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{{Faro
|nome = Faro di Tiberio
|immagine = Brogi, Giacomo (1822-1881) - n. 5536 - Isola di Capri - Torre di Tiberio.jpg
|descrizione_immagine = 
|didascalia = Il faro di Tiberio ritratto in un'opera di Giacomo Brogi.
|nazione = ITA
|suddivisione1 = Campania
|suddivisione2 = Napoli
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Distaccata dal complesso della villa imperiale, la struttura era spesso utilizzata dall'[[imperatore romano]] [[Tiberio]] (venuto a soggiornare a Capri dal [[27]] al [[37]] [[dopo Cristo|d.C.]])<ref>{{Cita|DAB|p. 20|De Angelis Bertolotti|harv=s}}.</ref> per mettersi in contatto con l'avamposto militare di [[punta Campanella]].
==Cenni storici==
===Tiberio ed il suo faro===
[[Tiberio]]
, come già accennato, si ritirò ne si era ritirato sull'isola all'età di settantasette anni, su consiglio dell'amico [[Seiano]].<ref>Tacito, ''[[Annales (Tacito)|Annales]]'', IV, 67.</ref> Il desiderio di allontanarsi dalla capitale di [[Roma]] accarezzò l'imperatore romano per lungo tempo perché, andandosene via dall'Urbe, non avrebbe più visto più persone che gli ricordavano il figlio [[Druso]] e, allo stesso tempo, non avrebbe sofferto più la vicinanza della madre Livia, divenuta per lui insopportabile.<ref>{{Cita|AG|p. 300|Gallina|harv=s}}.</ref>

Giunto nell'isola, Tiberio vi fece costruire dodici ville, scegliendo quindi di risiedere nella sua preferita, [[villa Jovis]]. Circondato da astrologi, giuristi, letterati ed uomini di studio,<ref>{{Cita|HS|p. 335|Scullard|harv=s}}.</ref> l'imperatore costruì vicino alla sua abitazione la ''turris Phari'', ovvero la torre del faro.<ref>«{{maiuscoletto|Et ante paucos quam obiret dies turris Phari terræmotu Capreis concidit.}}» (Svet. in Tib. 74)</ref><ref>{{Cita|RM|p. 257|Mangoni|harv=s}}.</ref>

La struttura era destinata all'invio di segnali di [[fuoco]] (la notte) e di [[fumo]] (il giorno) a un faro di simili dimensioni situato sopra la [[punta Campanella]] (all'epoca denominata ''Capo Atheneo'')<ref>{{Cita|RC|p. 74|Capobianco|harv=s}}.</ref> e ad un'altra lanterna sopra il porto di [[Capo Miseno]], all'estremità sudoccidentale della [[penisola Flegrea]], dove aveva baseera di stanza la [[flotta romana|marina militare romana]].<ref>{{Cita|AA|p. 53|Andrén|harv=s}}.</ref>

Utilizzando questo funzionale sistema di comunicazione, Tiberio riuscì a governare l'[[impero romano]] per un decennio senza mai allontanarsi da Capri, dimostrando di essere capace anche di organizzare la sua difesa durante in occasione della congiura dei palazzi romanio con la quale i suoi nemici (tra i quali si annovera il [[prefetto del pretorio]] [[Seiano]]) cercarono di rovesciarlo durante il suo ritiro nell'isola.<ref>{{cita web|data=24 agosto 2006|accesso=24 agosto 2006|url=http://www.farodihan.it/2006/08/24/la-torre-del-faro-di-villa-jovis-a-capri/|titolo=La torre del faro di Villa Jovis a Capri|editore=Il faro di Han}}</ref>

La torre crollò nel [[marzo]] del [[37|37 d.C]], pochi giorni prima della morte dell'imperatore, a causa di un [[terremoto]].<ref>{{Cita|DAB|p. 177|De Angelis Bertolotti|harv=s}}.</ref><ref name=SB>{{Cita|SB|p. 142|Borà|harv=s}}.</ref>

===Dalla morte di Tiberio in poi===
Mentre dopo la morte dell'imperatore [[villa Jovis]] fu abbandonata ad un lento degrado, la torre del faro fu invece subito ricostruita da [[Diocleziano]] nel [[47|47 d.C]].<ref name=SB/>
[[File:Faro di Tiberio.PNG|thumb|Il faro di Tiberio nell'[[XIX secolo|Ottocento]], in una cartolina di Carlo Brogi, nell'[[XIX secolo|Ottocento]].]]

Il faro fu adibito poi a torre di segnalazione per i marinai che passavano per la costa nordoccidentale dell'isola. La struttura svolse questa funzione per tutto il [[medioevo]], in quanto la stessa era alimentata da un'eremita che abitava nei pressi della chiesa di [[Santa Maria del Soccorso]],<ref name=MD/> già citata nel [[1610]] in un atto notarile.<ref>{{Cita|SB|p. 143|Borà|harv=s}}.</ref>

Il faro, aAbbandonato nel [[XVII secolo]], si ritrovò neil faro si ridusse allo stato di rudere già all'inizio dell'[[XIX secolo|Ottocento]], secondo quanto testimoniato dallo storico tedesco [[Ferdinand Gregorovius]].<ref name=MD/> 
==Struttura==
La torre è costituita da un [[basamento (architettura)|basamento]] quadrangolare di [[calcestruzzo]]<ref>{{Cita|AA|p. 54|Andrén|harv=s}}.</ref>, (largo 12 m), e originariamente alto 20 m, dei quali necui rimangono, al [[2010]], solo 16 m.etri<ref name=MD>{{cita web|editore=Museo Diffuso|titolo=Faro romano|data=10 novembre 2010|accesso=10 novembre 2010|url=http://sit.provincia.napoli.it/mdscheda.asp?key=5155}}</ref> Lo stesso è rivestito completamente da [[mattone|mattoni]] a vista.

Al basamento è addossata una torre di sagoma troncoconica, aggiunta al complesso nel [[XIV secolo]]. Nell'angolo nordoccidentale del faro sono invece visibili un pilastro e le rimanenzeciò che resta di un arco, probabilmente utilizzato per accedere al primo piano dove era disposubicata la camera di segnalazione.<ref name=MD/>

==Note==
{{references|2}}


==Bibliografia==
{{div col}}
*{{cita libro|autore=[[Amedeo Maiuri]]|volume=1|titolo=Itinerario flegreo|ISBN = ISBN 8870880842|anno=1983|lingua=italiano|editore=Bibliopolis|cid=AM}}
*{{cita libro|cognome=Andrén|nome=Arvid|wkautore=|coautori=|curatore=|titolo=Capri - dall'età paleolitica all'età turistica|volume=|edizione=|anno=1991|editore=Fondazione San Michele|città=Roma|lingua=italiano|id={{NoISBN}}|cid=AA}}
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==Voci correlate==
*[[Tiberio]]
*[[Villa Jovis]]
*[[Salto di Tiberio]]
{{div col end}}
{{portale|Antica Roma|Architettura|Capri}}
[[Categoria:Fari della Campania]]