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{{nd}}
{{Divisione amministrativa
|Nome = Locarno
|Nome ufficiale = 
|Panorama = Lago di Maggiore.jpg
|Didascalia = 
|Bandiera = 
|Voce bandiera = 
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=== Clima ===
La regione gode d'un buon soleggiamento con un numero moderato di precipitazioni annue<ref>[http://www.meteoswiss.admin.ch/web/de/klima/klima_schweiz/tabellen.Par.0012.DownloadFile.ext.tmp/tagemitniederschlag.pdf Clima: precipitazioni a Locarno-Cimetta]</ref>.

==Storia==
===Dalla preistoria al 
mMedioevo===
I primi insediamenti organizzati risalgono all'[[età del bronzo]] (attorno al 1000 a.C.) e sono testimoniati, tra gli altri, dai [[sepolcreto|sepolcreti]] di San Jorio e Sant'Antonio. Altre [[necropoli]], e fra esse quelle di '''Solduno''', segnalano una presenza continuata anche nella successiva [[età del ferro]]<ref>Gilardoni. 1967, 381.</ref>.

(contracted; show full)alla realizzazione della linea ferroviaria, inaugurata il 20 dicembre 1874; due vie di comunicazione, unitamente a quella del lago (le cui acque sono solcate da un piroscafo a vapore, il "Verbano", sin dal 1826), che ruppero un torpore e un isolamento durato tre secoli e che consegnerono ''"le village où l'on s'endort"'' (definizione del romanziere francese [[Henri Lavedan]], 1859-1940) e la sua plaga alla nascente "industria dei forestieri". Il 1
º giugno 1856 il Governo federale a [[Baden (Svizzera)|Baden]] rilasciò all'Ospedale di Locarno una prestazione di denaro a carico dei mercanti di legname per ogni mille "borre" (tronchi d'albero) fluitate sul fiume Ticino; il 9 giugno 1859 il presidio austriaco di [[Laveno]] si rifugiò con armi, bagagli e piroscafi a Locarno; del 15 marzo 1860 è la convenzione di locazione dei battelli svizzeri all'[[Italia]] sul [[Verbano]].<ref>Motta, 1991, 27, 49, 52.</ref> L'8 g(contracted; show full)ilocarno.ch/ Corporazione dei borghesi.]</ref>. I membri, che si spartiscono innumerevoli privilegi, oltre che entro i confini del borgo possono risiedere nei dintorni ([[Muralto]], ai tempi appendice di [[Orselina]], è d'altronde il quartier generale dell'omonima famiglia). I rappresentanti di queste [[gilda (storia)|gilde]] siedono in forze negli organi dirigenti dove i delegati delle altre "[[vicinia|vicinie]]" che aderiscono alla comunità fanno la figura dei comprimari. Nel [[
XVI secolo|Cinquecento]] le suddette associazioni vengono affiancate da quella dei terrieri che raggruppa i casati presenti da generazioni, ma non originari di Locarno. 

(contracted; show full)lto)|collegiata di San Vittore]], a [[Muralto]], datata [[1524]] e accompagnata dalla scritta CO(MUN) ITAS LOC(ARNI). Di appena più tarda fattura è l'arma affrescata nell'androne della '''Casa del Negromante''', in Via Borghese. Precedente ad entrambe è il leone in campo rosso disegnato in uno [[stemmario]] [[Quattrocento|quattrocentesco]] conservato nella [[Biblioteca Trivulziana]] di [[Milano]], appartenente però alla "famiglia" da Locarno. 

Ad inizio [[
XIX secolo|Ottocento]] viene adottata una variante a due leoni contrapposti; un esempio è quello scolpito nel [[1856]] da Alessandro Rossi ([[1820]]-[[1891]]) sullo zoccolo della fontana di Piazza [[Sant'Antonio abate]], dominata dalla marziale figura dell'emerito barone Giovan Antonio Marcacci ([[1769]]-[[1854]]). Non è frutto di fantasia, ma volontà di ricalcare un'antica iconografia di cui esistono modelli sia nella vecchia che nella nuova collegiata, sia in un documento del [[1560]] rinvenuto 350 an(contracted; show full)

==Monumenti e luoghi d'interesse==
===Edilizia religiosa===
* La [[collegiata di Sant'Antonio Abate]]<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A653 Chiesa di Sant'Antonio abate - Inventario dei beni culturali]</ref>, nell'omonima piazza.
  
* La [[chiesa di San Francesco d'Assisi (Locarno)|chiesa di San Francesco]]<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A650 Chiesa di San Francesco d'Assisi - Inventario dei beni culturali]</ref>, nella piazzetta che ne porta il nome<ref>Vaccaro et alii, 238-239.</ref>.
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* l'Antica casa Orelli, nella piazzetta dei Riformati, nel salone del piano nobile ha una [[volta (architettura)|volta]] dipinta con ''busti femminili in costumi svizzeri'' della metà del secolo XIX, e ''camino rinascimentale'' con lo stemma egli Orelli;
  
* la Casa dei Canonici<ref>[http://www.ti.ch/dt/dstm/SST/UffPMS/Temi/Ibc/consultazione/Scheda.asp?TUT_KEY_DENOGGETTO=A658 Casa dei Canonici - Inventario dei beni culturali]</ref>, palazzo d'origine forse cinquecentesca fatto ampliare attorno al 1600 da Cristoforo Orelli che lo donò ai canonici della chiesa di Santa Maria Assunta. La facciata sulla strada è ornata con stucchi; sul lato sud-est verso il giardino, si apre un portico sormontato da un doppio loggiato. Le sale nella zona est del(contracted; show full)
* [[Francesco Antonio Bustelli]] (Locarno 1723-1763), [[ceramista]]. È attivo in [[Baviera]], agli ordini del conte di [[Haimhausen]].
* [[Franz Storno]] (1821-1907) di Solduno, architetto, pittore e scultore. Di antico casato patrizio, appartenente al ramo trasferitosi nell'[[Impero austro-ungarico]] nel [[
XVIII secolo|Settecento]], è ricordato in particolare per le ristrutturazioni di chiese, palazzi e castelli in [[Ungheria|terra magiara]] e per gli affreschi che spesso esaltano quegli interventi. A [[Sopron]], dove a lungo visse e dov'è sepolto, è conservata una collezione di suoi disegni e dipinti.
* [[Filippo Franzoni]] (Locarno 1857-1911), pittore.
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* Swiss Beach Volleyball, tappa del torneo in Largo Zorzi (maggio)
* Notte bianca, nel centro storico (maggio)
* Operalocarno (giugno)
* [[Moon and Stars|Moon & Stars]], concerti in Piazza Grande (luglio). Edizione 2005 con [[Seal]], [[Jamiroquai]], [[Coldplay]], [[Laura Pausini]], [[Joe Cocker]] e [[Lenny Kravitz]]; edizione 2006 con [[Depeche Mode]], [[Eric Clapton]], [[Eros Ramazzotti]], [[Bryan Adams]], [[The Who]], [[Ben Harper]] e [[Roger Waters]]; Edizione 2007 con [[Peter Gabriel]], [[Zucchero
 (cantante)|Zucchero]], [[Avril Lavigne]], [[Beastie Boys]], [[P!nk]] e [[Muse (gruppo musicale)|Muse]]; edizione 2008 con [[Vasco Rossi]], [[Santana (gruppo musicale)|Santana]], [[Jovanotti]], [[Status Quo]], [[James Blunt]], [[Alicia Keys]], [[Lenny Kravitz]], [[R.E.M. (gruppo musicale)|R.E.M.]], [[Paul Simon]] e [[Juanes]]; edizione 2009 con [[Laura Pausini]], [[Deep Purple]], [[Göla]], [[Duffy]], [[Amy Macdonald]], [[Tracy Chapman]], [[Gloria Estefan]], [[Katie Melua]], [[Placebo (gruppo musicale)|Placebo]].
(contracted; show full)ituiti da Via Vallemaggia (la direttrice storica) e dalle novecentesche Via Bartolomeo Varenna e Via Alberto Franzoni, quest'ultima fiancheggiante la linea ferroviaria per la [[Vallemaggia]] e le [[Centovalli]] e quindi anche l'oggi scomparsa stazione di Sant'Antonio, nelle cui vicinanze sorgono come logica reazione stabili destinati ad attività artigianali e piccole fabbriche. Indirizzi che non cambiano in tempi più recenti, ma che, semmai, vengono esasperati con la speculazione degli anni 
Ssessanta e Ssettanta del secolo scorso. 

Nel 1976 il Gran Consiglio ticinese vota i crediti per procedere alla prima tappa del piano viario del [[Locarnese]] (di cui si discuteva da un decennio), comprendente il tronco Piazza Castello-San Materno, collegamento a carattere autostradale che, scavalcando la [[Maggia (fiume)|Maggia]], va ad affiancare il solo fino ad allora esistente tra la città e [[Ascona]], [[Ronco sopra Ascona]], [[Brissago]] e la sponda piemontese del [[Verbano]]. È la premessa per la realizzazione, c(contracted; show full)
* [[Piero Bianconi]], ''Locarno di ieri e d'oggi'', Werner Classen Verlag, Zurigo 1972; Idem, ''I ponti rotti di Locarno'', Armando Dadò Editore, Locarno 1973.
* Gottardo Wielich, ''Il Locarnese negli ultimi tre secoli del 
mMedioevo, dal Barbarossa al dominio svizzero'', Società storica locarnese e Archivio storico ticinese, Bellinzona 1973.
* Piero Bianconi, ''La Locarno dell'altro ieri'', Edizioni Pedrazzini, Locarno 1974.
* Rodolfo Mosca, [[Mario Agliati]], ''Ottobre 1925, l'Europa a Locarno'', Armando Dadò Editore, Locarno 1976.
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* Alfonsito Varini e Alberto Amstutz, ''Vicende del turismo locarnese'', Edizioni Pedrazzini, Locarno 1985.
* Rudy Chiappini, ''Filippo Franzoni'', Città di Locarno, Pinacoteca comunale Casa Rusca, Tipografia Bassi, Locarno 1986 (?).
* AA.VV., ''Locarno a 60 anni dal Patto'', Atti della giornata di studio promossa in occasione del 60
mo.º della firma del Patto di Locarno, Locarno, 1986.
* Mario Agliati, Giuseppe Mondada, ''Così era Locarno'', Armando Dadò Editore, Locarno 1987.
* Riccardo Carazzetti, Simonetta Biaggio-Simona, ''Vetri romani del Cantone Ticino'', Città di Locarno, Museo civico e archeologico, Arti Grafiche Rezzonico, Locarno 1988.
* Alfonsito Varini, ''Economia e commerci locarnesi dell'Ottocento'', Armando Dadò Editore, Locarno 1988.
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* Gian Carlo Bertelli, ''Amor ci mosse, i cent'anni del teatro di Locarno'', Armando Dadò Editore, Locarno 2003.
* Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, ''Terre del Ticino. Diocesi di Lugano'', Editrice La Scuola, Brescia 2003.
* Marino Viganò, ''L'ingegnere ritrovato: Pietro Morettini (Cerentino 1660
  &nbsp;– Locarno 1737)'', in «Bollettino della Società Storica Locarnese», Tipografia Pedrazzini, Locarno 2003, 33-46.
* Diego Scacchi, ''Alfredo Pioda tra teosofia e rivoluzione'', in «Bollettino della Società Storica Locarnese», Tipografia Pedrazzini, Locarno 2003, 77-92.  
* Gisella Pedrazzini, Mario Pedrazzini, ''Locarno nella corrispondenza dei Pedrazzini'', in «Bollettino della Società Storica Locarnese», Tipografia Pedrazzini, Locarno 2003, 103-112.
* Pier Giorgio Gerosa, ''Il delta, la "Nuova Locarno" e Le Corbusier'', Archivio storico ticinese, Bellinzona 2004.
* Diego Scacchi, ''1855: sangue a Locarno'', in «Bollettino della Società Storica Locarnese», Tipografia Pedrazzini, Locarno 2004, 51-66.
* Gisella Pedrazzini, Mario Pedrazzini, ''Sprazzi di luce sulla Locarno dell'Ottocento'', in «Bollettino della Società Storica Locarnese», Tipografia Pedrazzini, Locarno 2004, 168-173.
* Riccardo M. Varini, ''Sui nomi di alcune pubbliche vie di Locarno'', in «Bollettino della Società Storica Locarnese», Tipografia Pedrazzini, Locarno 2004, 174-180.    
* Simona Canevascini e Piero Bianconi, ''L'esilio dei protestanti locarnesi'', Armando Dadò Editore, Locarno 2005.
* Ferdinand Meyer, ''La comunità riformata di Locarno e il suo esilio a [[Zurigo]] nel [[XVI secolo]]'', Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 2005.
(contracted; show full)[[sr:Локарно]]
[[sv:Locarno]]
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[[zh:洛迦诺]]
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