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{{F|Capstoria|agosto 2012|Le voci citate salvo rarissime eccezioni, sono scadenti. La voce, comunque, utilizza quasi solo queste ultime}}
{{C|La voce, utilizzando fonti scadentissime, fa affermazioni risibili, come quella commovente dell'eremita che tenne accesso il faro per secoli nel medioevo (chissà in quali registri o annali medievali si registravano notizie del genere), o la ricostruzione immediata a opera di [[Diocleziano]] nel 47 (peccato che Diocleziano sia vissuto nel III secolo). La voce non si prende nemmeno la briga di essere coerente con la storia, tanto, basta citare una fonte, magari un polpettone ottocentesco. A dire il vero, nella voce è citata una fonte autorevolissima ([[Amedeo Maiuri]]), ma l'autore, probabilmente non conoscendolo, ne storpia il nome in [[Amadeo Maiuri]]|storia|agosto 2012}}
{{Faro
|nome = Faro di Tiberio
|immagine = Brogi, Giacomo (1822-1881) - n. 5536 - Isola di Capri - Torre di Tiberio.jpg
|descrizione_immagine = 
|didascalia = Il faro di Tiberio ritratto in un'opera di Giacomo Brogi.
|nazione = ITA
|suddivisione1 = Campania
|suddivisione2 = Napoli
|suddivisione3 = Capri
|localita = 
|latitudine = 
|longitudine = 
|costruzione = I secolo d.C.
|ricostruzione = 47 d.C.
|attivazione = 
|altezza = 16 m; originariamente 20
|elevazione = circa 297
|portata = 
|ottica = 
|elenco = 
|visitabile = 
|automatizzato = 
|segnale = 
|luce1 = 
|eclisse1 = 
|luce2 = 
|eclisse2 = 
|luce3 = 
|eclisse3 = 
}}
{{quote|La casa dei Teleboi, dove faro spende per i trepidi naviganti<br />la sua luce, dolce emula della notturna errante luna.|Il poeta romano [[Stazio]] si esprime sul faro.<ref>Stazio, ''[[Silvae]]'', 3,5 100-101.</ref><ref>{{Cita|DR|p. 559|Romanelli|harv=s}}.</ref><ref>{{Cita|AM|p. 182|Maiuri|harv=s}}.</ref><ref>{{Cita|EF|p. 218|Federico|harv=s}}.</ref>|Teleboumque domos, trepidis ubi dulcia nautis<br />lumina noctivagae tollit Pharus aemula lunae.|lingua=la}}
Il '''faro di Tiberio''', talvolta indicato come '''faro di [[villa Jovis]]''' o come '''torre del Faro''', si ergeva sul monte Tiberio, un'altura dell'[[isola di Capri]].

Distaccata dal complesso della villa imperiale, la struttura era spesso utilizzata dall'[[imperatore romano]] [[Tiberio]] (venuto a soggiornare a Capri dal [[27]] al [[37]] [[dopo Cristo|d.C.]])<ref>{{Cita|DAB|p. 20|De Angelis Bertolotti|harv=s}}.</ref> per mettersi in contatto con l'avamposto militare di [[punta Campanella]].
==Cenni storici==
===Tiberio ed il suo faro===
[[Tiberio]] si era ritirato sull'isola all'età di settantasette anni, su consiglio dell'amico [[Seiano]].<ref>Tacito, ''[[Annales (Tacito)|Annales]]'', IV, 67.</ref> Il desiderio di allontanarsi dalla capitale [[Roma]] accarezzò l'imperatore romano per lungo tempo perché, andandosene dall'Urbe, non avrebbe più visto persone che gli ricordavano il figlio [[Druso]] e, allo stesso tempo, non avrebbe sofferto più la vicinanza della madre Livia, divenuta per lui insopportabile.<ref>{{Cita|AG|p. 300|Gallina|harv=s}}.</ref>

Giunto nell'isola, Tiberio vi fece costruire dodici ville, scegliendo quindi di risiedere nella sua preferita, [[villa Jovis]]. Circondato da astrologi, giuristi, letterati e uomini di studio,<ref>{{Cita|HS|p. 335|Scullard|harv=s}}.</ref> l'imperatore costruì vicino alla sua abitazione la ''turris Phari'', ovvero la torre del faro.<ref>«{{maiuscoletto|Et ante paucos quam obiret dies turris Phari terræmotu Capreis concidit.}}» (Svet. in Tib. 74)</ref><ref>{{Cita|RM|p. 257|Mangoni|harv=s}}.</ref>

La struttura era destinata all'invio di segnali di [[fuoco]] (la notte) e di [[fumo]] (il giorno) a un faro di simili dimensioni situato sopra la [[punta Campanella]] (all'epoca denominata ''Capo Atheneo'')<ref>{{Cita|RC|p. 74|Capobianco|harv=s}}.</ref> e a un'altra lanterna sopra il porto di [[Capo Miseno]], all'estremità sudoccidentale della [[penisola Flegrea]], dove era di stanza la [[flotta romana|marina militare romana]].<ref>{{Cita|AA|p. 53|Andrén|harv=s}}.</ref>

Utilizzando questo funzionale sistema di comunicazione, Tiberio riuscì a governare l'[[impero romano]] per un decennio senza mai allontanarsi da Capri, dimostrando di essere capace anche di organizzare la sua difesa in occasione della congiura di palazzo con la quale i suoi nemici (tra i quali si annovera il [[prefetto del pretorio]] [[Seiano]]) cercarono di rovesciarlo durante il suo ritiro nell'isola.<ref>{{cita web|data=24 agosto 2006|accesso=24 agosto 2006|url=http://www.farodihan.it/2006/08/24/la-torre-del-faro-di-villa-jovis-a-capri/|titolo=La torre del faro di Villa Jovis a Capri|editore=Il faro di Han}}</ref>

La torre crollò nel [[marzo]] del [[37|37 d.C]], pochi giorni prima della morte dell'imperatore, a causa di un [[terremoto]].<ref>{{Cita|DAB|p. 177|De Angelis Bertolotti|harv=s}}.</ref><ref name=SB>{{Cita|SB|p. 142|Borà|harv=s}}.</ref>

===Dalla morte di Tiberio in poi===
Mentre dopo la morte dell'imperatore [[villa Jovis]] fu abbandonata a un lento degrado, la torre del faro fu invece subito ricostruita da [[Diocleziano]] nel [[47|47 d.C]].<ref name=SB/>
[[File:Faro di Tiberio.PNG|thumb|Il faro di Tiberio nell'[[XIX secolo|Ottocento]], in una cartolina di Carlo Brogi.]]

Il faro fu adibito poi a torre di segnalazione per i marinai che passavano per la costa nordoccidentale dell'isola. Nei pressi del faro sorse la chiesa di [[Santa Maria del Soccorso]],<ref name=MD/> di cui si ha la prima notizia in un atto notarile del [[1610]].<ref>{{Cita|SB|p. 143|Borà|harv=s}}.</ref>

Abbandonato nel [[XVII secolo]], il faro si ridusse allo stato di rudere già all'inizio dell'[[XIX secolo|Ottocento]], secondo quanto testimoniato dallo storico tedesco [[Ferdinand Gregorovius]].<ref name=MD/> 
==Struttura==
La torre è costituita da un [[basamento (architettura)|basamento]] quadrangolare di [[calcestruzzo]]<ref>{{Cita|AA|p. 54|Andrén|harv=s}}.</ref>, largo 12 m, e originariamente alto 20, di cui rimangono, al [[2010]], solo 16 metri<ref name=MD>{{cita web|editore=Museo Diffuso|titolo=Faro romano|data=10 novembre 2010|accesso=10 novembre 2010|url=http://sit.provincia.napoli.it/mdscheda.asp?key=5155}}</ref> Lo stesso è rivestito completamente da [[mattone|mattoni]] a vista.

Al basamento è addossata una torre di sagoma troncoconica, aggiunta al complesso nel [[XIV secolo]]. Nell'angolo nordoccidentale del faro sono invece visibili un pilastro e ciò che resta di un arco, probabilmente utilizzato per accedere al primo piano dove era ubicata la camera di segnalazione.<ref name=MD/>

==Note==
{{references|2}}

==Bibliografia==
{{div col}}
*{{cita libro|autore=[[Amedeo Maiuri]]|volume=1|titolo=Itinerario flegreo|ISBN = ISBN 8870880842|anno=1983|editore=Bibliopolis|cid=AM}}
*{{cita libro|cognome=Andrén|nome=Arvid|wkautore=|coautori=|curatore=|titolo=Capri - dall'età paleolitica all'età turistica|volume=|edizione=|anno=1991|editore=Fondazione San Michele|città=Roma|id={{NoISBN}}|cid=AA}}
*{{cita libro|titolo=L'impero romano da Augusto agli Antonini|anno=1975|editore=Garzanti|autore=Anna Gallina|coautori=Stanley Arthur Cook|cid=AG}}
*{{cita libro|ISBN={{NoISBN}}|editore=Stamperia Reale|anno=1819|volume=3|titolo=Antica topografia istorica del regno di Napoli|autore=Domenico Romanelli|cid=DR}}
* {{Cita libro|autore = Eduardo Federico|coautori = Elena Miranda|titolo = Capri antica: dalla preistoria alla fine dell'età romana|editore = La Conchiglia|anno = 1998|ISBN = ISBN 8886443609|cid=EF}}
*{{cita libro|titolo=Storia del mondo romano|volume=1|autore=Howard Scullard|coautori=Emanuele Narducci|anno=1983|editore=Rizzoli|ISBN=ISBN 8817337854|cid=HS}}
*{{cita libro|titolo=Breve racconto delle cose chiesastiche piu importanti occorse nel viaggo fatto sulla real fregata Urania dal 15 agosto 1844 al 4 marzo 1846|autore=Raffaele Capobianco|cid=RC|anno=1846|ISBN={{NoISBN}}|editore=F. Del Vecchio}}
* {{Cita libro|nome = Romana|cognome = De Angelis Bertolotti|titolo = Capri. La natura e la storia|editore = Zanichelli|anno = 1990|mese = luglio|ISBN = ISBN 8808091236|cid=DAB}}
*{{cita libro|volume=1|autore=Rosario Mangoni|titolo=Ricerche storiche sull'isola di Capri colle notizie piu rilevanti sulla vicina regione del cratere|anno=1834|ISBN={{NoISBN}}|cid=RM|editore=G. Palma}}
* {{Cita libro|nome = Salvatore|cognome = Borà|titolo = Itinerari storici e monumentali di Capri ed Anacapri|editore = la Conchiglia|anno = 2002|cid=SB|ISBN=ISBN 88-86443-52-8}}
{{div col end}}

==Voci correlate==
*[[Tiberio]]
*[[Villa Jovis]]
*[[Salto di Tiberio]]
{{div col end}}
{{portale|Antica Roma|Architettura|Capri}}
[[Categoria:Fari della Campania]]