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{{quote|La casa dei Teleboi, dove faro spende per i trepidi naviganti<br />la sua luce, dolce emula della notturna errante luna.|Il poeta romano [[Stazio]] si esprime sul faro.<ref>Stazio, ''[[Silvae]]'', 3,5 100-101.</ref><ref>{{Cita|DR|p. 559|Romanelli|harv=s}}.</ref><ref>{{Cita|AM|p. 182|Maiuri|harv=s}}.</ref><ref>{{Cita|EF|p. 218|Federico|harv=s}}.</ref>|Teleboumque domos, trepidis ubi dulcia nautis<br />lumina noctivagae to(contracted; show full)
==Struttura==
La torre è costituita da un [[basamento (architettura)|basamento]] quadrangolare di [[calcestruzzo]]<ref>{{Cita|AA|p. 54|Andrén|harv=s}}.</ref> (largo 12 m) originariamente alto 20 m, dei quali ne rimangono al [[2010]] solo 16 m.<ref name=MD>{{cita web|editore=Museo Diffuso|titolo=Faro romano|data=10 novembre 2010|accesso=10 novembre 2010|url=http://sit.provincia.napoli.it/mdscheda.asp?key=5155}}</ref> Lo stesso
, inoltre, è rivestito completamente da una cortina di [[mattone|mattoni]] a vista.

Al basamento è addossata una torre di sagoma troncoconica, acclusa al complesso nel [[XIV secolo]]. Nell'angolo nordoccidentale del faro sono invece visibili un pilastro e le rimanenze di un arco, probabilmente utilizzato per accedere al primo piano dove era disposta la camera di segnalazione.<ref name=MD/>

==Note==
{{references|2}}
==Bibliografia==
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==Voci correlate==
*[[Tiberio]]
*[[Villa Jovis]]
*[[Salto di Tiberio]]
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{{portale|Antica Roma|Architettura|Capri}}
[[Categoria:Fari della Campania]]