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{{Infobox edifici religiosi
|NomeEdificio   = Pontificia Basilica di Sant'Antonio di Padova, Santuario Internazionale
<small>anche conosciuta come </small> ''Basilica del Santo''
|Immagine       = Padova, basilica del santo.JPG
|Didascalia     = L'esterno della basilica
|Larghezza      = 300px
(contracted; show full)

Secondo il suo desiderio, vi fu sepolto subito dopo la morte ([[1231]]) e le sue spoglie vi rimasero fino al [[1263]], quando vennero traslate al centro della basilica, sotto la cupola. Da quel momento fu trasformata in una cappella della basilica e ne ebbero il patronato prima la famiglia ''Rogati-Negri'' e poi gli ''[[Obizzi]]''.


L'altare consta di un baldacchino in perfetto stile gotico con cuspidi, retto da quattro agili colonnine e ornato da sculture:
* ''Angelo annunciante e Madonna'' sui pinnacoli anteriori;
* ''Padre eterno'' sulla punta della [[ghimberga]];
* ''Cristo morto'' in bassorilievo nel timpano;
* ''Angeli con gli strumenti della passione'' nei [[pulvini]];
* ''San Giovanni Battista e la [[Maddalena]]'' sui pinacoli posteriori.
Le sculture sono attribuite a [[Rinaldino di Puydarrieux]] ed alla sua bottega, come a lui appartiene la statua della ''Madonna con Gesù bambino'', in pietra policroma. Come si legge nell'iscrizione sul plinto, la statua fu realizzata nel [[1396]] a cura della ''Confraternita di sant'Antonio''.

Sullo sfondo è presente un affresco con il ''Profeta Isaia, il re Davide ed angeli'', opera di un seguace di [[Altichiero]], forse [[Jacopo da Verona]].

Sulla parete destra compaiono un affresco con ''Immagine di un santo vescovo'', di autore ignoto del [[XIV secolo]], un altro altro con ''Madonna in trono con Gesù bambino e quattro santi'', anch'esso di autore ignoto del [[XIV secolo]] e da ultimo un affresco votivo con ''Sam Prosdocimo, sant'Antonio, l'arcangelo Michele e san Ludovico d'Angiò e lo sconosciuto committente'', opera della cerchia di [[Altichiero]].

Sull'arcone che immette alla basilica compaiono alcuni bassorilievi con l'aquila, emblema familiare dei Rogati-Negri. Sempre sull'arcata si vede un ''Sant'Antonio'' risalente al tardo [[XIII secolo]]. Tutti gli affreschi sono molto sciupati, causa l'età, le traversie e l'incuria umana.

Sempre sulla parete destra vi è il ''Mausoleo di Raffaele Fulgosi'', morto nel [[1427]], docente di diritto all'Università e rappresentante di Venezia al [[concilio di Costanza]]. Gli artefici dell'opera, completata verso il [[1430]], furono [[Pietro Lamberti]], [[Giovanni Nanni]] e [[Onofrio di Marco]]. L'opera ha trovato ispirazione dal monumento eretto poco anni prima all'[[antipapa Giovanni XXIII]] da [[Donatello]] e [[Michelozzo]] e che si trova nel [[Battistero di Firenze]]. Il mausoleo ha due punti prospettici diversi: l'immagine del dotto giurista è riprodotta  due volte, in mezzo a volumi di diritto e statuine che raffigurano le virtù civiche. Le due facce del sarcofago presentano da un lato dei putti che reggono una iscrizione, dall'altro Cristo morto tra la Madonna e san Giovanni. Nel basamento vi sono rilievi con la Giustizia, la Prudenza e la Carità; nella faccia prospiciente la basilica si vedono la Fortezza, la Fede e la Speranza.

Sul margine della parete vi sono inoltre tre affreschi mutili: la ''Madonna in trono'', di un pittore che segue la manieradi [[Gentile da Fabriano]]; un ''Medaglione con profilo di imperatore romano'', di seguace del [[Andrea Mantegna|Mantegna]] e in basso ''Quattro santi'' che, secondo il Toesca sarebbero della scuola di [[Tommaso da Modena]].

La parete sinistra è dominata dal ''Sarcofago in marmo rosso della famiglia Rogati-Negri'', risalente alla metà del [[XIV secolo]]. Il mausoleo, anepigrafico, è posto sopra un avello più antico, che è praticamente nascosto. Sul fronte è scolpito ''Cristo in trono sostenuto da due angeli'' e sul coperchio un ''Gentiluomo a cavallo tra aquile araldiche della famiglia Rogati-Negri''. Negli acroteri, sempre in bassorilievo, i ''Santi Prosdocimo, Matteo, Marco, Giovanni e Giustina''. L'autore è ignoto.

Dipinti su questa parete si possono ammirare il ''San Francesco con santa Caterina d'Alessandria ed accanto il committente'', lavoro di scuola bolognese del [[XIV secolo]]; ''Gesù si accomiata dalla Madre'', opera molto sciupata di [[Giusto de' Menabuoi]], con lunga iscrizione in volgare, che però risulta assolutamente illeggibile, visto il pessimo stato di conservazione. Oltre l'arco il ''San Ludovico d'Angiò'' di ignoto pittore del [[XIV secolo|Trecento]]. Da ultimo, a sinistra dell'altare, una ''Santa martire'', attribuita a  [[Giusto de' Menabuoi]].

Sul pavimento, al centro, ''tomba dei marchesi Obizzi'', che si estinsero nel [[1803]]. L'iscrizione è dedicata a ''Ferdinando'', feldmaresciallo imperiale.

===Cappella del beato [[Luca Belludi]]===
[[File:Padova, basilica del santo, cappella con affreschi di giusto dei menabuoi 01.JPG|thumb|left|Cappella del beato Luca Belludi - Affreschi dell'abside di [[Giusto de' Menabuoi]].]]
[[File:Padova, basilica del santo, cappella con affreschi di giusto dei menabuoi 02.JPG|thumb|right|Cappella del beato Luca Belludi - Vele con Cristo, san Giacomo minore e San Filippo, lavori di [[Giusto de' Menabuoi]].]]
(contracted; show full)[[ja:サンタントーニオ・ダ・パードヴァ聖堂]]
[[lt:Padujos Šv. Antano bažnyčia]]
[[nl:Basilica di Sant'Antonio]]
[[pl:Bazylika św. Antoniego w Padwie]]
[[pt:Basílica de Santo Antonio de Pádua]]
[[ru:Базилика Святого Антония]]
[[th:บาซิลิกาซานอันโตนิโอแห่งปาดัว]]
[[vec:Cexa de Sant'Antonio (Padoa)]]