Difference between revisions 50373958 and 52918566 on itwiki''Ecco la mia cantina dove stipo tutto quello che può servirmi in futuro'' == Copyviol, come comportarsi == Se una voce è totalmente in violazione di copyright devi mettere la voce in cancellazione immediata sostituendo al testo il template <code><nowiki>{{cancella subito|13}}</nowiki></code> (o <code><nowiki>{{Cancelcopy|fonte=sito da cui è copiato}}</nowiki></code>). Se solo parte del testo è copiata, allora devi togliere quella parte da(contracted; show full) :::::::Se infine sei solo in dubbio che sia che la voce sia in violazione, inserisci {{tl|Controlcopy}} nella voce (senza rimuovere il testo), e avvisa chi ha inserito quel testo con {{tl|Avvisocontrolcopy}}. Grazie a Sandrobot--[[Utente:Riotforlife|<span style="color:#000000">'''Riot'''</span>]]</span>[[Discussioni utente:Riotforlife|<small>toso?</small></span>]] 18:08, 14 gen 2011 (CET) ==Verdun== ===Premesse=== {{vedi anche|Guerra franco-prussiana}} Il perché di un attacco ad una delle più formidabili fortezze d'Europa e la conseguente strenua resistenza francese, hanno però delle radici più profonde, da ricercare nei fatti accaduti durante la seconda metà del secolo precedente, dalla [[guerra franco-prussiana|franco-prussiana]] del [[1870]], alla riorganizzazione politica e militare di Francia e Germania. Nel luglio 1870 le forze di [[Napoleone III di Francia|Napoleone III]] subirono alcune sconfitte non gravi e men che meno decisive, ma da quel momento in poi l'esercito francese iniziò a ritirarsi e non si fermò più.<ref name="cita|A.Horne|p. 9|A.Horne">{{cita|A.Horne|p. 9|A.Horne}}</ref> I tedeschi non davano loro tregua, l'inseguimento delle armate francesi era continuo e senza sosta, e portò l'esercito francese ad asserragliarsi prima a [[assedio di Metz|Metz]], dove metà dell'esercito comandato dal [[generale]] [[François Achille Bazaine|François Bazaine]] venne circondato e dove si arrese dopo due mesi di inerzia, e poi a [[battaglia di Sedan|Sedan]], in cui l'altra metà dell'esercito, comandato da [[Patrice de Mac-Mahon]], venne intrappolato e costretto alla resa definitiva. Fu una vera e propria catastrofe per l'esercito francese che da secoli si considerava la sola vera razza di guerrieri d'Europa.<ref name="cita|A.Horne|p. 9|A.Horne"/> Quattro mesi dopo il [[Guglielmo I di Germania|re di Prussia]] si proclamò [[Kaiser]] nella [[Galleria degli Specchi del Palazzo di Versailles|Galleria degli Specchi]] della [[Reggia di Versailles]], nel palazzo su cui si fregiava la scritta ''Á toutes les Gloires de la France'' davanti ad un dipinto che raffigura i francesi in atto di umiliare i tedeschi.<ref name="cita|A.Horne|p. 9|A.Horne"/> [[File:Vivat-bander - 1914-09-10 - Verdun by Hirzel.jpg|thumb|right|80px|Nastro "Vivat" in commemorazione dell'assedio di Verdun nel 1914]] ==== La situazione in Francia ==== La Francia si ritrovò con un esercito in sfacelo e una nazione demoralizzata e finanziariamente in serie difficoltà, con il paese dilaniato da una sanguinosa [[guerra civile]]. Per la sconfitta militare si trovò come [[capro espiatorio]] la persona di Bazaine, l'[[Alsazia]] e la [[Lorena]], i centri industriali dell'Europa e della Francia, vennero ceduti al reich tedesco, e la grossa somma di 200 milioni di sterline per danni di guerra venne pagata alla Germania molto prima della scadenza. Cosicché nel settembre [[1873]] gli ultimi soldati prussiani lasciarono il suolo francese.<ref name="cita|A.Horne|p. 9|A.Horne"/> Ma l'orgoglio francese e una nuova ventata di ottimismo nell'esercito diedero nuovo slancio alla Francia, ansiosa di [[revanscismo]] verso l'odiato nemico tedesco. Ma i nuovi confini interponevano tra il nemico e Parigi solo 300 km, per di più senza alcuna interposizione di barriere naturali come il Reno e il Vosgi. Perciò la Francia, dopo essersi ripresasi economicamente e militarmente, iniziò la costruzione lungo la frontiera est di un forte sistema difensivo. Per non ricadere nella trappola di Metz, invece di fortificare le città venne decisa la costruzione di due linee continue di forti. Venne realizzato così il famoso [[sistema Séré de Rivières]], ideato dall'omonimo generale [[Raymond Adolphe Séré de Rivières|Raymond Séré de Rivières]], che consisteva in una lunga linea fortificata che aveva il "nodo principale" proprio nelle fortezze di Verdun. Quindici anni dopo Sedan, l'esercito francese aveva riguadagnato la sua potenza difensiva e offensiva, e nel giro di pochi anni la perdita dell'Alsazia e della Lorena, venne in parte dimenticata dopo le numerose conquiste coloniali francesi di fine '800. La Francia visse a cavallo tra il XIX e il XX secolo un periodo molto prospero economicamente e culturalmente che gli fece dimenticare per un momento i bellicosi sentimenti revanscisti.<ref>{{cita|A.Horne|p. 13|A.Horne}}</ref> Poi venne l' ''[[Affaire Dreyfus]]'', che per un decennio polarizzò le passioni dell' intero paese, e quando fu fatta luce sull' ''Affaire'' sui capi dell'esercito che fino ad allora si erano schierati compatti contro quello sventurato, cadde la disistima dell'intera nazione. Si crearono dei pregiudizi anticlericali all'interno dell'esercito, per via del sostegno avverso dell'ala conservatrice e cattolica contro Dreyfus. Stato e chiesa soprattutto all'interno dell'esercito subirono una scissione dove i cattolici si trovarono in svantaggio nella carriera militare.<ref name="cita|A.Horne|p. 15|A.Horne">{{cita|A.Horne|p. 15|A.Horne}}</ref> All'Affaire Dreyfus seguirono quindi provvedimenti politici atti alla scissione tra Stato e chiesa, a cui seguì la più intensa campagna antimilitarista che la Francia avesse conosciuto dal 1870<ref name="cita|A.Horne|p. 15|A.Horne"/>, e la fiducia nell'esercito toccò il punto più basso. Dopo la [[crisi di Agadir]] nel [[1911]], Francia e Germania ebbero una nuova revivescenza dell'ardore militare, nel [[1913]] venne ripristinata la ferma di tre anni tolta dopo il caso Dreyfus, e un convinto revanscista originario della Lorena, tale [[Raymond Poincaré]] fu eletto Presidente.<ref name="cita|A.Horne|p. 16|A.Horne">{{cita|A.Horne|p. 16|A.Horne}}</ref> Nel paese tutto ad un tratto crebbe il desiderio di rivincita, e nell'esercito il morale non fu mai così alto <ref>{{cita|A.Horne|p.16|A.Horne}}</ref>, la guerra era ormai alle porte e tutto il popolo francese avrebbe risposto prontamente.<ref>Si pensi che venne calcolato che la percentuale di disertori durante la mobilitazione avrebbe dovuto essere intorno al 13%, ma in realtà alla vigilia del conflitto fu inferiore all'1,5%; durante il primo anno di guerra i disertori furono solo 509 - {{cita|A.Horne|p. 16|A.Horne}}</ref> L'esercito ritrovò vigore e il sostegno della nazione, il [[sistema Séré de Rivières|sistema difensivo de Rivières]] venne completato, ma con il ritrovato ardore anche le concezioni tattiche che avevano portato alla costruzione di un sistema difensivo, mutarono spinte dal grido fanatico di "attacco ad oltranza".<ref name="cita|A.Horne|p. 16|A.Horne"/> La paura di rimanere in caso di nuovo conflitto, impantanati in una nuova disastrosa ritirata, unita alla ritrovata fiducia nell'esercito, fecero crescere nelle file degli ufficiali francesi la caparbia teoria dell'"[[attacco ad oltranza]]", ben profetizzata dal [[colonnello]] [[Louis Loyzeau de Grandmaison|Louis de Grandmaison]]. Questa nuova concezione prevedeva tattiche militari incentrate sulla sola offensiva, basate sul fermo principio che: {{quote|se il nemico osava prendere l'iniziativa anche per un solo istante, ogni pollice di terreno doveva essere difeso fino alla morte e, se perduto riconquistato con un contrattacco immediato anche se innoportuno<ref>{{cita|A.Horne|p. 18|A.Horne}}</ref>.}} Così si andarono a delineare le tattiche militari francesi, ostentate durante tutta la [[Grande Guerra]], che costarono alla Francia un prezzo spropositato di vite umane. In base a queste teorie, utilizzate anche dopo i continui fallimenti del biennio [[1914]]-[[1915|'15]], i comandi francesi da [[Ferdinand Foch|Foch]] a [[Joseph Joffre|Joffre]] fecero continuo affidamento nella tattica dell' "attacco ad oltranza", ritenendo inizialmente inutili e superflue anche le armi di cui l'esercito tedesco dell'epoca faceva già ampio uso, come l'[[artiglieria|artiglieria pesante]] a supporto della fanteria e l'uso manovrato delle [[Mitragliatrice|mitragliatrici]]. Questa voluta arretratezza in nome della "volontà di conquista" teorizzata da de Grandmaison, tentava di assicurare la vittoria solo con l'impiego di soldati motivati e con impetuosi attacchi alla [[baionetta]]<ref name="cita|P.Davis|p. 466|P.Davis">{{cita|P.Davis|p. 466|P.Davis}}</ref>, svolti col massimo ardore possibile. Tale stravagante filosofia, basata sull'aggressione, senza curarsi della difesa, e soprattutto senza curarsi delle intenzioni del nemico, fu instillata negli ufficiali e nei soldati in modo massiccio, tanto che allo scoppio della [[prima guerra mondiale|guerra]], l'esercito francese non possedeva praticamente nessuna arma di grosso [[Calibro (arma)|calibro]]<ref name="cita|P.Davis|p. 466|P.Davis"/> in quanto adatte solo ad operazioni di difesa e quindi inutili nelle teorie di de Grandmaison. Dal canto suo Falkenhayn, conoscendo l'importanza vitale di Verdun per la nazione francese e le tecniche offensive dell'esercito nemico, prevedendo che la piazzaforte sarebbe stata difesa fino alla morte, elaborò un piano basato sul dissanguamento graduale, tramite il massiccio impiego di artiglieria, dell'esercito francese, che sarebbe stato mandato di giorno in giorno al macello nella difesa della "mistica Verdun". Tutto ciò accadde e fu applicato sanguinosamente per quasi dieci mesi, in cui la piazzaforte divenne il teatro di una immane battaglia di logoramento, che coinvolse entrambi i contendenti<ref>{{cita|P.Davis|p. 467|P.Davis}}</ref>. Quando i tedeschi iniziarono l'assalto il [[21 febbraio]], erano passati solo due mesi dal giorno in cui il comandante Falkenhayn riuscì a convincere il Kaiser [[Guglielmo II di Germania|Guglielmo II]] che lo Stato Maggiore francese, essendo determinato a difendere ad ogni costo la storica cittadella posta sulla strada che da est conduceva a Pargi, "si sarebbe visto costretto a impiegare in quell'azione fino all'ultimo uomo" piuttosto che rinunciare alla fortezza e attestarsi su un'altra linea difensiva.<ref>{{cita|M.Gilbert|p. 285|M.Gilbert}}</ref> ==== La situazione in Germania ==== {{quote|Una generazione che ha preso una bastonatura è sempre seguita da una che la dà<ref>{{cita|A.Horne|p. 11|A.Horne}}</ref>|[[Otto von Bismarck]]}} La Germania continuava a guardare con una certa preoccupazione alle iniziative e ai movimenti militari francesi, l'idea di revanscismo tra le file francesi non si era mai definitivamente placata, lo stesso [[cancelliere|cancelliere tedesco]] Bismarck più di una volta pensò ad una [[guerra preventiva]]. Nel frattempo la Germania viveva anch'essa un periodo di splendore economico e sociale. Un incremento di popolazione superiore alla Francia unito all'annessione di due regioni industriali come l'Alsazia e la Lorena resero in pochi anni la Germania una potenza industriale in espansione.<ref>{{cita|A.Horne|p. 10|A.Horne}}</ref> Alla fine del secolo però, due nuovi fattori imposero una completa revisione della strategia da parte dello [[Stato Maggiore]] tedesco. Il sistema di fortificazioni ''"Séré de Rivières"'', che avrebbe provocato lunghi e duri combattimenti in caso di attacco lungo le tradizionali vie di invasione, e l'[[Alleanza franco-russa|alleanza tra Francia e Russia]] che significava che la Germania avrebbe dovuto affrontare una guerra su due fronti.<ref>{{cita|A.Horne|p. 20|A.Horne}}</ref> Questi fattori aguzzarono l'ingegno di una delle più grandi militari tedesche, il conte [[Alfred von Schlieffen]] che ideò l'[[Piano Schlieffen|omonimo piano]] che prevedeva di debellare la Francia con una "guerra lampo" mentre in Russia erano ancora in corso le operazioni di [[mobilitazione]]. Benché l'[[Deutsches Heer (1871-1919)|esercito tedesco]] del [[1914]] fosse una potenza spaventosa a confronto di quello del [[1870]].<ref name="cita|A.Horne|p. 21|A.Horne">{{cita|A.Horne|p. 21|A.Horne}}</ref> Se in Francia la politica e la religione determinavano le promozioni, il sistema delle [[casta|caste]] in Germania aveva ostacolato le carriere di brillanti ufficiali di umile origine come [[Erich Ludendorff]] a favore di generali mediocri e pavidi come [[Helmuth Johann Ludwig von Moltke|Moltke il giovane]] che decisero in negativo le sorti dell'esercito tedesco.<ref name="cita|A.Horne|p. 21|A.Horne"/> Politicamente, all'inizio del [[1879]] Bismarck decise di stipulare un'[[Duplice alleanza|alleanza difensiva]] e conservatrice con l'[[Austria-Ungheria]], e dopo un certo riavvicinamento della Germania alla Francia risultò che la conseguenza dell'attività diplomatica di Bismarck fu l'emarginazione della [[Gran Bretagna]]. Ciò comportò una certa libertà di azione della Germania che formò in pochissimi anni, dal nulla e sulla spinta dell'"[[Imperialismo|età dell'imperialismo]]", un consistente impero coloniale. Nel [[1890]] però, [[Guglielmo II di Germania]] strappò le redini del governo a Bismarck, redasse un proprio programma di riforme sociali e cominciò a ingerirsi negli affari del [[Marocco]] con idee poco chiare.<ref name="cita|A.Horne|p. 15|A.Horne"/> Sempre dopo la [[crisi di Agadir]] anche la Germania diede una grossa accelerata alle operazioni di riarmo già intraprese dal cancelliere Bismarck a fine '800, riarmo che permise all'esercito tedesco di presentarsi nel [[1914]] in una situazione materiale decisamente migliore rispetto al nemico francese, ma guidata da generali non in grado di comandare oltre un milione e mezzo di uomini.⏎ ⏎ ==Prima guerra mondiale== <big>'''PRIMA GUERRA MONDIALE'''</big> {| style="width: 100%; padding-right: 1em;" | colspan="2" valign="middle" style="border: 1px gray solid; padding: 1em; background:#FFFFFF;" | <big><span style="color:#dc143c;">'''Indice'''</span></big> :*Premesse :*Contesto storico (contracted; show full)e italiane venne occupata, come previsto da alcune clausole dell'Armistizio, in seguito agli eventi del [[30 ottobre]] 1918 quando il Consiglio Nazionale, insediatosi nel municipio dopo la fuga degli ungheresi, aveva proclamato, sulla base dei principi wilsoniani, l'unione della città all'[[Italia]]</ref>. L'esercito italiano forzò la linea del [[Patto di Londra|Trattato di Londra]] intendendo occupare anche [[Lubiana]], ma fu fermato poco oltre [[Postumia]] dalle truppe serbe. }} All content in the above text box is licensed under the Creative Commons Attribution-ShareAlike license Version 4 and was originally sourced from https://it.wikipedia.org/w/index.php?diff=prev&oldid=52918566.
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