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{{torna a|Brigata marina "San Marco"}}
{{Infobox unità militare
|Nome=1º Reggimento «San Marco»
|Immagine=Badge of riflemen category of the Italian Navy.svg
|Didascalia=Fregio fucilieri di marina del «San Marco»
|Categoria = marina militare
|Attiva=[[1919]] - oggi
|Nazione = {{Bandiera|ITA 1861-1946}} [[Regno d'Italia (1861-1946)|Regno d'Italia]]<br />{{ITA}}
(contracted; show full)lendo identificare una primogenitura questa può essere fatta risalire al [[260 a.C.]] e all'episodio che vide vittorioso protagonista [[Gaio Duilio]], che nel corso della [[prima guerra punica]] affronta i Cartaginesi nelle acque di Mylae (Milazzo). Le cento quinqueremi e le venti triremi romane sconfiggono le avversarie grazie all'impiego dei ''classiarii milites'' (ossia i soldati della flotta), che balzano d'impeto sulle navi nemiche per averne ragione.

Il Reggimento 
«San Marco» trae plurime origini dalle numerose fanterie di Marina che si sono succedute già negli [[Stati preunitari]], e dal XVI secolo si registra la presenza di aliquote organiche di fanteria di marina sugli opposti versanti della penisola.

(contracted; show full)memore del valore mostrato da quegli uomini nel proprio territorio, per volontà del sindaco [[Filippo Grimani]], donò al reggimento il nome di «San Marco» (dal 25 marzo [[1919]]), patrono della città, ed il proprio [[stemma]], il leone alato (dall'aprile successivo). Nacque così ufficialmente il «San Marco». Con queste parole si relazionò al Re l'udienza con la quale avvenne con decreto la nascita del Reggimento:
[[File:Bandiera Reggimento San Marco.jpg|thumb|La bandiera di guerra del Reggimento 
«San Marco» conservata a [[Palazzo Marina]] a [[Roma]]]]

{{Citazione| Ministero della marina, Relazione a S.M. del 17 marzo 1919.<br />
''Allorquando, alla fine dell'anno 1917, la minaccia nemica tragicamente incombeva su Venezia, un battaglione di marinai, rapidamente costituito coi reparti che ebbero già a presidiare le città di Grado e di Monfalcone, accorse alla difesa del basso Piave''.<br />
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=== Seconda guerra mondiale ===

[[File:Ten, Enzo Busca Battaglione Bafile 1941.jpg|thumb|left|Il primo battaglione «Bafile» del «San Marco» riceve le fiamme di combattimento in vista della partenza per la Grecia (maggio 1941)]]

Già dal 15 agosto [[1939]] il reggimento fu mobilitato: il 1º settembre [[Adolf Hitler|Hitler]] invase la [[Polonia]]: furono richiamati i riservisti, il contingente cinese fu rafforzato e il grosso del 
«San Marco» fu radunato a [[Pola]], dove fu ristrutturato dal 1940 come reggimento composto da due battaglioni («Grado» e «Bafile»).  


[[File:Sitia 1941.jpg|thumb|Marò combattono a Creta nel maggio 1941]]


Nel novembre [[1942]] le forze della fanteria di marina occuparono la [[Corsica]] e [[Tolone]], nel contesto della più ampia [[Operazione Anton]], con lo scopo di sottrarre al controllo del [[Governo di Vichy]] il sud della Francia, ed evitare di farsi trovare impreparati a seguito di un possibile cambio di fronte francese.

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==== Operazioni in Libia ====

Nell'autunno 1941, dopo una lunga stasi operativa, in previsione dell'offensiva, il Comando Sup. Forze Armate in Africa Settentrionale richiese con urgenza l'invio di truppe scelte dall'Italia, per impiegarle in missioni di sabotaggio oltre le linee nemiche, allo scopo di scompaginare il sistema di rifornimento nemico. Alla richiesta fu interessata anche la Marina che il 6 novembre decise di trasferire in Cirenaica tre compagnie del 
«San Marco».<ref>[http://www.btgsanmarco.it/storiadelsanmarco/allegati/tobruk.htm La storia del Battaglione San Marco<!-- Titolo generato automaticamente -->] {{Webarchive|url=https://web.archive.org/web/20110516220317/http://www.btgsanmarco.it/storiadelsanmarco/allegati/tobruk.htm |data=16 maggio 2011 }}.</ref> Il 10 novembre fu costituito il cosiddetto III Btg. San Marco in Africa Settentrionale, forte di 536 uomini.

[[File:Italian marines disembarking in Tobruk harbour 1942.jpg|thumb|Marò del San Marco a Tobruch nel 1942]]

Il 18 novembre il «San Marco» s'attestò nel settore costiero tra Alba Fiorita e Ras Hilal, del quale il battaglione doveva assumere la difesa e nel contempo dedicarsi ad un rapido addestramento. Lo stesso giorno doveva iniziare l'[[operazione Crusader]] da parte dei britannici per cui l'Asse dovette rinunciare a propositi offensivi. Il «San Marco» a questo punto dovette essere subito trasformato in reparto di linea. Vinta la battaglia di [[Bir El Gobi]], l'8 dicembre i  britannici raggiunsero e superarono Tobruch, avanzando con celerità verso ovest la linea difensiva italo-tedesca dovette ripiegare sul confine tra la Cirenaica e Sirtica.

Il 21 gennaio 1942 il generale [[Erwin Rommel]], che nel frattempo aveva riordinato le proprie forze, pensò alla controffensiva. Il «San Marco» fu tra i primi ad avanzare: raggiunse Agedabia il 22 e si schierò a difesa con fronte verso nord. Nella notte del 25 gennaio fu raggiunta Antelat, località di strategica importanza. Nel prendere possesso della zona il Btg.battaglione dovette affrontare duri scontri. La sosta ad Antelat, più lunga del previsto, doveva contrassegnare un periodo particolarmente disagiato nella vita del «San Marco» che, disposto a caposaldo in pieno deserto si trovava ben lontano dal fronte (Bengasi era stata riconquistata il 29 gennaio).

Il 7 marzo il Btg.battaglione fu trasferito a Bengasi, per assumere la sorveglianza del porto e la difesa esterna della piazzaforte. L'11 maggio, su richiesta dello stesso [[Erwin Rommel|Rommel]], il «San Marco» fu trasferito prima nel Golfo di Bomba, alle dipendenze dell'[[Afrika Korps]] e poi al X Corpo d'armata. Nella notte del 15 giugno i capisaldi tenuti dagli uomini del «San Marco» furono attaccati da forze corazzate e motorizzate inglesi, che tentavano di rompere l'accerchiamento. L'attacco fu respinto e furono catturati due Bren Carrier in perfetta efficienza. Quando ormai era prossima la caduta di [[Tobruch]], in mano ancora inglese, il Battaglione fu fatto convergere verso la piazzaforte dove entrò alla testa delle truppe occupanti.

[[File:Ten. Enzo Busca Battaglione San Marco 1943.jpg|thumb|left|Il STV [[Enzo Busca]]]]

Numerose ricompense militari furono assegnate per questo ciclo operativo, tra le altre ricordiamo la M.A. alla memoria al Sgt. Agostino Sacripanti e la M.B. al Ten. [[Enzo Busca]], al S.T.V. G. Campiero ed al Capo Cannoniere R. Papini. La caduta di [[Tobruch]] poneva fine alla partecipazione delle successive azioni in [[Egitto]] ed il «San Marco» assumeva il servizio di sicurezza portuale e la difesa costiera. Il 5 settembre, ad Alam el-Halfa, l'ultima offensiva dell'Asse s'infrangeva sulle difese britanniche, segnando il definitivo declino delle mire verso il [[Nilo]]. Il Comando britannico a questo punto poneva la propria attenzione su Tobruch.

Sfruttando le tecniche e le esperienze acquisite anche su altri fronti pianificò un'azione di commando, da terra e dal mare per neutralizzare definitivamente la piazzaforte. All'operazione, denominata ''[[Operazione Agreement|Agreement]]'' furono destinati 600 uomini, oltre ad un incrociatore, dieci cacciatorpediniere, un sommergibile ed una ventina di motocannoniere, organizzati in cinque gruppi. L'attacco di commando avvenne durante un raid aereo, alcune batterie costiere furono neutralizzate con l'effetto della sorpresa e del trambusto degli attacchi aerei. Ma alla batteria Grasso le sentinelle si erano accorte dell'attacco e riuscirono a dare l'allarme. Reparti del «San Marco» passarono immediatamente all'azione arrestando le forze inglesi incontrate.

Le altre forze da sbarco britanniche trovarono la ferma resistenza degli italiani. L'opposizione del «San Marco» e la maggiore distanza tra il luogo di sbarco e l'obiettivo furono fatali ai [[Royal Marines]]. Il disegno britannico a questo punto era ormai chiaro, così come evidente si profilava il suo fallimento. Infatti, il cacciatorpediniere inglese ''[[HMS Sikh (F82)|HMS ''Sikh]]'' impegnato a far sbarcare la seconda ondata fu preso sotto tiro dalle batterie costiere e fu ben presto neutralizzato. Gli aerei da caccia italiani, alzatisi in volo mitragliarono i natanti nemici al largo.<ref>"Vita e morte del soldato italiano nella guerra senza fortuna", Edizioni Ferni, Ginevra, 1974.</ref> Il fallimento dell'operazione "«Agreement"» costò agli inglesi mezzo migliaio di uomini, oltre a quelli delle navi affondate, a fronte di 15 italiani morti, di cui 5 del Battaglione «San Marco».

Il Battaglione ebbe la citazione nel Bollettino del Comando Supremo e pochi giorni dopo esso fu autorizzato a mutare il nome da III Btg. battaglione «San Marco» in Africa Settentrionale in Battaglione [[«Tobruch]]». L'offensiva del Maresciallo [[Bernard Law Montgomery]], ormai inevitabile, iniziò ad [[El Alamein]] nella notte del 23 ottobre 1942. Dopo la tenace resistenza iniziale, l'Armata dell'Asse avviò la graduale ritirata dall'Egitto verso la [[Libia]]. Con gli altri ripiegarono anche i nuclei avanzati del «San Marco» dislocati a Marsa Matruch ([[Gruppo Gamma]]). Il 7 novembre iniziò lo sgombero della stessa [[Tobruch]], ad eccezione del Btg. battaglione «Tobruch» del «San Marco» che rimase in funzione di retroguardia.  


====In Tunisia====


Nella notte del 17 novembre 1942 il «San Marco» lasciò la [[Libia]] per attestarsi in [[Tunisia]]. Si concluse così la campagna di Libia, alla quale aveva partecipato per 14 mesi ed aveva lasciato sui campi di battaglia il 12% delle sue forze. Per via di questa sconfitta saltò nel novembre 1942 la prevista [[Operazione C3|conquista di Malta]], che avrebbe visto il «San Marco» impegnato con la Forza Navale Speciale, insieme ai paracadutisti della «[[185ª Divisione paracadutisti "Folgore"|Folgore]]» e ai battaglioni da sbarco della [[Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale|MVSN]].

Le forze del reggimento, rimaste compatte e schierate, furono le ultime ad arrendersi nella [[campagna di Tunisia]]. Il 6 aprile il Reggimento combatté duramente nella battaglia di Wadi Akarit.

  La bandiera del reggimento «San Marco» fu l'ultima bandiera militare dell'Asse ad abbassarsi in Africa, a [[Biserta]], il 9 maggio 1943, due giorni dopo la resa dell'[[Heeresgruppe Afrika]] di [[Hans-Jürgen von Arnim]]. Il generale tedesco von Armin, successore di [[Erwin Rommel|Rommel]] a capo dell'[[Afrika Korps]], affermò che il «San Marco» aveva ''i migliori soldati che avesse mai comandato in [[Tunisia]]''.<ref>[http://www.xflottigliamas.com/index.php/blog-categoria/72-il-percorso-dei-qleoni-di-san-marcoq.html Il percorso dei "Leoni di San Marco"].</ref>

=== Dopo l'armistizio ===


L'8 settembre [[1943]] con la firma dell'[[armistizio di Cassibile|armistizio]] il reggimento si unì formalmente alle [[Alleati della seconda guerra mondiale|forze alleate]], partecipando alla [[Guerra di liberazione italiana|guerra di liberazione]].

==== Nella Regia Marina durante la cobelligeranza ====


I reparti rimasti in forze nel [[Regno d'Italia (1861-1946)|Regno d'Italia]] furono ricostituiti nel gennaio 1944 come ''Reggimento Marina «San Marco»,'' facente parte della [[Marina Cobelligerante Italiana]]. Essi furono inseriti nella II Brigata del [[Corpo Italiano di Liberazione]], combattendo sul fronte di [[Cassino]], operando anche unitamente con gli americani dell'[[Office of Strategic Services|OSS]] MU (Maritime Unit) per alcune missioni nelle retrovie nemiche del(contracted; show full)

==== Nella RSI alleata della Germania ====
[[File:Bundesarchiv Bild 101I-311-0926-05, Italien, italienische Soldaten.jpg|thumb|Marzo 1944: Marò del ''3º reggimento'' «San Marco» della RSI.]]



Nella [[Repubblica Sociale Italiana]] fu istituito il ''3º Reggimento «San Marco»'' inquadrato nella [[Marina Nazionale Repubblicana]], sciolto nel maggio 1944 nella neo a [[Xª Flottiglia MAS (Repubblica Sociale Italiana)|Divisione fanteria di marina Xª]].

La ''3ª Divisione granatieri'', formata il 1º dicembre 1943 nel campo di addestramento di [[Grafenwöhr]] in Germania, fu rinominata il 20 aprile [[1944]] come ''[[3ª Divisione fanteria di marina San Marco|''3ª Divisione di fanteria di marina «San Marco»]'']]. Era formata con personale dell'ex [[Regio Esercito]] reclutato tra quelli internati in Germania dopo il [[Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943]] e da personale reclutato in Italia nel marzo-aprile 1944. A differenza del Reggimento «San Marco», che dipendeva dalla Regia Marina, la Divisione «San Marco» era parte dell'[[Esercito Nazionale Repubblicano]], ed il suo unico labile collegamento con il «San Marco» originario era la presenza nelle sue file di circa un centinaio di volontari provenienti dal disciolto [[Battaglione "Caorle"]].

Duramente addestrata da ufficiali italiani con supervisione germanica fino al luglio dello stesso anno, essa andò a costituire una delle quattro divisioni di cui era composto l'esercito della Repubblica Sociale Italiana, assieme alla [[1ª Divisione bersaglieri "Italia"|''"«Italia"''»]], la [[2ª Divisione granatieri "Littorio"|''"«Littorio"''»]] e la [[4ª Divisione alpina "Monterosa"|''"«Monterosa"''»]]. Dopo la consegna della bandiera del reggimento (18 luglio [[1944]]), la divisione tornò in Italia via ferrovia in agosto e fu in gran parte schierata in [[Liguria]] per contrastare un possibile sbarco alleato.


Solo due battaglioni della Divisione «San Marco» furono impiegati sul fronte della Linea Gotica: il II Battaglione del 6º Reggimento (Battaglione "«Uccelli"»), distaccato dall'ottobre 1944 in [[Garfagnana]] assieme al Gruppo Tattico della Divisione alpina ''"«Monterosa"''», e il III Battaglione del 5º Reggimento (Battaglione "«Blotto"»), impiegato presso il Passo dell'[[Abetone]] dalla fine di gennaio 1945, in seno alla 232 Infanterie Division tedesca. Il Battaglione «Uccelli» rientreràò alle dipendenze della Divisione «San Marco» alla fine di marzo 1945, partecipando tra l'altro all'[[Operazione Wintergewitter (1944)|Operazione Wintergewitter]], mentre il «Blotto» si ritireràò lungo la via Giardini solo dopo lo sfondamento della Linea Gotica. In particolare, i marò del Nucleo Diamanti (S.tensotto tenente Diamanti), furono gli ultimi a lasciare il Passo, fornendo copertura alle truppe in ritirata.  Il 23 aprile [[1945]] la Divisione iniziò il ripiegamento, conclusosi il 30 aprile sul Ticino, come da ordine ricevuto dal Maresciallo [[Rodolfo Graziani]].

=== La rRiorganizzazione nel dopoguerra ===
====L'u Unità interforze====
Nel  l'immediato dopoguerra ([[1951]]) i Fucilieri di Marina furono riuniti ai neo-costituiti [[Lagunari]] nell'unità interforze ''Esercito-Marina'' denominata ''«Settore Forze Lagunari''», e stanziati a [[Villa Vicentina]], presso [[Udine]]. Il Settore Forze Lagunari era composto da due battaglioni, il «Piave» e il «Marghera»: i "marò" del «San Marco» costituivano la compagnia anfibia, i lagunari dell'esercito la compagnia autoportata. Nel novembre dello stesso anno l'unità fu di nuovo in prima linea, questa volta in una missione di pace: gli uomini del «San Marco» furono tra i primi a prestare soccorso agli alluvionati del [[Polesine]].

Nel [[1956]] il Battaglione «San Marco» fu sciolto. La componente dell'esercito aA partire dal 1º luglio [[1957]] la componente dell'Esercito fu riorganizzata nel Battaglione ''«Isonzo''», un'unità meccanizzata (di cui un gruppo su tre anfibio) unita dopo soli due mesi nel Raggruppamento Lagunare con i battaglioni anfibi ''«Marghera''» e ''«Piave''». Dal primo luglio dell'anno successivo il raggruppamento divenne ''Reparto Lagunare Appoggio'', gettando le basi per la prossima costituzione del [[Lagunari|Reggimento Lagunari Serenissima]].

====La r Ricostituzione del battaglione====


Alla caserma "«Andrea Bafile"» di Villa Vicentina, dove aveva sede il Battaglione «Isonzo», la Marina Militare inviò il personale di leva reclutato ed assegnato al gruppo 13º della Marina Militare (i marò del Battaglione «San Marco») fino al secondo contingente 1963.

I vertici della Marina decisero di ricostituire il «San Marco» come battaglione nel [[1964]]. La base fu trasferita a [[Taranto]], presso i Baraccamenti Cugini; dal luglio [[1971]] fu spostata nel castello di [[Brindisi]], all'interno della Stazione Navale, venendo raggruppato con la III Divisione navale, insieme a tutte le altre unità anfibie della Marina.

=== Le mMissioni all'estero ===


Nel [[1982]] il «San Marco» fu riorganizzato dallo Stato maggiore della Marina,   strutturandolo su un Gruppo Operativo, articolato su due compagnie di 150 uomini ciascuna, un Gruppo Scuole ed una serie di servizi (per complessive 600 unità), e tornò a essere mandato all'estero, in [[Libano]], in missione di pace [[Unifil]], per proteggere i profughi [[Palestina|palestinesi]], dove perse in azione un suo operativo, [[Filippo Montesi]]. Nel [[1987]] il «San Marco» fu presente nel [[Golfo Persico]]. Il conflitto [[Iran]]-[[Iraq]] si era esteso alle rotte commerciali del Golfo, arrivando a minacciare gli interessi commerciali dei paesi occidentali. Gli Iraniani accusarono [[Arabia Saudita]] e [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]] di supportare militarmente l'Iraq, e cominciarono a colpire le navi occidentali in transito.

L'Italia inizialmente non partecipò alla forza multinazionale [[Organizzazione delle Nazioni Unite|ONU]], salvo poi essere spinta ad intervenire il 3 agosto successivo dopo l'assalto [[iran]]iano alla nave italiana ''Jolly Rubino''. Il [[1991]] vide il battaglione impegnato in ruoli di supporto nella [[guerra del Golfo]], mentre nei due anni successivi fu presente in [[Somalia]] nella fallimentare operazione congiunta ''[[Operazione Restore Hope|Restore Hope]]''. Oltre a queste missioni, il «San Marco» è stato presente in [[Kossovo]], [[Albania]] e in [[Eritrea]] come deterrente durante la guerra con l'[[Etiopia]].


===Il reggimento===


Il «San Marco», dal [[1991]] tornato reggimento, tornò su base reggimentale nel [[1991]]: da quella data è stanziato a [[Brindisi]] in una caserma intitolata a [[Ermanno Carlotto]], l'eroe dell'impresa cinese, costruita appositamente in contrada Brancasi. La caserma è dotata di un'area di addestramento presso le [[Isole Pedagne]], vicino a Brindisi. In virtù della molteplicità di competenze raccolte, è in grado di operare con autonomia in combattimento, sia in missioni di combattimento che nelle moderne missioni di ''peacekeeping''.

Nel 1995 vienefu costituito il "«Raggruppamento anfibio San Marco (GRUPANF)"», della consistenza di due reggimenti, e la denominazione originaria di «San Marco” viene riferi» è ricondotta all’originario Gruppo operativo.

A partire dal 16 settembre [[1996]] è entrato a far parte della [[SILF]] (''Spanish Italian Landing Force''), una forza da sbarco congiunta italo-spagnola, attivata il 23 novembre successivo e destinata ad operare nei teatri di combattimento internazionali per conto della [[NATO]]. Il SILF è strutturato in forma di Brigata anfibia, composta da due reggimenti di manovra uno dei quali è il «San Marco».

===La f Forza da sbarco===
Dal 1º ottobre [[1999]] il reggimento è stato inquadrato nella «[[Marina_Militare_(Italia)#Le_forze_da_sbarco|"Forza da sbarco della Marina Militare"]]», che ha consistenza di una [[Brigata]],  suddivisa in due Reggimenti, il «San Marco» e il «Carlotto» e in un Gruppo mezzi da sbarco,   al comando di un contrammiraglio, di stanza a Brindisi.

[[File:Italian military Iveco 40.10WM.jpg|thumb|upright=1.4|Mezzo del «San Marco» in Iraq]]

La Forza da sbarco, forte di 2100 uomini, è comandata da un contrammiraglio: il «San Marco» e il «Carlotto» sono a loro volta comandati ciascuno da un [[capitano di vascello]]. Negli anni 2000, la forza da sbarco ha partecipato, in stretta collaborazione con l'[[Esercito Italiano]], nelle missioni in [[Afghanistan]] ed in [[Iraq]], e come forza d'entrata (in collaborazione con il Reggimento lagunari dell'Esercito) in [[Libano]] nella missione a mandato [[Organizzazione delle Nazioni Unite|ONU]] [[UNIFIL|UNIFIL 2]], inquadrata dal 2007 nella [[Forza di proiezione dal mare]].

===1º Reggimento della Brigata ===
Dal 1º marzo [[2013]] con la riconfigurazione della Forza da sbarco nella [[Brigata marina "San Marco"]], il reggimento è divenuto il "1º Reggimento «San Marco», assumendo le funzioni più operative della intera forza da sbarco. È dotato di alta flessibilità operativa e autonomia logistica.


È il tenutario della bandiera di guerra dell'allora ''Battaglione «San Marco''» e della bandiera ''colonnella''. Diviene l'unico reparto suddiviso su tre battaglioni: operativo, combat support e combat service support.<ref name="ReferenceA">[http://www.marina.difesa.it/uominimezzi/corpispeciali/sbarco/Pagine/ForzaSbarcooggi.aspx Marina Militare<!-- Titolo generato automaticamente -->] {{webarchive|url=https://web.archive.org/web/20130616085925/http://www.marina.difesa.it/uominimezzi/corpispeciali/sbarco/Pagine/ForzaSbarcooggi.aspx |data=16 giugno 2013 }}.</ref>

Nel 2015 un'ulteriore ristrutturazione, per permettere di suddividere la componente operativa del reggimento fra due differenti missioni, con la nascita di un secondo reparto d'assalto, il battaglione ''«Venezia''», e la soppressione del battaglione ''«Combat support''».<ref>[http://www.analisidifesa.it/2016/03/levoluzione-della-brigata-marina-san-marco/ analisi.difesa.it]</ref>.

== L'oOrganizzazione ==

Il 1º Reggimento «San Marco» è comandato da un [[capitano di vascello]] ed è così organizzato:
* Reparto comando
* Battaglione Assalto "«Grado»"
**1ª compagnia assalto "«Bafile"»
**2ª compagnia assalto "«Tobruk"»
**Compagnia armi di supporto
* Battaglione Assalto "''«Venezia"''» 
**3ª compagnia assalto "«An Nassiriya"»
**4ª compagnia assalto "«Monfalcone"»
**Compagnia armi di supporto
* Battaglione ''Combat Service Support'' «Golametto» - sovrintende alla logistica di aderenza in prima linea 
**Compagnia logistica
**Compagnia trasporti tattici
**Compagnia sanità
* Compagnia Nuotatori Paracadutisti NP (Unità di coronamento per Operazioni speciali [[Forze speciali italiane|TIER 3]]).
*Compagnia Comunicazioni

== La ''Brigata San Marco'' ==
{{vedi anche|Brigata marina "San Marco"}}


La forza da sbarco della Marina Militare, dal 1º marzo [[2013]], è stata rinominata ''[[Brigata marina "San Marco"]]'', sempre con sede a Brindisi, ma basata su tre reggimenti, e ammonta complessivamente a circa 3.800 marinai.<ref name="marina.difesa.it"/>
Il 1º Reggimento ne è divenuta la componente operativa.

La brigata è retta da un [[contrammiraglio]], che dipende direttamente dal Comandante in capo della squadra navale. È inquadrata nell'unità anfibia interforze [[Forza di proiezione dal mare]], al cui vertice è lo stesso comandante della Brigata Marina «San Marco».<ref>[http://www.brindisireport.it/cronaca/Brindisi-cambio-al-comando-della-Brigata-Marina-San-Marco.html Primo cambio al comando della Brigata Marina San Marco].</ref><ref>[http://www.ilfattonisseno.it/2014/11/un-siciliano-a-capo-della-brigata-san-marco-laugustano-walter-guerrisi-assumera-il-comando-giovedi-20-novembre Un siciliano a capo della Brigata San Marco: l'augustano ..].</ref><ref>[http://www.marina.difesa.it/conosciamoci/notizie/Pagine/20150204_accademiasanmarco.aspx Gli allievi dell'Accademia Navale si addestrano con la ..].</ref><ref>[http://www.webmarte.tv/news/32584/un-augustano-al-comando-della-forza-da-sbarco-congiunta-italo-spagnola Augusta - Un augustano al comando della forza…].</ref>

== Modalità di impiego ==
Il 1º Reggimento «San Marco» è l'unità da combattimento destinata agli sbarchi anfibi e costituisce il fulcro della Forza da sbarco italiana della [[Forza di proiezione dal mare]].
Il Reggimento opera normalmente nei seguenti teatri operativi come testimoniato dalle operazioni effettuate:
* Litoranei costieri, forza anfibia (Libano)
* Montagna, territori montuosi (Kosovo, addestramento nel Nevada (USA))
* Territori particolarmente freddi, montagna
* Deserto o territori aridi (Afghanistan, Iraq)
* Territori anfibi, giungla (addestramento in Africa Centrale)

Il 1º Reggimento «San Marco» è l'unico reparto italiano ed uno dei pochi reparti europei a poter condurre ''simultaneamente'' ed indipendentemente (senza l'intervento di altri reparti) azioni via mare (come lo sbarco), via terra (come attacchi meccanizzati e di artiglieria) e via aerea (come [[truppe aviotrasportate]], grazie agli elicotteri in dotazione al [[reparto Eliassalto]]).

=== L'aAddestramento ===
Gli operativi del «San Marco» sono scelti tra i VFP4 o gli studenti scuola sottufficiali della Marina Militare di [[Taranto]]. Dopo un periodo di incorporamento di due settimane, vi è un primo corso di 4/5 settimane per la selezione degli idonei, che vengsono inviati alla caserma «Carlotto» per il corso gestito dal Battaglione Scuole «Caorle». L'addestramento prevede una prima fase di otto settimane per l'addestramento fisico, e una seconda di 12 settimane che comprende i corsi tecnici. In questa seconda fase le reclute vengono addestrate alle varie attività peculiari tra cui: attività di condizionamento fisico ed [[arti marziali]], periodi di lezione e conferenze, addestramento anfibio, esercitazione [[elicottero|elicotteristica]] e su parete rocciosa, impiego di armi individuali e di reparto in dotazione alla Forza da Sbarco, [[combattimento terrestre]] diurno e notturno, [[topografia]], dottrina anfibia, attività anti-[[armi di distruzione di massa|NBC]] e altre esercitazioni complesse. Durante l'addestramento i selezionati ricevono varie specializzazioni come [[mortaio|mortaista]], [[missile|missilista]], [[assaltatore]] e [[pioniere (militare)|pioniere]].

Gli idonei prima di poter essere impiegati in operazioni effettive devono partecipare a due esercitazioni su scala nazionale o [[Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord|NATO]]. Gli ufficiali sono reclutati dai Corsi Normali e Speciali del corpo di stato maggiore dell'[[Accademia Navale]]: per i Ruoli Normali si chiede al 4º anno di voler prendere la qualificazione anfibia. Terminati gli studi in accademia, previa visita medica (che si ricorda, fanno anche i volontari e i sottufficiali), si vieneè inviati a Brindisi per un anno, ultimando la preparazione per un ulteriore anno negli USA, a [[Marine Corps Base Quantico|Quantico Marines Base]] (Virginia) con i [[USMC|Marines degli Stati Uniti]] o con i [[Royal Marines]].

L'addestramento degli ufficiali e dei sottufficiali, in Italia e negli USA, è uno dei più duri tra le forze convenzionali delle forze armate italiane.

== Mezzi ed equipaggiamenti ==
=== Armamento ===
* [[Beretta 92FS]] (pistola semiautomatica 9mm)
(contracted; show full) Cecconi]] e musicato da Luigi Musso. L'inno fu presentato a S.A.R. il Duca D'Aosta come Marcia del Reggimento Marinai sul Piave e pubblicato originariamente con il titolo "Le Camicie Grigie", fu poi conosciuto e diffuso come "Inno del reggimento Marina «San Marco» dal 1932.<ref>{{Cita web|url=http://www.lorien.it/x_inni/pg_canzoni-d/Alfa_I/Ca_Inno-del-RdM-S-Marco.html|titolo=INNO DEL REGGIMENTO MARINA "SAN MARCO"|sito=www.lorien.it|accesso=2016-06-08}}</ref>



==Onorificenze alla bandiera==


La bandiera di guerra del reggimento è stata insignita delle seguenti decorazioni:
{{Onorificenze
|immagine = Valor militare gold medal BAR.svg
|nome_onorificenza = Medaglia d'oro al valor militare
|collegamento_onorificenza = Valor militare
|motivazione = Alla forza da sbarco della Regia Marina, ''per l’ardire e l’eroismo dimostrato nelle varie azioni compiute nel mese di ottobre 1911 per l’occupazione della Tripolitania e della Cirenaica''. Libia, 1911 
(contracted; show full){{Forze anfibie italiane}}
{{Portale|guerra|Italia|marina}}

[[Categoria:Unità della Regia Marina|San Marco]]
[[Categoria:Unità di fanteria della Marina Nazionale Repubblicana|San Marco]]
[[Categoria:Corpo italiano di liberazione|San Marco]]
[[Categoria:Brigata marina San Marco]]
[[Categoria:Reggimenti di fanteria di Marina italiani|1° San Marco]]