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(contracted; show full)mato]]<ref>{{DSS|I13328|Riforma}}</ref> della cattedrale di [[Basilea]]<ref>{{DSS|I7478|Basilea}}</ref> fino al [[1920]], autore di pubblicazioni in campo [[teologia|teologico]], poetico, teatrale, storico e storico-artistico, presidente del Basler Vorverein delle associazioni di aiuto della Chiesa riformata dal [[1888]] al [[1923]], nel [[1910]] dottore honoris causa in teologia dell'[[Università di Basilea]].

==Monumenti e luoghi d'interesse==
===Edilizia religiosa===
*
L'ex chiesa anglicana (Chiesa evangelica)
*I ruderi del santuario di San Gaudenzio, a '''Casaccia'''.
*la chiesa riformata di Casaccia.
*la chiesa riformata di San Pietro, a '''Coltura''.
*La chiesa riformata di Nossa Donna, a '''Promontogno'''I ruderi del santuario di [[San Gaudenzio]], a '''Casaccia''', sono visibili a nord sopra il villaggio. Secondo la leggenda locale, San Gaudenzio, nativo di [[Vercelli]], fu missionario in valle e qui subì il martirio nel IV secolo. La chiesa è documentata nel 840 circa tra i possedimenti del convento di [[Pfäfers]], cui apparteneva ancora nel 1116; nel 1440 circa era proprietà della comunità di valle; la chiesa venne ricostruita nel 1519 circa, forse dall'architetto [[Bernardo da Poschiavo]]; nel 1551 subì la furia iconoclatica; fu chiesa sepolcrale fino al 1739, poi da allora cadde in rovina. Nel 1925 si consolidarono gli avanzi, conservando i muri perimetrali - con finestre a traforo [[tardogotico|tardogotiche]] - di un impianto inarticolato concluso da un coro poligonale, ma privo di campanile.La facciata in origine era preceduta da un portico coperto con volta; nella facciata ovest il portale è fortemente strombato, con modanature semicircolari incrociate al vertice e rosetta a traforo. In corrispondenza dei contrafforti sbiechi nella navata e delle colonne sporgente per tre quarti nel coro sono visibili le imposta di una volta costolonata; sul pavimento stanno due chiavi di volta, di cui si ignora la collocazione originale, con rosetta e cartiglio. nel coro c'è la nicchia del Santissimo Sacramento e il sarcofago a muro su mensole e iscrizioni tracciate dai pellegrini. Nella parte ovest stanno i resti delle fondamenta di un antico ossario, della casa parrocchiale, dell'ospizio, e sul lato sud del coro, le fondamenta della sagrestia.
*La chiesa riformata di Casaccia è un edificio tardobarocco del 1742 rivolto verso la valle, con capocroce pentagonale eretto sulle fondamenta di un antico edificio del 1522 distrutto da una colata di fango. Subì un restauro nel biennio 1986-1987. Sul lato breve a nord-ovest si erge il campanile con tetto a piramide del 1815. Gli spazi già appartenenti alla chiesa primitiva, oggi sotto il livello della navata, sono stati voltati e adibiti a cripta tripartita; vi si accede da un'apertura nel pavimento della navata, La navata è coperta con una [[volta a crociera]] e una volta a ventaglio copre il coro. Il pulpito ottagonale ligneo intagliato è del 1742 circa; notevole l'epitaffio in marmo nero di Petrus e Anna von Salis, deceduti rispettivamente nel 1688 e nel 1674. 
*La chiesa riformata di [[Pietro apostolo|San Pietro]], a '''Coltura'', in posizione isolata su una collina ad ovest del piccolo nucleo abitato, è un edificio tardobarocco costruito ex novo nel 1743, scandito da lesene, con coro rettangolare e campanile a sud, quasi identico a quello della chiesa di [[San Giorgio]] a '''Borgonovo'''. La chiesa subì un restauro nel biennio 1972-1973. Le fondamenta della navata sembrano appartenere ad un precedente edificio del 1518. Il portale ovest con gli stipiti in granito è del 1743. La mensa d'altare del 1743 è in serpentino; il pulpito poligonale reca ornamenti applicati ed intarsi della seconda metà del XVII secolo. Nel coro sta l'epitaffio in marmo dei Redolfi-Stampa del 1742; nella lunetta della parete frontale un ''dipinto ad olio'' è di [[Augusto Giacometti]].
*La chiesa riformata di Nossa Donna, a '''Promontogno''', nell'avvallamento a meridione della torre, è la [[chiesa madre]] di tutta la valle, documentata nel 988; cadde in disuso dal XVI secolo, poi tree il 1840 e il 1863 fu ripristinata per iniziativa del barone Giovanni da Castelmur e di sua moglie Anna che vi hanno trovato sepoltura in una cripta. L'aula costruita dall'architetto milanese Giovanni Crassi Marliani]], termina con un'abside semicircolare, fu sporaelevata rispetto alla chiesa romanica primitiva. seguendone tuttavia la pianta. Il campanile romanico del 1100 circa reca bifore ad arco tra fregoi a di arcatelle su specchi di fondo. All'interno della chiesa il fonte battesimale cilindrico ha un bacino rotondo del XI secolo; il quadro raffigurante la ''Trasfigurazione di Cristo'' del 1841, è di [[Melchior Paul von Deschwanden]]; la pittura su vetro è di [[Giovanni Bertini]]. Pannellature, pulpito e monumentali tombe in marmo dei fondatori sono degli anni 1879-1883.
*L'antica chiesa cattolica di San Gaudenzio, isolata su una collina a sud-est della pianura, edificata nel biennio 1883-1884 dagli architetti [[Jules Rau]] e [[Alexander Kuoni]] su incarico della consorte del committente del Kursaal, la contessa Malvina de Renesse (1846-1884), è un edificio [[neoromanico]] con paraste goticheggianti.
*L'ex chiesa anglicana (Chiesa evangelica), a '''Maloja''', fu costruita nel biennio 1888-1889 dagli'architetti [[Nicolaus Hartmann semior]] e da Alexander Kuoni su commissione della Società anonima Kursaal, è un edificio goticheggiante in muratura con conci a vista, ripidi tetti a padiglione curvi dagli spioventi tronchi e torretta. L'aula, coperta con [[volta a botte|volte a botte]] lignee, termina con un [[coro (architettura)|coro]] rettangolare.
[[File:CH Coltura Palazzo Castelmur 2.jpg|thumb|330px|Il Castello di Castelmuro nella frazione di ''Coltura'']]

===Edilizia civile===
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