Difference between revisions 51411158 and 51537182 on itwiki{{Bio |Nome = Marcial |Cognome = Maciel Degollado |Sesso = M |LuogoNascita = Cotija |GiornoMeseNascita = 10 marzo |AnnoNascita = 1920 |LuogoMorte = Jacksonville |GiornoMeseMorte = 30 gennaio |AnnoMorte = 2008 |Attività = sacerdote |Nazionalità = messicano |PostNazionalità = di confessione [[cattolico|cattolica]] |Epoca = 1900 |Epoca2 = 2000 |Immagine = Fr. Marcial Maciel LC Late 2004.jpg |Didascalia = Marcial Maciel nel 2004 }} La [[congregazione clericale]] dei [[Legionari di Cristo]] e il movimento d'apostolato [[Regnum Christi]] lo considerano il loro fondatore, sebbene un altro legionario, Alfredo Torres Villanueva, nel [[2011]] abbia rivendicato la paternità del Regnum Christi<ref>{{cita|Torres Villanueva}}, p. 47-50.</ref> e abbia negato qualsiasi ruolo di Maciel nella sua fondazione.<ref>{{cita|Torres Villanueva}}, p. 52-53.</ref> Il [[19 maggio]] [[2006]], dopo un'indagine canonica durata più di un anno, la [[Congregazione per la Dottrina della Fede]] gli inflisse la pena della rinuncia a ogni ministero pubblico e gli impose una vita riservata di [[preghiera]] e di penitenza per gli atti di [[pedofilia]] compiuti su [[seminario|seminaristi]] della sua [[congregazione religiosa|congregazione]] e per averne successivamente assolti alcuni in [[Penitenza (sacramento)|confessione]]. La decisione fu approvata personalmente da papa [[Benedetto XVI]]. Il [[1 maggio]] [[2010]], al termine della seconda visita apostolica inviata ai Legionari di Cristo, la Santa Sede dichiarò che «I gravissimi e obiettivamente immorali comportamenti di P. Maciel, confermati da testimonianze incontrovertibili, si configurano, talora, in veri delitti e manifestano una vita priva di scrupoli e di autentico sentimento religioso».<ref name=comdue>[http://press.catholica.va/news_services/bulletin/news/25517.php?index=25517&po_date=01.05.2010&lang=it Comunicato della Santa Sede], 1 maggio 2010.</ref> Inoltre «La condotta di P. Marcial Maciel Degollado ha causato serie conseguenze nella vita e nella struttura della Legione, tali da richiedere un cammino di profonda revisione», riguardante il [[carisma (cristianesimo)|carisma]], la [[spiritualità]], le Costituzioni, la formazione dei [[seminario|seminaristi]], la struttura di governo e l'apostolato. Benedetto XVI definì Maciel «un falso profeta» che ha condotto una vita «al di là di ciò che è morale: un'esistenza avventurosa, sprecata, distorta»<ref>Benedetto XVI (con Peter Seewald), ''Luce del mondo. Il Papa, la Chiesa e i segni dei tempi'', Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2010, pp. 64-65.</ref>. ==Biografia== Scrivere la biografia di Marcial Maciel significa distinguere la realtà dal mito<ref>[http://www.life-after-rc.com/2010/09/deconstructing-the-maciel-myth.html Deconstructing the Maciel Myth], ''Life after RC'', 12 settembre 2010 e [http://www.ilfoglio.it/soloqui/5313 Il caparbio e misterioso Maciel], ''Il Foglio'', 5 giugno 2010</ref> che egli volle costruire su se stesso<ref>Una cronologia della vita di Marcial Maciel è nel blog di [http://cassandrajonesing.blogspot.com Cassandra Jones]</ref>. Marcial Maciel Degollado nacque il [[10 marzo]] [[1920]] a [[Cotija]] ([[Michoacan]], [[Messico]]) da una famiglia di medi proprietari terrieri. Negli [[anni venti|anni '20]] il Messico visse una grave persecuzione religiosa, che culminò con la [[Guerra Cristera|guerra cristera]]. Nel [[1927]] la guerra cristera si estese nel Michoacan e i Maciel fuggirono da Cotija, trasferendosi dapprima a Jamay ([[Jalisco]]) e poi a Zamora (Michoacán) «ove rimasero per un lungo periodo, dal momento che tutta la famiglia era in pericolo».<ref>{{cita|Conde, Murray}}, p. 41.</ref> Uno zio materno di Maciel, Jesús Degollado Guízar, era infatti un capo cristero e i Maciel temettero ritorsioni delle truppe governative. Solo a guerra terminata, nel [[1929]], i Maciel fecero ritorno a Cotija de la Paz<ref name="tc">{{cita web|url=http://www.theclinic.cl/2009/08/21/marcial-maciel-la-biografia-perdida/|titolo=Marcial Maciel: la biografía perdida|data=21 agosto 2009|accesso=17 giugno 2011|lingua=es|editore=The Clinic}}</ref>. È quindi improbabile che Maciel abbia assistito (come da lui più volte raccontato e come riportato nelle biografie ufficiali<ref>{{cita|Colina}}, pp. 21-22 (presentato come un’intervista a Maciel); {{cita|Conde, Murray}}, pp. 42-46 (cita un discorso di Maciel del 10 marzo del 1993). Entrambi i libri sono editi da Edizioni ART, casa editrice di proprietà dei Legionari di Cristo. In particolare l'edizione italiana del libro di Conde e Murray fu pubblicata a fine maggio del 2006, cioè dopo il comunicato della Santa Sede in cui si invitava Maciel a «una vita riservata di preghiera e di penitenza».</ref>) al martirio di [[José Sánchez del Rio]], un cristero quindicenne ucciso a [[Sahuayo de Morelos|Sahuayo]] dalle truppe governative il [[10 febbraio]] [[1928]] e beatificato da papa [[Benedetto XVI]] nel [[2005]]. Secondo la biografia ufficiale nel maggio del [[1934]] ricevette la [[vocazione]] al [[sacerdozio]]<ref>{{cita|Discepoli di verità}}, p. 11: riporta la biografia ufficiale presente sul [http://www.legionariesofchrist.org sito internet dei Legionari di Cristo] nel gennaio del 2008.</ref>. Nel [[1936]] entrò nel seminario minore di Veracruz,<ref name=ccon>{{cita|Conde, Murray}}, pp. 355-361.</ref> che risiedeva clandestinamente a [[Città del Messico]] ed era diretto dallo zio [[Rafael Guizar y Valencia]], vescovo di [[Veracruz (città)|Veracruz]], canonizzato da [[Benedetto XVI]] nel [[2006]]. Nel giugno dello stesso anno, sempre secondo la biografia ufficiale, ricevette la vocazione a fondare un nuovo ordine religioso<ref>In una lettera del gennaio [[1992]], attribuita a Maciel, si legge: «Egli, in una maniera misteriosa, comunicò alla mia anima l'idea di formare un gruppo di sacerdoti che si dedicassero senza misura, in una donazione assoluta, alla predicazione e all'estensione del Regno di Dio».</ref>. Alla morte dello zio (ma su sua disposizione) nel [[1938]] fu dimesso dal seminario<ref>Alejandro Espinosa (un ex seminarista legionario, vittima degli abusi sessuali di Maciel) ha raccolto testimonianze di una violenta lite tra Maciel e lo zio poche ore prima della sua morte, avvenuta per complicazioni cardiache. Espinosa ha scritto nella sua prima biografia di Maciel, ''El legionario'', che questi provocò la morte dello zio, ma la sua accusa non è mai stata presa in considerazione</ref>. Entrò allora in quello della [[diocesi]] di [[Chihuahua (città)|Chihuahua]], dov'era vescovo un altro suo zio, Antonio Guizar y Valencia. Come seminarista della diocesi di Chihuahua fu ammesso al seminario interdiocesano di Montezuma ([[Nuovo Messico]], [[Stati Uniti]]), retto dai [[gesuiti]]. Nel [[1939]] Maciel fu espulso anche dal seminario della diocesi di Chihuahua. Si rivolse a un altro suo zio, Francisco Gonzalez Arias, vescovo di [[Cuernavaca]]. Poté così continuare gli studi a Montezuma come seminarista della diocesi di Cuernavaca, ma nel [[1940]] fu espulso definitivamente dagli stessi gesuiti. Maciel ha sempre spiegato queste espulsioni come conseguenza dei suoi tentativi (malvisti dai superiori) di riunire alcuni seminaristi per fondare la sua congregazione. I biografi indipendenti le hanno invece spiegate come conseguenza della scoperta, da parte dei superiori, delle sue tendenze omosessuali{{citazione necessaria}}. Maciel continuò la preparazione al sacerdozio sotto la supervisione dello zio Francesco Gonzalez Arias. Il [[3 gennaio]] [[1941]] fondò a Città del Messico la ''Scuola apostolica dei Missionari del Sacro Cuore e della Vergine Addolorata''. La maggioranza dei seminaristi originari lasciò successivamente la congregazione. Ricevette l'[[ordine sacro|ordinazione]] sacerdotale nel [[1944]] nella [[basilica di Nostra Signora di Guadalupe]] a Città del Messico dallo stesso zio Gonzalez Arias, nonostante non avesse completato gli studi canonici.<ref>L'ordinazione sacerdotale fu valida, ma non risulta che Maciel abbia poi completato gli studi.</ref> Nel giugno del [[1946]] Maciel fu ricevuto in udienza da [[papa Pio XII]]. Nel settembre dello stesso anno il rettore della Pontificia Università di [[Comillas]] ([[Santander (Spagna)|Santander]], [[Spagna]]), il gesuita Francisco Baeza, fece un viaggio in [[America Latina]] per offrire borse di studio a giovani seminaristi. Grazie all'amicizia con Martin Artajo (ministro degli esteri del regime franchista), Maciel riuscì a portare in Spagna il primo gruppo di giovani seminaristi. Nel [[1948]], per ragioni ancora non chiarite, i gesuiti allontanarono Maciel e i suoi seminaristi da Comillas<ref>Poco tempo prima il rettore Francisco Baeza e il direttore spirituale, padre Lucio Rodrigo, avevano scritto alla Santa Sede, lodando Maciel e la sua nuova congregazione. Secondo Fernando Perez (un seminarista legionario che fu a Comillas con Maciel e che successivamente lo accusò di aver abusato di lui) i gesuiti cambiarono improvvisamente il loro atteggiamento, perché alcuni seminaristi legionari rivelarono loro le “deviazioni morali” di Maciel. Maciel ha sempre affermato che i gesuiti lo avevano espulso, perché alcuni vescovi erano infastiditi dall'intenzione di un gruppo di seminaristi delle loro diocesi (anche loro studenti a Comillas) di entrare nella sua congregazione. È certo che una decina di seminaristi diocesani (ma nessun gesuita) decisero di seguire Maciel e negli anni divennero il vertice della congregazione. È anche certo che per evitare l’espulsione Maciel produsse una lettera di referenze del segretario dell'arcivescovo di [[New York]], il cardinale [[Francis Joseph Spellman]]. I gesuiti fecero un controllo e scoprirono che era falsa. Infine, sempre secondo Fernando Perez, contrariamente alle sue abitudini Maciel allontanò in vari modi dalla congregazione almeno 15 degli allora 32 seminaristi. Alcuni di loro erano effettivamente tra quelli che si erano confidati con i gesuiti di Comillas</ref>. Maciel ottenne nel [[1948]] dal vescovo di Cuernavaca, Alfonso Espino y Silva, l'erezione canonica come congregazione di diritto diocesano. Maciel era stato avvertito che la [[Santa Sede]] stava per inviare una comunicazione, che ne disponeva il rinvio ''sine die'' e ottenne dal vescovo di anticipare la cerimonia di due settimane. La comunicazione della Santa Sede giunse quando ormai era troppo tardi. Nel [[1949]] la congregazione fondata da Maciel cambiò nome in [[Legionari di Cristo]] su suggerimento di Pio XII. Nel [[1950]] inaugurò il Collegio Maggiore a [[Roma]] e nel [[1954]] la sua prima scuola, il collegio Cumbres a Città del Messico, grazie alle donazioni di una ricca ereditiera, Flora Barragan de Garza<ref>[http://blog.panorama.it/italia/2010/05/10/legionari-di-cristo-spa Legionari di Cristo Spa], ''Panorama.it'', 10 maggio 2010.</ref>. Nel [[1958]] fu inaugurato, alla presenza del nunzio apostolico in Spagna mons. [[Ildebrando Antoniutti]], il [[noviziato (religione)|noviziato]] in [[Salamanca]] e fu consacrata a [[Roma]] dal cardinale vicario [[Clemente Micara]] la [[Basilica di Nostra Signora di Guadalupe e San Filippo in Via Aurelia|chiesa di Nostra Signora di Guadalupe]], eretta parrocchia nel [[1960]] e basilica minore nel [[1990]].<ref>{{Cita web|url=http://www.vicariatusurbis.org/?page_id=188&ID=192|titolo=Parrocchia Nostra Signora di Guadalupe e San Filippe in Via Aurelia|accesso=25-07-2012}}</ref> Nel [[1949]]<ref name=uci/> o nel [[1959]]<ref name=ccon/> fu fondato il movimento d'apostolato [[Regnum Christi]] e nel [[1964]] aprì l'Università Anáhuac a Città del Messico.<ref name=ccon/> Col [[Decretum laudis]] di [[papa Paolo VI]], nel [[1965]] la congregazione dei Legionari di Cristo diventò di diritto pontificio. Nel [[1966]] la congregazione fondò la prima scuola Mano Amiga, destinata all'educazione di bambini poveri, poi riunite nella Fundacion Altius<ref name="Fundacion Altius">Home page della [http://www.altius.org/index.phtml Fundacion Altius]</ref>. Nel [[1970]] Paolo VI affidò ai Legionari di Cristo la Prelatura di [[Quintana Roo]] nella penisola dello [[Yucatán]] e le missioni tra le popolazioni [[maya]]<ref>L’ex seminarista legionario Paul Lennon ha scritto che Maciel inviava a Quintana Roo i religiosi che voleva punire o che non erano adatti agli apostolati con i ceti benestanti (cfr. {{cita|Lennon}})</ref>. Nel [[1971]] fu fondata la prima Scuola della fede a Città del Messico. Con il Decretum laudis del [[1983]] la Santa Sede approvò in via definitiva le Costituzioni dei Legionari di Cristo (per i dubbi su questa approvazione vedi la sezione [[Marcial_Maciel_Degollado#Le_Costituzioni_e_gli_abusi_amministrativi|Le Costituzioni e gli abusi amministrativi]]). Nel [[1987]] Maciel fu operato a [[Houston]] ([[Texas]]) per un'emorragia cerebrale. Si riprese, ma pur conservando la sua autorità dovette accettare un maggiore ruolo degli altri superiori nel governo della congregazione. Nel [[1979]], [[1990]] e [[1993]] accompagnò Giovanni Paolo II nelle sue visite in Messico, ma non in quelle del [[1999]] e del [[2002]]. Nel [[1991]] fu fondato il Collegio Maria Mater Ecclesiae di [[Roma]] e nel [[1993]] il [[Pontificio Ateneo Regina Apostolorum]], destinati a preparare religiosi, sacerdoti diocesani e laici. Nel [[2005]] fu fondata l'[[Università Europea di Roma]]. Maciel fu nominato membro dell'Assemblea Ordinaria del Sinodo dei vescovi per la formazione dei candidati al sacerdozio (1990), membro della IV Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano ([[1992]]), consulente permanente della [[Congregazione per il Clero]] ([[1994]]), membro dell'Assemblea Speciale per l'America del Sinodo dei vescovi ([[1997]]) e membro del Sinodo dei vescovi sulla vita consacrata e la sua missione nella Chiesa ([[1997]]). Nel [[2004]] la Santa Sede concesse il decreto di approvazione definitiva degli Statuti del movimento Regnum Christi e affidò ai Legionari di Cristo la gestione dell'Istituto Pontificio Notre Dame di Gerusalemme<ref>Home page dell'[http://www.notredamecenter.org/index.phtml Istituto Pontificio Notre Dame di Gerusalemme]</ref>. Il 19 maggio [[2006]], al termine di un'indagine canonica durata più di un anno, il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, il cardinale William Joseph Levada, sanzionò Maciel per gli atti di pedofilia compiuti su seminaristi della sua congregazione e per averne successivamente assolti alcuni in confessione. Marcial Maciel Degollado morì il [[30 gennaio]] [[2008]]. I Legionari di Cristo indicarono come località della morte prima [[Houston]]<ref>[http://www.oem.com.mx/esto/notas/n578841.htm]</ref> e poi [[Jacksonville]]<ref name=location>[http://www.legionariesofchrist.org/italian/articulos/imprimir.phtml?se=238&ca=703&te=475&id=20667&imprimir=1 La storia della Legione di Cristo in sintesi], legionariesofchrist.org - [http://www.regnumchristi.org/italiano/articulos/categoria.phtml?ca=996&se=359 Storia Regnum Christi], regnumchristi.org - [http://www.proceso.com.mx/?p=282561 Fotos de Marcial Maciel corroboran doble vida del pederasta], Proceso, 27 settembre 2011.</ref>. José Manuel Vidal e Idoia Sota spiegano questa doppia indicazione come conseguenza delle false identità usate da Maciel (che fu Raúl Rivas come compagno di Norma Baños e padre di Norma Hilda Rivas Baños, mentre fu Jaime Alberto González Ramírez per l'altra compagna Blanca Estela Lara, da cui ebbe altri due figli)<ref name=idoia/>. L'avvocato José Bonilla, patrocinante per un breve periodo nel [[2009]] di due figli di Maciel, affermò che a ciascuna identità corrispose un distinto atto di morte<ref name=idoia>[http://www.elmundo.es/suplementos/cronica/2010/746/1264892403.html El legionario que murió cuatro veces y no quiso confesarse], ''El Mundo'', 31 gennaio 2010.</ref>. ===Gli scritti di Maciel=== A Maciel sono attribuiti alcuni scritti che, nel migliore dei casi, non sono solo opera sua: * ''La formazione integrale del sacerdote cattolico'' (I edizione del [[1990]]), che raccoglierebbe l'esperienza dell'autore nella formazione dei seminaristi è invece opera di altri legionari, tra cui Gonzalo Miranda * Il ''Salterio de mis dias'' è un plagio del ''Salterio de mis horas''<ref>[http://luislucialucia.blogspot.com/2009/12/salterio-de-mis-horas.html Salterio de mis horas], ''Luis Lucia Lucia'', 13 dicembre 2009.</ref>, scritto nel [[1941]] da un repubblicano cattolico spagnolo, Luis Lucia Lucia. Con una nota interna dell'[[8 dicembre]] [[2009]], il segretario generale della congregazione, Evaristo Sada, ha confermato il plagio<ref>[http://www.life-after-rc.com/2009/12/oops-maybe-he-didnt-write-that.html Oops, maybe he didn't write that], ''Life after RC'', 12 dicembre 2009.</ref> * ''La mia vita è Cristo'', pubblicato nel [[2004]] non è la trascrizione di un'intervista che Jesus Colina<ref>Colina è un membro del Regnum Christi ed è stato fino al settembre del 2011 il direttore dell’agenzia di stampa [http://www.zenit.org/index.php?l=italian Zenit]. L’editore di Zenit è una società ''non profit'' dello Stato di New York, l’Innovative Media Inc. Il proprietario di Innovative Media è il Grupo Integer e i proprietari del Grupo Integer sono i Legionari di Cristo.</ref> avrebbe fatto a Maciel, ma secondo Regain Network sarebbe una FAQ scritta da più persone<ref>[http://www.regainnetwork.org/article.php?a=47245811 Review of ‘Christ is My Life’], ''Regain Network''.</ref> * Molte lettere di Maciel sono state scritte in tutto o in parte da altri legionari e membri del Regnum Christi<ref>Per esempio, la lettera in cui fu formalizzato il voto privato di discrezione o carità è del seminarista legionario Josè Dominguez. Altre sono attribuite ai legionari Rafael Arumì, Juan Jose Ferran ed Evaristo Sada.</ref> ===Un carisma e una spiritualità problematici=== Verso la fine degli anni '90, da più parti (per esempio da associazioni come Regain Network<ref>[http://regainnetwork.org/ Regain Network Home page]</ref>) si sollevarono dubbi sull'originalità del carisma e della spiritualità dei Legionari di Cristo e del Regnum Christi. La scoperta che gli scritti di Maciel non erano solo suoi fu un elemento a favore di chi sosteneva la tesi che Maciel non fosse un vero fondatore. Maciel dette una definizione chiara e definitiva del carisma solo nei suoi ultimi anni come superiore generale, affermando che il carisma dei Legionari di Cristo e del Regnum Christi era la ricerca dell'autenticità nell'esercizio del comandamento della [[carità]] evangelica tra gli uomini. La carità però non è un carisma, ma una [[virtù]] [[cristianesimo|cristiana]]<ref>[http://www.life-after-rc.com/2009/02/the-legion-charism.html The Legion charism], ''Life after RC'', 4 febbraio 2009</ref>. Il suo successore Alvaro Corcuera scrisse nel 2009 che i frutti del carisma erano l'amore a [[Cristo]], alla Vergine [[Maria (madre di Gesù)|Maria]], alla [[Chiesa cattolica]], al [[papa]] e alle [[anima|anime]], che però sono alla base della [[religione]] cattolica e quindi comuni a qualsiasi cattolico. Nel 2010 il segretario generale, Evaristo Sada, dette una definizione del carisma e della missione del Regnum Christi in contraddizione con altre espressioni precedenti. Sada scrisse che il Regnum Christi non era una vocazione (come sempre precedentemente sostenuto), ma un semplice strumento per vivere più profondamente la fede cattolica<ref>[http://www.life-after-rc.com/2010/02/where-is-the-charism.html Where is the charism?], ''Life after RC'', 25 febbraio 2010.</ref>. Nel marzo del [[2009]] la Santa Sede inviò ai Legionari di Cristo una seconda visita apostolica, terminata nell'aprile del [[2010]]. Il compito dei visitatori apostolici non era stabilire se Maciel fosse stato un pedofilo e se fossero vere le notizie sui suoi figli. Per la Santa Sede questo era già noto: a Maciel nel [[2006]] era stata inflitta una pena espiatoria e una paternità di Maciel era già stata riconosciuta dagli stessi Legionari di Cristo. Si trattava di comprendere il rapporto tra la personalità e la vicenda umana di Maciel in quanto fondatore e la Congregazione dei Legionari di Cristo cioè, per usare le parole della Santa Sede, le «conseguenze nella vita e nella struttura della Legione». La visita apostolica certificò i delitti di Maciel<ref>[http://212.77.1.245/news_services/bulletin/news/25486.php?index=25486&lang=it Comunicato della Santa Sede], 1 maggio 2010</ref>, permettendo una maggiore comprensione del comunicato del [[2006]] e della natura canonica di quell'invito a una vita riservata di preghiera e di penitenza e alla rinuncia a ogni ministero pubblico. Ma certificò anche «la necessità di ridefinire il carisma della Congregazione dei Legionari di Cristo, preservando il nucleo vero, quello della "militia Christi", che contraddistingue l'azione apostolica e missionaria della Chiesa e che non si identifica con l'efficientismo a qualsiasi costo»<ref>A questo proposito si veda anche: [http://todomaciel.wordpress.com/2010/12/13/los-legionarios-de-cristo-deben-renegar-de-maciel-como-fundador Los legionarios de Cristo deben renegar de Maciel como “fundador”], Desmontando a Marcial Maciel, 13 dicembre 2010.</ref>. I Legionari di Cristo e il Regnum Christi definiscono la loro spiritualità come cristocentrica, ma il cristocentrismo non è un carattere originale o peculiare di uno specifico istituto, essendo connaturato alla vita consacrata in quanto tale. La spiritualità dei Legionari di Cristo e del Regnum Christi è racchiusa nelle lettere e negli altri scritti attribuiti a Marcial Maciel, e nelle registrazioni di suoi interventi, materiale su cui continua ad avvenire la formazione dei legionari e dei membri consacrati e laici del Regnum Christi.<ref>Prima del 2010, la formazione delle consacrate del Regnum Christi si basava esclusivamente sulla meditazione e interiorizzazione di queste lettere e scritti; quella dei legionari anche su un limitato e controllato numero di altre letture consigliate; quella dei laici del Regnum Christi anche su ulteriori fonti, filtrate dal direttore spirituale (che di regola è un legionario o una consacrata del Regnum Christi).</ref> La formazione è anche integrazione: tutti hanno l'obbligo di aderire internamente ed esternamente, affettivamente ed effettivamente, alla dottrina del fondatore<ref>Prima del 2010 c'era l'obbligo di aderire anche alla persona del fondatore: nel 2009 il portavoce della congregazione, Paolo Scarafoni, nel dare la notizia di una paternità di Maciel, smentì che i legionari stessero pensando di ”disconoscere” il fondatore o di attenuare il legame che lo lega alla congregazione, esprimendo grande gratitudine e dichiarando di voler portare avanti il carisma trasmesso da lui ([http://wildgreta.wordpress.com/2009/02/04/legionari-di-cristo-padre-maciel-ebbe-una-figlia-dallamante Legionari di Cristo: Padre Maciel ebbe una figlia dall’amante], ASCA, 4 febbraio 2009)</ref>. Le lettere di Maciel sono raccolte in ordine cronologico e non esiste né una loro edizione sistematica, né una loro traduzione completa in lingue diverse dall'originale spagnolo. Regain Network ha sostenuto che la mancanza di una pubblicazione sistematica, in cui si definisca e analizzi il carisma e la spiritualità della congregazione e del Regnum Christi, nasconda la loro mancanza di originalità e la loro labilità. I Legionari di Cristo hanno risposto che una pubblicazione sistematica non era possibile finché il fondatore fosse stato in vita, perché la fondazione non poteva considerarsi conclusa. Le lettere di Maciel sono distinte in pubbliche (indirizzate a tutti i legionari, consacrati o laici del Regnum Christi) e private (indirizzate a singoli: molte lettere private sono però diventate pubbliche). Maciel non fu l'unico autore delle lettere, ma formò un gruppo di redattori che, per scriverle, fecero uso di testi di altri autori cattolici e, per quelle private, anche di informazioni fornite dai direttori spirituali dei destinatari, violando l'obbligo di discrezione<ref>Lo scopo delle lettere private era trattenere o allontanare il destinatario dalla congregazione o dal Regnum Christi, oppure ottenere un suo maggior impegno</ref>. Questi ghostwriter preparavano anche le risposte che Maciel dava nei suoi periodici incontri con i legionari e le consacrate del Regnum Christi. Le domande erano selezionate e preparate in precedenza. Qualcosa di simile successe anche con altri superiori. ===La missione=== Dubbi furono sollevati anche sulla [[missione]] dei Legionari di Cristo e del Regnum Christi. La loro missione è l'estensione del Regno di Cristo nella società secondo le esigenze della giustizia e della carità cristiana. Però già nel 1942 un sacerdote lucchese, Don Giuseppe Casali, aveva fondato in Italia un'associazione chiamata Regnum Christi, che «riunisce preti e laici che hanno voglia d’impegnarsi per collaborare alla crescita in terra del regno di Dio»<ref>[http://www.fondazioneregnumchristi.it/chisiamo.htm Home page Fondazione Regnum Christi]</ref>. I dubbi nascono dalle analogie tra la missione e alcune attività del Regnum Christi e quelle dell'associazione fondata 17 anni prima da Don Casali. L'analogia è completata dal fatto che il Regnum Christi di Maciel include la congregazione dei Legionari di Cristo e quindi anch'esso «riunisce preti e laici». Inoltre nella missione e nelle attività dei Legionari di Cristo e del Regnum Christi si sono verificati nel tempo cambiamenti anche improvvisi e contradditori, che seguono più o meno fedelmente i cambi di pontificato e di priorità della Chiesa cattolica. Questa circostanza è spiegata dalla congregazione come effetto del carisma di obbedienza al papa, mentre i commentatori indipendenti la spiegano come effetto della strategia di Maciel di cercare la benevolenza dal papa regnante, conquistare simpatie nella Curia Romana e cavalcare le mode religiose del momento, remunerative in termini di donazioni e adesioni<ref>Alejandro Espinosa, un ex legionario vittima degli abusi sessuali di Maciel, scrisse nel suo libro ''El legionario'' che le missioni erano molto popolari in Messico negli anni '40: proprio per questo Maciel aveva scelto come nome originario della congregazione quello di Missionari del Sacro Cuore e della Vergine Addolorata, cambiato in Legionari di Cristo per compiacere papa [[Pio XII]].</ref>. In alcuni casi la congregazione e il Regnum Christi hanno copiato o parassitato attività di altri, estromettendone i fondatori, come nel caso di Familia<ref>[http://www.regainnetwork.org/article.php?a=47245759 Familia Founders Ousted; Kept Hush-Hush], ''Regain Network''.</ref>. La Santa Sede è intervenuta anche sulla conduzione delle attività di apostolato, dichiarando che l'efficientismo che le caratterizza è un elemento estraneo a un'autentica attività pastorale. ==Il caso Maciel== ===La prima visita apostolica=== Le prime accuse contro Maciel risalgono al [[1942]]. Lo si desume da una sua lettera del [[1957]], inviata da [[Caracas]] ai legionari in Roma, in cui si lamenta di essere stato vittima di 15 anni di calunnie. Maciel raccontò anche di aver subito tra il 1942 e il 1956 periodiche aggressioni, ad opera di esaltati o di persecutori massoni e comunisti. Solo qualcuna di queste aggressioni è documentata. Per i biografi indipendenti, invece, gli aggressori (tra cui almeno un sacerdote) avevano scoperto i suoi abusi.{{citazione necessaria}} Nel [[1944]] il padre di Luis de la Isla (un seminarista minore legionario) denunciò Maciel al vescovo di Cuernavaca, Francisco Gonzales Arias (che era zio di Maciel), per aver abusato del ragazzo numerose volte. Inizialmente Gonzalez Arias fu intenzionato a sciogliere la neonata congregazione,<ref name=fer/> ma poi cambiò idea e la denuncia non ebbe alcun esito. Luis de la Isla lasciò la congregazione, mentre vi rimasero altri due suoi fratelli, Carlos e Jesús. Nell'agosto del [[1954]] un seminarista legionario, Federico Dominguez (che era stato dal [[1948]] al [[1953]] il segretario di Maciel), inviò una lettera<ref>[http://www.regainnetwork.org/let/dom.pdf Originale in spagnolo] e [http://www.regainnetwork.org/let/fedE.pdf traduzione in inglese] della lettera di Federico Dominguez</ref> al vicario generale dell'arcidiocesi di [[Città del Messico]], Francisco Orozco Lomelì, informando che Maciel faceva uso di sostanze stupefacenti<ref>Maciel era dipendente dalla [[morfina]], che assumeva sotto forma di dolantina e di petidina (un analgesico commercializzato principalmente con il nome di demerol).</ref>, adottava uno stile di vita non conforme ai voti religiosi<ref>Maciel violava il voto di povertà e passava «più tempo nelle case delle benefattrici che in quelle della congregazione». Altri ex legionari confermeranno successivamente la scarsa propensione di Maciel a rispettare gli obblighi della vita sacerdotale e le norme delle Costituzioni della sua stessa congregazione.</ref>; violava l'obbligo di discrezione in materia di coscienza e aveva usato «trucchi e oscure manovre» per difendersi dalle accuse dei gesuiti di Comillas. Maciel, con frequenti regali, si era fatto degli amici nella Curia Romana, che lo informavano delle accuse contro di lui<ref>Secondo Dominguez, nel 1948 erano stati proprio questi amici ad avvertire Maciel che la Santa Sede stava per inviare una comunicazione di rinvio ''sine die'' dell’erezione canonica di diritto diocesano della congregazione. Maciel convinse il nuovo vescovo di Cuernavaca, Alfonso Espino y Silva, ad anticipare la celebrazione di due settimane, in modo che la comunicazione giungesse a cose fatte. Lo stesso Maciel si vantò che queste amicizie gli erano state molto utili durante la prima visita apostolica del 1956.</ref>. Dominguez rivelò che Maciel lo aveva incaricato di raccogliere notizie sulla sua vita, ma che le aveva manipolate in modo da costruire una biografia romanzata, che ne alimentasse il mito<ref>Secondo Dominguez, Maciel aveva l’abitudine di mentire, esagerare, distorcere e deformare i fatti, sia quando raccontava episodi della sua vita, sia quando servisse a ottenere qualcosa: per esempio supporto morale, aiuto finanziario di benefattori o difendersi da accuse.</ref>. Fu il primo a parlare dell'esistenza di un archivio riservato<ref>Nel quale, secondo Dominguez, era conservata anche la copia della lettera inviata dai gesuiti di Comillas alla Santa Sede. Dell’esistenza di un archivio riservato parleranno successivamente anche altri ex legionari, tra cui Patricio Cerda.</ref> accanto a quello ufficiale della congregazione. Nella primavera del [[1956]] il prefetto della [[Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica|Congregazione per i religiosi]], il cardinale [[Valerio Valeri]], sorprese Maciel nella clinica romana Salvator Mundi, dove era ricoverato per una terapia di disintossicazione dalla droga, assistito da due legionari, Juan José Vaca e Neftalí Sanchez. A questo proposito, alcuni studenti apostolici fornirono testimonianze sullo sprofondare di Maciel nella dipendenza di un sedativo a base di morfina, che assumeva iniettandoselo e cadendo in uno stato di torpore, mandando inoltre in giro per Roma giovani corrieri muniti di denaro per procurarsi il sedativo.<ref>Jason Berry, ''La cassa del Vaticano'', Newton C., Roma, 2012.</ref> In agosto, Orozco Lomelí chiese al sacerdote Luis Ferreira Correa, allora vicario generale della congregazione e rettore della scuola apostolica di Città del Messico, «una relazione dettagliata» sul «modo di procedere e di essere del M.R.P. Maciel». Con l'aiuto di Federico Dominguez, Ferreira Correa dattiloscrisse una lettera di 13 pagine,<ref name=fer>[http://www.regainnetwork.org/let/fer.pdf Originale in spagnolo] e [http://www.regainnetwork.org/let/FerE.pdf traduzione in inglese] della lettera di Luis Ferreira Correa.</ref> che si apre con la rivelazione della pedofilia di Maciel. Ferreira Correa riporta i nomi di cinque studenti della scuola apostolica vittime dei continui abusi sessuali di Maciel dal [[1944]], tra cui Luis de la Isla, ma sottolinea che le vittime possono essere più numerose. Prosegue descrivendo lo stato di grave dipendenza dalla morfina in cui versava Maciel, che si applicava frequenti iniezioni e talvolta si procurava le dosi con false ricette e tramite gli stessi studenti della scuola apostolica. Ferreira Correa racconta del ruolo della droga nell'apparente carismaticità di Maciel<ref>Scrive Ferreira Correa che Maciel, sotto l'influsso della droga, dava conferenze atte a essere considerate «come "soprannaturali", quando in realtà tutta la lucidità e il fervore con i quali parlava erano dovuti alla droga».</ref>, delle sue frequenti assenze, della sua facilità nel procurarsi falsi passaporti. La tossicodipendenza di Maciel era così grave da non essere un mistero per molti legionari, inclusi alcuni membri del consiglio generale dell'epoca (tra i più importanti il maestro dei novizi della Casa di Roma Rafael Arumí e Jorge Bernal, vescovo cattolico dal [[1974]]),<ref>Ferreira Correa riporta anche i nomi di Alfredo Torres, Carlos Mora, José Luis Barriga, Saúl Barrales, Felix Alarcón, Carlos e Jesús de la Isla, Rafael Cuena, Federico Dominguez e Faustino Pardo. Scrive che i legionari in Roma lo supplicarono di «portarmi via P. Maciel, perché la sua permanenza nella Casa di Roma era un vero scandalo» e che quelli in Città del Messico erano d'accordo di ricoverarlo «in un Sanatorio fino alla sua totale guarigione e incluso che rinunciasse al Generalato se questo era necessario».</ref> ma Maciel era infine riuscito a imporre il silenzio sulle sue condizioni di salute. Ne erano informati anche i fratelli di Maciel: in concreto Blanca María, Francisco e Olivia, che gli aveva procurato alcune dosi. Ne erano informati l'arcivescovo di [[Morelia]], Luis María Altamirano y Bulnes, e quello di Yucatán, Fernando Ruiz y Solózarno, con i quali Ferreira Correa si era consultato. La relazione informa che Maciel era «molto noto in determinati circoli sociali di Città del Messico», descrivendolo come una personalità menzognera, manipolatrice e simulatrice, con scarsa propensione per la vita spirituale e religiosa. Nello stesso mese il vescovo di [[Cuernavaca]], [[Sergio Méndez Arceo]], e quello di Città del Messico, [[Miguel Darío Miranda Gómez]], chiesero con due distinte lettere al segretario della Congregazione per i religiosi della Santa Sede, Arcadio Larraona, la rimozione di Maciel da superiore generale dei Legionari di Cristo e un'inchiesta riguardo tre accuse: tossicodipendenza, abusi sessuali e mendacità. Il 15 settembre Maciel introdusse nella regola della congregazione il voto privato di discrezione o carità. Il voto si aggiungeva ai tre canonici di povertà, obbedienza e castità: vietava ai legionari di criticare l'operato o la persona del superiore (ed a maggior ragione Maciel) e li obbligava ad avvertire il superiore nel caso in cui un confratello lo avesse fatto. {{Nota |allineamento = destra |larghezza = 300px |titolo = La ''grande benedizione'' |contenuto = Fino a tutti gli [[anni 1990|anni ‘90]], le cronologie della vita di Marcial Maciel e delle vicende della congregazione prodotte dai Legionari di Cristo non contengono riferimenti alla prima visita apostolica.<ref name=uci>''La Congregazione dei Legionari di Cristo e il Movimento di apostolato Regnum Christi'', Ufficio di Comunicazione Istituzionale dei Legionari di Cristo, maggio 1999.</ref> Il [[1949]] è indicato come l’anno in cui «comincia a configurarsi ciò che sarà il Movimento Regnum Christi».<ref name=uci/> Nel 1997 il "caso Maciel" torna agli onori delle cronache.<ref name=courant/> Negli [[anni 2000]] nelle fonti primarie legionarie, a indicare il triennio 1956-1959, compare l'espressione ''grande benedizione'',<ref name=conde>{{cita|Conde, Murray}}, p. 359.</ref> descritta come una persecuzione permessa da Dio a maggior gloria della congregazione durante la quale Maciel fu esiliato da Roma a causa di accuse infondate.<ref>{{cita|Conde, Murray}}, pp. 237-272.</ref> Evaristo Sada, già segretario generale dei Legionari di Cristo, fa risalire l’espressione allo stesso Maciel, secondo il quale Dio aveva saputo trarre solo cose buone dagli eventi di quegli anni.<ref>{{cita|Conde, Murray}}, p. 270.</ref> Il Regnum Christi è presentato come il primo frutto della ''grande benedizione'': nel [[1959]] «prenderà avvio il progetto della fondazione».<ref>{{cita|Conde, Murray}}, p. 271.</ref> Nel [[2010]] la Santa Sede comunica che i comportamenti di Maciel si sono configurati talora come veri delitti.<ref name=comdue/> La ''grande benedizione'' scompare dalle fonti primarie legionarie, ma a maggio del [[2012]] continuava a mancare qualsiasi riferimento alla prima visita apostolica.<ref name=crono>{{cita web|url= http://www.legionariesofchrist.org/italian/articulos/imprimir.phtml?se=238&ca=703&te=475&id=20667&imprimir=1|titolo= La storia della Legione di Cristo in sintesi|accesso=6 maggio 2012|editore= Legionari di Cristo}}</ref> }} Il 19 settembre Arcadio Larraona inviò la documentazione riguardante Maciel al prosegretario di Stato [[Domenico Tardini]], affinché [[papa Pio XII]] ne fosse informato. Il 20 settembre il cardinale Valeri decise la rimozione di Maciel, ma non rese pubblica la decisione. Maciel la nascose, continuando a raccogliere fondi in Spagna e in Messico per la costruzione della Basilica di N.S. di Guadalupe a Roma<ref name="The other kingdom">[http://www.life-after-rc.com/2010/04/the-other-kingdom.html The "other" kingdom], Life after RC, 12 aprile 2010</ref>. La guida della congregazione fu assunta dai sacerdoti legionari Antonio Lagoa e Rafael Arumí, due ex seminaristi diocesani di Comillas, fedeli a Maciel. In ottobre il cardinale Valeri dispose una visita apostolica, nominando visitatore apostolico [[Anastasio Ballestrero]], superiore generale dei [[Ordine della Beata Vergine del Monte Carmelo|Carmelitani]]. Nonostante la rimozione, Maciel continuò a guidare la congregazione tramite Lagoa e Arumí<ref>Alejandro Espinosa raccontò che Maciel, poco prima di partire per la Spagna, gli disse: “Non dire [al visitatore apostolico] nulla che non possa capire e che equivocherà come un pretesto per distruggere la Legione”. Arturo Jurado e Juan Josè Vaca raccontarono che Lagoa riunì i seminaristi, per avvertirli che i visitatori erano “gente malvagia con cattive intenzioni, nemici di Dio venuti a prendersi Maciel”. Le fonti sono ex legionari e fanno parte del gruppo di vittime di abusi sessuali che nel 1998 riaprì il caso Maciel{{citazione necessaria}}</ref>. Si informava sulla visita apostolica, violando il divieto di entrare a Roma, cercava di influire sul suo esito<ref>Per esempio con lettere inviate a singoli legionari o alla congregazione. In una inviata da Caracas la vigilia di Natale del 1957, Maciel scrisse che la congregazione era vittima di un complotto del potere delle tenebre per distruggerla; mise in guardia i legionari contro l’apostasia, la maldicenza, l’invidia, l’ambizione, la calunnia e gli intrighi di alcuni loro confratelli; insistette sul rispetto del voto privato di discrezione o carità e sull’obbedienza e sottomissione ai superiori; invitò i legionari a non cercare aiuto al di fuori della congregazione, all’unione e allo spirito di corpo e a guardarsi dai confratelli infedeli</ref> e suggeriva dove spostare i seminaristi che sembravano voler collaborare<ref>Improvvisi spostamenti o cambiamenti di incarico di legionari hanno preceduto anche la seconda visita apostolica del 2009</ref>. Ballestrero non trovò riscontri alle accuse, ma definì i seminaristi reticenti, a disagio e preventivamente preparati a sostenere il colloquio con lui. Negli anni '90 alcuni di loro, tra i quali Josè Barba e Juan Josè Vaca, dichiararono di aver mentito al visitatore apostolico per devozione a Maciel e per rispetto del voto privato di discrezione o carità. Ballestrero scoprì però irregolarità canoniche e amministrative, consigliando la sostituzione definitiva di Maciel<ref>In una nota del febbraio del 1957, Ballestrero scrisse che la congregazione, al di là delle apparenze, era un “caos giuridico”, con strutture che violavano il diritto canonico, spiritualmente fragile e carente di religiosi maturi ed esperti che potessero guidarne lo sviluppo. I seminaristi erano fanatici di Maciel e molto difficilmente si sarebbero liberati da soli di questo fanatismo. Tuttavia era sostanzialmente sana e poteva essere recuperata, se fosse stata liberata dal fanatismo. Il fondamentale responsabile delle irregolarità canoniche e degli abusi amministrativi era Maciel e per questo doveva essere definitivamente rimosso</ref>. Consigliò inoltre di riportare la congregazione in Messico sotto la supervisione dell'episcopato locale, di nominare un nuovo superiore generale esterno alla congregazione, che fosse unicamente la Santa Sede ad autorizzare l'ingresso di nuovi seminaristi, di modificare radicalmente le Costituzioni e di abolire i voti privati. Nell'ottobre del [[1957]] il cardinale Valeri sostituì Ballestrero con due nuovi visitatori apostolici, Alfredo Bontempi, rettore del Pontificio Collegio Nepomuceno, e il francescano Polidoro van Vlierberghe, che scrissero relazioni favorevoli a Maciel<ref>Bontempi scrisse che era rimasto rincuorato dalla congregazione, che era positivamente impressionato dalla pietà dei seminaristi e che “l’albero si vede dai suoi frutti”. Van Vlierberghe scrisse che Ballestrero avrebbe dovuto essere più equilibrato, perché le fonti delle accuse non erano credibili. Maciel era vittima di un complotto dell’ambizioso Ferreira Correa e dei gesuiti</ref>. Il 9 ottobre [[1958]] Pio XII morì e la visita apostolica non giunse mai a una formale conclusione. Il 13 ottobre, durante il periodo di interregno tra la morte di Pio XII e l'elezione di [[Giovanni XXIII]] (avvenuta il 28 ottobre), la Congregazione per i religiosi comunicò al cardinale [[Clemente Micara]], vicario generale per la diocesi di Roma, che nulla ostava al reintegro di Maciel, seppure con alcune limitazioni e comunque sotto la supervisione di delegati esterni. Fu un provvedimento irrituale, che comunque non sarebbe potuto essere preso durante l'interregno. Il 12 dicembre Micara intervenne all'inaugurazione della basilica di N.S. di Guadalupe e il 6 febbraio del [[1959]] dispose il reintegro di Maciel senza limitazioni e senza supervisori, ponendo di fatto fine alla visita apostolica. Alla base della decisione di Micara c'era il desiderio di costruire nuove chiese a Roma e Maciel era uno dei pochi ad aver il denaro per farlo. Già alcuni anni prima Maciel gli aveva donato una notevole somma di denaro<ref name="The other kingdom"/>. Non è chiaro se Micara conoscesse le accuse fatte a Maciel. Un rapporto della Curia romana del 1962 affermò che la visita apostolica non era potuta procedere oltre per «le raccomandazioni e l’intervento di alte personalità». Un altro rapporto del 1964 affermò che «le conclusioni sembrano non corrispondere alla logica dei fatti».<ref>[http://cassandrajonesing.blogspot.com/2009/06/first-apostolic-visitation-of_23.html ”The first apostolic visitation of the Legionaries of Christ: 1956-1959”], ''Blog di Cassandra Jones'', 23 giugno 2009.</ref> ===Il provvedimento disciplinare del 2006=== Il sacerdote legionario Juan Jose Vaca fu il superiore provinciale degli USA dal [[1971]] al [[1976]]. Nel 1976, nel lasciare la congregazione, scrisse una lunga lettera<ref>[http://todomaciel.files.wordpress.com/2009/12/carta-de-juan-jose-vaca.pdf Lettera di Juan Jose Vaca] a Marcial Maciel</ref> a Maciel, rinfacciandogli 13 anni di abusi sessuali iniziati quando era adolescente. La lettera conteneva anche una lista di altri 20 seminaristi legionari, anche loro vittime di abusi sessuali da parte di Maciel. Quattro di questi sono tra gli otto ex legionari che accuseranno Maciel nel [[1997]]. Nel [[1978]] e nel [[1989]] Vaca rinnovò le stesse accuse in due esposti riservati inviati alla Santa Sede, che non ebbero alcun esito. Nel [[1995]], un mese prima di morire, un altro legionario, Juan Manuel Fernandez, già rettore dell'università Anahuac dal [[1981]] al [[1984]], dettò una memoria al sacerdote Alberto Athiè, che lo assisteva durante il ricovero, accusando anche lui Maciel di abusi sessuali. Athiè gli promise che si sarebbe fatto carico di ottenere giustizia. Nel [[1997]] due giornalisti statunitensi, Jason Berry e Gerald Renner, raccolsero in un articolo pubblicato sul Hartford Courant<ref name=courant>[http://www.bishop-accountability.org/news/1997_02_23_Renner_HeadOf.htm Breaking the Silence. Head of Worldwide Catholic Order Accused of History of Abuse], Hartford Courant, 23 febbraio 1997.</ref> le testimonianze di una decina di ex legionari. Essi accusarono Maciel di aver abusato sessualmente di loro e di un'altra decina di seminaristi (gli abusi iniziarono quando erano minorenni) e di aver assolto alcuni di loro in confessione, violando il canone 977 del codice di diritto canonico<ref>Il [[diritto canonico]] proibisce ai sacerdoti di assolvere in [[Penitenza (sacramento)|confessione]] un complice nei peccati contro il [[Dieci comandamenti|sesto comandamento]] ([[Codice di diritto canonico]], can. 977): i trasgressori incorrono nella scomunica ''latae sententiae'' (cfr. C.I.C., can. 1378)</ref>. Pochi mesi dopo, due di loro, contattati dai legionari, ritrattarono le accuse, mentre altri otto<ref>Sono: Felix Alarcon Hoyos (tuttora sacerdote), Josè de J. Barba Martin (professore di filosofia all’Itam), Saul Barrales Arellano (insegnante), Alejandro Espinosa Alcalà (imprenditore agrario), Arturo Jurado Guzman (professore della Scuola Superiore del Dipartimento della Difesa USA), Fernando Perez Olvera (ingegnere), Josè Antonio Pèrez Olvera (avvocato), Juan Josè Vaca Rodríguez (dirigente scolastico)</ref> ripetettero le stesse accuse in una lettera indirizzata a [[papa Giovanni Paolo II]]<ref>[http://www.pepe-rodriguez.com/Sexo_clero/Casos/Sexo_clero_M_Maciel_Leg_pedof_denuncia_Papa.htm "Carta abierta al papa Juan Pablo II"], novembre 1997</ref>. L'anno successivo incaricarono l'avvocato canonista Martha Wegan di istruire presso la [[Congregazione per la dottrina della fede]] il processo canonico contro Maciel. Athié nel frattempo fece avere al prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, il cardinale [[Joseph Ratzinger]], il resoconto del suo colloquio con Fernandez, tramite Carlos Talavera, vescovo di Coatzacoalcos (Messico). Ratzinger rispose che il caso era delicato per le amicizie di Maciel nella Curia romana e che bisognava avere la pazienza di attendere il momento opportuno per istruire il processo canonico<ref>{{cita|''Vows of silence''}}</ref>. Maciel negò le accuse e altrettanto fece nel [[2002]]. Contemporaneamente iniziò una campagna di delegittimazione degli accusatori, definiti ex legionari ingrati e rancorosi<ref>[http://www.bishop-accountability.org/news5/1997_02_23_Renner_and_Berry_LegionCalls.htm Legion Calls Maciel's Accusers Disgruntled Conspirators], Hartford Courant, 23 febbraio 1997</ref>. Maciel poté contare anche sull'appoggio dell'allora Segretario di Stato, il cardinale [[Angelo Sodano]], che intervenne personalmente per bloccare il processo canonico<ref>Cfr. Docufilm [http://www.youtube.com/watch?v=cfX5DlNTWqE "Voto de silencio"], trasmesso in Italia dal canale satellitare Current TV</ref>. Nel [[2004]] il sacerdote legionario Patricio Cerda consegnò un dossier al cardinale Jorge Medina Estevez, prefetto emerito della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. Nel suo dossier Cerda aveva raccolto quesiti su alcune norme delle Costituzioni, che sembravano contrarie al diritto canonico e le testimonianze di almeno otto casi di pedofilia compiuti da legionari e consacrati laici del Regnum Christi. Lo stesso Cerda era stato testimone di uno di questi abusi<ref>[http://www.theclinic.cl/2008/11/27/los-secretos-de-la-orden-favorita-de-los-ricos-en-chile/ Los secretos de la orden favorita de los ricos en Chile], The Clinic, 28 novembre 2008</ref>. In alcuni casi gli autori erano recidivi: le loro tendenze erano note ai superiori della congregazione, che non li avevano denunciati né alla Santa Sede, né alle autorità civili, e si erano limitati a trasferirli senza provvedimenti disciplinari. Il dossier conteneva anche le testimonianze di altri legionari sull'abilità di Maciel e di altri superiori nel conquistarsi le simpatie e l'amicizia di prelati influenti della Curia romana con regali e favori. Queste amicizie erano molto utili, quando arrivavano alla Santa Sede denunce su abusi sessuali o pratiche amministrative improprie che riguardavano Maciel o la congregazione<ref>[http://www.gatopardo.com/numero-102/cronicas-y-reportajes/la-doble-vida-de-los-legionarios.html?page=1 “La doble vita de los legionarios”], ''Gatopardo'', Giugno 2009</ref>. Il dossier di Cerda confermava a distanza di 50 anni il contenuto della lettera di Dominguez del 1954 e di quella di Ferreira Correa del 1956. Medina Estevez fece in modo che Cerda fosse ricevuto da Ratzinger. Verso la fine del [[2004]] Ratzinger ottenne da Giovanni Paolo II l'autorizzazione a riaprire il caso Maciel e incaricò delle indagini il promotore di giustizia Charles Scicluna. Nel gennaio del [[2005]] Maciel lasciò la carica di direttore generale dei Legionari di Cristo: gli successe Alvaro Corcuera. Nel [[maggio]] dello stesso anno i Legionari di Cristo resero pubblico un fax della [[Segreteria di Stato della Santa Sede]], allora guidata dal cardinale [[Angelo Sodano]]. La Segreteria di Stato informava che non era in corso, né era previsto nessun processo canonico contro Maciel. Il fax era privo di firma. In realtà l'indagine dipendeva dalla Congregazione per la dottrina della fede e non dalla Segreteria di Stato, ed era regolarmente in corso. L'indagine di Scicluna durò poco più di un anno e raccolse le testimonianze di almeno 30 ex seminaristi legionari, che accusavano Maciel di abusi sessuali e psicologici. Nel frattempo Ratzinger successe a Giovanni Paolo II con il nome di [[Benedetto XVI]]. Il [[19 maggio]] [[2006]], il successore di Ratzinger alla guida della Congregazione per la dottrina della fede, il cardinale [[William Joseph Levada]], sulla base della relazione di Scicluna, tenendo conto sia dell'età avanzata di Maciel, sia della sua salute cagionevole, decise di rinunciare al processo canonico e di invitarlo ad una vita riservata di preghiera e di penitenza e alla rinuncia ad ogni ministero pubblico. Il comunicato della Santa Sede non specificava se l'indagine di Scicluna avesse accertato l'autenticità delle accuse, ma faceva intendere che erano state ritenute credibili e dichiarava che la decisione era stata personalmente approvata da Benedetto XVI. Si trattava di una sospensione [[a divinis]]<ref>Secondo il [[diritto canonico]] la sospensione vieta: 1) tutti od alcuni atti della potestà di ordine; 2) tutti od alcuni atti della potestà di governo; 3) l'esercizio di tutti od alcuni diritti o funzioni inerenti all'ufficio (cfr. C.I.C., can. 1333)</ref>. Il comunicato terminava ringraziando i Legionari di Cristo e il Regnum Christi per il loro benemerito apostolato, indipendentemente dalla persona di Maciel<ref>[http://press.catholica.va/news_services/bulletin/news/18396.php?index=18396&po_date=19.05.2006&lang=it "Comunicato della sala stampa della Santa Sede"], ''Città del Vaticano'', 19 maggio 2006</ref>. I Legionari di Cristo emisero a loro volta un comunicato, in cui si affermava che Maciel ribadiva la sua innocenza e accettava le disposizioni della Santa Sede "con fede, con totale serenità e con tranquillità di coscienza, sapendo che si tratta di una nuova croce che Dio, il Padre della Misericordia, ha permesso che soffra e dalla quale otterrà molte grazie per la Legione di Cristo e per il Movimento Regnum Christi"<ref>[http://www.zenit.org/article-7165?l=italian "Comunicato della Santa Sede sul fondatore dei Legionari di Cristo"], ''Zenith'', 19 maggio 2006</ref>. Il provvedimento fu presentato ai legionari e ai laici del Regnum Christi come un'ulteriore persecuzione contro Maciel, una specie di nuova "grande benedizione", di cui Benedetto XVI era ignaro complice. Nel marzo del 2010 Scicluna, in un'intervista al quotidiano Avvenire, confermò che il provvedimento della Santa Sede era stato una condanna e che in nessun modo la rinuncia al processo e l'emanazione di provvedimenti amministrativi e disciplinari (come l'obbligo a condurre una vita ritirata e di preghiera a motivo dell'età avanzata degli accusati) potevano essere considerati delle assoluzioni<ref>[http://www.avvenire.it/Chiesa/intervista+pedofilia+scicluna_201003130801409170000.htm Il «pm» vaticano: «Chiesa rigorosa sulla pedofilia»], Avvenire, 13 marzo 2010</ref>. Nonostante il divieto della Santa Sede, Maciel conservò il controllo della congregazione fino a quando negli ultimi tempi non ebbe una progressiva demenza senile. Continuò a visitare varie case dei Legionari di Cristo e delle consacrate laiche del Regnum Christi, finché le condizioni di salute non lo costrinsero a risiedere in Florida (a Miami, o secondo altre versioni a Jacksonville), spesso in compagnia della figlia che vive in Spagna e di sua madre<ref>[http://exlcblog.blogspot.com/2010/03/plot-thickens-two-normas-maciel.html The Plot Thickens: Two Normas, Maciel, Consecrated and Quirce and de Andres], Exlcblog, 25 marzo 2010</ref>. ===Il culto della personalità=== La devozione al fondatore fa parte della spiritualità degli ordini religiosi cattolici. Maciel la trasformò in un culto della sua personalità. Volle che ogni suo atto come fondatore fosse fotografato e filmato. Ogni sua parola doveva essere registrata. Fece fondare una casa cinematografica<ref>La Arc, diretta dal regista irlandese David Murray</ref> per produrre documentari sulla sua vita e filmati promozionali. Tutto doveva essere costantemente riproposto ai legionari e ai laici del Regnum Christi e conservato in un archivio dedicato alla storia della congregazione e del suo fondatore. La sua casa natale a Cotija de la Paz fu trasformata in un museo<ref>[http://www.webcitation.org/5jrxxufM9 "The Museum of the Foundation in Cotija"], ''Regnum Christi'', 11 novembre 2005</ref>. I legionari e i laici del Regnum Christi lo veneravano come un santo vivente e si riferivano a lui chiamandolo ''Nuestro Padre'' o ''Mòn Pére''. Il culto della personalità fece sì che essi alimentassero a loro volta il mito. Tra loro un ruolo fondamentale lo svolsero i legionari Rafael Arumì e Alfredo Torres. Maciel si servì anche della madre Maura Degollado per alimentare il culto della sua personalità. I legionari e i laci del Regnum Christi la chiamavano ''Mamà Maurita'', quasi fosse la loro madre. Fece anche iniziare la sua causa di beatificazione, che continua tuttora<ref>[http://www.maurita.org “Mamà Maurita”], ''Sito ufficiale della causa di beatificazione''</ref>. Incaricò un legionario di scriverne una biografia e di raccogliere notizie di miracoli attribuiti alla sua intercessione. ===I figli=== A Marcial Maciel è attribuita la paternità di sei figli, cinque biologici e uno adottivo, nati dalle relazioni con quattro donne diverse. I Legionari di Cristo hanno riconosciuto la paternità per tre di loro. A metà del [[2008]] il Direttore generale dei Legionari di Cristo, Alvaro Corcuera, iniziò a visitare le case della congregazione e delle consacrate laiche del Regnum Christi, per informare che Maciel aveva avuto una relazione con una donna, da cui nel [[1988]] era nata una figlia. Nel febbraio del [[2009]] la congregazione rese pubblica la notizia che iniziava a circolare in rete. La madre della ragazza dichiarò in un'intervista di essere stata minorenne quando conobbe Maciel<ref>[http://www.elmundo.es/elmundo/2009/08/09/espana/1249777002.html "Cuando conocí a Maciel, yo era una menor de edad"], ''El Mundo'', 10 agosto 2009</ref>. La ragazza e la madre dispongono in Spagna di un patrimonio immobiliare valutato tra gli 8 e i 12 milioni di euro, fatto acquistare da Maciel tra il [[1984]] e il [[1995]] tramite il sacerdote legionario Alfredo Torres, distraendo fondi dai beni della congregazione<ref name="La millonaria hija del padre Maciel">[http://www.interviu.es/reportajes/articulos/la-millonaria-hija-del-padre-maciel La millonaria hija del padre Maciel], Interviù, 11 giugno 2010</ref>. Tra la congregazione e la madre della ragazza c'è stato un accordo extragiudiziale già prima della morte di Maciel, che ha assicurato loro un'ulteriore rendita vitalizia ed altre importanti proprietà in cambio del loro silenzio<ref>[http://www.cimacnoticias.com/site/s09092904-OPINION-Dudas-razo.39478.0.html Dudas razonables sobre los hijos de Marcial Maciel] ''Cimacnoticias'', 30 settembre 2009</ref>. Nell'agosto del 2009 un avvocato messicano, Josè Bonilla, dichiarò alla CNN di rappresentare tre ragazzi messicani, che sostengono anche loro di essere figli di Maciel. L'avvocato rivelò l'esistenza di altri due figli, una ragazza francese già deceduta e un ragazzo inglese<ref>[http://blogs.21rs.es/trastevere/2009/08/27/el-abogado-mexicano-jose-bonilla-habla-sobre-los-hijos-de-maciel "El abogado mexicano José Bonilla habla sobre los hijos de Maciel"], ''El Trastevere'', 27 agosto 2009</ref>. Nel settembre dello stesso anno Bonilla, la madre e i tre ragazzi incontrarono il visitatore apostolico incaricato del Messico<ref>[http://blogs.21rs.es/trastevere/2009/09/28/el-obispo-ricardo-watty-urquidi-recibe-a-los-dos-hijos-mayores-de-maciel-acompanados-de-su-madre "El Obispo Ricardo Watty Urquidi recibe a los dos hijos mayores de Maciel acompañados de su madre"], ''El Trastevere'', 28 settembre 2009</ref>. Nel marzo del 2010 la madre e i ragazzi comparvero in un'intervista dell'emittente radiofonica messicana Noticias MVS, ripresa anche dalla CNN. La madre chiarì che, dei tre ragazzi, solo due erano figli naturali di Maciel, mentre il maggiore (frutto di una precedente relazione della donna) era stato adottato. Uno dei ragazzi accusò Maciel di aver abusato sessualmente di lui quando aveva 7 anni. I Legionari di Cristo accusarono la donna e i ragazzi di aver tentato di estorcere loro del denaro<ref>[http://www.legionariesofchrist.org/articulos/articulo2.phtml?lc=id-28968_se-243_ca-703_te-475_rx-&csearch=703 Comunicado de la Congregación de los Legionarios de Cristo en México ], Sito ufficiale dei Legionari di Cristo, 3 marzo 2010</ref>. L'avvocato Bonilla dichiarò che la presunta estorsione era una richiesta di indennizzo stragiudiziale prevista dalle leggi messicane, ma declinò il patrocinio dei ragazzi. Il caso arrivò alla Camera dei deputati messicana: alcuni deputati dei tre principali partiti di governo e di opposizione sollecitarono l'apertura di un'inchiesta federale sui Legionari di Cristo, mentre altri (i cui figli frequentavano scuole della congregazione) preferirono non prendere posizione<ref>[http://www.jornada.unam.mx/2010/03/05/index.php?section=politica&article=014n1pol Existen elementos para desaparecer la Legión de Cristo: Castro y Castro], La Jornada, 5 marzo 2010</ref>. Alle madri dei suoi figli Maciel si presentò con false identità<ref>[http://mexico.cnn.com/nacional/2010/03/03/el-fundador-de-los-legionarios-de-cristo-abuso-tambien-de-dos-de-sus-hijos Los 'hijos' de Marcial Maciel revelan 'secretos de familia'], CNN Mexico, 3 marzo 2010</ref>, sotto le quali i suoi figli furono registrati alla nascita<ref>L'uso di falsi passaporti da parte di Maciel fu confermato dall'ex seminarista legionario Josè Barba. Alcuni di questi passaporti e altri documenti sono stati distrutti nel 2009 dai legionari prima dell'inizio della seconda visita apostolica</ref>. Nessuna, almeno per un certo periodo, sapeva chi fosse realmente, né che fosse un sacerdote. ===La seconda visita apostolica=== Nel marzo del 2009 la Segreteria di Stato della Santa Sede<ref>La congregazione vaticana competente a inviare la visita apostolica sarebbe stata quella per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica. Però l'allora prefetto, il cardinale Franc Rodè, era un amico personale di Maciel (è ancora molto vicino ai Legionari di Cristo) e nel febbraio del 2009 aveva dichiarato che non era necessaria una visita apostolica. La Segreteria di Stato avocò quindi a sè la decisione</ref> annunciò l'invio di una visita apostolica<ref>[http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/03/31/ispezione-vaticana-sui-legionari-il-doppio-annuncio-ufficiale/ Ispezione vaticana sui Legionari. Il doppio annuncio ufficiale], Settimo cielo, 31 marzo 2009</ref> ai Legionari di Cristo, cioè l'inizio di un'indagine sulla vita nella congregazione, le sue Costituzioni e la sua amministrazione. La decisione fu interpretata come una valutazione della Santa Sede sull'incapacità dei legionari di risolvere da soli gravi problemi interni, perché la portata della visita apostolica andava molto oltre gli scandali sessuali di Maciel. Furono nominati cinque visitatori apostolici: Ricardo Watty Urquidi, vescovo di Tepic, per il Messico; Charles Joseph Chaput, arcivescovo di Denver, per gli Stati Uniti; Giuseppe Versaldi, vescovo di Alessandria, per l'Italia; Ricardo Ezzati Andrello, arcivescovo di Concepción, per il centro e sud America; Ricardo Blázquez Pérez, arcivescovo di Valladolid, per l'Europa. La visita apostolica iniziò ufficialmente nel luglio del [[2009]] e si concluse nel maggio del [[2010]], con la decisione di commissariare la congregazione<ref>A proposito della visita apostolica e del commissariamento, sono significative e profetiche le parole con cui Federico Dominguez chiuse la sua lettera nel 1954: “Se le cose continuano come sono, non si può aspettare altro che la deformazione e la rovina spirituale di molte anime, deformazione e rovina che con misure adeguate della Santa Sede il sottoscritto spera che si possano interrompere, giacché egli [Dominguez] ha la ferma convinzione che l'immensa maggioranza dei religiosi e dei futuri religiosi che militano nell’opera di P. Maciel hanno un animo grande e il desiderio sincero di servire Dio in spirito e verità”</ref>. Il lavoro dei visitatori apostolici non fu facile, sia per il grande numero di legionari e laici del Regnum Christi che chiesero di parlare con loro, sia per l'atteggiamento della congregazione, che, al di là delle apparenze e delle dichiarazioni ufficiali, non collaborò con "la verità e la trasparenza, in un clima di dialogo fraterno e costruttivo" richiesti dalla Segreteria di Stato<ref>C'era tra i superiori della congregazione la convinzione di poter superare senza grosse conseguenze la visita apostolica. Per esempio, in una lettera inviata ai religiosi legionari l'8 dicembre 2009, il segretario generale Evaristo Sada scrisse: "Lo sforzo personale, comunitario e istituzionale di conoscere meglio e comprendere adeguatamente il patrimonio spirituale e le tradizioni della nostra congregazione religiosa [derivati da Maciel] è uno dei compiti principali che dovremo portare avanti con pace, serenità e pazienza '''nei prossimi anni'''". In parte si ripeté il copione della prima visita apostolica: i legionari furono preparati a ricevere i visitatori apostolici e alcuni "dissidenti" furono spostati di sede prima del loro arrivo. Furono raccolti dossier sui visitatori apostolici per esercitare pressioni psicologiche: in particolare nei confronti di quello incaricato del Messico, Ricardo Watty Urquidi</ref>. ===La "teoria del pedofilo solitario"=== Il [[25 marzo]] 2010 i superiori generali e provinciali dei Legionari di Cristo emisero un comunicato ''Sulle presenti circostanze della Legione di Cristo e del Movimento Regnum Christi'' <ref name="25marzo">[http://www.regnumchristi.org/italiano/articulos/articulo.phtml?se=362&ca=966&id=29161 COMUNICATO Sulle presenti circostanze della Legione di Cristo e del Movimento Regnum Christi], Sito ufficiale del Regnum Christi, 25 marzo 2010</ref>. Vi si ammise per la prima volta che Maciel era stato un pedofilo (aveva compiuto abusi sessuali ripetuti e continuati su seminaristi della congregazione), aveva avuto "una relazione prolungata e stabile con una donna", da cui era nata una figlia (già riconosciuta nel 2009) e aveva avuto altri due figli dalla relazione con un'altra donna (intervistati dalla radio messicana Noticias MVS poche settimane prima). Il comunicato, concordato con i legali e gli esperti di comunicazione della congregazione<ref>[http://www.milenio.com/node/413023 Legionarios recurren a publirrelacionista], Milenio, 31 marzo 2010</ref> fu un primo passo verso la verità. Conteneva però omissioni e punti controversi. Esso ribadiva la cosiddetta "''teoria del pedofilo solitario''": la crisi profonda della congregazione era dovuta unicamente ed esclusivamente agli atti del suo fondatore e quindi, rimossa la sua figura, tutto si sarebbe risolto<ref>[http://www.informador.com.mx/mexico/2010/197279/6/el-pederasta-solitario.htm El pederasta solitario], Informador de Guadalajara, 29 aprile 2010</ref>. Il comunicato serviva anche a non esporre la congregazione a richieste di risarcimento da parte delle vittime ed a depistare dal reale oggetto della visita apostolica (che era la congregazione e non Maciel). Inoltre per evitare il commissariamento<ref>[http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1342498 La Legione aspetta un nuovo generale. E trema], Espresso Chiesa, 16 marzo 2010</ref> e la sostituzione dei superiori<ref>[http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1342691 Legionari. La "nomenklatura" che deve sparire], Espresso Chiesa, 29 marzo 2010</ref>, fu proposta la convocazione di un capitolo generale straordinario. Nonostante il comunicato, non cambiò l'atteggiamento verso le vittime di Maciel diffuso all'interno della congregazione e presso i laici del Regnum Christi<ref>Le vittime di Maciel continuarono a essere definite ex legionari rancorosi che avevano ingigantito le loro accuse per viltà e per odio verso di lui e la congregazione. Per questo non erano stati creduti, anche perché nessuno sapeva o si era accorto di nulla. Le accuse di tossicodipendenza e di appropriazione di beni della congregazione da parte di Maciel erano comunque false ([http://www.life-after-rc.com/2010/04/calling-out-jim-fair.html Calling out Jim Fair], Life after RC, 28 aprile 2010. Jim Fair è il portavoce dei Legionari di Cristo negli USA)</ref>. ==Il caso oltre Maciel== ===Bugie, silenzi e complicità=== La congregazione dei Legionari di Cristo era un eccellente biglietto da visita per Maciel: moderna ed insieme ortodossa, in continua espansione in tempi di crisi delle vocazioni, iperattiva sul piano pastorale e capace di raccogliere notevoli finanziamenti. Dietro questa facciata, Maciel nascose la sua doppia vita di pedofilo e di tossicodipendente, le sue relazioni sentimentali, le sue paternità, l'abuso dei beni della congregazione e gli abusi amministrativi e psicologici denunciati da ex legionari ed ex consacrate laiche del Regnum Christi. Maciel però non avrebbe potuto vivere e nascondere la sua doppia vita per oltre 60 anni<ref>Soprattutto dopo l'operazione subita nel 1987 per un'emorragia cerebrale</ref>, se non avesse goduto di complicità, protezioni, coperture ed omertà all'interno e all'esterno dei Legionari di Cristo e del Regnum Christi. I suoi accusatori, i biografi indipendenti e la stampa le hanno sempre denunciate, trovando autorevole conferma nel comunicato con cui il 1 maggio 2010 la Santa Sede annunciò l'esito della seconda visita apostolica. Non è facile distinguere chi (ovviamente ignorando la verità) nutrì una sincera ammirazione per Maciel e la sua congregazione, da chi (conoscendo o no la verità) difese e coprì Maciel, nascondendo informazioni, ostacolando il processo canonico e vanificando le visite apostoliche, perché c'era con lui, con altri superiori della congregazione e con alcuni legionari uno scambio di favori e regali. Questa rete di protezione è in parte ancora attiva. ====All'interno della congregazione==== Nell'agosto del 2009, l'avvocato messicano Josè Bonilla dichiarò alla CNN che alcuni superiori dei Legionari di Cristo (tra cui Alvaro Corcuera, Luis Garza ed Evaristo Sada) e i legionari più vicini a Maciel (in particolare i segretari personali) erano al corrente della doppia vita di Maciel da molti anni. Nel settembre del 2009, i superiori provinciali di Atlanta e New York, Scott Reilly e Julio Martì, ammisero in una lettera<ref>[http://viewer.zoho.com/docs/eqOdai Lettera dei direttori dei territori di Atlanta e New York], 1 settembre 2009</ref> inviata ai laici del Regnum Christi che i superiori sapevano della figlia di Maciel (quella riconosciuta dalla congregazione) almeno dal 2005 (senza chiarire come lo avessero scoperto) ed ammisero indirettamente la pedofilia di Maciel. Lettere simili furono inviate anche dal superiore provinciale della Spagna, Jesus María Delgado,<ref>[http://www.camineo.info/news/155/ARTICLE/3184/2009-09-11.html Carta del director territorial de España a los amigos y miembros del Regnum Christi de España], 11 settembre 2009</ref> e da quello della Germania, Sylvester Heereman, ma senza riferimenti alla pedofilia. Nel novembre del 2009 il vicario generale dei Legionari di Cristo, Luis Garza, confermò la tesi di Josè Bonilla. In una conferenza riservata ai legionari, Garza rivelò che alcuni superiori e i legionari più vicini a Maciel conoscevano la verità almeno dagli anni '90<ref>[http://www.life-after-rc.com/2009/11/first-av-reports-submitted.html First AV reports submitted], Life after RC, 8 novembre 2009</ref>. In un successivo colloquio con alcune consacrate laiche del Regnum Christi, Garza aggiunse che la doppia vita di Maciel era nota ad alcuni legionari, tra cui Alfredo Torres<ref>Torres seppe degli abusi sessuali negli anni '40, ma tacque per paura di Maciel. Un'inchiesta della rivista spagnola Interviù, pubblicata l'11 giugno 2010 ([http://www.interviu.es/reportajes/articulos/la-millonaria-hija-del-padre-maciel La millonaria hija del padre Maciel]), rivelò che Torres dal 1984 al 1995 aiutò più volte Maciel a dotare la figlia spagnola e sua madre di un patrimonio immobiliare valutato tra gli 8 e i 12 milioni di euro</ref>, John Devlin<ref>Devlin fu a lungo segretario personale di Maciel: sapeva delle sue false identità e dei suoi passaporti falsi (distrutti nel 2009 prima dell'inizio della seconda visita apostolica)</ref> e il superiore generale Alvaro Corcuera<ref name="todomaciel.wordpress.com">[http://todomaciel.wordpress.com/2010/07/20/las-revelaciones-del-vicario-general Las revelaciones del Vicario General], Desmontando a Marcial Maciel, 20 luglio 2010</ref>. Il resoconto del colloquio fu pubblicato solo nel luglio del 2010 e ne esiste una registrazione<ref>Diffusa tra i lettori del blog [http://blogs.21rs.es/trastevere/category/congregaciones-e-institutos-religiosos El Trastevere]</ref>. Lo stesso superiore generale Alvaro Corcuera ammise nel 2010 di essere a conoscenza delle paternità di Maciel dal 2005 e di averle nascoste ai legionari, affinché potessero essere gradualmente preparati alla scioccante notizia<ref>[http://todomaciel.wordpress.com/2010/07/26/lvaro-corcuera-minti-a-los-legionarios/ Álvaro Corcuera ocultó la verdad y engañó a los legionarios], Desmontando a Marcial Maciel, 26 luglio 2010</ref>. Nel giugno del 2010 la rivista spagnola Interviù pubblicò due foto datate 3 maggio 2005 che ritraggono Marcial Maciel in abiti civili in compagnia della figlia Norma, della madre, di due sacerdoti legionari, Marcelino de Andres e Jesus Quirce (rettore dell'università Anahuac del Norte) e di alcune consacrate laiche del Regnum Christi<ref name="La millonaria hija del padre Maciel"/>. Le foto erano già state pubblicate dalla rivista spagnola Quien<ref>[http://www.quien.com/espectaculos/2010/03/25/imagenes-ineditas-de-la-hija-de-maciel Imágenes inéditas de la hija de Maciel], Quien, 25 marzo 2010</ref>. Norma ha studiato in due università dei legionari, la Francisco de Vitoria a Madrid<ref>Home page dell'università [http://www.ufv.es Francisco de Vitoria]</ref> e proprio l'Anahuac del Norte<ref>[http://www.quien.com/espectaculos/2010/03/26/la-supuesta-hija-de-maciel-estuvo-en-la-anahuac La supuesta hija de Maciel estuvo en la Anáhuac], Quien, 25 marzo 2010</ref><ref>Home page dell'università [http://www.anahuac.mx Anahuac del Norte]</ref>. Eppure il mito di Maciel continuò ad essere costantemente alimentato tra i legionari e i laici del Regnum Christi. Le accuse contro Maciel furono sempre smentite<ref>[http://www.life-after-rc.com/2010/05/revisiting-2004.html Revisiting 2004], Life after RC, 28 maggio 2010</ref> (Maciel era perseguitato dai nemici della Chiesa e la congregazione attaccata per colpire Giovanni Paolo II<ref>[http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1335734? I Legionari di Cristo: "Accusano noi per colpire il papa"] Espresso Chiesa, 4 aprile 2003</ref>), le vittime di Maciel (definiti ex legionari ingrati e rancorosi) furono delegittimate e nessuna relazione fu inviata alla Santa Sede. La sanzione disciplinare del 2006 fu presentata come un'ulteriore persecuzione subita da Maciel, di cui Benedetto XVI era ignaro complice. La morte di Maciel fu annunciata usando le stesse parole con cui fu comunicata dalla Santa Sede quella di Giovanni Paolo II: un santo era tornato alla casa del Padre<ref>[http://www.zenit.org/article-13370?l=italian Dolore dei vescovi messicani per la morte di padre Marcial Maciel], Zenit, 1 febbraio 2008</ref>. Delle sue ultime ore di vita fu fatta una narrazione mitica. Nel febbraio del 2009, il portavoce in Italia della congregazione, il sacerdote legionario Paolo Scarafoni, comunicò il riconoscimento di una figlia di Maciel, ribadendo che nessuno sapeva nulla, che erano fatti emersi di recente e che parlare di doppia vita di Maciel era un'affermazione che non si poteva condividere<ref>[http://wildgreta.wordpress.com/2009/02/04/legionari-di-cristo-padre-maciel-ebbe-una-figlia-dallamante/ Legionari di Cristo: Padre Maciel ebbe una figlia dall’amante], ASCA, 4 febbraio 2009</ref>. Anche dopo il riconoscimento di una figlia di Maciel, all'interno della congregazione e del Regnum Christi fu diffusa una "versione ufficiale" che non corrispondeva alla verità. In nessuna comunicazione (nemmeno nel comunicato del 25 marzo 2010) furono indicati i reali motivi dell'invio della seconda visita apostolica, né essa fu comunicata nella sua realtà di ispezione vaticana<ref>[http://www.zenit.org/article-17749?l=italian Visita apostolica ai Legionari di Cristo per aiutarli ad affrontare le attuali difficoltà], Zenit, 31 marzo 2009</ref>. I legionari ricevettero invece una FAQ di risposte predefinite da dare a chiunque facesse loro domande sulla questione, compresi i visitatori apostolici<ref>[http://conlajusticia.wordpress.com/2010/01/28/legionarios-de-cristo-guia-para-responder-a-los-visitadores-apostolicos/ Legionarios de Cristo. Guía para responder a los visitadores apostólicos], Fundación de la Mano con la Justicia, 28 gennaio 2010</ref>. La nomina del delegato apostolico non fu presentata come un commissariamento, ma come un segno dell'affetto del papa per la congregazione<ref>[http://www.regnumchristi.org/italiano/articulos/articulo.phtml?se=362&ca=966&te=821&id=30271 Il Papa nomina il suo delegato per i Legionari di Cristo, Sito ufficiale del Regnum Christi, 9 luglio 2010]</ref>. ====All'esterno della congregazione==== Molto delicata è la questione degli amici influenti che Maciel ebbe e che i Legionari di Cristo hanno ancora nella Curia romana. Il seminarista legionario Dominguez, nella sua lettera del 1954, scrisse dell'abitudine di Maciel di procurarsi queste amicizie con favori e regali. Questa abitudine divenne nel tempo una strategia aziendale. Giovanni Paolo II fu dal [[1979]] al [[1999]] un sostenitore di Maciel e dei legionari. Questo sostegno fu un ostacolo alla sua causa di beatificazione: la [[Congregazione per le Cause dei Santi]] cercò di stabilire quanto [[Papa Wojtyla]] fosse informato delle accuse contro Maciel. Il suo segretario personale e vescovo di [[Cracovia]], [[Stanisław Dziwisz]], è stato sempre molto vicino ai legionari e ha filtrato alcune informazioni<ref name="ws">Cfr. Giacomo Galeazzi, Ferruccio Pinotti, ''Wojtyla segreto. La prima controinchiesta su Giovanni Paolo II'', Chiarelettere, Milano, 2011, pp. 219-225</ref>. Bisogna inoltre tener presente che nella [[Polonia]] comunista l'accusa di pedofilia era uno dei mezzi usati dal regime per diffamare sacerdoti scomodi<ref name="ws"/>. Dal 1999 l'atteggiamento di Giovanni Paolo II nei confronti di Maciel cambiò e nel 2004 autorizzò la Congregazione per la dottrina della fede a riaprire le indagini che portarono alla sanzione disciplinare del 2006. Nell'aprile del 2010, Jason Berry, il giornalista che con Gerald Renner riaprì nel 1998 il caso Maciel, scrisse due articoli sul National Catholic Reporter<ref>[http://ncronline.org/news/accountability/money-paved-way-maciels-influence-vatican Money paved way for Maciel's influence in the Vatican] e [http://ncronline.org/news/accountability/how-fr-maciel-built-his-empire How Fr. Maciel built his empire], National Catholic Reporter, 6 e 12 aprile 2010</ref>, descrivendo un uso diffuso da parte dei Legionari di Cristo di regali in beni e denaro ad alcuni prelati della Curia romana. Berry, le cui fonti erano ex legionari (alcuni sono dichiarati) citò l'ex Segretario di Stato di Giovanni Paolo II il cardinale [[Angelo Sodano]], il suo ex segretario personale Stanisław Dziwisz e due ex prefetti della [[Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica]], i cardinali [[Eduardo Martínez Somalo]] e [[Franc Rode]]. Denaro fu offerto anche all'allora cardinale Ratzinger, che non lo accettò. I prelati che accettavano le attenzioni della congregazione erano definiti ''amigos de la Legion''. Angelo Sodano fu uno dei più forti sostenitori di Maciel<ref>Sodano intervenne presso le autorità italiane per ottenere le varianti necessarie alla costruzione dell'Ateneo Regina Apostolorum. Intervenne ancora quando la [[Congregazione per l'educazione cattolica]] della Santa Sede non riconobbe l'Ateneo come università pontificia (Maciel ne fu molto irritato: cercò di ingraziarsi l'allora prefetto, il cardinale [[Pio Laghi]], e poi il suo successore, il cardinale [[Zenon Grocholewski]] con il regalo di una Mercedes. Entrambi rifiutarono il dono). Un suo nipote fu assunto dai legionari come consulente della costruzione ([http://www.life-after-rc.com/2010/04/the-other-kingdom.html The "other" kingdom], Life after RC, 12 aprile 2010)</ref><ref>Vedi inoltre la sezione [[Marcial_Maciel_Degollado#Il_provvedimento_disciplinare_del_2006|Il provvedimento disciplinare del 2006]])</ref>. Nel 2010 First Things (un'importante rivista cattolica statunitense) accusò Sodano di aver ricevuto per molti anni soldi e benefit dai legionari per i suoi progetti e di aver bloccato nel 1998 le inchieste sugli scandali sessuali di Maciel. First Things ne chiese espressamente le dimissioni o la rimozione dalla carica di decano del collegio cardinalizio<ref>[http://www.firstthings.com/onthesquare/2010/05/the-cost-of-father-maciel The Cost of Father Maciel], First Things, 12 maggio 2010</ref>. Franc Rode fu un amico personale di Maciel ed è ancora molto vicino ai legionari<ref>[http://www.regnumchristi.org/italiano/articulos/articulo.phtml?id=20048&se=359&ca=84&te=782 Card. Franc Rodé: Un’atmosfera sana domina nella Legione di Cristo], Sito ufficiale del Regnum Christi, 2 aprile 2008 (Pagina cancellata)</ref>. Per questo la seconda visita apostolica del 2009 fu inviata dalla Segreteria di Stato e non (come avrebbe dovuto essere) dalla Congregazione che egli presiedeva. Rodè fu comunque uno dei cardinali chiamato ad assumere la decisione finale al termine della seconda visita apostolica e si adoperò per evitare lo scioglimento della congregazione<ref>Nella riunione in cui fu discussa la relazione presentata dai visitatori apostolici, tre su cinque di loro si espressero per lo scioglimento dei Legionari di Cristo. Franc Rodè fece passare la linea più morbida del commissariamento</ref>. ===L’amministrazione=== L'avvocato José Bonilla rivelò nell'agosto del 2009 che Maciel aveva aperto un trust fund presso una banca delle Bahamas per le necessità dei suoi tre figli messicani<ref>[http://blogs.21rs.es/trastevere/2009/09/01/el-abogado-jose-bonilla-demanda-colaboracion-en-una-investigacion-sobre-los-bienes-y-finanzas-de-maciel-y-los-legionarios-de-cristo "El abogado José Bonilla demanda colaboración en una investigación sobre los bienes y finanzas de Maciel y los Legionarios de Cristo"], ''El Trastevere'', 27 agosto 2009</ref>. L'uso a fini personali dei beni della congregazione da parte di Maciel fu denunciato anche da alcuni ex legionari, tra cui un ex amministratore, Steven Fichter<ref>Fichter raccontò che ogni volta che Maciel doveva fare un viaggio riceveva l’equivalente di 10.000 dollari in contanti. Al ritorno non restituiva nulla e non consegnava le ricevute delle spese ([http://www.firstthings.com/onthesquare/?p=1311 "Saving what can be saved"], ''First Things'', 9 febbraio 2009)</ref>. Lo stesso Luis Garza ha raccontato che Maciel aveva un fondo personale di 20.000 dollari al mese e l'uso di due carte di credito su conti della congregazione senza dover giustificare le spese<ref name="todomaciel.wordpress.com"/>. === Il macielismo === Il [[25 marzo]] 2010 la leadership legionaria riconobbe alcuni delitti di Maciel e dichiarò di non poter «guardare la sua persona come modello di vita cristiana o sacerdotale» <ref name="25marzo"/>. Il [[9 luglio]] 2010 il cardinale [[Velasio De Paolis]] assunse l'incarico di [[delegato pontificio]] per i Legionari di Cristo <ref>[http://press.catholica.va/news_services/bulletin/news/25852.php?index=25852&po_date=09.07.2010&lang=it#NOMINA%20DEL%20DELEGATO%20PONTIFICIO%20PER%20LA%20CONGREGAZIONE%20DEI%20LEGIONARI%20DI%20CRISTO Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede], 9 luglio 2010</ref>. Eppure fino al [[6 dicembre]] 2010 Maciel continuò a essere proposto come modello sacerdotale e fonte della spiritualità dei legionari e del ''Regnum Christi''. Le registrazioni delle sue conferenze (note come "''La voz del fundador''") erano fatte periodicamente ascoltare ai religiosi e ai consacrati del ''Regnum Christi'', e la persona di Maciel o parti degli scritti a lui attribuiti erano usati nelle omelie, negli esercizi spirituali, in conferenze comunitarie e in altre occasioni.<ref name ="decreto">[http://todomaciel.files.wordpress.com/2011/01/prot-d-g-2979-2010.pdf ''Decreto su criteri e disposizioni relazionati con la persona del P. Marcial Maciel, L.C.'']</ref> Il 6 dicembre 2010 il direttore generale dei Legionari di Cristo, Alvaro Corcuera, col consenso del card. De Paolis, ha firmato un ''Decreto su criteri e disposizioni relazionati con la persona del P. Marcial Maciel, L.C.'', che disponeva alcune restrizioni nelle relazioni istituzionali ed esterne, ma lasciava nella pratica le cose come prima a livello privato e interno.<ref name ="decreto"/> Il culto della personalità di Maciel è solo un corollario del macielismo. Il macielismo è l'identificazione della congregazione e dei singoli legionari con Marcial Maciel, voluta dallo stesso Maciel. In atti capitolari si afferma che la missione identitaria dei legionari è rimanere "fedeli in amore e obbedienza al carisma del fondatore" e "riflettere integralmente lo spirito del fondatore"<ref>[http://www.life-after-rc.com/2010/03/deciphering-the-obvious.html Deciphering the obvious], Life after RC, 12 marzo 2010</ref>. La difficoltà dei legionari di separarsi da Maciel ha generato il "macielismo senza Maciel". Verso la fine del 2009, il segretario generale Evaristo Sada fece pubblicare "Cristo al Centro" (una raccolta di meditazioni espressive del carisma e della spiritualità) e un nuovo libretto di preghiere per i laici del Regnum Christi, che continuavano a raccogliere brani di lettere e preghiere attribuite a Maciel, cancellando solo ogni riferimento a Maciel<ref>[http://www.life-after-rc.com/2010/03/just-to-be-clear.html Just to be clear], Life after RC, 11 marzo 2010</ref>. == Note == {{references|2}} ==Bibliografia== ;Pubblicazioni dei Legionari di Cristo *{{cita libro | autore= Jesús Colina | titolo= La mia vita è Cristo. Jesus Colina intervista Marcial Maciel | editore= Edizioni Art | città= Roma | anno= 2004}} *{{cita libro | autore= Angeles Conde, David J. P. Murray | titolo= Legionari di Cristo | editore= Edizioni Art | città= Roma | anno= 2006 | id= ISBN 88-7879-029-X}} *{{cita libro | autore= Alfredo Torres Villanueva | titolo= Regnum Christi. Memorias de una fundación | editore= | città= | anno= 2011 | id= }} ;Pubblicazioni di ex legionari o ex Regnum Christi *{{cita libro | autore= Alejandro Espinosa | titolo= El Legionario | editore= Grijalbo | città= Città del Messico | anno= 2003 | id= ISBN 978-1400059140}} *{{cita libro | autore= J. Paul Lennon | titolo= Our Father, who art in bed: A Naive and Sentimental Dubliner in the Legion of Christ | editore= BookSurge Publishing | anno= 2008 | id= ISBN 978-1419676628}} *{{cita libro | autore= Alejandro Espinosa | titolo= El Ilusionista Marcial Maciel | editore= Grijalbo | città= Città del Messico | anno= 2010 | id= ISBN 062012542700}} *{{cita libro | autore= Jack Keogh | titolo= Driving Straight On Crooked Lines: How an Irishman found his heart and nearly lost his mind | editore= Iveagh Lodge Press | anno= 2010 | id= ISBN 978-0-9845227-0-5}} *{{cita libro | autore= Nelly Ramírez Mota Velasco | titolo= El reino de Marcial Maciel | editore= Editorial Planeta | città= Città del Messico | anno= 2011 | id= ISBN 978-607-07-0624-0}} *{{cita libro | autore= Francisco González Parga | titolo= Yo acuso al Padre Maciel y a la Legión de Cristo | editore= CreateSpace | città= Seattle | anno= 2011 | id= ISBN 978-1456411336}} ;Pubblicazioni indipendenti *{{cita libro | autore= Alfonso Torres | titolo= La prodigiosa aventura de los Legionarios de Cristo | editore= Foca ediciones y distribuciones generales S.L. | città= Madrid | anno= 2001 | id= ISBN 84-95440-12-1}} *{{cita libro | autore= José Martinez de Velasco | titolo= Los Legionarios de Cristo: el nuevo ejercito del papa | editore= La Esfera de los Libros | città= Madrid | anno= 2002 | id= ISBN 978-84-973-4080-9}} *{{cita libro | autore= Salvador Guerrero, Fernando M. González, Jorge Erdely, Paloma Escalante, Elio Masferrer, César Mascareñas | titolo= El círculo del poder y la espiral del silencio. La historia oculta del Padre Marcial Maciel y los Legionarios de Cristo | editore= Grijalbo | città= Città del Messico | anno= 2004 | id= ISBN 970-05-1754-3}} *{{cita libro | autore= José Martinez de Velasco | titolo= Los documentos secretos de los Legionarios de Cristo | editore= Ediciones B | città= Barcellona | anno= 2004 | id= ISBN 9788466618861}} *{{cita libro | autore= Jason Berry, Gerald Renner | titolo= I Legionari di Cristo: abusi di potere nel papato di Giovanni Paolo II | editore= Fazi | città= Roma | anno= 2006 | id= ISBN 88-8112-748-2}} *{{cita libro | autore= Fernando M. González | titolo= Marcial Maciel. Los Legionarios de Cristo: testimonios y documentos inéditos | editore= Editorial Tusquets | città= Città del Messico | anno= 2006 | id= ISBN 970-699-150-6}} *{{cita libro | autore= J. M. Marcos Ruiz | titolo= La orden maldita. La historia oculta de los Legionarios de Cristo | editore= El Aleph | città= Barcellona | anno= 2007 | id= ISBN 978-84-7669-760-3}} *{{cita libro | autore= Andrea Insunza, Javier Ortega | titolo= Legionarios de Cristo en Chile: Dios, dinero y poder | editore= Copa Rota | città= Santiago del Cile | anno= 2008 | id= ISBN 978-956-8523-28-2}} *{{cita libro | autore= (a cura di) Discepoli di verità | titolo= Dossier Legionari di Cristo | editore= Kaos edizioni | città= Milano | anno= 2010 | id= ISBN 978-88-7953-219-8}} *{{cita libro | autore= Carmen Aristegui | titolo= Marcial Maciel: historia de un criminal | editore= Random House Mondadori | città= Città del Messico | anno= 2011 | id= ISBN 978-956-84-1041-4}} *{{cita libro | autore= Jesús Rodríguez | titolo= La confesión | editore= Random House Mondadori | città= Barcellona | anno= 2011 | id= ISBN 978-848-30-6581-5}} ==Filmografia== *{{lingue|en|es}} [http://www.vowsofsilencefilm.com/ Vows of silence (El Legionario de Cristo)], di Jason Berry, USA 2008 ==Documenti== *{{es}} [http://www.regainnetwork.org/let/dom.pdf Originale in spagnolo] e [http://www.regainnetwork.org/let/fedE.pdf traduzione in inglese] della lettera di Federico Dominguez all'Arcidiocesi di Città del Messico, 1954 *{{es}} [http://www.regainnetwork.org/let/fer.pdf Originale in spagnolo] e [http://www.regainnetwork.org/let/FerE.pdf traduzione in inglese] della lettera di Luis Ferreira Correa all'Arcidiocesi di Città del Messico, 1956 *{{es}} [http://todomaciel.files.wordpress.com/2009/12/carta-de-juan-jose-vaca.pdf Lettera di Juan Jose Vaca] a Marcial Maciel, 1976 *{{es}} [http://www.pepe-rodriguez.com/Sexo_clero/Casos/Sexo_clero_M_Maciel_Leg_pedof_denuncia_Papa.htm Lettera aperta a Giovanni Paolo II] delle vittime di Marcial Maciel, 1997 *[http://press.catholica.va/news_services/bulletin/news/18396.php?index=18396&po_date=19.05.2006&lang=it Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede] sulla sospensione a divinis di Marcial Maciel, 2006 *[http://press.catholica.va/news_services/bulletin/news/25517.php?index=25517&po_date=01.05.2010&lang=it Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede] sull'esito della seconda visita apostolica ai Legionari di Cristo, 2010 *{{es}} [http://www.exlcesp.com/downloads/clc1983.pdf Costituzioni della Legione di Cristo], edizione del 1983 *{{es}} [http://www.exlcesp.com/downloads/clcultimafinal.pdf Costituzioni della Legione di Cristo], edizione corrente *{{es}} [http://www.exlcesp.com/downloads/coca.pdf Primo Capitolo Generale della Legione di Cristo], 1980 *{{es}} [http://www.exlcesp.com/downloads/cocasup.pdf Primo Capitolo Generale della Legione di Cristo - 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