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{{nota disambigua||[[Giovanni Paolo II (disambigua)]]|Giovanni Paolo II}}
{{U|verso=da|pagina=Testamento di Papa Giovanni Paolo II|argomento=cattolicesimo|data=luglio 2012}}
{{quote|Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l'uomo. Solo lui lo sa!|Papa Giovanni Paolo II. [[Omelia]] della messa di inaugurazione del pontificato, [[22 ottobre]] [[1978]]<ref name=omelia1>[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1978/documents/hf_jp-ii_spe_19781022_inizio-pontificato_it.html Omelia di Giovanni Paolo II per l'inizio del Pontificato]. [[Santa Sede]], [[22 ottobre]] [[1978]].</ref>.}}
{{Papa della Chiesa cattolica
|nome = <!-- Il template riguarda i papi, per i beati c'è il template apposito -->Papa Giovanni Paolo II
|immagine = [[File:Gpii.jpg|250px|Giovanni Paolo II]]
|legenda = Papa Giovanni Paolo II
|stemma = [[File:John paul 2 coa.svg|150px]]
|titolo = 264º papa della Chiesa cattolica
|elezione = [[16 ottobre]] [[1978]]
|insediamento = [[22 ottobre]] [[1978]]
|fine pontificato = [[2 aprile]] [[2005]]
|motto=''Totus tuus''<ref>Il [[motto]] apostolico (in [[lingua italiana|italiano]]: «Tutto tuo») venne estrapolato dal Pontefice dal ''[[Trattato della vera devozione alla Santa Vergine]]'' ([[1712]]) di [[Luigi Maria Grignion de Montfort]]: «Tuus totus ego sum, et omnia mea tua sunt» («Sono tutto tuo, e tutto ciò che possiedo appartiene a te»).</ref>
|cardinali=[[:Categoria:Cardinali nominati da Giovanni Paolo II|vedi categoria]]
|predecessore=[[papa Giovanni Paolo I]]
|successore=[[papa Benedetto XVI]]
|nome nascita = Karol Józef Wojtyła
|data di nascita = [[18 maggio]] [[1920]]
|luogo di nascita = [[Wadowice]]
|data di morte = [[2 aprile]] [[2005]] ({{Età|1920|05|18|2005|04|02|}} anni)
|luogo di morte = [[Città del Vaticano]]
|sepoltura = [[Basilica di San Pietro]] 
|firma = Signature of John Paul II.svg
|note= Beato
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|morto= [[2 aprile]] [[2005]]
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}}
{{Santo
|nome= Beato Giovanni Paolo II
|immagine= Juan Pablo II en el Parque O'Higgins — 3 de abril 1987 — Santiago — Chile.jpg
|dimensione immagine=250px
|didascalia= Giovanni Paolo II in Cile nel 1987
|note=Romano Pontefice
|venerato da= Chiesa cattolica
|beatificazione=[[1º maggio]] [[2011]] da [[papa Benedetto XVI]]
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|patrono di= 
}}
{{Bio
|Titolo= '''Papa'''
|Nome = Giovanni Paolo II
|ForzaOrdinamento = Giovanni Paolo 2
|PostCognomeVirgola = nato {{Link audio|Pl-Karol_Józef_Wojtyła.ogg|'''Karol Józef Wojtyła'''}}
|PreData = in [[lingua latina|latino]]: ''Ioannes Paulus II''
|Sesso = M
|LuogoNascita = Wadowice
|GiornoMeseNascita = 18 maggio
|AnnoNascita = 1920
|LuogoMorte = Città del Vaticano
|GiornoMeseMorte = 2 aprile
|AnnoMorte = 2005
|Categorie = no
|FineIncipit = è stato il 264º [[vescovo di Roma]] e [[papa]] della [[Chiesa cattolica]] (il 263º successore di [[San Pietro|Pietro]]) e 6º [[monarchia|sovrano]] dello [[Città del Vaticano|Stato della Città del Vaticano]] (accanto agli altri titoli connessi al suo ruolo)}} 
Fu eletto papa il [[16 ottobre]] [[1978]]. In seguito alla causa di [[canonizzazione]], il [[1º maggio]] [[2011]] è stato proclamato [[Beatificazione|beato]] dal suo immediato successore [[Benedetto XVI]] e verrà festeggiato annualmente nel giorno del suo insediamento, il [[22 ottobre]].<ref>[http://www.repubblica.it/esteri/2011/01/14/news/papa-beatificazione-11215491/ La Repubblica: Wojtyla beatificato il primo maggio 2011. Papa firma decreto che riconosce il miracolo.]</ref>
Nella [[storia della Chiesa]], non capitava da circa un millennio che un papa proclamasse beato il proprio immediato predecessore.<ref>TV2000: fatto citato durante la cerimonia di beatificazione.</ref>

Primo papa non [[italiani|italiano]] dopo 455 anni, cioè dai tempi di [[Papa Adriano VI|Adriano VI]] ([[1522]] - [[1523]]), è stato inoltre il primo pontefice [[polacchi|polacco]], e [[Slavi|slavo]] in genere, della [[storia]].

Giovanni Paolo II intraprese sin dal principio del suo pontificato una vigorosa azione politica e diplomatica contro il [[comunismo]] e l'oppressione politica, ed è considerato uno degli artefici del crollo dei sistemi del [[socialismo reale]], già controllati dall'ex [[Unione Sovietica]]. Combatté la [[Teologia della Liberazione]], intervenendo ripetutamente in occasione di avvicinamenti di alcuni esponenti del [[clero]] verso soggetti politici dell'area [[marxismo|marxista]]. Stigmatizzò inoltre il [[capitalismo]] sfrenato e il [[consumismo]], considerati antitetici alla ricerca della [[giustizia sociale]], causa d'ingiustificata sperequazione fra i popoli e lesivi della dignità dell'uomo. Nel campo della [[morale]], si oppose fermamente all'[[aborto]] e all'[[eutanasia]], e confermò l'approccio tradizionale della Chiesa sulla [[sessualità]] umana, sul [[celibato]] dei preti, sul sacerdozio femminile. 

I suoi 104 viaggi in tutto il mondo videro la partecipazione di enormi folle (tra le più grandi mai riunite per eventi a carattere religioso). Con questi viaggi apostolici, Giovanni Paolo II coprì una distanza molto maggiore di quella coperta da tutti gli altri papi messi assieme. Questa grande attività di contatto (anche con le generazioni più giovani, con la creazione delle [[Giornata Mondiale della Gioventù|Giornate Mondiali della Gioventù]]) fu da molti interpretata come segno di una seria intenzione di costruire un ponte di relazioni tra nazioni e religioni diverse, nel segno dell'[[ecumenismo]], che era stato uno dei punti fermi del suo papato.

Sul piano dei rapporti con l'[[Italia]], i viaggi sottolinearono l'intenzione di separare l'aspetto politico da quello religioso, come il Pontefice stesso tenne a sottolineare, due anni dopo la revisione del [[Patti lateranensi|Concordato]], nel [[1986]], a [[Forlì]], ricordando che il precedente papa a visitare quella città era stato [[papa Pio IX|Pio IX]], in veste anche di capo di Stato: "Da allora, la situazione politica è profondamente mutata, ed è stata come tale ufficialmente riconosciuta dalla Chiesa". 

Papa Wojtyła [[Beatificazione|beatificò]] e [[Canonizzazione|canonizzò]] molte più persone di ogni altro pontefice: le persone da lui beatificate furono 1338 e quelle canonizzate 482<ref>[http://www.vatican.va/news_services/press/documentazione/documents/pontificato_gpii/pontificato_dati-statistici_it.html Dati ufficiali sul sito del Vaticano]. I dati sono aggiornati al 5 gennaio 2005, dopo tale data non risulta nessuna beatificazione o canonizzazione: vedi [http://www.vatican.va/archive/aas/documents/AAS%2097%20%5B2005%5D%20-%20ocr.pdf AAS 97 (2005)].</ref>, mentre i predecessori nell'arco dei quattro secoli precedenti avevano proclamato soltanto 300 santi. Il [[14 marzo]] [[2004]] il suo pontificato superò quello di [[Papa Leone XIII|Leone XIII]] come [[Papa#I pontificati più lunghi|terzo pontificato più lungo della storia]] (dopo quello di [[Papa Pio IX|Pio IX]] e quello tradizionalmente attribuito a [[Pietro apostolo]]).

== Biografia ==
=== Le origini ===
Karol Józef Wojtyła ([[Alfabeto Fonetico Internazionale|IPA]]: {{IPA| /ˈkarɔl ˈjuzef vɔjˈtɨwa/}}) era il terzo figlio di Emilia, nata Kaczorowska ([[1884]]) e di Karol Wojtyła senior ([[1879]]) ex-ufficiale dell'esercito asburgico. Da giovane veniva chiamato dagli amici e dai familiari "Lolek"<ref>Secondo la consuetudine polacca di nomignoli vezzeggiativi. ''Lolek'' è un diminutivo di ''Karol''.</ref>.

Sua madre Emilia morì nel [[1929]] per insufficienza [[rene|renale]] e una malattia cardiaca congenita. Quando Karol, che aveva 9 anni, seppe della notizia disse: «Era la volontà di Dio»<ref>Paweł Zuchniewicz, "Giovanni Paolo II", Paoline Editoriale Libri, Milano, 2005, p. 19</ref>. Suo fratello maggiore, Edmund, di professione medico, noto anche come Mundek, morì nel [[1932]] per aver contratto la [[scarlattina]] all'età di 26 anni, da un paziente. La sorella Olga, invece, era morta poco dopo la nascita nel [[1914]] prima ancora, dunque, che Karol nascesse. Dopo la morte della madre Emilia, suo padre, un uomo molto religioso, si impegnò con tutte le forze per fare studiare il figlio Karol. La sua gioventù venne segnata da un intenso rapporto con l'allora numerosa e viva comunità [[ebreo|ebraica]] di [[Wadowice]].

=== Università ===
Nell'estate del [[1938]] Karol Wojtyła insieme a suo padre lasciò [[Wadowice]] per trasferirsi a [[Cracovia]], dove si iscrisse all'[[Università Jagellonica]] nel semestre autunnale. Nel suo primo anno studiò [[filologia]], [[Lingua polacca|lingua]] e [[letteratura]] [[Polonia|polacca]]. Prese anche lezioni private di [[lingua francese|francese]]. 

Lavorò come [[bibliotecario]] volontario e fece l'addestramento militare obbligatorio nella legione accademica. Alla fine dell'anno accademico [[1938]]-[[1939]], impersonò il ruolo di Sagittarius nell'opera fiabesca ''The Moonlight Cavalier'', prodotta da una compagnia teatrale sperimentale. Iniziò nel frattempo lo studio delle lingue, che lo portò poi a conoscere e parlare 11 idiomi diversi: [[Lingua polacca|polacco]], [[Lingua slovacca|slovacco]], [[Lingua russa|russo]], [[Lingua italiana|italiano]], [[Lingua francese|francese]], [[Lingua spagnola|spagnolo]], [[Lingua portoghese|portoghese]], [[Lingua tedesca|tedesco]], [[Lingua ucraina|ucraino]] e [[Lingua inglese|inglese]], oltre ad un'ottima conoscenza del [[Lingua latina|latino]] ecclesiastico.

=== La seconda guerra mondiale ===
[[File:Geb-Haus Papst.jpg|thumb|left|La casa natale di Wojtyła a [[Wadowice]].]]

Nel settembre del [[1939]] la [[Germania nazista|Germania]] invase la [[Polonia]] e la nazione fu occupata prima dalle forze naziste e poi da quelle [[Unione Sovietica|sovietiche]]. 
Allo scoppio della [[seconda guerra mondiale]], Karol e suo padre fuggirono da Cracovia verso est, insieme a migliaia di altri polacchi. Durante la marcia dovettero a volte rifugiarsi dentro i fossi, per nascondersi dai velivoli della [[Luftwaffe (Wehrmacht)|Luftwaffe]]. Dopo avere camminato per 200 chilometri seppero dell'invasione russa della Polonia e furono obbligati a ritornare a Cracovia.

Nel novembre, 184 accademici dell'[[Università Jagellonica]] furono arrestati e l'università venne chiusa. Tutti i maschi abili furono costretti a lavorare. Nel primo anno di guerra Karol lavorò come fattorino per un ristorante. Questo lavoro leggero gli permise di continuare gli studi e la carriera teatrale e di mettere in pratica atti di resistenza culturale. Intensificò inoltre lo studio del francese.

Dall'autunno del [[1940]] Karol iniziò a lavorare nelle cave di pietra della Solvay, anche grazie al sostegno della sua insegnante di francese. Dato che l'azienda produceva [[soda caustica]], particolarmente importante nel periodo bellico, a Wojtyła venne rilasciato un documento di identità (''Ausweis'') che lo risparmiò, a differenza di molti suoi coetanei, dalla deportazione in Germania o lungo il fronte orientale per svolgere lavori forzati <ref>David Yallop, ''The Power and the Glory: Inside the Dark Heart of Pope John Paul II's Vatican'', p. 6</ref>. Il lavoro presso la Solvay durò fino al [[1944]].

Il padre morì nel [[1941]]. Nel [[1942]], entrò nel [[seminario]] clandestino diretto dal cardinale [[Adam Stefan Sapieha|Sapieha]], [[Arcidiocesi di Cracovia|arcivescovo di Cracovia]]. Il [[29 febbraio]] [[1944]], tornando a casa dal lavoro nella cava, fu investito da un camion tedesco, perse coscienza e passò due settimane in ospedale. Riportò un trauma cranico acuto, numerose escoriazioni e una ferita alla spalla. Secondo ''Testimone della Speranza'', la biografia scritta da [[George Weigel]], questo incidente e la sopravvivenza ad esso sembrarono a Wojtyła una conferma della propria vocazione religiosa. 

Nell'agosto 1944 iniziò la [[rivolta di Varsavia]] e il [[6 agosto]], il "lunedì nero", la [[Gestapo]] perquisì la città di [[Cracovia]] deportando i giovani maschi per evitare un'analoga sollevazione. Quando la Gestapo perquisì la sua casa, Wojtyła riuscì a scampare alla deportazione nascondendosi dietro una porta e fuggì nell'Arcivescovato, dove rimase fino a guerra finita. La notte del [[17 gennaio]] [[1945]] i tedeschi abbandonarono la città. I seminaristi restaurarono il vecchio seminario, ridotto in rovine.

=== Servizio ecclesiastico ===
[[File:Karol Wojtyła - wizytacja zakonu oo. Karmelitów na Piasku w Krakowie 1967.jpg|thumb|Visita alla Chiesa carmelitana della Visitazione della Beata Vergine Maria in Cracovia (primi di giugno del 1967, poco prima di essere nominato cardinale).]]
Karol Wojtyła venne [[ordinazione sacerdotale|ordinato]] [[sacerdote]] il [[1º novembre]] [[1946]] dall'[[arcivescovo]] di Cracovia, [[Adam Stefan Sapieha]]. Subito dopo egli si trasferì a [[Roma]] per proseguire gli studi teologici presso la [[Pontificia Università San Tommaso d'Aquino]] (conosciuta anche come ''Angelicum''). Nella tesi di [[dottorato]], che prese in esame la dottrina della [[fede]] in [[San Giovanni della Croce]], Wojtyła pose l'accento sulla natura personale dell'incontro dell'uomo con Dio. 

Ritornato in Polonia nell'estate del [[1948]], la sua prima missione pastorale fu nel paesino di [[Niegowić]], a venticinque chilometri da Cracovia. Nel marzo [[1949]] fu trasferito nella parrocchia di San Floriano a Cracovia. Insegnò [[etica]] all'[[Università Jagellonica]] della città e successivamente all'[[Università Cattolica Giovanni Paolo II di Lublino|Università Cattolica di Lublino]]. Nel [[1958]] fu nominato [[vescovo ausiliare]] di Cracovia, e quattro anni dopo assunse la guida della diocesi quale ''vicario capitolare''.

Il [[30 dicembre]] [[1963]] [[papa Paolo VI]] lo nominò [[arcidiocesi di Cracovia|arcivescovo di Cracovia]]. Sia come vescovo prima che come arcivescovo poi Wojtyła partecipò al [[Concilio Vaticano II]], contribuendo ai documenti per la stesura della ''[[Dignitatis Humanae]]'' e della ''[[Gaudium et Spes]]'', due dei documenti storici più importanti ed influenti prodotti dal concilio. In particolare nel settembre del [[1964]] intervenne sullo schema preparatorio sulla libertà religiosa, evidenziando che nel testo si mancava di dire che «solo la verità rende liberi».<ref>Roberto de Mattei, ''Il Concilio Vaticano II. Una storia mai scritta'', Torino 2010, p. 395</ref> Nel [[1965]] diede il suo contributo allo schema preparatorio della costituzione dogmatica ''Gaudium et Spes'', pronunciando il [[28 settembre]] un importante discorso in difesa dell'[[antropologia]] [[personalismo|personalista]].<ref>Roberto de Mattei, ''Il Concilio Vaticano II. Una storia mai scritta'', Torino 2010, pp. 471-475</ref>
[[File:pvi1.jpg|thumb|[[Paolo VI]] mentre impone la berretta cardinalizia a Karol Wojtyła]]

Il [[26 giugno]] [[1967]] fu creato e pubblicato [[cardinale]] di [[San Cesareo in Palatio (titolo cardinalizio)|San Cesareo in Palatio]] ([[diaconia]] elevata a [[titolo cardinalizio|titolo]] ''[[pro illa vice]]'') da [[papa Paolo VI]]. A Cracovia si distinse per la sua attività di opposizione al [[regime]] [[socialismo reale|comunista]]. In particolare fece pubblicare a puntate nel suo giornale diocesano alcuni libri usciti all'epoca e colpiti dalla [[censura]] comunista. Tra questi ''[[Ipotesi su Gesù]]'' di [[Vittorio Messori]] e ''[[Lettera a un bambino mai nato]]'' della scrittrice [[Firenze|fiorentina]] [[Oriana Fallaci]]. La giornalista in particolare non gradì l'operazione, e scrisse una lettera al cardinale denunciando la violazione del [[diritto d'autore]], ostacolo che Wojtyła poté superare grazie alla legislazione vigente nello stato polacco<ref>Oriana Fallaci, ''[[Oriana Fallaci intervista sé stessa - L'Apocalisse]]'', Rizzoli, Milano, 2004.</ref>.

Nell'[[agosto]] del [[1978]], dopo la morte di Paolo VI, partecipò al [[Conclave dell'agosto 1978|conclave]] che si concluse con l'elezione di Albino Luciani, il cardinale [[patriarca di Venezia]], che divenne [[papa Giovanni Paolo I]]. Avendo appena 65 anni, Luciani era considerato un pontefice giovane in confronto ai suoi predecessori. Tuttavia Wojtyła, che ne aveva 58, avrebbe potuto aspettarsi di partecipare nuovamente ad un conclave prima di raggiungere gli ottant'anni (età massima per i cardinali per partecipare all'elezione del pontefice), ma certo non si aspettava che il suo secondo conclave si sarebbe tenuto così presto. Invece il [[28 settembre]] 1978, dopo solo 33 giorni di pontificato, Giovanni Paolo I morì. Nell'ottobre 1978 Wojtyła fece ritorno in [[Vaticano]] per prendere parte al secondo conclave in meno di due mesi.

=== Il secondo conclave del 1978 ===
{{vedi anche|Conclave dell'ottobre 1978}}
[[File:Habemus papam io paulus II.jpg|thumb|left|Il nuovo pontefice Giovanni Paolo II si affaccia alla loggia il giorno della sua elezione]]
Qualcuno pensa{{citazione necessaria|}} che la sua nomina, come quella del suo predecessore, sia stata frutto di un compromesso: il conclave infatti, secondo quanto emerso dai racconti di alcuni cardinali, vide una netta divisione tra due candidati particolarmente forti quali il cardinale [[Giuseppe Siri]], arcivescovo di [[Arcidiocesi di Genova|Genova]], votato dalla parte dell'ala conservatrice, e il [[cardinale]] [[Giovanni Benelli]], arcivescovo di [[Arcidiocesi di Firenze|Firenze]], molto vicino a [[papa Giovanni Paolo I]] e sorretto dall'ala più riformista del [[Collegio cardinalizio|Collegio dei Cardinali]]. Sembra che nei primi ballottaggi Benelli sia arrivato a nove voti dall'elezione, ma Wojtyła, in parte grazie al supporto ottenuto da cardinali come [[Franz König]] e altri che avevano precedentemente appoggiato Siri, venne eletto con grande stupore di tutto il mondo.

Il [[16 ottobre]] [[1978]], all'età di cinquantotto anni, Wojtyła succedette a [[papa Giovanni Paolo I]]. Al momento dell'elezione Wojtyła avrebbe voluto assumere il nome di Stanislao I in onore del [[santo patrono]] della [[Polonia]]. Tuttavia, poiché i cardinali gli fecero notare che era un nome che non rientrava nella tradizione romana, Wojtyła scelse Giovanni Paolo II<ref>[http://www.cardinalrating.com/cardinal_55__article_1576.htm Wojtyła voleva chiamarsi Stanislao I]</ref>, in ricordo del predecessore per tener viva la sua memoria<ref>[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/1979/documents/hf_jp-ii_aud_19790822_it.html UDIENZA GENERALE Mercoledì, 22 agosto 1979]</ref>.

L'annuncio della sua elezione (l'''[[Habemus papam]]'') fu dato alle ore 18:45 dal cardinale [[Pericle Felici]].

Al momento della conclusione dell'annuncio in latino - comunicare qual era il nome pontificale scelto - stranamente, e quasi misteriosamente, egli non pronunciò la parola "secundi", ma disse solo Ioannis Pauli, pur leggendo sul grande libro che un cerimoniere gli teneva aperto davanti, e che conteneva l'espressione "Ioannis Pauli secundi". Lo stesso card. Felici aveva, un mese e mezzo prima, annunciato la nomina di Albino Luciani, scandendo bene le parole "Ioannis Pauli primi".

Pochi minuti più tardi il nuovo papa si presentò alla folla riunita in [[piazza San Pietro]], affacciandosi dalla [[loggia]] che sovrasta l'ingresso della [[Basilica di San Pietro in Vaticano]]. Nel suo breve discorso egli si definì come «il nuovo Papa chiamato di un paese lontano» e superò subito le diffidenze degli [[italia]]ni, che vedevano per la prima volta da lungo tempo un pontefice straniero, dicendo «se mi sbalio mi corrigerete!», frase rimasta famosa e che suscitò l'applauso dei presenti. Al termine egli impartì la prima [[benedizione]] ''[[Urbi et Orbi]]'' che fu trasmessa in [[mondovisione]].

Il giorno seguente il nuovo Pontefice celebrò la [[messa]] insieme al [[Collegio cardinalizio]] nella [[Cappella Sistina]] e il [[22 ottobre]] iniziò solennemente il ministero petrino, quale 264º successore di [[Pietro apostolo]]. 

Papa Giovanni Paolo II volle iniziare il suo pontificato rendendo omaggio ai due patroni d'Italia e così il [[5 novembre]] 1978 visitò [[Assisi]], per venerare [[Francesco d'Assisi|san Francesco]], e successivamente si recò anche alla basilica di [[Santa Maria sopra Minerva]] in [[Roma]], per venerare la tomba di santa [[Caterina da Siena]]. Il [[12 novembre]] Giovanni Paolo II prese possesso, come vescovo di Roma, della cattedra di [[San Giovanni in Laterano]] e il [[5 dicembre]] compì la prima visita alle parrocchie della [[diocesi di Roma]] iniziando con [[Chiesa di San Francesco Saverio alla Garbatella|San Francesco Saverio]] nel quartiere della [[Garbatella]].

=== L'attentato subìto ===
{{Vedi anche|Attentato a Giovanni Paolo II}}
[[File:JPIIassinattem81.jpeg|thumb|200px|left|13 maggio 1981, ore 17.22: Mehmet Ali Ağca attenta alla vita di Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro.]]
Il [[13 maggio]] [[1981]] subì un [[attentato]] quasi mortale da parte di [[Mehmet Ali Ağca]], un killer professionista [[Turchia|turco]], che gli sparò due colpi di pistola in piazza San Pietro, pochi minuti dopo che egli era entrato nella piazza per un'udienza generale, colpendolo all'addome. Wojtyła fu presto soccorso e sopravvisse. Dopo l'attentato fu sottoposto ad un intervento di 5 ore e 30 minuti<ref>{{Cita web|http://www.accademiaromanachirurgia.it/centoannichirurgia/annichir_cap16.asp|Al capezzale dei papi e dei re|editore=Accademia Romana di Chirurgia}}</ref>.

Due giorni dopo il [[Natale]] del [[1983]], volle andare in prigione per incontrare il suo attentatore e dargli il suo perdono. I due parlarono da soli per lungo tempo e la loro conversazione è rimasta privata. Il Papa disse poi dell'incontro: «Ho parlato con lui come si parla con un fratello, al quale ho perdonato e che gode della mia fiducia. Quello che ci siamo detti è un segreto tra me e lui». L'attentatore venne in seguito condannato all'[[ergastolo]] dalla giustizia italiana per attentato a Capo di Stato estero. Nel [[2000]] il presidente della Repubblica [[Carlo Azeglio Ciampi]] gli concesse la grazia: Ali Ağca, estradato dall'Italia, fu condotto nel carcere di massima sicurezza di Kartal (Turchia), nel quale stava scontando la pena di dieci anni di reclusione per l'assassinio del giornalista Abdu Ipekci, avvenuto nel [[1979]].

Ali Ağca non ha mai voluto rivelare in modo chiaro la verità e ha ripetutamente cambiato versione sulla dinamica della preparazione dell'attentato, a volte suggerendo di aver avuto aiuti dall'interno del Vaticano. I documenti analizzati dalla [[dossier Mitrokhin|commissione Mitrokhin]] dimostrerebbero che l'attentato fu progettato dal [[KGB]] in collaborazione con la polizia della [[Germania Orientale]] (Stasi) e con l'appoggio di un gruppo terroristico bulgaro a [[Roma]], che a sua volta si sarebbe rivolto ad un gruppo turco di estrema destra, i [[Lupi grigi]]. Una relazione di minoranza della stessa commissione negò questa tesi; tuttavia, altri documenti scoperti negli archivi sovietici e resi pubblici nel marzo [[2005]] sostengono la tesi che l'attentato sia stato commissionato dall'[[Unione Sovietica]]<ref>{{en}}{{Cita web|http://www.dw-world.de/dw/article/0,1564,1538173,00.html|Stasi Files Implicate KGB in Pope Shooting|editore=DW-World.de|accesso=23-1-2007}}</ref>.

Le motivazioni che avrebbero portato l'URSS a preparare l'attentato non sono state chiarite; probabilmente, l'Unione Sovietica temeva l'influenza che un Papa polacco poteva avere sulla stabilità dei loro Paesi satelliti dell'Europa Orientale, in special modo la [[Polonia]]. 

[[File:Sandro Pertini con Giovanni Paolo II 2.jpg|thumb|200px|Giovanni Paolo II con [[Sandro Pertini]] sull'[[Adamello (monte)|Adamello]]]]

Un'altra ipotesi (non necessariamente contraddittoria alla prima) è quella del coinvolgimento della [[mafia]] nell'attentato, suffragata dal memoriale del pentito di [[Cosa Nostra]] Vincenzo Calcara sulle dichiarazioni rese a [[Paolo Borsellino]]. Calcara racconta di essere stato incaricato dall'imprenditore mafioso e massone Michele Lucchese (che aveva contatti in Vaticano tramite il monsignor [[Marcinkus]]) di prelevare da Piazza San Pietro, 20 minuti dopo l'attentato, un turco armato da un mafioso bulgaro, Antonov. Assieme al turco e altri due mafiosi, si sarebbe recato a [[Paderno Dugnano]], a casa di Lucchese, dove il turco venne ucciso e seppellito.<ref>[http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&view=article&id=398:lettere-e-memoriali-di-vincenzo-calcara-parte-2&catid=2:editoriali&Itemid=4 Lettere e memoriali di Vincenzo Calcara (parte 2)]</ref>

Tutte queste informazioni vanno considerate alla stregua di ipotesi, perché non sono state comprovate le circostanze e le motivazioni dell'attentato. Un documento della Congregazione per la Dottrina della Fede analizza l'attentato, mettendolo in relazione con l'ultimo dei [[Segreti di Fatima]]<ref>{{Cita web|http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20000626_message-fatima_it.html|Il messaggio di Fatima|editore=Congregazione per la dottrina della fede|accesso=23-1-2007}}</ref>. L'attentato è avvenuto nel giorno della ricorrenza della prima apparizione della Madonna ai pastorelli di Fatima e Giovanni Paolo II, convinto che fu la mano della Madonna a deviare quel colpo e a salvargli la vita, volle che il bossolo del proiettile fosse incastonato nella corona della statua della Vergine a [[Madonna di Fatima|Fatima]]. 

Un altro tentativo di assassinio di Giovanni Paolo II avvenne il [[12 maggio]] [[1982]] a [[Santuario di Fatima|Fatima]]: un uomo tentò di colpire il papa con una baionetta, ma fu fermato dalla sicurezza. L'uomo, un [[sacerdote]] spagnolo di nome Juan María Fernández y Krohn, si opponeva alle riforme del [[Concilio Vaticano II]] e definiva il papa un "agente di Mosca". Fu condannato a sei anni di prigione e, quindi, espulso dal [[Portogallo]].

=== I problemi di salute ===
Essendo il più giovane papa eletto dai tempi di [[papa Pio IX]] nel [[1846]] (eletto papa a 54 anni), Giovanni Paolo II iniziò il suo pontificato in ottima salute. Era un uomo relativamente giovane che, diversamente dai suoi predecessori, faceva abitualmente escursioni, nuotava e sciava. Tuttavia, dopo oltre venticinque anni sul seggio papale, un attentato ed un gran numero di traumi fisici, la sua salute cominciò a declinare. Nell'estate del 1992 gli fu rimosso un [[tumore]] benigno al [[colon (anatomia)|colon]], si slogò una spalla nel [[1993]] scivolando al termine di un'udienza e si ruppe il femore destro nel [[1994]] a seguito di una caduta nel bagno del suo appartamento privato. Fu sottoposto quindi ad un intervento di atroprotesi all'anca, il quale gli permise di tornare a camminare seppur con l'uso del bastone. Nel corso della benedizone natalizia del 1995 fu costretto ad interrompere il suo discorso per un malore. La stampa allora parlò di una recidiva del tumore asportatogli tre anni prima, ma solo dopo si seppe che, come confermato dal suo medico personale dott. Renato Buzzonetti si trattava di un attacco di [[appendicite]] acuta, il quale venne curato efficacemente attraverso una terapia medica fino all'intervento programmato di [[appendicectomia]] al quale il papa fu sottoposto nell'ottobre del [[1996]].

Il papa inoltre si ammalò di [[morbo di Parkinson]]. I primi sintomi, sempre secondo il dott. Buzzonetti in un'intervista all'Osservatore romano nel 2010, apparvero alla fine del 1991 con un lieve tremore della mano sinistra, progredendo nel tempo e rendendo sempre più difficoltosi i movimenti e la pronuncia delle parole.<ref>[http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/interviste/2010/112q07a1.html L'Osservatore Romano<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref> Con l'avanzare dell'età fecero comparsa anche problemi osteoarticolari, tra cui  un'[[artrosi]] acuta al ginocchio destro, che, a partire dal 2002 rese sempre più difficoltoso per il papa il camminare e lo stare in piedi a lungo. Fu costretto per questo a utilizzare prima una pedana mobile e poi una sedia a rotelle. Nonostante questi disagi, continuò a girare il mondo. Disse di accettare la volontà di Dio che lo faceva Papa e così rimase determinato a mantenere la carica fino alla morte, o finché non sarebbe diventato mentalmente inabile in maniera irreversibile. Coloro che lo hanno incontrato dicono che, sebbene provato fisicamente, sia sempre stato perfettamente lucido<ref>{{cita news|url=http://archiviostorico.corriere.it/2003/ottobre/03/Papa_morente_forte_lucido__co_0_031003049.shtml|titolo=«Il Papa è morente». «No, è forte e lucido»|data=3-10-2003|pubblicazione=Corriere della Sera|autore=Luigi Accattoli}}</ref><ref>{{cita news|url=http://www.sanpaolo.org/fc/1005fc/1005fc36.htm|data=31-1-2010|titolo=Quando Wojtyla voleva dimettersi|pubblicazione=Famiglia Cristiana}}</ref>.

Nel settembre [[2003]], il cardinale [[Joseph Ratzinger]], spesso considerato la «mano destra» di papa Wojtyła<ref>{{cita news|pubblicazione=Corriere della Sera|titolo=Ratzinger, Sodano, Sandri: le «stampelle» del Pontefice malato|url=http://archiviostorico.corriere.it/2003/ottobre/23/Ratzinger_Sodano_Sandri_stampelle_del_co_0_031023050.shtml|data=23-10-2003|autore=Luigi Accattoli}}</ref>, disse «dovremmo pregare per il Papa», sollevando serie preoccupazioni circa lo stato di salute del Pontefice.

=== La morte ===
{{vedi anche|Morte di Giovanni Paolo II|Autorità in delegazione ai funerali di Giovanni Paolo II}}
[[File:Giovanni Paolo II 0013.JPG|thumb|left|250 px|La salma di Giovanni Paolo II.]]
Il [[1º febbraio]] [[2005]] fu ricoverato all'[[Ospedale Gemelli]] di Roma fino al [[10 febbraio]]; successivamente fu costretto a saltare gran parte degli impegni previsti per l'aggravarsi delle sue condizioni di salute. Il [[27 marzo]], giorno di Pasqua, apparve alla finestra su piazza San Pietro per poco tempo. Il cardinale [[Angelo Sodano]] lesse il messaggio [[Urbi et Orbi]] quando il Papa benedisse la folla di mano sua. Tentò di parlare, ma non vi riuscì.

Il [[30 marzo]], mercoledì, il Papa apparve alla finestra su piazza San Pietro per poco tempo. Tentò inutilmente di parlare. Fu l'ultima volta che si mostrò in pubblico prima di morire. Morì il [[2 aprile]] [[2005]] all'età di 84 anni alle ore 21:37 dopo due giorni dal peggioramento del suo stato di salute a causa di un'infezione dell'apparato urinario. L'annuncio della morte venne dato dal portavoce vaticano [[Joaquin Navarro Valls]]. Un "amen" sarebbe stata l'ultima parola pronunciata dal pontefice <ref>[http://www.repubblica.it/2005/d/sezioni/esteri/papa8/papa8/papa8.html Si è spento serenamente."Amen" l'ultima parola], Repubblica 3 aprile 2005.</ref>.

Da quella sera e fino al giorno delle esequie, più di tre milioni di pellegrini confluirono a Roma per rendere omaggio alla salma del Papa<ref>cfr. Il Messaggero ''[http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=188668 Papa Wojtyla santo: i «miracoli» sotto la lente del Vaticano]'', 2 aprile 2012.</ref>.

[[File:JPII on bier.jpg|thumb|right|250 px|Il Presidente USA Bush con la moglie e i suoi predecessori Clinton e Bush padre inginocchiati davanti alla salma del Papa]]

I funerali ebbero luogo sei giorni dopo, venerdì [[8 aprile]] 2005, celebrati dal cardinale [[Joseph Ratzinger]] in [[piazza San Pietro]], con la partecipazione di un altissimo numero di capi di stato e di governo (più di 200 delegazioni ufficiali) oltre ai rappresentanti di tutte le religioni. Molti applausi e grida "Santo subito" accompagnarono l'omelia del cardinal Ratzinger<ref>Corriere della Sera, ''[http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/04_Aprile/08/papa.html Papa, preghiere e applausi per l'ultimo addio]'', 8 aprile 2005.</ref>.

Giovanni Paolo II fu poi sepolto nelle [[Grotte Vaticane]], sotto la basilica. La bara fu calata in una tomba creata nella stessa nicchia precedentemente occupata dai resti di [[papa Giovanni XXIII]]. La nicchia era vuota da quando i resti di papa Giovanni erano stati spostati nel corpo principale della basilica dopo la sua beatificazione.

Si è stimato che il rito sia stato seguito direttamente da 250.000-300.000 persone che affollavano la piazza e l'antistante via della Conciliazione, e, tramite maxischermi, da almeno 2 milioni di persone riunite a Tor Vergata e nelle piazze di Roma<ref>''[http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/4422699.stm World mourns Pope at Rome funeral]'', [[BBC News]]; ''[http://www.lemonde.fr/cgi-bin/ACHATS/acheter.cgi?offre=ARCHIVES&type_item=ART_ARCH_30J&objet_id=896589&clef=ARC-TRK-G_01 Rome célèbre les funérailles de Jean Paul II]'', [[Le Monde]] online.</ref>.

L'eccezionalità dell'evento fu sottolineata in quei giorni da diversi commentatori<ref name=funerale>«Il più partecipato e sentito funerale della storia» (''[http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/04_Aprile/08/papa-cronaca.shtml "Santo, santo": l'ultimo abbraccio della folla]'', [[Corriere della Sera]]); «il più grande funerale di un Papa nei duemila anni di storia di questo ufficio»(''[http://select.nytimes.com/gst/abstract.html?res=F60616F83F5A0C7A8CDDAD0894DD404482&n=Top%2fReference%2fTimes%20Topics%2fPeople%2fJ%2fJohn%20Paul%20II John Paul II: The Funeral; Pope Is Buried, Mourned by the Mighty and the Ordinary]'', [[New York Times]]) Il sindaco di [[Roma]] [[Walter Veltroni]] lo definì «il più grande evento della storia» (''[http://www.repubblica.it/2005/d/dirette/sezioni/esteri/papa/funeralipapa/index.html I funerali del Papa]'', ''[[la Repubblica]]'').</ref>, e il rito funebre fu trasmesso in diretta in mondovisione a reti unificate totalizzando, in Italia, quasi 15 milioni di spettatori e uno share del 90%.<ref>''[http://www.repubblica.it/2005/d/dirette/sezioni/esteri/papa/9aprile/index.html Roma il giorno dopo]'', la Repubblica.</ref>.

L'afflusso di pellegrini a Roma nei giorni precedenti al funerale fu particolarmente intenso e sono state stimate tra i 2 e i 5 milioni di presenze totali.<ref>''[http://www.cnn.com/2005/WORLD/europe/04/08/pope.funeral/index.html Pope John Paul II buried in Vatican crypt]'', [[CNN]]; ''[http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/4421947.stm Reporters' log: Pope's funeral]'', BBC News; ''[http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?NewsID=53611 Funerali del Papa. Le esequie dureranno tre ore. Due milioni di pellegrini. Domani San Pietro apre alle 6]'', [[RaiNews24]], ''[http://www.repubblica.it/2005/d/sezioni/esteri/papa12/attesa/attesa.html Diciotto ore per vedere il Papa - Il prefetto: "Saranno 4 milioni"]'', la Repubblica.</ref> Furono allestite velocemente dalla [[Dipartimento della Protezione Civile|Protezione Civile]], tendopoli e ospedali da campo e furono posizionati nelle piazze cittadine, dal comune di Roma, ventisette maxischermi. La Protezione Civile prevedendo un afflusso straordinario a Roma, inviò, nei giorni precedenti, su scala nazionale a tutti i telefoni cellulari, alcuni [[Short Message Service|SMS]] che fornivano informazioni sulle condizioni climatiche, i dati d'afflusso, e invitavano i "partecipanti" a seguire l'evento tramite maxischermo poiché piazza San Pietro era divenuta inaccessibile già dal 6 aprile.<ref>''[http://www.protezionecivile.it/cms/print.php?dir_pk=52&cms_pk=2102 Informazioni utili sull'assistenza ai fedeli che interverranno alle esequie del Santo Padre Giovanni Paolo II]'', sito web della Protezione Civile.</ref>
[[File:Restos Juan Pablo II.jpg|thumb|La tomba di Giovanni Paolo II, situata nelle [[Grotte vaticane]] prima della beatificazione|left|270px]]

==== Successione ====
{{Vedi anche|Conclave del 2005}} 
Subito dopo la morte di papa Giovanni Paolo II è iniziato il periodo di [[sede vacante]] ed il processo di successione. Il suo "[[Anello del Pescatore|anello piscatorio]]" ed il sigillo sono stati distrutti dal cardinale [[camerlengo (Chiesa cattolica)|camerlengo]], [[Eduardo Martínez Somalo]], a significare la fine della sua autorità papale. L'appartamento papale e tutto ciò che era sotto la diretta autorità e giurisdizione di Sua Santità è stato sigillato ed è iniziato il cerimoniale di nove giorni di esequie. La salma di Giovanni Paolo II è stata esposta fino al suo funerale che si è tenuto venerdì 8 aprile.

=== Processo di beatificazione ===
[[File:Beatification of John Paul II (1).jpg|thumb|Beatificazione |right|270px]]
[[File:Grób Bł. Jana Pawła II w Kaplicy Św. Sebastiana.JPG|thumb|La nuova tomba di Giovanni Paolo II nella cappella di San Sebastiano della [[Basilica di San Pietro in Vaticano|Basilica di San Pietro]].|left|270px]]
Il [[28 aprile]] successivo alla morte, [[papa Benedetto XVI]] ha concesso la dispensa dal tempo di cinque anni di attesa dopo la morte, per l'inizio della [[Beatificazione|causa di beatificazione]] e [[canonizzazione]] di Giovanni Paolo II. La causa è stata aperta ufficialmente il [[28 giugno]] [[2005]] dal cardinale [[Camillo Ruini]], vicario generale per la [[diocesi di Roma]]. [[Postulatore]] della causa è stato monsignor [[Slawomir Oder]].

Il [[2 aprile]] [[2007]] a due anni dalla morte, nella [[basilica di San Giovanni in Laterano]] in Roma, il cardinale Camillo Ruini ha dichiarato conclusa la prima fase diocesana del processo di beatificazione di Giovanni Paolo II, consegnando le risultanze alla [[Congregazione per le Cause dei Santi]]. Tale atto è avvenuto attraverso un iter giuridico-procedurale durante il quale sono stati letti in latino i verbali per il passaggio dei documenti, i quali riguardano la deposizione di 130 testimoni a favore e contro la beatificazione, nonché le conclusioni di teologi e storici al riguardo.

Al [[1º aprile]] [[2009]] le segnalazioni di presunti miracoli al vaglio della [[Congregazione per le Cause dei Santi]] erano 251.<ref>Franco Bucarelli, [http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_01/miracoli_wojtyla_85d3dcce-1e98-11de-9011-00144f02aabc.shtml articolo] sul [[Corriere della sera]].</ref> Il [[19 dicembre]] 2009 con un decreto firmato da [[papa Benedetto XVI]] che ne attesta le virtù eroiche, è stato proclamato [[venerabile]].<ref>{{cita news|pubblicazione=Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede|data=19-12-2009|url=http://212.77.1.245/news_services/bulletin/news/24860.php?index=24860&lang=it|titolo=Promulgazione di decreti della Congregazione delle Cause dei Santi}}</ref><ref>{{cita news|pubblicazione=Corriere della Sera|url=http://www.corriere.it/cronache/09_dicembre_19/causa-beatificazione-papi-wojtyla-pacelli-giovanni-paolo-pio_3a47eb9c-ec97-11de-a048-00144f02aabc.shtml?fr=box_primopiano|titolo=Giovanni Paolo II e Pio XII: i due papi insieme verso gli altari|data=19-12-2009}}</ref>

Il [[14 gennaio]] [[2011]] Benedetto XVI ha promulgato il decreto che attribuisce un miracolo all'intercessione di Giovanni Paolo II. Secondo quanto riportato dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, si tratta della guarigione dal [[morbo di Parkinson]] (lo stesso di cui ha sofferto Giovanni Paolo II) della religiosa francese suor Marie Simon-Pierre (delle [[Piccole Suore delle Maternità Cattoliche]], nata nel 1961)<ref>"L'Osservatore Romano", ''Celerità e rigore nella causa di beatificazione di Giovanni Paolo II'', 16 gennaio 2011 [http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/interviste/2011/012q08a1.html url] consultato il 9 febbraio 2011. Cfr. anche "La Stampa", ''Toaff:"Riconoscimento a un grande papa"'', del 15 gennaio 2011, [http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=242&ID_articolo=3524&ID_sezione=524&sezione=], url consultato il 9 febbraio 2011</ref>. La malattia le era stata diagnosticata nel 2001. Secondo la testimonianza della religiosa, la guarigione per intercessione del Pontefice è avvenuta la sera del [[2 giugno]] 2005, quando aveva 44 anni.<ref>Vedi [http://www.la-croix.com/article/index.jsp?docId=2298975&rubId=4078 articolo] del 28/03/2007 del quotidiano cattolico francese [[La Croix (quotidiano)|La Croix]].</ref><ref>[http://www.vicariatusurbis.org/beatificazione/italiano/LaCausa/ConclusoIlProcessoSuperMiro/TestimonianzaSuoraFrancese.htm Testimonianza della suora] dal sito ufficiale della diocesi di Roma.</ref>

La cerimonia di [[beatificazione]] ha avuto luogo in [[Piazza San Pietro]] il [[1º maggio]] [[2011]] ed è stata presieduta dal papa suo successore, Benedetto XVI.<ref>{{Cita news|url=http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2011/01/14/visualizza_new.html_1640387051.html|titolo=Wojtyla: sara' beatificato il primo maggio. L'annuncio del Vaticano|pubblicazione=[[ANSA]]|giorno=14|mese=01|anno=2011|accesso=14-01-2011}}</ref><ref>{{Cita news|url=http://www.repubblica.it/esteri/2011/01/14/news/papa-beatificazione-11215491/ |titolo=Wojtyla beatificato il primo maggio 2011. Papa firma decreto che riconosce il miracolo |pubblicazione=[[La Repubblica]]|giorno=14|mese=01|anno=2011|accesso=01-05-2011}}</ref> Alla cerimonia erano presenti circa un milione e mezzo di fedeli<ref name=beatificazione2011>{{Cita news |url=http://www.repubblica.it/esteri/2011/05/01/news/wojtyla_beato-15615255/index.html?ref=searchl|titolo=Wojtyla beato, folla immensa a San Pietro. Papa: ''Un gigante, la sua santità aleggiava'' |pubblicazione=[[La Repubblica]]|giorno=01|mese=05|anno=2011|accesso=01-05-2011}}</ref>, provenienti da tutto il mondo, tra cui moltissimi polacchi. Un immenso e lunghissimo applauso ha salutato l'immagine del beato Giovanni Paolo II mentre veniva scoperta dal balcone della Loggia delle benedizioni della Basilica Vaticana. Circa 90 sono state le delegazioni internazionali che hanno presenziato alla cerimonia.
Il feretro del Papa, riesumato per l'occasione il [[29 aprile]], dalle [[Grotte Vaticane]] è stato nuovamente esposto presso l'Altare della Confessione di San Pietro, ricevendo l'omaggio ininterrotto dei pellegrini sino al [[2 maggio]], quando la cassa contenente il corpo del beato Giovanni Paolo II è stata tumulata, in forma privata, presso la cappella di San Sebastiano.

== Il pontificato ==
{{quote|Non so se potrei bene spiegarmi nella vostra... nostra lingua italiana. Se mi sbaglio, mi corigerete.|Giovanni Paolo II}}
=== L'inizio ===
[[File:John paul 2 coa.svg|thumb|right|Stemma pontificio di Giovanni Paolo II. La 'M' è l'iniziale di "Maria"]]
Sull'onda del processo di rinnovamento ecclesiastico avviato dal [[Concilio Vaticano II]], Giovanni Paolo II fece a meno - come il suo predecessore - di parte della simbologia e del cerimoniale tradizionale al fine di rendere il suo pontificato meno simile ad un vero e proprio regno. 
Decise, pertanto, di non usare il ''[[plurale maiestatico|pluralis maiestatis]]'', riferendosi a sé stesso con «Io» al posto di «Noi», e optò per una semplice messa di inaugurazione del ministero petrino, al posto della tradizionale cerimonia di [[incoronazione papale]]. 
Il suo stemma, come quello dei predecessori, fu sormontato della [[tiara]] (o triregno), un copricapo extra-liturgico adottato dai papi, sia negli stemmi che nelle apparizioni pubbliche, all'inizio del [[XIV secolo]] e visto spesso come un simbolo di potere terreno e di ricchezza, ma egli non la indosserà mai sostituendola con la [[mitria]]. 

{{Quote|Il Papa Giovanni Paolo I, il cui ricordo è così vivo nei nostri cuori, non ha voluto il triregno e oggi non lo vuole il suo Successore. Non è il tempo, infatti, di tornare ad un rito e a quello che, forse ingiustamente, è stato considerato come simbolo del potere temporale dei Papi|Giovanni Paolo II, messa di inaugurazione papale, 22 ottobre 1978<ref name=omelia1 />}}

Nell'omelia di inizio pontificato si soffermò anche sulla [[Tiara#Simbologia|simbologia delle tre corone]] della tiara interpretandole, innovativamente, come la triplice missione di [[Cristo]] di "sacerdote, profeta-maestro e re". Il suo pontificato è stato caratterizzato da una intensa attività pastorale che lo ha portato in ogni parte del mondo.  Ha operato per la difesa della [[pace]] e per migliorare le relazioni con le altre [[religioni]], in primo luogo con [[anglicani]] ed [[ortodossi]]. 

Nei confronti degli [[ebrei]], ha riconosciuto ufficialmente lo Stato di [[Israele]] ed ha chiesto perdono per le mancanze e i peccati dei cristiani verso i "fratelli maggiori" nel corso dei secoli.

[[File:John Paul II Polish Parliament 1999 5.jpg|left|thumb|220px|Il saluto del Papa]]

Wojtyła ha avuto anche una grande attenzione ai temi sociali. Ha scritto due [[Enciclica|encicliche]] sulle distorsioni delle [[Capitalismo|dottrine capitaliste]] e [[Comunismo|comuniste]]: la ''[[Laborem Exercens]]'' ([[14 settembre]] [[1981]]) e la ''[[Centesimus Annus]]'' ([[1 maggio]] [[1991]]), nel centenario della ''[[Rerum Novarum]]'' di [[papa Leone XIII]].

Ha richiesto più volte a tutti gli stati di rispettare la [[libertà religiosa]] dei propri cittadini, il suo primo pronunciamento in tale senso è stata una lettera al segretario delle [[Nazioni Unite]] [[Kurt Waldheim]] il [[2 dicembre]] [[1978]] in occasione del trentesimo anniversario della firma della [[dichiarazione universale dei diritti dell'uomo]] del [[1948]].

=== Gli anni ottanta ===
[[File:Papa Giovanni Paolo II alla Malatestiana.jpg|130px|right|thumb|Il Papa in visita alla [[Biblioteca Malatestiana]], [[Cesena]].]]
Nel 1982 ha elevato l'[[Opus Dei]] al rango di [[prelatura personale]]. Nel [[1983]] promulgò la nuova versione del [[Codice di diritto canonico]], riformando l'edizione del [[1917]] che aveva promulgato [[papa Benedetto XV|Benedetto XV]]. Il [[2 dicembre]] [[1984]] confermò la prassi del sacramento della [[Penitenza (sacramento)|confessione]] condannando la pratica della [[confessione comunitaria]].

Con la costituzione apostolica ''[[Pastor Bonus]]'' del [[1988]] stabilì l'organizzazione della [[Curia Romana]] ed i compiti dei vari dicasteri. Nel [[1989]] respinse le richieste di 163 teologi e teologhe riunite nel documento chiamato ''Dichiarazione di Colonia'' in cui essi affermavano che non sarebbe dovuta obbedienza alla Santa Sede su alcune particolari questioni di fede (soprattutto riguardo ai temi della ''[[Humanae Vitae]]'') e che sarebbe necessaria una consultazione popolare per l'elezione dei vescovi.

==== L'Anno Santo del 1983 e l'istituzione delle GMG ====
[[File:Giubileo della Redenzione - Apertura della Porta Santa.jpg|thumb|left|L'apertura della [[Porta Santa]] in occasione del Giubileo del [[1983]]]]
Per il [[1983]]-[[1984]] indisse il [[Giubileo del 1983|Giubileo Straordinario della Redenzione]], nel 1950º anniversario della data convenzionale della morte e resurrezione di Cristo ([[33]]). In calendario indisse tra i vari appuntamenti il [[Giubileo dei Giovani 1984|Giubileo dei Giovani]] che ebbe il suo culmine il [[15 aprile]] 1984, [[Domenica delle Palme]]: quel giorno trecentomila giovani affollarono piazza San Pietro, cifra decisamente inconsueta per l'epoca.

Approfittando della concomitanza con l'[[Anno internazionale della Gioventù]] indetta dall'[[Organizzazione delle Nazioni Unite|ONU]], il Papa diede appuntamento ai giovani per l'anno successivo: l'[[Giornata Mondiale della Gioventù 1985|incontro a Roma]] del [[31 marzo]] [[1985]] segnò l'istituzione delle [[Giornata Mondiale della Gioventù|Giornate Mondiali della Gioventù]].

Fu così deciso di continuare ad organizzare questo genere di eventi ogni due anni in una città del mondo scelta dal papa: le prime due furono [[Buenos Aires]] ([[1987]]) e [[Santiago de Compostela]] ([[1989]]). Con il passare degli anni le cosiddette "GMG" divennero incontri dall'importanza sempre maggiore, a prescindere dal numero effettivo di partecipanti.
In particolare la [[Giornata Mondiale della Gioventù 1995|GMG del 1995]], svoltasi a [[Manila]] alla presenza di quattro o cinque milioni di persone, è considerato il più grande raduno umano della storia.

=== Gli anni novanta ===
Il [[15 agosto]] [[1990]] nella costituzione apostolica ''[[Ex corde ecclesiae]]'' stabilì alcune regole per le Università cattoliche, tra cui il requisito per i docenti dell'approvazione del proprio vescovo. Il [[22 ottobre]] [[1993]] confermò la regola del [[celibato|celibato sacerdotale]] nella [[Chiesa latina]], affermando che {{citazione necessaria|«bisogna ardire, mai ripiegare».}}

L'[[11 febbraio]] [[1997]], su indicazione del cardinale Camillo Ruini, nominò Antonio Buoncristiani come delegato ad «esercitare tutte le funzioni spettanti normalmente sia al Superiore generale che al Superiore provinciale» nella [[Società San Paolo]], e quindi nella direzione della casa editrice delle [[Edizioni Paoline]] e di tutti i periodici da esse gestiti, tra cui [[Famiglia Cristiana]]. La vicenda portò alle dimissioni dell'allora direttore [[Leonardo Zega]].

Con il [[motu proprio]] ''[[Ad tuendam fidem]]'' del [[1998]] chiarì il significato della «professione di fede del 1989» che stabilisce la necessità per i teologi cattolici di aderire alle «verità» proclamate dal [[magistero]] «in modo definitivo» anche quando queste non siano stabilite come [[dogma]]. Sempre nello stesso anno, con il motu proprio ''[[Apostolos suos]]'' del [[21 maggio]] chiarì i limiti delle [[Conferenza episcopale|Conferenze episcopali]].

Il Pontefice ribadì ripetutamente la dignità dell'uomo e il diritto alla vita, come fondamento di tutte le posizioni assunte in tema di morale. Ogni individuo è «unico e irripetibile» ed ogni persona in quanto è ad «immagine e somiglianza di Dio» ha una dignità che non è acquisita con meriti, ma è data fin dalla nascita. Il diritto naturale secondo [[Tommaso d'Aquino|san Tommaso]] discende dal diritto divino, da un volere del creatore che ha imposto tali leggi alla natura creata. La vita è un diritto in quanto dono di Dio, il Solo che può darla e toglierla. Il diritto alla vita è per il pontefice il fondamento di ogni altro diritto: della persona, e dell'esistenza di una giustizia e di un sistema di diritti a suo riguardo.

=== Dati, opere e documenti del Pontificato ===
[[File:Vladimir Putin with Pope John Paul II-1.jpg|right|270px|thumb|Incontro con [[Vladimir Putin]] nel [[2000]].]]
{{vedi anche|Dati sul pontificato di Papa Giovanni Paolo II|Opere e documenti di Giovanni Paolo II}}
Durante il suo pontificato ha scritto 14 [[encicliche]], proclamato ben 482 [[santi]] (più di tutti gli altri papi messi insieme) e percorso 1.163.865 [[Chilometro|chilometri]] in [[aeroplano|aereo]] facendo 104 [[Viaggi apostolici di Giovanni Paolo II|viaggi apostolici]] e 146 [[Visite pastorali di Giovanni Paolo II|visite pastorali]]; il suo è stato il 3º [[elenco dei 10 pontificati più lunghi|pontificato più lungo]] della storia.

=== Filatelia e numismatica ===
{{Vedi anche|Emissioni filateliche della Città del Vaticano sotto Giovanni Paolo II}}
Durante il suo pontificato la Città del Vaticano ha emesso più di 500 [[Francobollo|valori postali]] diversi.
 
Papa Giovanni Paolo II è il primo Papa della storia ad essere soggetto di una [[banconota]]. È infatti raffigurato in quella da 50 [[złoty]] polacca del [[16 ottobre]] 2006. Su un lato Karol Wojtyła è ripreso con la [[croce pastorale]], mentre l'altra faccia mostra la celebre immagine dell'inaugurazione del Ministero che testimonia il profondo legame tra il Papa e il cardinale [[Stefan Wyszynski]], [[Primate (ecclesiastico)|Primate]] di Polonia.

== Le sue idee sui temi internazionali ==
[[File:John Paul II Medal of Freedom 2004.jpg|thumb|left|200px|Papa Giovanni Paolo II negli [[Stati Uniti d'America|USA]] parla dopo essere stato insignito della ''Medal of Freedom'' nel [[giugno]] [[2004]]]]

==== Il tema della «cultura della morte» ====
Il [[10 gennaio]] [[2005]], durante il messaggio ai diplomatici presso la Santa Sede, antepose a tutti i problemi dell'umanità, compresa la fame, il tema della «sfida della vita» contro quella che definì come «cultura della morte», rappresentata da aborto, [[fecondazione artificiale]], [[clonazione]], [[eutanasia]], [[unioni civili]] e [[matrimoni omosessuali]], dichiarando che «lo Stato ha come suo compito primario proprio la tutela e la promozione della vita umana». Il tema della «cultura della morte» e la condanna di essa ricorre in numerosi pronunciamenti di Giovanni Paolo II.

==== Aborto ====
La sua dottrina ha difeso fortemente la vita umana dal [[concepimento]] fino alla [[morte]] naturale. Questa posizione è stata per qualcuno di stampo conservatore, mentre altri l'hanno considerata un baluardo nella difesa dei più deboli e della vita. Nell'enciclica ''[[Evangelium vitae]]'' del [[25 marzo]] [[1995]] definì «democrazie totalitarie» gli stati democratici che consentono l'[[interruzione volontaria di gravidanza]].

==== Omosessualità ====
Nel 1986, durante il suo pontificato, la [[Congregazione per la dottrina della fede]] emana un documento intitolato ''Cura pastorale delle persone omosessuali'' (''De pastorali personarum homosexualium cura'')<ref>http://www.ratzinger.us/modules.php?name=News&file=article&sid=55</ref><ref>http://www.alleanzacattolica.org/temi/bioetica/c_139_140_1986_pp_9_10.pdf</ref>, che afferma:
{{quote|Occorre invece precisare che la particolare inclinazione della persona omosessuale, benché non sia in sé peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale. Per questo motivo l'inclinazione stessa dev'essere considerata come oggettivamente disordinata}}
Il documento porta la firma dell'allora Prefetto della Congregazione, il cardinale [[Joseph Ratzinger]].

Il giorno dopo il [[gay pride|World Gay Pride]] tenutosi a [[Roma]] nel [[2000]], contemporaneamente al [[Giubileo]], durante l'[[Angelus]] espresse dalla finestra di Piazza San Pietro «amarezza per l'affronto recato al grande Giubileo dell'anno Duemila e per l'offesa ai valori cristiani di una città che è tanto cara al cuore dei cattolici di tutto il mondo».

Il [[25 gennaio]] [[2003]] con un decreto della [[Congregazione per la dottrina della fede]] ordina la dimissione dallo stato clericale di [[Franco Barbero]], della [[Comunità ecclesiale di base]] di [[Pinerolo]] che aveva simbolicamente benedetto alcuni matrimoni omosessuali.

==== Ordinazione femminile ====
Si è espresso contro l'ordinazione al sacerdozio di donne. Nel 1979, in risposta ad un rappresentante delle suore degli [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]], disse:
{{quote|la fedeltà a Cristo, soprattutto nella vita religiosa, non può essere mai separata dalla fedeltà alla Chiesa [...] non è da sottovalutare il fatto che la vostra consacrazione a Dio deve manifestarsi nel segno esteriore permanente di un semplice e idoneo abito religioso.|''Discorso del Santo Padre Giovanni Paolo II alle religiose di [[Washington (distretto di Columbia)|Washington]] <ref>{{Cita web|http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1979/october/documents/hf_jp-ii_spe_19791007_usa_washington_religiose_it.html| Discorso del santo padre Giovanni Paolo II alle religiose|editore=Santa Sede|accesso=23-1-2007}}</ref>}}
Tale posizione fu ribadita con la lettera apostolica ''[[Mulieris dignitatem]]''<ref>
[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/apost_letters/documents/hf_jp-ii_apl_15081988_mulieris-dignitatem_it.html ''Mulieris Dignitatem''] Lettera apostolica del sommo pontefice Giovanni Paolo II sulla dignità e vocazione della donna nell'anno mariano</ref>
il [[15 agosto]] [[1988]] e successivamente il [[22 maggio]] [[1994]] nella lettera ''[[Ordinatio sacerdotalis]]'':
{{quote|[il papa] in virtù del [suo] ministero di confermare i fratelli [dichiara che] la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l'ordinazione sacerdotale, e che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli|''Ordinatio Sacerdotalis'', 3<ref>{{Cita web|http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii//apost_letters/documents/hf_jp-ii_apl_22051994_ordinatio-sacerdotalis_it.html|Lettera apostolica ''Ordinatio Sacerdotalis'' del papa Giovanni Paolo II ai vescovi della chiesa cattolica sull'ordinazione sacerdotale da riservarsi soltanto agli uomini|editore=Santa Sede|accesso=23-1-2007}}</ref>}}

Tale presa di posizione suscitò immediatamente controversie e obiezioni, le quali evidenziarono il fatto che le prime comunità cristiane conoscevano ministeri affidati a figure femminili: nella Lettera ai {{passo biblico2|Romani|16, 1-2}} [[Paolo di Tarso]] ne cita una, Febe, [[diaconessa]] di Cencre, che egli raccomanda alla comunità di Roma<ref>Giancarlo Zizola, ''L’altro Wojtyla'', Sperling & Kupfer, Milano, 2005</ref>. Intervenne dunque la Congregazione per la Dottrina della Fede sull'ipotesi che tale pronunciamento si fosse avvalso dell'[[infallibilità papale]], con il suo ''Responsum'' in data [[28 ottobre]] [[1995]], a firma dell'allora prefetto, [[cardinale]] [[Joseph Ratzinger]]. In questo documento si afferma che la suddetta dottrina «proposta infallibilmente dal magistero ordinario e universale», è proposta dalla Lettera Apostolica ''Ordinatio Sacerdotalis'' con una dichiarazione formale e deve essere considerata come appartenente al deposito della fede. In seguito lo stesso Giovanni Paolo II, nel discorso ai vescovi tedeschi del [[20 novembre]] [[1999]] (n. 10), affermò: «l'insegnamento sul sacerdozio riservato agli uomini riveste il carattere di quella infallibilità che è legata al Magistero ordinario e universale della Chiesa».

Dopo la pubblicazione della Lettera, nel giro di qualche settimana, 500.000 austriaci e 1,8 milioni di tedeschi inviarono petizioni in Vaticano chiedendo che venissero introdotte le figure dei preti sposati e delle donne sacerdote<ref>Jason Berry, ''La cassa del Vaticano'', Newton C., Roma, 2012</ref>

==== Celibato del clero ====
{{vedi anche|sezione=s|[[Celibato del clero#Posizioni dei pontefici|Posizioni dei Pontefici sul celibato ecclesiastico]]}}
Come [[papa Paolo VI]], anche Giovanni Paolo II intervenne più volte in difesa del celibato ecclesiastico nel rito latino, dichiarando che mantenerlo sarebbe stato positiva soluzione al calo delle vocazioni. Tra i motivi elencati in favore del celibato, [[Giovanni Paolo II]] citò il maggior tempo da dedicare alla parrocchia/comunità<ref>{{Cita web|http://www.vatican.net/holy_father/john_paul_ii/speeches/1978/documents/hf_jp-ii_spe_19781109_clero-roma_it.html|Discorso di Giovanni Paolo II al clero di Roma|data=9 novembre 1978|editore=Santa Sede|accesso=23-1-2007}}</ref>, e il fatto che il sacerdote debba non pensare ai beni terreni

==== Divorzio ====
Ha confermato la posizione della Chiesa contraria all'ammissione di cattolici [[divorzio|divorziati]] risposati o conviventi con altri, al sacramento dell'[[eucaristia]] nell'[[esortazione apostolica]] ''[[Familiaris consortio]]''<ref>{{Cita web|http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/apost_exhortations/documents/hf_jp-ii_exh_19811122_familiaris-consortio_it.html|Esortazione apostolica ''Familiaris Consortio'' di sua santità Giovanni Paolo II all'episcopato al clero e ai fedeli di tutta la chiesa cattolica circa i compiti della famiglia cristiana nel mondo di oggi|editore=Santa Sede|accesso=23-1-2007}}</ref> 
del [[22 novembre]] [[1982]]. Il [[22 novembre]] [[2001]] ha nuovamente espresso tale posizione ai presuli dell'[[Oceania]], dopo che erano stati sollevati dei dubbi durante il ''Sinodo per l'Oceania'' tenutosi a Roma nel 1998 e nell'enciclica ''[[Ecclesia de Eucharistia]]'' del [[2003]].

==== Ecologia ====
Ha dedicato particolare attenzione al tema dell'ecologia, ponendo più volte l'accento sulla necessità di salvaguardare l'ambiente e richiamando l'uomo ad essere l’artefice e il collaboratore di Dio in questo compito. 

{{quote|Del pari preoccupante, accanto al problema del consumismo e con esso strettamente connessa, è la questione ecologica. L’uomo, preso dal desiderio di avere e di godere, più che di essere e di crescere, consuma in maniera eccessiva e disordinata le risorse della terra e la sua stessa vita. Alla radice dell’insensata distruzione dell’ambiente naturale c’è un errore antropologico, purtroppo diffuso nel nostro tempo. L’uomo che scopre la sua capacità di trasformare e in un certo senso di creare il mondo con il proprio lavoro, dimentica che questo si svolge sempre sulla base della prima originaria donazione delle cose da parte di Dio: Egli pensa di poter disporre arbitrariamente della terra, assoggettandola senza riserve alla sua volontà come se essa non avesse una propria forma e una destinazione anteriore datale da Dio, che l’uomo può, sì, sviluppare, ma non deve tradire. Invece di svolgere il suo ruolo di collaboratore di Dio nell’opera della creazione, l’uomo si sostituisce a Dio e così finisce col provocare la ribellione della natura, piuttosto tiranneggiata che governata da lui. | ''[[Centesimus Annus]]'', 37}}

==== Testo del catechismo ====
Il [[15 agosto]] [[1997]], con la lettera apostolica ''[[Laetamur Magnopere]]''<ref>{{Cita web|http://www.vatican.va/archive/catechism_it/lettera-apost_it.htm|Lettera apostolica ''Laetamur Magnopere''|editore=Santa Sede|accesso=23-1-2007}}</ref>,
approvò e promulgò in modo ufficiale il [[Catechismo della Chiesa cattolica]], che è stato accolto con diverso umore dai vari ambienti cattolici.

Uno dei temi più controversi riguardava la [[pena di morte]]. Pur essendovi una decisa condanna della pena di morte, questa condanna non è totale. Una successiva riscrittura ha eliminato molti dubbi, coniugando il rispetto della dottrina precedente (nello [[Stato Pontificio]] si praticava la pena di morte, così come in quasi tutti gli stati dell'epoca) con l'affermazione secondo cui al giorno d'oggi i casi in cui tale pena è lecita sono ''praticamente inesistenti''.

Nella versione odierna, il Catechismo scrive (art. 2267): 
{{quote|L'insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell'identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l'unica via praticabile per difendere efficacemente dall'aggressore ingiusto la vita di esseri umani.<br />Se invece i mezzi incruenti sono sufficienti per difendere dall'aggressore e per proteggere la sicurezza delle persone, l'autorità si limiterà a questi mezzi, poiché essi sono meglio rispondenti alle condizioni concrete del bene comune e sono più conformi alla dignità della persona umana.<br />Oggi, infatti, a seguito delle possibilità di cui lo Stato dispone per reprimere efficacemente il crimine rendendo inoffensivo colui che l'ha commesso, senza togliergli definitivamente la possibilità di redimersi, i casi di assoluta necessità di soppressione del reo "sono ormai molto rari, se non addirittura praticamente inesistenti"|''[[Evangelium vitae]]''', n. 56 <ref>{{Cita web|http://www.vatican.va/archive/ITA0014/__P7Y.HTM|Catechismo della Chiesa cattolica|accesso=23-1-2007}}</ref>}}

==== Liturgia ====
Si è espresso contro le sperimentazioni nella liturgia, in un chirografo del [[22 novembre]] [[2003]] dichiarò che «il sacro ambito della celebrazione liturgica non deve mai diventare laboratorio di sperimentazioni o di pratiche compositive ed esecutive introdotte senza un'attenta verifica», posizione ripetuta nella [[lettera apostolica]] ''Spiritus et Sponsa''
<ref>{{Cita web|http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/apost_letters/documents/hf_jp-ii_apl_20031204_sacra-liturgia_it.html| Lettera apostolica ''Spiritus et Sponsa'' del sommo pontefice Giovanni Paolo II nel XI anniversario della costituzione ''sacrosanctum concilium'' sulla sacra liturgia|accesso=23-1-2007|editore=Santa Sede}}</ref> del [[4 dicembre]] in occasione del quarantesimo anniversario della costituzione sulla liturgia del [[concilio Vaticano II]].

In precedenza il [[24 maggio]] il cardinale [[Darío Castrillón Hoyos]] aveva celebrato a nome del Papa una [[messa tridentina]] nella [[basilica di Santa Maria Maggiore]] in Roma.

==== L'incontro con Padre Pio ====
{{NN|cattolicesimo|Maggio 2011}}

Nel [[1948]] la posizione di Padre Pio in seno alla Chiesa non era ancora giunta al suo punto critico: [[Papa Pio XII|Pio XII]] era un estimatore del "frate con le [[stigmate]]" e al suo arrivo sul soglio di [[San Pietro|Pietro]], nel [[1939]], aveva ordinato al [[Sant'Uffizio]] di «lasciare in pace Padre Pio». Il religioso era stato già in contrasto con il [[Sant'Uffizio]]: a partire dal maggio [[1923]], questo aveva emanato cinque decreti contro di lui e altri documenti ufficiali che sconfessavano la [[soprannaturale|soprannaturalità]] dei fenomeni mistici che gli venivano attribuiti, in particolare le stigmate.

Quindi, in quel periodo il [[clero]] di tutto il mondo sapeva che la Chiesa aveva preso ufficialmente le distanze da quel religioso, e aveva invitato tutti a non frequentarlo. Ciò malgrado, Wojtyła volle conoscerlo. Ad aprile del 1948, durante le vacanze di Pasqua, partì per il [[Gargano]] con un seminarista suo connazionale e si trattenne qualche giorno nel paese in cui viveva Padre Pio. Le cronache registrano che ebbe vari incontri con il frate e che andò a confessarsi da lui. Nel novembre 1962 quando Wojtyła, già vescovo, era di nuovo a Roma per il Concilio, inviò una lettera a Padre Pio chiedendogli l'intercessione per la salute di una sua amica affetta da una grave neoplasia. La signora guarì, a detta dei medici stessi, in modo prodigioso. Il carteggio epistolare di tale evento (che comprende anche una lettera di ringraziamento spedita 11 giorni dopo la prima) è conservato come testimonianza.

Wojtyła dimostrò sempre grande considerazione per il frate di [[Pietrelcina]]; fu proprio durante il suo pontificato che il frate fu prima [[beato|beatificato]] ([[2 maggio]] [[1999]]) e poi [[santo|canonizzato]] ([[16 giugno]] [[2002]]).

=== Insegnamenti ===
{{quote|Damose da fa' e volemose bbene! Semo romani|Papa Giovanni Paolo II - 26 febbraio del 2004<ref>[http://www.oecumene.radiovaticana.org/IT1/Articolo.asp?c=33274 "Damose da fa', volemose bene"<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref><ref>http://62.77.60.84/audio/ra/00027884.RM</ref><ref>[http://www.repubblica.it/2003/j/sezioni/esteri/papa2/damose/damose.html Repubblica.it/esteri: Il Papa saluta i preti di Roma "Damose da fa', volemose bbene"<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>}}
Giovanni Paolo II proseguì l'insegnamento della dottrina cattolica attraverso la redazione di una serie di scritti teologici, che ebbero forte eco all'interno della Chiesa e, spesso, anche al suo esterno.

Un grande risultato di Giovanni Paolo II fu la pubblicazione del ''[[Catechismo della Chiesa Cattolica]]'', che diede alla Chiesa cattolica un catechismo molto più aggiornato. Le sue prime [[enciclica|encicliche]] si soffermarono sul Dio «Uno e Trino»: la prima di esse, ''[[Redemptor Hominis]]'' ([[1979]]) riguarda la figura di Gesù; la seconda, ''[[Dives in Misericordia]]'' ([[1980]]) parla di Dio; nel [[1985]] completò la trilogia, con la ''[[Dominum et Vivificantem]]'' sullo [[Spirito Santo]] che «è Signore e dà la vita». Giovanni Paolo II mantenne questa focalizzazione su Dio durante tutto il pontificato.

Nella sua visione per il nuovo millennio, contenuta nella Lettera Apostolica ''Novo Millennio Ineunte'' del [[6 gennaio]] [[2001]], un «programma per ogni tempo», enfatizzò l'importanza di «ripartire da Cristo»: «No, non una formula ci salverà, ma una Persona».
La prima priorità per la Chiesa è la santità: «Tutti i fedeli di qualsiasi stato o grado sono chiamati alla pienezza della vita cristiana». Inoltre, «per questa pedagogia della santità c'è bisogno di un cristianesimo che si distingua innanzitutto nell'"arte della preghiera"». La sua ultima enciclica, ''[[Ecclesia de Eucharistia]]'' ([[2003]]) è sull'Eucarestia, che Wojtyła II afferma «contenere l'intera ricchezza spirituale della Chiesa: Cristo stesso», enfatizzando il bisogno di «rinnovare la meraviglia» sull'Eucarestia e «contemplare il volto di Cristo».

Altri documenti importanti del suo pontificato sono stati la ''[[Laborem Exercens]]'' ([[1981]]) e la ''[[Centesimus Annus]]'' ([[1991]]) sui temi del lavoro, la ''[[Evangelium Vitae]]'' ([[1995]]) sull'inviolabilità della vita, la ''[[Fides et Ratio]]'' ([[1998]]) sui rapporti tra fede e ragione, e la ''[[Veritatis Splendor]]'' ([[1993]]), sulla morale cattolica.

Diversi personaggi hanno criticato Giovanni Paolo II, adducendo che egli abbia bloccato gli sforzi progressisti seguiti al [[Concilio Vaticano II]], diventando un simbolo del lato conservatore della Chiesa cattolica. La sua opposizione a metodi [[contraccezione|contraccettivi]], [[aborto]] e [[omosessualità]] è stata continua; un punto molto controverso del suo papato fu la lettera del [[1º ottobre]] [[1986]] a tutti i vescovi in cui descriveva l'omosessualità come una «tendenza verso un male morale intrinseco» e «un disordine oggettivo». Nel suo libro ''Memoria e identità'' afferma che la spinta per il matrimonio gay potrebbe essere parte di «una nuova ideologia del male... che tenta di minare i diritti umani, contro la famiglia e le persone».

=== Viaggi apostolici ===
{{vedi anche|Viaggi apostolici di Giovanni Paolo II}}
[[File:PapaJCruz Brazil.jpg|right|thumb|Il Papa in [[Brasile]]]]
Durante il suo pontificato, Giovanni Paolo II ha viaggiato più di tutti i precedenti papi messi assieme, più di 170 visite in 129 paesi.<ref>Cf. [http://www.vicariatusurbis.org/beatificazione/italiano/GiovanniPaoloII/IViaggi/DatiGlobali.html I Viaggi di Giovanni Paolo II - Dati Globali.]</ref>

Mentre alcune delle mete dei suoi pellegrinaggi (come gli [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]] e la [[Terra Santa]]) erano già stati visitati dal predecessore [[Papa Paolo VI|Paolo VI]] (soprannominato a volte «il Papa pellegrino»), molti altri paesi non erano mai stati visitati in precedenza da alcun altro pontefice.
[[File:John Paul II Brazil 1997 1.jpg|left|thumb|Il Papa in [[Brasile]] nel [[1997]]]]

=== Relazioni con le altre religioni ===
Papa Giovanni Paolo II ha viaggiato estesamente ed è entrato in contatto con molte diverse fedi, senza mai cessare di ricercare con esse un terreno comune, etico, dottrinale o dogmatico. Ha stabilito contatti con [[Israele]], pregando a [[Gerusalemme]] presso il [[Muro del pianto]]; inoltre è stato il primo pontefice romano dopo [[san Pietro]] a pregare in una [[sinagoga]] visitando il [[13 aprile]] [[1986]] la [[sinagoga di Roma]]. Il [[Dalai Lama]], guida spirituale del [[Buddhismo tibetano]], ha avuto otto incontri con Giovanni Paolo II, più di ogni altro singolo dignitario, trovandosi spesso di comune opinione.<br />
Il [[27 ottobre]] [[1986]] si è svolta ad [[Assisi]] una giornata di incontro tra le grandi religioni, indetta da Giovanni Paolo II. In tale circostanza, le differenti religioni «si sono dichiarate concordi nel riconoscere che, per diverso che sia il nome di Dio da esse invocato, la ricerca della [[pace]] per le vie della [[nonviolenza]] è la pietra di paragone dell'obbedienza alla sua volontà»<ref>[[Ernesto Balducci]], ''Gandhi'', Edizioni Cultura della Pace, Firenze, 1988, p. 6.</ref>.

==== Relazioni con il popolo ebraico ====
Giovanni Paolo II ha scritto e parlato molto sull'argomento delle relazioni della Chiesa con gli ebrei, ed ha spesso reso omaggio alle vittime dell'[[olocausto]] in molte nazioni. È stato il primo papa ad aver visitato il [[campo di concentramento di Auschwitz]] in [[Polonia]], nel [[1979]]. Uno dei pochi papi ad essere cresciuto in un clima di fiorente cultura ebraica, che era tra le componenti chiave della Cracovia dell'epoca pre-bellica, il suo interesse per la cultura ebraica risaliva alla prima gioventù. 
[[File:Jp2synogogue.jpg|thumb|Papa Giovanni Paolo II nella Sinagoga di Roma, 13 aprile 1986]]
Nel marzo [[2000]], papa Giovanni Paolo II si recò nel memoriale dell'olocausto di [[Yad Vashem]] in [[Israele]] e toccò il [[Muro occidentale]] di [[Gerusalemme]], uno dei luoghi più sacri del popolo ebraico, promuovendo la riconciliazione tra cristiani ed ebrei.

La [[Anti-Defamation League|Lega Anti-Diffamazione]] ha dichiarato nel 2003: «La Lega Anti-Diffamazione si congratula con papa Giovanni Paolo II in occasione del 25º anniversario del suo pontificato. Il suo profondo impegno nella riconciliazione tra la Chiesa cattolica ed il popolo ebraico è stato fondamentale per il suo pontificato. Gli ebrei di tutto il mondo sono profondamente grati al Papa. Egli ha sempre difeso il popolo ebraico, come sacerdote nella sua natia Polonia e durante il suo pontificato... Preghiamo che rimanga in salute per molti anni a venire, e che ottenga molto successo nella sua opera santa e che le relazioni tra cattolici ed ebrei continuino a prosperare».<ref>{{en}} {{Cita web|http://www.adl.org/PresRele/VaticanJewish_96/4371_96.htm|Statement on the 25th Anniversary of Pope John Paul II's Papacy|editore=Anti-Defamation League|accesso=23-1-2007}}</ref>

Nel febbraio [[2005]], l'agenzia [[Reuters]] pubblicò estratti dal nuovo libro del pontefice, il suo quinto, ''Memoria e identità''. In esso, il Papa sembra comparare l'[[aborto]] all'Olocausto, dicendo: «C'è ancora, tuttavia uno sterminio legale di esseri umani che sono stati concepiti ma non sono ancora nati. E questa volta stiamo parlando di uno sterminio che è stato permesso da, niente di meno, parlamenti scelti democraticamente dove normalmente si sentono appelli per il progresso civile della società e di tutta l'umanità». Un dirigente del [[Consiglio centrale ebraico]] tedesco definì il confronto inaccettabile. Il cardinale [[Joseph Ratzinger]], prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, mise da parte le sue cariche, dicendo che il papa «non stava provando a mettere l'Olocausto e l'aborto sullo stesso piano» ma soltanto stava avvertendo che la malvagità alligna dappertutto, «anche nei sistemi politici liberali».

=== Relazioni con le altre Chiese cristiane ===
Nel [[2003]], durante la «settimana di preghiera per l'unità dei cristiani» dichiarò che il [[primato di Pietro]] è il garante dell'unità dei cristiani; nell'enciclica ''Ecclesia de Eucharistia'' ha riaffermato la dottrina della [[transustanziazione]] stabilita nel [[concilio di Trento]] vietando la partecipazione di fedeli [[protestantesimo|protestanti]] alla comunione durante la [[celebrazione eucaristica]] e degli stessi cattolici al rito della cena delle chiese riformate.

==== Relazioni con la Chiesa Ortodossa ====
Nel [[maggio]] [[1999]], Giovanni Paolo II visitò la [[Romania]]. Era la prima volta che un papa visitava una nazione principalmente cristiana [[ortodossa]] dopo il [[Grande Scisma]], che aveva visto la rottura tra le due parti della chiesa indivisa nel [[1054]]. La visita nasceva in accoglimento di un invito rivolto da [[Teotisto]], [[patriarca (cristianesimo)|patriarca]] e capo spirituale della [[Chiesa ortodossa rumena]]. All'arrivo, il papa fu accolto dal patriarca e dal capo di stato romeno, allora [[Emil Constantinescu]]. Il Patriarca sottolineò che «il secondo millennio della storia cristiana era cominciato con una dolorosa ferita all'unità della Chiesa; la fine di quel millennio assisteva ad un concreto sforzo per ripristinare la cristiana unità».

Domenica [[9 marzo]] il Papa e il Patriarca assistettero ciascuno ad una celebrazione condotta dall'altro (una liturgia ortodossa e una messa cattolica, rispettivamente). Una folla di migliaia di persone si radunò ad assistere alle celebrazioni, tenute all'aperto. Il Papa disse alla folla «Sono qui tra di voi spinto soltanto dal desiderio di autentica unità. Non molto tempo fa era impensabile che il Vescovo di Roma potesse visitare i suoi fratelli e sorelle di fede che vivono in Romania. Oggi, dopo un lungo inverno di sofferenza e persecuzione, possiamo infine scambiarci il bacio della pace e lodare insieme il Signore». Una larga parte della popolazione ortodossa romena si è mostrata favorevole all'idea della riunificazione cristiana.

Due anni dopo, nel [[2001]], papa Wojtyła fu il primo pontefice a visitare la [[Grecia]] dopo 1.291 anni. La visita non fu serena, il papa fu accolto da manifestazioni ostili e fu snobbato dai vertici della [[Chiesa ortodossa]], che non inviò nessun suo esponente ad accoglierlo all'arrivo. Ad [[Atene]] il Papa si incontrò con l'arcivescovo [[Christodoulos]], capo della chiesa ortodossa di Grecia. Dopo un incontro privato di 30 minuti, i due parlarono pubblicamente. Christodoulos lesse una lista di «13 offese» della Chiesa cattolica romana nei confronti della Chiesa Ortodossa dai tempi del [[Grande Scisma]], inclusi il sacco di [[Costantinopoli]] ad opera dei [[Quarta crociata|crociati]] nel [[1204]], e lamentò la mancanza di qualsiasi scusa da parte della Chiesa cattolica, affermando «Fino ad ora non si è udita una sola richiesta di perdono» per i «furiosi crociati del 13º secolo».

Wojtyła rispose dicendo «Per le occasioni passate e le presenti, qualora i figli e le figlie della Chiesa cattolica abbiano peccato in azioni od omissioni contro i loro fratelli e sorelle ortodossi, che il Signore ci accordi il perdono», al che Christodoulos immediatamente applaudì. Giovanni Paolo II aggiunse che il saccheggio di Costantinopoli era una fonte di «profondo rincrescimento»<ref name=DiscorsoAtene>[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/2001/documents/hf_jp-ii_spe_20010504_archbishop-athens_it.html  Giovanni Paolo II: ''Discorso ad Atene del 4 maggio 2001'' *]</ref> per i cattolici.

In seguito, Wojtyła e Christodoulos si incontrarono in un luogo dove [[Paolo di Tarso|san Paolo]] aveva una volta predicato ai cristiani ateniesi. Essi resero pubblica una dichiarazione comune che diceva «Noi faremo tutto ciò che è in nostro potere perché le radici cristiane dell'Europa e la sua anima cristiana siano preservate … Condanniamo ogni ricorso alla violenza, proselitismo e fanatismo nel nome della religione». Le due guide pronunciarono poi il [[Padre Nostro]] insieme, rompendo il [[tabù]] ortodosso contrario alla preghiera coi cattolici.

Tuttavia, durante la visita il Papa evitò ogni accenno a [[Cipro]], ancora fonte di tensione tra le due fedi. Giovanni Paolo II visitò altre aree a maggioranza religiosa ortodossa, come l'[[Ucraina]], nonostante non sempre accoltovi calorosamente, ed affermò che la fine dello Scisma sarebbe stato uno dei suoi desideri più profondi.

Nell'enciclica [[Fides et Ratio]] del [[14 settembre]] [[1998]], rivolta ai [[vescovo|vescovi]] della [[Chiesa cattolica]] circa i rapporti tra [[fede]] e [[ragione]], definì «significativo» il cammino di «ricerca filosofica», accanto ad alcuni autori occidentali, condotto dai [[Storia della filosofia russa|pensatori religiosi russi]] [[Vladimir Nikolaevič Losskij|V.L. Losskij]] e [[Pëtr Jakovlevič Čaadajev|P.J. Čaadaev]], [[Pavel Aleksandrovič Florenskij|P.A. Florenskij]], [[Vladimir Sergeevič Solov'ëv|V.L. Solov'ëv]].<ref>Antonio Maccioni, "Pavel Aleksandrovič Florenskij. Note in margine all'ultima ricezione italiana", ''eSamizdat'', 2007, V (1-2), pp. 471-478 [http://www.esamizdat.it/rivista/2007/1-2/pdf/rass_maccioni_eS_2007_(V)_1-2.pdf]</ref>

=== Domande di perdono ===
{{quote|Come successore di Pietro, chiedo che in questo anno di misericordia la Chiesa, forte della santità che riceve dal suo Signore, si inginocchi davanti a Dio e implori il perdono per i peccati passati e presenti dei suoi figli [...] senza nulla chiedere in cambio.|Papa Giovanni Paolo II, ''[[Incarnationis mysterium]]'', [[29 novembre]] [[1998]].}}
Ha pubblicamente espresso più volte richieste di perdono per quelli che ha considerato come i [[peccato|peccati]] commessi da cattolici durante i secoli. Di seguito sono elencate alcune delle occasioni:
* Il [[31 ottobre]] [[1992]] per la persecuzione dello scienziato italiano [[Galileo Galilei]] ed il [[processo a Galileo Galilei|processo]] che seguì nel [[1633]].
* Il [[9 agosto]] [[1993]] per il coinvolgimento di cattolici nella [[tratta degli schiavi africani]].
* Nel maggio [[1995]], nella [[Repubblica Ceca]], per il ruolo avuto dalla Chiesa nei roghi e nelle guerre religiose che seguirono la [[riforma protestante]].
* Il [[10 luglio]] [[1995]] inviò una lettera destinata «ad ogni [[donna]]» in cui, pur non chiedendo esplicitamente perdono per le ingiustizie compiute verso le donne nel nome di Cristo, di fatto sottolineava gli "enormi condizionamenti che, in tutti i tempi e in ogni latitudine, hanno reso difficile il cammino della donna, misconosciuta nella sua dignità, travisata nelle sue prerogative, non di rado emarginata e persino ridotta in servitù" [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/letters/documents/hf_jp-ii_let_29061995_women_it.html ''Lettera di Giovanni Paolo II alle donne''].
* Il [[21 maggio]] [[1995]] a [[Olomouc]] nella [[Repubblica Ceca]], a nome della Chiesa di Roma chiede perdono dei torti inflitti ai non cattolici e nel contempo assicura il perdono della Chiesa cattolica per le sofferenze che i suoi figli hanno patito. Al suo ritorno nella Repubblica Ceca, richiama esplicitamente tale discorso il [[27 aprile]] [[1997]].<ref>«Possa questo giorno segnare un nuovo inizio nello sforzo comune di seguire Cristo, il suo Vangelo, la sua legge d'amore, il suo anelito supremo all'unità dei credenti in Lui.». [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/travels/documents/hf_jp-ii_spe_27041997_st-adalbert_it.html Discorso di Giovanni Paolo II in occasione della visita nella Repubblica Ceca - Servizio di preghiera in onore di Sant'Adalberto] ([[27 aprile]] [[1997]]) sul sito della [[Santa Sede]].</ref>
* Il [[29 novembre]] [[1998]] con la [[bolla pontificia|bolla]] di indizione dell'[[Anno Santo]] del [[Giubileo del 2000]] ''[[Incarnationis mysterium]]''.<ref>Il pontefice indica fra i segni «che possono opportunamente servire a vivere con maggiore intensità l'insigne grazia del Giubileo» la purificazione della memoria, la quale richiede «un atto di coraggio e di umiltà nel riconoscere le mancanze compiute da quanti hanno portato e portano il nome di cristiani» e si fonda sulla convinzione che «per quel legame che, nel corpo mistico, ci unisce gli uni agli altri, tutti noi, pur non avendone responsabilità personale e senza sostituirci al giudizio di Dio, che solo conosce i cuori, portiamo il peso degli errori e delle colpe di chi ci ha preceduto». Aggiunge, poi, che «i cristiani sono invitati a farsi carico, davanti a Dio e agli uomini offesi dai loro comportamenti, delle mancanze da loro commesse», il Papa conclude: «Lo facciano senza nulla chiedere in cambio, forti solo dell'"amore di Dio che è stato riversato nei nostri cuori" (Rm 5,5)». (''[[Memoria e riconciliazione]]'').</ref>
* Il [[18 dicembre]] [[1999]] per l'esecuzione di [[Jan Hus]] nel [[1415]].
* Durante una solenne celebrazione in [[Città del Vaticano|Vaticano]] il [[12 marzo]] [[2000]], chiese perdono per i peccati commessi in ogni epoca dai cattolici che violarono «i diritti di gruppi etnici e intere popolazioni, e dimostrarono disprezzo per le loro [[cultura|culture]] e tradizioni religiose.»
* Il [[4 marzo]] [[2001]] si scusò con il [[Patriarca di Costantinopoli]] per i peccati commessi dai crociati in occasione della [[Quarta crociata]], che nel [[1204]] si mosse contro [[Costantinopoli]] invece che verso la [[Terrasanta]].
* Il [[21 novembre]] [[2001]] chiese scusa, via [[internet]], per gli abusi commessi dai [[missionari]] nel passato contro le popolazioni indigene del [[Oceano Pacifico|Pacifico meridionale]].

==== Domanda di perdono sulle crociate ====
Molti [[Giudizio storico|storici]] e critici hanno interpretato in vario modo le parole di Giovanni Paolo II sulle [[crociate]]. Alcuni sono propensi nel credere che il Papa intendesse fare una pubblica accusa a queste campagne militari mentre altri, come [[Thomas F. Madden]], ritengono che il pontefice abbia solo criticato alcune malefatte di crociati durante queste, senza rivolgersi alle crociate stesse o ai loro risultati e creando così un parallelismo con le parole espresse da [[papa Innocenzo III]]<ref>«Il Santo Padre non le ha condannate, né ha chiesto scusa per esse». Da [[Thomas F. Madden]], [http://www.zenit.org/article-2791?l=italian La vera storia delle Crociate], [[24 ottobre]] [[2004]], in zenit.org.</ref>.

=== L'apostolato internazionale e l'universalità del messaggio ===
Il papato di Wojtyła si è caratterizzato per il grande impegno profuso per diffondere il Cattolicesimo nel mondo. Ha viaggiato in ogni angolo della terra, ed ha viaggiato in modo più "politico" rispetto ai predecessori. Ma soprattutto è possibile notare il cambiamento di rotta rispetto ai precedenti papati nel dato dei 500 santi e 1350 beati proclamati, a fronte di 296 santi e 1319 beati da parte di 33 papi precedenti. In particolare, notevole la differenza è con alcuni degli ultimi papi come [[Pio X]] (1903-14, 4 santi), [[Benedetto XV]] (1914-22, 3 santi), [[Giovanni XXIII]] (1958-63, 10 santi). Inoltre, è da tenere in conto la variegatissima composizione di provenienze dai nuovi santi, a differenza della estrema omogeneità dei precedenti.

Anche uno dei temi chiave del pontificato di Giovanni Paolo II, la pubblicizzazione e la rilevanza data ai ''[[Madonna di Fatima|Segreti di Fatima]]'', è leggibile come un tentativo di riportare la fede in una sfera maggiormente [[mistica]]{{citazione necessaria}}. Scelte di questo tipo sono legate all'obiettivo di "parlare al cuore" dei fedeli, a differenza di orientamenti che mirano a [[Secolarizzazione|"secolarizzare"]] in parte la Chiesa, mostrando cautela verso miracoli ed eccessive concessioni a sentimenti religiosi popolari.

Anche l'ottimo rapporto con i [[mezzo di comunicazione di massa|media]], e l<nowiki>'</nowiki>immagine "giovane" che Wojtyła ha creato di sé, è considerabile utile al fine di avvicinare alla Chiesa cattolica persone, ed in particolare giovani, di tutto il mondo.

== Posizioni sociali e politiche ==
[[File:Bonino-papa.jpg|right|thumb|Giovanni Paolo II con [[Marco Pannella]] e [[Emma Bonino]]]]

Wojtyła è stato considerato un conservatore sulla [[dottrina della Chiesa cattolica]] in relazione alla [[riproduzione]] e all'[[ordinazione]] sacerdotale femminile. I suoi scritti sulla [[sessualità]] umana, raccolti ne ''[[La Teologia del Corpo]]'', sono un'estesa meditazione sulla natura dei sessi e le risultanti implicazioni su [[sessualità|sesso]] e [[amore]] e diversi critici li considerano un significativo sviluppo dell'insegnamento sessuale della Chiesa, che ha origine con il [[Cantico dei Cantici]] e con l'insegnamento sui [[Sacramento|Sacramenti]].

Riguardo all'[[aborto]], scrisse: «C'è ancora, tuttavia, una [[strage]] legalizzata di esseri umani che sono stati concepiti ma non sono nati. E questa volta stiamo parlando di una strage che è stata permessa nientemeno che da parlamenti democraticamente eletti, dove normalmente si ascoltano appelli per il progresso civile della società e di tutta l'umanità.»

Sono note le sue critiche nei confronti della [[Teologia della Liberazione]], la quale avrebbe calcato troppo la mano sulla liberazione politica a discapito della liberazione spirituale. La sua azione a contrasto di questa dottrina, in Sud America, fu massimamente energica: richiamò ripetutamente il clero locale per la sua partecipazione diretta a governi comunisti, promosse a cardinali molti sacerdoti di opposta posizione politica (anche quando erano accusati di essere conniventi con regimi dittatoriali di destra), non risparmiò durissime critiche e forti ammonimenti in tutti i suoi viaggi nel continente.

Il [[9 maggio]] [[1993]], un anno dopo le stragi che uccisero i giudici [[Giovanni Falcone]] e [[Paolo Borsellino]], nella [[Valle dei templi]], prese una posizione durissima contro la [[mafia]]. Si rivolse, quasi urlando, ai responsabili intimando loro di convertirsi e non solo di pentirsi (mettendoli così di fatto fuori dalla Chiesa) con parole forti: «Una volta verrà il giudizio di Dio!». Questa posizione provocò la reazione dei boss di [[Cosa nostra]] (risentiti - a detta del pentito [[Francesco Marino Mannoia]] - «soprattutto perché portavano i loro soldi in Vaticano»), i quali ordinarono i due attentati alla [[basilica di San Giovanni in Laterano]] e alla [[chiesa di San Giorgio al Velabro]] nella notte fra il [[27 luglio|27]] e il [[28 luglio]] [[1993]].<ref>{{Cita news|autore = [[Curzio Maltese]]|url = http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/chiesa-commento-mauro/segreti-ior/segreti-ior.html|titolo=Scandali, affari e misteri - tutti i segreti dello Ior|pubblicazione=La Repubblica|giorno=26|mese=gennaio|anno=2008|accesso=30/08/2008}}</ref>

Nell'enciclica ''[[Evangelium Vitae]]'' del [[1995]] riaffermò l'alto valore che ha per la Chiesa la vita umana. In essa ha inoltre esteso la condanna dell'aborto, dell'[[eutanasia]] e della [[pena capitale]] (questa ultima "se non in rarissimi casi di assoluta necessità"), chiamandole tutte insieme parte della «cultura della morte» di cui sarebbe pervaso il mondo moderno. 

{{Citazione necessaria|Le sue posizioni sulla [[guerra]], la pena capitale, la [[cancellazione del debito]] dei paesi poveri, e i temi sulla [[povertà]] sono stati considerati politicamente liberali}} , {{Citazione necessaria|dimostrando secondo alcuni che etichette politiche come «conservatore» e «[[liberalismo|liberale]]» non possono essere facilmente assegnate ai ''leader'' religiosi}}.

[[File:John Paul II George W. Bush Medal of Freedom 2004.jpg|left|280px|thumb|[[George W. Bush|Bush]] consegna a papa Giovanni Paolo II la ''Medal of Freedom'' nel [[2004]]]]

Papa Wojtyła, che aveva iniziato il suo pontificato quando la Polonia si trovava ancora nella sfera d'influenza sovietica, come pure il resto dell'Europa dell'est, è stato un aspro critico del [[socialismo reale]] ed ha offerto supporto, anche finanziario<ref name=calvi>In una lettera del [[5 giugno]] [[1982]] pubblicata nel libro di [[Ferruccio Pinotti]] ''Poteri forti'' (Bur, 2005), [[Roberto Calvi]] scriveva a Giovanni Paolo II: «Santità, sono stato io ad addossarmi il pesante fardello degli errori nonché delle colpe commesse dagli attuali e precedenti rappresentanti dello [[Istituto per le Opere di Religione|IOR]], comprese le malefatte di Sindona...; sono stato io che, su preciso incarico dei Suoi autorevoli rappresentanti, ho disposto cospicui finanziamenti in favore di molti Paesi e associazioni politico-religiose dell'Est e dell'Ovest...; sono stato io in tutto il Centro-Sudamerica che ho coordinato la creazione di numerose entità bancarie, soprattutto allo scopo di contrastare la penetrazione e l'espandersi di ideologie filomarxiste; e sono io infine che oggi vengo tradito e abbandonato...»</ref>, a movimenti [[anticomunismo|anticomunisti]] come il [[sindacato]] polacco [[Solidarność]] di [[Lech Wałęsa]], nonché organizzazioni in [[America centrale|Centro]] e [[Sudamerica]]<ref name=calvi/> quali i [[Contras]] [[nicaraguensi]].<ref>{{Cita news|autore=Massimo Gaggi|url=http://archiviostorico.corriere.it/2006/febbraio/22/morte_Paul_Marcinkus_banchiere_Dio_co_9_060222028.shtml|titolo=La morte di Paul Marcinkus «banchiere di Dio» in esilio|pubblicazione=Corriere della Sera|giorno=22|mese=2|anno=2006|pagina=|accesso=14-12-2009|cid=}}</ref>. Il leader sovietico [[Michail Gorbačëv]] disse una volta che il crollo della [[Cortina di ferro]] sarebbe stato impossibile senza Giovanni Paolo II<ref>{{Cita web|http://www.cnn.com/2005/WORLD/europe/04/03/pope.gorbachev/index.html|Gorbachev: Pope was 'example to all of us|editore=CNN.COM|accesso=23-1-2007|lingua=en}}</ref>. Questo punto di vista è condiviso da molti negli stati ex-sovietici, che lo vedono, insieme al presidente statunitense [[Ronald Reagan]], come uno degli artefici della dissoluzione dell'[[Unione Sovietica]]. In anni successivi, il Papa si mostrò assai critico anche verso gli eccessi del [[capitalismo]].

Nel [[2000]] firmò pubblicamente la campagna del Giubileo 2000 sulla cancellazione del debito africano, assieme alle star irlandesi del rock [[Bob Geldof]] e [[Bono (cantante)|Bono]].

Il [[14 novembre]] [[2002]], Giovanni Paolo II, in occasione della prima visita di un [[Papa|pontefice]] al [[Parlamento della Repubblica Italiana|Parlamento italiano]] riunito in seduta comune nell'aula di Montecitorio, non mancò di prendere una chiara posizione in merito all'eventualità di un [[indulto]] per alleggerire la congestionata situazione delle carceri italiane. «Un segno di clemenza verso di loro [i detenuti] mediante una riduzione della pena costituirebbe una chiara manifestazione di sensibilità, che non mancherebbe di stimolarne l'impegno di personale recupero in vista di un positivo reinserimento nella società». A seguito di queste dichiarazioni, il Parlamento approvò nell'[[estate]] [[2003]] il così detto "indultino" che prevedeva alcuni limitati benefici di sconto di pena. L'appello, che venne poi ripreso da una maggioranza trasversale di forze politiche, avrebbe portato al provvedimento d'[[indulto]] del [[2006]] dedicato dal ministro della giustizia [[Clemente Mastella]] proprio al [[Papa|Pontefice]]<ref>{{cita web|url=http://www.tgcom.mediaset.it/politica/articoli/articolo321136.shtml|titolo=Il Parlamento approva l'indulto|editore=Tgcom|data=30-7-2006|accesso=30-4-2010}}</ref>. "L'impegno di personale ricupero in vista di un positivo reinserimento nella società" si sarebbe però risolto in un aumento della criminalità.<ref>Giovanni Mastrobuoni e Alessandro Barbarino, [http://www.lavoce.info/articoli/pagina2884.html Crimini e misfatti a un anno dall'indulto], [http://www.lavoce.info Lavoce.info], 4 settembre 2007.</ref>

Nel [[2003]], Giovanni Paolo II divenne un critico di primo piano sull'[[Invasione dell'Iraq|Invasione americana dell'Iraq]]. Mandò il suo ''ministro per la pace'', il cardinale [[Pio Laghi]], a parlare con il presidente degli Stati Uniti [[George W. Bush]] per esprimergli l'opposizione del Vaticano alla guerra. Giovanni Paolo II affermò che spettasse alle [[Nazioni Unite]] risolvere il conflitto internazionale attraverso la [[diplomazia]] e che un'aggressione unilaterale è un crimine contro la [[pace]] ed una violazione del [[Diritto internazionale]].

Durante i negoziati per la redazione della nuova [[Costituzione europea]], nel 2003 e [[2004]], i rappresentanti del Vaticano fallirono nell'assicurare una qualsiasi menzione alle «radici cristiane dell'Europa», uno degli obiettivi cui il Papa teneva. A più riprese durante il pontificato il Papa ha infatti sottolineato che l'Europa ha ricevuto per prima il "dono" della cristianità.

Papa Wojtyła criticò anche il [[matrimonio omosessuale|matrimonio tra persone dello stesso sesso]]. Nel suo ultimo libro, ''[[Memoria e identità]]'', nel capitolo riguardante il ruolo dei legislatori, il Papa parla di «pressioni» sul Parlamento Europeo per permettere il matrimonio omosessuale. Il papa scrisse a proposito della corrente ideologico-culturale che propugna la formalizzazione delle unioni omosessuali: «È legittimo e necessario chiederci se non sia parte di una nuova ideologia del male, forse più insidiosa e nascosta, che tenta di scagliare i diritti dell'uomo contro la famiglia e contro l'uomo».

Il [[13 gennaio]] [[2005]], ricevendo l'allora presidente della regione [[Lazio]] [[Francesco Storace]], espresse «vivo compiacimento per l'approvazione dello Statuto della regione Lazio. Esso infatti, oltre a sottolineare il ruolo di Roma come centro del Cattolicesimo, riconosce esplicitamente il primato della persona e il valore fondamentale della vita. Riconosce, inoltre, i diritti della famiglia quale società naturale fondata sul matrimonio e si propone di sostenerla nell'adempimento della sua funzione sociale, facendo esplicita menzione dell'Osservatorio regionale permanente sulle famiglie. Lo Statuto prevede anche che la regione garantisca il diritto allo studio e la libertà di scelta educativa».<ref>[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/2005/january/documents/hf_jp-ii_spe_20050113_administration-rome_it.html Discorso di Giovanni Paolo II alla Regione Lazio], comune e provincia di Roma (giovedì, 13 gennaio 2005).</ref>

Ancor dopo la sua morte, il [[presidente della Repubblica Italiana]] [[Giorgio Napolitano]] ha parlato in tal modo del pontificato di Giovanni Paolo II:{{quote|L'altissimo magistero spirituale di papa Wojtyła ha illuminato e continua ad illuminare l'intera umanità.|Giorgio Napolitano, dal quotidiano ''[[La Nazione]]'' del [[5 ottobre]] 2006, p. 14}}

== Critiche ==
{{Vedi anche|Critiche a Giovanni Paolo II}}
Giovanni Paolo II fu oggetto di diverse critiche. Tra le principali ricordiamo:
* Accusa di sostegno a dittature di destra: in particolare diversi osservatori sono rimasti perplessi dai rapporti che il Pontefice instaurò con dittature dell'[[America Latina]] e criticano la stretta di mano con [[Augusto Pinochet]] e le pressioni effettuate sulle autorità inglesi per bloccarne l'estradizione<ref>{{Cita news|lingua=en|url=http://news.bbc.co.uk/2/hi/282225.stm|titolo=Pope enters Pinochet row|pubblicazione=[[BBC]] News|giorno=19|mese=2|anno=1999|accesso=22-5-2008}}</ref>, il silenzio sui ''[[Desaparecidos]]'' e la proclamazione a cardinale di [[Pio Laghi]], accusato di appoggiare la cosiddetta "guerra sporca"<ref>
{{Cita news
|lingua = es
|autore = [[Madri di Plaza de Mayo]]
|url = http://www.madres.org/asp/contenido.asp?clave=1031
|titolo = La dictadura,la impunidad
|pubblicazione = 
|giorno = 
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|accesso = 22 maggio 2008
}}
{{Cita news
|lingua = es
|autore = [[Madri di Plaza de Mayo]]
|url = http://www.madres.org/asp/contenido.asp?clave=174
|titolo = Relaciones de la jerarquía eclesiástica con los gobiernos de Alfonsín y de Menem
|pubblicazione = 
|giorno = 
|mese = 
|anno = 
|pagina = 
|accesso = 22/05/2008
}}
</ref> durante gli anni della [[Processo di Riorganizzazione Nazionale|dittatura argentina]]. 
* Sessualità: per il ruolo della [[donna]] nella Chiesa e nella società, l'opposizione ai [[rapporto sessuale|rapporti sessuali]] pre-matrimoniali in generale ed [[omosessualità|omosessuali]] in particolare, compreso lo scoraggiare l'uso del [[preservativo]], che può limitare il diffondersi dell'[[AIDS]].
* Interventismo politico, ateismo e laicità: alcuni osservatori hanno criticato il Papa per la rivendicazione di privilegi ritenuti anacronistici e per aver considerato l'[[ateismo]] alla stregua del comunismo.
* Il teologo cattolico dissidente [[Hans Küng]] descrive ben undici contraddizioni che avrebbero segnato negativamente il pontificato di Giovanni Paolo II<ref>{{Cita web|autore=Hans Küng|url=http://www.corriere.it/Primo_Piano/Documento/2005/03_Marzo/26/index_kung.shtml|titolo=Wojtyla, il Papa che ha fallito|editore=Corriere della sera|data= 2 gennaio 2006|accesso=21 luglio 2011}}</ref>.
* Giovanni Paolo II è stato anche aspramente criticato per la beatificazione di personaggi controversi sui quali si è molto discusso, come [[Josemaría Escrivá de Balaguer]], fondatore dell'[[Opus Dei]] e [[Alojzije Stepinac]], accusato di aver appoggiato le violenze perpetrate dagli [[Ustascia]] croati contro i [[serbi]] ed altri oppositori di quel regime filo-[[Nazismo|nazista]]<ref>* {{en}} [http://jmgainor.homestead.com/fles/PU/MDPC/CH/stp/case/case.htm Il caso dell'arcivescovo Stepinac]
* {{Cita pubblicazione|titolo=La santificazione di un assassino|url=http://www.ecn.org/uenne/archivio/archivio1998/un30/art157.html| La santificazione di un assassino|rivista=Umanità Nova|numero=30|data=11 ottobre 1998|accesso=21 luglio 2011}}
* [http://digilander.libero.it/lajugoslaviavivra/CRJ/RELIGIO/vatican.html Santo o criminale?] (critiche dei nazionalisti serbi)
* [http://www.we-are-church.org/it/attual/Stepcron.htm Una voce fuori dal coro all'interno della stampa cattolica] (critiche di [[Noi Siamo Chiesa]])
* {{Cita web|url=http://www.uaar.it/uaar/archivio/archivio1999/attualita05.html|titolo=Beati i criminali di guerra, la verità sui fatti serbo-croati negli anni quaranta|autore=Costante Mulas Corraine|editore=UAAR|accesso=21 luglio 2011}}</ref>.
* Giovanni Paolo II si sarebbe servito di [[Paul Marcinkus]] e di [[Roberto Calvi]] per finanziare [[Solidarność]]<ref>{{Cita libro|autore=Ferrucco Pinotti|titolo=Poteri forti|editore=BUR |anno=2005}}</ref><ref>[http://www.chiarelettere.it/libro/principio-attivo/wojtyla-segreto.php Wojtyla segreto - Ferruccio Pinotti, Giacomo Galeazzi - Chiarelettere<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref><ref>{{Cita web|autore=Ferruccio Pinotti & Giacomo Galeazzi|url=http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2011/04/29/wojtyla_segreto_beatificazione_giovanni_paolo_ii_galeazzi_pinotti_chiarelettere_controinchiesta.html|titolo=Lo Ior e Wojtyla: l'altro volto del Papa beato|data=30 aprile 2011|accesso=21 luglio 2011}} tratto da {{Cita libro|autore=Ferruccio Pinotti & Giacomo Galeazzi|titolo=Wojtyla Segreto|editore=Chiarelettere editore|pagine=315}}</ref><ref>{{Cita libro|autore=Lucien Gregoire|titolo=Murder In The Vatican: The Revolutionary Life Of John Paul And The CIA, Opus Dei And The 1978 Murders|anno=2008|pagine=343 e sgg.}}</ref>.

== Santuario del Beato Giovanni Paolo II ==
Il 18 maggio 2011 l'arcivescovo metropolita de L'Aquila Giuseppe Molinari, erige la chiesa di San Pietro della Jenca - L'Aquila, scelta da papa Giovanni Paolo II come "luogo di contemplazione di Dio a contatto con la natura", in Santuario "Beato Giovanni Paolo II". È  primo santuario europeo dedicato a Giovanni Paolo II. <ref>{{cita web|url=http://www.santuariodelpapa.it/1/upload/decreto_jpg_copia.jpg|titolo=Erezione del Santuario diocesiano "Beato Giovanni Paolo II"|accesso=16 maggio 2012|autore=Giuseppe Molinari|data=18 maggio 2011}}</ref>

== Onorificenze ==
{{Onorificenze
|immagine=Ordine Supremo del Cristo Rib.png
|nome_onorificenza=Gran Maestro dell'Ordine Supremo del Cristo
|collegamento_onorificenza=Ordine Supremo del Cristo
}}
{{Onorificenze
|immagine=Speron d'oro.png
|nome_onorificenza=Gran Maestro dell'Ordine dello Speron d'Oro 
|collegamento_onorificenza=Ordine dello Speron d'Oro
}}
{{Onorificenze
|immagine=VA Ordine Piano BAR.svg
|nome_onorificenza=Gran Maestro dell'Ordine Piano 
|collegamento_onorificenza=Ordine Piano
}}
{{Onorificenze
|immagine=Ordine di San Gregorio Magno.png
|nome_onorificenza=Gran Maestro dell'Ordine Equestre di San Gregorio Magno  
|collegamento_onorificenza=Ordine di San Gregorio Magno
}}
{{Onorificenze
|immagine=Order of Pope Sylvester BAR.svg
|nome_onorificenza=Gran Maestro dell'Ordine di San Silvestro Papa
|collegamento_onorificenza=Ordine di San Silvestro Papa
}}
{{Onorificenze
|immagine=Gold.Olimpicorder1.png
|nome_onorificenza=Collare d'oro dell'Ordine olimpico
|collegamento_onorificenza=Ordine olimpico
|motivazione=
|luogo=
}}
{{Onorificenze
|immagine=POL Order Orła Białego BAR.svg
|nome_onorificenza=Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Bianca 
|collegamento_onorificenza=Ordine dell'aquila bianca
|motivazione=
|luogo=[[3 maggio]] [[1993]]
}}
{{Onorificenze
|immagine=POL Order Ecce Homo BAR.png
|nome_onorificenza=Cavaliere dell'Ordine dell'Ecce Homo (Polonia)
|collegamento_onorificenza=Ordine dell'Ecce Homo
|motivazione=
|luogo=
}}
{{Onorificenze
|immagine=WWIRib.gif
|nome_onorificenza=Medaglia Missio Reconciliationis (Polonia)
|collegamento_onorificenza=Medaglia Missio Reconciliationis 
|motivazione=
|luogo=
}}
{{Onorificenze
|immagine=POL Order Uśmiechu BAR.png
|nome_onorificenza=Cavaliere dell'Ordine del Sorriso (Polonia)
|collegamento_onorificenza=Ordine del Sorriso 
|motivazione=
|luogo=[[28 marzo]] [[1984]]
}}
{{Onorificenze
|immagine=Presidential Medal of Freedom (ribbon).png
|nome_onorificenza=Presidential Medal of Freedom (Stati Uniti)
|collegamento_onorificenza=Presidential Medal of Freedom
|motivazione=
|luogo=
}}
{{Onorificenze
|immagine=2000 Pope John Paul II Congressional Gold Medal front.jpg
|nome_onorificenza=Medaglia d'oro del Congresso
|collegamento_onorificenza=Medaglia d'oro del Congresso
|motivazione=
|luogo=
}}
* Cittadino Onorario di [[Roma]]
* Cittadino Onorario di [[Cassino]]
* [[Premio Carlo Magno|Premio Carlo Magno straordinario]]

== Genealogia episcopale ==
{{vedi anche|Genealogia episcopale}}
* Cardinale [[Scipione Rebiba]]
* Cardinale [[Giulio Antonio Santorio]]
* Cardinale [[Girolamo Bernerio]] O.P.
* Arcivescovo [[Galeazzo Sanvitale (arcivescovo)|Galeazzo Sanvitale]]
* Cardinale [[Ludovico Ludovisi]]
* Cardinale [[Luigi Caetani]]
* Cardinale [[Ulderico Carpegna]]
* Cardinale [[Paluzzo Paluzzi Altieri Degli Albertoni]]
* Papa [[Pietro Francesco Orsini|Benedetto XIII]] O.P.
* Papa [[Prospero Lorenzo Lambertini|Benedetto XIV]]
* Papa [[Carlo della Torre Rezzonico|Clemente XIII]]
* Cardinale [[Enrico Benedetto Stuart]]
* Papa [[Annibale Francesco Clemente Melchiore Girolamo Nicola della Genga|Leone XII]]
* Cardinale [[Chiarissimo Falconieri Mellini]]
* Cardinale [[Camillo Di Pietro]]
* Cardinale [[Mieczysław Halka Ledóchowski]]
* Cardinale [[Jan Maurycy Paweł Puzyna de Kosielsko]]
* Arcivescovo San [[Józef Bilczewski]]
* Arcivescovo [[Bolesław Twardowski]]
* Arcivescovo [[Eugeniusz Baziak]]
* Papa '''Giovanni Paolo II'''

== Altro ==
=== Curiosità ===
{{curiosità}}
* Nel [[2004]] ricevette un [[Premio Carlo Magno]] straordinario da parte della città di [[Aquisgrana]], in [[Germania]].
* Anche se è difficile provare che abbia canonizzato più santi di tutti i suoi predecessori, poiché i documenti relativi a molte delle prime canonizzazioni sono incompleti, mancanti o poco accurati, è noto che l'abolizione, da parte sua, dell'ufficio di ''Promotor Fidei'' (Promotore delle Fede, noto anche come [[Advocatus diaboli|avvocato del Diavolo]]) ha reso più scorrevole il processo di canonizzazione. È comunque significativa l'assoluta discontinuità con tutti i suoi predecessori più prossimi: si calcola che fino all'ottobre [[2004]], abbia beatificato ben 1.340 cristiani.
* Lo chiamarono l'atleta di Dio, e atleta Giovanni Paolo II lo fu davvero: appassionato scalatore, nuotatore e molto abile nel canottaggio, oltre che abile sciatore, ha sempre amato praticare gli sport finché la salute glielo ha permesso. In nome della sua passione per il [[Calcio (sport)|calcio]] in età giovanile, quando giocava nel ruolo di [[Portiere (calcio)|portiere]], fu insignito della nomina di membro onorario del [[Futbol Club Barcelona]] nel [[1982]]<ref>[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1999/may/documents/hf_jp-ii_spe_19990514_futbol-barcelona_it.html Discorso di Giovanni Paolo II alla delegazione del "Futbol Club Barcelona"], [[14 maggio]] [[1999]].</ref> e dell'[[FC Schalke 04]].
* Sono state annotate più di un centinaio di uscite segrete dal Vaticano per trascorrere momenti di vacanza; frequenti soprattutto le visite sui vicini monti dell'[[Abruzzo]] dove, il suo segretario dichiara, «''era come se riprendesse le forze''»<ref>[[Stanislao Dziwisz]]; [[Gian Franco Svidercoschi]]. ''[[Una vita con Karol]]''. Rcs Libri e Libreria Editrice Vaticana, [[2007]], pp. 77-78-79-80.</ref>.
* L'unica auto mai appartenuta a Giovanni Paolo II, una [[Ford Escort]] celestina del [[1975]], auto con la quale aveva percorso più di 100.000&nbsp;km prima dell'elezione al soglio di Pietro, è stata più volte venduta in aste internazionali ed è tuttora valutata dai 3 ai 5 milioni di dollari. L'auto era stata inizialmente fatta mettere all'asta da Wojtyła stesso per accumulare fondi per le missioni apostoliche e così venne affidata all'agenzia Kurse. L'ultimo proprietario, un avvocato collezionista di auto di [[Houston]] se la è aggiudicata per 680.000$.
* Papa Giovanni Paolo II per i suoi molteplici viaggi è stato insignito del riconoscimento di ''Globetrotter onorario'' dopo l'udienza del [[novembre]] [[2000]] quando ricevette gli [[Harlem Globetrotters]].
* Giovanni Paolo II è stato inserito tra le 10 persone del XX secolo più ammirate del mondo secondo la classifica Citizen stilata dalla società Gallup.
* Una popolare credenza attribuisce a Giovanni Paolo II la creazione in gioventù di un intricato problema [[scacchi]]stico che pubblicò nel [[1946]] ma probabilmente la storia fu un'invenzione di Tomasz Lissowski<ref>Articolo che presenta il problema scacchistico attribuito a Giovanni Paolo II: [http://www.chessbase.com/newsdetail.asp?newsid=2316 Chess Base - Karol Józef Wojtyła]</ref>.
* A [[Introd]] ([[Valle d'Aosta]]) è sorto il "[[Museo Giovanni Paolo II]]" per ricordo a tutte le sue vacanze estive trascorse nella località.
* Nel [[1994]] ha ricevuto il premio come [[Persona dell'anno|Uomo dell'anno]] dalla rivista americana ''[[Time]]''<ref>[http://www.time.com/time/specials/packages/article/0,28804,2019712_2019711_2019690,00.html Pope John Paul II: 1994], Time</ref>.

=== Principali luoghi dedicati a Giovanni Paolo II ===
Dalla morte di Giovanni Paolo II sono state intitolate a suo nome piazze, vie, corsi, parchi, infrastrutture e aree geografiche. Tra i principali:
* Gli [[aeroporto|aeroporti]] di [[Aeroporto Internazionale di Cracovia-Balice-Giovanni Paolo II|Cracovia]], di [[Aeroporto di Bari-Palese|Bari]] e di [[Ponta Delgada]].
* La piazza antistante la [[Cattedrale di Notre-Dame di Parigi|cattedrale di Notre Dame]] a [[Parigi]].
* Una cima dell'[[Gruppo dell'Adamello|Adamello]] e del [[Gran Sasso]].
* La [[Pontificia Università Giovanni Paolo II]] di Cracovia e l'[[Università Cattolica Giovanni Paolo II di Lublino]].
<!--NON INSERIRE LA STAZIONE TERMINI. E' dedicata a Giovanni Paolo II, ma nella pratica non è a lui intitolata.-->

=== Produzioni video ===
==== Documentari ====
* ''Da un paese lontano, Giovanni Paolo II'', di [[RAI Radiotelevisione Italiana|Rai]] ([[1981]]). Distribuito in DVD da [[Rai Cinema]] ([[2005]])
* ''Giovanni Paolo II il grande'' (Parte I: ''Il gigante del XX secolo''; Parte II: ''L'eredità di Giovanni Paolo II''), di Cinehollywood e [[History Channel]] (2005)
* ''Giovanni Paolo II. Il cammino del Santo Padre'', di Finsom (2005)
* ''Giovanni Paolo II. Papa Juan Pablo II / Pope John Paul II DVD'', di St.Clair Vision USA Unity Award (2006)
* ''Giovanni Paolo II. Karol il GRANDE'', di [[Rai-Trade]] e [[Chi (settimanale)|Chi]] (2005)
* ''Giovanni Paolo II. Pellegrino del mondo'', di Bibax (2005)
* ''[[Karol Wojtyła - Un Papa nella storia|Karol Wojtyla - Un Papa nella Storia]]'', di Rai-Trade (2005)
* ''La vita di papa Giovanni Paolo II'', di [[NBC]] news e [[Universal Pictures]] (2005)
* ''Papa Giovanni Paolo II, il costruttore di ponti. In memoriam'', di [[CBS]] e [[Paramount Home Entertainment]] (2005)
* ''Viaggi ed emozioni, Giovanni Paolo II'', di [[Libero (quotidiano)|Libero]] con la collaborazione di [[Centro Televisivo Vaticano]] (2005)
* ''Giovanni Paolo II, ambasciatore di pace'', di Rai ([[2006]])
* ''Giovanni Paolo II. Il Papa che ha fatto la storia'', di Centro Televisivo Vaticano, distribuito da HDH Communications (2006)
* ''Giovanni Paolo II, la storia di Karol Wojtyla'', di [[Rai 3]] ''[[La grande storia]]'', a cura di Nicola Vicenti con Alberto Melloni (2006)
* ''Giovanni Paolo II: la vita, il Pontificato'', di Centro Televisivo Vaticano, distribuito da HDH Communications (2006)
* ''Giovanni Paolo II; le stagioni dell'Apostolo'', di Centro Televisivo Vaticano, distribuito da HDH Communications (2006)
* ''[[Giovanni Paolo II, l'uomo che ha cambiato il mondo]]'' (7 [[DVD]]: ''Un uomo chiamato da lontano''; ''Il vescovo del mondo''; ''Il Papa delle genti''; ''Testimone di pace''; ''Il Giubileo raccontato da Karol''; ''Il Papa del silenzio e della sofferenza''; ''[[Attentato al Papa (film)|Attentato al Papa]]''). Prodotto da Rai-Trade e [[Rai struttura Vaticano]], distribuito da [[La Gazzetta dello Sport]] (2006)
* ''Giovanni Paolo II. Quella parte di anima chiamata corpo'', di [[Rai Educational]] per ''[[La storia siamo noi]]'', a cura di Stefano Rizzelli (2006)
* ''Giovanni Paolo II: «Vi racconto la mia vita»'', di Nova T, distribuito da HDH Communications (2006)
* ''Le Chiavi del Regno, da Giovanni Paolo II a Benedetto XVI'', di Centro Televisivo Vaticano, distribuito da HDH Communications (2006)
*''Vows of Silence: El Legionario de Cristo''<ref>{{en}} Scheda di [http://www.imdb.com/title/tt1345731 ''Vows of Silence: El Legionario de Cristo''] su [[Imdb]]</ref><ref>[http://www.vowsofsilencefilm.com/ Vows of silence (El Legionario de Cristo)]</ref>, prodotto e distribuito da Vows of silence LLC ([[2008]]).

==== Film ====
* ''[[Il pap'occhio]]'', commedia italiana del [[1980]] di [[Renzo Arbore]], il cui titolo è un gioco di parole che sta per "occhio del Papa", inizialmente sequestrato per [[vilipendio della religione]] e poi dissequestrato nel 1982<ref>[http://www.mymovies.it/film/1980/ilpapocchio ''Il pap'occhio''] su [[MyMovies]].</ref>.
* ''[[Attentato al Papa]]'', film drammatico italiano del [[1986]] di [[Giuseppe Fina]] che ricostruisce le indagini successive all'attentato.
* ''Non abbiate paura: la vita di Giovanni Paolo II'' (''Have no fear: the life of John Paul II''), film biografico per la televisione lituano/statunitense del [[2005]] di [[Jeff Bleckner]]<ref>[http://www.imdb.com/title/tt0475967/ ''Have no fear: the life of John Paul II''] su [[Imdb]].</ref> sul periodo che va dalla elezione del 1978 alla morte.
* ''[[El baño del Papa]]'', commedia uruguaiana del [[2007]] di [[César Charlone]] e [[Enrique Fernandez]] che descrive la popolazione locale in attesa di una [[Visite pastorali di Giovanni Paolo II|visita pastorale di Giovanni Paolo II]]<ref>{{es}} [http://www.golem.es/elbanodelpapa ''El baño del Papa'']</ref><ref>[http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=56287 ''El baño del Papa''] su [[MyMovies]].</ref>.

==== Serie televisive ====
* ''[[Karol - Un uomo diventato Papa]]'' e ''[[Karol - Un Papa rimasto uomo]]'' di [[Mediaset]] su [[Canale 5]]; [[18 aprile|18]]-[[19 aprile]] 2005, [[10 maggio|10]]-[[11 maggio]] 2006.
* ''[[Giovanni Paolo II (miniserie televisiva)|Giovanni Paolo II]]'' di [[RAI Radiotelevisione Italiana|Rai]] su [[Rai Uno]] [[27 novembre|27]]-[[28 novembre]]; 2005. Con Jon Voight, regia di John Kent Harrison (esiste anche in DVD, edito da San Paolo 2005, con una durata di circa 200 minuti).

==== Animazione ====
* [[Karol Wojtyła]], Regia e animazione di [[Mario Verger]], 2001 - Il primo cartone animato su un papa; benedetto personalmente in presenza dell'autore da Giovanni Paolo II e trasmesso integralmente dalla Rai l'8 aprile 2005.
* ''Juan Pablo II, el amigo de toda la humanidad'' (''Giovanni Paolo II, l'amico di tutta l'umanità'') di [[Cavin Cooper Productions]] in collaborazione con il CTV; 2006.
* ''Karol'', di Orlando Corradi, con musiche di [[Luis Bacalov]], 2011.

=== Musica ===
==== Brani musicali ====
* "Un uomo venuto da molto lontano, negli occhi il ricordo dei campi di grano, il vento di Auschwitz portava nel cuore e intanto scriveva poesie d'amore, amore che nasce dentro il cuore dell'uomo per ogni altro uomo". Sono i primi versi della canzone "Un uomo venuto da lontano", scritta da [[Amedeo Minghi]] e [[Marcello Marrocchi]] ed interpretata dal cantautore romano Amedeo Minghi.
:Il brano è stato cantato per la prima volta nel [[1995]], nella sala Nervi davanti al Pontefice e pubblicato per la prima volta nel disco ''[[Decenni]]'' di Amedeo Minghi nel [[1998]]. Nel CD, di questo disco, è contenuto il relativo video con le immagini del Papa.
* ''Sulla tua bianca tomba'', poesia composta dal giovane Karol in memoria della prematura scomparsa della madre Emilia nel 1929. Musica di [[Sergio Militello]] per mezzosoprano, quartetto d'archi, arpa e organo. Il brano è stato eseguito per la prima volta nel 1997 in occasione del 1º Concorso nazionale di Composizione di Musica Sacra "M.Amati".
* ''Non temere (Don't be afraid)'', ([[2007]]), di [[Roberto Bignoli]], su musica di Nico Fortarezza.
* ''Non abbiate paura'', ([[2011]]), con musica di Giorgio Mantovan su testo di Francesco Fiumanò. Il brano, interpretato da  Matteo Setti, riprende le parole con le quali il Pontefice si presentò al mondo il giorno della sua elezione<ref>[http://www.corriere.it/cronache/speciali/2011/beatificazione-giovanni-paolo/notizie/canzone_dedicata_7923b2b2-7281-11e0-8477-9f85e9060fe2.shtml Una canzone dedicata a Giovanni Paolo II], Corriere della Sera, 29 aprile 2011</ref>.
* ''Tu Es Christus'' ([[2011]]), raccolta di composizioni musicali con la partecipazione di [[Andrea Bocelli]], [[Placido Domingo]]<ref>Adnkronos, [http://www.adnkronos.com/IGN/News/Spettacolo/Musica-Tu-es-Christus-nuovo-cd-con-voce-di-Wojtyla-e-Bocelli-Domingo_311843169020.html Musica: 'Tu es Christus', nuovo cd con voce di Wojtyla e Bocelli-Domingo], 29 marzo 2011.</ref> ed altri artisti internazionali.  Gli autori/compositori dell'opera sono Simon Boswell, [[Nando Bonini]] e Stefano Mainetti.

====Musical====
* ''Non abbiate paura'', di Giuseppe Spedicato, portato in scena nel [[2010]] con regia di Gianluca Ferrato. L'opera presenta la vita di Giovanni Paolo II a partire dalla sua giovinezza in Polonia e propone un filo conduttore nel legame con il mondo dei giovani<ref>[http://roma.corriere.it/roma/notizie/arte_e_cultura/10_giugno_7/papa-musical-teatro-italia-1703155348500.shtml «Non abbiate paura» il musical dedicato a Giovanni Paolo II], Corriere della Sera, 7 giugno 2010</ref>.

=== Fumetti ===
L'esordio di Giovanni Paolo II nel mondo del [[fumetto]] risale al [[1979]], quando Franceso Pescador disegna, su testi di Giò Signori,  le 95 pagine in bianco e nero di ''Papa Wojtyla. Storia di una vita'', che ripercorre la vita del Papa a partire dalla sua infanzia in Polonia. Nello stesso anno è quindi [[Guido Buzzelli]] a realizzare ''Wojtyla'', 116 strisce quotidiane pubblicate sul quotidiano ''[[L'Occhio]]''.

Oltreoceano è invece la [[Marvel Comics]] a produrre il comic book ''The life of Pope John Paul II'', con disegni di John Tartaglione e Joe Sinnot su testi di Steven Grant. L'opera, che si sofferma in particolar modo sulla giovinezza del Papa, è pensata per il mercato americano e viene pubblicata in Italia nel [[1983]].

Segue quindi il fumetto argentino ''Vida Y obra del Papa Juan Pablo II'', disegnato da [[Enrique Breccia]] e tradotto in Italia nel [[1984]].

[[Sergio Toppi]] realizza, su testi di [[Nino Pagot]], il volume a fumetti ''Karol Wojtyla. Il Papa del terzo millennio''<ref>[http://www.vicariatusurbis.org/beatificazione/italiano/Fumetto/IlFumetto.htm Fumetto: Karol Wojtyła, il Papa del Terzo Millennio]</ref>, originariamente pubblicato nel [[2000]] sulle pagine del settimanale ''[[Il Giornalino]]''. Lo spunto narrativo è qui offerto da un nonno polacco che racconta ai nipoti alcuni momenti della vita del Papa.

Negli anni successivi viene pubblicato in Francia ''Avec Jean Paul II'', due albi di 40 pagine di Guy Lehideux (testi) e Dominique Bar (disegni), che vengono presto tradotti e diffusi anche in Polonia.

La [[linea chiara]] caratterizza il volume ''La vita di Giovanni Paolo II a fumetti'' realizzato nel [[2005]] da Alessandro Mainardi e [[Werner Maresta]]. Nel [[2011]] viene quindi pubblicato ''Giovanni Paolo II, il papa dal cuore giovane'' con disegni di Andrea Lucci e [[Antonio Scricco]] su testi di Luigi Mezzadri e sceneggiatura di Giuliano Rossi. 

Le opere a fumetti su Giovanni Paolo II sono state più volte raccolte, a partire dal 2000, nella mostra ''Un Papa a quadretti. I giorni e le opere di Karol Wojtyla a fumetti''<ref>Per approfondimenti sulle rappresentazioni di Giovanni Paolo II a fumetti, cfr. [http://www.repubblica.it/2005/d/sezioni/spettacoli_e_cultura/fumettipapa/fumettipapa/fumettipapa.html Il Papa a quadretti, al Palalottomatica i fumetti dedicati a Giovanni Paolo II], la Repubblica, 20 aprile 2005, e [http://www.g-web.it/teen/scopri/che-storia/articolo/giovanni-paolo-ii-un-papa-a-fumetti.aspx Giovanni Paolo II: un Papa a fumetti], G-web</ref>.

== Note ==
{{References|2}}

== Bibliografia ==
=== Opere di Giovanni Paolo II ===
{{vedi anche|Opere e documenti di Giovanni Paolo II}}

=== Letteratura su Giovanni Paolo II ===
{{vedi anche|Bibliografia su Giovanni Paolo II}}

== Voci correlate ==
* [[Concistori di papa Giovanni Paolo II]]
* [[Conclave dell'ottobre 1978]]
* [[Città del Vaticano]]
* [[Cristianesimo]]
* [[Dialogo interreligioso]]
* [[Fondazione Internazionale Giovanni Paolo II]]
* [[Museo Giovanni Paolo II]]
* [[Polonia]]
* [[Santa Sede]]
* [[Solidarność]]
* [[Stanisław Dziwisz]]
* [[Trittico romano]]

== Altri progetti ==
{{interprogetto|commons=Ioannes Paulus II|q}}
{{Interprogetto/notizia|Speciale Papa Giovanni Paolo II}}

== Collegamenti esterni ==
* [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/index_it.htm Schede complete di Papa Giovanni Paolo II] sul sito della [[Santa Sede]]
* [http://www.santiebeati.it/dettaglio/90026 Scheda del ''Servo di Dio'' Giovanni Paolo II] dal sito [http://www.santiebeati.it/index.html Santiebeati.it]
* [http://www.vatican.va/archive/ccc/index_it.htm Il Catechismo della Chiesa cattolica]
* [http://www.vatican.va/news_services/press/documentazione/documents/santopadre_biografie/giovanni_paolo_ii_biografia_pontificato_it.html?IMAGE.X=0\&IMAGE.Y=0 Biografia del pontificato di Giovanni Paolo II]
* [http://www.giovannipaolosecondo.rai.it/ Il sito internet a lui dedicato] a cura di [[Rai Net]]
* [http://www.karol-wojtyla.org/ Causa di beatificazione e di canonizzazione]
* [http://www.jpiibeatus.org/ Pagina ufficiale per la beatificazione]
* {{en}} [http://www.intratext.com/Catalogo/Autori/AUT197.HTM Analisi di testi con concordanze e liste di frequenza]
* [http://www.corriere.it/Primo_Piano/Documento/2005/03_Marzo/26/index_kung.shtml "Il Papa che ha fallito", riflessioni di Hans Kung, teologo dissidente]
* [http://www.documentacatholicaomnia.eu/01_01_1978-2005-_Ioannes_Paulus_II.html Multilanguage Opera Omnia]
* {{En}}[http://www.saintpetersbasilica.org/Grottoes/JPII/Tomb%20of%20John%20Paul%20II.htm Dettagli e foto della tomba di Giovanni Paolo II]
* {{cita web
|lingua= en 
|url= http://www.cnn.com/SPECIALS/2005/pope/
|titolo= Pope John Paul II
|editore= Special Reports from [[CNN.com]]
|accesso= 17-2-2009
}}
* [http://temi.repubblica.it/micromega-online/wojtyla-beato-ce-chi-dice-no/ Wojtyla beato? C’è chi dice no]
* [http://www.ilcassetto.it/notizia.php?tid=1292 Giovanni Paolo II attraverso le sue encicliche]
* [http://www.santuariodelpapa.it Santuario del Beato Giovanni Paolo II]

{{Box successione
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{{Premio Carlo Magno}}

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[[li:Johannes Paulus II]]
[[ln:Pápa Yoane Polo II]]
[[lt:Jonas Paulius II]]
[[lv:Jānis Pāvils II]]
[[mk:Јован Павле II]]
[[ml:ജോൺ പോൾ രണ്ടാമൻ മാർപ്പാപ്പ]]
[[mn:II Иоанн Павел]]
[[mr:पोप जॉन पॉल दुसरा]]
[[ms:Paus John Paul II]]
[[mt:Papa Ġwanni Pawlu II]]
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[[nah:Ioannes Paulus II]]
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[[nds:Johannes Paul II.]]
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[[qu:Juan Pawlu II]]
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[[scn:Giuvanni Paulu II]]
[[sco:Pape John Paul II]]
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[[sk:Ján Pavol II.]]
[[sl:Papež Janez Pavel II.]]
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[[sr:Папа Јован Павле II]]
[[sv:Johannes Paulus II]]
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[[th:สมเด็จพระสันตะปาปาจอห์น ปอลที่ 2]]
[[tl:Juan Pablo II]]
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[[uk:Іван Павло II]]
[[vec:Papa Giovani Pagoło II]]
[[vi:Giáo hoàng Gioan Phaolô II]]
[[vls:Paus Johannes Paulus II]]
[[wa:Påpe Djihan-På II]]
[[war:Papa Juan Pablo II]]
[[yo:Pópù Jòhánù Páúlù Èkejì]]
[[zh:真福若望·保祿二世]]
[[zh-min-nan:Jio̍k-bōng Pó-lo̍k II]]