Difference between revisions 51922042 and 51922046 on itwiki{{nd}} {{Coord|45.401362|11.880686|region:VA_type:landmark_source:dewiki|display=title}} {{Infobox edifici religiosi |NomeEdificio = Pontificia Basilica Maggiore di Sant'Antonio di Padova, Santuario Internazionale <small>anche conosciuta come </small> ''Basilica del Santo'' |Immagine = Padova, basilica del santo.JPG |Didascalia = L'esterno della basilica |Larghezza = 300px |Città = [[Padova]] |Regione = {{IT-VEN}} |Stato ={{ITA}} (zona extraterritoriale della Santa Sede) |Religione = [[Cattolicesimo|Cristiana Cattolica]] di [[Rito romano]] |Diocesi = [[Diocesi di Padova]] |AnnoConsacr = |Architetto = |StileArchitett = [[Romanico]], [[Gotico]], [[Rinascimentale]], [[Barocco]] |InizioCostr = [[1232]] |FineCostr = [[1310]] |Website = [http://www.basilicadelsanto.org/ita/home.asp Sito ufficiale] |Note = }} La '''Basilica di Sant'Antonio''' a [[Padova]], conosciuta dai padovani semplicemente come ''il Santo'', è la più importante chiesa della città e una delle più grandi e visitate al mondo. Non è comunque la [[cattedrale]] patavina, titolo che spetta al [[Duomo di Padova|duomo]]. In essa sono custodite le [[reliquia|reliquie]] di [[sant'Antonio di Padova]]. La piazza antistante ospita il [[monumento equestre al Gattamelata]] di [[Donatello]]. Donatello realizzò anche le sculture bronzee (''[[Crocifisso della basilica del Santo]]'', statue e formelle di varie dimensioni) che il Boito ha collocato sull'altare maggiore da lui progettato. Ha la dignità di [[Basilica papale]], una delle uniche 4 appartenenti allo Stato Vaticano che non si trovano in [[Roma]], ed è quindi soggetta alla sua giurisdizione. ==Storia== Secondo una tradizione molto diffusa nel tardo medioevo e fino al [[XVIII secolo]], ma che non ha fondamenti storici nè archeologici, in questo luogo sorgeva un tempio dedicato alla dea [[Giunone]], in cui, secondo [[Tito Livio]], i padovani donavano ed appendevano i trofei vinti nelle loro battaglie<ref>''Luoghi storici d'Italia'' - pubblicazione a cura della rivista ''Storia Illustrata'' - pag.1083 - Arnoldo Mondadori editore (1972)</ref>. Nel Medioevo questa era una zona periferica della città di Padova, ove sorgeva la piccola chiesa di ''Santa Maria Mater Domini'', che era stata affidata ai frati minoriti. Qui aveva soggiornato sant'Antonio per poco più di un anno tra il [[1229]] ed il [[maggio]] [[1231]]; accanto era stato fondato il convento dei francescani, forse proprio da sant'Antonio nel [[1229]]. Quando Antonio morì il [[13 giugno]] [[1231]] presso [[Arcella]], nella parte nord di Padova, la sua salma venne composta in questa piccola chiesa e vi fu sepolto, seguendo il suo desiderio. Ben presto furono registrati molti fenomeni miracolosi sulla sua tomba ed iniziarono ad arrivare pellegrini prima dalle contrade vicine e poi anche da oltralpe. Le varie componenti della cittadinanza di Padova (comune, vescovo, professori dell'[[Università di Padova|Università]], ordini religiosi e popolo) chiesero congiuntamente di innalzare Antonio all'onore degli altari. Il processo canonico si svolse in tempi molto breve: nella [[Duomo di Spoleto|cattedrale di Spoleto]] il [[30 maggio]] [[1232]] il [[papa Gregorio IX]] lo nominò santo. Quindi, ad un anno dalla morte del santo, si decise di porre mano alla chiesetta di santa Maria e di erigerne una nuova, proporzionata all'esigenza di ricevere ed ospitare i gruppi di pellegrini; l'antica chiesetta formò il nucleo da cui partì la costruzione della Basilica e tuttora è inglobata come ''Cappella della Madonna Mora''. La costruzione della basilica si protrasse fino al [[1310]]. Modifiche all'assetto della Basilica si prolungano fino al XV secolo, con un forte impulso dopo l'incendio e conseguente crollo di un campanile nel [[1394]]. I lavori del [[XV secolo]] includono il rialzamento del deambulatorio e il riassetto del coro, con la costruzione di una nuova cortina. [[Pietro Lombardo (scultore)|Pietro Lombardo]] figlio di ser Martino da [[Carona (Svizzera)|Carona]], scultore e architetto, all'età di 29 anni nel [[1464]] è attivo nella Basilica del Santo ove scolpisce in stile rinascimentale il ''monumento di Antonio Roselli'' e nel [[1467]] la ''lapide sepolcrale di Jacopo Pavini''. Durante la [[guerra della lega di Cambrai]] ([[1509]]) , Padova fu al centro dei combattimenti e la basilica si trovava a breve distanza dalle fortificazioni e pertanto, trovandosi tra due fuochi, subì da una parte i furori delle truppe venete assediate e dall'altra le rappresaglie dell'esercito imperiale assediante, che a fasi alterne la occupavano. Nel corso del [[XX secolo]] vengono affrescate nuovamente le cappelle laterali, molto deteriorate dall'incuria e dal trascorrere dei secoli. Il [[29 maggio]] [[2012]] la basilica è stata danneggiata da una delle scosse di [[Terremoti dell'Emilia del 2012|terremoto]] che hanno colpito il territorio dell'Emilia; ci sono stati distacchi su oltre tre metri quadri di intonaco decorati dal Casanova. I frammenti sono stati raccolti e messi al sicuro, sotto controllo della Soprintendenza. Tutto il deambulatorio che corre attorno al presbiterio è stato protetto, così che eventuali altri distacchi non possano colpire i pellegrini <ref>[http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2012/29-maggio-2012/terremoto-transennamenti-basilica-santo-201387366724.shtml Corriere del veneto]</ref><ref>[http://www.tmnews.it/web/sezioni/news/PN_20120601_00240.shtml TM News]</ref>. ==Architettura== [[File:Basilica di Sant'Antonio da Padova.jpg|thumb|left|Facciata, con al fianco il [[monumento equestre al Gattamelata]]]] È caratterizzata da una perfetta armonizzazione di diversi stili: la [[facciata a capanna]] [[romanico|romanica]]; i [[contrafforti]] che si sviluppano fino a diventare [[archi rampanti]] in stile [[gotico]] che, in parallelo, scandiscono con regolarità lo spazio e le cupole in [[Arte bizantina|stile bizantino]], mediato attraverso [[Repubblica di Venezia|Venezia]]; ed i due campanili gemelli che, invece, richiamano quasi dei [[Architettura islamica|minareti]]. Il chiostro del Capitolo ospita interessanti tombe di docenti dell'[[Università di Padova]], fra cui quelle di [[Bonjacopo Sanvito]] e [[Raniero degli Arsendi]]. <br clear="both"> ==Esterno della basilica e Piazza del Santo== [[File:Andrea Mantegna - Monogramme du Christ.jpg|thumb|right|[[Andrea Mantegna]] - ''Sant'Antonio e san Bernardino che adorano il monogramma di Cristo'', una volta posto sulla lunetta del portale principale.]] La facciata è alta 28 m ca ed è larga 37 m ca; sono presenti cinque arcate rientranti, quella centrale è sormontata da una nicchia contente la statua del [[Antonio da Padova|Santo]] e sotto si apre la porta maggiore. Nella lunetta del portale maggiore è presente una copia di [[Nicola Lochoff]] dell'affresco di [[Andrea Mantegna]] con raffigurazione di ''Sant'Antonio e san Bernardino che adorano il monogramma di Cristo''. L'affresco originale, staccato, si conserva nel vicino convento. Nella nicchia si può vedere la ''Statua in pietra di sant'Antonio'', copia fatta nel [[1940]] da [[Napoleone Martinuzzi]] per sostituire l'originale trecentesco di ''Rinaldino di Francia'', molto deturpato dagli anni e dalle intemperie ed ora conservato nel Museo Antoniano. Sulla facciata si aprono tre porte bronzee, realizzate seguendo il disegno progettuale di [[Camillo Boito]] ([[1895]]). In quella centrale si possono vedere ''San Ludovico da Tolosa, san Francesco, sant'Antonio e san Bonaventura'', opera di [[Giuseppe Michieli]]. Il sagrato della basilica fu adibito per secoli a cimitero e sono conservate tuttora alcune tombe, come quella del giurista Antonio Orsato, morto nel [[1497]]; il monumneto è composto da una elegante edicola con urna funeraria addossata alla parete laterale sinistra della basilica. ==Interno== L'interno è a [[croce latina]], suddiviso in tre navate da pilastri; sulla parte superiore delle pareti corrono delle gallerie. ===Presbiterio e altare maggiore=== {{vedi anche|Altare di Sant'Antonio da Padova}} [[File:Donatello, deposizione.jpg|thumb|Rilievo della ''[[Deposizione di Cristo (Donatello)|Deposizione di Cristo]]'' di [[Donatello]]]] L'attuale [[presbiterio]] è dominato dall'altare maggiore progettato da [[Camillo Boito]], ma che non ha nulla del grande altare pensato ed eretto da [[Donatello]], sia per quanto riguarda la struttura che la disposizione dei bronzi. Quello realizzato dal Boito è stato, cronologicamente, il quinto altare realizzato: il primo, in stile gotico, fu demolito nel [[1448]] per la creazione di Donatello, il quale realizzò sette statue a tutto tondo rappresentanti la [[Madonna col Bambino (Donatello Padova)|Madonna col Bambino]], i santi [[San Francesco (Donatello)|Francesco]], [[sant'Antonio da Padova (Donatello)|Antonio]], [[santa Giustina (Donatello)|Giustina]], [[san Daniele (Donatello)|Daniele]], [[San Ludovico (Donatello)|Ludovico]] e [[san Prosdocimo (Donatello)|Prosdocimo]]. Giacomo Campagna, scultore, e Cesare Franco, architetto, innalzarono successivamente una pomposa struttura di stile manierista, che consisteva in un grande arco trionfale, che accoglieva un enorme [[ciborio]] nel suo [[fornice]]. Anche questo altare fu smembrato verso il [[1668]] per fare spazio ad un nuovo altare ''alla romana'', formato solo da una semplice mensa, mentre il grande ciborio fu posizionato nella ''cappella del Santissimo'' e l'arco trionfale nella parte posteriore dell'abside. Anche le sculture di Donatello furono spostate: alcune furono portate nella ''cappella del Santissimo'', altre poste sul nuovo altare, altre ancora lungo la cinta marmorea del presbiterio. ===Cappella delle Reliquie o del Tesoro=== [[Image:Padova, basilica del santo, cappella delle reliquie 01.JPG|thumb|Cappella delle reliquie]] La cappella contiene il tesoro della basilica, composto da numerose reliquie, tra cui sono degni di nota, per la devozione di cui sono oggetto e per la bellezza dei reliquiari, la reliquia del Mento di Sant'Antonio, e la Reliquia della Lingua incorrotta del Santo. Sono presenti inoltre numerose preziose suppellettili liturgiche ([[Calice (liturgia)|calici]], [[Pisside|pissidi]], [[Patena|patene]], [[Messale|messali]]). In apposite teche di vetro sono esposti i resti della ricognizione del corpo del Santo effettuata nel gennaio 1981 (frammenti della tonaca del Santo, le casse in legno contenenti le ossa del Santo - poi ricomposte nella tomba in un'urna di vetro -, i drappi avvolgenti le casse, un'iscrizione del 1263 attestante la prima traslazione del corpo del Santo). Fino alla fine del [[XVII secolo]] qui si trovava la cappella absidale dedicata a san Francesco, la cui costruzione era iniziata il [[28 settembre]] [[1267]]. Nel [[1691]], dopo aver demolito la piccola abside, fu costruita l'attuale cappella rotonda, con cupola e di maggiore estensione rispetto alla precedente; il progetto fu affidato all'architetto e scultore genovese [[Filippo Parodi]], discepolo del [[Bernini]]. Compiuta in soli tre anni la costruzione della cappella, iniziarono i lavori per la sua decorazione, che si prolungarono per diversi anni. La cupola a lanterna fu demolita nel [[1739]] perché minacciava di crollare e fu sostituita dall'attuale, emisferica, in muratura con calotta esterna in piastre di piombo. Le reliquie furono trasferite dalla sagrestia solo nel [[1745]]. Antichi inventari ci informano sulla ricchezza e magnificenza dei tesori conservati presso la Basilica prima che fossero intaccati per varie cause, soprattutto belliche, nel corso dei secoli. Le perdite più gravi vi furono nel [[1405]], quando Padova fu conquistata da Venezia, e nel [[1797]], all'arrivo dell'esercito rivoluzionario francese. ====Interno della cappella==== Sulle pareti dell'atrio della cappella sono presenti le targhe sepolcrali del matematico ed astrologo [[Andrea Argoli]] da [[Tagliacozzo]] e di ''Angelo Diedo'', procuratore di San Marco e benemerito per l'erezione della cappella. Entrambe le targhe sono opera di [[Giovanni Bonazza]]. Le fasce in marmo bianco con raffigurazioni di gigli e di teste di cherubini sono opera dello stesso scultore, mentre il cancello è un lavoro di [[Giovanni Battista Pellegrini]] risalente al [[1711]]. L'interno ha un diametro di 13,29 m. ed una altezza di 20 m. ed è realizzato in puro [[stile barocco]]. E' dominato dal gruppo marmoreo del ''Sant'Antonio in gloria'', opera di [[Filippo Parodi]]. Le schiere d'angeli che lo completano, sono in stucco e furono realizzati dal ticinese [[Pietro Roncaioli]], come pure le restanti decorazioni in stucco del tamburo della cupola, mentre la ''Gloria della Purità'', nella calotta, è opera dei padovani [[Augusto e Ferruccio Sanavio]] e [[Carlo Bianchi (scultore)|Carlo Bianchi]] e sono stati realizzati tra il [[1910]] ed il [[1913]] in stile [[neobarocco]]. [[File:Padova, basilica del santo, cappella delle reliquie 02.JPG|thumb|right|Cappella delle reliquie]] ====Nicchia sinistra==== Al centro della nicchia è presente un reliquiario in argento dorato, opera di [[Roberto Cremesini]] del [[1982]], contenente l'[[osso sesamoide]] con resti di cute e di capelli di sant'Antonio. Tra le altre reliquie ed i gioielli dell'oreficeria, i più degni di nota sono: * grande [[turibolo]] in argento dorato, opera di [[Marco Baldi (orefice)|Marco Baldi]] del [[1440]]; *''navicella portaincenso'' in argento dorato, con minuziosi particolari sia dell'equipaggio che della attrzzatura; lavoro degli inizidel [[XVI secolo]]; *''mazza turchesca'' in argento dorato, finemente arabescata e con numerosi turchesi sull'impugnatura; la mazza è un dono del re polacco [[Giovanni Sobieski]], anche se per lunga tradizione era ritenuto il bastone di comando del [[Gattamelata]]; *reliquiario con il ''[[radio]] di sant'Antonio'', ex-voto per la guarigione di [[Vittorio Amedeo II di Savoia]] e risalente al [[1672]]. Si tratta di un manufatto piemontese dell'epoca; *[[pisside]] decorata con 23 [[cammeo|cammei]], opera rinascimentale francese, acquisita nel [[1586]]; *''calice'' in oro con smalti e smeraldi, donato nel [[1733]] da [[Maria Amalia d'Austria]], moglie dell'imperatore [[Carlo VII del Sacro Romano Impero|Carlo VII]]; * ''portaprofumi'' a forma di ghianda gigante, con un gufo poggiato sul coperchio; lavoro del [[XV secolo]]; * ''bicchiere in vetro'' che l'eretico Aleardino scagliò a terra, ma che rimase intatto. Lo stesso Aleardino lo donò al santuario; è ora rivestito da una decorazione d'argento risalente al [[XIII secolo]]; * ''pietra proveniente dal giardino del Getsemani'' racchiusa in un cofanetto del [[XIV secolo]] decorato con smalti e trafori; * ''navicella portaincenso'' del [[XV secolo]] in argento e madreperla, con pregevoli nielli; * ''reliquiario di san Gregorio e di san Vincenzo'', opera di [[Marco Baldi (orefice)|Marco Baldi]] del [[1462]]; * ''altra pietra proveniente dal Getsemani'', il cui reliquiario [[XIII secolo|duecentesco]], in precedenza, conteneva la lingua di sant'Antonio; * ''macigno che serviva da guancile a sant'Antonio'', secondo una antica tradizione. E' un dono della badessa Elisabetta Speroni. ====Nicchia centrale==== Le principali reliquie conservate sono: * ''Lingua di sant'Antonio'', contenuta in un reliquiario in argento dorato, di 81 cm. di altezza, opera di [[Giuliano da Firenze]], discepolo del Ghiberti. Appena sotto è presente un reliquiario a forma di libro, contenente l'apparato vocale del Santo, opera del [[1981]] dell'artista contemporaneo [[Carlo Balljana]]; * ''Mento di sant'Antonio'', reliquiario a forma di busto, sormontato da una aureola e con un cristallo al posto del viso. Fu eseguito nel [[1349]] su commissione del cardinale [[Guy de Boulogne]] e vi sono incise le parole in [[lingua veneta]] ''M CCC XXXX VIIII DIE PRIMO DE AGVSTO FO FATO STO LAVORIERO''. La base con i quattro piccoli leoni fu aggiunta nel corso del [[XV secolo]] a spese della famiglia Orsato; * ''Reliquiario della croce di cristallo'', lavoro risalente al [[1436]]-[[1437]] di [[Gian Agostino Elini]] e di [[Giovanni Fabbro]]. In forme già rinascimentale, è alto ben 97 cm.; * ''Cute della testa sant'Antonio'', opera trecentesca alta 70 cm., ritoccata tra il [[1436]] ed il [[1437]] da [[Filippo Baldi]]. Fino a tale data vi era contenuta la lingua di sant'Antonio; * ''Capelli della Vergine'', opera dell'orefice [[Bartolomeo da Bologna]], che ha imitato le forme di Giuliano da Firenze; * ''Cilicio di sant'Antonio'', reliquiario di 80 cm. di altezza, realizzato in forme rinascimentali; * ''Tre spine della corona di Cristo'', opera realizzata verso la fine del [[XV secolo]], in precedenza era un [[ostensorio]] per l'eucarestia. Si tratta di un dono del cardinale [[Girolamo Basso della Rovere]]; * altro frammento della ''cute della testa sant'Antonio'', reliquiario a forma di tempietto su otto esile colonne a spirale, opera del [[1433]], di [[Corrado Cagnoli]]; * ''reliquario con reliquie di santa Caterina, della Maddalena e santa Giustina'', a forma di albero con tre rami, è alto 77 cm. e risale al [[XV secolo]]; * ''reliquario di san Prosdocimo ed altri santi'', ha forma di cupola, che ricorda quella conica della basilica, risale al [[XV secolo]] ed è alto 60 cm.; * ''Lembo della tonaca di sant'Antonio'', opera di [[Bartolomeo da Bologna (orafo)|Bartolomeo da Bologna]] della prima metà del [[XV secolo]]. ====Nicchia destra==== * ''dito di sant'Antonio'', contenuto in un [[ostensorio]], a sua volta sostenuto da una piccola statua del Santo. L'opera in argento dorato risale al [[XIV secolo]]; * ''terra di Palestina'', contenuta in un ostensorio, a sua volta sostenuto da una piccola statua di [[san Ludovico d'Angiò]]. Anche quest'opera in argento dorato risale al [[XIV secolo]]; * ''capelli di sant'Antonio'' contenuti in un reliquiario a forma di noce, con il Santo tra il fogliame. Si tratta di un ex-voto di ''Bartolomeo Campolongo'' e risale al [[1500]] circa; * ''Ampolla con il sangue di san Felice'', opera di [[Baldassarre da Prata]] ([[1505]]); * ''Croce in rame dorato'', lavoro del [[XV secolo]]; * ''Scheggia del sepolcro del Cristo'' con reliquiario del [[XV secolo]]; * ''Reliquiario di san Giacomo'' in forme goticheggianti ([[XV secolo]]); *''dito di san Lorenzo'' con reliquiario in argento dorato, risalente al [[XIV secolo]]; *''lembo della tonaca di san Bernardino'', conservata in un reliquiario in argento dorato del [[XV secolo]]; *''reliquario di san Taddeo'', lavoro del [[XV secolo]]. Inoltre sul davanzale della nicchia sono presenti: *una lettera autografa di [[san Giuseppe da Copertino]] e datata [[1650]]; *due biglietti con firma autografa di [[Alfonso Maria de' Liguori|sant'Alfonso de' Liguori]] e [[Vincenzo de Paoli]]. Il disco di ottone con intarsi in [[madreperla]] e pietre dure e con al centro il [[trigramma]] di Cristo è un lavoro del [[XV secolo]]. ====Furto della ''Lingua''==== Il [[10 ottobre]] [[1991]] la reliquia della lingua fu rubata nottetempo da tre banditi mascherati; fu in breve tempo ritrovata intatta e da allora è nuovamente visibile nella cappella; il furto fu quasi certamente opera della [[Mala del Brenta]]. ==Cappella e Altare della Tomba== [[File:Arca del santo 02.jpg|thumb|Arca del Santo]] [[File:Lombardo Tullio - Miracolo cuore usuraio - basilica del Santo - Padova.jpg|thumb|[[Tullio Lombardo]] - Miracolo del cuore dell'usuraio.]] ===Facciata della cappella=== La facciata della cappella, a doppio attico, poggia su quattro colonnine e due pilastri laterali. Ai pennacchi vi sono i busti dei quattro evangelisti e al centro la dedica marmorea: {{quote|DIVO ANTONIO</br>CONFESSORI</br>SACRUM</br>RP PA PO}} dove l'ultima riga ha il significato di ''RESPUBLICA PATAVINA POSUIT'', cioè ''la cittadinanza padovana pose''. Nella parte superiore, in cinque nicchie separate da paraste, sono presenti le seguenti statue: * santa Giustina, di [[Giovanni Minello]] ([[1513]]); * san Giovanni Battista, di [[Severo Calzetta]] ([[1500]]); * sant'Antonio, di [[Giacomo Fantoni]] ([[1533]]); * san Prosdocimo, di [[Sebastiano da Lugano]] ([[1503]]); * san Daniele martire, di [[Giacomo Fantoni]] ([[1533]]). Le due statue del Fantoni sono in stucco, mentre le altre di marmo. ===Interno=== L'altare sorge su una piattaforma posta sopra sette gradini. È opera di [[Tiziano Aspetti]] ([[1607]]), ed è caratterizzato da tre statue: quella di sant'Antonio al centro, affiancata da quella di [[san Bonaventura]] e di [[san Ludovico di Tolosa]], che furono [[vescovo|vescovi]] francescani. Sul parapetto si possono vedere due coppie di angeli portacero. Il tabernacolo risale al [[1742]], come pure le due cartegloria in lamina d'argento sbalzato, lavoro dell'orefice veneziano [[Andrea Fulici]], hanno raffigurato in bassorilievo, partendo da sinistra, il ''Miracolo del piede tagliato'', l'''Apparizione di Gesù bambino'', il ''Miracolo della mula'', la ''Vestizione di sant'Antonio'' ed il ''Miracolo dei pesci''. Il cancello in bronzo d'accesso all'altare è una realizzazione di [[Girolamo Paliari]] del [[1603]], mentre i due piccoli candelabri in bronzo, di autore ignoto, furono donati nel [[1677]] da ''Domenico Gritti'', podestà di Padova. Ai lati dell'altare sono presenti due candelabri in argento, che hanno un supporto marmoreo che rappresenta angeli avviluppati tra nuvole e gigli. I candelabri sono alti ben 2,12 m. e furono realizzati da [[Giovanni Balbi]] nel [[1673]] (quello di destra) e nel [[1686]] (quello di sinistra). Il supporto di sinistra fu realizzato nel [[1689]] da [[Filippo Parodi]]. mentre quello di destra nel [[1712]] da [[Orazio Marinali]]. Dietro l'altare, lungo le pareti della cappella, tra gli intercolunni, nove altorilievi, rappresentano, tranne il primo, miracoli di sant'Antonio. Partendo dalla sinistra: # ''Sant'Antonio riceve l'abito francescano'', opera di [[Antonio Minello]] del [[1512]]; # ''Il marito geloso pugnala la moglie'' e nella [[centina]] ''Sant'Antonio intercede da Cristo il miracolo'', opera fu abbozzata del padovano [[Giovanni Rubino]] tra il [[1524]] ed il [[1529]], poi completata dal toscano [[Silvio Cosini]] tra il [[1534]] ed il [[1536]]; # ''Sant'Antonio risuscita un giovane'' perché attesti l'innocenza del padre accusato ingiustamente dell'omicidio. Il rilievo fu abbozzato nel [[1572]] da [[Danese Cattaneo]], che si è raffigurato di profilo nella cornice, a destra. L'opera fu poi completata dal suo allievo [[Girolamo Campagna]] nel [[1577]], come da iscrizione. Questo è cronologicamente l'ultimo rilievo della serie. In basso, ''Immagine giacente del cardinale [[Bartolomeo Uliari]]'', frate del vicino convento francescano e vescovo di [[Diocesi di Ancona|Ancona]] e poi di [[Arcidiocesi di Firenze|Firenze]]; l'opera del [[1502]] è di [[Giovanni Minello]]; # ''Risurrezione di una ragazza annegata'', capolavoro firmato di [[Jacopo Sansovino]]. L'opera gli fu commissionata nel [[1536]], ma fu completata solo nel [[1563]]. Nella centina sempre il Sansovino ha raffigurato la stessa basilica antoniana. Nelle sue ''Vite'' il [[Vasari]] elogia la ''fierezza dell'esecuzione''. # ''Sant'Antonio risuscita un bimbo annegato'', opera inizata da [[Antonio Minello]] tra il [[1520]] ed il [[1528]], poi completata da [[Jacopo Sansovino]] nel [[1534]]. Il Sansovino, scultore di qualità e carattere completamente diverso dal Minello, è riuscito a riutilizzare le parti già abbozzate e a fornire un lavoro unitario, senza che si veda il salto da un autore all'altro. # ''Miracolo dell'usuraio'', il cui cuore viene ritrovato nel forziere, opera di [[Tullio Lombardo]] firmata e datata [[1525]]; # ''Sant'Antonio riattacca il piede ad un giovane'', che l'aveva mozzato per punirsi di aver percosso la madre. L'opera è di [[Tullio Lombardo]] firmata e datata [[1525]]. Sotto si può vedere l'''effige di padre Francesco Sansone'', generale dell'Ordine francescano e grande fautore nonché mecenate della cappella, opera di [[Antonio Minello]]; # ''Miracolo del bicchiere'' scagliato a terra dall'eretico Aleardino senza rompersi. A quest'opera lavorarono tra il [[1520]] ed il [[1529]] prima il padovano [[Giovanni Maria Mosca]] e successivamente il milanese [[Pier Paolo Stella]]. # ''Sant'Antonio fa parlare un neonato'' per discolpare la madre ingiustamente accusata. L'opera è di [[Antonio Lombardo]], fratello minore di [[Tullio Lombardo|Tullio]] e fu completata nel [[1505]]. Sulla parte mediana della controfacciata compare l'iscrizione {{quote|ANNO A CHRISTI</br>NATALIBUS</br>M D XXX II}} in ricordo dell'anno in cui la cappella fu dedicata al ''Santo'', anche se non del tutto completa. La volta con lunette fu decorata tra il [[1533]] ed il [[1534]] con stucchi dorati da [[Gian Maria Falconetto]] con la collaborazione dei figli [[Ottaviano Falconetto|Ottaviano]] e [[Provolo Falconetto|Provolo]], di [[Tiziano Minio]], di [[Silvio Cosini]] e di [[Danese Cattaneo]]. Nelle lunette sono presenti Dio Padre con dodici busti di profeti, mentre al centro gli angeli reggono un nastro con la dicitura: {{quote|GAUDE FELIX PADUA QUAE THESAU(RUM) POS(S)IDES}} le prime parole della bolla con cui il [[30 maggio]] [[1232]] il papa [[Gregorio IX]] elevò sant'Antonio agli onori degli altari. ==Navata centrale== [[File:Grandi Vincenzo e Gian Gerolamo e Briosco Andrea, il Riccio - Monumento Trombetta - Basilica del Santo - Padova.jpg|thumb|Vincenzo e Gian Gerolamo Grandi e [[Andrea Briosco|Andrea Briosco detto il Riccio]] - ''Monumento Trombetta''.]] [[File:7948- Padova - Sant'Antonio - Madonna del Pilastro (esposizione 25 contrasto 33).JPG|thumb|left|[[Stefano da Ferrara]] - ''Madonna del Pilastro''.]] Sulla controfacciata vi è un vasto affresco di [[Pietro Annigoni]], che raffigura ''Sant'Antonio sul noce che predica il Vangelo'', lavoro del [[1985]]. ===Madonna del pilastro=== Sul primo pilastro a sinistra è posto l'altare della ''Madonna del pilastro'', anticamente detta ''Madonna degli orbi'', perché qui vi si radunavano i ciechi. Fatto costruire nel [[1413]] per volontà di ''Folcatino Buzzacarini'', fu rinnovato nel [[1472]] ad opera di [[Giovanni Minello]] ed infine ristrutturato nelle forme attuali per commissione della famiglia ''Cumani'', patrona dell'altare. La pala dell'altare è opera di [[Stefano da Ferrara]] e rappresenta la ''Madonna con Gesù bambino''; al dipinto furono successivamente aggiunti ''San Giovanni evangelista e san Giovanni Battista'', opera di un artista della cerchia di [[Altichiero da Zevio]] ed infine nel [[XVI secolo|Cinquecento]] gli angioletti portacorona, lavoro di anonimo. L'altare è completato dal bassorilievo dell'''Immacolata'', lavoro di un artista della cerchia di [[Giovanni Bonazza]]. ===Monumento Trombetta=== Posto di fronte all'altare della ''Madonna del pilastro'', nel prospetto orientale del primo pilastro a sinistra, è posto il ''Monumento funebre del padre Antonio Trombetta'', professore di teologia e di filosofia presso l'Universita padovana, [[vescovo]] di [[Diocesi di Urbino|Urbino]] e poi [[arcivescovo titolare]] di [[Arcidiocesi di Atene|Atene]]. Il busto in bronzo è opera di [[Andrea Briosco]] del [[1522]], mentre la parte architettonica e le sculture sono lavori dei fratelli [[Vincenzo Grandi|Vincenzo]] e [[Gian Gerolamo Grandi]]. Nei fianchi di questo pilastro vi sono due nicchie con affreschi che raffigurano ''San Ludovico d'Angiò'' e ''Santa Lucia'', opera dello stesso anonimo che ha affrescato il ''Sant'Antonio'' che si trova nella nicchia corrispondente a destra della porta principale. Su un pilastro vi è l'affresco che rappresenta la ''Madonna in trono con il bambin Gesù'', opera del [[XIV secolo]], attribuito a [[Guariento di Arpo]]. Sono presenti due tele, che precedentemente erano pale di due altari ora demoliti; rappresentano l'''Adorazione dei Magi'', opera di [[Pier Paolo da Santacroce]] del [[1591]], e la ''Madonna con san Rocco e san Liberale'' di [[Gian Battista Pellizzari]], pittore del [[XVII secolo]]. ===Monumento Caimo=== [[File:7952- Padova - Sant'Antonio - Monumento Caimo (esposizione -25 contrasto 15).JPG|thumb|right|''Bartolomeo Mugini'' - Monumento Caimo.]] Il monumento di stile [[barocco]] fu eretto nel [[1681]] per celebrare tre membri della famiglia udinese [[Caimo]]; più precisamente: * Eusebio, canonico di [[Aquileia]] e [[vescovo]] di [[Diocesi di Cittanova|Cittanova]]; * [[Pompeo Caimo|Pompeo]], fratello di Eusebio, medico, archiatra di [[papa Gregorio XV]] ed insegnante all'[[Università di Padova]]; * [[Giacomo Caimo|Jacopo]], nipote di Pompeo, giureconsulto ed insegnante all'[[Università di Padova]]. Il monumento è opera di [[Bartolomeo Mugini]] da Lugano, come riportato in una piccola epigrafe a destra sopra la prima cornice. ===Monumento a Simone Ardeo=== [[File:7964- Padova - Sant'Antonio - Monumento a Simone Ardeo (esposizione 33).JPG|thumb|left|Monumento a Simone Ardeo.]] Il monumento risale al [[1537]] ed è dedicato a Simone Ardeo, da Venezia, frate francescano che insegnò ''teologia scotistica'' all'[[Università di Padova]] dal [[1517]], anno della riattivazione l'Università dopo la lunga parentesi dovuta alla [[guerra della lega di Cambrai]], fino al [[1537]], anno della sua morte. L'opera fu realizzata nel [[1548]] dai fratelli [[Gian Vincenzo Grandi|Gian Vincenzo]] e [[Gian Girolamo Grandi]]. Il monumento è caratterizzato da due cariatidi che fanno da supporto ad un frontespizio molto decorato, al centro del quale si vede il busto dell'Ardeo nell'atto di insegnare e circondato da numerosi e voluminosi libri. Sopra è presente un medaglione con la Vergine ed il bambin Gesù. Alla base del monumento si vede l'iscrizione, sorretta da due putti, con al centro uno scudo dove è scolpita la fenice. ===Martirio di sant'Agata=== Sul prospetto est del terzo pilastro è appeso il dipinto ''Martirio di sant'Agata'' di [[Giovanni Battista Tiepolo]], eseguita nel [[1736]] per la cappella della santa (ora trasformata nella cappella di ''santa Rosa da Lima''), qui trasportato dopo i lavori di trasformazione. ==Navata sinistra== ===Monumento a Stanislao Antonio Fryznekier=== L'opera, di autore sconosciuto ma di buona qualità, fu commissionata dal padre e dal fratello del giovane polacco, morto nel [[1687]]. Il monumento si ricollega al ''Mausoleo del doge [[Giovanni Pesaro]]'' presente nella [[Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari]] di [[Venezia]]. ===Altare di san [[Massimiliano Kolbe]]=== L'altare, del [[XVII secolo]], apparteneva alla distrutta ''chiesa di san Prosdocimo'' e fu qui trasportato nel [[1809]]. In precedenza la cappella era dedicata a [[san Stanislao]] e vi era la pala d'altare che lo raffigurava, ora collocata sul 5° pilastro destro. La pala attuale, di ampie dimensioni (3,67 m x 1,71 m) raffigura ''La morte e la salita in cielo di san Massimiliano Kolbe'' ed è un'opera del pittore [[Pietro Annigoni]] ([[1981]]). Nella parte inferiore della pala si vide il cadavere del santo, contratto e sfigurato dal martirio nel campo di concentramento di [[Campo di concentramento di Auschwitz|Auschwitz]]; al centro l'ascensione al cielo, mentre nella parte superiore la Madonna lo incorona nella gloria. ===Lapide di Cristoforo Sapieha=== Posta a destra dell'altare di san Massimiliano Kolbe, il monumento vuole celebrare il guerriero polacco morto nel [[1637]], che fu coppiere del [[re di Polonia]] e combatté, come riportato nella lapide, sia contro i turchi di [[Osman II]] che contro i russi. ===Altare dell'Addolorata=== L'altare fu realizzato su commissione di ''Benedetto Selvatico'' dall'architetto [[Giuseppe Sardi (1624-1699)|Giuseppe Sardi]] nel [[1652]]. E' composto da quattro poderose colonne in marmo e sulla sommità vi sono numerosi angeli in movimento, attribuiti allo scalpello di [[Giovanni Battista Florio]] detto ''Rocchetto''. La pala d'altare, ''Gesù in grembo a Maria Addolorata'', è opera di [[Luca Ferrari]] ([[1652]]). Ai lati, sui plinti, statue di ''san Benedetto'' e di ''sant'Antonio col bambino Gesù'', lavori del [[1654]] di [[Francesco Cavrioli]]. ===Monumento a Caterino Corner=== Il ''monumento a Caterino Corner'' celebra l'eroico generale veneziano morto nel [[1669]] nella [[guerra di Candia]] contro i turchi. Si tratta di un'opera dello scultore belga [[Giusto Le Court]], in pieno e sontuoso stile barocco: due giganteschi schiavi reggono sul dorso la base, su cui si vede il generale col bastone del comando in mano, che si trova tra le statue di due prigionieri incatenati ed ha alle sue spalle un nugolo di vessilli, mazze, corazze, armi da taglio e da fuoco. La targa con l'epigrafe è contornata da una ghirlanda e da quattro putti in bronzo. ===Mausoleo ad Antonio Roselli=== [[File:7953- Padova - Sant'Antonio - Monumento Roselli.JPG|thumb|left|Mausoleo ad Antonio Roselli]] La quarta campata è dominata dal mausoleo ad [[Antonio Roselli]], insigne giurista dell'[[Università degli Studi di Padova|ateneo padovano]], oltre che cavaliere e conte palatino. Il monumento è un capolavoro di [[Pietro Lombardo]], che lo eseguì tra il [[1464]] ed il [[1467]], ispirandosi al monumento del Bruni nella [[basilica di Santa Croce]] a [[Firenze]], opera di [[Bernardo Rossellino]]. E' presente una epigrafe che recita: {{Quote|Antonio Rosselli - monarca della sapienza<br />16 dicembre 1466.|Epitaffio|MONARCA SAPIENTIAE ANTONIUS DE ROYCELLIS<br />MCCCCLXVI DIE XVI DECEMBRIS|lingua=la}} Sulla base a specchi marmorei cadenzata da piccole colonne poggiano due paraste scanalate che portano una ricca trabeazione. In questa solenne cornice, tra pesanti festoni, un arco trionfante protegge l'urna, sulla quale giace la statua del giurista, avvolto in una toga e portato da aquile. Ai lati montano la guardia due punti reggiscudo, posti su tartarughe. Nella lunetta vi è il bassorilievo con ''Madonna e Gesù bambino tra santa Caterina d'Alessandria e la Maddalena''. ===Mausoleo di Alessandro Contarini=== Il mausoleo si trova di fronte al monumento Bembo e fu costruito su commissione dei fratelli Pietro e Pandolfo per celebrare l'ammiraglio Alessandro Contarini, morto nel [[1553]]. Il progetto architettonico fu coordinato da [[Michele Sammicheli]], coadiuvato da numerosi scultori, fra cui il più importante fu [[Alessandro Vittoria]], che vi attese dal [[1555]] al [[1558]]. Suoi soni i due [[telamoni]] posti a sinistra, la sovrastante [[Nereide]] e la [[Fama]] in cima alla piramide. Lo scultore [[Pietro Grazioli da Salò]] realizzò, invece, i due telamoni posti sulla destra e la Nereide sopra il fregio. I telamoni ai fianchi sono opere di [[Pietro Zoppo]], padovano. Il busto in marmo dell'ammiraglio, inserito nella piramide a gradini, è opera di [[Danese Cattaneo]]. Altri scultori realizzarono le decorazioni collaterali: nella base vi è un rilievo con la rappresentazione di una flotta di velieri, mentre nel fregio vi sono trofei militari ed alcuni aggraziati putti che reggono festoni. ===Monumento di Costantino Dottori=== Di fronte al ''mausoleo Contarini'' è posto il ''Monumento con busto in marmo di Costantino Dottori'', padovano, caduto nel [[1668]] nella disperata difesa di [[Candia]]. L'autore dell'opera è sconosciuto. ===Monumento a Pietro Bembo=== [[File:Padova, basilica del santo, monumento a pietro bembo.JPG|thumb|left|Il monumento a Pietro Bembo.]] Il '''monumento al cardinale [[Pietro Bembo]]''' è posto sulla terza colonna di destra, partendo dall'entrata ed un progetto del celeberrimo architetto [[Andrea Palladio]]. Il monumento è solo celebrativo, perché il cardinale morì nel [[1547]] a [[Roma]] e lì è sepolto. Il busto è uno dei migliori lavori di [[Danese Cattaneo]]. ==Navata destra== ===Altare di san Carlo Borromeo e di san Giuseppe da Copertino=== Sulla parete destra della navata si erge l'''Altare di san Carlo Borromeo e di san Giuseppe da Copertino'', lavoro dell'architetto [[Santo Barbieri]] e dello scultore [[Bartolomeo Mugini]] risalente al [[1673]]; la pala d'altare è invece del [[1758]] ed è opera di [[Francesco Zannoni]] . Questo altare proviene dalla chiesa di sant'Agostino, ora distrutta, e fu trasportato qui nel [[1833]]. ===Altare delle Anime=== Accanto si trova l'''Altare delle Anime'', lavoro dell'architetto [[M Carneri]] e degli scultori [[Matteo Gauro Allio]] e [[Tomaso Gauro Allio]]; fu realizzato nel [[1648]], mentre le ''Statue della Religione e della Carità'' furono aggiunte tra il [[1663]] ed il [[1664]] e sono sempre opera dei fratelli Allio. ===Cappella del Santissimo=== E' così chiamata perché vi si conserva l'[[Eucarestia]] e Fu edificata a partire dal [[1457]] dall'architetto [[Giovanni da Bolzano]] per conto di Giacoma Boccarini da [[Leonessa]], vedova del [[Gattamelata]], che vi depose le spoglie mortali del condottiero e del figlio ''Gianantonio''. La cappella, in stile gotico,è a pianta quadrata, con quattro colonne agli angoli e la volta a spicchi con costoloni. Tutto il resto ha subito varie sistemazioni nel corso dei secoli. In origine la cappella era dedicata ai santi Francesco e Bernardino; le pareti erano decorate con affreschi di Pietro Calzetta, Matteo del Pozzo e [[Jacopo da Montagnana|Jacopo Parisati da Montagnana]], che terminò i lavori nel [[1473]]. Sopra l'altare vi era una pala di [[Jacopo Bellini]], aiutato dai figli [[Giovanni Bellini|Giovanni]] e [[Gentile Bellini|Gentile]], le opere andarono, purtroppo, perdute nel [[XVII secolo|Seicento]]. Le sculture furono affidate al padovano [[Gregorio di Allegretto]], discepolo del [[Donatello]]. Nel [[1651]] venne dedicata al Santissimo ed iniziarono imponenti lavori di trasformazione, sotto la direzione dell'architetto e pittore reggiano [[Lorenzo Bedogni]]: venne rimosso il precedente altare, venne dato lo scialbo alle pareti e venne aggiunta una piccola abside per contenere il nuovo altare, sormontato dal [[ciborio]] di [[Girolamo Campagna]], che in precedenza si trovava sull'altare maggiore. La nuova sistemazione, però, non piacque ai contemporanei; nel corso del [[XVIII secolo|Settecento]] si studiarono numerosi progetti di riadeguamento, ma senza alcun risultato pratico: fu chiesto anche a [[Giovanni Battista Tiepolo]] di eseguire nuovi affreschi, ma non se ne fece nulla a causa delle ristrettezze economiche. Solo all'inizio del [[XX secolo]] si decise di porre mano alla cappella così da completarla, ma a causa di lunghe traversie, contrasti e numerose esitazioni, il progetto definitivo di [[Luca Pogliaghi]] fu approvato solo nel [[1921]] e la sua realizzazione iniziò nel [[1927]] per terminare nel [[1936]]. {{...}} Sono presenti quattordici statue in bronzo addossate allo zoccolo che corre attorno alla cappella; rappresentano personaggi che hanno preannunciato l'istituzione dell'Eucarestia. Sono tutte lavori del Pogliaghi e rappresentano, partendo da sinistra: * [[Aggeo]]; * [[Daniele (profeta)|Daniele]]; * [[Luca (evangelista)|Luca]]; * [[Giovanni apostolo ed evangelista|Giovanni]]; * [[Geremia]], che è anche l'autoritratto del Pogliaghi; * [[Giona (profeta)|Giona]]; * [[Davide]]. Oltre l'altare * [[Salomone]]; * [[Malachia (profeta)|Malachia]]; * [[Ezechiele]]; * [[Marco evangelista|Marco]]; * [[Matteo evangelista|Matteo]]; * [[Isaia]]; * [[Zaccaria (profeta)|Zaccaria]]. {{...}} ===Cappella del Sacro Cuore=== La cappella fu fatta costruire a partire dal [[1624]] dal patrizio padovano ''Camillo Santuliana'' per seppellire i defunti della famiglia. In precedenza qui si trovava la sagrestia della ''cappella di san Giacomo'', affrescata da [[Altichiero da Zevio]], di cui non resta traccia. L'attuale sistemazione fu realizzata da [[Napoleone Martinuzzi]], che ampliò l'ambiente creando una piccola abside, arricchì le pareti rivestendole di marmo, e pose nella parete destra un grande rilievo dorato raffigurante ''Marcantonio Santuliana alla battaglia di Lepanto'' ([[1958]]). L'altare seicentesco è stato privato della pala di [[Pietro Damini]] che l'ornava; ora è presente una tavola di [[Pino Casarini]] con ''Gesù che mostra il costato ferito''. ===Cappella di San Giacomo o San Felice=== {{vedi anche|Cappella di San Giacomo (Padova)|Affreschi della Cappella di San Giacomo}} Si trova lungo la navata laterale destra, dirimpetto alla cappella di Sant'Antonio. Commissionata da [[Bonifacio Lupi]],marchese di Soragna (Parma), che rivestiva importanti incarichi diplomatici e militari presso i [[Carraresi]] di Padova. La cappella fu costruita da [[Andriolo de Santi]] e decorata da [[Altichiero]] e [[Jacopo Avanzi]]. La cappella, con una elegante ed ariosa ambientazione di gusto tipicamente gotico, fu realizzata a partire dal [[1372]] da uno dei maggiori architetti e scultori veneziani deltempo: [[Andriolo de Santi]]. La cappella si apre in basso con cinque arcate trilobate. Le tre pareti interne della cappella sono completamente affrescate e ricoperte di marmi; la parete meridonale, quella di maggiore dimensione, è dominata dal ''Crocifisso'', capolavoro di [[Altichiero da Zevio]] , che lo realizzò negli anni '70 del [[XIV secolo|Trecento]] non appena pronta la cappella. Le otto lunette della cappella e le restanti due pareti raffigurano alcuni episodi della storia di [[san Giacomo]], desunti dalla ''Legenda sanctorum o aurea'' di [[Jacopo da Varazze]]. L'autore degli affreschi è ancora [[Altichiero da Zevio]], ma con la collaborazione del bolognese [[Jacopo Avanzi]]. Nella cantoria sopra la cappella è visibile il canneggio del grande [[Organo (strumento musicale)|organo]] di tre tastiere costruito nel [[1929]] dalla ditta [[Mascioni]]. ==La Cappella della Madonna Mora== E' ciò che rimane dell'antica chiesetta di Santa Maria Mater Domini (fine [[secolo XII]]-inizio [[XIII secolo|XIII]]) inglobata nell'attuale Basilica. In questo luogo sant'Antonio amava pregare la Vergine e chiese di essere portato, quando sentì che la morte si approssimava. Secondo il suo desiderio, vi fu sepolto subito dopo la morte ([[1231]]) e le sue spoglie vi rimasero fino al [[1263]], quando vennero traslate al centro della basilica, sotto la cupola. Da quel momento fu trasformata in una cappella della basilica e ne ebbero il patronato prima la famiglia ''Rogati-Negri'' e poi gli ''[[Obizzi]]''. L'altare consta di un baldacchino in perfetto stile gotico con cuspidi, retto da quattro agili colonnine e ornato da sculture: * ''Angelo annunciante e Madonna'' sui pinnacoli anteriori; * ''Padre eterno'' sulla punta della [[ghimberga]]; * ''Cristo morto'' in bassorilievo nel timpano; * ''Angeli con gli strumenti della passione'' nei [[pulvini]]; * ''San Giovanni Battista e la [[Maddalena]]'' sui pinnacoli posteriori. Le sculture sono attribuite a [[Rinaldino di Puydarrieux]] ed alla sua bottega, come a lui appartiene la statua della ''Madonna con Gesù bambino'', in pietra policroma. Come si legge nell'iscrizione sul plinto, la statua fu realizzata nel [[1396]] a cura della ''Confraternita di sant'Antonio''. Sullo sfondo è presente un affresco con il ''Profeta Isaia, il re Davide ed angeli'', opera di un seguace di [[Altichiero]], forse [[Jacopo da Verona]]. Sulla parete destra compaiono un affresco con ''Immagine di un santo vescovo'', di autore ignoto del [[XIV secolo]], un altro altro con ''Madonna in trono con Gesù bambino e quattro santi'', anch'esso di autore ignoto del [[XIV secolo]] e da ultimo un affresco votivo con ''Sam Prosdocimo, sant'Antonio, l'arcangelo Michele e san Ludovico d'Angiò e lo sconosciuto committente'', opera della cerchia di [[Altichiero]]. Sull'arcone che immette alla basilica compaiono alcuni bassorilievi con l'aquila, emblema familiare dei Rogati-Negri. Sempre sull'arcata si vede un ''Sant'Antonio'' risalente al tardo [[XIII secolo]]. Tutti gli affreschi sono molto sciupati, causa l'età, le traversie e l'incuria umana. Sempre sulla parete destra vi è il ''Mausoleo di Raffaele Fulgosi'', morto nel [[1427]], docente di diritto all'Università e rappresentante di Venezia al [[concilio di Costanza]]. Gli artefici dell'opera, completata verso il [[1430]], furono [[Pietro Lamberti]], [[Giovanni Nanni]] e [[Onofrio di Marco]]. L'opera ha trovato ispirazione dal monumento eretto poco anni prima all'[[antipapa Giovanni XXIII]] da [[Donatello]] e [[Michelozzo]] e che si trova nel [[Battistero di Firenze]]. Il mausoleo ha due punti prospettici diversi: l'immagine del dotto giurista è riprodotta due volte, in mezzo a volumi di diritto e statuine che raffigurano le virtù civiche. Le due facce del sarcofago presentano da un lato dei putti che reggono una iscrizione, dall'altro Cristo morto tra la Madonna e san Giovanni. Nel basamento vi sono rilievi con la Giustizia, la Prudenza e la Carità; nella faccia prospiciente la basilica si vedono la Fortezza, la Fede e la Speranza. Sul margine della parete vi sono inoltre tre affreschi mutili: la ''Madonna in trono'', di un pittore che segue la manieradi [[Gentile da Fabriano]]; un ''Medaglione con profilo di imperatore romano'', di seguace del [[Andrea Mantegna|Mantegna]] e in basso ''Quattro santi'' che, secondo [[Pietro Toesca]] sarebbero della scuola di [[Tommaso da Modena]]. La parete sinistra è dominata dal ''Sarcofago in marmo rosso della famiglia Rogati-Negri'', risalente alla metà del [[XIV secolo]]. Il mausoleo, anepigrafico, è posto sopra un avello più antico, che è praticamente nascosto. Sul fronte è scolpito ''Cristo in trono sostenuto da due angeli'' e sul coperchio un ''Gentiluomo a cavallo tra aquile araldiche della famiglia Rogati-Negri''. Negli acroteri, sempre in bassorilievo, i ''Santi Prosdocimo, Matteo, Marco, Giovanni e Giustina''. L'autore è ignoto. Dipinti su questa parete si possono ammirare il ''San Francesco con santa Caterina d'Alessandria ed accanto il committente'', lavoro di scuola bolognese del [[XIV secolo]]; ''Gesù si accomiata dalla Madre'', opera molto sciupata di [[Giusto de' Menabuoi]], con lunga iscrizione in volgare, che però risulta assolutamente illeggibile, visto il pessimo stato di conservazione. Oltre l'arco il ''San Ludovico d'Angiò'' di ignoto pittore del [[XIV secolo|Trecento]]. Da ultimo, a sinistra dell'altare, una ''Santa martire'', attribuita a [[Giusto de' Menabuoi]]. Sul pavimento, al centro, ''tomba dei marchesi Obizzi'', che si estinsero nel [[1803]]. L'iscrizione è dedicata a ''Ferdinando'', feldmaresciallo imperiale. ===Cappella del beato [[Luca Belludi]]=== [[File:Padova, basilica del santo, cappella con affreschi di giusto dei menabuoi 01.JPG|thumb|left|Cappella del beato Luca Belludi - Affreschi dell'abside di [[Giusto de' Menabuoi]].]] [[File:Padova, basilica del santo, cappella con affreschi di giusto dei menabuoi 02.JPG|thumb|right|Cappella del beato Luca Belludi - Vele con Cristo, san Giacomo minore e San Filippo, lavori di [[Giusto de' Menabuoi]].]] La cappella è, a dire il vero, dedicata agli apostoli [[Filippo]] e [[Giacomo il Minore]], ma ha preso il nome con cui è nota ora perché vi sono conservate le spogli mortali del beato [[Luca Belludi]], che fu compagno del Santo nell'ultimo scorcio della sua vita, tra il [[1230]] ed il [[1231]]. La cappella è composta da un'unica navata con volta a crociera e da una piccola abside semiottagonale coperta da una volta a padiglione. Fu eretta nel [[1382]] per conto dei fratelli Naimerio e Manfredino Conti, patrizi padovani. L'altare è composto da un'arca su colonne, accessibile per mezzo di una piccola scalinata balaustrata di cinque gradini. L'arca è un lavoro del [[XIII secolo]] e contiene al suo interno le spoglie mortali del beato [[Luca Belludi]]. Secondo la tradizione, in precedenza nella stessa arca tra il [[1231]] ed il [[1263]] furono conservate le spoglie del ''Santo'', anche se non vi sono documenti coevi per affermarlo con certezza. La cappella è completamente decorata con ben 68 affreschi, lavori di [[Giusto de' Menabuoi]] e di collaboratori, che furono eseguiti verso il [[1382]]. Al centro dell'abside l'affresco con la ''Vergine in trono con Gesù bambino tra san Francesco e san Ludovico d'Angio, che presentano Naimerio, e tra sant'Antonio ed il beato Luca, che presentano Manfredino''. In due comparti contigui compaiono, a destra della Madonna, ''San Giacomo presenta Margherita Capodivacca consorte di Naimerio accompagnata dai figli'', mentre a sinistra ''San Filippo con Prosdocimo e Artusio, figli di Manfredino''. Appena sopra, sotto il piccolo rosone della cappella, vi è la ''Annunciazione'', mentre nelle vele, entro dei tondi, sono presenti ''Cristo con libro aperto'', ''san Giacomo minore con calice ed ostia'' e ''san Filippo con turibolo e navicella''. Ai fianchi dell'altare si possono ammirare due affreschi legati alla vita del beato Luca: a sinistra vi è ''Sant'Antonio appare a Luca in preghiera e gli preannuncia la liberazione di Padova'', mentre a destra ''Folla di devoti e sofferenti intorno alla tomba del beato, che da cielo intercede per loro''. Il primo affresco è molto interessante perché c'è una immagine della città di Padova come appariva verso la fine del [[XIV secolo]]. Negli altri scomparti della cappella sono dipinti, seguendo la [[Leggenda aurea]], alcuni episodi della vita degli apostoli Filippo e Giacomo. Nella lunetta sopra la finestra, a sinistra dell'abside si vede ''San Filippo disputa con gli eretici''; in alto ''San Filippo nel tempio di Marte uccide il drago e risuscita i morti''; in basso ''Crocifissione di san Filippo''. Invece nella lunetta a destra abbiamo ''San Giacomo riceve la comunione da Cristo risorto''; nella lunetta della parete ''San Giacomo predica al popolo di Gerusalemme''; più sotto ''San Giacomo libera un mercante ingiustamente imprigionato e soccorre un pellegrino che aveva smarrito la via'', mentre nella lunetta sopra l'arco di entrata vi è il ''Martirio di san Giacomo''. Più sotto, ai lati dell'entrata vi sono i ''Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista'', il primo rappresentato con aspetto giovanile, mentre il secondo come un vegliardo. Nelle vele sono raffigurati i ''Quattro evangelisti'', mentre negli archinvolti e in tutte le altre superfici non ancora affrescate il maestro ha inserito le immagini dei ''Progenitori di Cristo'', come riportato nel [[Vangelo di Matteo]]. Ogni personaggio tiene un cartiglio dove viene indicato sia il nome che la paternità. ==Cappelle Radiali== ===Cappella di san Giuseppe=== In origine era dedicata a [[san Giovanni evangelista]], la cappella è stata totalmente ristrutturata verso la fine del [[XIX secolo]]. La statua posta sull'altare è lavoro di [[Leonardo Liso]] del [[1895]], mentre alle pareti sono presenti affreschi di [[Antonio Ermolao Paoletti]] e raffigurano, a sinistra, ''Morte di san Giuseppe'' e sopra ''San Gioacchino'', mentre a destra ''Fuga in Egitto'' e sopra ''Santa Anna''. Sono presenti alcune lapidi relative a membri della famiglia [[Orsato]], che fu la patrona della cappella. Le cancellate in ferro battuto che chiudono questa e tutte le altre cappelle successive (ad esclusione di quella centrale del Tesoro) furono realizzate nel [[1925]] da [[Alberto Calligaris]], rinomato artista del ferro battuto. ===Cappella di san Francesco=== [[File:7959- Padova - Sant'Antonio - Cappella San Francesco (contrasto 33 esposizione-25).JPG|thumb|right|Cappella di san Francesco - [[Ubaldo Oppi]] - ''[[Papa Onorio III]] approva la regola del nuovo ordine''.]] [[File:7958- Padova - Sant'Antonio.JPG|thumb|right|Cappella di san Francesco - [[Ubaldo Oppi]] - Affreschi dell'arco d'ingresso.]] In origine la cappella era dedicata a [[santa Chiara]]; venne dedicata a san Francesco nel [[1926]], in occasione del settimo centenario francescano. Tra il [[1642]] ed il [[1646]] Lorenzo Bedogni aveva dipinto la pala d'altare ed aveva affrescato le pareti e la volta. Sia la pala che gli affreschi sono scomparsi; era presente anche una tela di A. Balestra, conservata ora al Museo Antoniano. Gli affreschi furono totalmente rifatti nel corso del [[XX secolo]]: la volta e le lunette nel [[1928]] per mano di [[Adolfo De Carolis]], mentre le pareti e l'arco d'ingresso nel [[1939]] da [[Ubaldo Oppi]]. Sull'altare vi è una statua in bronzo di san Francesco, opera di [[Aurelio Mistruzzi]], realizzata nel [[1928]]. Nelle vele sono raffigurati: *''Obbedienza''; *''Castità''; *''Povertà''; *''Crocifisso in veste di Serafino''. Nelle lunette vi sono: * ''San Francesco in preghiera davanti al Crocifisso''; *''San Francesco riceve le stimmate''; *''Cristo in trono tra sant'Antonio e san Bonaventura''. Lungo le pareti sono dipinte storie francescane, suddivise in registri superiore ed inferiore; in quello superiore, partendo da sinistra si può vedere: *''San Francesco sposa la Povertà''; *''Istituzione del presepe di Greccio''; *''Predica agli uccelli''; *''San Francesco ed il lupo''; *''Fondazione dei frati minori''; *''[[Papa Onorio III]] approva la regola del nuovo ordine''. In quello inferiore sono presenti: *''Capitolo delle stuoie''; *''San Francesco appare a sant'Antonio nel capitolo di Arles''; *''Sant'Antonio viene incaricato di insegnare teologia''; *''San Francesco fonda il convento dell'Arcella a Padova''; *''Istituzione dell'ordine delle Clarisse''; *''San Francesco crea il movimento del Terz'Ordine''. Sull'arcone d'ingresso sono stati rappresentati alcuni santi e beati dell'[[Ordine francescano]]. Sui [[piedritti]] su vedono il frate [[Alessandro di Hales]] ed il beato [[Giovanni Duns Scoto]], mentre nell'intradosso sono presenti i beati [[Giacomo Ongarello]], [[Bartolomeo da Pisa]], [[Odorico da Pordenone]], [[Luca e Monaldo da Capodistria]]. Sulla parete destra è presente il ''Monumento funebre a Cassandra Mussato'', fatto erigere dal marito Pietro Gabrieli nel [[1506]]. Il lavoro è attribuito ad [[Andrea Briosco]] detto il Riccio. ===Cappella di san Stanislao=== La cappella era dedicata in precedenza a san Bartolomeo e nel [[XVIII secolo]] vi era una tela di [[Giovanni Battista Pittoni]]. Come le altre cappelle radiali, fu totalmente riaffrescata alla fine del [[XIX secolo]]; il compito fu affidato al pittore polacca [[Taddeo Popiel]], che intraprese il lavoro nel [[1899]]. Partendo da sinistra si ammirano: * San Stanislao resuscita un morto; * San Stanislao trucidato e fatto a pezzi; * Il corpo di san Stanislao vigilato e protetto dagli sparvieri. Nelle lunette compaiono la ''Madonna di Ostrabrama'' e la ''Madonna di Czestochowa'', mentre sopra le finestre vi sono ''Angeli osannanti''. A completamento delle decorazioni vi sono raffigurazioni di ''Santi e sante della nazione polacca''. L'altare della cappella è opera di [[Camillo Boito]]. Sulla parete di sinistra compare il ''Busto in bronzo di re Giovanni III Sobieski'' opera risalente al [[1905]] dello scultore polacco [[Antonio Madeyski]]., mentre a destra vi è il ''Busto in bronzo di Erasmo Kretkowski'', diplomatico e viaggiatore polacco, morto nel [[1558]]. L'opera si deve allo scultore [[Francesco Segala]], mentre l'iscrizione è dello scrittore polacco [[Giovanni Kochanowski]]. Vi sono anche altre lapidi, tra cui merita una menzione quella della principessa ''Carolina Jablonowska'', morta nel [[1840]], con bassorilievo neoclassico di [[Luigi Ferrari]]. ===Cappella di san Leopoldo=== In precedenza era dedicata a san Giovanni Battista e qui si trovava il dipinto di [[Giovanni Battista Piazzetta]], ora esposto nel salone della ''Veneranda Arca''. L'altare ligneo è un lavoro di [[Ferdinand Stuflesser]], proveniente dalla [[Valgardena]], mentre gli affreschi sono del bavarese [[Gherardo Fugel]] ([[1905]]). A destra compaiono: * Santa Elisabetta d'Ungheria; * San Girolamo e san Giovanni Kanty; a sinistra * San Leopoldo * San Adalberto e san Giovanni Nepomuceno. Nelle lunette vi sono la ''Immacolata'' e ''San Giuseppe'', mentre sopra la finestra della cappella compare l'''Annunciazione'', con ai lati i ''Santi Cirillo e Metodio, apostoli degli slavi''. Nella cappella vi sono anche alcuni sepolcri risalenti al [[XIV secolo|Trecento]], tra cui il ''Sarcofago dei fratelli Aicardino ed Alvarotto degli Alvarotti'', il primo deceduto nel [[1382]] ed il secondo nel [[1389]], entrambi celebri giureconsulti dello [[Università degli studi di Padova|studio padovano]]. La struttura è caratterizzata da sei colonnine tortili ad arcatelle; al centro compare l'Agnello mistico, mentre ai lati vi sono due agnelli e due croci. Probabilmente è stata riutilizzato un precedente sepolcro dell'[[XI secolo]]. Di fronte è presente il semplice ''Avello di Biancofiore da Casale'', moglie di Paganino Sala, della seconda metà del [[XIV secolo|Trecento]]. ===Cappella delle benedizioni=== La cappella era dedicata in precedenza a [[santa Caterina di Alessandria]], come si deduce guardando la parete di fondo dove si trovano quattro ''Episodi della vita di santa Caterina di Alessandria e santa Angela Merici''; è presente, inoltre, una ''Annunciazione''; sono tutte opere di [[Giuseppe Cherubini]], pittore del [[XX secolo]]. A destra compare l'''Arca funeraria della famiglia Zabarella'', risalente al [[XIV secolo]]. La famiglia era la patrona della cappella. Sulla parete di sinistra è presente la ''Predica di sant'Antonio ai pesci'' ([[1981]]) e su quella di destra ''Incontro di sant'Antonio con Ezzelino'' ([[1982]]) , due grandi affreschi di [[Pietro Annigoni]], come suo è la grande pala del ''Crocifisso'' ([[1983]]) che domina l'altare. Sul sottarco di entrata sono visibili dei pregevoli affreschi della prima metà del [[XIV secolo|Trecento]]; secondo alcuni storici dell'arte, in particolare [[Francesca d'Arcais]], sono da attribuire a [[Giotto]] o comunque a qualche suo stretto collaboratore. Come è ben noto, verso il [[1306]] Giotto lavorò nella basilica antoniana, anche se non si conosce esattamente dove fossero e cosa raffigurassero. ===Cappella di santo Stefano=== In precedenza la cappella era dedicata a san Ludovico di Tolosa. Gli affreschi furono iniziati dal maestro [[Ludovico Seitz]] e furono completati da [[Biagio Biagetti]] tra il [[1907]] ed il [[1908]]. Sulla volta della cappella vi sono ''Mosè'', ''Giuda Maccabeo'', ''san Girolamo'' e ''san Giovanni Crisostomo''. Sulla parete sinistra compare il ''Martirio di santo Stefano'', mentre a destra la ''Conversione di Saulo''. Sulla parete di fondo compaiono due affreschi, a sinistra la ''Disputa di santo Stefano'', mentre a destra ''[[Anania]] e san Paolo''. L'altare è sempre opera del ''Biagetti'', mentre la statua in bronzo è lavoro di [[Ludovico Pogliaghi]] del [[1915]], fatta sul modello dei bronzi [[Donatello|donatelliani]] presenti sull'altar maggiore. Sull'intradosso dell'arco vi sono affreschi con ''Figure di santi'', molto deteriorati e risalenti alla seconda metà del [[XIV secolo]]. ===Cappella di san Bonifacio=== Un tempo la cappella era dedicata ai santi [[Prosdocimo di Padova|Prosdocimo]] e [[Giustina di Padova|Giustina]], sotto il patronato della famiglia [[Capodilista]], ma ora è intitolata a [[san Bonifacio]], evangelizzatore della [[Germania]]. ===Cappella di santa Rosa=== La cappella americana è dedicata a santa [[Rosa da Lima]], anche se in precedenza era dedicata a [[sant'Agata]], della quale era presente la pala del ''Martirio di sant'Agata'' di [[Giovambattista Tiepolo]], ora spostato lungo la navata. Gli affreschi della cappella sono di [[Biagio Biagetti]], cui attese negli anni [[1913]]-[[1914]] e rappresentano, sulla parete dell'altare, l'''Annunciazione''; a destra un trittico con ''Santa Rosa tra Castità e Povertà'' e a sinistra ''Santa Rosa tra Europa ed America''. Sopra l'altare vi è la staua in bronzo di ''santa Rosa'', opera di [[Aurelio Mistruzzi]], firmata e datata [[1924]]. Alla parete di sinistra compare l'''arca funeraria su mensole con statua giacente di Angelo Buzzacarini'', professore di diritto all'Università, morto nel [[1486]]. L'autore del sepolcro è uno scultore di nome Lorenzo. Nel moderno piccolo coro, degni di nota sono due postergali adintarsio, unici superstiti del grande coro di [[Lorenzo Canozi]]. Le figure di santi affrescate nell'arco d'ingresso sono del [[XIV secolo]]. Appena fuori, sopra il confessionale, si vede il ''Monumento a [[Matija Ferkic]]'', religioso del convento antoniano, per sette lustri professore di teologia scotista all'Università, morto nel [[1669]]. È incorniciato da un affresco coevo , che raffigura l'''Immacolata tra due figure''. ==Organo== [[File:Al Grand'organo Mascioni della Basilica del Santo di Padova.jpg|thumb|right|Mario Voltolina all'Organo Mascioni.]] Nella [[basilica]] si trova l'[[organo a canne]] [[Mascioni]] ''opus 417'', costruito nel [[1929]] e restaurato nel [[2011]]. A [[sistema di trasmissione (organo)|trasmissione pneumatica]], ha tre tastiere di 61 note ciascuna ed una [[pedaliera|pedaliera concavo-radiale]] di 32. La sua disposizione fonica è la seguente: {| border="0" cellspacing="24" cellpadding="18" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=16 | '''Prima tastiera - ''Grand'Organo''' ---- |- | Principale || 16' |- | Principale I || 8' |- | Principale II || 8' |- | Dulciana || 8' |- | Salicionale || 8' |- | Gamba || 8' |- | Flauto || 8' |- | Ottava || 4' |- | Ottava II|| 4' |- | Flauto || 4' |- | Quinta || 5.1/3' |- | Duodecima || 2.2/3' |- | Decima V || 2' |- | Ripieno acuto |- | Ripieno grave |- | Controfagotto || 16' |- | Tromba || 8' |- | Tuba || 8' |- | Voce umana || 8' |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=16 | '''Seconda tastiera - ''Positivo''''' ---- |- | Bordone || 16' |- | Eufonio || 8' |- | Principale || 8' |- | Unda maris || 8' |- | Bordone || 8' |- | Gamba || 8' |- | Flauto || 4' |- | Ottava || 4' |- | Flautino || 2' |- | Cornetto || 2.2/3' |- | Clarinetto || 8' |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=16 | '''Terza tastiera - ''Espressivo''''' ---- |- | Contragamba || 16' |- | Corali || 8' |- | Bordone eco || 8' |- | Principale || 8' |- | Gamba || 8' |- | Flauto || 8' |- | Bordone || 8' |- | Viola || 8' |- | Coro viole || 8' |- | Flauto || 4' |- | Ottava || 4' |- | Viola || 4' |- | Nazardo || 2.2/3' |- | Decima V || 2.2/3' |- | Ripieno || 2' |- | Oboe || 8' |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=16 | '''Pedale''' ---- |- | Subbasso || 32' |- | Contrabasso || 16' |- | Subbasso || 16' |- | Violone || 16' |- | Controgamba || 16' |- | Bordone || 16' |- | Quinta || 10.2/3' |- | Ottava || 8' |- | Cello || 8' |- | Bordone || 8' |- | Ottava || 4' |- | Bombarda || 16' |- | Tromba || 8' |} |} ==Sacrestia== Nell'atrio sopra l'acquasantiera si può vedere un piccolo bassorilievo marmoreo con ''san Francesco e sant'Antonio'', opera di fine [[XV secolo]] di [[Giovanni Minello]] e del figlio [[Antonio Minello|Antonio]]. Sulla parete meridionale vi sono due affreschi del [[1518]]; sono opere di un pittore della cerchia di [[Gerolamo Tessari]] e rappresentano ''Sant'Antonio che predica ai pesci'' e ''Miracolo del bicchiere''. Nella lunetta sopra una porta ora murata si può ammirare la ''Vergine con Gesù bambino tra sant'Antonio e san Francesco'', opera della seconda metà del [[XIII secolo]] e tutt'ora ben conservato. Nell'angolo a destra nel [[1519]] fu aggiunto il ''Ritratto di Bartolomeo Campolongo'' con berretto e mani giunte. Le volte dell'atrio hanno ogive a tortiglioni di terracotta e le chiavi decorate con bassorilievi. L'insieme dà un'idea di come doveva apparire la copertura della stessa sagrestia prima dei lavori di ristrutturazione fatti nel [[XVII secolo|Seicento]]. La volta a botte della sacrestia, piuttosto bassa, fu affrescata nel [[1665]] da [[Pietro Liberi]] e raffigura la ''Gloria di sant'Antonio'', con la Vergine e Gesù bambino che accolgono il Santo al suo arrivo in cielo tra un tripudio di angeli. Lungo la parete occidentale, grande ''armadio a muro'' in cui fino al [[1745]], prima del completamento della ''Cappella delle Reliquie'', erano appunto conservate le preziose reliquie della basilica. E' un lavoro di [[Bartolomeo Bellano]], realizzato tra il [[1469]] ed il [[1472]] ed è fortemente influenzato dal ''Mausoleo Rosselli'' di [[Pietro Lombardo]], realizzato pochi anni prima.⏎ ⏎ ==Convento== Lo stesso sant'Antonio vi soggiornò pochi mesi nel [[1229]] e successivamente dall'autunno del [[1230]] fino al maggio dell'[[1231|anno successivo]]. Con l'inizio della edificazione della basilica, il convento fu riedificato più a sud ed è descritto come ''nobile monastero'' nel [[1240]] dal cronista Bartolomeo da Trento. Anche durante il [[XIV secolo|trecento]] vi furono numerosi mutamenti ed ampliamenti, fino ad assumere l'aspetto attuale nel [[XV secolo|quattrocento]]. Come strutture e disposizione segue la tradizione edilizia monastica; si compone di un aggregato di vari fabbricati, articolati in quattro [[chiostro|chiostri]], ove sono visibili numerose lapidi e diversi monumenti funebri. ===Chiostro del noviziato=== Il chiostro prende nome dai ''novizi'', i giovani che vi dimoravano prima di ricevere i voti nell'ordine francescano. Il chiostro poggia su ventotto colonne di trachite da cui partono archi gotici, sormontati da un loggiato in stile rinascimentale con piccoli archi a pieno centro. Il chiostro e le strutture che lo circondano sono stati realizzati tra il [[1474]] ed il [[1482]], forse per volontà del [[papa Sisto IV]], appartenente all'ordine francescano e fu affrescato da [[Jacopo da Montagnana]]. Le strutture ed il chiostro subirono danni molto ingenti durante la [[guerra della Lega di Cambrai]] e furono in seguito ristrutturati. ===Chiostro del ''Paradiso''=== Questo chiostro è accessibile da una porta che lo collega con quello del Noviziato; cinge una parte dell'antico sagrato attorno all'abside della basilica. Il chiostro è così chiamato perché in passato il giardino era usato come cimitero. E' presente un corto porticato di sole dieci colonne, innalzato verso il [[1445]] per accogliere arche e lapidi funerarie. Una parte, quella completamente a mattoni scoperti fu aggiunta nel [[1963]] su progetto dell'architetto [[Danilo Negri]]. I più significativi monumenti funebri presenti sono: * ''targa a padre Felice Rotondi'' ([[1702]]), professore di [[teologia]] all'[[Università]], opera finemente lavorata di [[Giovanni Bonazza]]; * ''sarcofago anepigrafo della famiglia Engelfredi'', posto nel vano tra le cappelle di santo Stefano e di san Bonifacio; il sarcofago è protetto da una volta con arco acuto retta da colonne; * ''sarcofago di [[Pietro Riario]]'', [[patriarca di Alessandria]]; sulla parte superiore si può vedere il rilievo del prelato, opera di uno sconosciuto maestro veneto. ===Chiostro del generale=== E' chiamato così perché qui si trovava l'appartamento del generale dell'Ordine, quando soggiornava a Padova. Il chiostro, realizzato in forme tardo-gotiche, fu progettato da [[Cristoforo da Bolzano]] nel [[1435]]. ===Chiostro del capitolo=== [[File:Antonius2.jpg|thumb|right|Chiostro del generale.]] [[File:7970- Padova - Sant'Antonio - Sarcofago della famiglia Bebi (contrasto 33 espossizione -25).JPG|thumb|right|Sarcogafo della famiglia Bebi.]] [[File:7965- Padova - Sant'Antonio - Lapide Wirsung (esposizione -25 conrasto 33).JPG|thumb|right|Lapide tombale di [[Johann Georg Wirsung]].]] [[File:Basilica of Saint Anthony of Padua marker.jpg|thumb|right|Lapide tombale di [[Gabriele Falloppio]] e [[Melchiorre Guilandino]].]] Questo chiostro è il primo nucleo del convento successivo alla morte del Santo; in principio era a travature su colonne e fu rinnovato per assume l'aspetto attuale verso il [[1433]]. Sono presenti: * ''targa di [[Johann Georg Wirsung]]'', qui sepolto, che fu lo scopritore del [[Dotto di Wirsung|dotto del pancreas che porta il suo nome]]; * ''lapide di Giovanni Brambilla''; * ''lapide di Giovanni Cotunio''; * ''monumento funebre di Angelo Borghini'', fratello dello scrittore Vincenzo; * ''mausoleo di Luigi Visconti'', opera attribuita a [[Francesco Segala]]; * ''lastra tombale di Caterina Francesi'', con bassorilievo raffresentante la defunta, opera attribuita a [[Pierpaolo dalle Masegne|Pierpaolo]] e [[Jacobello dalle Masegne]]; * ''avello di Federico Lavellongo'', con rappresentazione giacente del defunto; la parte scultorea è opera di un componente della famiglia [[De Santi]], mentre l'affresco della lunetta votiva, in non buone condizioni, è attribuito ad [[Altichiero da Zevio]]; *''arca di Bartolomeo, Ludovico e Nicolò Paradisi''; * ''arca di Bonzanello e Nicolò da Vigonza'', nella cui lunetta si può ammirare una ''Incoronazione di Maria'', opera di [[Giusto de' Menabuoi]], come pure gli affreschi del sottarco e della ghimberga; *''lapide di Antonio Piatto''; *''sarcofago pensile dei Capodivacca''; *''tomba del medico anatomico [[Gabriele Falloppio]]''; *''tomba di [[Melchiorre Guilandino]]''; *''lastra tombale di Bettina di San Giorgio'', professoressa di giurisprudenza; *''sarcofago della famiglia Lupi di Soragna''; * ''lapide con stemma della famiglia [[Papafava|Papafava da Carrara]]'', sotto cui sono inumati i resti di alcuni membri della famiglia, tra cui [[Marsilio Papafava]], signore di Padova. Le spoglie furono qui trasferite dopo che nel [[1873]] fu demolita la cappella che si trovava sul sagrato; * ''monumento a Biagio du Boucquet''; * ''monumento a Scipione Cattaneo''; * ''sarcofago di Guido da Lozzo'' e di ''sua moglie Costanza d'Este''; il primo risale al [[1295]], mentre il secondo al [[1287]] e sono le più antiche opere presenti in tutta la basilica. È composto da plutei in marmo, risalenti al [[X secolo]] e riutilizzati. ==Filmografia== Nel film ''[[La lingua del santo]]'' di [[Carlo Mazzacurati]], due ladruncoli si introducono di notte nella basilica e rubano quasi per caso da una teca la lingua di sant'Antonio, per poi chiedere un forte riscatto. ==Note== <references/> ==Bibliografia== * padre Bernardo Gonzati - La Basilica di sant'Antonio di Padova descritta ed illustrata - Antonio Bianchi - Padova ([[1852]]) - Vol. I - Parte storica * padre Bernardo Gonzati - La Basilica di sant'Antonio di Padova descritta ed illustrata - Antonio Bianchi - Padova ([[1852]]) - Vol. II - Parte monumentale * Sibilia A., ''L'iconografia degli affreschi della cappella di San Giacomo al Santo: analisi e ipotesi alternative'', in Atti del convegno internazionale ''Cultura Arte e Committenza al Santo nel Trecento'', Padova, Basilica del Santo, 24-26 maggio 2001, consultabile anche [http://www.centrostudiantoniani.it/sant0213.html in rete] *Vergilio Gamboso - La basilica del Santo di Padova-Guida storico-artstica - Messaggero di Sant'Antonio Editrice - Padova ISBN 88-250-0023-5 * Giovanni Lorenzoni - L'edificio del Santo di Padova - ed. Neri Pozza - Vicenza (1981) * Giovanni Lorenzoni - Le sculture al Santo di Padova - ed. Neri Pozza - Vicenza (1984) * Claudio Semenzato - Le pitture del Santo di Padova - ed. Neri Pozza - Vicenza (1984) * Lucio Pertoldi - La cappella dell'arca di Sant'Antonio nella basilica di Padova. Marmi antichi, storia e restauro - Lalli editore (2011) - ISBN 88-957-9848-1 * Paolo Possamai - Guida ai luoghi e ai tesori del Santo - De Luca (1995) - ISBN 88-801-6072-9 * Guida d'Italia (serie ''Guide Rosse'') - Veneto - pagg. 443-451 - Touring Club Italiano - ISBN 88-365-0441-8 ==Voci correlate== *[[Cappella Musicale della Basilica del Santo]] *[[Pontificia Biblioteca Antoniana]] *[[Monumento equestre al Gattamelata]] *[[Donatello]] *[[Pietro Lombardo (scultore)|Pietro Lombardo]] *[[Tiziano Aspetti]] *[[Placido Cortese]] *[[Pietro Annigoni]] *[[Chiese di Padova]] *[[Monumenti di Padova]] ==Altri progetti== {{interprogetto|commons=Category:Sant'Antonio (Padua)}} ==Collegamenti esterni== *[http://www.basilicadelsanto.org/ Sito ufficiale] *[http://www.basilicadelsanto.info/basilica%20del%20santo.asp Storia della basilica.] *[http://www.mascioni-organs.com/databnuovi/417.pdf Scheda sull'organo dal sito della ditta Mascioni] {{portale|architettura|cattolicesimo|Padova}} [[Categoria:Basilica del Santo| ]] [[Categoria:Basiliche del Veneto|Padova]] [[Categoria:Chiese dedicate a sant'Antonio di Padova|Padova]] [[Categoria:Santuari cattolici del Veneto]] [[Categoria:Architetture gotiche del Veneto]] [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] [[bg:Сант Антонио (Падуа)]] [[ca:Basílica de Sant Antoni de Pàdua]] [[cs:Bazilika svatého Antonína]] [[de:Basilika des Heiligen Antonius (Padua)]] [[en:Basilica of Saint Anthony of Padua]] [[es:Basílica de San Antonio de Padua]] [[fi:Antonius Padovalaisen basilika]] [[fr:Basilique Saint-Antoine (Padoue)]] [[fur:Basiliche di Sant Antoni da Padue]] [[hr:Bazilika svetog Antuna u Padovi]] [[ja:サンタントーニオ・ダ・パードヴァ聖堂]] [[lt:Padujos Šv. Antano bažnyčia]] [[nl:Basilica di Sant'Antonio]] [[pl:Bazylika św. Antoniego w Padwie]] [[pt:Basílica de Santo Antonio de Pádua]] [[ru:Базилика Святого Антония]] [[sh:Bazilika svetog Antuna u Padovi]] [[th:บาซิลิกาซานอันโตนิโอแห่งปาดัว]] [[vec:Cexa de Sant'Antonio (Padoa)]] All content in the above text box is licensed under the Creative Commons Attribution-ShareAlike license Version 4 and was originally sourced from https://it.wikipedia.org/w/index.php?diff=prev&oldid=51922046.
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