Difference between revisions 50368243 and 50507004 on itwiki{{Nota disambigua|altre basiliche omonime|[[Basilica di San Marco (disambigua)]]}} {{Infobox edifici religiosi |NomeEdificio= Basilica Cattedrale Patriarcale Metropolitana Primaziale di San Marco Evangelista |Immagine=Venedig Basilika.jpg |Didascalia= Facciata della basilica rivolta verso la piazza |Larghezza= 350px |Città=[[File:Venezia-Stemma.png|20 px]] [[Venezia]] |Stato= [[File:Flag of Italy.svg|20 px]] [[Italia]] |Regione={{IT-VEN}} |Religione= [[Chiesa cattolica|Cristiana cattolica]] di [[Rito Romano]] |Diocesi=[[File:Stemma Diocesi Venezia.gif|20 px]] [[Patriarcato di Venezia]] |AnnoConsacr= [[828]] (prima basilica) |StileArchitett= [[romanico]]-[[bizantino]] e [[gotico]] |InizioCostr= [[1063]] (basilica attuale) |FineCostr= [[1617]] |Website=[http://www.basilicasanmarco.it/ Basilica di San Marco] }} La '''basilica di San Marco''' a [[Venezia]] è la chiesa principale della città, [[cattedrale]] della città e sede del [[Patriarca di Venezia|Patriarca]]. È uno dei principali monumenti di [[piazza San Marco]], che da essa prende il nome. Sino alla caduta della [[Repubblica Serenissima]] è stata la [[chiesa palatina]] dell'attiguo [[Palazzo Ducale (Venezia)|palazzo Ducale]], retta a [[prelatura territoriale]] sotto la guida di un [[Primicerio della basilica di San Marco|primicerio]] nominato direttamente dal [[Doge (Venezia)|doge]]. Ha assunto il titolo di cattedrale a partire dal [[1807]], quando fu qui trasferito dall'[[Basilica di San Pietro di Castello|antica cattedrale di San Pietro di Castello]]. == La storia == === La costruzione === [[File:Basilica de San Marco.jpg|thumb|right|300px|Basilica di San Marco, vista dal Campanile]] La prima Chiesa dedicata a San Marco, voluta da [[Giustiniano Partecipazio]], fu costruita accanto al Palazzo Ducale nell'[[828]] per ospitare le reliquie di San Marco trafugate, secondo la tradizione, ad [[Alessandria d'Egitto]] da due mercanti veneziani: Buono da Malamocco e Rustico da Torcello. Questa chiesa sostituì la precedente [[cappella palatina]] dedicata al santo bizantino [[San Teodoro di Amasea|Teodoro]] (il cui nome era pronunciato dai veneziani ''Tòdaro''), edificata in corrispondenza dell'attuale piazzetta dei leoni, a nord della basilica di San Marco. Risale al IX secolo anche il primo [[Campanile di San Marco]]. [[File:San Marco cathedral in Venice.JPG|thumb|right|300px|San Marco e il Leone, sulla sommità del frontone]] La primitiva chiesa di San Marco venne poco dopo sostituita da una nuova, sita nel luogo attuale e costruita nell'[[832]]; questa però andò in fiamme durante una rivolta nel [[976]] e fu quindi nuovamente edificata nel [[978]] da [[Pietro Orseolo I]]. La basilica attuale risale ad un'altra ricostruzione (iniziata dal [[doge]] [[Domenico Contarini]] nel [[1063]] e continuata da [[Domenico Selvo]] e [[Vitale Falier]]) che ricalcò abbastanza fedelmente le dimensioni e l'impianto dell'edificio precedente. In particolare la forma architettonica nel suo complesso si avvicina molto a quella dell'antica [[Chiesa dei Santi Apostoli (Costantinopoli)|Basilica dei Santi Apostoli]] di [[Costantinopoli]] (oggi distrutta), la seconda chiesa più importante della città e mausoleo imperiale. La nuova consacrazione avvenne nel [[1094]]; la leggenda colloca nello stesso anno il ritrovamento miracoloso in un pilastro della basilica del corpo di San Marco, che era stato nascosto durante i lavori in un luogo poi dimenticato. Nel 1231 un incendio devasta la basilica di San Marco che viene subito restaurata. === La decorazione === La splendida decorazione a [[mosaici]] dorati dell’interno della basilica è già quasi completa alla fine del [[XII secolo]]. Entro la prima metà del [[XIII secolo|Duecento]] fu costruito un vestibolo (il ''[[nartece]]'', spesso chiamato [[atrio (architettura)|atrio]]) che circondava tutto il braccio occidentale, creando le condizioni per la realizzazione di una [[facciata]] (prima di allora l'esterno era con mattoni a vista, come nella [[Duomo di Murano|basilica di Murano]]). [[File:Venice – The Tetrarchs 03.jpg|thumb|right|200px|I ''[[Monumento ai Tetrarchi|Tetrarchi]]'']] I secoli successivi hanno visto la basilica arricchirsi continuamente di colonne, fregi, marmi, sculture, ori portati a Venezia sulle navi dei mercanti. Spesso si trattava di materiale di spoglio, ricavato cioè da antichi edifici demoliti. In particolare, il bottino del sacco di [[Costantinopoli]] nel corso della [[Quarta Crociata]] ([[1204]]) arricchì il tesoro della basilica e fornì arredi di grande prestigio. === Gli ultimi interventi === Nel Duecento, nell'ambito dei lavori che stavano trasformando l'aspetto della piazza, le [[cupole]] furono sopraelevate con tecniche di costruzione [[arte bizantina|bizantine]] e [[fatimidi|fatimide]]: esse sono costruzioni lignee rivestite da lamine di piombo soprastanti le cupole originali più antiche, sulle quali si sviluppa il rivestimento musivo che si ammira all'interno della chiesa. Solo nel [[XV secolo]], con la decorazione della parte alta delle facciate, si definisce l'attuale aspetto esteriore della basilica; nonostante ciò, essa costituisce un insieme unitario e coerente tra le varie esperienze artistiche a cui è stata soggetta nel corso dei secoli. Infine furono realizzati il Battistero e la Cappella di [[Sant'Isidoro di Chio]] ([[XIV secolo]]), la sagrestia ([[XV secolo|XV]]) e la [[Cappella Zen]] ([[XVI secolo|XVI]]). Nel [[1617]], con la sistemazione di due altari all’interno, la basilica può dirsi compiuta. === Le figure chiave === In quanto ''chiesa di Stato'', la basilica era retta dal [[doge]] e non dipendeva dal [[patriarca (cristianesimo)|patriarca]], che aveva la sua cattedra presso la [[chiesa di San Pietro (Venezia)|chiesa di San Pietro]]. Il doge stesso nominava un clero ducale guidato dal [[Primicerio della basilica di San Marco|primicerio]]. Solo dal [[1807]] San Marco divenne ufficialmente [[cattedrale]]. L’amministrazione della basilica era affidata ad un importante magistratura della [[Repubblica di Venezia]], i [[Procuratori di San Marco]], la cui sede erano le [[Procuratie]]. Tutti i lavori di costruzione e di restauro erano diretti dal [[proto (Venezia)|proto]]: hanno occupato questa carica grandi architetti come [[Jacopo Sansovino]] e [[Baldassarre Longhena]]. Procuratori di San Marco e proto esistono tuttora e svolgono per il Patriarcato gli stessi compiti di un tempo. === La conservazione === I lavori di restaurazione della Basilica avvenuti a fine '800 (1865-1875) crearono un vero dibattito culturale sullo stato di conservazione delle opere contenute e sulla perdita di ampie porzioni di mosaico interne alla Cappella Zen e al Battistero. Fu così che dal 1881 al 1893 Ferdinando Ongania, uno dei più celebri editori veneziani, si dedicò alla realizzazione di un'opera chiamata appunto "La Basilica di San Marco in Venezia" che voleva fotografare e conservare la bellezza di tutti gli elementti decorativi che rendono unica la Basilica affinché in futuro ogni intervento di ‘restauro’ si confrontasse con la situazione documentata nella sua Opera. == L'esterno == Dall'esterno, diviso in tre differenti registri — piano inferiore, terrazza, cupole — prevale la larghezza, poiché in una città come Venezia, che appoggia su un terreno sabbioso, si tendeva a realizzare gli edifici in larghezza, dal peso più equilibrato. È infatti lunga 76,5 metri e larga 62,60 (al [[transetto]]), mentre la [[cupola]] centrale è alta 43 metri (28,15 all'interno). La facciata presenta due ordini, uno al pian terreno che è scandito da cinque grandi portali strombati che conducono all'atrio interno. Quella centrale è decorata in senso monumentale. Il secondo ordine forma una terrazza percorribile e presenta quattro arcate cieche più una centrale in cui si apre una loggia che ospita la quadriga. === La facciata === [[File:San Marco part..jpg|thumb|Un particolare.]] [[File:San Alipio facade door of Saint Mark's Basilica of Venice.jpg|thumb|''Traslazione del corpo di San Marco'', XIII secolo, portale di S. Alipio.]] La facciata marmorea risale al XIII secolo. Vi furono inseriti [[mosaici]], bassorilievi ed una grande quantità di materiale di spoglio eterogeneo. Ciò diede la caratteristica policromia, che si combina con i complessi effetti di chiaroscuro dovuti alle multiformi aperture ed al gioco dei volumi. Le due porte di ingresso alle estremità vennero realizzate con [[Timpano (architettura)|timpani]] ad [[arco inflesso]], di chiara ispirazione [[araba]], forse volute anche per ricordare [[Alessandria d'Egitto]], dove era avvenuto il [[martirio]] di San Marco. Le porte bronzee risalgono a epoche diverse: a sud la ''Porta di San Clemente'' è bizantina e risale all'XI secolo; quella centrale, di produzione incerta, è del XII secolo; le porte secondarie sono più tarde e sono decorate secondo un gusto antichizzante. Nella facciata laterale rivolta a sud anticamente si apriva la Porta da Mar, l'ingresso posto vicino al Palazzo Ducale e al molo, dal quale si entrava a Venezia. Tra i mosaici della facciata, l'unico rimasto degli originali duecenteschi è quello sopra il primo [[portale]] a sinistra, il portale di Sant'Alipio, che rappresenta l'ingresso del corpo di [[San Marco]] nella basilica com'era allora. Gli altri, danneggiati, furono rifatti tra il [[XVII secolo|XVII]] e il [[XIX secolo]] mantenendo i soggetti originali, che fatta eccezione per il mosaico sopra portale centrale, hanno tutti come soggetto principale il corpo del santo, dal suo ritrovamento presso [[Alessandria d'Egitto]] ad opera di due mercanti veneziani avvenuta nel [[829]] all'arrivo delle sacre spoglie in città e alla successiva deposizione. La [[lunetta]] del portale centrale è decorata secondo l'usanza tipicamente occidentale in epoca [[Arte romanica|romanica]], con un ''Giudizio universale'', incorniciato da tre archi scolpiti di diverse dimensioni, che riportano una serie di ''Profeti'', di ''Virtù sacre e civili'', di ''Allegorie dei mesi'', dei ''Mestieri'' e di altre scene simboliche con animali e putti ([[1215]]-[[1245]] circa). Questi rilievi mescolano suggestioni orientali e del [[romanico lombardo]] (quali le opere di [[Wiligelmo]]), ma vennero realizzati da maestranze locali. Dagli archi inflessi dell’ordine superiore, decorati in stile [[gotico]] fiorito, le statue delle [[Virtù cardinali]] e [[Virtù teologale|teologali]], quattro santi guerrieri e San Marco vegliano sulla città. Nell’arco del finestrone centrale, sotto San Marco, il ''[[Leone di San Marco|Leone alato]]'' mostra il libro con le parole ''"[[Pax tibi]] Marce Evangelista meus"''. === La quadriga === [[File:Quadriga Venice.JPG|thumb|250px|Le copie della ''Quadriga'']] {{Vedi anche|Cavalli di San Marco}} Tra le opere d'arte provenienti da [[Costantinopoli]], la più celebre è rappresentata dai famosi [[Cavalli di San Marco|cavalli di bronzo dorato e argentato]], di incerta origine<ref>L'opera, attribuita a [[Lisippo]], proveniva da [[Delfi]], dove era stata posta dai [[Rodi]]i come ex voto per la liberazione dall’assedio di [[Demetrio Poliorcete]] nel [[304 a.C.]] Era stata collocata nell'Ippodromo a celebrare la vittoria di [[Costantino]], e fu portata a Venezia da [[Enrico Dandolo]] nel [[1204]] (cfr. [http://www.uni-koeln.de/phil-fak/ifa/zpe/downloads/1999/126pdf/126095.pdf I cavalli di San Marco e i ''Lithica'' orfici])</ref>, che furono razziati dai Veneziani, durante la [[IV crociata]] dall'[[Ippodromo di Costantinopoli]], la capitale dell'[[Impero romano d'Oriente]] e posti sopra il portale centrale della basilica. Delle molte quadrighe che ornavano gli [[Arco trionfale|archi trionfali]] dell’antichità, questa è l’unico esemplare al mondo rimasto. Dopo il lungo restauro iniziato nel 1977, i cavalli di San Marco sono oggi conservati nel Museo di San Marco all'interno della basilica, sostituiti sulla balconata da copie. === I pilastri acritani === Giunti a [[Venezia]] anch'essi durante l'epoca delle [[crociate]], posti di fronte al fianco sinistro della [[basilica]] proprio innanzi alla Porta della Carta, antico accesso degli archivi di stato della [[Serenissima]], si trovano due pilastri provenienti dalla [[basilica di San Polieucto]], trafugati per nave da [[San Giovanni d'Acri]], da cui deriva il nome. La loro dislocazione nel panorama della Piazzetta, che è a ben notare priva di senso, deriva dall'effettiva sovrabbondanza di manufatti di pregio accumulati dai veneziani durante le crociate, che riconoscendone il valore ma non avendo più spazi vuoti all'interno o sulla facciata della basilica decisero di piantarli li dove oggi si possono ammirare. Finemente lavorati, essi presentano motivi [[sasanidi]] come palmette alate, pavoni, uva, eseguiti con chiarezza distributiva e precisione magistrale; rappresentano una delle prime evidenze dell'introduzione di decorazioni orientaleggianti nel panorama artistico occidentale. Presso l'angolo verso la piazza è la ''pietra del bando'', tronco di colonna in [[porfido]] proveniente dalla [[Siria]], da cui il ''commandador'' della Repubblica leggeva le leggi e i bandi alla cittadinanza. La pietra fu spezzata dalle macerie del campanile nel [[1902]].<ref>''Venezia'', Guide d'Italia, Touring Club Italiano, 2012, pag. 223</ref> === I tetrarchi === {{vedi anche|Monumento ai Tetrarchi}} Opera databile verso la fine del [[III secolo]], trasferita a [[Venezia]] dopo il [[Quarta crociata|saccheggio di Costantinopoli]] del [[1204]]. Raffigura, in un blocco di [[porfido rosso antico|porfido]] rosso dell'altezza di circa 130 cm, le figure dei "tetrarchi", ovvero i due cesari e i due augusti (un cesare ed un augusto per ognuna delle parti in cui l'[[impero romano]] venne suddiviso dall'imperatore [[Diocleziano]] con la sua riforma). Tra gli storici dell'arte è ancora in corso il dibattito in merito a quale delle due [[tetrarchia|tetrarchie]] si riferisca la scultura. Una leggenda popolare vuole invece che questa scultura sia quella di quattro ladroni sorpresi dal Santo della basilica intenti a rubare il suo tesoro custodito all'interno e che furono da esso pietrificati e successivamente murati di fianco alla [[Porta della Carta]] dai veneziani, proprio all'angolo del Tesoro. == Il nartece == Il [[nartece]] con la sua luce smorzata prepara il visitatore all’atmosfera soffusa dell’interno dorato, come l’Antico Testamento rappresentato dai mosaici del soffitto prepara al Vangelo raffigurato in basilica. I soggetti principali sono la ''Genesi'' ed episodi delle vite di ''Noè'', ''Abramo'', ''Giuseppe'', ''Mosè''. Attualmente l’atrio si compone di due ambienti, in quanto Battistero e Cappella Zen furono ottenuti chiudendone il lato sud. I mosaici dell’atrio comprendono tra l’altro sei cupolini: [[Genesi]], [[Abramo]], tre cupolini di [[Giuseppe]] e cupolino di [[Mosè]]. Nella cupola della Genesi o Creazione stanno ventisei scene che iniziano con la creazione del cielo e della terra. Non comune è la scena della benedizione del settimo giorno” con Dio in trono circondato dai sei [[angelo|angeli]] dei primi sei giorni. Seguono la creazione di [[Eva]] dalla costola di [[Adamo]], la tentazione del serpente, la cacciata dal [[Paradiso Terrestre]], e gli altri episodi caratteristici del Libro. I mosaici delle prime tre cappelle furono realizzati tra il 1220 e il 1240. Dopo una lunga interruzione di lavori, dovuta all'impiego delle squadre di mosaicisti veneziani nella chiesa di San Salvador, il cantiere fu riaperto con la decorazione delle ultime cupole intorno al 1260-1270. Accanto al portale che immette alla chiesa si aprono alcune nicchie nelle quali sono accolti mosaici che rappresentano la [[Theotokos]], gli Apostoli e, nel registro inferiore, gli Evangelisti. Questi mosaici fanno parte della prima campagna decorativa della chiesa, quella che include anche il mosaico con i quattro protettori della città nell'abside ([[San Pietro]], [[San Nicola]], [[San Marco]] e [[Sant'Ermagora]]) e i lacerti di [[Deposizione di Gesù|Deposizione]] ritrovati sul tetrapilo di sud-est del presbiterio, tutti risalenti all'ultimo quarto dell'XI secolo, cioè al periodo del doge [[Domenico Selvo]]. Le figure della Theotokos e degli Apostoli sembrano appartenere a un atelier bizantino, mentre quelle degli Evangelisti (forse di poco successive) presentano caratteri che li avvicinano allo stile di maestranze venete. Il linguaggio è assimilabile a quello bizantino di provincia, che ha il suo esito più alto nei mosaici della chiesa della Neà Monì di [[Chio (isola)|Chio]]. == L'interno == [[File:Interno della basilica di san marco, venezia.jpg|thumb|200px|L'interno]] [[File:Veneto Venezia2 tango7174.jpg|thumb|200px|La cupola]] [[File:Ikonostase2.jpg|thumb|200px|L'iconostasi]] La pianta della basilica è a [[croce greca]] con cinque [[cupole]] distribuite al centro e lungo gli assi della croce e raccordate da arconi (come nella [[chiesa dei Santi Apostoli (Costantinopoli)|chiesa dei Santi Apostoli]] dell'epoca di [[Giustiniano]], modello evidente per la basilica veneziana). Le [[navate]], tre per braccio, sono divise da colonnati che confluiscono verso i massicci pilastri che sostengono le cupole; non sono realizzati come blocco unico di muratura ma articolati a loro volta come il modulo principale: quattro supporti ai vertici di un quadrato, settori di raccordo voltati e parte centrale con cupoletta. Le pareti esterne e interne sono invece sottili, per alleggerire il peso dell'edificio sul delicato suolo veneziano, e sembrano quasi diaframmi tesi tra pilastro e pilastro, a reggere la [[balaustra]] dei [[matronei]]; non hanno una funzione di sostegno, solo di tamponamento. Pareti e pilastri sono completamente rivestiti, nel registro inferiore, con lastre di marmi policromi. Il pavimento ha un rivestimento marmoreo disegnato con moduli geometrici e figure di animali mediante le tecniche dell’[[opus sectile]] e dell’[[opus tessellatum]]; sebbene continuamente restaurato, conserva alcune parti originali del XII secolo. === Presbiterio === Elementi di origine occidentale sono la [[cripta]], che interrompe la ripetitività di una delle cinque unità spaziali, e la collocazione dell'[[altare]], non al centro della struttura (come nei ''[[martyrion]]'' bizantini), ma nel [[presbiterio]]. Per questo i bracci non sono identici, ma sull'asse est-ovest hanno la navata centrale più ampia, creando così un asse longitudinale principale che convoglia lo sguardo verso l'altare maggiore, che custodisce le spoglie di [[San Marco]]. Dietro l’altare maggiore, rivolta verso l’[[abside]], è esposta la [[Pala d'oro]], che fa parte del Tesoro di San Marco. Il gruppo di colonne istoriate che reggono il [[ciborio]] sopra l'altare maggiore, riproducono modelli paleocristiani, con citazioni anche ricalcate, sebbene magari ricontestualizzate o anche fraintese. Questo ''revival'' appositamente ricreato è da inquadrare nel desiderio di Venezia di riallacciarsi con l'epoca di [[Costantino]] assumendosi l'eredità dell<nowiki>'</nowiki>''Imperii christiani'' dopo aver conquistato [[Costantinopoli]]. Il presbiterio è separato dal resto della basilica da un’[[iconostasi]], {{citazione necessaria|ispirata alle chiese bizantine}}. È formata da otto colonne in marmo rosso broccatello e coronata da un alto Crocifisso e da statue di [[Pierpaolo dalle Masegne|Pier Paolo]] e [[Jacobello dalle Masegne]], capolavoro della scultura gotica (fine XIV secolo). Dal presbiterio si accede alla sagrestia e ad una chiesetta del XV secolo dedicata a San Teodoro (eretta da [[Giorgio Spavento]] con ''i pilastri a fusarole e fogliami'' per il contorno del ''[[portale]]'' scolpiti da [[Sebastiano da Milano]]), dove è esposta una Adorazione del Bambino di [[Giambattista Tiepolo]]. === Transetto destro === All’inizio del transetto destro, collegato al Palazzo Ducale, si trova l’''[[ambone]] delle reliquie'', da dove il neo eletto doge si mostrava ai veneziani. Nella navata sinistra si trovano la ''cappella di [[Papa Clemente I|San Clemente]]'' e l’altare del ''Sacramento''. Qui è il pilastro in cui fu ritrovato nel 1094 il corpo di San Marco, come raccontato negli interessanti mosaici della navata destra (da dove si entra negli ambienti del Tesoro di San Marco). === Transetto sinistro === All’inizio del transetto sinistro c’è invece l’''ambone doppio'' per la lettura delle Scritture; seguono, nella navata destra, la cappella di [[San Pietro]] e la cappella della ''[[Madonna Nicopeia]]'', un’icona bizantina giunta a Venezia dopo la Quarta Crociata ed oggetto di devozione. Sul lato nord ci sono gli ingressi alla cappella di Sant’Isidoro di Chio ed alla cappella Mascoli. == I mosaici == [[File:Narthex Markusdom Schöpfung.JPG|thumb|200px|La ''Cupola della Genesi'']] La decorazione musiva della basilica copre un arco di tempo molto ampio ed è probabilmente dettata da un programma iconografico coerentemente unitario. I [[mosaici]] più antichi sono quelli dell'abside (''[[Cristo pantocratore]]'', rifatto però nel XVI secolo, e figure di santi e apostoli) e dell'ingresso (''Apostoli'' ed ''Evangelisti'', di cui si è detto sopra), realizzati alla fine dell'XI secolo da artisti greci e veneziani, e che mostrano affinità ai mosaici, per esempio, della [[duomo di Ravenna|Cattedrale Ursiana di Ravenna]] (1112) o a quelli degli Apostoli nell'abside della [[cattedrale di San Giusto (Trieste)|Cattedrale di San Giusto]] a [[Trieste]]. Gli ''Apostoli'' con la ''Theotokos'' e gli ''Evangelisti'' probabilmente decoravano l’ingresso centrale alla basilica ancora prima della costruzione del nartece. I restanti mosaici dell'edificio vennero aggiunti nella seconda grande campagna decorativa a partire dalla seconda metà del XII secolo, da artisti bizantini e veneziani. L'atrio presenta ''Storie dell'Antico testamento'', le tre cupole sull'asse longitudinale apoteosi divine e cristologiche, gli arconi relativi presentano episodi dei Vangeli, le cupole laterali storie di santi. La ''Cupola della Pentecoste'' (la prima a ovest) venne realizzata entro la fine del XII secolo, forse riproducendo le [[miniature]] bizantine di un manoscritto della corte bizantina. La cupola centrale è detta ''dell'Ascensione'', mentre quella sopra l'altare maggiore ''dell'Emanuele'', e furono decorate dopo quella della ''Pentecoste''. Successivamente ci si dedicò all'istoriazione della ''Cupoletta della Genesi'' dell'atrio (1220-1240 circa), seguendo fedelmente le illustrazioni della ''[[Bibbia Cotton]]'' (un altro ''revival'' paleocristiano).<ref>[http://www.scudit.net/mddarwingenesi.htm La "Cupoletta della Genesi" a San Marco, di Giulia Grassi, MATDID, italian language for foreigners<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>. Sulle volte e i cupolini successivi si sviluppano le storie degli antichi patriarchi: [[Noè]], [[Abramo]], [[Giuseppe]], [[Mosè]]. Il [[transetto]] nord, realizzato in seguito, ha la cupola dedicata a [[San Giovanni Evangelista]] e ''Storie della Vergine'' negli arconi. Quello sud presenta la ''cupola di [[San Leonardo di Noblac|San Leonardo]]'' (con altri santi) e, sopra la navata destra, ''Fatti della vita di San Marco''. In queste opere e in quelle coeve della tribuna gli artisti veneziani introdussero sempre maggiori elementi occidentali, derivati dall'arte [[romanica]] e [[gotica]]. Più tardi sono i mosaici delle cupolette ''di Giuseppe'' e ''di Mosè'', nel lato nord dell'atrio, probabilmente della seconda metà del XIII secolo, dove si cercano effetti grandiosi con una riduzione delle scenografie architettoniche in funzione della narrazione. Altri notevoli mosaici decorano il Battistero, la ''Cappella Mascoli'' e la ''Cappella di Sant’Isidoro''. Le ultime decorazioni musive sono quelle della ''Cappella Zen'' (angolo sud dell'atrio), dove avrebbe operato di nuovo un maestro greco di notevole perizia. Molti mosaici deteriorati furono in seguito rifatti mantenendo i soggetti originali. Alcuni dei cartoni furono realizzati da [[Michele Giambono]], [[Paolo Uccello]], [[Andrea del Castagno]], [[Paolo Veronese]], da [[Jacopo Tintoretto]] e dal figlio [[Domenico Tintoretto|Domenico]]. [[Tiziano]] e il [[Padovanino]] prepararono invece i cartoni per i mosaici della sagrestia. I mosaici del [[XII secolo]] sono di matrice greca e sono opera di artisti che, per comodità di riferimento, possono essere chiamati ''maestro dell'Emanuele'', ''maestro dell'Ascensione'', ''maestro della Pentecoste'', affiancati da molti aiuti. Al primo si attribuiscono la ''cupola dell'Emanuele'', l'emiciclo absidale, le cappelle laterali con le storie marciane, petriane e clementine e nei transetti i miracoli di [[Cristo]]. Al secondo le storie della [[Passione di Gesù|Passione]] e l'[[Ascensione]], le cupole laterali ed il martirio degli [[Apostoli]] sulla volta e sul lunettone meridionali del [[piedicroce]] della basilica, al terzo infine la ''cupola della Pentecoste'' e probabilmente le due volte occidentali, ridecorate nel [[Rinascimento]] con l'[[Apocalisse]] ed il [[Paradiso]]. Dopo il [[Duecento]] avviene una traduzione del linguaggio artistico musivo, passando "dal greco al latino", ad opera di artisti come [[Paolo Veneziano]]. Tale traduzione si approfondisce nel ciclo della ''cappella di S. Isidoro'' e trova compimento sia per opera di [[Paolo Uccello]], sia nella ''cappella dei Mascoli'', verso la metà del '400, ove si registra la presenza di [[Andrea del Castagno]].<ref>Renato Polacco, ''In quei mosaici il senso della storia'', in ''Omaggio a San Marco'', inserto de [[Il Gazzettino]], sabato 8 ottobre 1994, pag. 2.</ref> I mosaici dell’interno, per lo più del XII secolo, si ispirano ai princìpi dell’arte [[bizantina]]. Il nucleo centrale, narrante la storia della salvezza [[cristiana]], spazia dalle profezie messianiche alla seconda venuta ([[parusia]]) di [[Cristo]] giudice alla fine del mondo ed ha i suoi punti focali nelle tre grandi cupole della navata principale: cupola del [[Presbiterio]], dell’[[Ascensione]] e della [[Pentecoste]]. La sua lettura va fatta dal [[Presbiterio]] verso la facciata, da est a ovest, seguendo il corso del sole, al quale è simbolicamente associato [[Cristo]] che è il sole perpetuo per gli uomini. Nella cupola del [[Presbiterio]] troviamo i [[profeti]] che, attorno a [[Maria (madre di Gesù)|Maria]] annunciano i testi delle loro profezie. Il compimento delle profezie ha inizio nelle scene raffiguranti l’annuncio dell’angelo a Maria e segue con l'adorazione dei [[Magi (Bibbia)|Magi]], la presentazione al tempio, il battesimo di [[Gesù]] nel fiume [[Giordano (fiume)|Giordano]] sulla [[volta (architettura)|volta]] sopra l'[[iconostasi]]. Sulle volte sud e ovest sotto la cupola centrale sono riuniti i fatti conclusivi della vita di Gesù: l’entrata in [[Gerusalemme]], l'Ultima Cena, la lavanda dei piedi, il bacio di [[Giuda Iscariota|Giuda]] e la condanna di [[Pilato]]. Il grande pannello dell’orazione nell’orto è del XIII secolo. Al centro della basilica stanno le scene della crocifissione e della discesa agli inferi (''anàstasis'', in greco) con la grande immagine di Cristo vittorioso sulla morte, nonché la raffigurazione della resurrezione. Nella cupola dell’Ascensione nel cerchio stellato al centro c'è Cristo, seduto su un arcobaleno, portato verso l’alto da quattro angeli in volo. Al di sotto, fra splendidi alberi rappresentanti il mondo terreno, stanno i dodici [[Apostoli]] con la [[Vergine Maria|Vergine]] e due angeli. Tra le finestrelle, sedici figure femminili, danzanti, sono la personificazione di virtù e beatitudini: fra le tante presenti, si ricordano la fede, la giustizia, la pazienza, la misericordia e la carità incoronata in vesti regali con l’iscrizione in latino “madre di tutte le virtù”. La terza cupola è quella della [[Pentecoste]] dove lo [[Spirito Santo]], al centro, nel simbolo della colomba, scende sotto forma di lingue di fuoco sugli [[apostoli]]. Alla base, tra le finestrelle, sono rappresentati gruppi di popoli che ascoltarono, ciascuno nella propria lingua, il messaggio [[cristiano (religione)|cristiano]]. Sulla controfacciata interna è presente il motivo iconografico [[bizantino]] della [[Deesis]] (Intercessione) nel quale [[San Marco]] sostituisce il tradizionale [[san Giovanni Battista]].<ref>M. Da Villa Urbani, La Basilica di San Marco e la pala d’oro, ed. Storti, 2005-2009, Venezia, 53 e segg.</ref> Nella [[navata]] destra del [[presbiterio]] un mosaico bizantineggiante del XII secolo rappresenta il trafugamento del corpo di San Marco da [[Alessandria d'Egitto]] a [[Venezia]]. Sono rappresentati i veneziani Tribuno e Rustico, assistiti dai loro complici alessandrini, che pongono il corpo del santo in una cassa; il trasporto di questa al grido ''kanzir'' ("carne porcina” in arabo); il ribrezzo dei doganieri [[musulmani]] per la merce immonda, il naviglio che lascia Alessandria; la burrasca in mare presso l'[[estuario]]; l'accoglienza festosa a Venezia.<ref>''Guida d'Italia'', Venezia e dintorni, Touring Club Italiano, 1969, pag. 94.</ref> Il [[Cristo Pantocratore]] nel [[presbiterio]] sta al centro di un trono gemmato, con la mano destra alzata in segno di benedizione e la sinistra che tiene il Libro aperto, ornato di pietre preziose che simboleggiano lo straordinario valore spirituale ed escatologico del suo annuncio. Attorno quattro evangelisti scrivono l’inizio del proprio [[Vangelo]]. Al di sotto si trova la Vergine Maria, orante, e ai suoi lati due donatori: il [[doge]] Ordelaffo Falier e l'imperatrice bizantina [[Irene di Bisanzio|Irene]]. Tutte le scene musive, immerse nell'oro che, secondo la tradizione orientale è simbolo della luce divina, sono completate da iscrizioni in lingua latina: brani biblici, puntualmente trascritti o ripresi in forma riassuntiva dalla ''[[Vulgata]]'' di [[san Girolamo]], oppure bellissime preghiere ed invocazioni in forma poetica medievale. Le varie scene musive hanno esplicazioni in [[versi leonini]].<ref>''Venezia'', Guide d'Italia, Touring Club Italiano, 2012, pag. 227</ref> Sopra la figura dell'[[etimasia]], la preparazione del trono per il [[Giudizio Universale]], tra due [[cherubino|cherubini]] e due [[arcangeli]]. Ai lati della composizione centrale stanno, in successione gerarchica dal basso verso l'alto, dodici [[profeti]], dodici apostoli, dodici arcangeli. Al di sopra, tra [[diaconi]] che spargono [[incenso]], sono raffigurate le feste della chiesa bizantina<ref>M. Da Villa Urbani, '' La Basilica di San Marco e la pala d'oro'', ed. Storti, 2005-2009, Venezia, 64-65.</ref>. Sul pavimento della basilica sono raffigurati a mosaico vari animali, tratti dai [[bestiari]] medievali, tra cui il [[pavone]] simbolo cristiano di immortalità. Interessanti anche i mosaici dell' ''antibattistero'' e del ''battistero'', eseguiti nel [[XIV secolo]].<ref>[http://www.basilicasanmarco.it/WAI/ita/basilica/mosaici/interne/patrimonio_battistero.bsm Sezione dedicata ai mosaici del Battistero]</ref> ==L'"architetto ignoto"== Il numero della basilica è il cinque: esso appare disegnato nel modo del dado ed è visibile nella [[cattedra]] su cui siede il cosiddetto "architetto ignoto" di San Marco. Il bassorilievo che lo raffigura è il primo da sinistra, all'interno del grande arcone della porta centrale. L'"architetto ignoto" è rappresentato nelle vesti di un saggio orientale con il turbante: greci, infatti, erano gli architetti chiamati a costruire la Basilica dal [[doge]] Contarini. Esso è rappresentato seduto per sottolinearne il livello di dignità, e porta anche una stampella, segno di infermità fisica. In ciò è accomunato alla grande tradizione mitica greca e nordica che consentiva all<nowiki>'</nowiki>''homo faber'' di raggiungere altissimi livelli ma lo obbligava a pagarne in qualche modo lo scotto con l'infermità. L'architetto è poi rappresentato nell'atto di mangiarsi un dito: la leggenda attribuisce questa espressione di disappunto alla punizione che il doge gli avrebbe dato dopo che, alle sue congratulazioni per la grande opera realizzata, l'architetto aveva risposto: "Avrei potuto farla meglio": per questo atto di orgoglio era stato punito<ref>Ettore Vio, ''L'architettura interpreta la divinità'', da ''Omaggio a San Marco'', pag. 4 dell'inserto de [[Il Gazzettino]], sabato 8 ottobre 1994.</ref>. == La musica in basilica == Le navate laterali avevano anticamente delle gallerie con pavimenti lignei che le coprivano, secondo i modelli tipicamente orientali, che vennero ridotte a strettissimi passaggi balaustrati per permettere di ammirare i mosaici delle [[Volta (architettura)|volte]] anche dal basso. Le numerose gallerie fornirono l’ispirazione per lo sviluppo dello [[stile policorale veneziano]] ai compositori di San Marco, che avevano il titolo di [[maestro di cappella]]. I più importanti furono gli organisti e compositori [[Andrea Gabrieli]] e [[Giovanni Gabrieli]] (zio e nipote), ai quali si attribuisce l’introduzione dell’uso degli strumenti musicali per la musica sacra in chiesa, così come lo sviluppo della musica [[antifona]]le. Tra i principali [[compositori]] che operarono in basilica sono da ricordare [[Jacques Arcadelt]], [[Antonio Lotti]], [[Baldassarre Galuppi]], [[Claudio Monteverdi]], [[Lorenzo Perosi]] e altri. Il coro deputato al servizio liturgico in basilica è l'antica e prestigiosa [[Cappella Marciana]]. === Organi a canne === ==== Organo Tamburini ==== Sulla cantoria alla sinistra del [[presbiterio]], si trova l'[[organo a canne]] della basilica. Questo, costruito da [[Gaetano Callido]] nel [[1766]], è stato ampliato da [[William George Trice]] nel [[1893]] e dalla [[Tamburini|ditta Tamburini]] nel [[1972]]. Lo strumento, a due tastiere di 58 note ciascuna e [[pedaliera]] di 30, è a [[sistema di trasmissione (organo)|trasmissione mista]]: meccanica per i manuali e il pedale, elettrica per i registri. Di seguito, la sua disposizione fonica<ref>[http://www.lionsvenezia.it/attivita/2008-09/testi/20081115.pdf Fonte]</ref>: {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Prima tastiera - ''Positivo Espressivo''''' ---- |- |Principale||8' |- |Ottava||4' |- |Quintadecima||2' |- |Decimanona||1.1/3' |- |Vigesimaseconda||1' |- |XXVI-XXIX||2/3'-1/2' |- |Sesquialtera||2.2/3'-1.3/5' |- |Flauto Tappato||8' |- |Flauto in VIII||4' |- |Flauto in XV||2' |- |Violetta||8' |- |Voce Flebile||8' |- |<span style="color:#8b0000; cursor:help;">Oboe</span> ||<span style="color:#8b0000; cursor:help;">8'</span> |- |Tremolo |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Seconda tastiera - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale||8' Bassi |- |Principale||8' Soprani |- |Ottava||4' |- |Quintadecima||2' |- |Decimanona||1.1/3' |- |Vigesimaseconda||1' |- |Vigesimasesta||2/3' |- |Vigesimanona||1/2' |- |XXXIII-XXXVI||1/3'-1/4' |- |Flauto Traverso||8' Bassi |- |Flauto Traverso||8' Soprani |- |Flauto a Cuspide||8' |- |Flauto in VIII||4' Bassi |- |Flauto in VIII||4' Soprani |- |Flauto in XII||2.2/3' |- |Cornetta||1.3/5' Soprani |- |Voce Umana||8' Soprani |- |<span style="color:#8b0000; cursor:help;">Tromboncini</span> ||<span style="color:#8b0000; cursor:help;">8' Bassi</span> |- |<span style="color:#8b0000; cursor:help;">Tromboncini</span> ||<span style="color:#8b0000; cursor:help;">8' Soprani</span> |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Contrabbassi||16' |- |Ottava||8' |- |Quintadecima||4' |- |Subbasso||16' |- |Bordone||8' |- |<span style="color:#8b0000; cursor:help;">Clarone</span>||<span style="color:#8b0000; cursor:help;">4'</span> |} {| border="0" | colspan=2 | '''Unioni''' ---- |- |Unione||I-P |- |Unione||II-P |- |Unione||I-II |- |} |} ==== Organo Callido ==== Sulla cantoria a destra del [[presbiterio]], si trova l'[[organo a canne]] [[Gaetano Callido]] ''opus 30'', costruito nel [[1766]]. Nel [[1915]] lo strumento venne rimosso per far posto ad un nuovo organo, costruito dalla [[Mascioni|ditta Mascioni]] e reinstallato nel [[1995]] dopo un restauro condotto da [[Gustavo Zanin|Franz Zanin]]. A [[sistema di trasmissione (organo)|trasmissione integralmente meccanica]], ha un'unica tastiera di 57 note con prima [[ottava scavezza]] ed una [[pedaliera|pedaliera a leggio]] [[ottava scavezza|scavezza]] costantemente unita al manuale. La cassa non è più quella barocca originale, ma una lignea dalle forme più semplici e priva di decorazioni. Di seguito la disposizione fonica dell'organo in base alla posizione dei pomelli dei vari registri nelle due colonne della registriera: {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di sinistra - ''Ripieno''''' ---- |- |Principale<ref>la base di Principale è di 16'</ref>||Bassi |- |Principale||Soprani |- |Ottava |- |Quintadecima |- |Decimanona |- |Vigesimaseconda |- |Vigesimasesta |- |Vigesimanona |- |Trigesimaterza |- |Trigesimanona |- |Trigesimasesta |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Colonna di destra - ''Concerto''''' ---- |- |Voce Umana |- |Flauto in XII |- |Cornetta |- |Contrabbassi||<small>al Pedale</small> |- |Ottava di Contrabbassi||<small>al Pedale</small> |- |} |} == Galleria fotografica == <gallery> Image:Particolare basilica 2.JPG|Il ''Giudizio Universale'' Image:Basilica di San Marco 2005.jpg|Mosaici dell'ordine superiore Image:Détails de la Façade de la Basilique Saint Marc.jpg|Il ''Leone di San Marco'' Image:Byzantinischer Mosaizist des 13. Jahrhunderts 001.jpg|Mosaico con ''Episodi dell'Esodo'' </gallery> == Note == <references /> == Bibliografia == * Guida d'Italia del Touring Club Italiano – Venezia, 3ª edizione. ISBN 978-88-365-4347-2 * M. Da Villa Urbani, ''La basilica di San Marco'', 2001, Storti Edizioni, Venezia. ISBN 88-7666-014-3 * S. Vianello (a cura di), ''Le chiese di Venezia'', Electa, 1993. ISBN 88-435-4048-3 * R. Polacco, ''San Marco. La basilica d'oro'', Milano 1991. * E. Rentetzi, ''Le influenze mediobizantine nei mosaici dell’arcone della Passione della Basilica marciana'', in “Arte|Documento”, vol. XIV, (2000), pp. 50-53. == Voci correlate == * [[Marco Evangelista|San Marco Evangelista]] * [[Campanile di San Marco]] * [[Pala d'oro]] * [[Primicerio della basilica di San Marco]] * [[Chiese di Venezia]] * [[Cappella Marciana]] == Altri progetti == {{interprogetto|commons=Category:St. Mark's Basilica (Venice)}} == Collegamenti esterni == * [http://www.basilicasanmarco.it/ Sito ufficiale della basilica di San Marco] * [http://www.museosanmarco.it/ Museo di San Marco] * [http://www.ongania-sanmarco.it/ Sito Ufficiale "La Basilica di San Marco in Venezia" di Ferdinando Ongania] {{portale|architettura|cattolicesimo|Venezia}} [[Categoria:Basilica di San Marco (Venezia)| ]] [[Categoria:Architetture bizantine d'Italia]] [[Categoria:Architetture romaniche d'Italiael Veneto]] [[Categoria:Architetture gotiche di Venezia]] [[Categoria:Chiese dedicate a san Marco]] [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] {{Link AdQ|ru}} [[ar:كنيسة سان ماركو]] [[az:Müqəddəs Mark məbədi]] [[be:Сабор Святога Марка]] [[bg:Сан Марко (Венеция)]] [[ca:Basílica de Sant Marc (Venècia)]] [[cs:Bazilika svatého Marka]] [[cy:Basilica San Marco]] [[da:Markuskirken]] [[de:Markusdom]] [[el:Άγιος Μάρκος (Βενετία)]] [[en:St Mark's Basilica]] [[eo:Baziliko de Sankta Marko en Venecio]] [[es:Basílica de San Marcos]] [[eu:San Marko basilika]] [[fa:کلیسای جامع سن مارکو]] [[fi:Basilica di San Marco]] [[fr:Basilique Saint-Marc]] [[gl:Basílica de San Marcos]] [[he:בזיליקת סן מרקו]] [[hr:Bazilika svetog Marka]] [[hu:Szent Márk-székesegyház (Velence)]] [[ja:サン・マルコ寺院]] [[ka:წმინდა მარკოზის ბაზილიკა]] [[ko:산 마르코 대성당]] [[la:Basilica Sancti Marci]] [[lb:Basilica di San Marco]] [[lt:Šv. 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