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La prova di LUCIANO COLANTONE
'''Testo in grassetto'''Borgo Vodice

Borgo Vodice, frazione del Comune di Sabaudia è uno dei borghi di fondazione ed edificato come “Borgo di servizio” durante la bonifica delle paludi pontine dall’allora governo fascista. Sorge in Agro Pontino.
Distante circa 10 Km. Dal comune capoluogo, il centro abitato sorge su un’area totalmente rurale ed a vocazione agricola.

Storia e Territorio
Il 15 Giugno del 1934, l’Ing. Alfredo Pappalardo dell’O.N.C. redige il piano per l’edificazione di Borgo Vodice. Le opere sono state eseguite dall’impresa Antonio Carena e figli con contratto del 20 Agosto 1934-XII, registrato a Terracina il 14.11.1934.XII al n. 270 Vol. 41, ed atto aggiuntivo 5 Agosto 1935, ed ultimate il 1° Ottobre 1935.XIII. L’area su cui sorge è quella compresa tra Lestra Molina delle Capre, e Lestra Fontana d’Alma dove ristagnavano le acque che non trovavano letto nel Fosso di Campolungo e nel Fosso di Campofaiano. Lo schema urbanistico è a pianta rettangolare tripartita, nel quale è rilevabile, nel settore economico produttivo, la concreta suscettività di una seconda piazza oltre quella della Chiesa. Rilevando così una “struttura profonda” di concezione “a due centri”. 
I primi coloni o appoderati giunsero tra il mese di ottobre e quello di novembre del 1934,  mese dedicato a Cristo Re e dal quale, verosimilmente, prende nome la Chiesa e l’intera Parrocchia. 
La costruzione dell’impianto elettrico interno ed esterno di Borgo Vodice è stato eseguito dalla Ditta Mignani e Foci con contratti 26 marzo 1934 e 4 marzo 1935. 
Il nome ricorda il Monte Vodice (652 m),altura simbolo della Grande Guerra situata a nord-est di Gorizia in territorio sloveno, un munitissimo caposaldo austriaco che sbarrava il passaggio dei nostri soldati all’altipiano di Bainsizza nella I Guerra Mondiale e dove due battaglioni di alpini, il Moncenisio e il Val Varaita, furono inghiottiti nel nulla e di loro non resta più niente neppure negli archivi, dissolti, come se quegli uomini non fossero mai esistiti.
Mentre la 53^ Divisione Fanteria al comando del Gen. Maurizio Gonzaga il 18 maggio 1917 lo conquistò definitivamente. Sulla prima cima del Vodice (m.651) sorge oggi il mausoleo dedicato al grande
Generale, Principe Maurizio Ferrante Gonzaga (1861 – 1938), Marchese del Vodice, due volte decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare.
Dallo spiazzo in cima si prosegue brevemente fino a raggiungere la seconda quota del Vodice (m. 652) dove è posta una Colonna degli Alpini, un monumento a loro dedicato.
Attualmente Borgo Vodice è ubicato sulla Migliara 54 all’incrocio con la Strada Lungo Sisto nel Comune di Sabaudia, ma inizialmente la sua edificazione era prevista sulla Migliara 51 all’incrocio con l’attuale S.R.148 Pontina con diversi caseggiati e servizi in più (infermeria), come si può evincere dalla planimetria di seguito riportata.
Il nucleo è costituito in un agglomerato diverso dagli altri borghi edificati, sia per l’ubicazione, sia per l’armonicità dello studio urbanistico. Gli edifici storici a ridosso della grande piazza, la chiesa e l’acquedotto circolari ne caratterizzano l’unicità e ne rimarcano i tratti spiccatamente razionalisti. Oggi quasi tutti gli edifici di fondazione, sono deturpati da modifiche speculative e per la mancanza di tutela da parte degli organi preposti, a differenza di quelli di Sabaudia, protetti dalla Delibera di Consiglio Comunale n.30 del 30.12.1998.
La perforazione ed il rivestimento del pozzo artesiano, dell’Acquedotto, sono stati eseguiti dalla Soc. An. Succ. Ing. A. Bonariva con contratto del 26 Agosto 1935.XIII. 
Essendo considerato anch’esso Città di Fondazione minore è aggregato amministrativamente ad una più grande città capoluogo comunale (Sabaudia). Lo stesso denota uno schema urbanistico a croce a quattro quadranti. 
In ogni borgo e quindi anche a Borgo Vodice l’O.N.C. provvide a costruire, nell’agglomerato tutti i servizi necessari per il regolare svolgimento del lavoro dell’azienda: la sede O.N.C., la Direzione dell’Azienda, il magazzino per la raccolta dei cereali, la scuola, la casa del fascio, la dispensa alimentare, il dopolavoro e la chiesa.
Fino al 1943 il borgo era abitato dai tecnici e Responsabili dell’O.N.C. (Opera Nazionale Combattenti), il cui Direttore era il Sig. Ambrogio Ginanneschi, mentre la vita agricola, controllata da fattori e guardiani, iniziò nel 1934. I “Fattori” e i “Guardiani” che vivevano a Borgo Vodice e che vigilavano sulla produzione, sulla quantità, sulla qualità dei prodotti, sull’inserimento dei nuovi coloni e l’andamento agricolo in generale, furono i Sigg.: Claudio Mattioli, Angelo Ghezzi, “fattori”, mentre i Sigg. Erasmo Russi, Luigi Girelli, Grossini, Geraci, Ieraci, Chiesa e Massaccesi erano i “guardiani”.
Dopo numerose ricerche e riscontri effettuati e pur non esistendo una data certa dell’inaugurazione, possiamo dire con certezza che Benito Mussolini, Capo del Governo, venne in visita ufficiale a Borgo Vodice due volte. La prima volta il 27 Giugno 1935 in occasione della raccolta del primo grano e la seconda il 19 Dicembre 1935 in occasione dell’inaugurazione di Pontinia, visita questa che in pratica sanciva definitivamente la fine dei lavori delle case del borgo (anche se mancava ancora la Chiesa terminata il 12 Aprile 1936).
Le famiglie di Borgo Vodice presenti nel 1935 erano 81 tra appoderate e residenti nel centro ed altre 12 erano state richieste in relazione alla disponibilità delle case al Commissariato delle Migrazioni Interne ed esse erano composte da pionieri, più o meno scelti dalle politiche governative dell’epoca, che si ritrovarono uniti prima nel segno del progresso, dello sviluppo e della libertà e obbligati poi a vivere con l’incubo della Guerra d’Africa e della ancor più grave II Guerra Mondiale.
In data 25 settembre 1943 il Dott. G. Manno, Ufficiale Sanitario del Comune di Sabaudia, apriva il primo ambulatorio antimalarico a causa dello spostamento della popolazione dalla costa verso l’interno.
Dopo un lungo scambio di lettere tra l’O.N.C., il Comune di Sabaudia e la Finanza, parte delle strutture ed edifici pubblici di Borgo Vodice vennero consegnate “provvisoriamente” dall’O.N.C. al Comune di Sabaudia il 12 gennaio 1944 ed esso comprendeva l’acquedotto, le fognature bianche e nere, le strade e la piazza in quanto a seguito dello sfollamento degli abitanti del territorio del Comune di Sabaudia e di quelli limitrofi le opere in pratica erano utilizzate da tutta la popolazione urbana e non più dal solo personale dell’O.N.C..
Il comune di Sabaudia, però, voleva anche la consegna di altri edifici come: la casa del Fascio e il dopolavoro (bar), ma come dimostrano i documenti ritrovati, le cose non andavano bene tra l’amministrazione Comunale e il Federale e quindi non se ne fece niente. In seguito, appianati i dissapori, le cose cambiarono ed il comune ebbe altri edifici ma non quelli citati.