e quattro le norme sottoposte a referendum<ref name=autogenerato1 />.

=== Le dimissioni di Berlusconi e l'appoggio a Monti ===
L'8 novembre 2011, dopo che la [[Camera dei deputati (Italia)|Camera dei deputati]] aveva approvato con 308 voti a favore il [[Rendiconto generale dello Stato]], il presidente Silvio Berlusconi, prendendo atto del venir meno della maggioranza assoluta della sua coalizione di governo alla Camera, in serata, tenendo un colloquio con il [[Presidente della repubblica]] [[Giorgio Napolitano]], annuncia di rimettere il mandato al Capo dello Stato dopo l'approvazione della [[Legge finanziaria (Italia)|Legge di stabilità]]<ref>{{Cita web|url = http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Comunicato&key=12524|titolo = Il Presidente Napolitano ha ricevuto il Presidente del Consiglio dei Ministri, Berlusconi|editore = [[Presidente della Repubblica Italiana|Presidenza della Repubblica Italiana]]|data = 8 novembre 2011|accesso = 18 novembre 2011}}</ref>.

Le dimissioni vengono formalizzate il 12 novembre ed il giorno successivo Bersani esprime il proprio sostegno nell'eventuale, poi diventato certo, esecutivo guidato dal professor [[Mario Monti]], dicendo che, con la crisi economica in atto, fosse necessario un governo dal forte profilo tecnico volto a ridare slancio all'economia facendo le riforme necessarie<ref>{{Cita web|url =http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2011/11/13/AOr6jpMB-adempiere_napolitano_responsabilita.shtml|titolo = Fine dell'era Berlusconi - Mario Monti: "Pronto ad adempiere al mio incarico con responsabilità"|pubblicazione = [[Il Secolo XIX]]|data = 13 novembre 2011|accesso = 14 gennaio 2012}}</ref><ref>{{Cita web|url =http://www.ilgiornale.it/interni/pur_non_votare_bersani_corteggia_di_pietroripensaci_prima_viene_italia_poi_alleanze/bersani-pd-governo_tecnico-pietro-pdl-mario_monti/11-11-2011/articolo-id=556433-page=0-comments=1|titolo = Bersani pressa Di Pietro: "Sostenga il governo Monti" E l'ex pm apre: "Ma..."|pubblicazione = [[Il Giornale]]|data = 11 novembre 2011|accesso = 14 gennaio 2012}}</ref>.

Nel partito però nascono malumori sull'appoggio al governo tecnico: ai ''montiani'' [[Francesco Boccia]], [[Paolo Gentiloni]] e [[Pietro Ichino]] si contrappongono gli ''antimontiani'' [[Stefano Fassina]], [[Cesare Damiano]] e [[Matteo Orfini]]; una linea equilibrata viene tenuta dai ''bersaniani'' [[Vasco Errani]], Rosy Bindi, Anna Finocchiaro ed Enrico Letta<ref>[http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/pd-correnti-bersaniani-montiani-renzi-1301751/ Bersaniani, Rottamatori, Filomontiani e Antimontiani: le 4 anime del Pd - blitzquotidiano, 14 luglio 2012]</ref>. Gli ''antimontiani'' però hanno sempre assicurato il proprio appoggio a [[Governo Monti|Monti]]<ref>[http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarticolo.asp?currentArticle=1MGXWZ Pd fedele alla linea: "Noi il governo non lo facciamo cadere" - il Fatto Quotidiano, 28 ottobre 2012]</ref>.

=== Elezioni politiche e regionali del 2013 ===
{{vedi anche|Elezioni politiche italiane del 2013|Elezioni regionali in Lombardia del 2013|Elezioni regionali nel Lazio del 2013}}

==== Le primarie per il candidato premier e per i candidati al Parlamento ====
{{vedi anche|Elezioni primarie di Italia. Bene Comune del 2012}}
Domenica 25 novembre [[2012]] si sono svolte le [[Elezioni primarie di Italia. Bene Comune del 2012|elezioni primarie della coalizione di centro-sinistra ''Italia. Bene Comune'']] per l'individuazione del leader che guiderà la coalizione formata da PD, [[Partito Socialista Italiano (2007)|PSI]] e [[Sinistra Ecologia Libertà|SEL]] alle consultazioni elettorali del 24-25 febbraio 2013. I candidati del PD erano il segretario in carica [[Pier Luigi Bersani|Bersani]], la consigliera regionale veneta [[Laura Puppato]] ed il sindaco di [[Firenze]] [[Matteo Renzi]]; hanno partecipato anche [[Nichi Vendola]], presidente della [[Regione Puglia]] e presidente di [[Sinistra Ecologia Libertà|SEL]], e [[Bruno Tabacci]], assessore al bilancio del comune di [[Milano]] e deputato di [[Alleanza per l'Italia]].

Il primo turno delle primarie si è svolto il 25 novembre 2012 ed ha registrato l'affluenza al voto di più di 3 milioni di elettori; Bersani ha ottenuto il primo posto con il 44,9% dei consensi (1.395.096 voti), contro il 35,5% di Renzi (1.104.958), seguono Vendola con il 15,6% (485.689), Puppato al 2,6% (80.628) e Tabacci all'1,4% (43.840)<ref>{{cita web|url=http://www.primarieitaliabenecomune.it/risultati-definitivi|titolo=Risultati definitivi|opera=primarieitaliabenecomune.it|accesso=27 dicembre 2011|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20121203085757/http://www.primarieitaliabenecomune.it/risultati-definitivi}}</ref>. Domenica 2 dicembre si è svolto il ballottaggio tra i due candidati più votati; Bersani ha ottenuto il 60,9% dei voti (1.706.457) contro il 39,1% di Renzi (1.095.925)<ref>{{cita web|url=http://www.primarieitaliabenecomune.it|titolo=Risultati definitivi|opera=primarieitaliabenecomune.it|accesso=27 dicembre 2011|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20121026023145/http://www.primarieitaliabenecomune.it/|urlmorto=sì}}</ref>. Pertanto Bersani è stato il candidato premier del centro-sinistra alle [[elezioni politiche italiane del 2013]].

Il 29 e 30 dicembre 2012 il PD ha svolto le primarie per la scelta del 90% dei candidati parlamentari che sono andati a comporre le liste in vista delle [[Elezioni politiche italiane del 2013|elezioni politiche]], mentre il restante 10% (in genere inseriti come capilista) è stato composto da personalità stabilite direttamente dal segretario [[Pier Luigi Bersani]]. Hanno partecipato, in quest'occasione, 1,2 milioni di persone. Sempre il 29 dicembre è stato presentato lo slogan della campagna elettorale: ''L'Italia Giusta''<ref>{{cita web|url=http://www.partitodemocratico.it/doc/248155/litalia-giusta.htm|titolo=L'Italia Giusta|opera=partitodemocratico.it|accesso=2 gennaio 2013|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20130102141400/http://www.partitodemocratico.it/doc/248155/litalia-giusta.htm}}</ref>.

==== I risultati elettorali ====
[[File:Enrico Letta 2013.jpg|thumb|upright=0.7|Nel 2013 [[Enrico Letta]], vicesegretario del Partito Democratico, è il primo esponente del PD a ricoprire l'incarico di [[Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana|presidente del Consiglio]] nell'[[Governo Letta|omonimo governo]]]]
Alla Camera il PD ha ottenuto il 25,4% dei voti in Italia, che sommati con i voti delle circoscrizioni estere ne fanno il primo partito. Anche al Senato è il primo partito con il 27,4%. Alla Camera la coalizione di centro sinistra ottiene il premio di maggioranza con il 29,6%, mentre al Senato il 31,6% ottenuto non consente di avere un numero di senatori sufficiente a formare un governo<ref>[http://www.repubblica.it/static/speciale/2013/elezioni/camera/riepilogo_nazionale.html Elezioni Politiche 2013 - Camera Liste e risultati per circoscrizione]</ref><ref>[http://www.repubblica.it/static/speciale/2013/elezioni/senato/riepilogo_nazionale.html Elezioni Politiche 2013 - Senato Liste e risultati per regione]</ref>. Nel complesso il PD perde quasi 4 milioni di voti rispetto alle precedenti Elezioni Politiche del 2008, quando invece ottenne 12 milioni di consensi<ref>[http://www.corriere.it/politica/speciali/2013/elezioni/notizie/27-febbraio-16-milioni-mannheimer_f251a786-80a1-11e2-b0f8-b0cda815bb62.shtml Si sono spostati 16 milioni di elettori: il Pd perde un terzo di voti, il Pdl metà]</ref>.

=== Le dimissioni di Pier Luigi Bersani e Rosy Bindi ===
Il 19 aprile [[2013]], dopo la [[Elezione del Presidente della Repubblica Italiana del 2013|mancata elezione]] di [[Franco Marini]] e [[Romano Prodi]] a [[Presidente della Repubblica Italiana|Presidente della Repubblica]] nonostante la loro scelta come candidati ufficiali del partito, [[Rosy Bindi]] si dimette con effetto immediato dalla carica di presidente del PD. Poco dopo, anche [[Pier Luigi Bersani]] annuncia la propria intenzione di dimettersi da segretario, con effetto a partire dall'elezione del nuovo Capo dello Stato<ref>{{cita news|url=http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/19/presidente-repubblica-prodi-si-ritira-chi-mi-ha-portato-qui-si-assuma-responsabilita/569250/|titolo=Bersani si è dimesso, Pd nel caos. Prodi ritirato dalla corsa al Colle|data=19 aprile 2013|pubblicazione=Il Fatto Quotidiano}}</ref><ref>{{cita news|url=http://www.corriere.it/politica/speciali/2013/elezioni-presidente-repubblica/notizie/19aprile-dimissioni-bersani-bindi-caos-pd_718d7f82-a935-11e2-bb65-9049b229b028.shtml|titolo=Pd in pezzi, Bersani si dimette: «Non posso accettare il grave gesto nei confronti di Prodi»|data=19 aprile 2013|pubblicazione=Corriere della Sera}}</ref>. Il giorno dopo, 20 aprile, [[Giorgio Napolitano]] viene rieletto Presidente: le dimissioni di Bersani diventano operative e contestualmente si dimette l'intera Segreteria Nazionale<ref>{{cita news|url=http://www.corriere.it/politica/speciali/2013/elezioni-presidente-repubblica/notizie/20-aprile-pd-segreteria-dimissioni_6e68bb5c-a9e2-11e2-8070-0e94b2f2d724.shtml|titolo=Letta: «Si è dimessa tutta la segreteria del Pd». Dopo il passo indietro del segretario Bersani|data=20 aprile 2013|pubblicazione=Corriere della Sera}}</ref>.

=== Il Governo Letta ===
{{vedi anche|Governo Letta}}
Dopo le difficoltà incontrate dal mandato esplorativo di Bersani, e le sue successive dimissioni, l'incarico di formare il governo è stato affidato ad [[Enrico Letta]], esponente del Partito Democratico, dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 24 aprile [[2013]]. Letta riesce a formare in pochi giorni una maggioranza formata dal PD, dal [[Popolo della Libertà|PdL]] e da [[Scelta Civica]]. Il Governo Letta è il 62º della Repubblica Italiana, il primo della XVII legislatura, in carica a partire dal 28 aprile 2013, giorno in cui ha prestato giuramento. La fiducia è stata ottenuta sia alla Camera che al Senato, rispettivamente il 29 e il 30 aprile.

=== La segreteria Epifani ===
[[File:Guglielmo Epifani crop.jpg|thumb|left|upright=0.7|[[Guglielmo Epifani]]]]
In seguito alle dimissioni di [[Pier Luigi Bersani]], l'11 maggio [[2013]] [[Guglielmo Epifani]] viene eletto nuovo segretario dall'assemblea del partito con 458 voti, pari all'85,8% dei voti validi, su 534.<ref>{{cita web|url=http://www.corriere.it/politica/13_maggio_11/assemblea-pd-epifani_5d64dacc-ba11-11e2-b7cc-15817aa8a464.shtml|titolo=Epifani eletto, è il nuovo segretario Pd|editore=Corriere della Sera|data=11 maggio 2013|accesso=11 maggio 2013}}</ref>

=== Le primarie del 2013 e la vittoria di Renzi ===
{{vedi anche|Elezioni primarie del Partito Democratico del 2013 (Italia)}}
[[File:Matteo Renzi crop.png|thumb|upright|[[Matteo Renzi]]]]
Il 9 luglio [[2013]], il sindaco di Firenze Matteo Renzi ha confermato in un'intervista a ''[[La Repubblica (quotidiano)|la Repubblica]]'' l'intenzione di candidarsi a segretario nazionale del PD<ref>{{cita news|url=http://www.matteorenzi.it/tutti-mi-chiedono-di-candidarmi-cosi-cambiero-il-pd/|titolo=Tutti mi chiedono di candidarmi così cambierò il Pd|autore=Claudio Tito|editore=[[La Repubblica (quotidiano)|la Repubblica]]|data=9 luglio 2013|accesso=22 novembre 2013}}</ref>. Oltre a chi lo aveva già sostenuto alle [[Elezioni primarie di "Italia. Bene Comune" del 2012|primarie del centrosinistra del 2012]] (come [[Paolo Gentiloni]], [[Roberto Giachetti]], [[Ermete Realacci]], il ministro per gli affari regionali [[Graziano Delrio]]) e ai "veltroniani"<ref>{{cita news|url=http://www.europaquotidiano.it/2013/09/17/renzi-e-veltroni-per-un-pd-cool-che-faccia-dimenticare-bersani/|titolo=Renzi e Veltroni per un Pd «cool» che faccia dimenticare Bersani|autore=Rudy Francesco Calvo|data=17 settembre 2013|editore=[[Europa (quotidiano)|Europa]]|accesso=23 novembre 2013|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20131202223841/http://www.europaquotidiano.it/2013/09/17/renzi-e-veltroni-per-un-pd-cool-che-faccia-dimenticare-bersani/}}</ref>, Renzi ha ricevuto il 2 settembre l'appoggio di [[Dario Franceschini]] e della sua Area Democratica<ref>{{cita news|url=http://www.lettera43.it/politica/franceschini-e-areadem-si-schierano-con-renzi_43675107003.htm|titolo=Franceschini e Areadem si schierano con Renzi|data=2 settembre 2013|editore=lettera43|accesso=22 novembre 2013|pubblicazione=|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20131203000252/http://www.lettera43.it/politica/franceschini-e-areadem-si-schierano-con-renzi_43675107003.htm|urlmorto=sì}}</ref> ([[Marina Sereni]]<ref>{{cita news|url=http://notizie.tiscali.it/articoli/interviste/13/09/sereni-intervista-renzi-governo.html|titolo=Pd, Marina Sereni: "Opportunisti? No, diciamo sì a Renzi perché vuole innovare. Il governo? Meglio che duri"|autore=Ignazio Dessì|data=5 settembre 2013|editore=[[Tiscali (azienda)|Tiscali]]|accesso=24 novembre 2013}}</ref>, [[Piero Fassino]]<ref>{{cita news|url=http://www.lastampa.it/2013/10/20/edizioni/asti/fassino-renzi-motiva-anche-i-delusi-cuperlo-il-candidato-della-nostalgia-c5LIJLjFpzNXCwLgUEHZrM/pagina.html|titolo=Fassino: "Renzi motiva anche i delusi, Cuperlo? È il candidato della nostalgia"|autore=Laura Secci|editore=[[La Stampa]]|data=20 ottobre 2013|accesso=24 novembre 2013}}</ref>, [[David Sassoli]]). Hanno firmato inoltre la mozione a sostegno della sua candidatura anche diversi esponenti considerati vicini al premier [[Enrico Letta]], come Gianni Dal Moro, [[Francesco Sanna]], [[Francesco Boccia]], [[Lorenzo Basso]] ed [[Enrico Borghi]].<ref>{{cita news|url=http://www.repubblica.it/politica/2013/10/11/news/pd-68396417/|titolo=Primarie Pd, candidati depositano le firme. Si allunga lista dei lettiani pro Renzi|editore=[[La Repubblica (quotidiano)|la Repubblica]]|data=11 ottobre 2013|accesso=22 novembre 2013}}</ref>

[[Gianni Cuperlo]], deputato ed ex segretario della [[Federazione Giovanile Comunista Italiana]] e poi della [[Sinistra Giovanile]], ha annunciato la sua candidatura il 10 maggio 2013.<ref>{{cita news|url=http://www.unita.it/italia/quale-pd/cuperlo-conferma-mi-candido-a-segretario-pd-1.499712|titolo=Cuperlo: «Mi candido segretario, non reggente»|data=10 maggio 2013|editore=[[l'Unità]]|accesso=22 novembre 2013|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20140220085749/http://www.unita.it/italia/quale-pd/cuperlo-conferma-mi-candido-a-segretario-pd-1.499712}}</ref> È sostenuto dall'area di ispirazione socialdemocratica: Massimo D'Alema, i cosiddetti "Giovani Turchi" (il ministro [[Andrea Orlando]], [[Matteo Orfini]], e il viceministro all'Economia [[Stefano Fassina]])<ref name="sole">{{cita news|url=http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-09-07/renzi-cuperlo-civati-corsa-124631.shtml|titolo=Renzi, Cuperlo, Civati e Pittella: la corsa alla segreteria del Pd. Ecco chi sostiene chi|autore=Andrea Carli|data=7 settembre 2013|editore=[[Il Sole 24 ORE]]|accesso=23 novembre 2013}}</ref>, [[Cesare Damiano]],<ref name="formiche"/> e il segretario uscente [[Pier Luigi Bersani]]<ref>{{cita news|url=http://www.unita.it/italia/pd-bersani-renzi-congresso-segretario-cuperlo-leadership-populismo-demagogia-decadenza-letta-squadra-1.521409|titolo=Pd, Bersani: «Ecco perché scelgo Cuperlo»|autore=Vladimiro Frulletti|data=15 settembre 2013|editore=[[l'Unità]]|accesso=23 novembre 2013|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20131203001552/http://www.unita.it/italia/pd-bersani-renzi-congresso-segretario-cuperlo-leadership-populismo-demagogia-decadenza-letta-squadra-1.521409}}</ref> con i suoi "bersaniani": [[Ugo Sposetti]],<ref name="formiche"/> [[Vannino Chiti]],<ref name="formiche"/> il ministro dello Sviluppo Economico [[Flavio Zanonato]],<ref>{{cita news|url=http://www.resegoneonline.it/articoli/Zanonato-apre-la-campagna-elettorale-del-comitato-lecchese-per-Cuperlo-20131102/|titolo=Zanonato apre la campagna elettorale del comitato lecchese per Cuperlo|editore=Resegone Online|data=2 novembre 2013|accesso=24 novembre 2013}}</ref> e il Presidente della regione Toscana [[Enrico Rossi]].<ref>{{cita news|url=http://www.gonews.it/2013/verso-le-primarie-del-pd-rossi-cuperlo-puo-rappresentare-la-posizione-culturale-della-sinstra/#.UpIoLuIXWSo|titolo=Verso le Primarie del Pd, Rossi: "Cuperlo può rappresentare la posizione culturale della sinistra"|editore=gonews.it|data=21 novembre 2013|accesso=24 novembre 2013|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20131202232103/http://www.gonews.it/2013/verso-le-primarie-del-pd-rossi-cuperlo-puo-rappresentare-la-posizione-culturale-della-sinstra/#.UpIoLuIXWSo}}</ref> Cuperlo ha inoltre ricevuto l'appoggio di alcuni ex popolari come [[Franco Marini]]<ref>{{cita news|url=http://www.repubblica.it/politica/2013/09/20/news/franco_marini_il_partito_personale_un_errore_voto_cuperlo_la_premiership_in_gara_ci_sar_anche_letta-66934347/|titolo=Franco Marini "Un Pd personale è un errore, voto Cuperlo. La premiership? In gara c'è anche Letta"|autore=Giovanna Casadio|data=20 settembre 2013|editore=[[La Repubblica (quotidiano)|la Repubblica]]|accesso=23 novembre 2013}}</ref> e [[Giuseppe Fioroni]],<ref name="formiche">{{cita news|url=http://www.formiche.net/2013/10/11/renzi-cuperlo-si-dividono-il-parlamento-pd/|titolo=Renzi e Cuperlo si dividono il Parlamento Pd|autore=Fabrizia Argano|editore=Formiche|data=11 ottobre 2013|accesso=23 novembre 2013}}</ref> e di alcuni "lettiani" come [[Paola De Micheli]] e [[Guglielmo Vaccaro]].<ref name="formiche"/>

[[Gianni Pittella]], europarlamentare e vicepresidente del [[Parlamento europeo]], è stato il primo a lanciare la propria candidatura, l'8 aprile 2013.<ref>{{cita news|url=http://www.huffingtonpost.it/2013/04/08/congresso-pd-gianni-pitte_n_3035449.html|titolo=Congresso Pd, l'eurodeputato Gianni Pittella si candida come segretario|editore=L'Huffington Post|data=8 aprile 2013|accesso=23 novembre 2013}}</ref> Ha ricevuto il sostegno di [[Giorgio Benvenuto]], [[Mercedes Bresso]], e [[Fabio Porta]].<ref name="sole"/>

[[Giuseppe Civati]], deputato ed ex consigliere regionale in [[Lombardia]], che aveva già annunciato nel novembre 2012 sul suo blog l'intenzione di candidarsi alla guida del partito,<ref>{{cita web|url=http://www.ciwati.it/2012/11/13/consenso-e-buonsenso/|autore=Giuseppe Civati|titolo=Consenso e buonsenso|data=13 novembre 2012|accesso=23 novembre 2013}}</ref> ha lanciato ufficialmente la propria candidatura a segretario in una iniziativa politica organizzata a Reggio Emilia il 5-6-7 luglio 2013.<ref>{{cita web|url=http://www.civati.it/manifesto.pdf|titolo=Manifesto di Reggio Emilia|autore=Giuseppe Civati|accesso=24 gennaio 2014|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20130825063536/http://www.civati.it/manifesto.pdf|urlmorto=sì}}</ref><ref>Tinco Persiani, ''Il mio amico Ciwati'', Ponte alle Grazie 2013</ref> Tra i suoi sostenitori ci sono [[Walter Tocci]], [[Felice Casson]], [[Corradino Mineo]] e [[Laura Puppato]].<ref>{{cita news|url=http://www.unita.it/italia/quale-pd/congresso-pd-tocca-a-civati-br-voglio-un-partito-di-sinistra-1.529235|titolo=Pd, Civati: «Voglio un partito di sinistra»|editore=[[l'Unità]]|data=24 ottobre 2013|accesso=23 novembre 2013|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20140221125408/http://www.unita.it/italia/quale-pd/congresso-pd-tocca-a-civati-br-voglio-un-partito-di-sinistra-1.529235}}</ref>

Con il 67,55% dei voti, l'8 dicembre vince la consultazione il sindaco di [[Firenze]] [[Matteo Renzi]]<ref>{{cita web|url=http://www.partitodemocratico.it/doc/263318/primarie-pd-2013-risultati-definitivi.htm|titolo=Dati ufficiali sul sito del PD|accesso=15 dicembre 2013|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20140221043555/http://www.partitodemocratico.it/doc/263318/primarie-pd-2013-risultati-definitivi.htm}}</ref>, proclamato segretario nazionale la successiva domenica 15 dicembre dalla nuova Assemblea eletta del Partito Democratico<ref>{{cita news|url=http://www.repubblica.it/politica/2013/12/15/news/assemblea_pd_renzi_parte_all_attacco_l_avoro_scuola_unioni_civili_e_beppe_firma_qui-73655445/|titolo=Pd, Renzi parte all'attacco: subito piano per lavoro, scuola e Unioni civili". E "#Beppe firma qua"|editore=[[La Repubblica (quotidiano)|la Repubblica]]|data=15 dicembre 2013|accesso=15 dicembre 2013}}</ref>, la nuova assemblea nazionale elesse sempre il 15 dicembre [[2013]] [[Gianni Cuperlo]] come suo presidente<ref>[http://www.partitodemocratico.it/doc/263356/gianni-cuperlo-accetta-la-candidatura-a-presidente-dellassemblea-pd.htm Gianni Cuperlo accetta la candidatura a presidente dell'Assemblea Pd] {{webarchive|url=https://web.archive.org/web/20131231001051/http://www.partitodemocratico.it/doc/263356/gianni-cuperlo-accetta-la-candidatura-a-presidente-dellassemblea-pd.htm |data=31 dicembre 2013 }}</ref>, dopo un periodo di vacanza della carica in seguito alle dimissioni di [[Rosy Bindi]]. Lo stesso giorno sono stati eletti vicepresidenti dell'Assemblea del partito [[Matteo Ricci (politico 1974)|Matteo Ricci]] e [[Sandra Zampa]] e non è stato nominato nessun vicesegretario nella Segreteria Nazionale, come precedentemente annunciato da [[Matteo Renzi|Renzi]].

=== Le dimissioni di Gianni Cuperlo da presidente del partito ===
Il 21 gennaio 2014 il presidente del [[Partito Democratico (Italia)|Partito Democratico]] [[Gianni Cuperlo]] annuncia le sue dimissioni dopo il contrasto con il segretario [[Matteo Renzi]] riguardo alla discussione sulla Riforma della Legge Elettorale.

== Correnti ==
{{F|partiti politici italiani|aprile 2010}}
L'articolo 30 dello statuto del partito recita che il PD «ai sensi dell'articolo 18 della Costituzione, favorisce la libertà e il pluralismo associativo e stabilisce rapporti di collaborazione con fondazioni, associazioni ed altri istituti, nazionali ed internazionali, a carattere politico-culturale e senza fini di lucro, garantendone e rispettandone l'autonomia». Tali fondazioni, associazioni e istituti vengono considerati «strumenti per la divulgazione del sapere, il libero dibattito scientifico, la elaborazione politico-programmatica e le loro iniziative non sono soggette a pareri degli organi del Partito Democratico».

Per tale motivo diversi esponenti nel PD hanno subito promosso fondazioni e associazioni o hanno rilanciato quelle che già preesistevano al partito. L'attività febbrile intorno alle fondazioni democratiche ha fatto sì che da più parti si parlasse di vera e propria attività correntizia più o meno occulta. Non è ancora dato di parlare di correnti in senso classico, e del resto uno stesso esponente democratico può essere iscritto a più fondazioni e associazioni, così come queste ultime spesso iscrivono anche soggetti esterni al PD quando non iscritte ad altri partiti.

=== Area liberale ===
{{vedi anche|Liberalismo sociale|Terza via}}
Dopo i primi anni in cui era rimasta ai margini del dibattito interno al partito, l'area liberale è diventata maggioritaria dopo il [[Elezioni primarie del Partito Democratico del 2013 (Italia)|Congresso del 2013]] e l'elezione di [[Matteo Renzi]] a segretario del partito<ref>{{cita web|url=http://www.lastampa.it/2017/05/01/italia/cronache/la-maggioranza-liberale-di-sinistra-ha-rigenerato-il-partito-democratico-VQlZDHKshzqO9hsSfIzjtM/pagina.html|titolo=Salvati: “La maggioranza liberale di sinistra ha rigenerato il partito democratico”|autore =Francesca Schianchi|data =1º maggio 2017|accesso=2 maggio 2017}}</ref>.

Le sue aree di riferimento si ispirano alla visione della [[Terza via|Terza Via]] dell'ex premier britannico [[Tony Blair]] e soprattutto al liberalismo democratico americano di [[John Fitzgerald Kennedy|J.F. Kennedy]], [[Bill Clinton]] e [[Barack Obama]].<ref>{{cita web|url=https://www.ilfoglio.it/politica/2017/10/04/news/la-versione-di-salvati-155435/|titolo=La versione di Salvati; Veltroni, Bersani, Renzi, l’Europa che manca, il rapporto con la giustizia, la sfida dei populismi. A 10 anni dalla nascita, il suo maggior ideologo ci racconta come sta il Pd|autore =David Allegranti|data =4 ottobre 2017|accesso=23 aprile 2018}}</ref>
[[File:In Cammino logo.svg|thumb|upright|Logo di ''In Cammino'']]
* ''FutureDem'' è un'associazione esterna che riunisce a livello nazionale alcuni giovani ''renziani''. Sono nati grazie ai social network e promuovono una visione europeista. Organizzano periodicamente convegni e dibattiti su tutto il territorio nazionale. Al loro interno annoverano [[Francesca Bonomo]] e [[Marco Di Maio]].
* ''In Cammino'', anche detti ''renziani'', è la componente numericamente maggiore, la cui affermazione è avvenuta durante le campagne per le [[Elezioni primarie di "Italia. Bene Comune" del 2012|primarie 2012]] e [[Elezioni primarie del Partito Democratico del 2013 (Italia)|2013]], anche se ufficialmente non si è mai costituita come corrente, ma solo come aggregazione fluida di esponenti diversi. Di orientamento liberaldemocratico, europeista e riformista. Sostiene fortemente il [[Jobs Act]], riforma del mercato del lavoro ispirata alla [[Flexicurity|fexicurity]], la Buona Scuola, riforma del sistema di istruzione ispirata all'autonomia scolastica e alla valutazione degli insegnanti, e i Decreti Minniti sulla stretta all'immigrazione irregolare. Possiamo citare, oltre a [[Matteo Renzi]], esponenti come [[Luca Lotti]], [[Maria Elena Boschi]], [[Tommaso Nannicini]], [[Filippo Sensi]], [[Francesco Bonifazi]], [[Lorenzo Guerini]], [[Dario Nardella]], [[Stefano Ceccanti]], [[Andrea Romano]], [[Debora Serracchiani]], [[Simona Bonafè]], [[Giorgio Gori]], [[Lucia Annibali]], [[Ivan Scalfarotto]], [[Anna Ascani]], [[Gian Pietro Dal Moro]], [[Alessia Morani]], [[Alessia Rotta]], [[Simona Malpezzi]], [[Stefano Bonaccini]], [[Ernesto Carbone]], [[David Ermini]], [[Davide Faraone]], [[Emanuele Fiano]], [[Roberto Giachetti]], [[Matteo Ricci]] e [[Giuseppe Falcomatà]].<ref>{{Cita web|url=https://www.agi.it/politica/pd_chi_sta_con_chi_renzi_zingaretti-3611876/news/2018-03-10/|urlmorto=sì|titolo=Copia archiviata|accesso=25 novembre 2018|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20180808043210/https://www.agi.it/politica/pd_chi_sta_con_chi_renzi_zingaretti-3611876/news/2018-03-10/}}</ref>
* ''Liberal PD'', componente costituita il 26 gennaio 2008, è marcatamente [[laicità|laica]], sostenitrice di valori inalienabili quali libertà, eguaglianza e rispetto di ogni fede religiosa, trae ispirazione dal [[liberalismo sociale|riformismo liberal democratico]]. I suoi membri di spicco sono [[Enzo Bianco]], [[Sandro Gozi]], [[Andrea Marcucci]] ed [[Enrico Morando]].<ref>{{Cita web|url=http://www.liberalpd.it//|sito=Liberal PD|accesso=1º giugno 2016|urlmorto=sì|titolo=Copia archiviata|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20160412115754/http://www.liberalpd.it/}}</ref>

=== Area cristiano sociale ===
Comunemente definita cattolica-democratica, trae la sua origine dall'esperienza di vasti settori riformisti della [[Democrazia Cristiana]], confluiti prima nel [[Partito Popolare Italiano (1994)|Partito Popolare Italiano]] e successivamente nella [[Democrazia è Libertà - La Margherita|Margherita]].
[[File:AreaDem logo.svg|thumb|Logo di ''AreaDem'']]
* ''AreaDem'', anche detti f''ranceschiniani'', essenzialmente [[Cristianesimo sociale|cristiano-sociale]] anche se al suo interno spicca una minoranza di ispirazione liberal socialista. Nata come coordinamento delle aree che hanno sostenuto la candidatura di Franceschini a Segretario nel 2009, vi si è ritrovata la maggioranza di coloro i quali guardano con orgoglio alla tradizione della sinistra della [[Democrazia Cristiana]] e del [[Partito Popolare Italiano (1994)|Partito Popolare Italiano]], che rappresenta buona parte dell'Associazione "I Popolari". Gli esponenti di spicco sono [[Dario Franceschini]], [[Piero Fassino]], [[Sergio Chiamparino]], [[Marina Sereni]], [[Roberta Pinotti]], [[Pierluigi Castagnetti]], [[Beppe Fioroni]], [[Franco Marini]], [[Federica Mogherini]], [[Luigi Zanda]], [[David Sassoli]].
* ''Harambee'', componente costituita l'8 aprile 2018 a sostegno della candidatura di [[Matteo Richetti]] a Segretario nel 2019. Ne fanno parte ex Renziani d'ispirazione cristiano sociale, tra cui lo stesso Richetti e [[Marianna Madia]].

=== Area socialdemocratica ===
{{vedi anche|Socialdemocrazia|Socialismo democratico}}
L'area [[Socialdemocrazia|socialdemocratica]] del Partito Democratico ha le sue radici nella storia dei [[Democratici di Sinistra]], del [[Partito Democratico della Sinistra]] e, ancor prima, del [[Partito Comunista Italiano]], del [[Partito Socialista Italiano]] e del [[Partito Socialista Democratico Italiano]].
* ''Democrazia Europa Società'', anche detti ''orlandiani'', nasce nel 2017 dall'unione degli ex ''Giovani Turchi'' guidati da [[Andrea Orlando|Orlando]] e dell'''area pro-diritti civili'' guidata [[Monica Cirinnà]] e [[Sergio Lo Giudice]]. Si pone di rappresentare la sinistra interna al partito in minoranza con la Segreteria Renzi. Membri di spicco sono [[Andrea Orlando]], [[Nicola Zingaretti]], [[Monica Cirinnà]], [[Sergio Lo Giudice]], [[Sandra Zampa]], [[Anna Finocchiaro]], [[Vannino Chiti]], [[Roberto Gualtieri]], [[Khalid Chaouki]].<ref name=":4"/>
* ''Fronte Democratico''. Fondato dal governatore della [[Puglia]] [[Michele Emiliano]] a sostegno della sua candidatura alle [[Elezioni primarie del Partito Democratico del 2017 (Italia)|elezioni primarie del 2017]], è numericamente modesto e comprende fra i suoi esponenti i deputati [[Francesco Boccia]] e [[Dario Ginefra]].<ref>{{Cita web|url=http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/29/pd-emiliano-lancia-la-corrente-fronte-democratico-via-duscita-se-va-male-no-saremo-area-di-maggioranza/3485580/|titolo=Pd, Emiliano lancia la corrente 'Fronte democratico': "Via d'uscita se va male? No, saremo area di maggioranza"|sito=Il Fatto Quotidiano|data=29 marzo 2017|accesso=28 aprile 2017}}</ref>
* ''Left Wing'', anche detti ''orfiniani'', fondata nel 2017 dopo la scissione all'interno dei ''Giovani Turchi'' dopo la decisione del Presidente del Partito, [[Matteo Orfini]], di sostenere [[Matteo Renzi|Renzi]] e non [[Andrea Orlando|Orlando]] alle [[Elezioni primarie del Partito Democratico del 2017 (Italia)|primarie]]. Tra gli altri esponenti di spicco, oltre a Orfini, si annoverano [[Fausto Raciti]], [[Francesco Verducci]], [[Valeria Valente]], [[Catiuscia Marini]] e [[Chiara Gribaudo]].
* ''Futura! Democratici Europei'', anche detti ''martiniani'', guidata da [[Maurizio Martina]] dopo una scissione dentro Sinistra è Cambiamento prima delle primarie del 2017 tra i seguaci di Martina che sostenevano [[Matteo Renzi|Renzi]]; e i seguaci di [[Cesare Damiano|Damiano]], che sostenevano [[Andrea Orlando|Orlando]]. Tra gli esponenti di spicco si annoverano, oltre a Martina, [[Vincenzo Amendola]], [[Micaela Campana]], [[Paola De Micheli]], [[Alessandra Moretti]], [[Matteo Mauri]], [[Luciano Pizzetti]], [[Teresa Bellanova]].
* ''Laburisti Dem'', fondata da [[Cesare Damiano]] nel 2017 a sostegno della Candidatura di [[Andrea Orlando|Orlando]] alla Segreteria del PD in dissenso con la scelta di [[Maurizio Martina|Martina]] di sostenere Renzi alle primarie. In vista delle Primarie del 2019 Damiano annuncia la sua candidatura a Segretario.
* ''SinistraDem - Campo Aperto'', anche detti ''cuperliani'', fondata e guidata da [[Gianni Cuperlo]] nel 2014, è l'area più a Sinistra del Partito. Membri di spicco, oltre a [[Gianni Cuperlo|Cuperlo]], sono [[Andrea De Maria]], [[Barbara Pollastrini]], [[Livia Turco]], [[Brando Benifei]].

=== Area ambientalista ===
{{vedi anche|Ambientalismo}}
* ''Ecologisti Democratici'', guidata da [[Ermete Realacci]], ha per fine l'adeguata valorizzazione delle tematiche connesse a quest'ambito e conta sull'appoggio di [[Alessandro Bratti]], [[Silvia Fregolent]] e [[Chiara Braga]].<ref>{{Cita web|url=http://www.ecologistidemocratici.it/chi-siamo|titolo=Chi siamo|sito=ecologistidemocratici.it|accesso=16 maggio 2016}}</ref>{{Senza fonte}}

== Ideologia ==
I suoi valori sono innanzitutto riconducibili alla [[Costituzione della Repubblica Italiana]] e alla [[Resistenza italiana|Resistenza]].<ref>{{Cita libro|titolo = Il consociativismo infinito: dal centro-sinistra al Partito democratico|autore = Mauro Fotia|accesso = 16 giugno 2014|data = 2011|editore = Edizioni Dedalo|pp = 232—|url = http://books.google.it/books?id=5vk7pVwKDVgC&dq=ideologia+partito+democratico&hl=it&source=gbs_navlinks_s|citazione = Il [[socialismo]] è scomparso. E così la cultura propriamente economica e politica di questo partito [...] rimane, nella sostanza, fuori dal [[socialismo]] e dal [[Cristianesimo democratico|cattolicesimo democratico]].}}</ref>{{Senza fonte}} Vi è anche una connotazione [[Europeismo|europeista]] e legata al [[Liberalismo negli Stati Uniti d'America|liberalismo]] del [[Partito Democratico (Stati Uniti d'America)|Partito Democratico degli Stati Uniti]].{{Senza fonte}} L'obiettivo è la definitiva affermazione quale soggetto dichiaratamente di [[centro-sinistra]], aperto e inclusivo.<ref>{{Cita news|autore=Damiano Beltrami|url=http://www.i-italy.org/4444/italian-democrat-nyc|titolo=An Italian Democrat in NYC |pubblicazione=i-Italy.org |giorno=22|mese=09|anno=2008|lingua=en|accesso=20 aprile 2010}}</ref><ref>{{Cita news|autore=Maria Rita Latto|url=http://www.i-italy.org/5133/italy-everybody-crazy-obama|titolo=Italy. Everybody Is Crazy For Obama|pubblicazione=i-Italy.org |giorno=05|mese=11|anno=2008|lingua=en|accesso=20 aprile 2010}}</ref><ref>{{Cita news|url=http://www.earthtimes.org/articles/show/256172,veltroni-quits-as-leader-of-italys-opposition-democratic-party.html|titolo=Veltroni quits as leader of Italy's opposition Democratic Party|pubblicazione=EarthTimes.org|giorno=17|mese=09|anno=2009|lingua=en|accesso=20 aprile 2010|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20120706165312/http://www.earthtimes.org/articles/show/256172,veltroni-quits-as-leader-of-italys-opposition-democratic-party.html}}</ref><ref>{{cita web|url=http://www.dsonline.it/stampa/documenti/dettaglio.asp?id_doc=39253|titolo=Il manifesto del Partito democratico|sito=Sito ufficiale [[Democratici di Sinistra]]|accesso=20 aprile 2010|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20111117012526/http://www.dsonline.it/stampa/documenti/dettaglio.asp?id_doc=39253}}</ref>
[[File:Pacsday4.JPG|thumb|upright=0.8|Al centro [[Alessandro Zan]] e [[Sergio Lo Giudice]] per il Pacs Day a [[Roma]] il 17 maggio 2005]]

=== Posizioni sui diritti LGBT ===
Il gruppo dirigente condanna ogni forma di [[omofobia]] ed è a favore delle [[unioni civili]], sia tra coppie etero sia tra coppie dello stesso sesso.

Non si esprime invece riguardo al [[Matrimonio tra persone dello stesso sesso|matrimonio egualitario]],<ref name=":2" /> a favore del quale tuttavia si sono dichiarati singolarmente molti esponenti, alcuni già attivi nelle battaglie [[LGBT]].<ref>{{Cita news|autore=|url=http://www.gay.it/primo-piano/news/monica-cirinna-intervista-libro|titolo=Monica Cirinnà: "Ora lottate con me per adozioni e matrimonio egualitario" - Gay.it|pubblicazione=Gay.it|data=23 ottobre 2017|accesso=4 maggio 2018}}</ref><ref>{{Cita news|autore=|url=http://www.gay.it/attualita/news/primarie-pd-orlando-emiliano-matrimoni-adozioni-gay|titolo=Primarie Pd: Orlando ed Emiliano dicono sì a matrimoni e adozioni gay - Gay.it|pubblicazione=Gay.it|data=26 aprile 2017|accesso=4 maggio 2018}}</ref><ref>{{Cita news|autore=|url=http://www.gay.it/attualita/news/parlamento-europeo-daniele-viotti-diritti-lgbt|titolo=Parlamento Europeo, Daniele Viotti nominato presidente per i diritti LGBT - Gay.it|pubblicazione=Gay.it|data=23 novembre 2017|accesso=4 maggio 2018}}</ref><ref>{{Cita news|autore=|url=https://zamparini.wordpress.com/2009/08/19/debora-serracchiani-risponde-su-matrimonio-gay-e-adozioni/|titolo=Debora Serracchiani risponde su matrimonio gay e adozioni|pubblicazione=... e il perseguimento della Felicità|data=19 agosto 2009|accesso=4 maggio 2018}}</ref>

==== Iniziative per i diritti LGBT (fino al 2013) ====
Varie sono state in passato le iniziative per il riconoscimento dei diritti LGBT da parte del Partito Democratico.

Nel [[2011]] la deputata dem [[Anna Paola Concia]] presenta una proposta di legge contro l'[[omofobia]], la cui pregiudiziale di costituzionalità viene tuttavia approvata dalla Camera, affossando quindi il disegno di legge.<ref>{{Cita news|autore=|url=https://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/26/omofobia-la-camera-affossa-la-legge/147917/|titolo=La Camera affossa la legge contro l'omofobia - Il Fatto Quotidiano|pubblicazione=Il Fatto Quotidiano|data=26 luglio 2011|accesso=4 maggio 2018}}</ref>

Nel luglio [[2012]] l'Assemblea nazionale del partito rende noto che un consistente gruppo ha approvato un documento che prevede il riconoscimento delle [[unioni civili]]; [[Rosy Bindi]] non mette però ai voti l'ordine del giorno riguardante il pronunciamento sul documento, provocando diversi malumori.<ref>{{Cita news|url=http://www.ilmessaggero.it/primopiano/politicapd_caos_alassemblea_nazionale_scontro_su_primarie_e_matrimoni_gay/notizie/208344.shtml|titolo=Pd, caos all'assemblea nazionaleScontro su primarie e matrimoni gay|pubblicazione=[[Il Messaggero]] |data=14 luglio 2012|accesso=13 febbraio 2013}}</ref>

Nel [[2013]] la [[Camera dei deputati (Italia)|Camera]] approva il ddl n. 1052 "Disposizioni in materia di contrasto dell'[[omofobia]] e della [[transfobia]]", di cui primo firmatario risulta il senatore dem [[Ivan Scalfarotto]]. Il testo della legge è tuttavia criticato da molti attivisti perché intende non come una discriminazione «la manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee», così come le condotte assunte da organizzazioni di natura «politica, culturale, sanitaria, di istruzione, di religione o di culto».<ref>{{Cita web|url=http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00716085.pdf|titolo=ddl n. 1052 "Disposizioni in materia di contrasto dell'omofobia e della transfobia"}}</ref><ref>{{Cita news|autore=|url=https://www.ilfattoquotidiano.it/2013/09/05/omofobia-associazioni-gay-bocciano-testo-tolta-laggravante/701915/|titolo=Omofobia, le associazioni gay bocciano il testo. "Tolta l'aggravante" - Il Fatto Quotidiano|pubblicazione=Il Fatto Quotidiano|data=5 settembre 2013|accesso=4 maggio 2018}}</ref> La proposta di legge non viene discussa in Senato e decade dunque con la fine della [[XVII legislatura della Repubblica Italiana|XVII legislatura]].<ref>{{Cita news|autore=|url=http://espresso.repubblica.it/palazzo/2016/06/14/news/italia-la-legge-contro-l-omofobia-non-fa-un-passo-1.272176|titolo=Italia, la legge contro l'omofobia non fa un passo|pubblicazione=l'Espresso|data=14 giugno 2016|accesso=4 maggio 2018}}</ref>

==== Il ddl Cirinnà ====
{{vedi anche|Unione civile (ordinamento italiano)#Dall'inizio della XVII legislatura all'approvazione della legge Cirinnà}}
[[File:Monica Cirinnà 1.jpg|thumb|La [[Senato della Repubblica|senatrice]] [[Monica Cirinnà]], prima firmataria della [[Unione civile (ordinamento italiano)|legge 76/2016]] sulle [[Unione civile|unioni civili]] tra persone dello stesso sesso e la disciplina delle convivenze]]Nel giugno [[2014]] la senatrice dem [[Monica Cirinnà]] riunisce in un'unica proposta di testo unificato i disegni di legge sulle [[Unione civile|unioni civili]] tra persone dello stesso sesso fino ad allora depositati in [[Senato della Repubblica|Senato]]. È tuttavia la terza proposta di testo ad essere presentata in [[Parlamento]] il 6 ottobre 2015, al termine dei lavori della commissione parlamentare, e di cui risulta relatrice la stessa Cirinnà.<ref name=":3">{{Cita web|url=http://www.gazzettaufficiale.it/do/atto/vediLavoriPreparatori;jsessionid=uhRaqZlbVnGhEY8GiwAR8Q__.ntc-as3-guri2a?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2016-05-21&atto.codiceRedazionale=16G00082|titolo=Gazzetta Ufficiale|sito=www.gazzettaufficiale.it|accesso=4 maggio 2018}}</ref>

All'approdo al Senato il disegno di legge porta in gran parte le firme dei parlamentari del PD, tuttavia il sito [[Gay.it]] pubblica una lista di senatori dem contrari alla [[Adozione del configlio|stepchild adoption]] (l'adozione del figlio del partner).<ref>{{Cita news|url=http://www.huffingtonpost.it/2016/01/14/adozioni-gay-lista-senatori-pd_n_8977726.html|titolo=Adozioni, Gay.it pubblica lista dei senatori Pd contro stepchild adoption. I politici: "Metodo squadrista". 37 Cattodem si smarcano|pubblicazione=L’Huffington Post|data=14 gennaio 2016|accesso=12 marzo 2018}}</ref> Dopo un travagliato dibattito parlamentare che porta all'omissione dell'articolo sull'[[adozione del configlio]] e dell'obbligo di fedeltà e all'aggiunta del [[Divorzio (ordinamento italiano)|divorzio breve]] (cause di diversi malumori),<ref>{{Cita news|autore=|url=https://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/25/unioni-civili-cosa-prevede-la-legge-via-ladozione-e-lobbligo-di-fedelta-nuovo-istituto-collegato-alla-costituzione/2493724/|titolo=Unioni civili, senza stepchild e obbligo di fedeltà: cosa cambia per le coppie gay - Il Fatto Quotidiano|pubblicazione=Il Fatto Quotidiano|data=25 febbraio 2016|accesso=4 maggio 2018}}</ref> il 25 febbraio [[2016]] il [[governo Renzi]] pone la [[questione di fiducia]] sulla legge. Nel medesimo giorno il ddl viene approvato dalla [[Senato della Repubblica|Camera del Senato]]; l'11 maggio il ddl viene approvato anche dalla [[Camera dei deputati (Italia)|Camera dei Deputati]] sempre con la fiducia, e viene firmato dal Presidente della Repubblica [[Sergio Mattarella|Mattarella]] come [[Unione civile (ordinamento italiano)|legge 76/2016]].<ref name=":3" /> I voti di senatori e deputati del PD risultano essere tutti favorevoli.

==== Dopo le unioni civili ====
Nel programma presentato dal Partito Democratico in vista delle [[Elezioni politiche italiane del 2018|elezioni politiche del 2018]] tra i diritti civili appaiono le [[Adozione da parte di coppie dello stesso sesso|adozioni]] per single e coppie dello stesso sesso, la legge contro l'[[Omofobia|omo-transfobia]], lo [[ius soli]], la parità salariale, il sostegno alle vittime di violenza di genere. Il programma non si esprime tuttavia sul [[Matrimonio tra persone dello stesso sesso|matrimonio egualitario]], che candidati come [[Monica Cirinnà]] auspicavano fosse presente nel programma.<ref name=":2">{{Cita news|autore=|url=http://www.gaypost.it/elezioni-2018-programma-pd-diritti-civili|titolo=Elezioni 2018, appena pubblicato il programma del Pd: sui diritti civili molto poco|pubblicazione=Gaypost.it|data=2 febbraio 2018|accesso=12 marzo 2018}}</ref>

All'interno del Partito Democratico nel gennaio [[2018]] nasce ''DEMS Arcobaleno'', un Comitato tematico che raccoglie esponenti tra cui [[Monica Cirinnà]], [[Sergio Lo Giudice]] e [[Daniele Viotti]], con il fine di rappresentare «dentro ''DEMS'' e più estesamente nel partito, un gruppo che nel metodo e nel merito porti avanti le battaglie per i diritti civili LGBTI e non solo».<ref name=":4">{{Cita web|url=http://www.gaynews.it/primo-piano/item/978-dems-arcobaleno-con-cirinna-lo-giudice-viotti-schillaci-battaglie-lgbti.html|titolo=Nasce Dems Arcobaleno con Cirinnà, Lo Giudice e Viotti. Schillaci: «Avanti con le battaglie per i diritti Lgbti e non solo»|autore=Francesco Lepore|sito=www.gaynews.it|accesso=4 maggio 2018|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20180324041402/http://www.gaynews.it/primo-piano/item/978-dems-arcobaleno-con-cirinna-lo-giudice-viotti-schillaci-battaglie-lgbti.html|urlmorto=sì}}</ref>

Nella [[XVIII legislatura della Repubblica Italiana|XVIII legislatura]] sono stati presentati dalla senatrice Cirinnà i disegni di legge S. 59 "Disposizioni in materia di contrasto alle discriminazioni motivate dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere" e S. 60 "Disposizioni in materia di contrasto alla discriminazione matrimoniale", non ancora discussi in Aula.<ref>{{Cita web|url=http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Attsen/00018499_iniz.htm|titolo=senato.it - Scheda di attività di Monica CIRINNA' - XVIII Legislatura|sito=www.senato.it|accesso=4 maggio 2018}}</ref>

Il 19 maggio 2018 l'assemblea nazionale del PD accoglie un ordine del giorno che stabilisce l'adesione del partito a tutti i [[Gay pride|Gay Pride]] del 2018, oltre ad invitare «le realtà locali del Partito e le amministrazioni PD e centrosinistra, che ancora non lo fanno, di aderire e patrocinare i Pride del loro Territorio».<ref>{{Cita news|url=https://gayburg.blogspot.it/2018/05/lassemblea-del-pd-stabilisce-ladesione.html|titolo=L'assemblea del Pd stabilisce l'adesione a tutti i Gay Pride del 2018|pubblicazione=Gayburg|accesso=20 maggio 2018}}</ref>

=== La collocazione europea ===
{{vedi anche|Partito del Socialismo Europeo|Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici}}
La collocazione europea è stato uno dei principali nodi da sciogliere per il Partito Democratico, diviso tra un'anima di matrice socialdemocratica ed un'altra cattolico-riformista. I [[Democratici di Sinistra]], infatti, facevano parte, sin dalla loro creazione, del [[Partito Socialista Europeo]]. [[Democrazia è Libertà - La Margherita|La Margherita]], invece, nel 2004 aveva fondato un nuovo soggetto, il [[Partito Democratico Europeo]], collocato nell'area liberaldemocratica.

Tra le maggiori preoccupazioni, specularmente delle minoranze diessine e dell'ala popolare della Margherita, c'era l'idea di rinuncia delle proprie identità storiche in un progetto che avrebbe potuto portare ad avere un partito senza identità ideologiche oppure all'appiattimento delle varie aree sulle posizioni di una sola. In dissenso con la scelta di non sciogliere il nodo dell'appartenenza europea, la minoranza DS guidata da [[Gavino Angius]] (in seguito rientrato) decise di non aderire al nascente Partito Democratico, sostenendo appunto che mancasse un richiamo forte e necessario all'appartenenza al PSE.

[[File:PES-Kongress mit Bundeskanzler Werner Faymann in Rom (12899722993).jpg|thumb|Il segretario del PD Matteo Renzi parla nel febbraio 2014 al congresso di Roma del [[Partito Socialista Europeo]] (PSE) che sancisce l'adesione del Partito Democratico al PSE]]
A tal proposito, il [[Partito del Socialismo Europeo|PSE]], nel 7º congresso<ref>{{cita web|url=http://wwww.dsonline.it/stampa/speciali/congressopse/|titolo=Speciale DS - 7º Congresso PSE|sito=Sito ufficiale Democratici di Sinistra|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20080308112250/http://wwww.dsonline.it/stampa/speciali/congressopse/|accesso=23 novembre 2009|urlmorto=sì}}</ref> tenuto a [[Oporto]], ha modificato il proprio statuto definendosi come forza politica aperta a tutti i partiti europei "di ispirazione socialista, progressista e democratica", prospettando la possibilità di un allargamento a partiti e movimenti progressisti che non provengono necessariamente dallo storico campo del socialismo europeo. Tale modifica è stata considerata un'apertura nei confronti delle istanze avanzate dalla Margherita in Italia, anche se il partito ha rimarcato di non volere che il PD aderisca ''tout-court'' al PSE, semmai che intraprenda con esso un rapporto di collaborazione nell'alveo di un nuovo centro-sinistra europeo<ref>{{Cita news|url=http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/politica/elezioni-2009-1/franceschini-pse/franceschini-pse.html|titolo=Europee, Franceschini: "Il Pd non entrerà nel Pse" |pubblicazione=[[La Repubblica (quotidiano)|la Repubblica]] |data=2 aprile 2009|accesso=15 dicembre 2012}}</ref>.

In questa direzione andava anche la posizione di [[Romano Prodi]] che, in sede di Assemblea Costituente, ha sostenuto che sarà l'Italia ad anticipare l'Europa nella creazione di un contenitore delle forze progressiste e democratiche. In sede europea, infatti, i parlamentari europei del PD hanno mantenuto inizialmente la loro collocazione originaria (divisi tra PSE e ALDE) fino alle [[elezioni europee del 2009]]: solo in seguito è stata stabilita una collocazione unitaria.

La scelta è stata quella di non aderire ''tout-court'' al PSE, bensì creando un gruppo unico in sede del [[Parlamento europeo]] con esso, chiamato prima ''Alleanza dei Socialisti e dei Democratici per l'Europa'' (ASDE) e poi Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici (S&D)<ref>{{cita web|url=http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/81408/una_casa_in_europa|titolo=PD: In Europa, nell'Asde|sito=Sito ufficiale Partito Democratico|accesso=10 novembre 2009|urlmorto=sì|urlarchivio=https://archive.is/20120908040839/http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/81408/una_casa_in_europa}}</ref>.

Alcuni membri della delegazione italiana del [[Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici|Gruppo S&D]], tra cui [[Sergio Cofferati]]<ref>{{cita web |autore= Sergio Cofferati |url= http://www.left.it/2012/09/12/nel-pse-per-cambiare-l%E2%80%99europa/6234/ |titolo= Nel Pse, per cambiare l’Europa |accesso= 14 dicembre 2012 |editore= Left |data= 8 settembre 2012 |urlmorto= sì |urlarchivio= https://web.archive.org/web/20141006072519/http://www.left.it/2012/09/12/nel-pse-per-cambiare-l%E2%80%99europa/6234/ }}</ref> e [[Leonardo Domenici]]<ref>{{cita web |url= http://www.unita.it/italia/domenici-laquo-il-pd-deve-stare-con-il-pse-raquo-1.37317 |titolo= Domenici: «Il Pd deve stare con il Pse» |accesso= 14 dicembre 2012 |editore= l'Unità |data= 16 maggio 2010 |urlmorto= sì |urlarchivio= https://web.archive.org/web/20140201181156/http://www.unita.it/italia/domenici-laquo-il-pd-deve-stare-con-il-pse-raquo-1.37317 }}</ref> già membri del comitato promotore del nuovo partito, hanno comunque rinnovato nel corso della legislatura la richiesta di una formale entrata del PD all'interno del PSE sollecitando un ulteriore passo oltre il gruppo parlamentare<ref>{{cita web|autore= Leonardo Domenici|url= http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/2400000/2398460.xml?key=t.f.&first=711&orderby=1&f=fir&dbt=arc|titolo= In Europa non c'è alternativa al PSE|editore= l'Unità|data= 8 aprile 2012|accesso= 14 dicembre 2012|urlmorto= sì|urlarchivio= https://web.archive.org/web/20140201181153/http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/2400000/2398460.xml?key=t.f.&first=711&orderby=1&f=fir&dbt=arc}}</ref>. Dopo diversi anni di limbo, durante il congresso nazionale del 2013, tutti i candidati alla segreteria in campo, manifestano il bisogno di aderire pienamente ad una famiglia europea e che i tempi siano ormai maturi per aderire pienamente al Partito Socialista Europeo. Per questo, il segretario nazionale uscito dalle Primarie dell'8 dicembre, Matteo Renzi, dopo aver fatto richiesta formale di adesione al PSE il 27 febbraio 2014, entra ufficialmente a far parte della famiglia socialista europea il 1º marzo 2014, in occasione del ''Congresso di Roma'' del PSE.

Dopo lo successo del 40,8% alle Europee 2014, il PD, in forza dei suoi 31 eurodeputati, risulta essere la prima forza all'interno del gruppo parlamentare europeo del PSE, [[Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici|S&D]], arrivando per la prima volta ad esprimerne il capogruppo europeo con [[Gianni Pittella]].

== Struttura ==
A livello centrale il massimo organismo che dirige il partito, fra un congresso e l'altro, è l'Assemblea Nazionale, di mille componenti. Organo esecutivo invece è la Segreteria Nazionale, collegio composto di un massimo di quindici membri indicati dal segretario con compito di coadiuvare il lavoro del Segretario. An e Sn restano in carica quattro anni.<ref name="Statuto">{{cita web |1=http://www.partitodemocratico.it/doc/100454/statuto-del-partito-democratico.htm |2=Statuto del PD |3=21 maggio 2013 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20140604193233/http://www.partitodemocratico.it/doc/100454/statuto-del-partito-democratico.htm# |urlmorto=sì }}</ref>

Il Partito si articola in Unioni Regionali, Federazioni o Unioni Provinciali e a livello locale in Circoli. Il Segretario Regionale viene di norma selezionato tramite elezioni primarie.

Le Unioni Provinciali di [[Trento]] e [[Bolzano]] sono equiparate ad Unioni Regionali.<ref name="Statuto"/>

L'organo di esecuzione degli indirizzi dell'Assemblea nazionale e d'indirizzo politico è la Direzione Nazionale. Essa è composta da duecentoquattordici membri eletti dall'Assemblea nazionale<ref name="Statuto"/>.

L'Assemblea Nazionale è in carica dal 17 marzo 2019, costituitasi in seguito al congresso 2019.

=== Organi nazionali ===
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=== Timeline ===
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   from:19/02/2017  till:07/05/2017 color:S
  bar:Guerini2
   from:18/09/2014  till:14/07/2018 color:C  text:"Lorenzo Guerini"
 bar:Martina
   from:07/05/2017  till:21/03/2018 color:VS
   from:12/03/2018  till:19/08/2018 color:S  text:"Maurizio Martina"
  bar:Pollastrini
   from:07/05/2017  till:19/08/2018 color:VP  text:"Barbara Pollastrini"
  bar:De_Santis
   from:07/05/2017  till:19/08/2018 color:VP  text:"Domenico De Santis"
  bar:Mauri
   from:14/07/2018  till:19/08/2018 color:C  text:"Matteo Mauri"
</timeline>

==== Segretario nazionale ====
{|class="wikitable" style="text-align:center"
|-
!Segretario
!Periodo
|-
|[[Walter Veltroni]]
|27 ottobre 2007 – 21 febbraio 2009
|-
|[[Dario Franceschini]]
|21 febbraio 2009 – 7 novembre 2009
|-
|[[Pier Luigi Bersani]]
|7 novembre 2009 – 20 aprile 2013
|-
|[[Guglielmo Epifani]]
|11 maggio 2013 – 15 dicembre 2013
|-
|[[Matteo Renzi]]
|15 dicembre 2013 – 19 febbraio 2017
|-
|[[Matteo Orfini]]<br />(''ad interim'')
|19 febbraio 2017 – 7 maggio 2017
|-
|[[Matteo Renzi]]
|7 maggio 2017 – 12 marzo 2018
|-
|[[Maurizio Martina]]<br />(''ad interim'')
|12 marzo 2018 – 7 luglio 2018
|-
|[[Maurizio Martina]]
|7 luglio 2018 – 17 novembre 2018
|-
|[[Nicola Zingaretti]]
|17 marzo 2019 – in carica
|-
|}

==== Vicesegretario nazionale ====
{|class="wikitable" style="text-align:center"
|-
!Vicesegretario
!Periodo
!Segreteria
|-
|[[Dario Franceschini]]
|7 ottobre 2007 – 21 febbraio 2009
|Veltroni
|-
|[[Enrico Letta]]
|7 novembre 2009 – 20 aprile 2013
|Bersani
|-
|[[Lorenzo Guerini]]
|28 marzo 2014 – 7 maggio 2017
| rowspan="2" |Renzi I, Orfini
|-
|[[Debora Serracchiani]]
|28 marzo 2014 – 7 maggio 2017
|-
|[[Maurizio Martina]]
|7 maggio 2017 – 12 marzo 2018
|Renzi II
|-
|[[Paola De Micheli]]
|17 marzo 2019 – in carica
| rowspan="2" |Zingaretti
|-
|[[Andrea Orlando]]
|17 marzo 2019 – in carica
|-
|}

==== Presidente dell'Assemblea nazionale ====
{|class="wikitable" style="text-align:center"
|-
!Presidente
!Periodo
|-
|[[Romano Prodi]]
|14 ottobre 2007 – 16 aprile 2008<ref>{{Cita news|autore=Marco Marozzi|url=http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/politica/elezioni-2008-tre/dimissioni-prodi/dimissioni-prodi.html|titolo=Prodi lascia la presidenza Pd "Serve un forte rinnovamento"|pubblicazione=[[La Repubblica (quotidiano)|La Repubblica]] |giorno=16|mese=04|anno=2008|accesso=10 novembre 2009}}</ref>
|-
|[[Rosy Bindi]]
|7 novembre 2009 – 19 aprile 2013
|-
|[[Gianni Cuperlo]]
|15 dicembre 2013 – 21 gennaio 2014
|-
|[[Matteo Orfini]]
|14 giugno 2014 – 17 marzo 2019
|-
|-
|[[Paolo Gentiloni]]
|17 marzo 2019 – in carica
|-
|}

==== Vicepresidente dell'Assemblea nazionale ====
{|class="wikitable" style="text-align:center"
|-
!Vicepresidente
!Periodo
!Presidenza
|-
|[[Ivan Scalfarotto]]
|7 novembre 2009 – 15 dicembre 2013
|rowspan="2"|Bindi
|-
|[[Marina Sereni]]
|7 novembre 2009 – 15 dicembre 2013
|-
|[[Matteo Ricci (politico 1974)|Matteo Ricci]]
|15 dicembre 2013 – 7 maggio 2017
|rowspan="2"|Cuperlo, Orfini
|-
|[[Sandra Zampa]]
|15 dicembre 2013 – 7 maggio 2017
|-
|[[Barbara Pollastrini]]
|7 maggio 2017 – 17 marzo 2019
|rowspan="2"|Orfini
|-
|Domenico De Santis
|7 maggio 2017 – 17 marzo 2019
|-
|[[Debora Serracchiani]]
|17 marzo 2019 – in carica
|rowspan="2"|Gentiloni
|-
|[[Anna Ascani]]
|17 marzo 2019 – in carica
|-
|}

==== Coordinatore della Segreteria nazionale ====
{|class="wikitable" style="text-align:center"
|-
!Segretario
!Periodo
|-
|[[Goffredo Bettini]]
|14 ottobre 2007 – 17 febbraio 2009
|-
|[[Maurizio Migliavacca]]
|7 novembre 2009 – 15 dicembre 2013
|-
|[[Luca Lotti]]
|15 dicembre 2013 – 18 settembre 2014
|-
|[[Lorenzo Guerini]]
|18 settembre 2014 – 14 luglio 2018
|-
|[[Matteo Mauri]]
|14 luglio 2018 – 17 novembre 2018
|-
|}

==== Membri della Segreteria nazionale ====
La Segreteria viene sciolta dopo le dimissioni di Martina il 17 novembre 2018
* Portavoce: 
* Coordinatore:
* Organizzazione: 
* Welfare e terzo settore: 
* Mezzogiorno: 
* Riforme, alleanze e partecipazione: 
* Agenda 2030 e sostenibilità: 
* Lavoro e professioni: 
* Infrastrutture e trasporti: 
* Progetto partito e forum nazionale: 
* Esteri e cooperazione: 
* Enti locali e autonomie: 
* Diritto alla salute: 
* Contrasto povertà educativa:

==== Presidenti dei gruppi parlamentari ====
===== Camera dei deputati =====
* 7 novembre 2007<ref>Data di ridenominazione del gruppo dell'''Ulivo'' in ''Partito Democratico-L'Ulivo'' e di elezione di Antonello Soro a capogruppo, in sostituzione di Dario Franceschini.</ref> – 28 aprile 2008: [[Antonello Soro]], vice: [[Marina Sereni]]
* 5 maggio 2008 – 16 novembre 2009: [[Antonello Soro]], vice: [[Marina Sereni]]
* 17 novembre 2009 –19 marzo 2013: [[Dario Franceschini]], vice: [[Michele Ventura]]
* 19 marzo 2013 – 15 aprile 2015: [[Roberto Speranza]], vice: [[Paola De Micheli]], poi [[Ettore Rosato]]
* 16 giugno 2015 – 27 marzo 2018: [[Ettore Rosato]], vice: [[Matteo Mauri]]
* 27 marzo 2018 – in carica: [[Graziano Delrio]], vice: [[Alessia Rotta]]

===== Senato della Repubblica =====
* 27 novembre 2007<ref>Data di ridenominazione del gruppo dell'''Ulivo'' in ''Partito Democratico-L'Ulivo''. Anna Finocchiaro resta nella carica di capogruppo.</ref> – 28 aprile 2008: [[Anna Finocchiaro]]<small>, vice: [[Luigi Zanda]]</small>
* 6 maggio 2008 –19 marzo 2013: [[Anna Finocchiaro]], vice: [[Luigi Zanda]]
* 19 marzo 2013 – 27 marzo 2018: [[Luigi Zanda]], vice: [[Claudio Martini]]
* 27 marzo 2018 – in carica: [[Andrea Marcucci]], vice: [[Simona Malpezzi]]

===== Parlamento europeo =====
* 1º luglio 2009 – 1º luglio 2014: [[David Sassoli]], vice: [[Andrea Cozzolino]], poi [[Leonardo Domenici]]
* 1º luglio 2014 – 4 marzo 2018: [[Gianni Pittella]], vice: [[Patrizia Toia]]
* 4 marzo 2018 – in carica: [[Patrizia Toia]]

=== Segretari regionali ===
Il 16 febbraio 2014 in 16 regioni italiane sono stati eletti i segretari regionali del Partito Democratico<ref>{{Cita web|url=https://www.partitodemocratico.it/segretari-regionali/|titolo=Segretari regionali|editore=Partito Democratico (sito ufficiale)|accesso=21 marzo 2017}}</ref>.
{|class="wikitable" style="text-align:center"
|-
!Regione
!Segretario
|-
|style="text-align:left"|{{IT-VAO}}
|Irene Deval
|-
|style="text-align:left"|{{IT-PMN}}
|Davide Gariglio
|-
|style="text-align:left"|{{IT-LIG}}
|[[Vito Vattuone]]<ref>{{cita web|url=http://pdligure.it/la-nostra-squadra.html|titolo=La nostra squadra|editore=PD Liguria|data=18 marzo 2017|accesso=21 marzo 2017|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20170322112957/http://pdligure.it/la-nostra-squadra.html|urlmorto=sì}}</ref>
|-
|style="text-align:left"|{{IT-LOM}}
|[[Vinicio Peluffo]]
|-
|style="text-align:left"|{{IT-TAA}}
|Alessandro Huber
|-
|style="text-align:left"|{{IT-VEN}}
|Alessandro Luigi Bisato
|-
|style="text-align:left"|{{IT-FVG}}
|Salvatore Spitaleri
|-
|style="text-align:left"|{{IT-EMR}}
|Paolo Calvano
|-
|style="text-align:left"|{{IT-TOS}}
|[[Simona Bonafè]]
|-
|style="text-align:left"|{{IT-MAR}}
|Francesco Comi
|-
|style="text-align:left"|{{IT-UMB}}
|Giacomo Leonelli
|-
|style="text-align:left"|{{IT-LAZ}}
|[[Fabio Melilli]]
|-
|style="text-align:left"|{{IT-ABR}}
|Marco Rapino
|-
|style="text-align:left"|{{IT-MOL}}
|Micaela Fanelli
|-
|style="text-align:left"|{{IT-CAM}}
|[[Assunta Tartaglione]]
|-
|style="text-align:left"|{{IT-BAS}}
|Mario Polese
|-
|style="text-align:left"|{{IT-PUG}}
|[[Michele Emiliano]]
|-
|style="text-align:left"|{{IT-CAL}}
|[[Ernesto Magorno]]
|-
|style="text-align:left"|{{IT-SIC}}
|[[Fausto Raciti]]
|-
|style="text-align:left"|{{IT-SAR}}
|[[Giuseppe Cucca]]
|-
|}

=== Organizzazione giovanile ===
{{vedi anche|Giovani Democratici}}
L'organizzazione giovanile del Partito Democratico è costituita dai [[Giovani Democratici]]. Nati nel 2008, fanno parte della [[International Union of Socialist Youth]], l'organizzazione giovanile dell'[[Internazionale socialista]].

==== Segretari giovanili ====
* [[Fausto Raciti]] (2008–2014)
* [[Andrea Baldini (politico)|Andrea Baldini]] (2014–2016)
* [[Mattia Zunino]] (2016–in carica)

== La Commissione di garanzia ==
La Commissione nazionale di garanzia<ref name=":0">{{cita web|url=http://www.partitodemocratico.it/commissione-di-garanzia/|titolo=Commissione di Garanzia {{!}} Partito Democratico|sito=Partito Democratico|accesso=16 maggio 2016}}</ref> è composta da 9 componenti che non fanno parte di organi di direzione politica del partito, eletti dal Congresso Nazionale, e dura in carica quattro anni. Si ramifica in Commissioni regionali, provinciali e comunali. I suoi compiti sono:<ref name="stat">[http://www.partitodemocratico.it/doc/100454/ Art.39 c.1 e succ.] {{webarchive|url=https://web.archive.org/web/20130523095902/http://www.partitodemocratico.it/doc/100454 |data=23 maggio 2013 }}</ref>
# attenersi ai criteri di indipendenza e imparzialità;
# eleggere il proprio Presidente, con la maggioranza dei voti validamente espressi;
# adottare un Regolamento interno per l'esercizio delle proprie funzioni e definire un Regolamento disciplinare entro un mese dalla sua elezione;
# reintegrare i membri venuti meno per dimissioni o altra causa;
# vigilare su casi di discriminazione che vengano sottoposti ed esprimersi applicando le norme di disciplina;
# dirimere le controversie che possono crearsi all'interno degli organi del Partito;
# verificare la corretta applicazione delle norme statutarie;
# verificare ed approvare le norme contenute nel Regolamento Finanziario;
# approvare le iscrizioni al Partito, custodire l'Anagrafe degli iscritti e controllare la corretta applicazione del tesseramento;
# assumere la direzione del Partito nel caso di impossibilità o dimissioni sia del Segretario che del Presidente fino alla convocazione del Congresso Nazionale;

I componenti della Commissione di Garanzia sono Roberto Montanari, [[Davide Baruffi]], [[Nicola Danti]], [[Giampiero Giulietti]], [[Andrea Giorgis]], [[Alberto Losacco]], [[Umberto Marroni]], [[Ivan Scalfarotto]] e [[Walter Verini]].

== Scissioni ==
* 2009 – [[Alleanza per l'Italia]] di [[Francesco Rutelli]]
* 2010 – Verso Nord di [[Massimo Cacciari]]
* 2015 – [[Possibile]] di [[Giuseppe Civati]]
* 2015 – Futuro a Sinistra di [[Stefano Fassina]]
* 2017 – [[Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista]] di [[Roberto Speranza]]
*2019 - [[Italia Viva]] di [[Matteo Renzi]]

== Risultati elettorali ==
{{vedi anche|Risultati elettorali del Partito Democratico per regione italiana}}
{| class=wikitable style=width:49%;text-align:center 
! width=40% colspan=2| Elezione
! width=20%| Voti
! width=20%| %
! width=20%| Seggi
|-
! rowspan=2| [[Elezioni politiche italiane del 2008|Politiche 2008]]
! <small>Camera</small>
| {{formatnum:12095306}}
| 33,18
| {{seggi|217|630|#FF9F00}}
|-
! <small>Senato</small>
| {{formatnum:11042452}}
| 33,69
| {{seggi|116|315|#FF9F00}}
|-
! style="background:#ADD8E6" colspan=2| [[Elezioni europee del 2009 (Italia)|Europee 2009]]
| {{formatnum:8007854}}
| 26,12
| {{seggi|21|72|#FF9F00}}
|-
! rowspan=2| [[Elezioni politiche italiane del 2013|Politiche 2013]]
! <small>Camera</small>
| {{formatnum:8646034}}
| 25,42
| {{Seggi|297|630|#FF9F00}}
|-
! <small>Senato</small>
| {{formatnum:8400851}}
| 27,43
| {{seggi|112|315|#FF9F00}}
|-
! style="background:#ADD8E6" colspan=2| [[Elezioni europee del 2014 (Italia)|Europee 2014]]
| {{formatnum:11203231}}
| 40,81
| {{seggi|31|73|#FF9F00}}
|-
! rowspan=2| [[Elezioni politiche italiane del 2018|Politiche 2018]]
! <small>Camera</small>
| {{formatnum:6161896}}
| 18,76
| {{seggi|112|630|#FF9F00}}
|-
! <small>Senato</small>
| {{formatnum:5783360}}
| 19,14
| {{seggi|54|315|#FF9F00}}
|-
! style="background:#ADD8E6" colspan=2| [[Elezioni europee del 2019 (Italia)|Europee 2019]]
| {{formatnum:6089853}} 
| 22,74
| {{seggi|19|73|#FF9F00}}
|}

== Nelle istituzioni ==
=== Camera dei deputati ===
Gruppo Partito Democratico
{|class="wikitable" style="font-size:100%;width:100%;margin:auto;clear:both;text-align:center;"
!width="50%"|[[Deputati della XVI legislatura della Repubblica Italiana|XVI Legislatura]]
|-
|style="text-align:center"|217 deputati<ref>Include anche i parlamentari [[Radicali Italiani|Radicali]] eletti nelle liste del PD.</ref>
|-
!width="50%"|[[Deputati della XVII legislatura della Repubblica Italiana|XVII Legislatura]]
|-
|style="text-align:center"|281 deputati
|-
!width="50%" |[[Deputati della XVIII legislatura della Repubblica Italiana|XVIII Legislatura]]
|-
|style="text-align:center"|111 deputati
|}

=== Senato della Repubblica ===
Gruppo Partito Democratico
{|class="wikitable" style="font-size:100%;width:100%;margin:auto;clear:both;text-align:center;"
!width="50%"|[[Senatori della XVI legislatura della Repubblica Italiana|XVI Legislatura]]
|-
|style="text-align:center"|118 senatori
|-
!width="50%"|[[Senatori della XVII legislatura della Repubblica Italiana|XVII Legislatura]]
|-
|style="text-align:center"|97 senatori
|-
!width="50%"|[[Senatori della XVIII legislatura della Repubblica Italiana|XVIII Legislatura]]
|-
|style="text-align:center"|52 senatori
|}

=== Parlamento europeo ===
Gruppo [[Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici]] 
{|class="wikitable" style="font-size:100%;width:100%;margin:auto;clear:both;text-align:center;"
!width="50%"|[[Europarlamentari dell'Italia della VII legislatura|VII legislatura]]
|-
|style="text-align:center"|22 eurodeputati
|-
!width="50%"|[[Europarlamentari dell'Italia della VIII legislatura|VIII legislatura]]
|-
|style="text-align:center"|31 eurodeputati
|}

=== [[Presidente del Senato della Repubblica|Presidenti del Senato]] ===
* [[Franco Marini]]
* [[Pietro Grasso]] (fino al 26 ottobre 2017, in seguito Indipendente)

=== [[Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana|Presidenti del Consiglio]] ===
* [[Romano Prodi]]
* [[Enrico Letta]]
* [[Matteo Renzi]]
* [[Paolo Gentiloni]]

=== Governi ===
* [[Governo Prodi II]]
* [[Governo Monti]] (appoggio esterno)
* [[Governo Letta]]
* [[Governo Renzi]]
* [[Governo Gentiloni]]

== Iscritti ==
Lo statuto del PD prevede due livelli di partecipazione alla vita del partito: gli iscritti e gli elettori, raccolti questi ultimi in un apposito albo. Lo statuto prevede diritti e doveri associativi per gli iscritti, mentre considera elettori tutte le persone che accettano di registrarsi nell'apposito albo e partecipano ai momenti di pubblica partecipazione organizzati dal partito: elezioni primarie ed elezioni dirette delle cariche partitiche nazionali e locali.

* 2007: dati non disponibili
* 2008: dati non disponibili
* 2009: {{formatnum:831042}} iscritti<ref name="tesserati2009">{{cita web|url=http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/93088/tesserati_per_il_pd_del_lavoro_e_delle_famiglie|titolo=Tesserati per il PD del lavoro e delle famiglie|sito=Sito ufficiale Partito Democratico|accesso=30 gennaio 2010|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20100203223044/http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/93088/tesserati_per_il_pd_del_lavoro_e_delle_famiglie}}</ref><ref>{{cita libro|autore=Andrea Ambrosino|titolo=Lunga vita al PD|isbn=1-4452-5939-7}}</ref>
* 2010: {{formatnum:617240}} iscritti<ref name="tesserati2010">Dato fornito dall'organizzazione nazionale PD</ref><ref>{{cita news|url=http://www.festademocratica.it/doc/216317/circoli-in-rete.htm|urlarchivio=https://web.archive.org/web/2010/http://www.festademocratica.it/doc/216317/circoli-in-rete.htm|sito=festademocratica.it|titolo=Circoli in rete|autore=Milena Grieco|accesso=16 maggio 2016|dataarchivio=30 novembre 2009|data=|urlmorto=sì}}</ref>
* 2011: {{formatnum:607897}} iscritti
* 2012: {{formatnum:500163}} iscritti<ref>{{cita news|url=http://www.repubblica.it/politica/2014/10/03/news/pd_crollo_iscrizioni-97212221/|titolo=Pd senza base, solo 100mila tessere. In un anno persi 400mila iscritti|editore=''la Repubblica''|autore=Goffredo de Marchis|data=3 ottobre 2014|accesso=16 maggio 2016}}</ref>
* 2013: {{formatnum:539354}} iscritti<ref>{{cita web|autore = Huffington Post|url = http://www.huffingtonpost.it/2014/10/03/pd-tesserati-100-mila-in-un-anno-persi-400-mila_n_5925222.html|titolo = Pd, i tesserati sono meno di 100 mila: in un anno persi 400 mila iscritti|accesso = |data = }}</ref>
* 2014: {{formatnum:378187}} iscritti
* 2015: {{formatnum:395320}} iscritti
* 2016: {{formatnum:405041}} iscritti<ref>{{cita news|url=https://www.partitodemocratico.it/primo-piano/guerini-gli-iscritti-al-pd-nel-2016-405-041/|titolo=Guerini: gli iscritti al Pd nel 2016 sono 405.041 - Partito Democratico|pubblicazione=Partito Democratico|data=1º marzo 2017|accesso=14 marzo 2017}}</ref>
* 2017: dati non disponibili
* 2018: dati non disponibili
* 2019: dati non disponibili

== Stampa e televisione ==
Gli organi di proprietà del PD sono [[Europa (quotidiano)|Europa]], vecchio quotidiano della [[Democrazia è Libertà - La Margherita|Margherita]], e [[l'Unità]]<!-- <ref name=edicoladigitale/> MANCA DEFINIZIONE --> <!-- <ref name=comunicato/> MANCA DEFINIZIONE -->, organo storico del [[Partito Comunista Italiano|PCI]], poi di [[Partito Democratico della Sinistra|PDS]] e [[Democratici di Sinistra|DS]]. A questi si aggiunge la rivista online [[tamtàm democratico]].

Il 25 ottobre 2008 è stato inaugurato il canale televisivo [[YouDem]], di proprietà del partito, che trasmette in [[streaming]] sul proprio sito [[Internet]] e via satellite sul canale 813 di [[SKY TV]]. Vicina al PD è anche [[RED TV]] che fa capo alla corrente di [[Massimo D'Alema]], dal 2010 rimasta soltanto come testata online.

[[Radio Città Futura]] di Roma è organo del movimento politico [http://www.infodem.it/analisi.asp?id=2185 Roma Idee], direttamente riconducibile al Partito Democratico.
La radio usufruisce dei contributi previsti dalla legge 205/1990 e nel 2008 ha percepito dal Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria della [[Presidenza del Consiglio dei ministri]] un contributo di [http://www.governo.it/DIE/dossier/contributi_editoria_2008/RADIO_POLITICHE_2008.pdf 2.113.139,80 euro] (2,2 milioni nel 2007, 1,81 milioni nel 2006, 1,71 milioni nel 2005).

== Feste nazionali ==
Annualmente il PD organizza la [[Festa de l'Unità]],<ref>{{cita web|url=http://www.festademocratica.it/|titolo=Sito ufficiale Festa Democratica|accesso=10 dicembre 2009|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20091206080922/http://www.festademocratica.it/}}</ref> più alcune Feste Democratiche nazionali tematiche. A seguire un elenco delle feste nazionali annuali:
* 2008: [[Firenze]], [[Fortezza da Basso]]<ref>{{Cita news|autore=Massimo Vanni|url=http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/08/23/festa-del-pd-porte-aperte-da-oggi.html|titolo=Festa del Pd, porte aperte da oggi|pubblicazione=[[La Repubblica (quotidiano)|La Repubblica]] |giorno=23|mese=08|anno=2008|p=4 sezione: Firenze|accesso=10 dicembre 2009}}</ref>
* 2009: [[Genova]], [[Porto antico di Genova|Porto antico]]<ref>{{Cita news|autore=Raffaele Niri|url=http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/05/04/un-festival-pd-sotto-il-segno-di.html|titolo=Un festival Pd sotto il segno di Renzo Piano|pubblicazione=[[La Repubblica (quotidiano)|La Repubblica]] |giorno=04|mese=05|anno=2009|p=5 sezione: Genova|accesso=10 dicembre 2009}}</ref>
* 2010: [[Torino]], [[Piazza Castello (Torino)|Piazza Castello]]-[[Giardini Reali di Torino|Giardini reali]]<ref>{{cita news|url=http://archive.partitodemocratico.it/doc/105824/inaugurazione-festa-democratica-nazionale.htm|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20160516181702/http://archive.partitodemocratico.it/doc/105824/inaugurazione-festa-democratica-nazionale.htm|titolo=Inaugurazione Festa Democratica Nazionale, partecipa Pier Luigi Bersani|editore=Partito Democratico|sito=archive.partitodemocratico.it|data=28 agosto 2010|accesso=16 maggio 2016|urlmorto=sì}}</ref><ref>{{cita web|url=http://www.comune.torino.it/consiglio/prg/web/registro.php?dd1=01/01/2010&dd2=30/06/2010&tipologia=PTNV&filtroatti=1|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20160516181341/http://www.comune.torino.it/consiglio/prg/web/registro.php?dd1=01%2F01%2F2010&dd2=30%2F06%2F2010&tipologia=PTNV&filtroatti=1|titolo=Registro Atti del Consiglio Comunale - Deliberazioni approvate - Periodo dal 01/01/2010 al 30/06/2010|sito=comune.torino.it|accesso=16 maggio 2016|urlmorto=no}}</ref>
* 2011: [[Pesaro]], [[Piazza del Popolo (Pesaro)|Piazza del Popolo]]<ref>{{cita news|url=http://tuttelefeste.festaunita.it/doc/215196/festa-democratica-nazionale-la-programmazione-speciale-di-youdem.htm|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20141109231215/http://tuttelefeste.festaunita.it/doc/215196/festa-democratica-nazionale-la-programmazione-speciale-di-youdem.htm|titolo=Festa Democratica nazionale, la programmazione speciale di Youdem|sito=tuttelefeste.festaunita.it|accesso=16 maggio 2015|urlmorto=sì}}</ref>
* 2012: [[Reggio nell'Emilia]], [[Campovolo]]<ref>Vedi [http://www.reggionline.com/it/2011/09/10/pd-si-terra-a-reggio-la-festa-nazionale-del-2012-7018 notizia assegnazione] {{webarchive|url=https://web.archive.org/web/20120615163638/http://www.reggionline.com/it/2011/09/10/pd-si-terra-a-reggio-la-festa-nazionale-del-2012-7018 |data=15 giugno 2012 }}</ref>
* 2013: [[Genova]], [[Porto antico di Genova|Porto antico]]
* 2014: [[Bologna]], Parco Nord
* 2015: Bologna, Parco Nord e [[Milano]], [[Giardini pubblici Indro Montanelli]]
* 2016: [[Catania]], [[Villa Bellini (Catania)|Villa Bellini]]<ref>[http://palermo.repubblica.it/politica/2016/07/18/news/pd_a_catania_la_festa_nazionale_dell_unita_-144384849/ Palermo - La Repubblica]</ref><ref>[http://www.lasicilia.it/news/politica/16396/il-pd-ha-scelto-catania-per-la-festa-nazionale-dell-unita.html La Sicilia - Il PD ha scelto Catania per la festa nazionale dell'Unità]</ref>
* 2017: [[Imola]], Parco "LungoFiume"
* 2018: [[Ravenna]], Pala De André

== Simboli del partito ==
<gallery>
File:Partito_Democratico_-_Logo_elettorale.svg|Simbolo elettorale 
File:Partito Democratico - Veltroni presidente.svg|Simbolo elettorale usato per le [[Elezioni politiche italiane del 2008|elezioni politiche del 2008]]
File:Partito_Democratico_-_PSE.svg|Simbolo elettorale usato per le [[Elezioni europee del 2014 (Italia)|elezioni europee del 2014]]
</gallery>''Comitato'' definì le [[Elezioni primarie del Partito Democratico del 2007 (Italia)|modalità di svolgimento delle primarie]] per l'elezione dell'Assemblea Costituente Nazionale e delle Assemblee Costituenti Regionali, con i rispettivi Segretari.

[[File:Primarie PD 2007 - 14 ottbre - da sx i candidati Schettini-Letta-Bindi-Prodi-Veltroni-Adinolfi.jpg|thumb|Le [[Elezioni primarie del Partito Democratico del 2007 (Italia)|prime elezioni primarie]] del PD il 14 ottobre 2007, da sinistra a destra: Schettini Gherardini, Letta, Bindi, Prodi, Veltroni e Adinolfi]]
Il 31 luglio 2007 il Coordinamento Nazionale delle primarie ufficializzò le candidature alla carica di Segretario Nazionale del PD: [[Mario Adinolfi]], [[Rosy Bindi]], [[Pier Giorgio Gawronski]], [[Jacopo Schettini Gherardini]], [[Enrico Letta]] e [[Walter Veltroni]]. La candidatura di Schettini fu successivamente apparentata a quella di Gawronski. Vennero inoltre presentate delle liste di candidati all'assemblea costituente del PD, collegate a uno dei candidati alla segreteria.

Alle elezioni costituenti di domenica 14 ottobre 2007 si registrò una partecipazione superiore alle aspettative con 3.554.169 voti validi<ref name="risPrimarie07">{{Cita news|url=http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/phpApps/lay_gen.php?IDCategoria=110&IDNotizia=573335|titolo=Il giorno di Veltroni|pubblicazione=[[Il Secolo XIX]]|accesso=25 maggio 2010}}</ref>.

Le liste collegate a Walter Veltroni (''Democratici con Veltroni'', ''Ambiente, Innovazione, Lavoro.'', ''A Sinistra per Veltroni'' e altre liste locali) ottennero complessivamente il 75,82%, decretando automaticamente l'elezione di Veltroni a Segretario Nazionale del PD, avendo superato il 50% dei voti validi. La lista ''Con Rosy Bindi democratici, davvero'' ricevette il 12,83%, i ''Democratici per Enrico Letta'' l'11,02% mentre la lista in appoggio di Adinolfi (''Generazione U'') e quelle in appoggio di Gawronski (''Il coraggio di cambiare'' e ''Noi per il Partito Democratico'') riuscirono a eleggere solo i due candidati alla segreteria ottenendo rispettivamente lo 0,17% e lo 0,07%<ref name="risPrimarie07"/>.

=== Assemblea costituente ===
Sabato 27 ottobre 2007 avvenne la prima riunione dell'Assemblea Costituente Nazionale del Partito Democratico a [[Milano]], presso la [[Fieramilano]]. I delegati erano 2.858, eletti attraverso liste bloccate formate col criterio dell'alternanza uomo-donna. Romano Prodi, fondatore dell'[[L'Ulivo|Ulivo]], nonché Premier allora in carica, fu eletto primo Presidente dell'Assemblea.

Nella riunione di insediamento venne formalizzata l'elezione di Veltroni a primo Segretario Nazionale. Al termine l'assemblea approvò un dispositivo proposto da Veltroni, che fra le altre cose stabiliva la nomina di Dario Franceschini a Vice Segretario Nazionale del partito e di [[Mauro Agostini]] a Tesoriere Nazionale<ref>{{cita web|url=http://www.dsonline.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=43683|titolo=Dispositivo approvato dall'Assemblea nazionale costituente del Pd|sito=Sito ufficiale Democratici di Sinistra|accesso=11 giugno 2010|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20111117010726/http://www.dsonline.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=43683|dataarchivio=17 novembre 2011}}</ref>.

Vennero poi costituite, all'interno dell'assemblea, tre commissioni di cento componenti ciascuna (con rappresentanza di delegati di tutte le liste proporzionale alla composizione totale dell'assemblea) che dovevano redigere rispettivamente lo ''Statuto'', il ''Manifesto dei Valori'' e il ''Codice Etico'' nazionali del partito. Stante la struttura federale del PD, analoghi documenti a livello regionale vennero redatti da parte delle Assemblee Costituenti Regionali.

Il 4 novembre 2007 il segretario Veltroni nominò la segreteria del PD, con diciassette membri di cui nove donne (la maggioranza)<ref>{{Cita news|url=http://www.corriere.it/politica/07_novembre_04/veltroni_esecutivo.shtml|titolo=Il Veltroni team: donne in maggioranza|pubblicazione=[[Corriere della Sera]] |giorno=04|mese=11|anno=2007|accesso=23 novembre 2009}}</ref>. Il 7 novembre 2007 fu eletto capogruppo del PD alla [[Camera dei deputati (Italia)|Camera dei deputati]] [[Antonello Soro]]<ref>{{cita news|url=http://archiviostorico.corriere.it/2007/novembre/08/Soro_nuovo_capogruppo_co_9_071108115.shtml|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20140714174904/http://archiviostorico.corriere.it/2007/novembre/08/Soro_nuovo_capogruppo_co_9_071108115.shtml|titolo=Pd, è Soro il nuovo capogruppo|pubblicazione=[[Corriere della Sera]]|giorno=08|mese=11|anno=2007|pagina=11|dataarchivio=14 luglio 2014|accesso=11 giugno 2010}}</ref>, che sostituì Dario Franceschini fino ad allora capogruppo dell'Ulivo, mentre al [[Senato della Repubblica]] venne confermata la capogruppo dell'Ulivo [[Anna Finocchiaro]].

Nel mese di novembre si insediarono le Assemblee Costituenti Regionali, che elessero i rispettivi Presidenti e formalizzarono l'elezione dei Segretari Regionali. Sempre a novembre, si insediarono delle Assemblee Provinciali provvisorie (formate dai delegati alle Assemblee Costituenti Regionali e Nazionale territorialmente competenti), ciascuna delle quali scelse il proprio Presidente e un coordinatore provinciale, pure essi pro tempore.

Tra la fine del 2007 e i primi mesi del 2008 avvenne il radicamento territoriale del partito. In ciascun comune vennero richiamate le assemblee degli elettori del 14 ottobre, per costituire i Circoli territoriali del PD. Ciascun Circolo elesse il proprio Coordinamento e i propri delegati per le Assemblee Cittadina (ove nello stesso comune fossero presenti più Circoli territoriali) e Provinciale. Le Assemblee Provinciali e Cittadine così formate elessero nei giorni successivi i rispettivi Presidenti e i Segretari Provinciali e Cittadini. Inoltre all'interno di ciascun Circolo territoriale il Coordinamento elesse il Coordinatore del Circolo (che coincide col Segretario Cittadino nei comuni ove fosse costituito un solo Circolo territoriale).

Nella seconda riunione dell'Assemblea Costituente Nazionale, sabato 16 febbraio 2008 a Roma, vennero approvati lo Statuto, il Manifesto dei Valori e il Codice Etico. Lo statuto prevedeva tra l'altro la possibilità di costituire, accanto ai Circoli territoriali, anche dei Circoli ambientali (nei luoghi di lavoro o di studio) e dei Circoli on line. Venne fissata per l'ottobre 2009 la data della prima convenzione del PD, con il rinnovo di tutte le cariche nazionali e regionali, che successivamente avranno invece mandato quadriennale.

=== Sede e simbolo ===
Il 9 novembre venne inaugurata la sede nazionale del PD, a [[Roma]] in Piazza Sant'Anastasia, nei pressi del [[Circo Massimo]].

Il 21 novembre il PD presentò il suo nuovo simbolo tricolore, elaborato dal grafico venticinquenne molisano Nicola Storto. Per [[Ermete Realacci]], [[Portavoce|responsabile della comunicazione]] del partito, «il simbolo assume su di sé l'identità nazionale con molta forza. Infatti, i tre colori rispondono a tre tradizioni diverse dell'Italia. Il verde è la tradizione laica e ambientalista, il bianco è il solidarismo cattolico, il rosso è il colore del lavoro e del socialismo. Il risultato è una sintesi molto forte». La definizione e l'idea di partito ''verde-bianco-rosso'' nel segno delle anime del PD e della bandiera nazionale venne coniata per la prima volta dal candidato alla segretaria nazionale [[Jacopo Schettini Gherardini]] in una lettera aperta pubblicata dal sito del PD il 5 settembre, ed è il titolo della sua candidatura presentata dal primo numero del periodico ufficiale del PD<ref>{{cita news|url=http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/politica/partito-democratico-15/simbolo/simbolo.html|titolo=Tricolore e ramoscello di ulivo. Ecco il nuovo simbolo del Pd|pubblicazione=[[La Repubblica (quotidiano)|La Repubblica]]|data=21 novembre 2007|accesso=12 ottobre 2019}}</ref>.

== Segreteria Veltroni ==
[[File:Walter Veltroni 2008 2.jpg|thumb|[[Walter Veltroni]]]]
=== Nel Governo Prodi II ===
Appena sorto, il Partito Democratico assunse immediatamente il ruolo di maggiore forza politica all'interno del [[governo Prodi II|secondo Governo Prodi]]. Il segretario Walter Veltroni intuì rapidamente la necessità di avviare un dialogo con le varie forze politiche per la creazione di importanti riforme, ritenute necessarie per la modernizzazione dello Stato. L'11 novembre Veltroni lanciò una nuova proposta di legge elettorale elaborata dal [[diritto costituzionale|costituzionalista]] [[Salvatore Vassallo]]<ref>{{pdf}} {{cita web|url=http://download.repubblica.it/pdf/2007/governo/sistema_elettorale.pdf|titolo=Testo della proposta di legge elettorale Vassallo-Veltroni|sito=[[La Repubblica (quotidiano)|La Repubblica]] |accesso=10 novembre 2009}}</ref>, nell'ambito di una riforma che coinvolgesse anche i regolamenti parlamentari e la Costituzione, dando l'appoggio del PD alla proposta di revisione costituzionale al vaglio della Camera dei Deputati<ref>[http://www.partitodemocratico.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&doc=103416 Veltroni: Un nuovo bipolarismo per l'Italia], ''partitodemocratico.it'' {{Collegamento interrotto}}</ref>.

Nei giorni successivi si assistette alla fine della [[Casa delle Libertà]], coalizione di opposizione: il [[Governo Prodi II]], la cui caduta era stata data per certa al Senato da [[Silvio Berlusconi]] agli alleati<ref>{{Cita news|url=http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/politica/berlusconi-shopping/senatore-campano/senatore-campano.html|titolo=Berlusconi: "Governo cadrà su Finanziaria" Prodi: "Sono tranquillo, non getto la spugna"|pubblicazione=[[La Repubblica (quotidiano)|La Repubblica]] |giorno=20|mese=10|anno=2007|accesso=10 novembre 2009}}</ref>, tra il 14 e il 15 novembre passò indenne il delicato passaggio della [[Legge finanziaria (Italia)|Finanziaria]] a [[Palazzo Madama (Roma)|Palazzo Madama]]<ref>{{Cita news|url=http://www.corriere.it/politica/07_novembre_15/precari_approvata_proposta_dini.shtml|titolo=Finanziaria: arriva il sì del Senato|pubblicazione=[[Corriere della Sera]] |giorno=15|mese=11|anno=2007|accesso=10 novembre 2009}}</ref>. A seguito di questo fatto, la [[Lega Nord]], l'[[Unione di Centro (2002)|Unione di Centro]] e soprattutto [[Alleanza Nazionale]] rivolsero pesantissime critiche a [[Forza Italia (1994)|Forza Italia]] e raccolsero l'invito di Veltroni ad approvare insieme alcune riforme istituzionali. A stretto giro, lo stesso Berlusconi abbandonò il rifiuto di ogni dialogo con la maggioranza e si dichiarò disposto a discutere con Veltroni di legge elettorale, annunciando la fine della sua difesa al bipolarismo e il gradimento per il sistema proporzionale.

A fine novembre, dopo il fallimento della ''spallata'' della Casa delle Libertà (termine giornalistico per indicare i tentativi di Berlusconi di far cadere il [[Governo Prodi II]]), la coalizione di centro-destra sembrò frantumarsi in uno scontro tra [[Gianfranco Fini]] e [[Pier Ferdinando Casini]] da una parte, e Silvio Berlusconi dall'altra<ref>{{Cita news|url=http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/politica/cdl11/berlusconi-ectoplasma/berlusconi-ectoplasma.html|titolo=Berlusconi: "Cdl ormai era ectoplasma Gli ex alleati mi hanno fatto perdere"|pubblicazione=[[La Repubblica (quotidiano)|La Repubblica]] |giorno=25|mese=11|anno=2007|accesso=10 novembre 2009}}</ref>. Ormai rassegnati all'idea che la caduta del governo non fosse imminente, tutti i partiti dell'opposizione accettarono dunque (pur con motivazioni diverse) la proposta di dialogo sulle ''riforme'' lanciata con forza da Veltroni e Franceschini.

Il segretario del PD incontrò quindi, in rapida successione, i leader della maggioranza e dell'ex CdL per discutere e cercare di trovare un accordo su una nuova legge elettorale, sulla riforma dei regolamenti parlamentari e della parte II della [[Costituzione della Repubblica Italiana|Costituzione]].

=== Caduta del governo e campagna elettorale ===
[[File:Veltroni in Trento.jpg|thumb|left|[[Walter Veltroni]] a [[Trento]] per la campagna elettorale del 2008]]
La riforma della legge elettorale che si stava delineando mirava alla creazione di un sistema sostanzialmente bipartitico e avrebbe dunque tenuto fuori dal parlamento i partiti più piccoli. Il leader del PD [[Walter Veltroni]], inoltre, dichiarò che quando si sarebbe andati alle elezioni, qualunque legge elettorale fosse stata in vigore, il PD si sarebbe presentato da solo, senza stringere alleanze con nessun altro partito politico in quanto il partito aveva una "vocazione maggioritaria"<ref name="Vocazione maggioritaria">[http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/politica/partito-democratico-8/lettera-veltroni/lettera-veltroni.html Repubblica]</ref> (circostanza che non si sarebbe poi verificata in quanto alle elezioni del 2008 il PD si alleò con l'[[Italia dei Valori]]).

A seguito di questa dichiarazione, raccontò lo stesso [[Romano Prodi]], [[Clemente Mastella]], a capo della piccola formazione dell'[[UDEUR]], temendo di rimanere fuori dal parlamento innescò una crisi di governo. Il 24 gennaio 2008 il Governo Prodi venne così sfiduciato al Senato.<ref name="Dichiarazioni di Prodi sulla caduta del suo governo a Che tempo che fa">[https://www.youtube.com/watch?v=wMFHCZ8584I], Dichiarazioni di Prodi sulla caduta del suo governo a Che tempo che fa.</ref>

Il PD di Veltroni appoggiò il tentativo di formare un governo attorno a una convergenza fra le forze politiche sulla riforma elettorale, affidato dal Capo dello Stato [[Giorgio Napolitano]] al Presidente del Senato [[Franco Marini]]. Tuttavia il tentativo non riuscì per la ferma opposizione del centro-destra, ora ricompattato dalla prospettiva di una vittoria elettorale imminente.

Nei giorni successivi allo scioglimento delle Camere, il PD scelse di formare le sue alleanze ''esclusivamente su base programmatica'', il che si risolse con l'esclusione di ogni apparentamento con la [[la Sinistra l'Arcobaleno|Sinistra Arcobaleno]] e con, invece, la formazione di una coalizione con l'[[Italia dei Valori]] di [[Antonio Di Pietro]] che inizialmente propose di formare gruppi parlamentari unici dopo le elezioni<ref>{{Cita news|url=http://www.corriere.it/politica/08_febbraio_13/pd_radicali_idv_7c66e1ca-da17-11dc-be67-0003ba99c667.shtml|titolo=Di Pietro: «Fatto l'accordo con il Pd»|pubblicazione=[[Corriere della Sera]] |giorno=13|mese=02|anno=2008|accesso=9 novembre 2009}}</ref>, ma cambiò in seguito idea<ref>{{Cita news|url=http://www.corriere.it/politica/08_aprile_17/dipietro_santoro_64fae6e8-0c90-11dd-aecb-00144f486ba6.shtml|titolo=Gruppo unico col Pd, Di Pietro frena |pubblicazione=[[Corriere della Sera]] |giorno=18|mese=04|anno=2008|accesso=9 novembre 2009}}</ref>. Si giunse anche a un accordo con i [[Radicali Italiani]], che implicò l'inserimento di alcuni loro esponenti nelle liste del PD; nonostante gli sforzi, non si giunse a un accordo con il [[Partito Socialista Italiano]], il quale non accettò di rinunciare al suo simbolo per inserire suoi esponenti nelle liste del PD, presentando così una lista separata indipendente.

Dopo la presentazione delle liste ufficiali dei candidati scoppiò una polemica interna al Partito a causa di alcune esclusioni eccellenti. L'esclusione di [[Ciriaco De Mita]] e quella di [[Giuseppe Lumia]], ex Presidente della Commissione Antimafia, furono motivate dall'esigenza di partito di non candidare persone con più di tre legislature. A questa regola generale si sono fatte 32 deroghe per i cosiddetti ''big'' del partito<ref>{{Cita news|autore=Claudia Fusani|url=http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/politica/verso-elezioni-4/consultazioni/consultazioni.html|titolo=Week end per scegliere il candidato Pd, ecco il regolamento per le liste|pubblicazione=[[La Repubblica (quotidiano)|la Repubblica]]|giorno=19|mese=02|anno=2008|accesso=25 maggio 2010}}</ref>, tra cui Walter Veltroni.

Altre polemiche sorsero per la presunta scarsità di candidature femminili con buone possibilità di successo<ref>{{Cita news|autore=Marco Cremonesi |url=http://www.corriere.it/politica/08_marzo_05/cremonesi_8d633f6c-ea81-11dc-8a30-0003ba99c667.shtml|titolo=Donne, in lista il 30 per cento Ma tante nei posti «perdenti» |pubblicazione=[[Corriere della Sera]] |giorno=05|mese=03|anno=2008|accesso=9 novembre 2009}}</ref>.

Infine i [[Radicali Italiani]] hanno sostenuto che Veltroni non abbia dato corso al patto siglato: agli occhi della dirigenza Radicale, infatti, non tutte le nove candidature radicali avrebbero l'elezione garantita<ref>{{Cita news |url=http://www.corriere.it/politica/08_marzo_04/bonino_pd_strappo_e044f9e6-e9d2-11dc-b9a0-0003ba99c667.shtml?fr=box_primopiano|titolo=Pd, Bonino: «Patti non rispettati» E Bettini: «Liste decise, tutti eleggibili»|pubblicazione=[[Corriere della Sera]] |giorno=04|mese=03|anno=2008|accesso=9 novembre 2009}}</ref> e, anche se i nove candidati risultarono poi tutti eletti, la dirigenza radicale sostenne che ciò fu possibile solo grazie all'inaspettata esclusione della [[la Sinistra l'Arcobaleno|Sinistra Arcobaleno]] dalla ripartizione dei seggi<ref>[http://www.radicali.it/view.php?id=120722 :: Radicali.it::<!-- Titolo generato automaticamente -->] {{webarchive|url=https://web.archive.org/web/20080624234607/http://www.radicali.it/view.php?id=120722 |data=24 giugno 2008 }}</ref>. [[Gianfranco Pasquino]], criticando il trattamento subito dai [[Radicali Italiani|Radicali]], ha dichiarato: «Le liste del Partito Democratico, redatte secondo principi di marketing e di rappresentanza settorializzata, "ma anche", burocratico-partitocratica, sono già di per sé pessime.»<ref>{{cita web|url=http://www.radicali.it/view.php?id=117833|titolo=Pasquino: "pacta sunt servanda" mi è sempre apparsa una frase che disciplina e nobilita i comportamenti|sito=Sito ufficiale Radicali Italiani|accesso=9 novembre 2009|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20090112121007/http://www.radicali.it/view.php?id=117833|dataarchivio=12 gennaio 2009}}</ref>

=== Elezioni politiche 2008 e opposizione ===
[[File:Partito Democratico-Quirinale.jpg|thumb|Veltroni (al centro), [[Antonello Soro]] (a sinistra) e [[Anna Finocchiaro]] (a destra) al [[Palazzo del Quirinale|Quirinale]] per le consultazioni post-elettorali del 2008]]
Alle [[Elezioni politiche italiane del 2008|elezioni politiche del 2008]] PD e [[Italia dei Valori]] raccolgono complessivamente il 37,546%<ref>{{cita web|url=http://politiche.interno.it/politiche/camera080413/C000000000.htm|titolo=Ministero dell'Interno - Elezione della Camera dei Deputati del 13 - 14 aprile 2008|accesso=15 aprile 2008|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20081104000934/http://politiche.interno.it/politiche/camera080413/C000000000.htm|dataarchivio=4 novembre 2008}}</ref> dei consensi alla [[Camera dei deputati (Italia)|Camera]], contro il 46,811% della coalizione [[Il Popolo della Libertà]], [[Lega Nord]] e [[Movimento per le Autonomie]] guidata da Silvio Berlusconi, e il 38,010%<ref>{{cita web|url=http://politiche.interno.it/politiche/senato080413/S000000000.htm|titolo=Ministero dell'Interno - Elezione del Senato della Repubblica del 13 - 14 aprile 2008|accesso=15 aprile 2008|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20080420022916/http://politiche.interno.it/politiche/senato080413/S000000000.htm|dataarchivio=20 aprile 2008}}</ref> al [[Senato della Repubblica|Senato]], contro il 47,320% della coalizione avversaria. Singolarmente il Partito Democratico ha ottenuto rispettivamente il 33,17% e il 33,69% dei suffragi.

Il 16 aprile 2008 viene resa nota una lettera risalente al precedente 23 marzo, giorno di [[Pasqua]], in cui Romano Prodi informava il Segretario Veltroni di voler abbandonare l'incarico di Presidenza dell'Assemblea per fare spazio a una nuova generazione di dirigenti<ref>[http://archiviostorico.corriere.it/2008/aprile/17/Strappo_Prodi_lascio_presidenza_del_co_9_080417014.shtml Strappo di Prodi: lascio la presidenza del Pd]</ref>.

=== Crisi interna ===
Dopo le [[Elezioni regionali in Sardegna del 2009|elezioni regionali sarde del 2009]] dove [[Renato Soru]], governatore uscente e uomo di punta del PD, viene sconfitto dal candidato del [[Il Popolo della Libertà|PdL]] [[Ugo Cappellacci]], in considerazione di questo e di altri risultati negativi del partito in consultazioni elettorali precedenti e le forti critiche alla sua gestione, Veltroni si dimette dalla carica di Segretario<ref>{{cita news|url=http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/politica/elezioni-sardegna/vertice-pd/vertice-pd.html|titolo=Veltroni conferma le dimissioni: "Adesso basta farsi del male"|pubblicazione=[[La Repubblica (quotidiano)|La Repubblica]] |giorno=17|mese=02|anno=2009|accesso=9 novembre 2009}}</ref>.

Viene riunita sabato 21 febbraio l'Assemblea Nazionale, chiamata a decidere come uscire dal momento di difficoltà e quale strada intraprendere. Si fronteggiano due linee: da una parte chi vuole andare subito a [[Elezioni primarie|primarie]], a cui far seguire un congresso per lanciare una nuova fase del partito, cambiando profondamente le leadership della classe dirigente del Partito e propone alla segreteria temporaneamente [[Arturo Parisi]]; dall'altra parte coloro i quali ritengono sia dannoso aprire la fase congressuale in quel momento, data la vicinanza delle elezioni europee, preferendo confermare alla guida del Partito il vicesegretario di Veltroni, Dario Franceschini. Nel frattempo, l'ex Ministro Pier Luigi Bersani rende pubblica la sua intenzione di correre alle future primarie del PD in vista della Convenzione di ottobre 2009, ipotesi in un primo tempo ventilata anche dall'ex candidato alla Segreteria nel 2007 [[Jacopo Schettini Gherardini]]. All'Assemblea dei circoli del PD tenutasi nel marzo 2009 è salita alla ribalta<ref>{{cita news|lingua=es|autore=Miguel Mora|url=https://www.elpais.com/articulo/internacional/Nace/estrella/izquierda/italiana/elpepiint/20090325elpepiint_6/Tes|titolo=Nace una estrella en la izquierda italiana|pubblicazione=[[El País]]|data=25 marzo 2009|accesso=28 marzo 2009}}</ref>, col suo applauditissimo intervento, [[Debora Serracchiani]], segretario comunale per il partito a Udine.

== Segreteria Franceschini ==
[[File:Dario Franceschini.jpg|thumb|left|upright|[[Dario Franceschini]]]]
Convocata dopo le dimissioni di Veltroni, l'Assemblea Nazionale presieduta da Anna Finocchiaro, essendo vacante la carica di Presidente del PD, ha eletto, con 1.047 preferenze, Dario Franceschini nuovo Segretario nazionale del Partito, contro i 92 voti raccolti da [[Arturo Parisi]]<ref>{{cita news|url=http://www.corriere.it/politica/09_febbraio_21/assemblea_pd_segretario_881de254-fff8-11dd-a585-00144f02aabc.shtml|titolo=Franceschini nuovo segretario del Pd|pubblicazione=[[Corriere della Sera]] |giorno=23|mese=02|anno=2009|accesso=9 novembre 2009}}</ref>.

Il nuovo Segretario, eletto con il compito di portare il partito alle elezioni Europee e al Congresso di autunno, annuncia di volere cominciare una nuova fase nel Partito, basata su inedite e giovani personalità, caratterizzata da un'opposizione più ferma al Governo (puntando soprattutto sul tema della crisi economica e finanziaria in atto), mettendo da parte i ''capibastone'' e coinvolgendo maggiormente amministratori locali e dirigenti territoriali.

Con l'elezione di Franceschini, sono decaduti gli organi direttamente nominati da Veltroni, ''in primis'' il [[Governo ombra del Partito Democratico|governo ombra]]. Sono stati poi nominati una nuova segreteria e nuovi responsabili per tematiche politiche<ref>{{cita web|url=https://www.partitodemocratico.it/archivio/uniti-e-pronti/|titolo=Uniti e pronti|sito=Sito ufficiale Partito Democratico|accesso=15 dicembre 2017}}</ref>.

=== Elezioni europee del 2009 ===
La prima importante sfida che il nuovo segretario si trova ad affrontare è quella delle [[elezioni europee del 2009]]. Il nodo sulla collocazione europea è stato sciolto ufficialmente solo dopo le votazioni, sebbene Piero Fassino avesse già proposto di formare una federazione con il PSE che abbia dato luogo a un unico gruppo nel [[Parlamento europeo]], il quale contenga tutte le forze progressiste europee<ref>{{cita web|url=http://archive.partitodemocratico.it/doc/75585/pse-fassino-avviato-confronto-con-i-socialisti-per-un-gruppo-comune-al-parlamento-europeo.htm|titolo=PSE: Fassino, "Avviato confronto con i socialisti per un gruppo comune al parlamento europeo".|sito=Sito ufficiale Partito Democratico|data=2 aprile 2009|accesso=16 maggio 2016|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20160516180153/http://archive.partitodemocratico.it/doc/75585/pse-fassino-avviato-confronto-con-i-socialisti-per-un-gruppo-comune-al-parlamento-europeo.htm|dataarchivio=16 maggio 2016}}</ref>.

La campagna del PD si è basata sulla rivendicazione della sua [[Europeismo|identità europeista]]; inoltre tiene banco la denuncia del particolare approccio alla consultazione elettorale scelto da Silvio Berlusconi, il quale corre in tutte le circoscrizioni elettorali pur essendo incompatibile per quella carica in quanto [[Deputato della Repubblica Italiana|deputato alla Camera]] e [[Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana|Presidente del Consiglio dei ministri]], opponendogli candidati che siederanno effettivamente all'Europarlamento in caso di elezione.

Alle elezioni del 2009 il Partito Democratico ha ottenuto il 26,1% dei voti, perdendo circa il 7% dei consensi rispetto alle politiche del 2008 (nel corso delle quali il PD comprendeva anche i [[Radicali Italiani|Radicali]], mentre alle europee del 2009 questi avevano una propria lista che ha raggiunto il 2,4%).

== Segreteria Bersani ==
=== Primarie del 2009 ===
[[File:Bersani speech.jpg|thumb|upright|[[Pier Luigi Bersani]]]]
[[File:Assemblea nazionale Partito Democratico (2009).svg|thumb|left|Assemblea nazionale nel 2009:{{legenda|#D32F2F|[[Pier Luigi Bersani]] (530)}} {{legenda|#FBC02D|[[Ignazio Marino]] (131)}} {{legenda|#0288D1|[[Dario Franceschini]] (339)}}]]
La Direzione Nazionale del partito fissa il nuovo congresso («convenzione» secondo lo statuto del partito) all'11 ottobre del 2009 e le [[Elezioni primarie del Partito Democratico del 2009 (Italia)|nuove elezioni primarie]] per il 25 ottobre<ref>{{Cita news|url=http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/partito-democratico-29/direzione-pd/direzione-pd.html?ref=search|titolo=Pd, la sfida di Franceschini "Congresso vero, largo al nuovo"|pubblicazione=[[La Repubblica (quotidiano)|La Repubblica]] |giorno=26|mese=06|anno=2009|accesso=10 novembre 2009}}</ref>.

Inizialmente il Segretario uscente Dario Franceschini non si era espresso sulla possibilità di ricandidarsi alla guida del partito<ref>{{Cita news|autore=Annalisa Cuzzocrea|url=http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/partito-democratico-28/videoforum-ranceschini/videoforum-ranceschini.html|titolo=Franceschini a Repubblica tv "Si vota anche per la democrazia"|pubblicazione=[[La Repubblica (quotidiano)|La Repubblica]] |giorno=22|mese=05|anno=2009|accesso=10 novembre 2009}}</ref>, ma il 24 giugno annuncia ufficialmente la sua candidatura per il Congresso e per le primarie<ref>{{Cita news|url=http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/partito-democratico-29/candidatura-franceschini/candidatura-franceschini.html |titolo=Franceschini annuncia la candidatura "Non voglio che il PD torni indietro"|pubblicazione=[[La Repubblica (quotidiano)|La Repubblica]] |giorno=24|mese=06|anno=2009|accesso=10 novembre 2009}}</ref>.

A sua volta, l'ex Ministro dello Sviluppo Economico Pier Luigi Bersani annunciò la sua candidatura ricevendo l'appoggio di D'Alema<ref>{{Cita news|autore=Andrea Carugati|url=http://www.unita.it/news/85567/dalema_il_mio_candidato__bersani|titolo=D'Alema: «Il mio candidato è Bersani»|pubblicazione=[[l'Unità]]|giorno=12|mese=06|anno=2009|accesso=13 novembre 2009|urlmorto=sì}}</ref>.

Il 4 luglio, infine, il chirurgo [[Ignazio Marino]] confermò a sua volta di voler correre per la segreteria, sostenuto in prima linea da [[Giuseppe Civati]].

Il 23 luglio il Comitato per il Congresso ufficializzò quattro candidature: quelle di Pier Luigi Bersani, Dario Franceschini, Ignazio Marino e [[Amerigo Rutigliano]]. Il 28 luglio, però, proprio quest'ultima candidatura viene respinta dallo stesso Comitato, poiché delle 1542 firme presentate dal candidato, 500 sono risultate appartenenti a persone non iscritte al PD<ref>{{Cita news|url=http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/PD-RESTANO-TRE-IN-CORSA-ESCLUSO-RUTIGLIANO/news-dettaglio/3699474|titolo=Pd:restano tre in corsa; escluso Rutigliano|pubblicazione=[[La Repubblica (quotidiano)|La Repubblica]] |giorno=28|mese=07|anno=2009|accesso=10 novembre 2009}}</ref>. Il giorno successivo la Commissione Nazionale per il Congresso annunciò anche che la quota degli iscritti che prendono parte alla prima fase congressuale è di 820.607<ref name="tesserati2009" />.

I risultati definitivi dei congressi nei circoli vennero divulgati l'8 ottobre dalla Commissione Nazionale: Pier Luigi Bersani ottenne {{tutto attaccato|255 189}} voti pari al 55,13%, seguito da Dario Franceschini con {{tutto attaccato|171 041}} voti pari al 36,95% e da Ignazio Marino con {{tutto attaccato|36 674}} voti pari al 7,92%.

Tutti e tre i candidati furono quindi ammessi a partecipare alle elezioni primarie del 25 ottobre 2009. Fu confermata in questa occasione un'ampia partecipazione popolare (3.067.821 votanti), che sostanzialmente confermò l'esito della Convention, dando la vittoria a Pier Luigi Bersani.

La nuova assemblea nazionale elesse il 7 novembre 2009 [[Rosy Bindi]] come suo presidente<ref>{{cita web|url=http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/89251/rosy_bindi_eletta_presidente_del_pd|titolo=Rosy Bindi eletta Presidente del PD|urlmorto=sì}}</ref>, dopo un lungo periodo di vacanza della carica in seguito alle dimissioni di [[Prodi]]. Lo stesso giorno furono eletti vicepresidenti dell'Assemblea del partito [[Ivan Scalfarotto]] e [[Marina Sereni]] e vicesegretario [[Enrico Letta]].

=== Abbandono di Francesco Rutelli ===
Francesco Rutelli e altri esponenti del PD, già da tempo critici nei confronti di un partito a loro dire ''mai nato'', prendono atto della vittoria di Bersani, ma lasciano il partito. Secondo Rutelli, con Bersani si andrebbe verso un ''partito democratico di sinistra. (...) la promessa, dunque, non è mantenuta: non c'è un partito nuovo, ma il ceppo del [[Partito Democratico della Sinistra|PDS]] con molti indipendenti di centro-sinistra''<ref>{{Cita news|autore=Marco Cianca |url=http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_31/rutelli_lascia_pd_542f9104-c5f0-11de-a5d7-00144f02aabc.shtml|titolo=Rutelli: sì, lascio il Pd. Questo non è il mio partito |pubblicazione=[[Corriere della Sera]] |giorno=31|mese=10|anno=2009|accesso=10 novembre 2009}}</ref>. Così il 27 ottobre Rutelli annuncia che ''occorre iniziare un percorso diverso, con persone diverse''<ref>{{Cita news|url=http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/partito-democratico-33/rutelli-fioroni/rutelli-fioroni.html?ref=search|titolo=Pd, Rutelli annuncia lo strappo "Percorso diverso, con persone diverse"|pubblicazione=[[La Repubblica (quotidiano)|La Repubblica]] |giorno=27|mese=10|anno=2009|accesso=10 novembre 2009}}</ref>, e il giorno dopo fonda l'associazione ''Cambiamento e Buongoverno'' insieme a [[Massimo Cacciari]], [[Giuliano da Empoli]], [[Lorenzo Dellai]], [[Linda Lanzillotta]], [[Vilma Mazzocco]], [[Roberto Mazzotta]], [[Andrea Mondello]], [[Bruno Tabacci]], [[Elvio Ubaldi]] e [[Giuseppe Vita]]<ref>{{cita web|url=http://www.cambiamentoebuongoverno.org/|titolo=Cambiamento e Buongoverno|accesso=10 novembre 2009|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20091031032809/http://www.cambiamentoebuongoverno.org/|dataarchivio=31 ottobre 2009|urlmorto=sì}}</ref><ref>{{Cita news|url=http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/partito-democratico-33/rutelli-buongoverno/rutelli-buongoverno.html|titolo="Cambiamento e buongoverno" comincia la nuova stagione di Rutelli|pubblicazione=[[La Repubblica (quotidiano)|La Repubblica]] |giorno=28|mese=10|anno=2009|accesso=10 novembre 2009}}</ref>. Inutile fino all'ultimo il tentativo di D'Alema per una riconciliazione<ref>{{Cita news|autore=Alessandro Trocino|url=http://archiviostorico.corriere.it/2009/ottobre/30/Alema_Rutelli_fumata_grigia_co_8_091030021.shtml|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20140919053247/http://archiviostorico.corriere.it/2009/ottobre/30/Alema_Rutelli_fumata_grigia_co_8_091030021.shtml|titolo=D'Alema-Rutelli, fumata grigia|pubblicazione=[[Corriere della Sera]]|giorno=30|mese=10|anno=2009|pagina=9|dataarchivio=19 settembre 2014|accesso=10 novembre 2009}}</ref>.

Il 17 aprile 2010 anche il [[Movimento Repubblicani Europei|MRE]] di [[Luciana Sbarbati]] ha lasciato il PD<ref>{{cita web|url=http://www.repubblicanieuropei.org/stampa_ComunicatiMRE.tab.aspx?idDoc=656|titolo=Direzione Nazionale MRE: sempre nel centro sinistra ma fuori dal PD|sito=Sito ufficiale [[Movimento Repubblicani Europei]]|accesso=20 aprile 2010|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20100501042136/http://www.repubblicanieuropei.org/stampa_ComunicatiMRE.tab.aspx?idDoc=656|dataarchivio=1º maggio 2010}}</ref>.

=== Prospettiva di alleanza con l'Unione di Centro ===
Il leader dell'[[Unione di Centro (2002)|Unione di Centro]], Pier Ferdinando Casini, il 12 dicembre 2009 si è detto disponibile alla costituzione di una coalizione con il Partito Democratico e con l'[[Italia dei Valori]] nel caso in cui si verificassero elezioni politiche anticipate. L'obiettivo sarebbe la costruzione di un ''fronte democratico'' volto a opporsi alla coalizione PdL-Lega e a difendere i principi costituzionali e le istituzioni repubblicane, che rischierebbero di essere compromesse. Ciò accadde a seguito di una dichiarazione del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi<ref>{{Cita news|url=http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200912articoli/50314girata.asp|titolo=Fronte anti-Silvio, Casini scuote il Pdl Bersani: le sue sono parole importanti|pubblicazione=[[La Stampa]]|giorno=12|mese=12|anno=2009|accesso=19 dicembre 2009|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20091217020307/http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200912articoli/50314girata.asp|dataarchivio=17 dicembre 2009}}</ref><ref>{{Cita news|url=http://www.corriere.it/politica/09_dicembre_10/berlusconi-partito-giudici-congresso-ppe_080f069e-e579-11de-9093-00144f02aabc.shtml|titolo=Berlusconi, nuovo attacco ai magistrati «Contro partito giudici cambiamo Carta»|pubblicazione=[[Corriere della Sera]] |giorno=10|mese=12|anno=2009|accesso=19 dicembre 2009}}</ref><ref>{{Cita news|autore=Goffredo De Marchis|url=http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/politica/giustizia-22/intervista-casini/intervista-casini.html|titolo=Casini: "Contro i falchi del Pdl fronte della legalità Udc-Pd"|pubblicazione=[[La Repubblica (quotidiano)|La Repubblica]] |giorno=17|mese=12|anno=2009|accesso=19 dicembre 2009}}</ref>.

La proposta è stata accettata dal segretario Pier Luigi Bersani<ref>{{Cita news|url=http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Voto-Casini-Un-fronte-anti-Berlusconi-Bersani-E-una-conferma-importante_4099724890.html|titolo=Voto, Casini: ''Un fronte anti-Berlusconi''. Bersani: ''È una conferma importante''|pubblicazione=[[Adnkronos]] |giorno=12|mese=12|anno=2009|accesso=19 dicembre 2009}}</ref> e ha trovato anche l'adesione del segretario di [[Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea|Rifondazione Comunista]], [[Paolo Ferrero]], che potrebbe dare solo l'appoggio esterno alla coalizione PD-UdC<ref>{{Cita news|url=http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/?id=3.0.4104246162|titolo=ELEZIONI: FERRERO (PRC), BENE CASINI CONTRO BERLUSCONI ALLEATI ANCHE CON IL DIAVOLO|pubblicazione=[[Adnkronos]] |giorno=13|mese=12|anno=2009|accesso=13 dicembre 2009}}</ref>.

L'alleanza con i centristi si è realizzata in occasione delle [[elezioni regionali italiane del 2010|elezioni regionali del 2010]] in alcune delle regioni chiamate al voto: in [[Liguria]], [[Basilicata]], [[Marche]] e [[Piemonte]]. Saltato invece l'accordo nel [[Lazio]], dove Casini ha preferito appoggiare la [[Renata Polverini|Polverini]] per il [[Il Popolo della Libertà|PdL]] anziché [[Emma Bonino]], candidata dai [[Radicali Italiani|Radicali]] e che ha provocato il 14 gennaio 2010 l'abbandono dei deputati [[Enzo Carra]] e [[Renzo Lusetti]]. Il 14 febbraio, invece, annuncia la sua adesione all'UdC la deputata [[Paola Binetti]]<ref>{{Cita news|url=http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Politica/Binetti-Entro-nell-Udc/14-02-2010/1-A_000082712.shtml|titolo= Pd, Binetti: "Entro nell'Udc" |pubblicazione=[[Corriere della Sera]] |giorno=14|mese=02|anno=2010|accesso=14 febbraio 2010}}</ref>. L'alleanza è stata riproposta dal leader centrista anche nelle settimane successive all'aggressione subita da Berlusconi<ref>{{Cita news|url=http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/politica/giustizia-23/di-pietro-contro-dalema/di-pietro-contro-dalema.html|titolo="Inciucio utile", Pd spaccato su D'Alema Veltroni: "Ormai se ne vedono di tutti i colori|pubblicazione=[[La Repubblica (quotidiano)|La Repubblica]] |giorno=19|mese=12|anno=2009|accesso=3 gennaio 2010}}</ref>.

Tale proposta è stata accantonata con la nascita della coalizione [[Nuovo Polo per l'Italia]] definita dai giornali come ''Terzo Polo'' formata dai partiti di [[Centrismo|centro]] e centro-destra Unione di Centro, [[Futuro e Libertà per l'Italia]], [[Alleanza per l'Italia]] e [[Movimento per le Autonomie]]<ref>[http://libero-news.it/news/551880/Casini__Fini_e_Rutelli_varano_il_Polo_della_nazione__il_partito_dei_perdenti.html Casini, Fini e Rutelli varano il Polo della nazione: il partito dei perdenti - libero, casini, fini, udc, guzzanti, mpa, reguzzoni, terzo polo, polo della nazione - liberoquot...<!-- Titolo generato automaticamente -->] {{webarchive|url=https://web.archive.org/web/20111124110231/http://libero-news.it/news/551880/Casini__Fini_e_Rutelli_varano_il_Polo_della_nazione__il_partito_dei_perdenti.html |data=24 novembre 2011 }}</ref>.

=== Elezioni amministrative e referendum del 2011 ===
In occasione delle [[Elezioni amministrative italiane del 2011|elezioni amministrative del 15-16 maggio 2011]], il partito in ventuno dei trenta comuni capoluogo e in sette delle undici province chiamate al voto stipula un accordo elettorale con l'[[Italia dei Valori]] e [[Sinistra Ecologia Libertà]], sancito poi nel settembre successivo e ''accordo della foto di Vasto''<ref>[http://archiviostorico.corriere.it/2011/settembre/17/Bersani_nuovo_Ulivo_con_Pietro_co_9_110917014.shtml Bersani: nuovo Ulivo con Di Pietro e Vendola<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>; si presenta invece staccato da uno o da tutti e due i partiti nei comuni di Napoli, Novara, Rovigo, Pordenone, Grosseto, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria e Carbonia, e nelle province di Vercelli, Macerata, Campobasso e Reggio Calabria. Va sottolineato che a Milano e Cagliari decide di sostenere un candidato espressione di [[Sinistra Ecologia Libertà]], in base agli esiti delle primarie di coalizione che hanno decretato la sconfitta del candidato ufficiale del partito<ref>[http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-11-15/primarie-milano-vince-pisapia-081649.shtml?uuid=AYk1OpjC Giuliano Pisapia vince le primarie del centro-sinistra a Milano: «È stata una vittoria di tutti» - Il Sole 24 ORE<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref><ref>[http://www.polisblog.it/post/9543/amministrative-2011-massimo-zedda-sel-vince-le-primarie-del-centrosinistra-a-cagliari-altro-tonfo-del-pd Amministrative 2011: Massimo Zedda (SEL) vince le Primarie del centro-sinistra a Cagliari. Altro tonfo del Pd<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>, mentre a Salerno il sindaco uscente [[Vincenzo De Luca|De Luca]] decide di continuare a presentarsi solamente con liste civiche e quindi, anche se alla fine la coalizione viene aperta a [[Sinistra Ecologia Libertà]] e [[Partito Socialista Italiano (2007)|Partito Socialista Italiano]], in accordo con il partito, il simbolo non viene presentato. Tale tornata elettorale segna una netta rivincita della coalizione di centro-sinistra in molte delle città chiamate alle urne; analogo esito nelle provincie, dove il PD e i suoi alleati registrano la vittoria in sette [[province]] su undici<ref name="autogenerato1">{{cita web|url=http://elezionistorico.interno.it/index.php?tpel=G|sito=Ministero dell'Interno|titolo=Archivio Storico delle Elezioni - Comunali}}</ref>.

Ai [[referendum abrogativi in Italia del 2011|referendum del 12-13 giugno]], il Partito Democratico si dimostra a favore del ''sì'' per tutti e quattro i quesiti posti<ref>{{cita web|url=http://beta.partitodemocratico.it/doc/209394/cartolina-referendum.htm|titolo=Partito Democratico|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20110531232614/http://beta.partitodemocratico.it/doc/209394/cartolina-referendum.htm|dataarchivio=31 maggio 2011}}</ref>, agendo quindi in sintonia con gli altri [[partiti]] di centro-sinistra. Il risultato vede una netta affermazione dei sì, e quindi l'abrogazione di tutte e quattro le norme sottoposte a referendum<ref name="autogenerato1" />.

=== Appoggio al governo Monti ===
L'8 novembre 2011, dopo che la [[Camera dei deputati (Italia)|Camera dei deputati]] aveva approvato con 308 voti a favore il [[Rendiconto generale dello Stato]], il presidente Silvio Berlusconi, prendendo atto del venir meno della maggioranza assoluta della sua coalizione di governo alla Camera, in serata, tenendo un colloquio con il [[Presidente della Repubblica Italiana|Presidente della Repubblica]] [[Giorgio Napolitano]], annuncia di rimettere il mandato al Capo dello Stato dopo l'approvazione della [[legge di stabilità]]<ref>{{Cita web|url = http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Comunicato&key=12524|titolo = Il Presidente Napolitano ha ricevuto il Presidente del Consiglio dei Ministri, Berlusconi|editore = [[Presidente della Repubblica Italiana|Presidenza della Repubblica Italiana]]|data = 8 novembre 2011|accesso = 18 novembre 2011}}</ref>.

Le dimissioni vengono formalizzate il 12 novembre e il giorno successivo Bersani esprime il proprio sostegno nell'eventuale, poi diventato certo, esecutivo guidato dal professor [[Mario Monti]], dicendo che, con la crisi economica in atto, fosse necessario un governo dal forte profilo tecnico volto a ridare slancio all'economia facendo le riforme necessarie<ref>{{Cita web|url =http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2011/11/13/AOr6jpMB-adempiere_napolitano_responsabilita.shtml|titolo = Fine dell'era Berlusconi-Mario Monti:''Pronto ad adempiere al mio incarico con responsabilità''|pubblicazione = [[Il Secolo XIX]]|data = 13 novembre 2011|accesso = 14 gennaio 2012}}</ref><ref>{{Cita web|url =http://www.ilgiornale.it/interni/pur_non_votare_bersani_corteggia_di_pietroripensaci_prima_viene_italia_poi_alleanze/bersani-pd-governo_tecnico-pietro-pdl-mario_monti/11-11-2011/articolo-id=556433-page=0-comments=1|titolo = Bersani pressa Di Pietro: "Sostenga il governo Monti" E l'ex pm apre: "Ma..."|pubblicazione = [[Il Giornale]]|data = 11 novembre 2011|accesso = 14 gennaio 2012}}</ref>.

Nel partito però nascono malumori sull'appoggio al governo tecnico: ai ''montiani'' [[Francesco Boccia]], [[Paolo Gentiloni]] e [[Pietro Ichino]] si contrappongono gli ''antimontiani'' [[Stefano Fassina]], [[Cesare Damiano]] e [[Matteo Orfini]]; una linea equilibrata viene tenuta dai ''bersaniani'' [[Vasco Errani]], Rosy Bindi, Anna Finocchiaro ed Enrico Letta<ref>[http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/pd-correnti-bersaniani-montiani-renzi-1301751/ Bersaniani, Rottamatori, Filomontiani e Antimontiani: le 4 anime del Pd - blitzquotidiano, 14 luglio 2012]</ref>. Gli ''antimontiani'' hanno comunque sempre assicurato il proprio appoggio a [[Governo Monti|Monti]]<ref>[http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarticolo.asp?currentArticle=1MGXWZ Pd fedele alla linea: "Noi il governo non lo facciamo cadere" - il Fatto Quotidiano, 28 ottobre 2012]</ref>.

=== Elezioni politiche e regionali del 2013 ===
[[File:Enrico Letta 2013.jpg|thumb|left|upright|[[Enrico Letta]]]]
Domenica 25 novembre 2012 si sono svolte le [[Elezioni primarie di "Italia. Bene Comune" del 2012|elezioni primarie di ''Italia. Bene Comune'']] per l'individuazione del leader che guiderà la coalizione formata da PD, [[Partito Socialista Italiano (2007)|PSI]] e [[Sinistra Ecologia Libertà|SEL]] alle consultazioni elettorali del 24-25 febbraio 2013. I candidati del PD erano il segretario in carica [[Pier Luigi Bersani|Bersani]], la consigliera regionale veneta [[Laura Puppato]] e il sindaco di [[Firenze]] [[Matteo Renzi]]; hanno partecipato anche [[Nichi Vendola]], presidente della [[Regione Puglia]] e presidente di [[Sinistra Ecologia Libertà|SEL]], e [[Bruno Tabacci]], assessore al bilancio del comune di [[Milano]] e deputato di [[Alleanza per l'Italia]].

Il primo turno delle primarie si è svolto il 25 novembre 2012 e ha registrato l'affluenza al voto di più di 3 milioni di elettori; Bersani ha ottenuto il primo posto con il 44,9% dei consensi (1.395.096 voti), contro il 35,5% di Renzi (1.104.958), seguono Vendola con il 15,6% (485.689), Puppato al 2,6% (80.628) e Tabacci all'1,4% (43.840)<ref>{{cita web|url=http://www.primarieitaliabenecomune.it/risultati-definitivi|titolo=Risultati definitivi|sito=primarieitaliabenecomune.it|accesso=27 dicembre 2011|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20121203085757/http://www.primarieitaliabenecomune.it/risultati-definitivi|dataarchivio=3 dicembre 2012}}</ref>. Domenica 2 dicembre si è svolto il ballottaggio tra i due candidati più votati; Bersani ha ottenuto il 60,9% dei voti (1.706.457) contro il 39,1% di Renzi (1.095.925)<ref>{{cita web|url=http://www.primarieitaliabenecomune.it|titolo=Risultati definitivi|sito=primarieitaliabenecomune.it|accesso=27 dicembre 2011|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20121026023145/http://www.primarieitaliabenecomune.it/|dataarchivio=26 ottobre 2012|urlmorto=sì}}</ref>. Pertanto Bersani è stato il candidato premier del centro-sinistra alle [[elezioni politiche italiane del 2013]].

Il 29 e 30 dicembre 2012 il PD ha svolto le primarie per la scelta del 90% dei candidati parlamentari che sono andati a comporre le liste in vista delle [[Elezioni politiche italiane del 2013|elezioni politiche del 2013]], mentre il restante 10% (in genere inseriti come capilista) è stato composto da personalità stabilite direttamente dal segretario [[Pier Luigi Bersani]]. Hanno partecipato, in quest'occasione, 1,2 milioni di persone. Sempre il 29 dicembre è stato presentato lo slogan della campagna elettorale: ''L'Italia Giusta''<ref>{{cita web|url=http://www.partitodemocratico.it/doc/248155/litalia-giusta.htm|titolo=L'Italia Giusta|sito=partitodemocratico.it|accesso=2 gennaio 2013|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20130102141400/http://www.partitodemocratico.it/doc/248155/litalia-giusta.htm|dataarchivio=2 gennaio 2013}}</ref>.

Alla Camera il PD ha ottenuto il 25,4% dei voti in [[Italia meridionale|Italia]], che sommati con i voti delle circoscrizioni estere ne fanno il primo partito. Anche al Senato è il primo partito con il 27,4%. Alla Camera la coalizione di centro sinistra ottiene il premio di maggioranza con il 29,6%, mentre al Senato il 31,6% ottenuto non consente di avere un numero di senatori sufficiente a formare un governo<ref>[http://www.repubblica.it/static/speciale/2013/elezioni/camera/riepilogo_nazionale.html Elezioni Politiche 2013 - Camera Liste e risultati per circoscrizione]</ref><ref>[http://www.repubblica.it/static/speciale/2013/elezioni/senato/riepilogo_nazionale.html Elezioni Politiche 2013 - Senato Liste e risultati per regione]</ref>. Nel complesso il PD perde quasi 4 milioni di voti rispetto alle precedenti politiche del 2008, quando invece ottenne 12 milioni di consensi<ref>[http://www.corriere.it/politica/speciali/2013/elezioni/notizie/27-febbraio-16-milioni-mannheimer_f251a786-80a1-11e2-b0f8-b0cda815bb62.shtml Si sono spostati 16 milioni di elettori: il Pd perde un terzo di voti, il Pdl metà]</ref>. Il 24 e 25 febbraio del 2013 si svolgono anche le consultazioni regionali [[Elezioni regionali in Lombardia del 2013|in Lombardia]], [[Elezioni regionali nel Lazio del 2013|nel Lazio]], e [[Elezioni regionali in Molise del 2013|in Molise]] per la scelta dei nuovi presidenti di regione: al Nord il candidato sostenuto dal centro-sinistra, [[Umberto Ambrosoli]], perde il confronto elettorale raccogliendo il 38,24% dei consensi, mentre al Centro [[Nicola Zingaretti]] del PD diviene il nuovo governatore della regione col 40,65% dei voti, e al Sud [[Paolo Di Laura Frattura]], neo-iscritto del partito, vince con oltre il 44%.

=== Dimissioni di Pier Luigi Bersani e Rosy Bindi ===
Il 19 aprile 2013, dopo la [[Elezione del Presidente della Repubblica Italiana del 2013|mancata elezione]] di [[Franco Marini]] e [[Romano Prodi]] a [[Presidente della Repubblica Italiana|Presidente della Repubblica]] nonostante la loro scelta come candidati ufficiali del partito, [[Rosy Bindi]] si dimette con effetto immediato dalla carica di presidente del PD. Poco dopo, anche [[Pier Luigi Bersani]] annuncia la propria intenzione di dimettersi da segretario, con effetto a partire dall'elezione del nuovo Capo dello Stato<ref>{{cita news|url=http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/19/presidente-repubblica-prodi-si-ritira-chi-mi-ha-portato-qui-si-assuma-responsabilita/569250/|titolo=Bersani si è dimesso, Pd nel caos. Prodi ritirato dalla corsa al Colle|data=19 aprile 2013|pubblicazione=Il Fatto Quotidiano}}</ref><ref>{{cita news|url=http://www.corriere.it/politica/speciali/2013/elezioni-presidente-repubblica/notizie/19aprile-dimissioni-bersani-bindi-caos-pd_718d7f82-a935-11e2-bb65-9049b229b028.shtml|titolo=Pd in pezzi, Bersani si dimette: «Non posso accettare il grave gesto nei confronti di Prodi»|data=19 aprile 2013|pubblicazione=Corriere della Sera}}</ref>. Il giorno dopo, 20 aprile, [[Giorgio Napolitano]] viene rieletto Presidente: le dimissioni di Bersani diventano operative e contestualmente si dimette l'intera Segreteria Nazionale<ref>{{cita news|url=http://www.corriere.it/politica/speciali/2013/elezioni-presidente-repubblica/notizie/20-aprile-pd-segreteria-dimissioni_6e68bb5c-a9e2-11e2-8070-0e94b2f2d724.shtml|titolo=Letta: «Si è dimessa tutta la segreteria del Pd». Dopo il passo indietro del segretario Bersani|data=20 aprile 2013|pubblicazione=Corriere della Sera}}</ref>.

=== Governo Letta ===
Dopo le difficoltà incontrate dal mandato esplorativo di Bersani, e le sue successive dimissioni, l'incarico di formare il governo è stato affidato a [[Enrico Letta]], esponente del Partito Democratico, dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 24 aprile 2013. Letta riesce a formare in pochi giorni una maggioranza formata dal PD, dal [[Il Popolo della Libertà|PdL]] e da [[Scelta Civica]]. Il [[Governo Letta]] è il 62º della Repubblica Italiana, il primo della XVII legislatura, in carica a partire dal 28 aprile 2013, giorno in cui ha prestato giuramento. La fiducia è stata ottenuta sia alla Camera che al Senato, rispettivamente il 29 e il 30 aprile.

== Segreteria Epifani ==
[[File:Guglielmo Epifani crop.jpg|thumb|upright|[[Guglielmo Epifani]]]]
In seguito alle dimissioni di [[Pier Luigi Bersani]], l'11 maggio 2013 [[Guglielmo Epifani]] viene eletto nuovo segretario dall'assemblea del partito con 458 voti, pari all'85,8% dei voti validi, su 534.<ref>{{cita web|url=http://www.corriere.it/politica/13_maggio_11/assemblea-pd-epifani_5d64dacc-ba11-11e2-b7cc-15817aa8a464.shtml|titolo=Epifani eletto, è il nuovo segretario Pd|editore=Corriere della Sera|data=11 maggio 2013|accesso=11 maggio 2013}}</ref>

== Prima segreteria Renzi ==
=== Primarie del 2013 ===
[[File:Assemblea nazionale Partito Democratico (2013).svg|thumb|left|Assemblea nazionale nel 2013:{{legenda|#D32F2F|[[Giuseppe Civati]] (149)}} {{legenda|#FBC02D|[[Gianni Cuperlo]] (194)}} {{legenda|#0288D1|[[Matteo Renzi]] (657)}}]]
Il 9 luglio 2013 il sindaco di Firenze [[Matteo Renzi]] ha confermato in un'intervista a ''[[La Repubblica (quotidiano)|la Repubblica]]'' l'intenzione di candidarsi a segretario nazionale del PD<ref>{{cita news|url=http://www.matteorenzi.it/tutti-mi-chiedono-di-candidarmi-cosi-cambiero-il-pd/|titolo=Tutti mi chiedono di candidarmi così cambierò il Pd|autore=Claudio Tito|editore=[[La Repubblica (quotidiano)|la Repubblica]]|data=9 luglio 2013|accesso=22 novembre 2013}}</ref>. Oltre a chi lo aveva già sostenuto alle [[Elezioni primarie di "Italia. Bene Comune" del 2012|primarie del centro-sinistra del 2012]] (come [[Paolo Gentiloni]], [[Roberto Giachetti]], [[Ermete Realacci]], il ministro per gli affari regionali [[Graziano Delrio]]) e ai "veltroniani"<ref>{{cita news|url=http://www.europaquotidiano.it/2013/09/17/renzi-e-veltroni-per-un-pd-cool-che-faccia-dimenticare-bersani/|titolo=Renzi e Veltroni per un Pd «cool» che faccia dimenticare Bersani|autore=Rudy Francesco Calvo|data=17 settembre 2013|editore=[[Europa (quotidiano)|Europa]]|accesso=23 novembre 2013|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20131202223841/http://www.europaquotidiano.it/2013/09/17/renzi-e-veltroni-per-un-pd-cool-che-faccia-dimenticare-bersani/|dataarchivio=2 dicembre 2013}}</ref>, Renzi ha ricevuto il 2 settembre l'appoggio di [[Dario Franceschini]] e della sua Area Democratica<ref>{{cita news|url=http://www.lettera43.it/politica/franceschini-e-areadem-si-schierano-con-renzi_43675107003.htm|titolo=Franceschini e Areadem si schierano con Renzi|data=2 settembre 2013|editore=lettera43|accesso=22 novembre 2013|pubblicazione=|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20131203000252/http://www.lettera43.it/politica/franceschini-e-areadem-si-schierano-con-renzi_43675107003.htm|dataarchivio=3 dicembre 2013|urlmorto=sì}}</ref> ([[Marina Sereni]]<ref>{{cita news|url=http://notizie.tiscali.it/articoli/interviste/13/09/sereni-intervista-renzi-governo.html|titolo=Pd, Marina Sereni: "Opportunisti? No, diciamo sì a Renzi perché vuole innovare. Il governo? Meglio che duri"|autore=Ignazio Dessì|data=5 settembre 2013|editore=[[Tiscali (azienda)|Tiscali]]|accesso=24 novembre 2013}}</ref>, [[Piero Fassino]]<ref>{{cita news|url=http://www.lastampa.it/2013/10/20/edizioni/asti/fassino-renzi-motiva-anche-i-delusi-cuperlo-il-candidato-della-nostalgia-c5LIJLjFpzNXCwLgUEHZrM/pagina.html|titolo=Fassino: "Renzi motiva anche i delusi, Cuperlo? È il candidato della nostalgia"|autore=Laura Secci|editore=[[La Stampa]]|data=20 ottobre 2013|accesso=24 novembre 2013}}</ref>, [[David Sassoli]]). Hanno firmato inoltre la mozione a sostegno della sua candidatura anche diversi esponenti considerati vicini al premier [[Enrico Letta]], come Gianni Dal Moro, [[Francesco Sanna]], [[Francesco Boccia]], [[Lorenzo Basso]] ed [[Enrico Borghi]].<ref>{{cita news|url=http://www.repubblica.it/politica/2013/10/11/news/pd-68396417/|titolo=Primarie Pd, candidati depositano le firme. Si allunga lista dei lettiani pro Renzi|editore=[[La Repubblica (quotidiano)|la Repubblica]]|data=11 ottobre 2013|accesso=22 novembre 2013}}</ref>

[[Gianni Cuperlo]], deputato ed ex segretario della [[Federazione Giovanile Comunista Italiana]] e poi della [[Sinistra giovanile]], ha annunciato la sua candidatura il 10 maggio 2013.<ref>{{cita news|url=http://www.unita.it/italia/quale-pd/cuperlo-conferma-mi-candido-a-segretario-pd-1.499712|titolo=Cuperlo: «Mi candido segretario, non reggente»|data=10 maggio 2013|editore=[[l'Unità]]|accesso=22 novembre 2013|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20140220085749/http://www.unita.it/italia/quale-pd/cuperlo-conferma-mi-candido-a-segretario-pd-1.499712|dataarchivio=20 febbraio 2014}}</ref> È sostenuto dall'area di ispirazione socialdemocratica: Massimo D'Alema, i cosiddetti "Giovani Turchi" (il ministro [[Andrea Orlando]], [[Matteo Orfini]], e il viceministro all'Economia [[Stefano Fassina]])<ref name="sole">{{cita news|url=http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-09-07/renzi-cuperlo-civati-corsa-124631.shtml|titolo=Renzi, Cuperlo, Civati e Pittella: la corsa alla segreteria del Pd. Ecco chi sostiene chi|autore=Andrea Carli|data=7 settembre 2013|editore=[[Il Sole 24 ORE]]|accesso=23 novembre 2013}}</ref>, [[Cesare Damiano]],<ref name="formiche" /> e il segretario uscente [[Pier Luigi Bersani]]<ref>{{cita news|url=http://www.unita.it/italia/pd-bersani-renzi-congresso-segretario-cuperlo-leadership-populismo-demagogia-decadenza-letta-squadra-1.521409|titolo=Pd, Bersani: «Ecco perché scelgo Cuperlo»|autore=Vladimiro Frulletti|data=15 settembre 2013|editore=[[l'Unità]]|accesso=23 novembre 2013|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20131203001552/http://www.unita.it/italia/pd-bersani-renzi-congresso-segretario-cuperlo-leadership-populismo-demagogia-decadenza-letta-squadra-1.521409|dataarchivio=3 dicembre 2013}}</ref> con i suoi "bersaniani": [[Ugo Sposetti]],<ref name="formiche" /> [[Vannino Chiti]],<ref name="formiche" /> il ministro dello Sviluppo Economico [[Flavio Zanonato]],<ref>{{cita news|url=http://www.resegoneonline.it/articoli/Zanonato-apre-la-campagna-elettorale-del-comitato-lecchese-per-Cuperlo-20131102/|titolo=Zanonato apre la campagna elettorale del comitato lecchese per Cuperlo|editore=Resegone Online|data=2 novembre 2013|accesso=24 novembre 2013}}</ref> e il Presidente della regione Toscana [[Enrico Rossi]].<ref>{{cita news|url=http://www.gonews.it/2013/verso-le-primarie-del-pd-rossi-cuperlo-puo-rappresentare-la-posizione-culturale-della-sinstra/#.UpIoLuIXWSo|titolo=Verso le Primarie del Pd, Rossi: "Cuperlo può rappresentare la posizione culturale della sinistra"|editore=gonews.it|data=21 novembre 2013|accesso=24 novembre 2013|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20131202232103/http://www.gonews.it/2013/verso-le-primarie-del-pd-rossi-cuperlo-puo-rappresentare-la-posizione-culturale-della-sinstra/#.UpIoLuIXWSo|dataarchivio=2 dicembre 2013}}</ref> Cuperlo ha inoltre ricevuto l'appoggio di alcuni ex popolari come [[Franco Marini]]<ref>{{cita news|url=http://www.repubblica.it/politica/2013/09/20/news/franco_marini_il_partito_personale_un_errore_voto_cuperlo_la_premiership_in_gara_ci_sar_anche_letta-66934347/|titolo=Franco Marini "Un Pd personale è un errore, voto Cuperlo. La premiership? In gara c'è anche Letta"|autore=Giovanna Casadio|data=20 settembre 2013|editore=[[La Repubblica (quotidiano)|la Repubblica]]|accesso=23 novembre 2013}}</ref> e [[Giuseppe Fioroni]],<ref name="formiche">{{cita news|url=http://www.formiche.net/2013/10/11/renzi-cuperlo-si-dividono-il-parlamento-pd/|titolo=Renzi e Cuperlo si dividono il Parlamento Pd|autore=Fabrizia Argano|editore=Formiche|data=11 ottobre 2013|accesso=23 novembre 2013}}</ref> e di alcuni "lettiani" come [[Paola De Micheli]] e [[Guglielmo Vaccaro]].<ref name="formiche" />

[[Gianni Pittella]], europarlamentare e vicepresidente del [[Parlamento europeo]], è stato il primo a lanciare la propria candidatura, l'8 aprile 2013.<ref>{{cita news|url=http://www.huffingtonpost.it/2013/04/08/congresso-pd-gianni-pitte_n_3035449.html|titolo=Congresso Pd, l'eurodeputato Gianni Pittella si candida come segretario|editore=L'Huffington Post|data=8 aprile 2013|accesso=23 novembre 2013}}</ref> Ha ricevuto il sostegno di [[Giorgio Benvenuto]], [[Mercedes Bresso]], e [[Fabio Porta]].<ref name="sole" />

[[Giuseppe Civati]], deputato ed ex consigliere regionale in [[Lombardia]], che aveva già annunciato nel novembre 2012 sul suo blog l'intenzione di candidarsi alla guida del partito,<ref>{{cita web|url=http://www.ciwati.it/2012/11/13/consenso-e-buonsenso/|autore=Giuseppe Civati|titolo=Consenso e buonsenso|data=13 novembre 2012|accesso=23 novembre 2013}}</ref> ha lanciato ufficialmente la propria candidatura a segretario in una iniziativa politica organizzata a Reggio Emilia il 5-6-7 luglio 2013.<ref>{{cita web|url=http://www.civati.it/manifesto.pdf|titolo=Manifesto di Reggio Emilia|autore=Giuseppe Civati|accesso=12 dicembre 2013|dataarchivio=25 agosto 2013|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20130825063536/http://www.civati.it/manifesto.pdf|urlmorto=sì}}</ref><ref>Tinco Persiani, ''Il mio amico Ciwati'', Ponte alle Grazie 2013</ref> Tra i suoi sostenitori ci sono [[Walter Tocci]], [[Felice Casson]], [[Corradino Mineo]] e [[Laura Puppato]].<ref>{{cita news|url=http://www.unita.it/italia/quale-pd/congresso-pd-tocca-a-civati-br-voglio-un-partito-di-sinistra-1.529235|titolo=Pd, Civati: «Voglio un partito di sinistra»|editore=[[l'Unità]]|data=24 ottobre 2013|accesso=23 novembre 2013|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20140221125408/http://www.unita.it/italia/quale-pd/congresso-pd-tocca-a-civati-br-voglio-un-partito-di-sinistra-1.529235|dataarchivio=21 febbraio 2014}}</ref>

[[File:Renzi Cambia Verso logo.jpeg|thumb|Logo della campagna elettorale di Matteo Renzi per le primarie del 2013]]
Con il 67,55% dei voti, l'8 dicembre vince le [[Elezioni primarie del Partito Democratico del 2013 (Italia)|consultazioni primarie]] il sindaco fiorentino Matteo Renzi<ref>{{cita web|url=http://www.partitodemocratico.it/doc/263318/primarie-pd-2013-risultati-definitivi.htm|titolo=Dati ufficiali sul sito del PD|accesso=15 dicembre 2013|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20140221043555/http://www.partitodemocratico.it/doc/263318/primarie-pd-2013-risultati-definitivi.htm|dataarchivio=21 febbraio 2014}}</ref>, proclamato segretario nazionale il successivo 15 dicembre dalla nuova Assemblea eletta del Partito Democratico.<ref>{{cita news|url=http://www.repubblica.it/politica/2013/12/15/news/assemblea_pd_renzi_parte_all_attacco_l_avoro_scuola_unioni_civili_e_beppe_firma_qui-73655445/|titolo=Pd, Renzi parte all'attacco: subito piano per lavoro, scuola e Unioni civili". E "#Beppe firma qua"|editore=[[La Repubblica (quotidiano)|la Repubblica]]|data=15 dicembre 2013|accesso=15 dicembre 2013}}</ref> La nuova assemblea nazionale elesse, sempre lo stesso giorno, [[Gianni Cuperlo]] come suo presidente,<ref>[https://www.partitodemocratico.it/archivio/gianni-cuperlo-accetta-la-candidatura-a-presidente-dellassemblea-pd/ Gianni Cuperlo accetta la candidatura a presidente dell'Assemblea Pd]</ref> dopo un periodo di vacanza della carica in seguito alle dimissioni di [[Rosy Bindi]]. Ancora il 15 dicembre 2013 sono stati eletti vicepresidenti dell'Assemblea del partito [[Matteo Ricci (politico 1974)|Matteo Ricci]] e [[Sandra Zampa]], mentre il 28 marzo 2014 sono stati nominati vicesegretari [[Lorenzo Guerini]] e [[Debora Serracchiani]].

Il 21 gennaio 2014 il presidente del PD Gianni Cuperlo annuncia le sue dimissioni, dopo essere entrato in contrasto con il segretario Matteo Renzi riguardo alla discussione sulla riforma della legge elettorale.

==== Adesione al Partito Socialista Europeo ====
Il 27 febbraio 2014 il Partito Democratico, [[#La collocazione europea|dopo anni di discussione]], decide il suo ingresso ufficiale nel [[Partito del Socialismo Europeo]]. La decisione è stata presa dal direttivo del partito con 121 sì, 1 solo no, e 2 astenuti (su un totale di 125 presenti). L'entrata dei democratici nei socialisti europei era uno dei punti presenti nel programma elettorale di [[Matteo Renzi]] nelle primarie per la corsa alla segreteria del partito.<ref>[http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/POLITICA/pd_pse_direzione_pd_renzi_fioroni_d_amp_39_alema_pop_corn/notizie/545052.shtml Il Messaggero - Il Pd tra i socialisti europei. Scontro D'Alema-Fioroni. Renzi scherza: «Compro i pop corn»]</ref>

=== Governo Renzi ===
[[File:Matteo Renzi crop 2015.jpeg|thumb|left|[[Matteo Renzi]]]]
Il 13 febbraio 2014 il premier [[Enrico Letta]] viene sfiduciato da una mozione di [[Matteo Renzi]] nella Direzione Nazionale del Partito Democratico, con un documento in cui si chiedeva un cambio dell'esecutivo; Letta si dimette il giorno dopo.<ref>[http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/13/direzione-pd-renzi-seppellisce-letta-il-premier-domani-mi-dimetto/879427/ Direzione Pd, Renzi seppellisce Letta. Il premier: “Domani mi dimetto”]</ref> Il 17 febbraio seguente, Renzi riceve quindi l'incarico dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di formare un nuovo "[[Grande coalizione|governo di larghe intese]]": dopo aver sciolto la riserva, il 21 febbraio il segretario del PD presenta contestualmente i ministri del nuovo esecutivo da lui presieduto, giurando il giorno successivo dinanzi al presidente della Repubblica presso il [[Palazzo del Quirinale|Quirinale]].<ref>[http://www.corriere.it/politica/14_febbraio_22/governo-renzi-giuramento-1130-lunedi-fiducia-camera-senato-8517afbe-9b97-11e3-87f4-ff088781357a.shtml Renzi ha giurato, è ufficialmente premier Ma lunedì deve ottenere la fiducia dal Senato]</ref> La squadra è composta da esponenti di diversa provenienza politica, dal [[Nuovo Centrodestra]] a [[Scelta Civica]], oltre che da alcuni [[Indipendente (politica)|indipendenti]] e da altri partiti minori. Il [[Governo Renzi]] è il 63º della Repubblica Italiana, il secondo della XVII legislatura.

=== Elezioni regionali ed europee del 2014 ===
Il 16 febbraio e il 25 maggio del 2014 si tengono le consultazioni regionali [[Elezioni regionali in Sardegna del 2014|in Sardegna]], [[Elezioni regionali in Piemonte del 2014|in Piemonte]] e [[Elezioni regionali in Abruzzo del 2014|in Abruzzo]]. Queste hanno un esito positivo per i candidati del Partito Democratico, rispettivamente [[Francesco Pigliaru]], [[Sergio Chiamparino]] e [[Luciano D'Alfonso]], tutti e tre eletti nuovi presidenti di regione con il 42,45%, 47,09% e il 46,26% delle preferenze.

Il 25 maggio dello stesso anno si tengono anche le [[Elezioni europee del 2014 (Italia)|elezioni europee]], che similmente alle regionali hanno un esito positivo per il PD. Il partito raggiunge il 40,81% dei consensi pari a {{formatnum:11172861}} elettori, guadagnando {{formatnum:2557197}} voti rispetto alla [[elezioni politiche italiane del 2013|politiche del 2013]] e 10 nuovi seggi al [[parlamento europeo]], che si aggiungono ai 21 già presenti e gli permettono di diventare la prima rappresentanza numerica all'interno del [[Partito del Socialismo Europeo|PSE]] e dell'intera assemblea; il Partito Democratico stacca di quasi venti punti il secondo competitore italiano, il [[Movimento 5 Stelle]], ottenendo il miglior risultato di sempre in fatto di percentuale e il secondo in fatto di numero di voti, non superando in senso assoluto gli elettori delle [[Elezioni politiche italiane del 2008|politiche del 2008]]<ref>[http://elezioni.interno.it/europee/scrutini/20140525/index.html Ministero dell'Inerno: Elezioni europee 2014]</ref>. La soglia del 40% di voti, se non si tiene conto della differente e significativa astensione, era finora stata raggiunta in [[Italia]] dalla sola [[Democrazia Cristiana]], nelle [[Elezioni politiche italiane del 1948|politiche del 1948]], [[Elezioni politiche italiane del 1953|del 1953]] e [[Elezioni politiche italiane del 1958|del 1958]], e mai da un partito di [[sinistra (politica)|sinistra]] o [[centro-sinistra]]; in quest'area, il risultato del Partito Democratico supera, ma solo in termini percentuali e non in termini di voti reali, anche i precedenti del [[Partito Comunista Italiano]], alle [[Elezioni politiche italiane del 1976|politiche del 1976]] con {{formatnum:12616650}} elettori, e alle [[Elezioni europee del 1984 (Italia)|europee del 1984]] (nell'unico anno del "sorpasso" del PCI sulla DC) con {{formatnum:11714428}} voti. A livello europeo il PD è il primo partito europeo per voti reali espressi (seguito sempre dalla CDU/CSU che raggiunge i {{formatnum:10404287}} voti totali), il primo partito di centrosinistra europeo per voti (seguito dalla [[Partito Socialdemocratico di Germania|SPD]] tedesca con {{formatnum:7999995}} voti) e il secondo per numero di eletti (primo se si considera soltanto la CDU che esprime 29 eurodeputati senza tener conto dell'equivalente bavarese CSU che ne esprime 5 considerati convenzionalmente come unico partito, sicuramente il PD è il primo partito in termini di rappresentanza in relazione alla proporzionalità demografica e le relative quote di eletti spettante ad ogni singolo Stato membro esprimendo 31 eurodeputati sui 73 spettanti all'Italia rispetto ai 34 della CDU-CSU sui 99 della Germania).

Il 23 novembre invece si è votato per il [[Elezioni regionali in Emilia-Romagna del 2014|rinnovo del consiglio regionale in Emilia-Romagna]] e [[Elezioni regionali in Calabria del 2014|in Calabria]]. In entrambe le regioni ha vinto il centrosinistra; nella prima [[Stefano Bonaccini]] si è imposto sul leghista Fabbri col 49% (lista PD con il 44%), nella seconda il democratico [[Mario Oliverio]] ha battuto la sfidante forzista [[Wanda Ferro]] con il 61% dei voti (lista PD con il 23%).

=== Elezioni regionali e amministrative del 2015 ===
A gennaio 2015 in [[Liguria]] si sono svolte le primarie per eleggere il candidato presidente del centrosinistra alle regionali del 31 maggio. A vincere è stata [[Raffaella Paita]] (52%), ma [[Sergio Cofferati]], secondo arrivato col 46%, esce dal PD denunciando gravi brogli durante la consultazione. Poco dopo lascia il PD anche il deputato [[Luca Pastorino]], già sindaco di [[Bogliasco]], che diventa poi il candidato alla presidenza della regione ligure di una coalizione composta da SEL, PRC e altre liste di sinistra.

In aprile aderiscono al gruppo parlamentare del PD tre deputati ex 5 Stelle, dapprima [[Tommaso Currò]] e [[Alessio Tacconi]], e quindi [[Gessica Rostellato]].

Il 2 maggio [[2015]] [[Guglielmo Vaccaro]] lascia il partito per divergenze sulla candidatura di [[Vincenzo De Luca]] alla presidenza della [[Campania]].

Il 6 maggio [[2015]] anche [[Giuseppe Civati]], dopo molti mesi di disaccordo con il governo Renzi, lascia il PD in seguito accentuato all'approvazione della legge elettorale ''[[Italicum]]''.

Il 31 maggio si sono svolte le elezioni regionali in sette regioni e comunali in varie città. Per quanto riguarda le regionali risultati sono stati i seguenti:
* In Liguria Raffaella Paita col 27,8% (PD al 24%) non è riuscita a vincere. Dopo 10 anni di governo di centrosinistra la regione è passata in mano al centrodestra che aveva candidato [[Giovanni Toti]].
* In Veneto [[Alessandra Moretti]] ha ottenuto il 22,7% contro il 50,1% del governatore uscente della [[Lega Nord]] [[Luca Zaia]]. Il partito ha subito un vero e proprio tracollo attestandosi attorno al 17%.
* In Toscana [[Enrico Rossi]], appoggiato solo dal PD e da altri partiti minori di centrosinistra, si è fortemente imposto sugli altri candidati avendo ottenuto oltre il 48% dei voti. I democratici sono riusciti ad arrivare al 46%.
* In Umbria [[Catiuscia Marini]] è stata confermata governatrice. Tuttavia ha perso molti voti rispetto al 2010: Infatti ha preso il 42,8% dei suffragi contro il 57% di cinque anni prima. Il PD ha invece ottenuto il 35% circa.
* In Campania [[Vincenzo De Luca]] è riuscito ad ottenere il primo posto tra i candidati. Ha raggiunto infatti il 41,1% contro il 38,4% del principale sfidante [[Stefano Caldoro]]. Il PD col 19% è il primo partito in regione seguito da [[Forza Italia (2013)|Forza Italia]] al 17,8% e dal [[Movimento 5 Stelle]] al 17%<ref>[http://elezioni.interno.it/contenuti/report/riparto_campania_01062015.pdf Risultati ufficiali Ministero dell'interno elezioni regionali Campania 2015]</ref>.
* Nelle Marche [[Luca Ceriscioli]] è diventato presidente di regione avendo ottenuto il 41%. Il Partito Democratico ha ottenuto il 36%.
* In Puglia il segretario regionale del PD [[Michele Emiliano]] è riuscito facilmente ad arrivare alla carica di governatore poiché il centrodestra si è presentato diviso e la coalizione del centrosinistra è arrivata oltre il 47% dei voti.

Per quanto riguarda le amministrative il PD ha perso capoluoghi come [[Venezia]] e [[Matera]].

Il 24 giugno anche i deputati [[Stefano Fassina]], viceministro dell'Economia del [[governo Letta]] e ex responsabile economico del partito, e [[Monica Gregori]] lasciano il partito, soprattutto per le divergenze sul disegno di legge di riforma scolastica.<ref>{{cita news|url=http://www.corriere.it/politica/15_giugno_24/pd-fassina-conferma-ieri-ho-lasciato-partito-6d19aea6-1a6e-11e5-9695-9d78fe24c748.shtml?refresh_ce-cp|titolo=Pd, Fassina ora conferma: 
«Lascio il partito e non da solo»|pubblicazione=[[Il Corriere della Sera]]|accesso=25 luglio 2015}}</ref>

Il 28 ottobre [[2015]] il senatore [[Corradino Mineo]], già in dissenso da tempo con il partito, avendo votato contro le indicazioni del partito su Jobs Act, riforma scolastica, Italicum, Rai e, per ultimo, il DDL Boschi della Riforma della Costituzione, lascia ufficialmente il partito.<ref>{{cita news|url=http://www.corriere.it/politica/15_ottobre_28/corradino-mineo-lascia-gruppo-pd-dimissioni-raccomandate-e3b8ea42-7d6d-11e5-b7c2-dc3f32997c8b.shtml|titolo=Corradino Mineo lascia il gruppo Pd: «Dimissioni raccomandate»|autore=Valentina Santarpia|editore=''Corriere della Sera''|data=28 ottobre 2015|accesso=16 maggio 2016}}</ref>

Il 4 novembre [[2015]], invece, lasciano i deputati bersaniani [[Alfredo D'Attorre]], [[Carlo Galli (politico)|Carlo Galli]] e [[Vincenzo Folino]], lamentando la totale mancanza di dialettica all'interno del partito.<ref>{{cita news|url=http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Addio-al-Pd-D-Attorre-Altri-lasceranno-il-partito-cosi-non-regge-c69ff722-1afb-4d09-b255-9d6f2fc6b22d.html|titolo=Addio al PD, D'Attorre: "Altri lasceranno, un partito così non regge"|editore=[[Rai News]]|data=4 novembre 2015|accesso=16 maggio 2016}}</ref> e il 26 novembre lascia il partito anche la deputata [[Giovanna Martelli]].

Nel mese di novembre 2015 si è conclusa la procedura di [[concordato preventivo]] del quotidiano l'Unità, organo di stampa del partito, per circa 125 milioni di euro. La Presidenza del Consiglio, dopo aver tentato senza successo di rivalersi sul patrimonio immobiliare dei Democratici di Sinistra, ha versato 107 milioni di euro alle banche creditrici, in base alla legge Legge 11 luglio 1998, n. 224, varata dal governo Prodi, che ha introdotto la garanzia statale sull'esposizione dei giornali di partito<ref>{{cita news|url=http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/09/lunita-pagati-con-soldi-pubblici-i-107-milioni-di-debiti-della-vecchia-gestione/2203108/|titolo=L’Unità, pagati con soldi pubblici i 107 milioni di debiti della vecchia gestione|editore=''[[il Fatto Quotidiano]]''|data=9 novembre 2015|accesso=16 maggio 2016}}</ref>

=== Elezioni amministrative del 2016 ===
{{vedi anche|Elezioni amministrative italiane del 2016}}
Il 5 e il 19 giugno 2016 si svolgono le Elezioni amministrative del 2016 dove vanno a votare 26 comuni capoluogo tra cui [[Roma]], [[Milano]], [[Napoli]], [[Torino]], [[Bologna]], [[Trieste]] e [[Cagliari]].
* A Roma il PD candida il vicepresidente della Camera [[Roberto Giachetti]] che al primo turno arriva secondo col 24,78%, e al ballottaggio perde contro la candidata del M5S, [[Virginia Raggi]],prendendo il 32,74%
* A Milano il PD si allea con [[Sinistra Italiana]] e candida l'ex Commissario di [[Expo 2015|Expo]] [[Giuseppe Sala (politico)|Giuseppe Sala]] che vince il primo turno con il 41,7% con circa un punto di vantaggio sul candidato del [[Centro-destra in Italia|Centrodestra]] [[Stefano Parisi]]. Al ballottaggio Sala vince con il 51,7% dei voti;
* A Napoli il PD si allea con [[Area Popolare]] e [[Alleanza Liberalpopolare-Autonomie|ALA]] e candida la deputata [[Valeria Valente]] che non riesce ad entrare al ballottaggio, arrivando terza con il 21,13%;
* A Torino il PD candida il Sindaco uscente [[Piero Fassino]] che vince il primo turno con il 41,8% ma perde il ballottaggio contro la candidata del M5S, [[Chiara Appendino]], prendendo solo il 45,44%;
* A Bologna il PD candida il Sindaco uscente [[Virginio Merola]] che vince il primo turno con il 39,46% con circa venti punti di vantaggio sulla candidata del Centrodestra Lucia Borgonzoni. Al ballottaggio Merola vince con il 54,64%;
* A Trieste il PD si allea con Sinistra Italiana e candida il Sindaco uscente [[Roberto Cosolini]] che al primo turno arriva secondo con il 29,21% e al ballottaggio perde contro il candidato del Centrodestra, l'ex Sindaco, [[Roberto Dipiazza]], prendendo il 47,37%.
* A Cagliari il PD si allea con Sinistra Italiana e [[Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea|Rifondazione Comunista]] e candida il Sindaco uscente [[Massimo Zedda]] che vince al primo turno con il 50,86%.

=== Referendum costituzionale del 2016 ===
{{vedi anche|Riforma costituzionale Renzi-Boschi}}
[[File:Palazzo Madama - Roma.jpg|thumb|[[Palazzo Madama (Roma)|Palazzo Madama]], sede del Senato]]
Il [[Governo Renzi]] si fece promotore di una [[Riforma costituzionale Renzi-Boschi|riforma costituzionale]] che prevedeva, tra le altre, la riforma e diminuzione dei membri del [[Senato della Repubblica|Senato]], la soppressione del [[CNEL]] ed il superamento del [[bicameralismo perfetto]]. La riforma ricevette numerose critiche da molte forze dell'opposizione ([[Movimento 5 Stelle]], [[Forza Italia (2013)|Forza Italia]], [[Lega Nord]], [[Sinistra Italiana]], [[Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale|Fratelli d'Italia]]).

Favorevoli alla riforma oltre alla maggioranza del Partito Democratico e ai vari [[Area Popolare|gruppi centristi]] di governo si schierano [[Confederazione generale dell'industria italiana|Confindustria]], [[CISL]] e [[Coldiretti]], mentre contro l'[[ANPI]], la [[CGIL]] e [[Magistratura democratica]]. Anche molti costituzionalisti come [[Gustavo Zagrebelsky]] e [[Valerio Onida]] si schierano per il NO, mentre il [[Presidente emerito della Repubblica Italiana]] [[Giorgio Napolitano]] si schiera a favore della riforma. La minoranza guidata da [[Pier Luigi Bersani|Bersani]] e [[Massimo D'Alema|D'Alema]] si schierò per il [[Comitati per il sì e per il no al referendum costituzionale in Italia del 2016|NO]]. Le uniche aree della minoranza PD a votare a favore della riforma furono quelle che fanno riferimento a [[Gianni Cuperlo]] ed [[Enrico Rossi]].

Il 4 dicembre [[2016]] si tiene il [[Referendum costituzionale in Italia del 2016|Referendum costituzionale]] che vede una partecipazione di circa il 65% degli italiani ed una vittoria del NO con il 59% contro il 41% degli elettori favorevoli.

=== Dimissioni del governo Renzi e nuovo governo Gentiloni ===
{{vedi anche|Governo Gentiloni}}
[[File:Matteo Renzi alla conferenza stampa post referendum costituzionale 2016.jpg|thumb|left|Matteo Renzi annuncia le proprie dimissioni]]
La notte tra il 4 e il 5 dicembre [[2016]], preso atto della sconfitta nel referendum, [[Matteo Renzi]] conferma le proprie dimissioni da [[Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana|presidente del Consiglio]], cosa che aveva più volte dichiarato durante la campagna elettorale in caso di sconfitta. Renzi sale al [[Palazzo del Quirinale|Quirinale]] per un incontro con il [[Presidente della Repubblica Italiana|presidente]] [[Sergio Mattarella|Mattarella]], il quale chiede a Renzi di formalizzare le dimissioni dopo l'approvazione del Senato alla legge di Bilancio. Il 7 dicembre il [[Senato della Repubblica|Senato]] approva la legge di Bilancio con 166 sì, 70 no ed 1 astenuto, dopodiché Renzi sale nuovamente al Quirinale dove rassegna le proprie dimissioni e quelle del governo da lui presieduto, rimanendo in carica per il disbrigo degli affari correnti.

[[File:Cerimonia di insediamento del Governo Gentiloni 2016.jpg|thumb|[[Paolo Gentiloni]] riceve la campanella da Matteo Renzi, suo predecessore, durante il passaggio di testimone]]
In seguito a numerose consultazioni con i vari partiti, il Presidente Mattarella incarica [[Paolo Gentiloni]], già [[Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale|ministro degli affari esteri]] del [[Governo Renzi]], di formare un nuovo governo. Gentiloni scioglie positivamente la consueta riserva ed accetta l'incarico. Nasce, così, il governo Gentiloni. Nel nuovo governo ci sono 6 cambi di dicastero, [[Marco Minniti]] diventa [[Ministri dell'interno della Repubblica Italiana|Ministro dell'Interno]], [[Anna Finocchiaro]] diventa [[Ministri per i rapporti con il Parlamento della Repubblica Italiana|Ministro dei Rapporti con il Parlamento]], [[Valeria Fedeli]] diventa [[Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca della Repubblica Italiana|Ministro dell'Istruzione]], [[Luca Lotti]] diventa [[Ufficio per lo sport|Ministro dello Sport]] e [[Claudio De Vincenti]] diventa [[Dipartimento per lo sviluppo delle economie territoriali e delle aree urbane|Ministro della Coesione Territoriale e Mezzogiorno]].

Il Governo Gentiloni ha subito una variazione alla compagine di maggioranza rispetto al precedente governo, infatti [[Scelta Civica]] e [[Alleanza Liberalpopolare-Autonomie|ALA]] non fanno parte della maggioranza. Nonostante ciò, il nuovo esecutivo ha ottenuto la fiducia alla Camera con 368 sì e 105 no, mentre al Senato ha ottenuto 169 sì e 99 no.

Tra i primi atti del nuovo governo vi sono la riapertura dell'ambasciata italiana a [[Tripoli]], l'aggiornamento dei [[Livelli essenziali di assistenza|Lea]] e la firma di un accordo con il presidente libico [[Fayez al-Sarraj]] con lo scopo di ridurre l'arrivo in Italia di ulteriori flussi migratori provenienti dall'[[Africa settentrionale]], oltre alla riforma della [[Dipartimento della Protezione Civile|Protezione Civile]].

== Seconda segreteria Renzi ==
=== Primarie del 2017 ===
{{vedi anche|Elezioni primarie del Partito Democratico del 2017 (Italia)}}
[[File:Assemblea nazionale Partito Democratico (2017).svg|thumb|left|Assemblea nazionale nel 2017:{{legenda|#D32F2F|[[Andrea Orlando]] (212)}} {{legenda|#0288D1|[[Matteo Renzi]] (700)}} {{legenda|#388E3C|[[Michele Emiliano]] (88)}}]]
Il 19 febbraio [[2017]], dopo mesi di polemiche rivolte a lui dalla minoranza del partito, Matteo Renzi rassegna le proprie dimissioni anche da segretario del PD aprendo così la fase congressuale e il Presidente del partito [[Matteo Orfini]] viene così nominato reggente ''ad interim''.<ref>{{Cita web|url = http://www.corriere.it/politica/17_febbraio_15/pd-le-dimissioni-renzi-sara-orfini-guidare-partito-2c78e9f4-f36e-11e6-a927-98376e914970.shtml|titolo = Pd, dopo le dimissioni di Renzi sarà Orfini a guidare il partito|autore = Cesare Zapperi|sito = [[Corriere della Sera]]|data = 15 febbraio 2017|accesso = 19 febbraio 2017}}</ref><ref>{{Cita web|url = http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2017/02/18/assemblea-pd-su-congresso-renzi-non-tratta-dem-a-un-passo-dalla-scissione_2b7f5ad1-4302-42d8-ad26-7641edc1e086.html|titolo = Assemblea Pd: Matteo Renzi, "'Peggio di scissione c'è solo ricatto". Emiliano: "Soluzione possibile"- DIRETTA|autore = Redazione ANSA|sito = [[ANSA]]|data = 19 febbraio 2017|accesso = 19 febbraio 2017}}</ref>

Il 20 febbraio 2017 si consuma lo strappo della minoranza del PD, avversaria del segretario dimissionario Matteo Renzi. Dopo un lungo periodo di scontri e accuse un gruppo di dirigenti e parlamentari, guidati da [[Pier Luigi Bersani]], [[Enrico Rossi]] e [[Roberto Speranza]], escono dal PD e fondano [[Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista]]<ref>[http://www.corriere.it/politica/17_febbraio_25/ecco-nome-fuorusciti-pd-democratici-progressisti-4c70ae0c-fb45-11e6-8df2-f7ebe5fcea94.shtml Corriere della Sera: Ecco il nome degli ex Pd: Articolo 1 Movimento dei democratici e progressisti]</ref><ref>[http://www.huffingtonpost.it/2017/02/24/scissione-pd-scelto-il-no_n_14989876.html L'Huffington Post: Scissione Pd, scelto il nome del nuovo partito: Movimento Democratico e Progressista]</ref><ref>[http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/02/25/scissione-pd-nascono-i-democratici-e-progressisti-gia-divisi-alla-presentazione-fiducia-al-governo-si-no-ni-vedremo/3416239/ Il Fatto Quotidiano: Scissione Pd, nascono i ‘Democratici e Progressisti’. Già divisi alla presentazione: “Fiducia al governo? Sì, no, nì… vedremo”]</ref><ref>[http://www.repubblica.it/politica/2017/02/25/news/democratici_progressisti-159197225/ La Repubblica: Nasce Articolo 1- Movimento democratici progressisti. Speranza: "Lavoro e giovani prima di tutto"]</ref>, mentre [[Michele Emiliano]], [[Presidenti della Puglia|presidente della Puglia]] e fino all’ultimo in linea con gli scissionisti, decide di restare e sfidare Renzi per la conquista della segreteria del PD.<ref>{{Cita news|nome=Franco|cognome=Stefanoni|url=http://www.corriere.it/politica/cards/febbraio-mese-nero-pd-sinistra-non-vittoria-bersani-all-addio-letta/2017-scissione-bersani-rossi-speranza.shtml|titolo=Febbraio mese nero per Pd e sinistra: dalla “non vittoria” di Bersani all’addio di Letta|pubblicazione=Corriere della Sera|accesso=23 febbraio 2017}}</ref> Successivamente anche il [[Ministri della giustizia della Repubblica Italiana|ministro della giustizia]] [[Andrea Orlando]] si candida alla segreteria del partito.

Il 30 aprile 2017 Matteo Renzi vince le primarie con il 69,17% dei voti. L'assemblea del partito lo proclama segretario pochi giorni dopo.<ref>{{Cita web|url =http://www.repubblica.it/politica/2017/05/07/news/pd_assemblea_renzi_segretario-164820689/|titolo = L'assemblea del Pd proclama Renzi segretario. "Basta criticarci, ora ripartire insieme"|autore = Paolo Gallori|sito = La Repubblica|data = 7 maggio 2017|accesso = 12 maggio 2017}}</ref>

=== Elezioni politiche del 2018 e dimissioni di Matteo Renzi ===
{{vedi anche|Elezioni politiche italiane del 2018}}
[[File:Maurizio Martina 2015 A.jpg|thumb|upright|[[Maurizio Martina]]]]
Alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 si assiste a una forte flessione nei voti per il Partito Democratico, che ha riscosso il peggior risultato della sua storia attestandosi su un consenso di circa il 19% sia per la Camera sia per il Senato. A seguito dell'esito deludente, il segretario Matteo Renzi ha annunciato per la seconda volta le proprie dimissioni.<ref>{{Cita news|autore=Sara Dellabella|url=https://www.panorama.it/news/politica/dimissioni-matteo-renzi-pd/|titolo=Le dimissioni incomplete di Matteo Renzi|pubblicazione=[[Panorama (rivista)|Panorama]]|data=5 marzo 2018|accesso=11 marzo 2018}}</ref><ref>{{Cita news|autore=|url=http://www.huffingtonpost.it/2018/03/05/la-minoranza-pd-vuole-le-dimissioni-di-matteo-renzi-e-la-gestione-unitaria-del-partito-fino-al-congresso_a_23377374/|titolo=Matteo Renzi annuncia le dimissioni: "Lascio la guida del Pd dopo la formazione del Governo". Zanda attacca: "Non si danno dimissioni con manovre"|pubblicazione=[[L'Huffington Post]]|data=5 marzo 2018|accesso=11 marzo 2018}}</ref> Le dimissioni vengono formalizzate il 12 marzo 2018 davanti alla Direzione Nazionale del partito, che nomina [[Maurizio Martina]] segretario ''ad interim''.

== Segreteria Martina ==
All'Assemblea Nazionale del 7 luglio 2018 il segretario reggente Maurizio Martina si candida come segretario e viene eletto seduta stante, con il compito di guidare la fase congressuale straordinaria aperta dal suo stesso intervento.<ref>{{Cita news|autore=|url=https://www.democratica.com/focus/assemblea-pd-verso-lelezione-martina-congresso-delle-europee-live/|titolo=Assemblea Pd, si decide su segretario e congresso - LIVE|pubblicazione=Democratica|data=|accesso=7 luglio 2018|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20190805172136/https://www.democratica.com/focus/assemblea-pd-verso-lelezione-martina-congresso-delle-europee-live/|dataarchivio=5 agosto 2019|urlmorto=sì}}</ref> Il 17 novembre 2018 Martina si dimette e il presidente Orfini scioglie l'Assemblea dando così inizio alla fase congressuale tenutasi a marzo 2019.

== Segreteria Zingaretti ==
=== Primarie del 2019 ===
{{vedi anche|Elezioni primarie del Partito Democratico del 2019 (Italia)}}
[[File:Nicola Zingaretti 2012 crop.jpg|thumb|upright|[[Nicola Zingaretti]]]]
[[File:PD National Assembly 2019.svg|miniatura|sinistra|Assemblea nazionale nel 2019:{{legenda|#D32F2F|[[Nicola Zingaretti]] (653)}} {{legenda|#388E3C|[[Maurizio Martina]] (228)}}{{legenda|#FBC02D|[[Roberto Giachetti]] (119)}}]]

In seguito all'apertura della fase congressuale, vengono registrate sei candidature:
* [[Nicola Zingaretti]], presidente della Regione Lazio;
* [[Maurizio Martina]], segretario uscente e deputato;
* [[Roberto Giachetti]], deputato ed ex vice-presidente della Camera dei Deputati;
* [[Francesco Boccia]], deputato;
* Maria Saladino;
* Dario Corallo, componente della Direzione nazionale dei [[Giovani Democratici]].

In seguito al voto tra gli iscritti risultano ammessi alle primarie Nicola Zingaretti (47,38% dei voti), Maurizio Martina (36,10% dei voti) e Roberto Giachetti (11,13% dei voti); risultano invece esclusi Boccia (che annuncia il suo appoggio a Zingaretti), Saladino (che annuncia il suo appoggio a Martina) e Corallo.

Le elezioni primarie si tengono il 3 marzo 2019 e vedono la partecipazione di 1 582 083 persone: risulta vincitore Nicola Zingaretti con il 66% dei voti e 653 seggi nell'Assemblea Nazionale. Il 16 marzo 2019 l'Assemblea Nazionale proclama Zingaretti nuovo segretario, eleggendo altresì [[Paolo Gentiloni Silveri]] alla presidenza del partito; vengono invece elette vicepresidenti [[Debora Serracchiani]] e [[Anna Ascani]].<ref>{{Cita web|url=https://www.repubblica.it/politica/2019/03/17/news/assemblea_pd_livetweet-221752690/|titolo=Assemblea Pd, Zingaretti proclamato segretario: "Serve un nuovo partito, deve cambiare tutto". Gentiloni eletto presidente. Il livetweet|sito=Repubblica.it|data=16 marzo 2019|accesso=17 aprile 2019}}</ref> Viene inoltre eletta una nuova Direzione nazionale, che include esponenti non iscritti al partito (come Marco Furfaro e Maria Pia Pizzolante).<ref>{{Cita web|url=https://lacnews24.it/politica/zingaretti-eletto-segretario-nuova-direzione-calabresi_81009/|titolo=Parte l'era Zingaretti, a Roma eletta anche la nuova direzione: otto i calabresi|sito=Lacnews24.it|data=17 marzo 2019|accesso=17 aprile 2019}}</ref>

=== Elezioni europee del 2019 ===
{{vedi anche|Partito Democratico - Siamo Europei}}
Il 30 marzo 2019 Zingaretti presenta il simbolo della lista PD alle elezioni europee del 2019, che include il logo del movimento [[Siamo Europei]] dell'ex ministro Carlo Calenda che pone come obiettivo la costruzione di una lista europeista e riformista unitaria in alternativa al blocco sovranista composto da [[Lega per Salvini Premier|Lega]] e [[Fratelli d'Italia (partito politico)|Fratelli d'Italia]], e a quello [[Populismo|populista]] del [[Movimento 5 Stelle]].<ref>{{Cita web|url=https://www.quotidiano.net/politica/pd-siamo-europei-1.4516402|titolo=Pd, Zingaretti presenta il simbolo per le europee: "Contro la deriva nazionalista"|autore=QuotidianoNet|sito=QuotidianoNet|data=1553947133925|accesso=17 aprile 2019}}</ref> Il 10 aprile viene resa nota la lista dei candidati della lista di centro-sinistra, che includono diversi esponenti non iscritti al partito (come i magistrati [[Franco Roberti]] e [[Caterina Chinnici]]), esponenti di [[Articolo Uno (partito politico)|Articolo Uno]] e [[Democrazia Solidale]] ([[Massimo Paolucci]] e [[Maria Cecilia Guerra]]) e indipendenti di sinistra ([[Massimiliano Smeriglio]]). Fallisce invece il tentato accordo con [[+Europa]] e il [[Partito Socialista Italiano (2007)|Partito Socialista Italiano]].

Il 17 aprile 2019 Zingaretti indica come vice-segretari del partito [[Andrea Orlando]] e [[Paola De Micheli|Paola de Micheli]].<ref>{{Cita web|url=http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2019/04/17/pd-orlando-de-micheli-vice-zingaretti_bef24731-7cd0-442e-b1a9-0515772c4bc7.html|titolo=Pd: Orlando-De Micheli vice Zingaretti - Politica|sito=Agenzia ANSA|data=17 aprile 2019|accesso=17 aprile 2019}}</ref>

Alle [[Elezioni europee del 2019 (Italia)|elezioni europee]] il PD risulta essere il secondo partito più votato in Italia con oltre 6 milioni di voti e il più votato dagli [[Circoscrizione Estero|italiani residenti all'estero]].<ref>{{Cita web|url=https://elezioni.interno.gov.it/europee/scrutini/20190526/scrutiniEI|titolo=Eligendo: Europee [Scrutini] Italia (Italia) -|sito=Eligendo|accesso=3 giugno 2019}}</ref>

=== Nel Governo Conte II ===
[[File:Delegazione PD Quirinale 2019.jpg|thumb|[[Paola De Micheli]], [[Paolo Gentiloni]], [[Nicola Zingaretti]], [[Andrea Marcucci]] e [[Graziano Delrio]] alle [[Consultazioni del presidente della Repubblica Italiana|consultazioni]] del [[2019]]]]
Nell'agosto 2019, il [[Vicepresidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana|vicepremier]] Matteo Salvini annunciò una mozione di sfiducia nei confronti del Presidente del Consiglio Conte, dopo aver aumentato le tensioni all'interno della maggioranza.<ref>{{Cita web|url=http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Salvini-Subito-in-Aula-poi-le-elezioni-Conte-Dovra-spiegare-le-ragioni-della-crisi-648408f5-df6c-49f8-bf6d-a73532bd60ab.html|titolo=La Lega presenta al Senato una mozione di sfiducia a Conte. M5S attacca Salvini: "Giullare"|sito=rainews}}</ref> La mossa di Salvini giunse subito dopo un voto al Senato in merito allo stato di avanzamento della [[Progetto di ferrovia Torino-Lione|ferrovia ad alta velocità Torino-Lione]] (TAV), in cui la Lega votò contro un tentativo del M5S di bloccare i lavori di costruzione.<ref>{{Cita news|url=https://www.ilpost.it/2019/08/07/tav-senato-mozioni-m5s/|titolo=Il Senato ha bocciato la mozione del M5S sulla TAV|pubblicazione=Il Post|data=7 agosto 2019|accesso=1º settembre 2019}}</ref> Molti analisti politici ritengono che la mozione di sfiducia sia stata un tentativo di forzare elezioni anticipate per migliorare la posizione della Lega in Parlamento, assicurando a Salvini di divenire il prossimo Presidente del Consiglio.<ref>{{Cita news|nome=Nick|cognome=Squires|url=https://www.telegraph.co.uk/news/2019/08/09/italys-league-files-no-confidence-motion-prime-minister-inbid/|titolo=Italy's League files no confidence motion in prime minister in bid to trigger election|pubblicazione=The Telegraph|data=9 agosto 2019}}</ref><ref>{{Cita news|lingua=en|url=https://www.france24.com/en/20190813-italy-senate-date-no-confidence-vote-salvini-conte-elections|titolo=Italian Senate to set date for no-confidence vote as Salvini pushes for elections|pubblicazione=France 24|data=13 agosto 2019|accesso=27 settembre 2019}}</ref><ref>{{Cita news|nome=Angela|cognome=Giuffrida|url=https://www.theguardian.com/world/2019/aug/12/italian-politicians-move-to-scupper-salvini-election-push|titolo=Italian senate to set date for no-confidence vote in government|pubblicazione=The Guardian|data=12 agosto 2019|accesso=27 settembre 2019}}</ref> Il 20 agosto, a seguito del dibattito parlamentare in cui Conte accusò duramente Salvini di essere un opportunista politico e di aver "scatenato la crisi politica solo per servire il suo interesse personale"<ref name="guardian_resignation2">{{Cita news|nome=Angela|cognome=Giuffrida|url=https://www.theguardian.com/world/2019/aug/20/italian-pm-expected-resign-giuseppe-conte|titolo=Italian PM resigns with attack on 'opportunist' Salvini|pubblicazione=The Guardian|data=20 agosto 2019}}</ref> il Presidente del Consiglio rassegnò le proprie dimissioni al Presidente della Repubblica [[Sergio Mattarella]].<ref>{{Cita news|nome=Jason|cognome=Horowitz|url=https://www.nytimes.com/2019/08/20/world/europe/italy-pm-giuseppe-conte-resign.html|titolo=Italy's Government Collapses, Turning Chaos Into Crisis|pubblicazione=The New York Times|data=20 agosto 2019}}</ref> 

Il 21 agosto Mattarella avviò le consultazioni con tutti i gruppi parlamentari. Lo stesso giorno, la direzione nazionale del PD si aprì ufficialmente a un governo con il Movimento 5 Stelle,<ref name="guardian_resignation2"/> basato su europeismo, [[economia verde]], [[sviluppo sostenibile]], lotta contro la [[disuguaglianza economica]] e una nuova politica sull'immigrazione.<ref>{{Cita web|url=https://www.repubblica.it/politica/2019/08/21/news/governo_il_testo_integrale_della_relazione_di_zingaretti_alla_direzione_pd-234041294/|titolo=Governo, Zingaretti: "I 5 punti per trattare con il M5S. No accordicchi, governo di svolta"|sito=Repubblica.it|data=21 agosto 2019}}</ref> Tuttavia i colloqui con il presidente Mattarella portarono a un risultato poco chiaro, quindi Mattarella annunciò un secondo giro di consultazioni per il 27 o 28 agosto.<ref>{{Cita web|url=https://www.tgcom24.mediaset.it/politica/notizia_3228185201902a.shtml|titolo=Crisi di governo, secondo giro di consultazioni al Colle|sito=Tgcom24|accesso=28 settembre 2019|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20190827201916/https://www.tgcom24.mediaset.it/politica/notizia_3228185201902a.shtml|dataarchivio=27 agosto 2019|urlmorto=sì}}</ref> 

Nei giorni precedenti al secondo giro di consultazioni sorse una diatriba tra PD e M5S,<ref>{{Cita web|url=https://www.fanpage.it/politica/ce-laccordo-sul-conte-bis-da-pd-e-m5s-via-libera-a-governo-con-tutti-i-big/|titolo=Ecco l'accordo sul Conte bis: Zingaretti dà il via libera, nodo su ministeri e manovra|sito=Fanpage}}</ref> mentre [[Liberi e Uguali]] (LeU) annunciava il suo sostegno ad un governo M5S-PD.<ref>{{Cita web|url=http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2019/08/19/grasso-possibile-intesa-m5s-pd-leu_301fb033-f640-4d0f-bba3-ea37eb594c9b.html|titolo=Grasso, possibile intesa M5s-Pd-Leu - Ultima Ora|sito=Agenzia ANSA|data=19 agosto 2019}}</ref> Il 28 agosto, il leader del PD [[Nicola Zingaretti]] annunciò al [[Palazzo del Quirinale]] la sua posizione favorevole alla formazione di un nuovo governo con il M5S, con [[Giuseppe Conte]] come premier.<ref>{{Cita web|url=https://www.washingtonpost.com/business/conte-wins-crucial-support-for-new-italian-govt-coalition/2019/08/28/a85203c4-c99c-11e9-9615-8f1a32962e04_story.html|titolo=Italy's Conte might be back at helm with Salvini shut out|sito=Washington Post|accesso=28 settembre 2019|dataarchivio=28 agosto 2019|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20190828200930/https://www.washingtonpost.com/business/conte-wins-crucial-support-for-new-italian-govt-coalition/2019/08/28/a85203c4-c99c-11e9-9615-8f1a32962e04_story.html|urlmorto=sì}}</ref> Lo stesso giorno, Mattarella convocò Conte al Palazzo del Quirinale per il 29 agosto per dargli il compito di formare un nuovo governo.<ref>{{Cita web|url=https://www.agi.it/politica/governo_pd_m5s_consultazioni-6094223/news/2019-08-28/|titolo=C'è l'accordo tra M5s e Pd. Governo giallorosso ai nastri di partenza|sito=Agi}}</ref> 

Il 1º settembre il fondatore del M5S [[Beppe Grillo]] sostenne fortemente un'alleanza con il PD, descrivendola come «un'occasione unica» per riformare il Paese.<ref>{{Cita web|url=https://www.agi.it/video/appello_grillo_ragazzi_pd-6117588/video/2019-09-01/|titolo=L'appello di Grillo ai "ragazzi del Pd": "È il vostro momento"|sito=Agi}}</ref> Il 3 settembre i membri del Movimento 5 Stelle votarono sulla cosiddetta «piattaforma Rousseau» a favore di un accordo con i dem, sotto la presidenza di Giuseppe Conte, con oltre il 79% di voti positivi su quasi 80.000 elettori.<ref>{{Cita web|url=https://www.repubblica.it/politica/2019/09/03/news/governo_i_militanti_del_m5s_votano_il_via_libera_al_governo_con_il_pd_sulla_piattaforma_rousseau-235054044/|titolo=Governo, via libera di Rousseau all'intesa M5s-Pd con il 79% dei voti. Conte domattina al Quirinale|sito=Repubblica.it|data=3 settembre 2019}}</ref> 

Il 9 settembre la Camera dei deputati ha concesso la fiducia al [[Governo Conte II]] con 343 voti a favore, 263 contrari e 3 astensioni.<ref>{{Cita news|url=https://www.repubblica.it/politica/2019/09/09/news/governo_conte_fiducia_camera-235548089/?ref=RHPPTP-BL-I235485988-C12-P1-S1.12-T1|titolo=La Camera vota la fiducia con 343 sì, il premier replica alla Camera fra le proteste. Alzata anche una sedia|pubblicazione=Repubblica.it|data=9 settembre 2019|accesso=9 settembre 2019}}</ref><ref>{{Cita web|url=https://www.camera.it/leg18/410?idSeduta=0222&tipo=stenografico#sed0222.stenografico.tit00070.sub00030|titolo=Resoconto stenografico dell'Assemblea Seduta n. 222 di lunedì 9 settembre 2019|sito=camera.it|editore=Camera dei Deputati|accesso=10 settembre 2019}}</ref> Il giorno seguente la discussione sul voto di fiducia viene effettuata al Senato con 169 voti favorevoli, 133 contrari e 5 astenuti.<ref>{{Cita news|nome=Elizabeth|cognome=Schumacher|url=https://www.dw.com/en/italy-parliament-to-vote-on-new-conte-government/a-50353516|titolo=Italy: Parliament to vote on new Conte government {{!}} DW {{!}} 09.09.2019|pubblicazione=Deutsche Welle|data=9 settembre 2019|accesso=9 settembre 2019}}</ref>

=== Uscita dei renziani ===
Il 17 settembre 2019, durante un'intervista al quotidiano ''[[La Repubblica (quotidiano)|la Repubblica]]'', [[Matteo Renzi]] annuncia la sua intenzione di lasciare il PD e creare un nuovo gruppo parlamentari guidato da lui stesso.<ref>{{Cita web|url=https://rep.repubblica.it/pwa/intervista/2019/09/16/news/pd_renzi_scissione-236190189/?ref=RHPPLF-BH-I236210677-C8-P1-S1.8-T1|titolo=Renzi lascia il Pd: "Uscire dal partito sarà un bene per tutti. Anche per Conte"|sito=rep.repubblica.it}}</ref> Lo stesso giorno, intervistato da [[Bruno Vespa]] a ''[[Porta a Porta]]'' su [[Rai 1]], annuncia ufficialmente ''[[Italia Viva]]''.<ref>{{Cita web|url=https://www.corriere.it/politica/19_settembre_17/renzi-il-nome-nuova-sfida-che-stiamo-lanciare-sara-italia-viva-8dbc9da4-d963-11e9-8812-2a1c8aa813a3.shtml|titolo=Renzi: "Il nome della nuova sfida che stiamo per lanciare sarà Italia viva"|cognome=Politica|nome=Redazione|sito=Corriere della Sera|data=17 settembre 2019}}</ref> Nell'intervista conferma il sostegno al governo Conte II.<ref>{{Cita web|url=https://www.repubblica.it/politica/2019/09/16/news/renzi_telefona_a_conte_e_annuncia_l_addio_al_pd-236192204/|titolo=Matteo Renzi lascia il Pd e fonda nuovo partito: telefona a Conte e annuncia l'addio al Pd, Le ragioni della svolta in una intervista a Repubblica|sito=Repubblica.it|data=16 settembre 2019}}</ref> Renzi viene seguito da 24 deputati e 12 senatori, tra cui [[Maria Elena Boschi]] e [[Roberto Giachetti]], che hanno lasciato il PD per unirsi al suo movimento.<ref>{{Cita web|url=https://www.tgcom24.mediaset.it/politica/strappo-pd-renzi-con-me-40-parlamentari-25-a-camera-e-15-a-senato_3232479-201902a.shtml|titolo=Strappo Pd, Renzi: con me 40 parlamentari, 25 a Camera e 15 a Senato - Tgcom24}}</ref> Altri due senatori, [[Donatella Conzatti]] e [[Gelsomina Vono]], si sono uniti ad Italia Viva lasciando rispettivamente [[Forza Italia (2013)|Forza Italia]] (FI) e [[Movimento 5 Stelle]],<ref>{{Cita web|url=https://www.corriere.it/politica/19_settembre_18/primo-trasferimento-fi-italia-viva-renzi-senatrice-conzatti-molti-altri-colleghi-disagio-faf019b6-da1f-11e9-a5d9-ff444289a2e0.shtml|titolo=Partito Renzi, Donatella Conzatti da Forza Italia a Italia Viva - Corriere.it|data=18 settembre 2019}}</ref><ref>{{cita web|url=http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2019/09/26/la-senatrice-m5s-vono-passa-da-m5s-a-italia-viva-di-renzi_cc7333e7-6526-47a5-ba89-5bd8137acd27.html|titolo=La senatrice M5s Vono passa da M5s a Italia Viva di Renzi <!--creato automaticamente, da ricontrollare manualmente -->|lingua= |data= |accesso= }}</ref> mentre si è unito un deputato, Gabriele Toccafondi dalla [[Civica Popolare]] (CP).<ref>{{Cita web|url=https://www.ilsole24ore.com/art/nuovo-partito-renzi-ecco-chi-segue-gabriele-toccafondi-ACIYYOl|titolo=Nuovo partito di Renzi, ecco chi lo segue / Gabriele Toccafondi|sito=Il Sole 24 ORE}}</ref> Due ministri del Governo Conte II, [[Teresa Bellanova]] ed [[Elena Bonetti]], che erano già considerati molto vicini a Renzi, si sono uniti ad Italia Viva.<ref>{{Cita web|url=https://www.ilsole24ore.com/art/nuovo-partito-renzi-ecco-chi-segue-elena-bonetti-ACQLTuk|titolo=Nuovo partito di Renzi, ecco chi lo segue / Elena Bonetti|sito=Il Sole 24 ORE}}</ref>

Successivamente all'uscita dei renziani aderiscono al PD i deputati [[Beatrice Lorenzin]], (proveniente da [[Civica Popolare]]), [[Serse Soverini]] (proveniente da [[Italia in Comune]]) e l'ex presidente della Camera [[Laura Boldrini]] (proveniente da [[Liberi e Uguali]]).<ref>{{Cita web|url=https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/09/19/entro-nel-annuncio-della-lorenzin_IFYj2VhEKkoP1QtMirzR7M.html|titolo="Entro nel Pd" l'annuncio di Lorenzin|sito=Adnkronos|accesso=10 gennaio 2020}}</ref><ref>{{Cita web|url=https://www.repubblica.it/politica/2019/09/23/news/serse_soverini_direzione_pd_matteo_renzi_romano_prodi-236742755/|titolo=Pd, il prodiano Soverini: "Ho preso la tessera come reazione alla scissione. Farò da ponte con i movimenti"|sito=la Repubblica|data=23 settembre 2019|accesso=10 gennaio 2020}}</ref><ref>{{Cita web|url=https://www.repubblica.it/politica/2019/09/24/news/boldrini_pd-236803090/|titolo=Laura Boldrini nel Pd, Zingaretti: "Benvenuta, il partito è più aperto e più forte"|sito=la Repubblica|data=24 settembre 2019|accesso=10 gennaio 2020}}</ref> Il 20 ottobre 2019 l'[[europarlamentare]] del PD [[Nicola Danti]], subentrato il 5 settembre a [[Roberto Gualtieri]] nominato [[Ministero dell'economia e delle finanze|Ministro dell'economia e delle finanze]] nel [[governo Conte II]], lascia il partito ed aderisce ad Italia Viva.<ref>{{Cita news|autore=|url=https://www.ilmessaggero.it/politica/italia_viva_eurodeputato_nicola_danti_leopolda-4809538.html|titolo=Italia Viva ha il primo eurodeputato: Nicola Danti va con Renzi|pubblicazione=Il Messaggero|data=20 ottobre 2019|accesso=27 febbraio 2020}}</ref>

Nel novembre 2019 il PD effettua numerose modifiche al proprio statuto: viene posto termine all'automatismo tra la carica di segretario e quella di candidato premier, la Convenzione Nazionale è ribattezzata Congresso Nazionale, viene modificata la composizione della Direzione Nazionale e l'[[antifascismo]] è incluso tra i valori fondamentali del partito. Le modifiche vengono approvate dall'Assemblea Nazionale con 566 sì,1 no e 5 astenuti.<ref>{{Cita web|url=https://www.repubblica.it/politica/2019/11/17/news/pd_varato_il_nuvo_statuto_il_segretario_non_sara_piu_il_candidsato_premier-241277997/|titolo=Pd, varato il nuovo statuto: il segretario non sarà più il candidato premier|sito=la Repubblica|data=17 novembre 2019|accesso=17 gennaio 2020}}</ref>

=== Crisi del Governo Conte II e partecipazione al Governo Draghi ===
A seguito delle dimissioni delle ministre di [[Italia Viva]] e l'apertura della crisi di governo il 13 gennaio 2021, il Partito Democratico vota a favore della fiducia alla [[Camera dei deputati (Italia)|Camera]] e al [[Senato della Repubblica|Senato]] rispettivamente il 18 e il 19 gennaio. Mentre a [[Palazzo Montecitorio|Montecitorio]] il governo si vede confermata la maggioranza assoluta con 321 voti favorevoli, 259 contrari e 27 astenuti (i deputati di [[Italia Viva]]), a [[Palazzo Madama (Roma)|Palazzo Madama]], la fiducia viene confermata con la maggioranza relativa di 156 voti favorevoli, 140 contrari e 16 astenuti (i senatori di [[Italia Viva]]). 

A seguito di un tentativo non riuscito di ricostruire la maggioranza sostituendo i senatori di Italia Viva con altri di formazioni minori (i cosiddetti "responsabili"), il [[Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana|presidente del Consiglio]] [[Giuseppe Conte|Conte]] rassegna le sue dimissioni il 26 gennaio. Dopo le consuete consultazioni, 3 giorni dopo il [[Presidente della Repubblica Italiana|presidente della Repubblica]] fornisce al [[Presidente della Camera dei deputati (Italia)|Presidente della Camera]] [[Roberto Fico]] un mandato esplorativo nel tentativo di ricostruire la maggioranza che aveva sostenuto fino a quel momento il governo, o di trovare una nuova. Tuttavia, il 2 febbraio, il mandato esplorativo viene rimesso nelle mani del Capo dello Stato dal Presidente della Camera, avendo avuto esito negativo. Poco dopo, il [[Presidente della Repubblica Italiana|Presidente]] [[Sergio Mattarella|Mattarella]] riferisce dell'impossibilità di andare ad elezioni a causa della pandemia e del termine della presentazione del piano per accedere al fondo europeo [[Next Generation EU|Next Generation Eu]] il 30 aprile 2021, quindi, invocando la disponibilità di tutti i partiti, annuncia che il giorno seguente avrebbe conferito l'incarico ad una personalità di alto profilo per formare il governo.<ref>{{Cita web|url=http://www.quirinale.it/elementi/51994|titolo=Dichiarazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al termine dell’incontro con il Presidente della Camera Roberto Fico|autore=Segretariato generale della Presidenza della Repubblica-Servizio sistemi informatici|sito=Quirinale|lingua=it|accesso=2021-03-02}}</ref> 

Viene quindi convocato per il giorno successivo [[Mario Draghi]], il quale accetta l'incarico e, dopo le consultazioni con i partiti e le parti sociali, il 12 febbraio scioglie positivamente la riserva. Il [[governo Draghi]] presta giuramento il 13 febbraio ed ottiene la fiducia il 17 e il 18 febbraio da una maggioranza composta da [[Movimento 5 Stelle|M5S]], PD, [[Lega Nord|Lega]], [[Forza Italia (2013)|Forza Italia]], [[Italia Viva]], [[Articolo Uno (partito politico)|Art.1]], [[+Europa|+Eu]], [[Noi con l'Italia|NcI]], [[Centro Democratico (Italia)|CD]] e altri che forniscono appoggio esterno. All'interno del governo, il Partito Democratico esprime il [[Ministero della difesa|ministro della Difesa]] [[Lorenzo Guerini]], il [[Ministero del lavoro e delle politiche sociali|ministro del Lavoro]] [[Andrea Orlando]] e il [[Ministero della cultura|ministro della Cultura]] [[Dario Franceschini]], oltre a 6 tra viceministri e sottosegretari.

=== Le dimissioni del segretario Zingaretti ===
Nel marzo del 2021 il segretario Zingaretti ha annunciato le sue dimissioni a causa di polemiche e questioni interne del partito.<ref>{{cita web|https://www.notizie.it/politica/2021/03/04/nicola-zingaretti-dimissioni-pd/|Nicola Zingaretti annuncia le dimissioni, Conte: “Leader solido e leale”}}</ref><ref>{{cita web|https://www.ilpost.it/2021/03/05/cosa-si-dice-delle-dimissioni-di-zingaretti/|Cosa si dice delle dimissioni di Zingaretti}}</ref>

== Segreteria Letta ==
Il 14 marzo 2021 l'Assemblea del partito ha eletto [[Enrico Letta]] segretario del PD, con 860 voti favorevoli, 2 contrari e 4 astenuti.

== Note ==
<references/>

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[[Categoria:Storia dell'Italia dalla Seconda Repubblica]]