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{{NN|storia|luglio 2009}}
'''Comunione e Liberazione''' (spesso abbreviata con '''CL''', da cui il nome di '''ciellini''' dato ai suoi aderenti) è un [[Associazioni e movimenti cattolici|movimento ecclesiale]] [[cattolicesimo|cattolico]] fondato dal [[sacerdote]] e [[teologo]] [[Luigi Giussani]].

== Storia ==
Le origini di Comunione e Liberazione vengono fatte risalire alla fine del [[1954]], quando don [[Luigi Giussani]] cominciò ad insegnare religione presso il [[liceo classico Giovanni Berchet|liceo classico Berchet]] di [[Milano]]. In seguito a quei primi incontri con gli studenti, don Giussani diede vita ad una compagnia che assunse il nome di ''[[Gioventù Studentesca]]'' (GS) che in breve tempo si diffuse anche al di fuori della [[Arcidiocesi di Milano|diocesi di Milano]]. La prima comunità di GS fuori Milano nacque intorno al 1960 a Catania, attorno a don Francesco Ventorino; ben presto si aggiunsero Rimini, Rovereto, Trento, Chiavari e Forlì. A Forlì, infatti, come ricorda don Giussani, GS compi la sua "prima storica uscita nel settembre del '61 in [[Campigna]]"<ref>Cfr. [http://www.sandrodiremigio.com/memoria/don_francesco_ricci.htm Memoria di Don Francesco Ricci].</ref>.

Gioventù Studentesca era inserita nell'[[Azione Cattolica]] (AC) ma la differenza nel metodo educativo e le polemiche che ne conseguirono ne provocarono attraverso gli anni il distacco e la crisi, culminata nel [[Il Sessantotto|'68]], quando molti degli aderenti a GS lasciarono il movimento, incluso don Vanni Padovani, sacerdote della diocesi di Milano che seguiva metà delle comunità giessine. I più vicini a don Giussani si riorganizzarono di lì a breve sotto l'attuale nome di ''Comunione e Liberazione'', nell'intento di proseguire l'originaria esperienza cristiana intrapresa da GS. 

Il nome viene dal titolo di un volantino diffuso da alcuni universitari nel [[1969]] e rimanda ad una polemica col mondo culturale del tempo: mentre la cultura di sinistra dichiarava che la ''rivoluzione'' era il cammino della liberazione dell'uomo, i sostenitori del movimento affermavano invece che tale cammino era possibile solo nella ''comunione cristiana'', con cui sarebbe possibile la vera ''liberazione''.

L'ipotesi fondamentale del pensiero e dell'opera di don Giussani è che la realtà mostra, usando la ragione, gli elementi per giungere a ritenere verificabile la presenza viva di [[Gesù Cristo]] nella vita di ciascun uomo.

Don Luigi Giussani affermava di non aver mai realmente inteso fondare un movimento. In relazione ad una lettera<ref>[http://www.clonline.org/it/testi/Art_dett.asp?Autore=Giovanni+Paolo+II&offset=30&ID=172 Lettera autografa di papa Giovanni Paolo II a Luigi Giussani] per il ventesimo anniversario della Fraternità di CL (febbraio 2002).</ref> di [[papa]] [[Giovanni Paolo II]], aveva affermato<ref>[http://www.zenit.org/italian/visualizza.php?sid=1238 Lettera di Luigi Giussani a papa Giovanni Paolo II] per i 50 anni del movimento di Comunione e Liberazione (aprile 2004).</ref> a proposito di Comunione e Liberazione:
{{quote|Non solo non ho mai inteso "fondare" niente, ma ritengo che il genio del movimento che ho visto nascere sia di avere sentito l'urgenza di proclamare la necessità di tornare agli aspetti elementari del cristianesimo, vale a dire la passione del fatto cristiano come tale nei suoi elementi originali, e basta.}}

Il desiderio di proseguire l'esperienza del movimento in una forma più stabile, da parte degli ex studenti che avevano incontrato don Giussani attraverso la [[scuola]] e l'[[università]], si condensò nei primi [[Anni 1970|anni settanta]] nella ''Fraternità di Comunione e Liberazione'', riconosciuta l'[[11 febbraio]] [[1982]] dalla [[Chiesa cattolica]] quale associazione laicale di diritto pontificio. La Fraternità di Comunione e Liberazione si incontra annualmente (in genere nel mese di maggio) per gli [[esercizi spirituali]] a [[Rimini]]; 

La presenza di CL nel mondo della scuola ha ancora il nome di Gioventù Studentesca.
La sigla CLU (Comunione e Liberazione - Universitari) definisce invece informalmente l'intera presenza di CL nelle università indipendentemente dalle varie forme di associazionismo. Anche il CLU si incontra annualmente (in genere nella prima metà di dicembre) per gli esercizi spirituali a Rimini.

Del movimento fanno parte anche esperienze di vita consacrata quali ad esempio i ''[[Memores Domini]]'', la ''[[Fraternità San Giuseppe]]'' e la ''[[Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo]]'', le ''[[Suore di Carità dell'Assunzione]]'', oltre a numerose [[Vocazione|vocazioni]] nell'ambito di [[Ordini religiosi|famiglie religiose]] già esistenti ([[Ordine della Beata Vergine del Monte Carmelo|carmelitani]], [[benedettini]], [[francescani]], [[trappisti]], etc).

Con la morte di don Giussani, avvenuta il [[22 febbraio]] [[2005]], la guida del movimento è passata al sacerdote [[Spagna|spagnolo]] [[Julián Carrón|don Julián Carrón]].

== Vita di CL ==
Fin dalle sue origini come Gioventù Studentesca, la vita del movimento di Comunione e Liberazione è centrata sulla preghiera svolta nella [[liturgia]].
L'esperienza di CL segue tre dimensioni, che Giussani indicava come fondanti l'esperienza cristiana: cultura, carità e missione. Il metodo di GS e poi di CL è rimasto immutato fino ad oggi.

=== La scuola di comunità ===
Gesto distintivo e peculiare organizzato dal movimento è la catechesi detta ''scuola di comunità'', generalmente sui testi di don Luigi Giussani o del Magistero, a cadenza quindicinale, organizzata dalle singole comunità e aperta a tutti.

Fin dai primi tempi di Gioventù Studentesca, Luigi Giussani ha stabilito come scopo primario l'educazione alla maturità cristiana e la collaborazione alla missione della Chiesa in ogni aspetto della vita. La scuola di comunità intende essere un metodo per verificare la presenza di [[Cristo]] nella propria vita, la ragionevolezza dell'[[Incarnazione]], l'umanità nuova che nasce dalla comunione con Cristo attraverso la Chiesa.

Ogni comunità comincia tipicamente con una preghiera o un canto; c'è quindi una lettura di un testo di don Giussani. Segue una breve discussione, confrontando quanto letto con la propria esperienza personale, e si conclude con un canto, una preghiera e gli avvisi, ritenuti le "gambe su cui può camminare la comunità".

=== Liturgia e preghiera ===
Giussani ha sempre utilizzato per sé e per il movimento semplicemente le preghiere e la [[liturgia]] della Chiesa, senza aggiunte o modifiche (all'eccezione dell'[[Angelus]] che viene recitato in forma abbreviata con un solo [[Ave Maria]]). Nella Messa si utilizzano spesso canti della tradizione della Chiesa ([[Canto gregoriano|gregoriani]], laude medievali, polifonici, etc.). Le celebrazioni eucaristiche, aperte a tutti, sono ridotte all'essenziale: senza "segni" (cioè senza applausi, senza arredi sacri particolari, etc.), senza "monizioni" (né interventi spontanei), secondo quanto permette il [[Messale|Messale Romano]].

Giussani ha sempre promosso la [[liturgia delle Ore]], che è recitata quasi sempre in gruppo ed in ''recto tono''. Agli inizi degli anni settanta fu compilata una versione semplificata<ref>''Il libro delle Ore'', edizioni Jaca Book (ultima ristampa aprile 2006), con ''[[imprimatur]]'' di [[Giuseppe Martinoli]], [[vescovo]] di [[Lugano]], maggio 1975. Il volume, originariamente inteso per gli studenti delle scuole superiori, è stato poi utilizzato in tutto il movimento.</ref> del [[breviario]] [[Liturgia Ambrosiana|ambrosiano]], racchiusa in un ciclo di una sola "settimana" anziché quattro, che è in uso ancora oggi; i consacrati (''Memores Domini'', etc.) utilizzano invece il breviario della Chiesa cattolica.

Sulla scia della [[devozione]] [[Maria, madre di Gesù|mariana]] di don Giussani, la recita del [[rosario]] è frequente, e sono raccomandati in modo particolare anche il [[Angelus|Regina Coeli]], l'[[Angelus]], il [[Memorare]], la preghiera di san Bernardo (presente nel canto XXXIII della [[Divina Commedia]]) e l'invocazione allo Spirito (''Veni Sancte Spiritus, veni per Mariam'').

=== Il canto e la musica ===
La passione di don Giussani per la musica ed il canto sono un aspetto essenziale del movimento; secondo don Giussani il canto è «l'espressione più alta del cuore dell'uomo», «la carità più grande di tutte perché il canto rende vicino e visibile il mistero». Giussani stesso racconta che fin «dalla prima Messa di GS, la prima in assoluto» insegnò ai suoi ragazzi i classici della ''devotio moderna'', a cui seguiranno poi canti solisti, popolari o polifonici del [[XVI secolo|Cinquecento]] e del [[XVII secolo|Seicento]]. Inizialmente circoscritti all'ambito della sola liturgia, i [[Coro (musica)|cori]] di CL si sono poi formati anche su altri generi (dagli ''spirituals'' ai canti degli alpini, dai canti brasiliani al [[Laudario di Cortona]], dai canti gregoriani e ambrosiani ai canti tradizionali spagnoli, irlandesi, sudamericani).

Già nei primissimi tempi dell'insegnamento al Berchet don Giussani faceva ascoltare in classe, nelle sue lezioni di religione, dischi di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]], [[Johannes Brahms|Brahms]], e altri: l'ascolto e il commento di musica e canti è rimasto poi come uno dei fattori fondamentali della vita del movimento. Negli ultimi anni della sua vita Giussani ha fondato e diretto la collana di [[compact disc|CD]] ''[[Spirto Gentil]]'' con i pezzi che riteneva meglio eseguiti, non solo di musica classica (tra cui [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Franz Joseph Haydn|Haydn]], [[Wolfgang Amadeus Mozart|Mozart]], [[Sergej Rachmaninov|Rachmaninov]], [[Giovanni Battista Pergolesi|Pergolesi]]) ma anche canti e musiche di altre tradizioni (ad esempio laudari [[Medioevo|medievali]], canti popolari [[Russia|russi]], canti popolari [[Napoli|napoletani]], canti baschi).

Non si rinnega tuttavia la canzone moderna in quanto tale: anzi, il movimento ha accolto anche compositori, come il cantautore [[Claudio Chieffo]], che don Giussani chiamava semplicemente "il poeta".

L'attenzione alla musica è tale che negli [[esercizi spirituali]], ad eccezione dei momenti degli incontri, c'è sempre l'esecuzione di un canto o di un pezzo di musica classica.

=== Cultura ===
La preoccupazione di Giussani di presentare la lettura di alcuni testi di personalità cristiane e non cristiane che potessero favorire una migliore comprensione dell'esperienza cristiana cominciò con la proposta del "libro del mese" che continua ancora oggi sotto forma di una collana della [[BUR Biblioteca Universale Rizzoli|BUR]], denominata ''I libri dello spirito cristiano''. La proposta sull'ascolto della musica è invece nella collana di CD denominata ''[[Spirto Gentil]]''.
In CL si presta grandissima attenzione all'arte, intesa come una delle espressioni più alte dell'uomo.

=== Carità ===
Gli aderenti al movimento sono educati alla carità attraverso la "caritativa". Questo gesto settimanale affonda le sue radici nell'abitudine dei primi giessini di riversarsi nel fine settimana nella povera Bassa Milanese per fare compagnia ai bambini, giocare con loro e fare catechismo.
La caritativa non è intesa come volontariato o come gesto di solidarietà, ma come strumento di educazione del cuore alla gratuità.
Attualmente le forme sono le più disparate: per esempio, dedicare un'ora della settimana a fare compagnia ai carcerati, ai malati, a fare doposcuola ai bambini, ecc.

=== Missione ===
Tutto il movimento di CL è missionario, nel senso che si propone di portare ad ogni uomo la persona viva di Gesù. L'attenzione alla realtà missionaria propriamente detta è grandissima e affonda le sue radici negli anni sessanta, quando alcuni giessini milanesi partirono per il Brasile (paese cui il movimento sarebbe sempre stato legato) come missionari.
Si tratta certamente dell'unico esempio missionario studentesco nella storia della Chiesa.
In realtà quasi tutti i ragazzi di GS partiti dopo il '68 passarono nelle file dei movimenti marxisti, abbandonando il movimento, ad eccezione di don Pigi Bernareggi e di Rosetta Brambilla, ancora attualmente in Brasile.

== Aspetti sociali ==
Nell'insegnamento di don Luigi Giussani, la fede ha a che fare con ogni aspetto della vita, da cui la nascita in seno al movimento di circoli culturali, opere educative, cooperative di lavoro, attraverso cui Comunione e Liberazione si è diffusa assai più che per il tradizionale ambiente delle parrocchie. Al movimento è legata, ad esempio, l'associazione [[Compagnia delle Opere]], nata nel [[1986]] e che riunisce migliaia tra imprenditori ed opere di carattere assistenziale ed educative.
Una critica relativamente diffusa in ambienti laici verso questa associazione è che essa rappresenterebbe una struttura "tentacolare" volta a trasmette l'influenza e il potere di CL nella vita economica italiana; i sostenitori del movimento affermano al contrario che la Compagnia ha lo scopo di concretizzare nel mondo l'insegnamento di Don Giussani. 

Il movimento è presente in circa settanta paesi in tutto il mondo<ref>[http://www.clonline.org/cl_mondo.asp Il sito web del movimento] riporta l'elenco di 61 paesi dove CL è presente in forma organizzata e riconosciuta. A questi vanno aggiunti paesi, soprattutto africani e asiatici, nei quali la presenza del movimento è limitata in particolare a quella di missionari cattolici o famiglie e singoli residenti o nei quali gli aderenti fanno riferimento alle comunità dei paesi più prossimi.</ref>.

Dal [[1980]] ogni anno, in una settimana della seconda metà di agosto, si svolge a [[Rimini]] il [[Meeting per l'amicizia fra i popoli]], manifestazione in cui tramite incontri, eventi, mostre e dibattiti con esponenti del mondo della cultura, della politica, dell'industria e della finanza (sia italiani che stranieri), è evidenziato il coinvolgimento di CL con le più varie realtà religiose, politiche e sociali.

Dall'ambiente di CL è nata la fondazione [[Banco Alimentare]], una [[ONLUS]] per la raccolta e la redistribuzione delle eccedenze alimentari (a cui si è poi aggiunto il [[Banco Farmaceutico]]) e l'[[AVSI]] (Associazione dei Volontari per il Servizio Internazionale).

Ancora da CL nasce nel 1982 il Sindacato delle Famiglie (SIDEF<ref>[http://www.sindacatodellefamiglie.org SIDEF - Sindacato delle famiglie].</ref>), per la promozione dei diritti delle famiglie ed il riconoscimento della loro soggettività sociale, ipotizzando che l'Italia sia uno dei paesi europei che più penalizza le esigenze delle famiglie.

Da CL sono nati anche numerose altre iniziative dei più diversi àmbiti: Club Papillon<ref>[http://www.clubpapillon.it Club Papillon].</ref>, Teatro de Gli Incamminati<ref>[http://www.incamminati.it Teatro de Gli Incamminati].</ref>, Consorzio Pan (progetti asili nido)<ref>[http://www.consorziopan.it Consorzio PAN].</ref>, Famiglie per Accoglienza<ref>[http://www.famiglieperaccoglienza.it Famiglie per Accoglienza].</ref>, Associazione Cilla<ref>[http://www.cilla.it Associazione Cilla].</ref>, Russia Cristiana<ref>L'associazione [http://www.russiacristiana.org Russia Cristiana], fondata da padre [[Romano Scalfi]], promuove la rinascita spirituale e religiosa in Russia, attraverso un intenso dialogo con le [[Chiesa Ortodossa|chiese ortodosse]] e la pubblicazione di libri religiosi in [[lingua russa]].</ref>, Euresis<ref>[http://euresis.ispp.it Euresis].</ref>, Teatro Elsinor<ref>[http://www.elsinor.net Teatro Elsinor].</ref>, Federazione Opere Educative<ref>[http://www.foe.it Federazione Opere Educative].</ref>, Arcipelago Musica<ref>[http://www.arcipelagomusica.it Arcipelago Musica].</ref>, ecc.

CL non prevede alcuna forma di tesseramento e pertanto non è possibile stimare con esattezza il numero di aderenti e simpatizzanti del movimento.

=== CL nell'ambiente universitario ===
Alla base del movimento di Comunione e Liberazione c'è anche la presenza e il radicamento tra i giovani nelle scuole e nelle Università.

CL dichiara di non avere come scopo il fare politica quale movimento ecclesiale di educazione ad una matura vita di fede. Tuttavia alcuni aderenti al movimento di Comunione e Liberazione partecipano attivamente alla politica universitaria mediante liste universitarie (dichiaratamente apartitiche e indipendenti), così come alla politica locale, nazionale ed europea. Questo per seguire l'insegnamento della Chiesa di portare Cristo in tutti gli ambienti della società (cfr. ''[[Gaudium et Spes]]'').

La presenza di CL nelle università inizia a partire dalla fine degli [[anni 1960|anni sessanta]] con la sigla informale CLU (Comunione e Liberazione - Universitari) ancora oggi utilizzata per indicare tutti i gruppi universitari ispirati a CL. Tale presenza è stata spesso però vista, soprattutto negli anni 70, solo come un elemento politico, tanto che Giussani stesso, nel febbraio 1976, richiamò i suoi sottolineando che «CL in università è un fatto politico più che un fatto ecclesiale, e questo ci strozza» e indicando un nuovo modo di stare in Università più aderente al messaggio cristiano.

La storia delle liste universitarie nate da aderenti a Comunione e Liberazione ha conosciuto negli anni successi ed insuccessi legati soprattutto al radicamento di CL sul territorio e nelle singole Università e attualmente fa riferimento a sigle come [[Student Office]], [[Obiettivo Studenti]], [[Lista Aperta per il Diritto allo Studio]], [[Ateneo Studenti]] riunite in una federazione nata negli [[Anni 1990|anni novanta]] e denominata [[Coordinamento Liste per il Diritto allo Studio]] (CLDS).

Negli atenei italiani il movimento di CL ha fatto sentire la sua voce con nette prese di posizione, dimostrazioni, volantinaggi, manifestazioni durante incontri pubblici su alcuni temi scottanti della politica italiana ed europea, esprimendosi contro l'[[aborto]], l'utilizzo delle [[Cellule staminali|cellule staminali embrionali]] e a sostegno della [[legge 40/2004]] sulla procreazione assistita (cfr. [[#Politica italiana e CL|Politica italiana e CL]]), opponendosi al [[divorzio]] e al riconoscimento legale di coppie omosessuali e sostenendo la parità dei diritti tra scuole statali e private e per l'insegnamento della religione cattolica. Recentemente, anche negli atenei, CL ha preso posizione per quanto riguarda l'inserimento nel testo della Costituzione Europea del riferimento alle radici cristiane. Nei mesi di settembre, ottobre e novembre [[2008]], ovvero nei momenti di tensione tra governo da una parte e studenti, ricercatori e professori dall'altra, a causa della [[legge 133]] (che prevedeva tagli orizzontali nell'ambito dell'università pubblica, della ricerca e del settore lavorativo universitario) il movimento di CL ha assunto una posizione generalmente poco critica rispetto alla situazione, assumendo posizioni in parte favorevoli al decreto, in parte contrarie; gli esponenti di CL si sono generalmente astenuti dalle manifestazioni di piazza.

Nell'ultimo decennio diversi studenti provenienti dall'esperienza di CL hanno aderito a partiti, buona parte a [[Forza Italia]], militando nelle sue file e presentando candidati nelle sue liste. Per esempio, a Milano, Lorenzo "Lollo" Malagola, studente di Comunione e Liberazione e rappresentante degli studenti in seno al CNSU, è stato eletto nel [[2006]] come consigliere comunale nelle liste di Forza Italia, seguendo le orme di Carlo Masseroli, che è stato assessore all'urbanistica del comune di Milano, passando dagli organi universitari fino ai banchi del consiglio comunale. 

La posizione delle liste vicine al movimento di CL per quanto riguarda la riforma Moratti sullo stato giuridico della docenza e la struttura dei corsi di laurea è stata di un sostanziale appoggio al Ministro (sia pure con alcuni distinguo), in opposizione ad alcuni settori del mondo accademico (all'interno della CRUI, tra i professori, parte della conferenza dei ricercatori e dei dottorandi) e della sinistra studentesca all'epoca maggioranza in seno al CNSU.

Un altro aspetto rilevante della presenza di CL in Università è rappresentato dalle iniziative cooperative. Nel [[1977]] alcuni studenti di CL fondarono infatti la ''[[Cooperativa Universitaria Studio e Lavoro]]'' (CUSL<ref>[http://www.cusl.it Cooperativa Universitaria Studio e Lavoro].</ref>) per offrire servizi di [[fotocopia|fotocopisteria]], libri, materiale di cancelleria, convenzioni con negozi, oltre a gestire con i propri proventi iniziative legate al diritto allo studio con borse e facilitazioni.

Alla fine degli anni settanta le cooperative del Movimento Studentesco (di tradizione comunista) erano le uniche realtà organizzate ad usufruire degli spazi universitari per offrire servizi agli studenti e la CUSL, che per diversi anni aveva operato con "banchetti volanti", acquisì la prima sede stabile solo nell'agosto del 1982, con l'occupazione, la pulizia e l'allestimento in uno scantinato abbandonato del [[Politecnico di Milano]]<ref>«Nelle università italiane alla fine degli anni settanta le cooperative del Movimento Studentesco godevano di fatto del monopolio degli spazi. Per questo la CUSL non ebbe vita facile, specialmente nel suo sorgere (...) Gli ingegneri organizzarono una raccolta di firme cui aderirono ben centosessanta docenti, nel luglio 1982»; secondo la testimonianza di uno di quelli che occuparono lo scantinato, «il locale aveva delle grate e dei finestroni, da cui abbiamo introdotto i materiali. (...) Appendemmo anche una croce in legno, grande, che la sera prima avevamo trovato in una pattumiera del Politecnico» (citazioni da Massimo Camisasca, ''Comunione e Liberazione. Il riconoscimento (1976-1984)'', San Paolo, 2006, pagg. 91-92).</ref>.

Sempre alla sfera di CL appartiene l'associazione culturale ''Universitas University'', con base a Milano e che raccoglie un ampio numero di docenti universitari facenti parte del movimento. Tra i documenti degni di nota si trova la difesa degli estensori della "Lettera ad una professoressa" (vedi [[CLDS]]) firmata da 18 docenti dell'Università degli Studi di Milano.<ref>[http://www.universitas-university.org/UUdoc_u&u/A_proposito_di_lettere_aperte.htm A proposito di lettere aperte e porte chiuse. È una questione della ragione].</ref>

=== Editoria ===
La rivista ufficiale del movimento è il mensile ''Tracce''<ref>[http://www.tracce.it Tracce (Litterae Communionis)].</ref>, pubblicato in undici lingue, tra cui il [[Lingua russa|russo]] ed il [[Lingua giapponese|giapponese]].

All'esperienza di CL si rifaceva il settimanale ''[[Il Sabato]]'' (pubblicato tra il 1978 ed il [[1993]]).

Fino agli anni ottanta la casa editrice dei testi legati al movimento è la [[Jaca Book]] (che prende nome da una pianta sudamericana, la [[jaca]] nota come "pianta del pane"); dalla fine degli anni ottanta i libri di Giussani e di altri autori legati a CL vengono pubblicati da diverse case editrici (principalmente [[Marietti editore]] e [[RCS MediaGroup]]).

== CL e la Chiesa ==
La nascita del movimento viene tipicamente indicata come l'ottobre del 1954, cioè coincidente con l'inizio dell'insegnamento di don Giussani nel liceo Berchet di Milano; il movimento è stato a lungo nell'alveo dell'[[Azione Cattolica]]: solo nei primi anni settanta CL diverrà completamente autonoma dall'AC.

=== Il periodo di GS (1954-1969) ===
Già durante la seconda metà degli [[anni 1950|anni cinquanta]] il [[cardinale]] di Milano Giovanni Battista Montini (futuro [[papa Paolo VI]]) riportò a don Giussani le osservazioni di alcuni preti milanesi secondo i quali GS, contrariamente ai metodi dell'[[Azione Cattolica]] in cui era inserita, aveva abolito la tradizionale divisione tra associazioni maschili e femminili ed aveva privilegiato l'apostolato d'ambiente rispetto a quello della parrocchia. Montini però concluse: «io non capisco le sue idee e i suoi metodi, ma vedo i frutti e le dico: vada avanti così»<ref>Le notizie riassunte in questo paragrafo e nei successivi vengono dai documenti citati in Massimo Camisasca, ''Comunione e Liberazione: le origini'', indicato nella bibliografia.</ref>.

Agli inizi degli anni sessanta, il vescovo di [[Crema (Italia)|Crema]] riportava alcune critiche tra cui «GS non è un movimento della Chiesa, ma di un uomo, destinato a scomparire con lui»; mons. [[Franco Costa (vescovo)|Franco Costa]], assistente nazionale della [[FUCI]] (Federazione Universitaria Cattolica Italiana), chiese inutilmente a Montini il drastico ridimensionamento di GS o dello stesso don Giussani. Le pressioni di [[Azione Cattolica]] e [[FUCI]] continuarono, finché nel [[1965]] GS fu finalmente inserita esplicitamente come movimento d'ambiente nelle strutture di AC (avendo come presidente l'allora studente [[Luigi Negri]], oggi [[vescovo]]), ed il quarantatreenne Giussani fu inviato "in esilio" negli [[Stati Uniti d'America|USA]] dal cardinale di Milano [[Giovanni Colombo]] per studiare [[teologia]] [[protestante]]. Giussani fu costretto a rientrare dopo appena cinque mesi per un [[chirurgia|intervento chirurgico]] alla [[cistifellea]], e fu quindi incaricato di insegnare "introduzione alla teologia" all'[[Università Cattolica del Sacro Cuore]] di Milano (cattedra che tenne fino al [[1990]]). Nel frattempo l'allora studente [[Angelo Scola]] (futuro patriarca di [[Venezia]] e arcivescovo di Milano), veniva chiamato alla presidenza della FUCI milanese.

Nel numero di luglio del [[1966]] della ''Rivista Diocesana Milanese'' il cardinale Colombo annunciò di aver stabilito che i vertici di GS fossero i vicepresidenti di [[Azione Cattolica]], e che i ragazzi avviati in GS proseguissero poi la loro formazione nella [[FUCI]]. Nello stesso anno [[Giuseppe Lazzati]]<ref>Fino alla fine degli anni cinquanta la polemica tra AC e GS riguardava solo il metodo: [[Giuseppe Lazzati]] e Luigi Giussani si alternavano spesso in conferenze e lezioni sia per GS che per AC. La polemica con l'[[Azione Cattolica]] prima e la [[FUCI]] poi si era accesa perché mentre GS insisteva su un'educazione "unitaria", da parte dell'AC e della [[FUCI]] si voleva una distinzione netta tra i rami religioso, culturale e sociale. L'Azione Cattolica, inoltre, aveva suoi schemi e metodi (rigida divisione tra gruppi maschili e femminili, collocazione nelle parrocchie, etc.) nei quali GS non si riconosceva.</ref> chiedeva le dimissioni di tutta la presidenza della GIAC (Gioventù Italiana Azione Cattolica) in quanto troppo legati a GS<ref>La lettera di Lazzati è citata dal [[gesuiti|gesuita]] Piersandro Vanzan, ''Pazienza e dialogo in «bonum ecclesiae»'', in ''Vita Pastorale'', n.8-9 (1988), pp.127-130. La polemica tra Lazzati e CL proseguì «anche dopo la morte dello stesso Lazzati», con la pubblicazione postuma di un inedito di Lazzati contenente critiche alla gerarchia ecclesiastica ed a CL.</ref>.

Nel febbraio 1966 vengono denunciati da GS gli autori dell'inchiesta pubblicata da "[[La zanzara]]", giornalino studentesco del [[Liceo Parini]] di Milano, intitolata "Che cosa pensano le ragazze d'oggi", un dibattito sulla condizione femminile e sulla posizione della donna nella nostra società, condotta criticando la famiglia tradizionale e la morale sessuale in termini forti per quell'epoca. 
GS ribatté con un volantino firmato "Pariniani Cattolici", che pur accusando "la gravità dell'offesa recata alla sensibilità e al costume morale comune", era intitolato ''Protestiamo! Valori fondamentali della nostra tradizione sono la libertà e la democrazia''.<ref>Sulla stampa, il tema della democrazia emerso dal caso "La Zanzara" fu riconsiderato solo diverse settimane dopo (cfr. ad esempio ''Le associazioni studentesche centri di vita democratica'', [[Avanti!]], [[22 aprile]] 1966).</ref>
Ne nacque un caso simbolo nella società italiana (seguito anche da ''[[Le Monde]]'' e dal ''[[New York Times]]''), presentato come una questione di sesso tra studenti e rapidamente ripresa dalla stampa di sinistra e dai consiglieri comunali comunisti<ref>Cfr. per esempio ''Solleva un putiferio "La Zanzara" del Parini'' ([[Avanti!]] [[23 febbraio]] 1966); ''Mobilitata la macchina giudiziaria contro un giornale di studenti liceali'' (''[[l'Unità]]'', 23 febbraio 1966). I consiglieri comunali comunisti di Milano intervennero in difesa de "La Zanzara" insieme ad alcuni professori del liceo.</ref>. Un gruppo di genitori firmò un telegramma di solidarietà al preside della scuola, mentre altri genitori denunciarono alla magistratura gli autori dell'inchiesta, che vennero assolti, così come il preside del Liceo.

I rappresentanti di GS  presentarono le proprie ragioni  il [[24 marzo]] successivo, in una sede del [[Pontificio istituto missioni estere|PIME]], dove furono raccolte 4.500 firme a sostegno della posizione di GS, inviate ai giornali ed alle autorità di Milano.

Il [[17 novembre]] [[1967]] esplose il [[Il Sessantotto|Sessantotto]] italiano, proprio con un'occupazione all'Università Cattolica milanese, a cui parteciparono anche molti aderenti di GS, AC, FUCI, addirittura passando in alcuni casi a [[Lotta Continua]] e al [[Movimento Studentesco]] di [[Mario Capanna]]: la crisi che il Sessantotto accese in tutto il mondo cattolico cambiò profondamente la fisionomia di tutte le aggregazioni della Chiesa in Italia.

=== La progressiva distinzione fra Azione Cattolica e CL (1965-1972) ===
Nonostante la tensione con l'[[Azione Cattolica]], fino ai primissimi anni settanta ai vertici dell'AC vi erano ancora giovani provenienti da GS. Per esempio, nel giugno 1970 [[Massimo Camisasca]] venne eletto vicepresidente per il Settore giovani dell'Azione Cattolica della diocesi di Milano, carica che avrebbe mantenuto fino al [[1972]].<ref>Camisasca, successivamente ordinato [[sacerdote]], fondò nel 1985 la [[Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo]], di cui è tuttora [[superiore (religioso)|superiore]].</ref>

Il [[18 giugno]] [[1971]] la presidenza nazionale della [[FUCI]] emise un comunicato in cui diceva: «Preso atto che CL ha una sua organizzazione e un suo discorso su scala nazionale... è risultato più realistico considerare la [[FUCI]] e CL come due realtà distinte»; nell'ottobre successivo il cardinale Colombo andò anche oltre, affermando che «i gruppi di CL non sono un'alternativa all'AC ma sono solo un libero e legittimo movimento di apostolato». Queste prese di posizione portarono in meno di un anno al distacco definitivo di CL da AC, un distacco certamente non voluto da Giussani che fino all'ultimo dichiarò al cardinale Colombo di non aver mai voluto creare una struttura accanto ad altre strutture, ma solo sviluppare la propria opera all'interno delle strutture ecclesiastiche esistenti.

Dal rapporto epistolare tra il cardinale Colombo e Giussani emergerà poi la necessità di dotare CL di una qualche forma statutaria.

=== Dall'accusa di «integrismo» al riconoscimento (1972-1982) ===
Negli anni immediatamente successivi al 1968, un periodo in cui tutte le associazioni ecclesiastiche erano in crisi, presso alcuni ambienti si vedeva con perplessità l'espansione di un movimento che faceva capo non ai vescovi ma ad un sacerdote. Il vescovo [[Franco Costa (vescovo)|Franco Costa]], incaricato dalla [[Conferenza Episcopale Italiana|CEI]] di tracciare un documento su CL, formulò un'accusa di «integrismo»<ref>Mons. [[Franco Costa (vescovo)|Costa]] utilizzò deliberatamente il termine ''[[integrismo]]'' anziché il termine [[integralismo]]; comunemente i due termini sono considerati sinonimi.</ref> che a causa dell'importanza dell'estensore rimase a lungo come etichetta di CL.

Nel documento di [[Franco Costa (vescovo)|Costa]], l'accusa di «integrismo» coesisteva con un'accusa diametralmente opposta (quella di essere un [[movimento carismatico]]) a causa della rapida diffusione di CL in tutta Italia. Giussani ha sempre spiegato tale diffusione nei termini di propagazione di un'[[amicizia]] cristiana.

Un primo informale incoraggiamento pontificio al movimento di Comunione e Liberazione venne il [[23 marzo]] [[1975]] da parte di [[papa Paolo VI]]. Dopo un incontro in piazza san Pietro, in cui erano presenti diciottomila ciellini<ref>''Giovani di tutto il mondo in Piazza San Pietro'', L'Osservatore Romano, 24 marzo 1975.</ref>, Paolo VI fermò Giussani per dirgli «questa è la strada: vada avanti così! Coraggio, coraggio, lei e i suoi giovani, perché questa è la strada buona», ripetendo lo stesso incoraggiamento di vent'anni prima<ref>Papa Montini rivelò poi la sua delusione per il comportamento ambiguo di Azione Cattolica e FUCI in occasione del referendum contro il divorzio del 1974, in contrasto con la presa di posizione netta di CL. Cfr. Massimo Camisasca, ''Comunione e Liberazione. La ripresa (1969-1976)'', San Paolo, pagg. 308-309.</ref>.

Paolo VI incaricò esplicitamente l'allora segretario della CEI mons. [[Enrico Bartoletti]] di seguire CL. Con Bartoletti sembrò che il riconoscimento fosse vicino, ma la sua morte improvvisa nel marzo 1976 riportò tutto in alto mare per altri quattro anni.

Papa Paolo VI, nell'udienza del [[28 dicembre]] [[1977]], disse agli universitari di CL presenti: «siamo molto attenti all'affermazione che andate diffondendo del vostro programma, del vostro stile di vita, dell'adesione giovanile e nuova, rinnovata e rinnovatrice, agli ideali cristiani e sociali che vi dà l'ambiente cattolico in Italia», ricordando anche il loro «fondatore» don Giussani. Pochi anni dopo, CL avrebbe ottenuto il riconoscimento pontificio.

Con un decreto dell'[[11 luglio]] 1980, infatti, l'[[abate]] di [[Abbazia di Montecassino|Montecassino]], [[Martino Matronola]], conferì la personalità giuridica all'[[associazione laicale]] denominata "Comunione e liberazione" ed eresse la ''Fraternità di Comunione e Liberazione'', invitando gli altri Ordinari diocesani a che venisse "accolta, aiutata e incoraggiata". Nel novembre successivo il cardinale [[Ugo Poletti]] la riconobbe a [[Roma]], e prima della fine dell'anno fu riconosciuta anche a [[Catania]] ed in numerose altre [[diocesi]] italiane. 
Il [[30 gennaio]] 1982 una nota del [[Pontificio Consiglio per i Laici]] considerò l'approvazione pontificia della Fraternità un fatto compiuto, «anche perché il Santo Padre ha manifestato la sua augusta ''mens'', favorevole alla concessione della personalità giuridica pontificia»<ref>Giovanni Paolo II era notoriamente favorevole a CL. «Wojtyla arrivò a dire parlando ai ciellini: "Il mio modo di vedere le cose è simile al vostro, anzi è lo stesso". Una volta gli scappò un "noi ciellini" che non era una battuta» (da ''[http://www.fscb.org/UserFiles/File/pdf_scaricabili/200602Famiglia_Cristiana.pdf Il dono di una vita]'', su [[Famiglia Cristiana]] n. 9/2006; cfr. anche [http://www.et-et.it/articoli2005/a05b23.htm scheda su Don Giussani] di [[Vittorio Messori]]).</ref>; il decreto pontificio di papa Giovanni Paolo II seguì poco meno di due settimane dopo, l'11 febbraio 1982. Come presidente della [[Fraternità di Comunione e Liberazione]] fu nominato un laico, il medico [[Giancarlo Cesana]], anche se la guida della Diaconia centrale della Fraternità veniva assegnata a don [[Luigi Giussani]].

L'11 febbraio 2002 lo stesso Giovanni Paolo II scrisse a Giussani una lettera per i vent'anni di riconoscimento pontificio, in cui affermò che CL «ha voluto e vuole indicare» all'uomo di oggi «non ''una'' strada, ma ''la'' strada», e tale strada «è Cristo»<ref>[http://www.clonline.org/it/testi/Art_dett.asp?Autore=Giovanni+Paolo+II&offset=30&ID=172 Lettera di papa Giovanni Paolo II] a don Luigi Giussani per il ventesimo anniversario della Fraternità di CL (11 febbraio 2002). La lettera è stata inviata eccezionalmente per il ventesimo anniversario, contrariamente alla tradizione pontificia dei venticinquesimi, cinquantesimi e centesimi anniversari.</ref>.

Il 24 marzo 2007 papa Benedetto XVI ha voluto ricevere in udienza in Piazza S.Pietro l'intera comunità di CL in occasione del venticinquesimo anniversario della Fraternità. Agli oltre centomila presenti ha ricordato le parole del predecessore e rinnovato la stima e la benedizione nel cammino verso Cristo.

== CL e la politica ==
[[File:Co lib.jpg|thumb|Manifestazione di CL, anni settanta]]
Secondo l'insegnamento di don Giussani, la fede cristiana ha la forza di dare forma ad ogni aspetto della vita, con ogni espressione umana (religiosa, artistica, politica, etc). Proprio perché CL è un movimento ecclesiale e di carattere educativo su tutta la realtà (così come Giussani ha sempre voluto), i giudizi e l'attività dei singoli, partendo dalla propria esperienza di fede, si sono in vari casi rivolti anche alla sfera politica (per esempio sulla questione dell'[[aborto]]). Le prese di posizione e i giudizi sui temi di attualità sono stati al centro di diverse polemiche soprattutto per il dichiarato carattere cristiano che li contraddistingueva.

Un episodio particolarmente significativo avvenne durante un'assemblea alla [[Università Cattolica del Sacro Cuore|Cattolica]] nel 1973, quando il coro di CL cantò ''La [[ballata]] del potere'' di [[Claudio Chieffo]]. Il [[giornalista]] [[Walter Tobagi]] riporta che nel momento in cui il coro intonò la [[strofa]] «forza compagni: rovesciamo tutto e costruiamo un mondo meno brutto», i ragazzi del [[Movimento Studentesco]], che erano rimasti un po' stupiti e un po' ridacchiosi di fronte alla scena cominciarono ad applaudire. Ma l'applauso si trasformò in una fischiata quando il coro arrivò all'ultima strofa: «Ora tu dimmi, come può sperare un uomo, se ha in mano tutto, ma non ha il [[perdono]]?».<ref>Walter Tobagi, ''Sì, rovesciamo tutto, ma in nome di Cristo'', in ''Corriere d'informazione'', [[31 marzo]] [[1973]]. Il ''Corriere d'informazione'' era il quotidiano pomeridiano del ''[[Corriere della sera]]''; cessò le sue pubblicazioni il [[15 dicembre]] [[1981]].</ref>

=== Il movimento popolare ===
Le prime timide apparizioni "politiche" di aderenti a CL risalgono all'inizio degli anni settanta, generalmente in appoggio alla [[Democrazia Cristiana]], visto ancora come il "partito cattolico". La prima vera battaglia politica fu il [[Referendum abrogativo del 1974|referendum sul divorzio]] del [[12 maggio]] [[1974]], in cui il fronte cattolico si presentava diviso: per esempio le [[ACLI]] furono favorevoli al [[divorzio]], l'[[Azione Cattolica]] non prendeva posizione ufficiale, altre formazioni ecclesiali&nbsp;– fra cui CL&nbsp;– si dichiararono contro fin dall'inizio. CL organizzò manifestazioni ed incontri pubblici per promuovere le ragioni del "sì" al referendum per l'abrogazione del divorzio, ma il referendum fu vinto dai "no"; ciò portò ad una lunga riflessione all'interno di CL sull'efficacia delle manifestazioni e degli incontri.

Un anno dopo, il [[29 maggio]] [[1975]], nacque il [[Movimento Popolare]] ad opera di [[Roberto Formigoni]] ed altri membri di CL. Alle amministrative del [[20 giugno]] 1975 la formazione guadagnò cinque eletti al comune di Milano, e diversi altri nel resto dell'Italia. Il [[27 giugno]] 1975 il primo comunicato stampa di CL sulle elezioni affermava: «nonostante il calo percentuale della DC, un nuovo movimento cattolico è nato». Il movimento fu denominato ''Movimento Popolare'', senza l'aggettivo "cattolico", perché non si voleva scomodare un riferimento così impegnativo alla Chiesa cattolica.

Nel Movimento Popolare confluirono molti dalla [[CISL]], dalla [[Democrazia Cristiana|DC]], dalle [[ACLI]], dall'[[Azione Cattolica]] e da altri ambienti, ma la stampa continuò a considerare il Movimento Popolare come l'espressione politica di CL. Giussani stesso, nel febbraio del 1976, ebbe ancora a lamentarsi che nelle università CL veniva considerata «un fatto politico più che un fatto ecclesiale»; nel maggio successivo Giussani e Formigoni scrissero ufficialmente a tutti i responsabili di CL che «il soggetto pubblico promotore di tutte le iniziative in campagna elettorale deve essere il Movimento Popolare, non CL; ciò al fine di evitare gravi equivoci sulla natura ecclesiale del nostro movimento... Non esistono candidati di CL, né nelle liste DC, né in alcuna altra lista. Esistono nella lista DC sei candidati che liberamente condividono l'esperienza di CL».

I responsabili del Movimento Popolare affermavano che «alla radice del nostro modo di fare politica c'è un atteggiamento religioso», ma all'iniziale sostegno dato alla DC si affiancò gradualmente una polemica sul metodo democristiano, in particolare sul tema dell'[[aborto]]<ref>Ciò avvenne in particolare tra il [[1978]], anno della legge, ed il 1981, anno del referendum. La legge sull'aborto, la 194/1978, porta infatti la firma di sette democristiani.</ref>. Altre attività del Movimento Popolare riguardarono l'attività a favore dei [[boat people]] e della [[Polonia]] di [[Solidarność]].

Gli anni d'oro del Movimento Popolare sono tra il [[1984]] ed il [[1985]]. 

Dopo la tempesta di [[Tangentopoli]], che aveva spazzato via anzitutto la DC cui il Movimento Popolare faceva riferimento, il Movimento Popolare si sciolse.

=== Violenze contro CL negli anni della contestazione ===
{{F|politica|storia}}
I giudizi politici (l'appoggio alla Democrazia Cristiana, le prese di posizione sul divorzio, etc) fecero guadagnare a CL prima e al Movimento Popolare poi l'antipatia di movimenti politici sia di destra che di sinistra.

Dal [[16 marzo]] [[1973]] ''[[L'espresso]]'' pubblicò una serie di articoli evidenziando la consistenza numerica di CL e qualificandola come «gli extraparlamentari della [[Democrazia Cristiana|DC]]»: CL guadagnava così l'attenzione della stampa e degli ambienti della scuola e dell'università. Dal febbraio del [[1974]] si registrarono a Milano le prime aggressioni agli aderenti di CL sia nella scuola (nello stesso liceo Berchet e all'ITIS Molinari) che all'università (alla Statale) da parte di organizzazioni sia di sinistra (come [[Avanguardia Operaia]] e [[Movimento Studentesco]]) che di destra (come [[FUAN]] e [[Avanguardia Nazionale]]).

In vista del referendum sul [[divorzio]] (maggio 1974), a causa della posizione dichiaratamente contraria al divorzio da parte dei ciellini, le organizzazioni ostili a CL la definirono «CL organizzazione giovanile della DC», «organizzazione squadristica di CL», «gruppo reazionario clerico-fascista al soldo di DC e padronato»; aumentarono le aggressioni tese ad impedire assemblee e volantinaggi di CL, stavolta anche in altre regioni d'Italia.
Nel giugno successivo gli universitari ciellini vengono aggrediti da esponenti del Movimento Studentesco durante una funzione religiosa nella chiesa della [[Università degli Studi di Milano|Statale di Milano]]; nei volantinaggi del Movimento Studentesco si chiedeva sempre di «togliere agibilità politica a CL» poiché «CL non ha il diritto di parlare in università». Nel dicembre successivo ''[[il manifesto]]'' afferma che sarebbero presenti in CL «alcuni squadristi di [[Ordine Nuovo (movimento)|Ordine Nuovo]]», dando al Movimento Studentesco il pretesto per ulteriori aggressioni nonostante la smentita di [[Roberto Formigoni]]. CL si troverà contro perfino gruppi di ispirazione cristiana come [[ACLI|Gioventù ACLIsta]] e [[Cristiani per il Socialismo]]<ref>I ''Cristiani per il Socialismo'', costituiti in [[Cile]] nel 1971 e approdati in Italia nel 1973, furono coordinati in Italia dall'ex [[abate]] [[benedettino]] [[Giovanni Franzoni]] e dall'ex sacerdote [[salesiani|salesiano]] [[Giulio Girardi]].</ref>. Un discreto numero di studenti e professori ciellini finirà all'ospedale a seguito delle aggressioni. «È una colpa sociale essere [[cristianesimo|cristiani]]», commenterà amaramente il cardinale [[Ugo Poletti]] sulle pagine de ''[[L'Osservatore Romano]]''.

Un volantino delle [[Brigate Rosse]] nel dicembre [[1975]] indica CL come uno strumento della «campagna clerico-fascista scatenata dal [[Vaticano]] contro il pericolo [[comunismo|comunista]]» e i ciellini come «provocatori di professione al soldo dell'imperialismo». Ancora nel 1975 ''[[Il Messaggero]]'' pubblica una notizia intitolata: «''Picchiati studenti integralisti di Comunione e Liberazione''». Il [[14 febbraio]] [[1976]] appare contemporaneamente su ''[[La Stampa]]'' e ''[[il manifesto]]'' la notizia che CL sarebbe «un'organizzazione politica creata dalla [[Central Intelligence Agency|CIA]] e foraggiata con due miliardi di [[Lira italiana|lire]]». Nonostante le smentite e la pubblicazione dei dati sull'autofinanziamento di CL e la querela ai due giornali, la notizia viene amplificata dalla stampa e le aggressioni si moltiplicano: già nello stesso febbraio ci furono diversi attacchi con [[Bomba Molotov|bombe Molotov]] contro sedi di CL, con lo [[slogan]] «le sedi di CL si chiudono col [[Fuoco (fisica)|fuoco]]», devastazioni o distruzioni di locali usati da ciellini, auto, proprietà, aggressioni con spranghe e mazze (il [[17 giugno]] 1979 ''La Stampa'' e ''Il manifesto'' smentiranno quelle che erano state definite 'assurde calunnie'). Un attentato con bombe Molotov devasterà anche la sede della [[Jaca Book]], una casa editrice che annoverava tra i suoi fondatori alcuni giovani di CL.

Nel luglio [[1977]] le Brigate Rosse gambizzano Mario Perlini, in quanto «segretario regionale dell'organizzazione di Comunione e Liberazione» (volantino BR del 14 luglio 1977)<ref>Tessandori Vincenzo, ''"Qui Brigate Rosse": il racconto, le voci'', Baldini Castoldi Dalai, Milano 2009, pag. 36; [http://archiviostorico.corriere.it/1994/giugno/10/con_caso_Moro_non_entro_co_0_94061015475.shtml Il brigatista Etro Raimondo «Con il caso Moro non c'entro nulla»], ''Corriere della Sera'', 10 giugno 1994.</ref>, il [[23 ottobre]] 1977 gambizzano Carlo Arienti, in quanto «uomo di punta di Comunione e Liberazione»<ref>Tessandori Vincenzo, ''"Qui Brigate Rosse": il racconto, le voci'', Baldini Castoldi Dalai, Milano 2009, pag. 36.</ref>.

=== Politica italiana e CL ===
In una serie di articoli a firma di [[Antonio Socci]] e Roberto Fontolan, pubblicati a partire da settembre del [[1987]] dal settimanale [[Il Sabato]], si ricostruivano gli ultimi 13 anni della storia del cattolicesimo italiano. Erano posti sotto accusa il professor [[Giuseppe Lazzati]], i gesuiti de [[La Civiltà Cattolica]] e il convegno della [[Conferenza Episcopale Italiana|CEI]] "Evangelizzazione e Promozione Umana", per aver adottato la dottrina [[Jacques Maritain|maritainiana]] della "distinzione dei piani" tra politica e religione, cedendo a derive massoniche e protestanti, fino a ridurre il cattolicesimo a una "grande religione dei valori". CL rivendicava altresì un nesso strettissimo tra fede e politica, denunciando la distinzione dei piani come una delle cause dell'arretramento cattolico culturale e politico degli ultimi anni<ref>Giancarlo Zizola, ''L’altro Wojtyla'', Sperling & Kupfer, Milano, 2005</ref>.

I più noti esponenti politici italiani direttamente legati a CL sono l'attuale presidente della Regione Lombardia [[Roberto Formigoni]], l'ex vicepresidente del Parlamento Europeo [[Mario Mauro]], il fondatore dell'Intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà [[Maurizio Lupi]] e, in passato l'ex ministro dei Beni Culturali [[Rocco Buttiglione]].

Con lo scioglimento del Movimento Popolare e la dissoluzione della Democrazia Cristiana, l'attenzione politica degli aderenti al movimento si è, nella maggior parte dei casi, spostata ad alcune componenti della [[Casa delle Libertà]]; vi sono state diverse eccezioni, come ad esempio il sostegno di parte del movimento a [[Democrazia Europea]] nelle elezioni politiche [[2001]], e a esponenti di centro-sinistra soprattutto in occasione di elezioni amministrative (per esempio in [[Campania]] e [[Toscana]]).

Dopo le esplicite prese di posizione in occasione dei referendum sull'[[aborto]] e sul [[divorzio]] (sui quali il mondo cattolico si era presentato frammentato e diviso), in occasione dei [[referendum abrogativi del 2005]] in materia di [[procreazione medicalmente assistita]] l'intero movimento si è compattato attorno alla campagna per l'[[astensione]], che ha visto impegnato la stragrande maggioranza del mondo cattolico italiano; CL si è sempre espressa negativamente sull'uso delle [[cellule staminali]] [[Embrione|embrionali]] a scopo di ricerca.

== Critiche a CL ==
Le critiche espresse nei confronti di CL si possono riassumere in tre categorie: quella [[politica]]-[[economia|economica]], quella dell'ambito [[religione|religioso]] e sociale espressa da ambienti esterni alla Chiesa cattolica, e quella religiosa e sociale espressa da ambienti della Chiesa.

=== Su aspetti politico-economici ===
{{P|La voce esprime un punto di vista pesantemente polemico nel confronti di CL, reso ancor più evidente dall'uso di un linguaggio personale e niente affatto enciclopedico (e.g. "in quantità tali da non lasciare alcun dubbio su canali preferenziali", "operazioni assai prossime alla truffa", l'uso del termine "affiliati", ecc.), in cui sono riportate affermazioni non documentate, non supportate da fonti e mai bilanciate da opinioni "pro".|religione|luglio 2012}}

{{Citazione necessaria|Un movimento ecclesiale non dovrebbe occuparsi di politica}}, né direttamente (impegnando il nome di CL in battaglie come quella contro l'[[aborto]] nel 1981 o a favore dell'astensione ai [[referendum abrogativi del 2005|referendum sulla legge 40 nel 2005]]), né indirettamente (con la partecipazione attiva di membri di CL a schieramenti politici; il caso più noto è [[Roberto Formigoni]], dal 1995 ad oggi Presidente della Giunta della Regione [[Lombardia]]).
D'altro canto chi ritiene che un movimento ecclesiale possa occuparsi di politica, trova ingiustificato il sostegno di esponenti di partiti che diffondono valori lontani da quelli cristiani.

Storicamente, le critiche riguardanti la politica sono venute da destra e da sinistra, con una forte predominanza da quest'ultima a causa sia della massiccia presenza di liste collegate alla sinistra nelle università (per esempio il [[Movimento Studentesco]], detentore negli anni settanta della maggioranza dei consensi nelle università milanesi, fu il più prolifico di critiche ed attacchi a CL), sia del fatto che l'orientamento politico degli aderenti al movimento è stato per la maggioranza dei casi di centro o centrodestra{{citazione necessaria}}.

Fino a tutti gli anni settanta negli ambienti di GS prima e di CL poi si era utilizzato un linguaggio e uno stile prossimo a quello della sinistra<ref>Al Meeting di Rimini del 2006 Pierluigi Bersani ha affermato: «Quando nel [[1989]] [[Achille Occhetto]] volle cambiare il nome del [[Partito Comunista Italiano]], per un po' pensò di chiamare il nuovo partito ''Comunità e Libertà''. Perché tra noi e voi le radici sono le stesse» (cfr. [[Sandro Magister]], [http://www.chiesa.espressonline.it/dettaglio.jsp?id=78241 Da Giussani a Bersani], da ''[[L'espresso]]'' n.33 del [[18 agosto|18]]-[[25 agosto]] 2006; nello stesso testo Magister riporta che Bersani avrebbe detto ai ciellini che «se vuol rifondarsi, la sinistra deve ripartire dal vostro retroterra ideale»).</ref> (cfr. ad esempio tra i canti di CL, o tra le pubblicazioni della [[Jaca Book]], o lo stesso termine «liberazione» del nome «Comunione e liberazione», in antitesi agli slogan [[comunismo|comunisti]] dell'epoca). Ciò non poteva che portare a critiche da parte di ambienti di estrema sinistra, storicamente ostili a CL e che hanno sempre criticato tale movimento ecclesiale in termini di politica e di economia, per esempio contestando una presunta "economia parallela" (nella [[Compagnia delle Opere]]) capace di portare la sua influenza nel mondo politico italiano.

Nel 2003 scoppiò uno scandalo, legato all'ambiente cooperativo vicino a Comunione e Liberazione. Vennero inquisiti diversi dirigenti e fornitori della società cooperativa di ristorazione "La Cascina" con l'accusa di truffa aggravata, frode in pubbliche forniture, falso ideologico, turbativa d'asta, somministrazione di sostanze alimentari in modo pericoloso per la salute pubblica. Il procedimento si è poi concluso con il proscioglimento degli indagati.
La cooperativa, attiva dal [[1978]], è ancora oggi uno dei leader nazionali nel settore della ristorazione collettiva e si occupa di gestire mense universitarie, scolastiche, ospedaliere e dal 2002 anche la ''buvette'' del [[Senato della Repubblica|Senato]]; la cooperativa si occupa anche della gestione dei [[buono pasto|buoni pasto]] ''Break Time''.<ref>Dal libro [http://books.google.com/books?id=MI6D7XTq6WgC&pg=PA124&lpg=PA124&dq=la+cascina+comunione+e+liberazione&source=web&ots=dVerrjf_SQ&sig=rMKKcfni26ogAc2yIAGG8t777ck#PPA124,M1 Delenda DC].</ref>

Una critica poco visibile è quella rivolta agli esponenti di CL che hanno raggiunto posizioni di rilievo nella società: essa ha ad oggetto {{cn|l'osservazione che tutti i collaboratori sarebbero scelti tra gli esponenti di CL secondo un'usanza ormai consolidata di occupazione silenziosa e vincente delle posizioni di potere}}. Secondo i sostenitori di questa tesi, ovunque vi sia una posizione rilevante acquisita anche da un solo esponente di CL seguirà l'occupazione delle poltrone da parte di altri esponenti di CL e la privazione di potere per gli esponenti di qualunque altra idea religiosa o politica<ref>''[http://www.merateonline.it/editoriali/archivio2000/editoriale_2808_meetengcl.htm Nella corsa a Montecitorio favoriti gli uomini di don Giussani]'', Merateonline, 28 agosto 2000.</ref>

Un esempio è quello della regione [[Lombardia]], ove, dal momento in cui è divenuto presidente, Formigoni si è circondato nel suo incarico, e quindi in posti di lavoro nell'Ente pubblico, di un gran numero di simpatizzanti e persone interne al movimento, escludendo di fatto gli oppositori<ref>{{Cita web|editore=|titolo=Formigoni sospende dal lavoro con lo stipendio decurtato il funzionario pubblico Enrico De Alessandri, per aver pubblicato un libro in cui denuncia lo strapotere di Comunione e Liberazione in Lombardia|url=http://www.cloroalclero.com/?p=2944|data=|accesso=2 febbraio 2010}}</ref>. 
Oppure di recente nel Conservatorio di Milano (il più grande e, forse, importante d'Italia), la conquista del potere effettivo (non quello di presidente) {{cn|da parte di un gruppo di professori esponenti di CL ha generato una velocissima perdita di potere da parte di chiunque non condivida gli ideali dettati da don Giussani}}.

{{cn|Al livello universitario una critica ulteriore è il ruolo monopolistico acquisito dalla CUSL nella pubblicazione soprattutto del materiale interno (dispense) di cui ogni studente necessita per gli studi, ma anche nella produzione libraria, nonostante l'obiettivo principale della CUSL sarebbe quello di fornire un servizio allo studente. La CUSL è stata inoltre più volte diffidata da gruppi spontanei di studenti dall'allestire chioschi ed apporre propria pubblicità in fronte all'ingresso di Corsi di Sostegno da essa non organizzati, tesserando all'ingresso tutti i partecipanti con il pretesto dell'"iscrizione" a detti corsi, ed incrementando così artificialmente sia le statistiche riguardanti il numero dei propri sostenitori, sia le statistiche degli affiliati a CL. A fronte di tali atti, numerose sono state le restituzioni delle tessere CUSL da parte di studenti non disposti a partecipare, di fatto ed involontariamente, ad operazioni assai prossime alla truffa<ref>Università di Pavia, Anni Accademici dal 1985-86 al 1993-94</ref>.}}

Sempre in campo universitario, in numerose Facoltà<ref>Università di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia</ref><ref>Università di Pavia, Facoltà di Ingegneria</ref><ref>Università di Bergamo, Facoltà di Ingegneria</ref><ref>Aree della Direzione Scientifica e della Divisione di Ingegneria Clinica dell'IRCCS Policlinico San Matteo, Pavia</ref> {{cn|sono presenti Docenti e Ricercatori direttamente affiliati a CL in quantità tali da non lasciare alcun dubbio su canali preferenziali di accesso alle pochissime posizioni di ruolo stabile e dirigenziali, a danno dei non-affiliati}}. Dovendo essere i concorsi universitari svolti in modo anonimo, {{cn|tali canali preferenziali implicherebbero inoltre una diretta manipolazione dei concorsi da parte di tali Docenti.}}

Dal novembre [[2008]], il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio [[Gianni Letta]] risulta indagato per reati di abuso d'ufficio, turbativa d'asta e truffa aggravata in riferimento a presunti favori per l'affidamento ad una holding di cooperative legata al movimento Comunione e Liberazione dell'appalto per la ristorazione di un centro di assistenza per richiedenti asilo nel comune di [[Policoro]]<ref>[[Il Fatto Quotidiano|Sono Letta, Gianni Letta e risolvo problemi (a CL)]] [http://www.archive.org/download/ProcuraGeneraleDellaRepubblicaPressoLaCorteDiCassazione/gianni-letta-indagato.pdf Documento PDF]</ref>.

{{P|Citazione di un'opinione (legittima) tra tante di un giornalista tra tanti che, tuttavia, messa in questa posizione, fornisce l'impressione di un giudizio "definitivo" e calato dall'alto, nonostante sia evidentissimamente NPOV|religione|luglio 2012}}

Il giornalista Franco La Cecla, in un articolo apparso su ''La Repubblica''<ref>« Quelli che sognano le piccole Città di Dio », ''La Repubblica'', 11 gennaio 2008, p. 35.</ref>, ha sintetizzato come segue il funzionamento politico di Comunione e Liberazione: « Il meccanismo della setta è oggi però sempre di più un meccanismo che ha preso in prestito dalla politica, da un lato e dalla psicanalisi dall’altro le proprie armi. C’è una maniera politica della religione che conosciamo bene, un leninismo del gruppo dei credenti che in Italia di tanto in tanto rinasce – Comunione e Liberazione è stata la cosa più vicina a un gruppo troskista che il cattolicesimo ha saputo inventare – con la sua buona dose di regole endogamiche, la propria dose di segreti e di regole solo per iniziati. »

=== Da ambienti della Chiesa cattolica ===
{{F|cattolicesimo|agosto 2010}}
Un appunto spesso mosso a CL, fin dai primissimi anni del [[Concilio Vaticano II]], è che in CL «non si parla del Concilio». A questa obiezione già all'epoca rispose don Giussani: «Non ne parlavamo, lo vivevamo». Lo stile di CL, che le gerarchie ecclesiastiche indicheranno inizialmente come «movimento di apostolato d'ambiente», per giunta propagatosi attraverso un sacerdote anziché nell'ambito organizzativo dei vescovi, non poteva incontrare immediatamente il gradimento di quanti erano convinti della necessità dell'istituzionalizzazione di ogni movimento entro il sistema delle parrocchie (in realtà, ciò è storicamente avvenuto solo per l'[[Azione Cattolica]]). Giussani stesso ebbe a lamentarsi col [[Giovanni Colombo|cardinale Colombo]] di sentirsi «emarginato», dichiarando di non aver mai voluto creare una nuova struttura da affiancare alle altre esistenti nelle parrocchie. Solo con il riconoscimento pontificio (e con l'emergere di numerose altre aggregazioni ecclesiali, così come auspicato dal [[Concilio Vaticano II]]), si ridurrà questo genere di polemiche.

Come altri movimenti ecclesiali di rapida e grande diffusione, Comunione e Liberazione è stata accusata più o meno velatamente di [[proselitismo]]<ref>http://www.dongiorgio.it/pagine/pagine.php?id=472&nome=prima</ref>, anche da parte di alcune associazioni cattoliche tradizionali, con particolare riferimento agli ambienti della scuola e dell'università. Da tale accusa CL si difende ricordando la diffusione del movimento attraverso rapporti di amicizia piuttosto che con "discorsi o progetti organizzativi": secondo l'insegnamento di don Giussani, «non si costruisce una realtà nuova con dei discorsi o dei progetti organizzativi, ma vivendo gesti di umanità nuova nel presente» (intervento ad [[Assago]] del [[1976]]).

Sempre all'interno della Chiesa, CL fu accusata di [[modernismo]] dalle ali più tradizionali e di [[Cattolici tradizionalisti|tradizionalismo]] da quelle più progressiste. Tali critiche non sono mai state accolte dalla [[Congregazione per la Dottrina della Fede]].

Parecchie rilevanti correnti cattoliche, emblematica la posizione di [[Giuseppe Lazzati|Lazzati]], contestano a CL un'organizzazione ritenuta settaria, plutocratica ed asservita a scopi politici. Inoltre la visione antropologica propria del movimento è ritenuta antitetica con la morale trascendente e relazionale di alcuni tradizionali ordini cattolici, come ad esempio la [[Compagnia di Gesù]].

Altre critiche relative alla questione finanziaria provengono da alcuni vescovi, secondo i quali, mentre molte diocesi sono alle prese con difficoltà finanziarie, CL mostrerebbe una dovizia di mezzi, comprando e aprendo scuole proprie, dagli asili ai licei, cooperative, librerie, mense universitarie, case editrici e chiese in disuso, giornali e riviste<ref name="Zizola">Giancarlo Zizola, ''L'altro Wojtyla'', Sperling & Kupfer, Milano, 2005</ref>. Inoltre si disapprova il potere di interdizione esercitato da CL nei loro confronti, ad esempio nel caso della [[diocesi di Rimini]], importante centro di riferimento di CL, ove il vescovo Giovanni Locatelli, in carica dal [[1977]], era impegnato a contrastare l’ingovernabilità della diocesi a causa del comportamento ritenuto scorretto dei ciellini. L’incidente più clamoroso era avvenuto quando un prete ciellino, senza chiedere il permesso del vescovo, aveva obbedito a don Giussani raggiungendo una comunità di Comunione e Liberazione a [[Salvador (Brasile)|San Salvador de Bahìa]], in [[Brasile]]. Allontanandosi dalla parrocchia senza neppure dare l’avviso al proprio vescovo, il prete ricevette da monsignor Locatelli l’ingiunzione di tornare, ma rifiutò. Dopo aver constatato che la Santa Sede non lo sosteneva nella richiesta di intervenire d’autorità per allineare i disobbedienti alle proprie direttive episcopali, per risolvere il caso il vescovo dovette dare egli stesso la regolare “missione canonica” per il Brasile al proprio prete, presiedendo la cerimonia della consegna del crocifisso in cattedrale, e sanando così la disobbedienza. Il problema di fondo non era però stato risolto, dal momento che questo avrebbe dovuto essere affrontato dalla Curia romana, che invece rimase silente. Il vescovo Locatelli dovette infine rassegnare le dimissioni nel [[1988]]<ref name="Zizola" />.

=== Su aspetti religiosi, sociali e culturali ===
Da ambienti esterni alla Chiesa cattolica provengono critiche di tipo "religioso": c'è per esempio chi ha parlato di una sorta di "americanizzazione"<ref>Giovanni Vinciguerra, [http://www.kelebekler.com/occ/meeting.htm Il Meeting dell’Americanizzazione? Cronaca di una svolta cruciale], dicembre 2003.</ref> di CL che porterebbe ad un cristianesimo «degenerante per la cultura occidentale»; in questo movimento, infatti, gli [[USA|Stati Uniti d'America]] sarebbero visti come un «punto di partenza per rilanciare l'evangelizzazione del mondo»<ref>Miguel Martinez, ''[http://www.kelebekler.com/occ/amway07.htm Le saponette dell'Impero]'', VII parte.</ref>. 
Don Giussani aveva in più occasioni parlato di «svuotare lo [[Italia|Stivale]]» (cioè diffondere fuori dell'Italia il movimento, in obbedienza alle indicazioni missionarie del papa<ref>Cfr. [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1984/september/documents/hf_jp-ii_spe_19840929_comunione-liberazione_it.html discorso di Giovanni Paolo II per il trentennale di CL] ([[29 settembre]] 1984): «andate in tutto il mondo a portare la verità, la bellezza e la pace che si incontrano in Cristo Redentore».</ref>).

Poiché, secondo gli aderenti, l'impostazione della cultura di CL è la testimonianza dell'incontro cristiano in ogni ambito della vita ([[scuola]], [[Lavoro (economia)|lavoro]], [[Società (sociologia)|impegno sociale]] e [[politica|impegno politico]]), critiche a CL sono giunte anche da questi ambiti. Alcune critiche fanno riferimento alla massiccia presenza di CL negli ambienti scolastici, in particolare, i licei classici<ref>Gentiana S., ''La mia esperienza in Comunione e liberazione'' [http://www.corriere.it/solferino/severgnini/05-02-23/11.spm Corriere della Sera]</ref>. Sono note le polemiche circa la presenza nelle scuole di insegnanti di religione facenti riferimento al movimento e che organizzerebbero le lezioni in classe sullo schema di quanto avviene per la scuola di comunità (preghiere, testi, metodi facenti riferimento alla figura di [[Luigi Giussani|don Giussani]]). A ciò si aggiungono accuse di «comunicazione della celebrazione di una Messa» e di «domande strutturate sulla base dei due discorsi del papa» nei confronti di professori e studenti non appartenenti al movimento, in seno all'ambiente scolastico<ref>[http://www.uaar.it/uaar/campagne/progetto-ora-alternativa/ora-alt-lettere.html Progetto ora alternativa, Lettere: storie di ordinaria discriminazione], dal sito dell'[[UAAR]].</ref>.

Ulteriori critiche a CL sono sorte in virtù di particolari prese di posizione in campo sociale e culturale<ref>Giacomo Gullo, segretario della Sinistra giovanile, ''[http://www.sgmodena.it/index.php?option=com_content&task=view&id=153&Itemid=2 Ben venga una mostra sugli orrori dello stalinismo, ma con rigore]''.</ref>. CL è stata accusata di [[revisionismo]] storico per quanto riguarda il [[Risorgimento]] italiano (al [[Meeting per l'amicizia fra i popoli|Meeting di Rimini]], infatti, sono stati presentati negli ultimi anni testi di diversi autori con un punto di vista critico sul Risorgimento).

== Vescovi provenienti da CL ==
Da CL provengono:
* Il [[cardinale]] [[Angelo Scola]] ([[Arcidiocesi di Milano|arcivescovo di Milano]])<ref>[http://archiviostorico.corriere.it/2004/agosto/28/ammonimento_del_cardinale_Scola_Occidente_co_9_040828048.shtml L' ammonimento del cardinale Scola «L' Occidente vive in modo osceno»], ''Corriere della Sera'', 28 agosto 2004</ref>
* Il cardinale [[Carlo Caffarra]] ([[arcivescovo di Bologna]])<ref>[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/02/23/caffarra-finalmente-cardinale-bologna-scavalca-parigi.html Caffarra finalmente cardinale E Bologna scavalca Parigi], ''La Repubblica'', 23 febbraio 2006</ref><ref>[http://www.tracce.it/Default.asp?id=344&id_n=10547&pagina=2 IL CARDINALE CAFFARRA «Don Giussani, dono di Dio alla sua Chiesa»], ''Tracce'', 18 maggio 2009</ref><ref>[http://linformazione.e-tv.it/archivio/20090826/17_RE2608.pdf La lezione di Caffarra a Cl], 26 agosto 2009</ref>

e diversi [[vescovi]], tra cui:
* [[Eugenio Corecco]] (vescovo della [[diocesi di Lugano]], in [[Svizzera]], dal 1986 al 1995)
* [[Luigi Negri]] (vescovo della [[diocesi di San Marino-Montefeltro]])
* [[Giancarlo Vecerrica]]<ref>[http://www.fabriano-matelica.it/news/1487-messaggio-del-vescovo-sullinizio-della-causa-di-beatificazione-di-mons-lugi-giussani Diocesi Fabriano Matelica. Messaggio del Vescovo sull'inizio della causa di beatificazione di Mons. Lugi Giussani].</ref> (vescovo di [[Diocesi di Fabriano-Matelica|Fabriano-Matelica]])
* {{cn|[[Michele Pennisi]]}} (vescovo di [[Diocesi di Piazza Armerina|Piazza Armerina]])
* [[Giuliano Frigeni]]<ref>[http://www.tracce.it/default.asp?id=302&id_n=28494 Tracce, vita di CL. Testimonianza di mons. Giuliano Frigeni].</ref> (vescovo di [[Diocesi di Parintins|Parintins]], in [[Brasile]])
* [[Filippo Santoro]] ([[arcivescovo di Taranto]])
* [[Giancarlo Petrini]]<ref>[http://storico.radiovaticana.org/it1/storico/2010-12/447102_altre_nomine.html Nomine vescovili da Radio Vaticana].</ref> (vescovo di [[Diocesi di Camaçari]], [[Bahia]], in [[Brasile]])
* [[Javier Martínez]]<ref>[http://www.arzobispodegranada.es/index.php?mod=biografia&lan=it Arcivescovo di Granada. Biografia].</ref> ([[arcivescovo]] di [[Arcidiocesi di Granada|Granada]], in [[Spagna]])
* [[Paolo Pezzi]]<ref>[http://www.sancarlo.org/it/?tag=moscow Fraternità San Carlo. Paolo Pezzi].</ref> ([[arcivescovo]] di [[Arcidiocesi della Madre di Dio a Mosca|Mosca]], in [[Russia]])
* [[Guido Zendron]]<ref>[http://www.tracce.it/default.asp?id=266&id2=274&id_n=8238 Tracce in movimento. Nuovi vescovi / Guido Zendron].</ref> ([[vescovo]] di [[Diocesi di Paulo Afonso|Paulo Afonso]], in [[Brasile]])
* [[Dario Walter Maggi]]<ref>[http://www.ecodibergamo.it/EcoOnLine/CRONACA/2008/02/19_vescovo.shtml Mons. Valter Dario Maggi nominato vescovo ausiliare a Guayaquil in Ecuador].</ref> (vescovo ausiliare di [[Guayaquil]], in [[Ecuador]])
All'elezione episcopale hanno tutti lasciato ogni attività direttiva di CL.

== Note ==
{{references|2}}

== Bibliografia ==
Si veda anche la bibliografia di [[Luigi Giussani]].

=== Storia del movimento ===
* ''Un avvenimento di vita, cioè una storia. Itinerario di quindici anni concepiti e vissuti'' - interviste e conversazioni con Luigi Giussani, con un'introduzione del cardinale Joseph Ratzinger, (Edit - Il Sabato, 1993)
* ''La Fraternità di Comunione e Liberazione. L'opera del movimento'' di Luigi Giussani, (San Paolo, 2002)
* ''Il movimento di Comunione e Liberazione. Conversazioni con Robi Ronza'' di Luigi Giussani, (Jaca Book, 1987)
* ''Comunione e Liberazione - Le origini (1954-1968)'' di Massimo Camisasca, (San Paolo, 2001), con introduzione di [[Joseph Ratzinger]]
* ''Comunione e Liberazione - La ripresa (1969-1976)'' di Massimo Camisasca, (San Paolo, 2003), con introduzione di [[Giacomo Biffi]]
* ''Comunione e Liberazione - Il riconoscimento (1976-1984)'' di Massimo Camisasca (San Paolo, 2006), con introduzione di [[Paul Josef Cordes]]
* ''Comunione e Liberazione'' di Salvatore Abbruzzese (Il Mulino, Bologna, 2001)	

=== Testi critici ===
==== In italiano ====
* ''"Le armate del Papa. Focolarini, Neocatecumenali, Comunione e Liberazione. I segreti delle misteriose e potenti nuove sette cattoliche"'' di Gordon Urquhart (Ponte alle Grazie, Firenze, 1996)
* ''"Gli estremisti di centro. Il neo-integralismo cattolico degli anni '70: Comunione e Liberazione"'' di Sandro Bianchi e Angelo Turchini, (Guaraldi, Firenze, 1975)
* ''"Religione e politica: Il caso italiano"'' di Gustavo Guizzardi e altri (Coines, Roma, 1976)
* ''"Revisionismo in mostra"'' di Massimo Baioni in Storia e problemi contemporanei n.1, 2002.
* ''"L'adolescente sublimato: psicodinamiche in Comunione e liberazione'' di Piera Serra, Guaraldi, 1978
* ''"Gli estremisti bianchi'' di Franco Ottaviano, Data News, 1986
* ''"L'ultima crociata: Comunione e Liberazione"'' di Geppina Cianflone, (Messina [etc.]: G. D'Anna, 1978)
* ''"Comunione e Liberazione: assalto al potere in Lombardia"'' di Enrico De Alessandri, (2009) disponibile in formato eBook presso Lulu.com --> [http://www.lulu.com/product/scarica/comunione-e-liberazione-assalto-al-potere-in-lombardia/6003093]
* ''"La lobby di Dio - Fede, affari e politica"'' di Ferruccio Pinotti e Giovanni Viafora, (Chiarelettere 2010)

==== In inglese ====
* ''Comunione e Liberazione: A Fundamentalist Idea Of Power'' di Dario Zadra in ''Accounting for Fundamentalisms: The Dynamic Character of Movements (vol. 4 of series) Part I: Accounting for Christian Fundamentalisms'' (University of Chicago Press, Chicago, 1994 - [http://www.press.uchicago.edu/Complete/Series/FP.html Fundamentalism Project])
* Martin E Marty, R Scott Appleby, ''Fundamentalisms Observed'' (University of Chicago Press, 1 lug 1994), ISBN 0-226-50878-1
* Frederic Spotts, Theodor Wieser, ''Italy: A Difficult Democracy'' (Cambridge University Press, 30 apr 1986), ISBN 0-521-31511-5
* Gabriel Abraham Almond, R Scott Appleby, Emmanuel Sivan, ''Strong Religion'' (University of Chicago Press, 15 gen 2003), ISBN 0-226-01498-3

== Voci correlate ==
* [[Luigi Giussani]]
* [[Memores Domini]]
* [[Meeting di Rimini]]
* [[Compagnia delle Opere]]
* [[Centro culturale di Milano]]
* [[Coordinamento Liste per il Diritto allo Studio]]
* [[Andrea Riccardi]]

== Altri progetti ==
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== Collegamenti esterni ==
* [http://www.clonline.org Sito ufficiale]

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