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{{Infobox edifici religiosi
|NomeEdificio   = Pontificia Basilica Maggiore di Sant'Antonio di Padova, Santuario Internazionale
<small>anche conosciuta come </small> ''Basilica del Santo''
|Immagine       = Padova, basilica del santo.JPG
|Didascalia     = L'esterno della basilica
|Larghezza      = 300px
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Il [[29 maggio]] [[2012]] la basilica è stata danneggiata da una delle scosse di [[Terremoti dell'Emilia del 2012|terremoto]] che hanno colpito il territorio dell'Emilia; ci sono stati distacchi su oltre tre metri quadri di intonaco decorati dal Casanova.  I frammenti sono stati raccolti  e messi al sicuro, sotto controllo della Soprintendenza. Tutto il deambulatorio che corre attorno al presbiterio è stato protetto, così che eventuali altri distacchi non possano colpire i pellegrini
  <ref>[http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2012/29-maggio-2012/terremoto-transennamenti-basilica-santo-201387366724.shtml Corriere del veneto]</ref><ref>[http://www.tmnews.it/web/sezioni/news/PN_20120601_00240.shtml TM News]</ref>.

==Architettura==
[[File:Basilica di Sant'Antonio da Padova.jpg|thumb|left|Facciata, con al fianco il [[monumento equestre al Gattamelata]]]]

È caratterizzata da una perfetta armonizzazione di diversi stili: la [[facciata a capanna]] [[romanico|romanica]]; i [[contrafforti]] che si sviluppano fino a diventare [[archi rampanti]] in stile [[gotico]] che, in parallelo, scandiscono  con regolarità lo spazio e le cupole in [[Arte bizantina|stile bizantino]], mediato attraverso [[Repubblica di Venezia|Venez(contracted; show full)rgoli]] da [[Tagliacozzo]]  e di ''Angelo Diedo'', procuratore di San Marco e benemerito per l'erezione della cappella. Entrambe le targhe sono opera di [[Giovanni Bonazza]]. Le fasce in marmo bianco con raffigurazioni di gigli e di teste di cherubini sono opera dello stesso scultore, mentre il cancello è un lavoro di [[Giovanni Battista Pellegrini]] risalente al [[1711]].

L'interno ha un diametro di 13,29 m. ed una altezza di 20 m. ed è realizzato in puro [[stile barocco]]. 
E'È dominato dal gruppo marmoreo del ''Sant'Antonio in gloria'', opera di [[Filippo Parodi]]. Le schiere d'angeli che lo completano, sono in stucco e furono realizzati dal ticinese [[Pietro Roncaioli]], come pure le restanti decorazioni in stucco del tamburo della cupola, mentre la ''Gloria della Purità'', nella calotta, è opera dei padovani [[Augusto e Ferruccio Sanavio]] e [[Carlo Bianchi (scultore)|Carlo Bianchi]] e sono stati realizzati tra il [[1910]] ed i(contracted; show full)
* ''reliquiario di san Gregorio e di san Vincenzo'', opera di [[Marco Baldi (orefice)|Marco Baldi]] del [[1462]];
* ''altra pietra proveniente dal Getsemani'', il cui reliquiario [[XIII secolo|duecentesco]], in precedenza, conteneva la lingua di sant'Antonio;
* ''macigno che serviva da guancile a sant'Antonio'', secondo una antica tradizione. 
E'È un dono della badessa Elisabetta Speroni.

====Nicchia centrale====
Le principali reliquie conservate sono:
* ''Lingua di sant'Antonio'', contenuta in un reliquiario in argento dorato, di 81 cm. di altezza, opera di [[Giuliano da Firenze]], discepolo del Ghiberti. Appena sotto è presente un reliquiario a forma di libro, contenente l'apparato vocale del Santo, opera del [[1981]] dell'artista contemporaneo [[Carlo Balljana]];
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===Altare delle Anime===
Accanto si trova l'''Altare delle Anime'', lavoro dell'architetto [[M Carneri]] e degli scultori [[Matteo Gauro Allio]] e [[Tomaso Gauro Allio]]; fu realizzato nel [[1648]], mentre le ''Statue della Religione e della Carità'' furono aggiunte tra il [[1663]] ed il [[1664]] e sono sempre opera dei fratelli Allio.

===Cappella del Santissimo===

E'È così chiamata perché vi si conserva l'[[Eucarestia]] e Fu edificata a partire dal [[1457]] dall'architetto [[Giovanni da Bolzano]] per conto di Giacoma Boccarini da [[Leonessa]], vedova del [[Gattamelata]], che vi depose le spoglie mortali del condottiero e del figlio ''Gianantonio''. La cappella, in stile gotico,è a pianta quadrata, con quattro colonne agli angoli e la volta a spicchi con costoloni. Tutto il resto ha subito varie sistemazioni nel corso dei secoli. 

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La cappella, con una elegante ed ariosa ambientazione di gusto tipicamente gotico, fu realizzata a partire dal [[1372]] da uno dei maggiori architetti e scultori veneziani deltempo: [[Andriolo de Santi]].

La cappella si apre in basso con cinque arcate trilobate. Le tre pareti interne della cappella sono completamente affrescate e ricoperte di marmi; la parete meridonale, quella di maggiore dimensione, è dominata dal ''Crocifisso'', capolavoro di [[Altichiero da Zevio]]
  , che lo realizzò negli anni '70 del [[XIV secolo|Trecento]] non appena pronta la cappella.

Le otto lunette della cappella e le restanti due pareti raffigurano alcuni episodi della storia di [[san Giacomo]], desunti dalla ''Legenda sanctorum o aurea'' di [[Jacopo da Varazze]].  L'autore degli affreschi è ancora [[Altichiero da Zevio]], ma con la collaborazione del bolognese [[Jacopo Avanzi]]. 

Nella cantoria sopra la cappella è visibile il canneggio del grande [[Organo (strumento musicale)|organo]] di tre tastiere costruito nel [[1929]] dalla ditta [[Mascioni]].

==La Cappella della Madonna Mora==
E'È ciò che rimane dell'antica chiesetta di Santa Maria Mater Domini (fine [[secolo XII]]-inizio [[XIII secolo|XIII]]) inglobata nell'attuale Basilica. In questo luogo sant'Antonio amava pregare la Vergine e chiese di essere portato, quando sentì che la morte si approssimava.

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Lungo la parete occidentale, grande ''armadio a muro'' in cui fino al [[1745]], prima del completamento della ''Cappella delle Reliquie'', erano appunto conservate le preziose reliquie della basilica. 
E'È un lavoro di [[Bartolomeo Bellano]], realizzato tra il [[1469]] ed il [[1472]] ed è
fortemente influenzato dal ''Mausoleo Rosselli'' di [[Pietro Lombardo]], realizzato pochi anni prima.

==Convento==
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===Chiostro del ''Paradiso''===
Questo chiostro è accessibile da una porta che lo collega con quello del Noviziato; cinge una parte dell'antico sagrato attorno all'abside della basilica.

Il chiostro è così chiamato perché in passato il giardino era usato come cimitero.


E'È presente un corto porticato di sole dieci colonne, innalzato verso il [[1445]] per accogliere arche e lapidi funerarie. Una parte, quella completamente a mattoni scoperti fu aggiunta nel [[1963]] su progetto dell'architetto [[Danilo Negri]].

I più significativi monumenti funebri presenti sono:
* ''targa a padre Felice Rotondi'' ([[1702]]), professore di [[teologia]] all'[[Università]], opera finemente lavorata di [[Giovanni Bonazza]];
* ''sarcofago anepigrafo della famiglia Engelfredi'', posto nel vano tra le cappelle di santo Stefano e di san Bonifacio; il sarcofago è protetto da una volta con arco acuto retta da colonne;
* ''sarcofago di [[Pietro Riario]]'', [[patriarca di Alessandria]]; sulla parte superiore si può vedere il rilievo del prelato, opera di uno sconosciuto maestro veneto.

===Chiostro del generale===
E'È chiamato così perché qui si trovava l'appartamento del generale dell'Ordine, quando soggiornava a Padova. Il chiostro, realizzato in forme tardo-gotiche, fu progettato da [[Cristoforo da Bolzano]] nel [[1435]].

===Chiostro del capitolo===
[[File:Antonius2.jpg|thumb|right|Chiostro del generale.]]
[[File:7970- Padova - Sant'Antonio - Sarcofago della famiglia Bebi (contrasto 33 espossizione -25).JPG|thumb|right|Sarcogafo della famiglia Bebi.]]
(contracted; show full)[[lt:Padujos Šv. Antano bažnyčia]]
[[nl:Basilica di Sant'Antonio]]
[[pl:Bazylika św. Antoniego w Padwie]]
[[pt:Basílica de Santo Antonio de Pádua]]
[[ru:Базилика Святого Антония]]
[[sh:Bazilika svetog Antuna u Padovi]]
[[th:บาซิลิกาซานอันโตนิโอแห่งปาดัว]]
[[vec:Cexa de Sant'Antonio (Padoa)]]