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{{Divisione amministrativa
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|Grado amministrativo = 4
(contracted; show full) chiesa subì un restauro nel biennio 1972-1973. Le fondamenta della navata sembrano appartenere ad un precedente edificio del 1518. Il portale ovest con gli stipiti in granito è del 1743. La mensa d'altare del 1743 è in [[serpentino]]; il pulpito poligonale reca ornamenti applicati ed intarsi della seconda metà del XVII secolo. Nel coro sta l'epitaffio in marmo dei Redolfi-Stampa del 1742; nella lunetta della parete frontale un ''dipinto ad olio'' è di [[Augusto Giacometti]].

*La chiesa riformata di Nossa Donna, a '''Promontogno''', nell'avvallamento a meridione della torre, è la [[chiesa madre]] di tutta la valle, documentata nel 988; cadde in disuso dal XVI secolo, poi tree il 1840 e il 1863 fu ripristinata per iniziativa del barone Giovanni da Castelmur e di sua moglie Anna che vi hanno trovato sepoltura in una cripta. L'aula costruita dall'architetto milanese Giovanni Crassi Marliani]], termina con un'abside semicircolare, fu sporaelevata rispetto alla chiesa romanica primitiva. seguendone tuttavia la pianta. Il campanile romanico del 1100 circa reca bifore ad arco tra fregoi a di arcatelle su specchi di fondo. All'interno della chiesa il fonte battesimale cilindrico ha un bacino rotondo del XI secolo; il quadro raffigurante la ''Trasfigurazione di Cristo'' del 1841, è di [[Melchior Paul von Deschwanden]]<ref>{{DSS|I22002|Melchior Paul von Deschwaden}}</ref>; la pittura su vetro è di [[Giovanni Bertini (pittore)|Giovanni Bertini]]. Pannellature, pulpito e monumentali tombe in marmo dei fondatori sono degli anni 1879-1883.
*L'antica chiesa cattolica di San Gaudenzio, isolata su una collina a sud-est della pianura, edificata nel biennio 1883-1884 dagli architetti [[Jules Rau]] e [[Alexander Kuoni]] su incarico della consorte del committente del Kursaal, la contessa Malvina de Renesse (1846-1884), è un edificio [[neoromanico]] con paraste goticheggianti.

[[File:House of Giovanni Giacometti.JPG|thumb|230px|La casa di Giovanni Giacometti]]


===Edilizia civile===
*L'ex albergo Piz Duan (casa d'abitazione e uffici), edificato nel 1586, ampliato in stile rinascimentale con salone nel 1870 circa; subì un restauro esterno nel 1998. è la casa natale di [[Giovanni Giacometti]]. Dietro, verso monte, c'è il muro del giardino che [[Alberto Giacometti]] immortalò nel suo dipinto '' Paesaggio a Stampa'' del 1952, conservato nel Bündner Kunstmuseum di Coira.
(contracted; show full)
*La casa Redolfi costruita nel 1681 subì un restauro esterno nel 1981; le ''pitture policrome a sfondo architettonico'' sono coeve così come le stanze pannellate.

*La casa d'abitazione eretta nella prima metà del XVIII secolo ha un'imponente facciata con frontone e finestre strombate; gli annessi laterali sono del XIX secolo.

===A Casaccia===
====Edilizia religiosa====
*I ruderi del santuario di [[San Gaudenzio]], a '''Casaccia''', sono visibili a nord sopra il villaggio. Secondo la leggenda locale, San Gaudenzio, nativo di [[Vercelli]], fu missionario in valle e qui subì il martirio nel IV secolo. La chiesa è documentata nel 840 circa tra i possedimenti del convento di [[Pfäfers]], cui apparteneva ancora nel 1116; nel 1440 circa era proprietà della comunità di valle; la chiesa venne ricostruita nel 1519 circa, forse dall'architetto [[Bernardo da Poschiavo]]; nel 1551 subì la furia iconoclatica; fu chiesa sepolcrale fino al 1739, poi da allora cadde in rovina. Nel 1925 si consolidarono gli avanzi, conservando i muri perimetrali - con finestre a traforo [[tardogotico|tardogotiche]] - di un impianto inarticolato concluso da un coro poligonale, ma privo di campanile.La facciata in origine era preceduta da un portico coperto con volta; nella facciata ovest il portale è fortemente strombato, con modanature semicircolari incrociate al vertice e rosetta a traforo. In corrispondenza dei contrafforti sbiechi nella navata e delle colonne sporgente per tre quarti nel coro sono visibili le imposta di una volta costolonata; sul pavimento stanno due chiavi di volta, di cui si ignora la collocazione originale, con rosetta e cartiglio. nel coro c'è la nicchia del Santissimo Sacramento e il sarcofago a muro su mensole e iscrizioni tracciate dai pellegrini. Nella parte ovest stanno i resti delle fondamenta di un antico ossario, della casa parrocchiale, dell'ospizio, e sul lato sud del coro, le fondamenta della sagrestia.
*La chiesa riformata di Casaccia è un edificio tardobarocco del 1742 rivolto verso la valle, con capocroce pentagonale eretto sulle fondamenta di un antico edificio del 1522 distrutto da una colata di fango. Subì un restauro nel biennio 1986-1987. Sul lato breve a nord-ovest si erge il campanile con tetto a piramide del 1815. Gli spazi già appartenenti alla chiesa primitiva, oggi sotto il livello della navata, sono stati voltati e adibiti a cripta tripartita; vi si accede da un'apertura nel pavimento della navata, La navata è coperta con una [[volta a crociera]] e una volta a ventaglio copre il coro. Il pulpito ottagonale ligneo intagliato è del 1742 circa; notevole l'epitaffio in marmo nero di Petrus e Anna von Salis, deceduti rispettivamente nel 1688 e nel 1674. 

====Edilizia civile====
*Il cosiddetto "Convento", ex ospizio al limitare superiore del villaggio di Casaccia, eretto nel 1520 circa su una costruzione del medioevo avanzato. Il largo edificio con un tetto a due spioventi, ha il pianterreno ancora sepolto dai detriti della colata di fango scesa nel 1740. In facciata reca frammenti di ''pitture murali'' di un maestro italiano del 1520 circa, di cui sono riconoscibili soltanto la ''Madonna'' e ''San Iodoco'' davanti ad una nicchia affiancata da pilastri con decorazioni a [[grottesca]]. Nell'attuale pianterreno pannellature tardogotiche  hanno intagli a rilievo poco pronunciato.
*L'edificio neoclassico con tetto a padiglione e oculi baroccheggianti del 1797 ha un asse mediano sottolineato da inferriate alle finestre e da un balcone in ferro battuto; la casa chiude una piccola piazza.
*La casa con l'architrave della porta che reca la data 1600; lo pseudograffito è del 1601; subì un restauro nel 2000.
*La "Casa Gadina" costruita nel 1594 per Gian Zambra Prevost, il stemma a stella con le iniziali si trova sopra il portone della cantina; sotto i von Salis fu ampliata verso est nel 1660 circa; dopo il 1690 divenne proprietà della famiglia Gadina. L'alto ed imponente edificio ha un'ala ovest di quattro piani del 1594 e l'ala est è più bassa di un piano, leggermente fuori asse, ma sotto la stessa linea di colmo. In questa ala a pianterreno c'è un salone di rappresentanza coperto con [[volta a botte]] con testa a padiglione, stemma in stucco della famiglia von Salis e arredi barocchi; la porta è intagliata, il camino aperto reca [[putto|putti]] in stucco. Al primo piano le stanze hanno ricche pannellature e sugli stipiti delle porte e sulle credenze una decorazione intagliata a foglie di acanto.
*L'Hotel Stampa al secondo piano ha una sala barocca con lo stemma nuziale del committente Rudolf von Stampa sul soffitto a scomparti e su uno dei due letti originali del bienno 1734-1735.
*Il ponte ad arco in pietra in '''Val Maroz''', risale al XVIII secolo; fu restaurato nel 2000.
*La stazione di partenza della funivia del 1955, a '''Pranzaira''', che porta al lago artificiale dell'Albigna, è dell'architetto Bruno Giacometti.
*La diga a gravità del lago dell'Albigna è configurata come un imponente sbarramento in [[calcestruzzo]] tra il Piz Balzet e lo Spazzacaldeira, fu completata nel 1959, presenta fughe di blocchi all'interno delle diga che si presenta in vani di notevole altezza. 

===A Promontogno===
Il villaggio nel fondovalle consta di edifici in pietra e costruzioni in travi di legno rivestite; le case hanno finestre incorniciate da graffiti e iscrizioni.
====Edilizia religiosa====
*La chiesa riformata di Nossa Donna, nell'avvallamento a meridione della torre, è la [[chiesa madre]] di tutta la valle, documentata nel 988; cadde in disuso dal XVI secolo, poi tree il 1840 e il 1863 fu ripristinata per iniziativa del barone Giovanni da Castelmur e di sua moglie Anna che vi hanno trovato sepoltura in una cripta. L'aula costruita dall'architetto milanese Giovanni Crassi Marliani]], termina con un'abside semicircolare, fu sporaelevata rispetto alla chiesa romanica primitiva. seguendone tuttavia la pianta. Il campanile romanico del 1100 circa reca bifore ad arco tra fregoi a di arcatelle su specchi di fondo. All'interno della chiesa il fonte battesimale cilindrico ha un bacino rotondo del XI secolo; il quadro raffigurante la ''Trasfigurazione di Cristo'' del 1841, è di [[Melchior Paul von Deschwanden]]<ref>{{DSS|I22002|Melchior Paul von Deschwaden}}</ref>; la pittura su vetro è di [[Giovanni Bertini (pittore)|Giovanni Bertini]]. Pannellature, pulpito e monumentali tombe in marmo dei fondatori sono degli anni 1879-1883.

====Edilizia civile====
*Il villino di Giovanni Sottovia del 1879 per Anna de Castelmur, accanto alla chiesa di Nossa Donna, è una dimora con morivi desunti da romanico e dal gotico, con annesso giardino. Al complesso appartengono diversi edifici.
*Due case della famiglia von Salis risalenti al XVI secolo, una costruita nel 1531 e la Pensione Sciora costruita nel 1594.
*Le case della famiglia Scartazzini del XVIII secolo, una eretta secondo l'iscrizione nel 1741 per Bartolomeo Scartazzini, una seconda del 1700, un'altra con graffiti scialbati, costruita nel 1712, un'altra casa del 1725 reca motivi architettonici dipinti nel 1728; l'ala ovest è del 1820; altra casa sorta nel 1783 conserva nelle stanze pregevoli soffitti barocchi; segue una casa eretta nel 1790.
*La casa d'abitazione eretta nel biennio 1882-1883 stilisticamente riconducibile ai castelletti ottocenteschi si trova all'estremità di un complesso storico-industriale sul fiume Maira (Mera), cui appartenevano la panetteria, un mulino e in origine alche la centrale elettrica di Sottoporta del 1897.
*L'Hotel Bregaglia, eretto nel biennio 1876-1877 in posizione dominante da [[Giovanni Sottovia]], è una costruzione tardoneoclassica con torre e strutture laterali ad angolo; all'interno l'atrio ottagonale ha una copertura in vetro; il foyer ha uno spazioso vano scale; A monte si trova il parco e a valle un ampio panorama sulla bassa Bregaglia.
*I cosiddetti crotti sulla strada per [[Bondo]], circondati da castagni, sono piccoli edifici cubici con un ambiente che introduce alla cantina ricavata nella roccia e una camera soprastante.
*La scuola elementare eretta da Ottavio Ganzoni nel 1905, è un edificio tardoneoclassico con ornamentazione [[liberty]], con massiccio avancorpo d'ingresso e torretta; la palaetra e la sala polivalente del 1994 sono dell'architetto [[Armando Ruinelli]].
*Il ponte a d arco in pietra sulla Maira del XVI-XVII secolo, restaurato nel biennio 1999-2000.
*Un notevole raggruppamento di stalle si trova ad ovest del villaggio, le più antiche con la parte superiore formata da tronchi ad incastro su un massiccio zoccolo; le più recenti con pilastri d'angolo in muratura.
 
====Edilizia militare====
*La Nossa Donna, sopra Promontogno, è uno sbarramento di roccia che declina per gradi e divide l'alta dalla bassa Bregaglia; per lungo tempo segnò il confine tra le diocesi di Como e di Coira. Rimangono importanti resti di un importante sistema fortificato. Sul terrazzo roccioso inferiore attraversato a valle dall'antico sentiero, si nota lo sbarramento sulle gole del fiume Maira (Mera) costituito da due mura difensive, di cui quella ad est, con porta; si conserva in avanzi ragguardevoli; al margine nord del terrazzo si trova l'antico insediamento romano «murus»; si effettuarono scavi negli anni 1923-1925. Sul terrazzo di mezzo: 
*le rovine della rocca feudale di Castelmur, citata nel 840 circa, come «castellum ad Bergalliam»; fu oggetto di ripetute contese tra Coira e [[Chiavenna]]. Data in feudo ai Castelmur, ministeriali del vescovo di Coira, documentati per la prima volta nel 1190, dal XIV secolo fu ascritta alle famiglie Castelmur, Salis e Planta; forse fu abbandonata nel XVI secolo e da allora è in rovina. Si vedono mi resti di un muro di confine esteso a tre balze del terreno. La torre abitativa a cinque piani fu eretta nel 1300 circa, anticamente era munita di un camminamento di ronda e di una cinta muraria irregolare attorno alla piattaforma rocciosa.
*La rovina della Torraccia su un dosso morenico ad occidente del villaggio, fu forse una fortificazione vescovile eretta intorno al 1200 a difesa delle direttrice del passo del Settimo; rimane ancora in piedi un angolo di muro.

==Note==
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==Bibliografia==
*Renato Stampa, ''Storia della Bregaglia'', 1974 (1991³)
*AA.VV., ''Guida d'arte della Svizzera italiana'', Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 527-528, 532-535.

==Altri progetti==
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==Collegamenti esterni==
*[http://www.portalebregaglia.ch/stampa/ Stampa su PortaleBregaglia.ch]
*{{DSS|I1535|Stampa}}
*[http://ivs-gis.admin.ch/ivs2b.php# Inventario delle vie di comunicazione: Stampa]
*[http://map.schweizmobil.ch/?lang=it Mappa geografica].

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[[Categoria:Comuni svizzeri soppressi]]
[[Categoria:Località del Canton Grigioni]]

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