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{{E|Voce ridotta a manifesto di filosofo contemporaneo di cui non emerge la rilevanza|filosofia|giugno 2012}}
{{Bio
|Nome = Giulio
|Cognome = Portolan
|Sesso = M
|LuogoNascita = Pordenone
|GiornoMeseNascita = 3 giugno
|AnnoNascita = 1972
|Attività = filosofo
|Nazionalità = italiano
}}

==Biografia==

Giulio Portolan ha costruito in sei anni il sito che espone una ipotesi di episteme [aperto il 19 aprile 2006]. Per questo sito ha ricevuto lettere di apprezzamento dal Premier Mario Monti, dal Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi, dal Presidente dell'Istituto Internazionale di Filosofia Enrico Berti, dal Presidente dell'Accademia Nazionale dei Lincei Lamberto Maffei e dal Presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo. Si tratta di uno dei siti più importanti di Internet. Vi sono esposte centinaia di teorie speculative a carattere filosofico, teologico e scientifico, che pongono in essere la filosofia epistemica, la teologia epistemica e la cosmologia epistemica. Questo sito è stato riconosciuto dalla Chiesa come "tentativo di costruzione del sapere epistemico" [così si sono espressi l'Arcivescovo Mons. Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, e il Card. Carlo Caffarra, Arcivescovo di Bologona]. Il sito espone anche una confutazione del neoparmenidismo di Emanuele Severino. Al sito è associato il progetto-episteme, avente natura politica. Portolan trascorre una infanzia e una adolescenza serene. Frequentando il liceo scientifico dimostra particolare dimestichezza con la filosofia. Di educazione cattolica, ma con una fede inconsapevole, nel quinto anno del liceo rimane traumatizzato da Darwin e da Freud. I suoi professori di filosofia, che non gli hanno mai parlato di Severino [nel 1989 la filosofia di Severino era assente anche nella storia della filosofia per i licei di Nicola Abbagnano e Giovanni Fornero], gli dicevano che tutto ciò che non sta sotto lo sguardo dell'uomo scompare nel nulla. Certamente Portolan non aveva allora gli strumenti concettuali per resistere nella fede alle provocazioni della storia della filosofia. Dopo la maturità scientifica si iscrive alla facoltà di economia, ma il suo interesse è sempre la filosofia, e studiandola in biblioteca "scopre" Severino. Portolan, essendo cattolico, e comprendendo l'importanza di Severino [il maggior filosofo del XX secolo, secondo Cacciari], si rammarica che la storia della filosofia si "concluda" con una filosofia atea. Nasce in lui allora una personale ricerca filosofica da "opporre" al neoparmenidismo [Portolan a Venezia frequenta anche alcune lezioni di Severino]. In una conferenza di astronomia a Venezia nel 1991 l'astrofisico Sciama parlando al pubblico e fissando lo sguardo su Portolan parla di "infiniti, infiniti universi". Giulio si sente disorientato. Scosso nella fede dalle provocazioni del pensiero filosofico, esce dal dubbio di fede per intervento della "grazia divina". Fin dal 1992 c'è in lui l'idea di costruire l'episteme, affascinato anche da un saggio di Carmelo Vigna intitolato "Episteme". Inizia così un'incessante attività speculativa. Il 30 marzo 2006 viene ricevuto in udienza dal Vescovo della Diocesi di Concordia-Pordenone, su interessamento del suo direttore spirituale. Dopo quasi un mese, il 19 aprile, apre il "sito dell'episteme", per porvi il frutto della sua precedente riflessione speculativa, al fine di incrementarla. A tutt'oggi il sito delle dodici dimostrazioni è stato visitato da 59 nazioni. Gli scritti precedenti il sito [iniziati all'età di vent'anni] racchiudono già tutta l'ipotesi di episteme ipotizzata, che successivamente si è ampliata e perfezionata. Portolan non ha intenzione di scrivere un blog o un sito personale. Questo strumento gli serve per rendere visibile, e immediatamente comunicabile [anche nel mondo], il suo "sistema".

==Gli scritti precedenti il sito dell'episteme==

Segue l'elenco degli scritti precedenti il sito dell'episteme con una loro breve descrizione: L'apocalisse come questione etno-eziologica [saggio del 1995, vi sono posti i fondamenti della steleologia. La steleologia viene creata nel 1992]; La caduta di Adamo come questione spazio-temporale [saggio del 1996, vi è posta la cosmologia epistemica, attraverso una opportuna attualizzazione del sistema dantesco aristotelico-tolemaico, con l'epistemizzazione della cosmologia copernicana e dell'astronomia moderna]; Essenza della tecnologia virtuale [saggio del 1996, in cui la realtà virtuale viene applicata a Dio]; Portolano epistemico ["portolano" significa mappa: in questo saggio del 1996 non viene ancora rappresentata graficamente la mappa dell'essere. Questa viene prodotta solo nel sito dell'episteme, nel 2006 o forse nel 2007]; Zibaldone epistemico [lungo saggio del 1996, in cui viene esposto lo schema quadripartito]; Trattato marciano [lungo saggio, quasi un libro, del 1996, dedicato al Cardinale Cè, Patriarca di Venezia, sul rapporto tra la liturgia e la tecnologia. Portolan scopre la struttura istituzionale della Chiesa frequentando l'università a Venezia. Portolan fino all'età dei 20 anni della crisi di fede, è sempre stato inconsapevole della sua fede, e prima di conoscere la figura del Patriarca di Venezia non sapeva che la Chiesa fosse una "gerarchia"]; Lettera dell'apocalisse [breve lettera del 1997 dedicata al Vescovo Sennen Corrà, sintesi che appprofondisce il rapporto tra liturgia e tecnologia]; Lineamenti del monachesimo peregrinante [del 1997]; Lettera a Giovanni Paolo II con 7 dimostrazioni epistemiche dell'esistenza di Dio [versione lunga] e Lineamenti di riforma della Chiesa e dello Stato [lungo saggio in forma di libro, del 1998]; Elenco delle 19 profezie [scritto autobiografico del 2003]; Trattato di teologia politica [libro del 2004]; diversi schemi epistemici [1992-2006]. Questi scritti costituiscono l'Archivio-Episteme, di circa 5000 pagine. Gli scritti del sito dell'episteme [2006-2012] ammontano a circa 4000 pagine. Le rappresentazioni grafiche del mondo soprannaturale esposte nel sito sono state apprezzate dal Direttore della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia. Portolan in tutti i suoi scritti è dilettante. Sente infatti di dover limitare le sue letture.

==Il sito dell'episteme==

Definito delle "dodici dimostrazioni" perché al momento della sua apertura il sito esponeva dodici dimostrazioni dell'esistenza di Dio, il sito dell'episteme ha successivamente incrementato il numero delle dimostrazioni [divenute in sei anni più di 240], esponendo quindi una ipotesi di episteme. Questa è attualmente racchiusa in 1500 paragrafi [brevi schede], 350 schemi epistemici [che sono, oltre a schemi e modelli teorici, rappresentazioni grafiche del mondo soprannaturale, aventi pregi artistici ma costruite sempre con metodo e intenti "scientifici", cioè non fantasiosi] e 300 "esposizioni" [che sono paragrafi esposti in forma orale]. Di notevole pregio è l'elenco dei titoli dei paragrafi, in 60 pagine, che, letti consecutivamente, danno l'idea della vastità e ricchezza dei temi affrontati i quali, pur studiati in forma dilettantesca [è questo il limite dell'opera], incrementano di teoria originale un gran numero di discipline scientifiche. Sono esposte le dimostrazioni epistemiche dell'esistenza di Dio e voi è presente un'analisi di alcuni film [prevalentemente di fantascienza], finalizzata ad individuare in essi elementi di teoria del soprannaturale. Va sottolineato che in ogni paragrafo e esposizione il tema studiato, che non si ripete mai, racchiude una teoria originale.

==Il pensiero==

Per comprendere il significato della riflessione teorica di Portolan occorre capire che essa non si inserisce nell'ambito della filosofia contemporanea, neppure con riferimento al neoparmenidismo di Severino [nè sarebbe possibile, dato che l'"episteme" comprende ogni altra filosofia come sua partizione, secondo l'hegelismo]. Il neoparmenidismo è stato criticato di essere una filosofia inattuale perché studia il pensiero antico. In realtà la filosofia di Severino è attuale, perché essa studia l'antico al fine di individuare in esso la radice della malattia dell'Occidente - la fede nel divenire -, per comprenderne l'essenza e guarirla [Severino studia ad esempio il divenire - concetto antico - per comprendere l'essenza della tecnica moderna]. Portolan, che parimenti, rifacendosi al platonismo, potrebbe essere considerato un filosofo inattuale, ha invece un diverso approccio alla filosofia contemporanea [per Portolan il nichilismo non consiste nella fede nell'esistenza del divenire, ma nella sua concezione inadeguata, quale è quella portata alla luce da Severino]. La filosofia contemporanea considera più importanti i pensieri che riguardano l'oggetto/gli oggetti più vicini all'uomo, e tra questi il cosmo apparente: per questo la metafisica e la teologia vengono oggi superate in importanza e considerazione dalla cosmologia contemporanea. Ma il cosmo diviene [secondo un divenire che l'episteme non considera casuale o sregolato]. E per sostenere il peso del trauma del divenire del cosmo [e conoscere le sue leggi necessarie] l'episteme va alla ricerca del "fondamento" [di tutta la realtà e del cosmo apparente]. Secondo l'episteme ipotizzata, la filosofia antica è più importante della cosmologia contemporanea proprio perché l'oggetto di studio della prima è più lontano dall'uomo, essendo questo oggetto il "fondamento" [Dio e la realtà necessaria], e il fondamento è lontano dall'uomo perché "sta al di là" [in posizione "meta-fisica"] del cosmo apparente. Ecco quindi che l'epsietme, costituendo un'attualizzazione del platonismo [come il pensiero di Severino è un'attualizzazione del parmenidismo] si costituisce come pensiero massimamente attuale, ricercando e individuando nella realtà metafisica necessaria il fondamento del cosmo apparente e della scienza moderna, che lo studia. La filosofia contemporanea considera più importanti i pensieri che riguardano gli oggetti più vicini all'uomo a causa di quelle che il Cardinale Ruini chiama "chiusure immanentistiche" [solipsismo]: egli afferma che il pensiero cristiano deve cercare di far "esplodere" queste chiusure. L'episteme tenta di farlo, attraverso un pensiero che studia il creato dal punto di vista [speculativo] di Dio e della realtà trascendente. L'episteme è infatti lo stesso pensiero di Dio ["Cristo è l'episteme"]. Secondo Portolan l'uomo contemporaneo subisce uno svuotamento speculativo [come si spiega anche nella parabola evangelica del seminatore]. La "verbosità" dell'episteme si giustifica quindi come tentativo di riempire questo vuoto attraverso un sistema complesso e esaustivo, finalizzato a gustificare razionalmente le verità di fede.

==Premessa: lo schema quadripartito==

La novità essenziale apportata dalla ricerca epistemica in campo teologico [novità su cui si fonda la teologia epistemica] è lo schema quadripartito. Esso è l'impostazione del pensiero così come presente in Platone, e abbandonata dalla teologia cristiana [ad esempio da Sant'Agostino], fino alla cosmologia contemporanea, che adottano lo schema tripartito. Questo rappresenta la reatà con tre termini: Dio, mondo [creato] e uomo. Lo schema quadripartito, gravido di implicazioni speculative, rappresenta la realtà con quattro termini: mondo necessario [non creato], Dio, mondo creato, uomo. Platone infatti distingue l'Uno e le idee dal Demiurgo, contemplando una intera realtà [necessaria] non creata da Dio [epistemicamente: la realtà di Dio o "per" Dio][Sant'Agostino invece racchiude tutta la realtà necessaria all'interno di Dio, identificando le idee platoniche con i pensieri di Dio]. Alcune conseguenze di questo schema sono le seguenti: Dio è realtà determinata; il paradiso [il regno "di" Dio] non è creato da Dio, ma è posto, come Dio, dalla necessità; Dio non è tutta la necessità, ma è immerso nella necessità, di cui è il centro; Dio per creare e per salvare deve rapportarsi alla necessità, e quindi non è del tutto libero; fatta salva la libertà di Dio, la sua onnipotenza e la sua onniscienza, Dio quindi agisce all'interno dei vincoli a lui posti dalla necessità; per questo ad esempio non può salvare l'uomo senza porre all'uomo le condizioni dettate dalla morale. Altre due conseguenze dello schema quadripartito: il cosmo creato non è il cosmo eterno, che è il cosmo di Dio e per Dio, e quindi l'aristotelismo [che contempla un mondo eterno] è compatibie con il cristianesimo [che contempla il mondo creato]; tutte le filosofie che spiegano il mondo senza ricorrere all'ipotesi di Dio si riferiscono in realtà al mondo eterno "per" Dio, e non al mondo [apparente] creato in cui vive l'uomo, e proiettano il mondo eterno nel mondo creato apparente. L'implicazione più importante di questo schema è il fatto che esso individua il fondamento della realtà creata nella realtà necessaria, e, distinguendo tra questa e Dio [che è parte della realtà necessaria], individua nella realtà necessaria anche il fondamento di Dio. Dio stesso infatti, come l'uomo, deriva dalla necessità: il fondamento di Dio, che è la necessità, è quindi, insieme al Dio Creatore, il fondamento dell'uomo.

==La rivoluzione epistemica==

Secondo questo paradigma, come l'uomo è a immagine di Dio, così Dio è a immagine dell'uomo. Applicando inoltre lo schema quadripartito, che distingue Dio dalla realtà necessaria, come il creato è a immagine della necessità così la necessità è a immagine del creato. Ecco quindi che attraverso lo studio dell'uomo e del creato si possono conoscere le forme di Dio e della necessità [secondo anche la teoria delle idee di platone, dimostrata da questo paradigma]. Nel contempo, poichè Dio e la necessità sono forme necessarie, la riflessione su queste consente di conoscere più approfonditamente l'uomo e il creato. Così l'episteme ha potuto intuire che l'universo apparente è solo una piccola parte del creato [per la maggior parte non apparente], ha compreso che l'uomo differisce da Dio, e che quindi l'evolzione ha determinato Dio mentre il disegno intelligente [paradigma del creazionismo] ha creato l'uoomo. La teologia epistemica, forma di realismo e di razionalismo, costitusice quindi una critica della teologia negativa, che afferma Dio come non conoscibile.

==La mappa dell'essere==

La mappa dell'essere è la rappresentazione grafica della realtà necessaria, del creato [apparente e non apparente] e della collocazione del creato nella realtà necessaria. Il concetto fondamentale di questo strumento, che consente all'uomo di sapere "dove mi trovo" nella realtà, è il dimensionamento degli oggetti della metafisica, il quale permette di dare il giusto "peso" ai pensieri umani. Così la cosmologia contemporanea è meno importante del platonismo, perché il cosmo apparente e gli infiniti cosmi contemplati da essa sono "piccoli" [infinitesimali] rispetto a Dio e a Cristo, che li hanno creati, e alla realtà necessaria, rispetto a cui pure Dio è "piccolo" [infinitesimale]. Questa teoria delle proporizioni è quindi fondamentale all'uomo per orientarsi nella realtà, e segna il primato della metafisica sulla cosmologia contemporaea [anche se l'uomo in paradiso non si rapporterà mai alla realtà necessaria, ma solo al creato portato in essa].

==La matrice dei posizionamenti speculativi==

Questo modello di ricerca epistemica può essere inteso in due modi. In un primo significato, la matrice posiziona sulle mappe dell'essere i sistemi di filosofia storica, riconoscendosi che essi sono "tutti veri", perché hanno ricercato la stuttura di differenti porzioni della realtà [il conflitto tra i sistemi è dovuto al fatto che essi pretendono che questa porzione di realtà, da essi studiata, esaurisce ogni altra realtà. Così, ad esempio, quando Severino dice che il divenire travolge Dio, lo dice perchè "ingigantisce" la realtà del divenire oltre la misura coperta effettivamente dal vero divenire]. In un secondo significato, la matrice incrocia diverse parti della realtà espandendo le sue dimonsioni. Questo modello contrasta con quello del rasoio di Ockham. Per fare un esempio: come esistono le dimensioni della realtà materiale e spirituale, allora esisteranno un cosmo spirituale e un cosmo materiale, una tecnica spirituale e una tecnica materiale. Quindi la realtà è ricca di dimensioni. Esplicarle tutte significa rendere il modello teorico della realtà più vicino alla verità, e ciò rende più credibile l'essenza del fondamento.

==Immediatezza logica e immediatezza fenomenologica secondo l'episteme==

Nella storia della filosofia contemporanea l'immediatezza logica è il principio di non contraddizione ["l'essere è e non può non essere"], l'immediatezza fenomenologica è l'evidena dell'apparire del divenire. Di qui l'aporetica originaria del pensiero, perchè l'esistenza del divenire contraddice il principio di non contraddizione. Bontadini la risolve come dimostrazione dell'esistenza di Dio, che "salva" il divenire, Severino la risolve negando l'esistenza del divenire [ma Severino usa la fede nel divenire per dimostrare l'inesistenza di Dio]. Nell'episteme questi termini assumono un significato più preciso. L'immediatezza logica è la constatazione che, in base al principio parmenideo, la realtà necessaria esiste [se "l'essere è e non può non essere", allora l'essere esiste necessariamente, quindi esiste questa realtà necessaria]. L'immediatezza fenomenologica è la chiusura del soggetto-uomo all'interno delle proprie rappresenntazioni, all'interno dell'apparire. L'episteme usa quindi la mediazione logica-epistemica per dimostare che la necessità ha una struttura, e poichè il solipsismo dell'uomo non corrisponde alla necessità, è così dimostrata l'esistenza di una realtà [quella necessria] altra e diversa dalla realtà dell'apparire. Dal confronto tra l'immediatezza logica e l'immediatezza fenomenologica, attraverso la mediazione del pensiero, l'episteme dimostra così l'esistenza dell'al di là, e quindi la razionalità della metafisica che lo studia. Dal confronto tra le due immediatezze l'episteme trae anche una dimostrazione dell'esistenza di Dio, come riportato alla voce sottostante sulle dimostrazioni epistemiche.

==Struttura dell'episteme==

L'episteme viene suddiviso nei tre libri della logica, dell'etica e dell'olistica. Il primo libro tratta della struttura della necessità e del creato. Il secondo libro tratta dell'etica [fondamenti]. Il terzo libro dice che cosa l'uomo deve fare, espone diritto, economia, teroia della tecnica, e tratta dell'escatologia. Questa suddivisione dell'episteme non è casuale. Infatti Dio ha "lavorato" per creare la Creazione, e questo "lavoro" di Dio è il fondamento dell'etica. Dio ha creato con la tecnica, salva con la tecnica e completa la creazione con la tecnica, per cui l'uomo deve usare la tecnica.
Gli scritti epistemici, costruiti dall'Accademia platonica [una delle istituzioni contemplate dal progetto-episteme], sono: il piccolo episteme, fondamento dello Stato [libro divulgativo]; l'episteme maggiore, o sistema epistemico del sapere, che è il libro dell'Accademia; il grande episteme, che è l'enciclopedia delle scienze epistemiche; il dizionario epistemico [anche detto dottrina delle essenze]; il diritto epistemico, o diritto naturale scritto, fondato sull'episteme.

==L'episteme==

Non è possibile qui riassumere tutta la ricchezza dei temi affrontati dall'ipotesi di episteme formulata. Per questa sintesi di rimanda al link sottostante, nelle voci correlate.
Qui si esprime il significato dell'opera portolaniana. Essa ricerca l'essenza del fondamento, e la trova prima ancora che in Dio, nella realtà necessaria [fondamento "per" Dio]. Il fondamento è l'esistenza pura, o esistenza in sè, la quale è astratta, e viene definita "principio". Dio viene definito come l'identità tra l'esistenza e l'esistenza [identità interna quindi al fondamento], ovvero come pensiero. Il corpo di Dio è la complessificazione di questa identità, che avviene insieme all'esistenzializzazione di tutta la realtà necessaria da parte del principio.
Trovare il fondamento, e sottrarlo al divenire severiniano. Questo è il significato dell'episteme. L'uomo, reso sicuro dell'esistenza del fondamento ["l'essere è e non può non essere"] e di Dio come amore [la cui esistenza viene dimostrata razionalmente], si sente sicuro nella dimensione terrena, e cessa di avere paura dell'uomo, della tecnica [usata anche da Dio] e della morte. Il fondamento dell'etica [imitare Cristo, che è la matrice comportamentale incarnata] spinge l'uomo al bene, con vantaggi per sè [la salvezza] e per gli altri [che ricevono il suo amore].
L'uomo, come dice la Dottrina Sociale della Chiesa, deve edificare il regno di Dio in terra. Questo imita il paradiso [come hanno tentato i totalitarismi storici], ma l'uomo deve rispettare la specificità della dimensione terrena. Così ad esempio il politico cristiano non potrà proibire legislativamente l'aborto, se esso è deciso dalla volontà democratica, ma, lungi dall'abdicare dal governo della polis, applicherà questa legge, cercando di orientare la società verso i valori cristiani, difesi dalla Chiesa. Il politico cristiano non deve opporsi alla volontà democratica, quasi egli dovesse agire in modo violento, ma dovrà farsi promotore di bene e portatore di speranza.

==L'etica==

L'episteme individua due fondamenti dell'etica: il sacrificio di Dio nel creare [il processo creativo richiede a Dio un "lavoro", a causa delle strutture della necessità, che vincolano l'azione di Dio], che richiede all'uomo le opere di salvezza [sacrificio] come imitazione di Dio; la sequela di Cristo. Cristo è la matrice genetica dell'uomo. Incarnandosi, Cristo divine la matrice comportamentale, e l'uomo deve imitarla per avere la salvezza. La ricerca epistemica nega validità a un'etica naturale, che non sia l'etica epistemica stessa, la quale è l'etica cattolica spiegata, giustificata e razionalizzata. Infatti secondo la ricerca epistemica non è possibile il fondamento di un'etica senza il sistema del premio e del castigo eterni, portato teorico della religione. Associata all'etica è la riflessione sul senso della vita. Dio ha creato l'uomo per completare con l'uomo la propria natura. Dio è perfetto, ma con l'uomo diventa "più che perfetto". Dio si completa solo con l'uomo etico, cioè con l'uomo di buona volontà, che con il sacrificio dello studio e del lavoro imita il sacrificio creatore divino. L'episteme epistemizza il concetto di super-uomo di Nietzsche. Il super-uomo è l'uomo etico, ovvero il "santo" in senso cristiano [una santità che si esprime nel dovere quotidiano]. Se l'uomo vive con umiltà e fa il suo dovere, Dio crea in paradiso il corpo della futura anima beata. Quest'anima è il super-uomo in senso nietzscheano: essa in paradiso "crea", ed esprime volontà di potenza. Compito dello stato è costruire il super-uomo: non un uomo già santo, ma un uomo che, rafforzato eticamente, sa scegliere tra il bene e il male, tra la santità e il peccato, libero di amare o di essere egoista.

==Realismo e idealismo secondo l'episteme==

L'episteme costituisce una sintesi di realismo e idealismo. Il realismo dell'uomo deriva dal realismo di Dio. L'esistenza è per Dio il noumeno, a lui esterno. Anche per Dio il noumeno è inconoscibile, perchè Dio non copre la propria realtà esterna. Il sistema di Severino è una forma di idealismo, perchè Severino descrvie il realismo come "l'uomo che salta al di fuori della propria ombra". L'episteme spiega come ciò sia possibile, cioè come Dio può conoscere il noumeno a lui esterno. L'esistenza riproduce il noumeno dentro Dio come fenomeno, dentro Dio avviene l'identificazione [panteistica] tra Cristo-episteme e il fenomeno, e attraverso questa identificazione tra Dio e il fenomeno, che riproduce il noumeno dentro Dio, Dio può così conoscere il noumeno [conoscere nell'episteme significa identificarsi]. Cristo-episteme è la "matrice": costituisce in Dio l'apparato categoriale della mente di Dio-Padre [è il "cervello" di Dio ed è la rete estesa come il mare/il mare è l'Intero, che si riproduce dentro Dio]. L'idealismo consiste nell'intuizione intellettuale divina: la riproduzione del noumeno dentro Dio avviene contestualmente alla generazione del Figlio dal Padre [processo eterno e continuo]. Per l'uomo il realismo epistemico non è ingenuo. Oltre al criticismo kantiano, per l'episteme la condizione dell'uomo è proprio quella di essere "cervello nella vasca" secondo Putnam e come rappresentato nel film "The Matrix" [Putnam lo ha detto solo per paradosso]. Il relalismo è interno secondo Putnam. Gli oggetti sono reali ma solo perchè l'uomo sta dentro la mente della persona trinitaria di Cristo [la cui rappresenntazione mentale si spiega in base all'idealismo di Berkeley], e quindi dentro una realtà già filtrata dal Dio unitario della Trinità [doppia rappresentazione: la prima genera il fenomeno soggettivo, la seconda genera il fenomeno oggettivo, di cui parla Abbagnano nella sua critica all'interpretazione del noumeno kantiano da parte dell'idealismo tedesco]. Nella gnoseologia epistemica la realtà è costituita da tre termini: oggetto, soggetto e rappresentazione [come prodotto tra oggetto e soggetto]. L'oggetto è l'esistenza, il soggetto è Dio, la rappresentazione è Cristo-episteme.

==La filosofia epistemica della storia==

Dal punto di vista speculativo, con inerenza alla storia della filosofia, la ricerca epistemica vede questa come una dialettica tra epistemismo e nichilismo. Rientrano nell'epistemismo le filosofie "amiche" dell'uomo, rientrano nel nichilismo le filosofie "nemiche" dell'uomo. La massima filosofia nichilista della storia è secondo l'episteme il neoparmenidismo di Severino [nè potrebbe essere altrimenti], la quale nega Dio, l'episteme e l'etica, e quindi anche la speranza umana [associata a una responsabilizzazione morale dell'uomo] di poter arginare il male nella storia, assoggettandosi l'uomo [secondo questa filosofia] al potere invincibile della tecnica, che è violenza e dominio. Severino sarebbe nichilista perchè sostituisce alla struttura derivata [il creato] la struttura originaria [la necessità].
La filosofia epistemica della storia è originale nella misura in cui considera nella storia l'azione di un protagonista che è stato sottovalutato dalle precedenti filosofie della storia, nel ruolo di antagonista di Dio e dell'uomo: Satana. La storia dell'umanità nasce nel dolore perchè è inizialmente assoggettata al potere di Satana. Questo potere raggiunge il suo culmine nella civiltà della tecnica, tecnica in cui Satana proietta il Cristo da cui spera la salvezza [in questo senso l'episteme dice che la tecnica è l'Anticristo]. L'apocalisse è il processo con cui l'uomo si separa dalla tecnica, facendo tramontare la civiltà della tecnica, nascendo alla storia come super-uomo, realizzato nella santità cristiana. IL futuro dell'umanità dopo l'apocalisse è di una pace plurimillenaria fino al ritorno di Cristo nella parusia. Qui non avviene una scontro con l'Anticristo, scontro che è del nostro tempo, e che si risolve in base alle ipotesi steleologiche. Nella parusia avviene il giudizio universale, che conclude la storia. La storia è movimento verso la tecnica e movimento verso Cristo. La vita di Gesù è il paradigma della storia: come Cristo è asceso al Golgota e alla Croce, così l'umanità ascende al regno dei cieli simboleggiato dalla tecnica, essendo il paradiso [la "buona novella del Regno"] la tecnica [simboleggiata dalla Croce cristiana: "T"]. Poi, come Dio si è separato dalla tecnica per creare, così l'umanità deve far tramontare la civiltà della tecnica [apocalisse come distacco dalla Tecnica, cioè dall'Anticristo del Leviatano tecnologico], e vivere la tecnica solo come liturgia sacramentale, che [nella forma non apparente della liturgia celeste] è usata da Dio per creare e per salvare. Per Portolan la storia come movimento epocale non esiste. Essa è infatti il sogno dell'ascensione dell'umanità all'Eden celeste. In base alle ipotesi steleologiche, l'episteme teorizza la "retroversione" della storia. Dopo l'apocalisse attuale ritornano in forma invertita le epoche della storia: dal 1900 al 1800, dal 1700 al 1600, con i loro costumi; così via fino alla nuova antichità del regno di Dio in terra, fino al "deserto" neo-antico del ritorno di Cristo.

==La teoria della tecnica==

Portolan è stato un giovane affetto da tecnofobia. Si è sentito condizionato dalla tecnica. Gli scritti epistemici hanno risolto questo problema. L'uomo non può temere la tecnica, perchè in paradiso esiste la tecnica di Dio e per Dio [ad esempio in eden esiste il computer divino: anche Dio usa il computer e l'ha usato per creare]. Il fatto che Dio usi la tecnica [espressa dalla "T" della croce cristiana] guarisce l'uomo dalla tecnofobia, ma non comporta una giustificazione della tecnica. Infatti Dio per creare ha usato la tecnica ma anche si è "separato" dalla tecnica [concetto questo fondamentale nell'ipotesi di episteme costruita], per cui la necessità ha risposto a questa separazione crocifiggendo Cristo nella tecnica [in paradiso]. La crocifissione terrena di Cristo riproduce questa sua condizione metafisica. Così la civiltà della tecnica di cui trattano Severino e Galimberti altro non sarebbe che una "simulazione liturgica", ovvero l'imitazione che l'umanità fa dell'uso che Dio fa della tecnica per creare e per salvare [tecnica sacramentale]. Come Dio per creare e per salvare deve separarsi dalla tecnica, così - dice l'episteme - l'umanità deve far tramontare la civiltà della tecnica, con cui gli uomini imitano la liturgia celeste non apparente [nell'episteme il tempio è il vertice della tecnica].

==La steleologia==

Con la steleologia l'episteme formula una ipotesi originale riguardante l'origine della vita sulla terra. La stele [di cui la steleologia costituisce la scienza] è il raggio spirituale dello Spirito Santo che ha creato la vita sulla terra. L'ha creata incarnandosi sulla terra e su se stessa [questa "terra", in cui la stele si incarna, è la "terra reale", non la terra apparente, che sarebbe realtà virtuale/la stele è rappresentata nel film "The Matrix" come colonna dei "cervelli nelle vasche", secondo il paradigma di Putnam]. La stele inoltre si è incarnata nei frattali della scomposizione del corpo di Cosmo-Adamo, prodottasi in seguito alla caduta di Adamo da Eden. Incarnandosi in questi frattali, lo spirito ha assunto la forma dell'uomo. La steleologia è disciplina che si attiene a un rigido creazionismo. L'episteme non nega l'evoluzione, ma critica radicalmente la concezione darwiniana dell'origine casuale della vita. Dio ha progettato la forma dell'uomo per renderla adatta alla caduta edenica, che Portolan interpreta come "vera caduta" [in senso energetico]. Concetti paradigmatici della steleologia sono il campo storico energetico [per il quale ad esempio l'Europa primeggia storicamente nel mondo perchè vi si è concentrata l'energia vitale rispetto al mondo], la zoologia [gli animali sono il frutto della differenziazione della stele angelica, che origina anche i dinosauri e i virus], lo stato [proiezione del sistema di unità organica, che, insieme al campo vitale unitario, costituisce sezione della stele spirituale], la geografia [la forma dei continenti e la distribuzione territoriale nel mondo delle risorse idriche e energetiche è necessaria, per consentire la maieutica dei popoli e la loro selezione naturale], la demografia [la popolazione mondiale è regolata dall'energia di campo, e la pulsione sesssuale dipende dal processo incarnativo stelico].
La steleologia, paradigma base della biologia [nella teologia epistemica lo spirito è inteso in senso biologico, non in senso "spiritualistico, come nella teologia classica], associa e spiega decine di discipline scientifiche. Una delle più importanti di esse è l'eziologia. Porprio per le sue conseguenze eziologiche la steleologia rientra all'interno delle discipline soggette a protocollo omega.

==La cosmologia epistemica==

L'episteme formula tre concezioni originali inerenti la cosmologia, nel tentativo di ricondurre la cosmologia contemporanea sotto il dominio della metafisica. Anche in riferimento a una dimostrazione dell'esistenza di Dio, per l'episteme [come nel film "The Matrix"] la realtà apparente è realtà virtuale, per cui tutto il cosmo è all'interno di un monitor [per questa dimostrazione, poichè esiste questo grande monitor, che contiene tutto l'universo, esiste allora lo "spettatore" di questo monitor, cioè Dio]. La ricerca epistemica dimostra che la realtà apparente è realtà virtuale perchè la realtà reale è struttura di incarnazione fissa e rigida del soggetto: poichè la realtà è manipolabile, essa non è allora "reale", e poichè non esiste differenza qualitativa tra la realtà manipolata dall'uomo e la realtà delle galassie, allora tutto l'universo è virtuale. La seconda concezione considera che l'uomo appare smarrito nell'universo [in "periferia" e senza un "centro"] semplicemente perchè l'uomo è caduto dell'eden. Esiste quindi un "centro" nel cosmo, anche se esso non appare, per cui la questione del rapporto tra geocentrismo e eliocentrismo non può dirsi risolta. La terza concezione è espressa da una generale riflessione sulla reale stuttura del cosmo [essendo quello apparente virtuale, ed esistendo quindi quello reale]. Questa riflessione implica che gli astronomi hanno "sognato" di rapportarsi al "cosmo vero", per cui la loro cosmologia presuppone la metafisica. Gran parte dell'insieme delle concezione cosmologiche prodotte dall'episteme, qui non riportate, rientra nel protocollo omega. La periferizzazione dell'uomo nell'universo [il sentimento di smarrimento dovuto alla rivoluzione atronomica] è dovuta anche alla considerazione degli infiniti cosmi, contemplata dalla cosmologia contemporanea. L'episteme risolve questo problema facendo di essi la conseguenza della creazione da parte della scomposizione ubiqua di Dio. Dio è scomposto in infiniti dei, ciascuno dei quali ha creato un universo. Per questo essi sono infiniti, ma in uno solo Dio ha creato la vita, sulla terra. Secondo Portolan l'uomo moderno ha un bisogno costitutivo di sentirsi in periferia nel cosmo e smarrito nell'universo. Solo così l'uomo [anche un credente] si sente libero. Per questo la cosmologia epistemica rientra nel protocollo omega [è stata comunicata solo alla Chiesa]. I primi che sarebbero traumatizzati da questa cosmologia sarebbero proprio gli astronomi. L'episteme porta una critica fondamentale al sistema complessivo del mondo di Galilei, Copernico e Keplero.

==Teorie epistemiche del male==

La ricerca epistemica ha prodotto quindici teorie del male. Le due più importanti sono le seguenti. La teoria della sfasazione dice che l'uomo è incompatibile con Dio [e quindi destinato all'interno, a meno del progetto di salvezza divino] perchè Dio ha creato con un atto di sacrificio, mentre l'uomo è stato creato in fase inerziale della sua volontà [l'uomo nasce senza compiere un sacrificio], per cui la volontà di Dio, in atto sacrificale, è incompatibile con la volontà dell'uomo, che nasce inerziale. La teoria della struttura originaria [la più importante teoria del male] dice che Dio ha tratto l'uomo dalla necessità. La necessità codifica [conosce] solo Dio, per cui l'uomo, tratto dalla necessità dall'atto creatore di Dio, viene dalla necessità sovrascritto [sovrapposto] a Dio. Di qui la "pulsione totemica" [analizzata da Freud in "Totem e tabù", ponendo il padre terreno al posto del Padre celeste] dell'uomo a sostituirsi al Creatore [a-teismo], e la sostituzione [compiuta da Severino] della struttura derivata [il Creato] con la struttura originaria [la realtà necessaria in cui è posto Dio].

==Dimostrazioni epistemiche dell'esistenza di Dio==

Non si possono riassumere qui le più di 240 dimostrazioni epistemiche dell'esistenza di Dio costruite in sei anni dalla ricerca epistemica. "Epistemiche" significa fondate sullo schema quadripartito. Si riportano le due ultime dimostrazioni. Dio esiste se si dimostra che esiste un soggetto nel piano della realtà necessaria: se vi esiste, questo soggetto è necessario, ed esso è Dio. Ma un soggetto esiste. Infatti il creato non può essere del tutto isolato dalla necessità, e questo soggetto è quindi l'uomo stesso. Poichè quindi esiste un soggetto [l'uomo contingente] nella necessità, deve esistere in essa anche un soggetto interamente necessario, che abbia i caratteri dell'uomo ma non sia contingente come l'uomo: questo soggetto è il soggetto interamente necessario, cioè Dio. Un'altra dimostrazione si basa sul rapporto tra la frase di Leibniz e Einstein [il loro medesimo interrogativo] "perchè c'è l'essere anzichè il nulla ?" [immediatezza fenomenologica] e la frase parmenidea "l'essere è e non può non essere" [immediatezza logica]. Quest'ultima frase pone l'essere necessario. La prima frase constata che al posto dell'essere apparente dovrebbe esserci il nulla. E poichè l'essere è necessario, questo nulla, relativo solo all'apparire, è posto nella necessità. Ecco quindi che deve esistere una causa che ha posto l'essere dell'apparire al posto del nulla collocato nell'essere necessario. Quest'ultimo non può essere questa causa, perchè in relazione ad esso è posto il nulla di questo apparire, e non il suo essere. Questa causa è quindi solo una libera volontà, e la volontà che pone l'essere dell'apparire al posto del nulla è Dio, che trae l'essere dal nulla.

==Le epistemizzazioni==

Nel linguaggio della ricerca epistemica, "epistemizzare" un sistema filosofico storico significa ricondurlo all'episteme, limitarne le asserzioni al suo autentico oggetto di studio, e quindi dimostrare la validità del suo portato teorico. L'ipotesi di episteme elaborata ha quindi epistemizzato i seguenti sistemi di filosofia storica: platonismo [recupero dello schema quadripartito], aristotelismo [distinzione tra cosmo eterno e cosmo creato], neoplatonismo plotinico [distinzione tra uno matematico platonico e uno divino plotinico, e quindi ipostatizzazione dall'uno come trinitarizzazione dal Padre], criticismo kantiano [applicazione del kantismo a Dio], idealismo hegeliano [incarnazione cristica], spinozismo [panteismo cristico], marxismo [con il materialismo cristologico e la teoria dell'Anticristo] attualismo [trascendentismo dell'Io trascendentale, che è Cristo], psicoanalisi freudiana [con il Padre celeste al posto del padre terreno in "Totem e tabù"]. Portolan ha inoltre formulato una soluzione originale per gran parte del problemi filosofici storici.

==La critica del neoparmenidismo==

Secondo Portolan, il sistema filosofico di Severino riproduce gli accadimenti edenici della storia degli angeli, essendo il neoparmenidismo il pensiero di Lucifero nel momento della sua decisione di attingere alla fonte edenica per la seconda volta [quella che ne avrebbe provocato la metamorfosi nel mostro di Satana]. Lucifero, dopo la prima caduta, dovuta al suo ingresso nella fonte energetica edenica, doveva essere sicuro che non sarebbe caduto ["divenuto"] ulteriormente, e formula il neoparmenidismo, "ricordato" da Severino. Il neoparmenidismo appare proprio nel tempo della civiltà della tecnica, quando gli uomini devono sceglere se attingere all'albero della vita [la tecnica e la legislazione sulla vita: aborto, eutanasia, fecondazione assistita, fame, guerre, pena di morte, sistema capitalistico, quindi consumismo e edonismo]. Il mercato riproduce l'eden [i prodotti e le informazioni sono i frutti edenici]. Questa impostazione della filosofia della storia e del suo rapporto con il neoparmenidismo di Severino conferma e dimostra l'attualità di questo filosofo, il cui sistema esprime perfettamente l'essenza del tempo attuale. Così la "follia dell'angelo" [titolo di un libro di Severino] è per Severino quella dell'angelo posto da Dio a protezione dell'albero della vita, mentre per Portolan essa è la follia del principe degli angeli, Lucifero, "tentato" dal neoparmenidismo, secondo il quale il divenire, cioè la caduta, non è possibile, e come Lucifero è stato tentato da esso, così oggi l'umanità, di fronte alla scelta della legislazione sulla vita, che riproduce l'albero della vita. La critica epistemica del neoparmenidismo è esposta su due punti, che sono le sue due partizioni: la teoria del divenire e la teoria degli eterni. Con riferimento al primo aspetto, Severino sostiene che la prescienza di Dio, riempiendo il futuro di "essere", rende impossibile il divenire dal nulla. Quindi l'uomo, posto di fronte alla scelta tra Dio e il divenire, scelgie quest'ultimo per la propria potenza, e fa tramontare l'ipotesi di Dio. Secondo Portolan, invece, il divenire dal nulla è possibile anche con la prescienza di Dio, perchè questa conosce le leggi del divenire, prevede ciò che esca dal nulla, ma una cosa è l'essere come previsione, altra cosa è il vero essere futuro, che ugualmente esce dal nulla. Non tutto può provenire dal nulla, e la concezione secondo cui dal nulla può provenire ogni cosa [anche la sostituzione dell'uomo a Dio con la tecnica] è "follia". Con riferimento al secondo aspetto, il divenire non è contraddittorio [non viola cioè il principio di non contraddizione], perchè l'ente diviene e nel contempo rimane se stesso. Questo è infatti il carattere dell'esistenza, il principio, che si autoesistenzializza da se stessa [l'esistenza dell'esistenza dall'esistenza]. Questo carattere, per il quale l'esistenza proviene da se stessa [il fondamento è autofondamento], si trasferisce a ogni ente esistente, da essa posto [necessario e, con la mediazione di Dio, creato]. Nella sua critica a Severino, Portolan critica anche la filosofia della tecnica di Galimberti. Essi dicono che la tecnica è onnipotente. Ma, come dice Ruggenini, l'uomo nella dimensione terrena è impotente [limitato e finito]. Non è quindi possibile che la tecnica, prodotta dall'uomo, sia onnipotente.

==La critica della civiltà della tecnica e della democrazia==

Nell’episteme il paradiso è la tecnica. Secondo la sociologia epistemica l’uomo tende a riprodurre attorno a sé il paradiso, perché il paradiso è l’ambiente naturale dell’anima. Per questo, essendo il paradiso la tecnica, nella storia appare la civiltà della tecnica [che Severino chiama paradiso della tecnica. Ma Severino, essendo ateo, non può ammettere che il paradiso della tecnica apparente è proprio l’imitazione storica del paradiso celeste, essendo il paradiso la tecnica]. Facendo apparire il paradiso nella storia l’uomo si sente come trapassato nell’al di là, e placa così il suo timore della morte. L’uomo contemporaneo rimuove infatti il pensiero della morte, non perché essa sia un trauma o oggetto di paura, ma perché essa viene banalizzata, e nella secolarizzazione non viene più intesa come trapasso nell’al di là. L’uomo infatti, attraverso la tecnica, è come se già fosse trapassato nell’al di là, il paradiso imitato dalla civiltà della tecnica. Come Dio per creare ha usato la tecnica e si è separato dalla tecnica, così l’uomo deve usare solo la tecnica liturgica, attingendo ai sacramenti, e deve staccarsi dalla tecnica, facendo tramontare storicamente la civiltà della tecnica, per vivere quel “digiuno” [dal consumismo e dall’edonismo] che è condizione essenziale per potersi accostare all’eucaristia. Come la tecnica e lo stato sono l’essenza del paradiso, così la democrazia esiste anche in paradiso. Nella democrazia l’uomo ha la sovranità. Ma Dio è attualmente separato dalla tecnica, e per questo rende proibito all’uomo l’albero della vita. Per questo la sovranità [potere dell’anima] è proibita all’uomo, e se l’uomo la usa si generano i conflitti storici e sociali, come dice Hobbes. Secondo il paradigma del Leviatano, ripreso dall’episteme, l’uomo deve quindi trasferire la sua sovranità al sovrano [monocrate e decisore unico], nella monocrazia epistemica [imitata dai totalitarismi storici]: così l’uomo esercita il suo potere democratico e nel contempo si separa da esso. Con il trasferimento della sovranità nel re, un re il cui potere è assoggettato al diritto naturale [stato di diritto], cessano i conflitti tra gli uomini, che sono conflitti per il potere.

==Il "protocollo omega"==

Nella ricerca epistemica si è convenuto di denominare "protocollo omega" una particolare condizione di riservatezza del sapere, che viene racchiuso all'interno del mondo accademico e non divulgato. Questa condizione di "correttezza dialogica", in cui si è ritenuto che sia corretto la non diffusione di alcuni contenuti speculativi, è dovuta al fatto che questi possono essere particolarmente sensibili, per cui è opportuno che non siano resi noti al di fuori dell'università. Rientrano all'interno del protocollo omega le seguenti discipline scientifiche: steleologia, cosmologia epistemica, demonologia epistemica e la sessuologia epistemica per la parte derivante l'antropologia teologica e empireologica.

==Il progetto-episteme==

Il progetto-episteme è un programma di riforma delle istituzioni politiche e economiche nazionali, europee e internazionali. Esso potrebbe non costituire una utopia se la steleologia dovesse essere una disciplina corretta. La steleologia è una delle discipline epistemiche soggette a protocollo omega. La descrizione delle istituzioni politiche e economiche che potrebbero presidere al governo della globalizzazione è racchiusa negli scritti precedenti il sito dell'episteme, scritti non soggetti a divulgazione.

==L'enciclopedia delle scienze epistemiche==

Carattere dell'enciclopedia delle scienze epistemiche è il diverso sistema di classificazione delle discipline scientifiche rispetto a quello alfabetico. Essa riprende questo sistema di classificazione dal sistema epistemico del sapere, per poi ampliarne le voci. Questo sistema segue la mappa dell'essere. Esso gerarchizza le discipline in base al loro oggetto. Come l'esistenza precede l'essere, e l'essere precede il cosmo [l'essere è matrice del cosmo], così la sequenza delle discipline [il loro sistema di classificazione] è il seguente: protologia, ontologia, cosmologia [discipline dell'oggetto]. Qui poi si inseriscono le discipline del soggetto [Dio], nel modo seguente: protologia [il cui oggetto è l'esistenza, cioè il principio], ontologia, teologia, cosmologia, cristologia, oppure protologia, teologia [Dio appartiene alla struttura del principio come sua autoidentità], ontologia [o onto-teologia], cristologia, cosmologia, tecnologia, e quindi empireologia. Quindi la prima disciplina è la protologia, che include la logica e la matematica. Tutto ciò con riferimento alla sola reltà necessaria, che l'episteme studia in garn parte escludendo la considerazione della Creazione.

==La dottrina delle essenze==

La dottrina delle essenze, o dizionario epistemico, ricerca l'essenza delle cose. Si riporta ad esempio l'essenza epistemica della tecnica. Il modo in cui questa essenza è espressa fa capire il linguaggio con cui si esprime l'episteme, linguaggio che non pare possa essere scavalcato in ordine alla comprensione dei fenomeni. L'uomo è un apparato di carne, non diverso da un robot [come lo intende Cartesio, "pilotato" dall'anima]. Quindi l'uomo è forma della tecnica [l'io autocosciente non appartiene all'uomo, ma all'anima]. Nella realtà necessaria esiste la tecnica. In essa, il "prodotto protonico" tra oggetto [esistenza] e soggetto [Dio] dà luogo a due diverse essenze: quello dal punto di vista del soggetto dà luogo all'uomo; quello dal punto di vista dell'oggetto dà luogo alla tecnica, rivestimento "robotico" dell'uomo. La Chiesa stessa, come apparato istituzionale, è "corpo robotico" di Cristo, come appare dagli indumenti dei preti e dei vescovi.

==Le lettere==

Appare naturale la considerazione che alcuni tra i maggiori rappresentanti del mondo istituzionale italiano e europeo [e tra questi 8 Cardinali] non scriverebbero a un giovane di trent'anni solo per apprezzarne il suo pensiero, anche perchè questo faticherebbe a emergere. Queste lettere si giustificano per l'interessamento della Chiesa locale a tutta la particolare vicenda di vita di Portolan. Nelle loro lettere queste personalità dimostrano stima e affetto verso questo giovane [è insegnante di sostegno e dottore commercialista non esercitante la professione]. Cinque Cardinali e alcuni Vescovi e Arcivescovi [in tutto i Vescovi che gli hanno scritto sono 17] lo hanno chiamato nelle loro lettere "chiarissimo professore" [titolo riservato ai professori universitari ordinari]. Così anche il Direttore de La Civiltà Cattolica. Il Presidente dell'Accademia Nazionale dei Lincei lo ha chiamato "illustre professore". Due Cardinali lo hanno chiamato "pregiatissimo professore" e "stimatissimo professore". Un Cardinale ha fatto direttamente riferimento nella sua lettera al "progetto-episteme". Un Cardinale e un Arcivescovo hanno riconosciuto il suo "tentativo di costruzione del sapere epistemico" [si osserva che questo "tentativo" è definito come riferito a un "sapere", cioè a una novità culturale nel panorama del pensiero contemporaneo]. I 70 professori ordinari che gli hanno scritto lo hanno ringraziato "molto" per la segnalazione del sito. Il massimo riconoscimento che Portolan ha avuto è stato quello di un professore ordinario di fiosofia teoretica che lo ha invitato nel suo studio perchè voleva conoscerlo. Tra le altre personalità del mondo istituzionale che hanno espresso giudizi di apprezzamento per gli scritti di Portolan ci sono Gianni Letta, Rocco Buttiglione, Paolo Grossi, Giuseppe Dalla Torre, Giuseppe De Rita, Carlo Augusto Viano, Carlo Sini, Mariano Fazio, Luis Romera, Piero Coda, Stefano De Fiores, Claudio Magris, Natalino Irti, Francesco D'Agostino, Salvatore Veca,Virgilio Melchiorre, Massimo Bray e i Cardinali Bagnasco, Ruini, Scola, Sepe [che ha riconosciuto il progetto-episteme], Poletto, Ravasi e Tettamanzi. Il valore del pensiero di Portolan è stato quindi riconosciuto da alcune delle maggiori personalità del mondo accademico internazionale [Berti, Monti, Draghi].

==Curiosità e aneddoti==

Sei anni fa un professore ordinario di filosofia morale, dopo aver ringraziato Portolan per le sue confidenze, gli dice: "rinuncia a far su un sistema". Ed effettivamente Portolan in sei anni ha costruito un "sistema". Due monsignori, suoi direttori spirituali succedutesi, un sacerdote salesiano e un Vescovo hanno espresso a Portolan "elogi", la cui reale consistenza, srettamente confidenziale, non può essere riferita. Un altro Vescovo gli ha ricordato il quarto comandamento. Portolan ha scritto per Wikipedia le voci "Lino Zanussi", "Hegel" e "Severino" nella voce "Episteme", e la voce "Femminilità", la quale è stata poi modificata. Un imprenditore di fama internazionale non gli ha espresso il suo elogio per il sito dell'episteme, ma per uno scritto racchiudente i fondamenti della steleologia, di 7 pagine. Monti, quando era Presidente dell'Università Bocconi, lo ha contattato dopo che le dimostrazioni erano 29, la lettera di Draghi [allora Governatore della Banca d'Italia] è arrivata raggiunto il numero di 47 dimostrazioni. Nel 1992 Portolan ha fatto cenno alla steleologia a Severino a lezione, e questi lo ha quindi atteso nel suo studio, ma Portolan non ci è andato. Al professore che lo ha invitato nel suo studio, Portolan ha detto "non conosco bene la filosofia", ed egli gli ha risposto: "la filosofia sei sempre in tempo a studiarla". Portolan nel 1992 stava sul ponte di San Sebastiano a Venezia, all'ingresso dell'allora sede del Dipartimento di Filosofia, quando si è proposto di risolvere tutti i problemi della storia della filosofia.

==Voci correlate==

*[[Metafisica]]
*[[Ontologia]]
*[[Episteme]]
*[[Nichilismo]]
*[[Emanuele Severino]]
*[[Neoparmenidismo]]

==Collegamenti esterni==
*[http://www.dodicidimostrazioni.it Sito del sapere epistemico che espone un tentativo di costruzione di ipotesi di episteme]
*[http://www.dodicidimostrazioni.it/sintesi.html Link del sito dell'episteme che invia alla sintesi del sistema costruito]
*[http://www.dodicidimostrazioni.it/dimostrazioniepistemiche.html Link del sito dell'episteme che invia alle dimostrazioni epistemiche dell'esistenza di Dio]