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{{F|letteratura|maggio 2012}}
[[Immagine:Eugenio_Montale-Meriggiare_pallido_e_assorto.jpg|thumb|300px|... un rovente muro d’orto ... che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.]]
'''''Meriggiare pallido e assorto''''' è una [[poesia]] di [[Eugenio Montale]], parte della raccolta intitolata ''[[Ossi di seppia]]'' e più precisamente della sezione dei cosiddetti "Ossi brevi".

I versi sono [[endecasillabo|endecasillabi]], [[Decasillabo|decasillabi]] e [[Novenario|novenari]], raggruppati in tre [[Quartina (metrica)|quartine]] e un [[pentastico]] (strofa di cinque versi). Nell'ultima strofa tutti i versi sono legati da [[assonanza]]: abbaglia/meraviglia/travaglio/muraglia/bottiglia.

==Testo==
"Meriggiare pallido e assorto<br />
presso un rovente muro d’orto,<br />
ascoltare tra i pruni e gli sterpi<br />
schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe del suolo o su la veéccia<br />
spiar le file di rosse formiche<br />
ch’ora si rompono ed ora si intrecciano<br />
a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare<br />
lontano di scaglie di mare<br />
mentre si levano tremuli scricchi<br />
(contracted; show full)*[[Ossi di seppia]]
*[[Gabriele D'Annunzio]]
*[[Eugenio Montale]]

{{Portale|Letteratura}}

[[Categoria:Componimenti poetici italiani]]
[[Categoria:Opere di Eugenio Montale]]