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[[Immagine:7Q5.jpg|thumb|right|250px|Il frammento 7Q5]]

'''7Q5''' è un frammento di un rotolo di [[papiro]] rinvenuto in una grotta di [[Qumran]], in [[Cisgiordania]] ("7Q5" sta per "grotta 7, Qumran, frammento 5"), e facente parte della collezione dei cosiddetti [[manoscritti del Mar Morto]], che contengono opere della biblioteca della comunità religiosa degli [[Esseni]]. Il frammento 7Q5 misura circa 39x27 mm e presenta su di un unico lato un testo in lin(contracted; show full)roposto alcuna identificazione alternativa tra quelle già avanzate da altri (come quella con il ''[[Libro di Enoch]]'' 15,9d-10 o con ''[[Libro di Zaccaria|Zaccaria]]'' 7,4-5), «è riuscito a confermare l'opinione generale degli studiosi che questa identificazione sia improbabile»<ref name="Harrington">Daniel J. Harrington, ''What are they saying about Mark?'', Paulist Press, 2004, ISBN 0-8091-4263-5, pp. 65-67.</ref>. 


Secondo Graham Stanton i rotoli del Mar Morto non fanno riferimento a Gesù o ad alcuno dei suoi seguaci. Come potrebbero farlo, quando è ormai chiaro, al di là di ogni ragionevole dubbio, che quasi tutti furono scritti prima della nascita di Gesù? […] É possibile che un membro della comunità di Qumran abbia posto una copia di Marco, insieme agli altri testi in greco, in una grotta a parte rispetto ai testi in ebraico e in aramaico? Per due ragioni questo è molto improbabile: in primo luogo, la comunità di Qumran avrebbe avuto ben poco interesse sia per scritti in greco che per scritti religiosi che certamente non tollerava. Fatta eccezione per i frammenti della grotta 7, sono stati trovati solo pochi altri frammenti in greco fra i 15.000 della grotta 4. I rotoli greci furono quasi certamente portati a Qumran da altri posti. In secondo luogo, il Vangelo di Marco non avrebbe interessato affatto i membri della comunità di Qumran. Marco e Qumran erano agli estremi opposti dello spettro religioso del I secolo<ref>Graham Stanton, ''La verità del Vangelo'', San Paolo, Cinisello Balsamo, 1998</ref>.
Secondo Joseph Fitzmyer nel 1972 José O'Callaghan fece sussultare il mondo degli studiosi quando pubblicò un articolo “''Papiros neotestamentarios en la cueva 7 de Qumran?''”. La maggioranza degli altri studiosi, tuttavia, sono stati estremamente scettici circa la sua affermazione, ritenendo che essi siano piuttosto frammenti di una traduzione greca dell’AT, che non è stata ancora ben identificata. Il problema di questi frammenti della grotta 7 è che essi sono così piccoli e contengono così poche lettere che quasi rifiutano un'identificazione sicura<ref name="Fitzmyer">Joseph A. Fitzmyer, ''Qumran'', Queriniana, Brescia, 1994, pp. 37-38</ref>. 

Secondo Gabriele Boccaccini la possibile identificazione nella grotta 7 di brevissimi frammenti dal Nuovo Testamento, che il papirologo spagnolo José O'Callaghan annunciò nel 1972, non è riuscita ad affermarsi ed è stata ormai quasi dimenticata a livello internazionale, nonostante i ripetuti tentativi di tenere in vita questa ipotesi. Come dice García Martínez, il contributo offerto dai manoscritti del Mar Morto alla conoscenza delle origini cristiane è eccezionale, tuttavia “non comporta l'averci fatto conoscere la copia più antica del Vangelo di Marco o di qualunque altro scritto compreso nel Nuovo Testamento”<ref name="Boccaccini">Gabriele Boccaccini, ''Oltre l’ipotesi essenica'', Morcelliana, Brescia, 2003, pp. 232-233</ref>. 

Secondo James Charlesworth, Thiede sostiene che l'identificazione di O’Callaghan del testo di Marco 6,52-53 è confermata. Ma la maggior parte degli studiosi seri di critica del testo non ne è affatto convinta. Le scritte in greco (solo 11 lettere certe e nove probabili!) sono troppo brevi per consentire un'identificazione sicura<ref name="Charlesworth">James H. Charlesworth, ''Gesù nel giudaismo del suo tempo'', Claudiana, Torino, 1998, p. 82</ref>.  

==Analisi filologica e sticometrica==
Secondo l'analisi del frammento effettuata da Rainer Riesner, l'identificazione di 7Q5 con il testo di Marco naufraga nel fatto che nella riga due non può leggersi ''αυ] TΩΝ Η [καρδια'' (“il loro cuore”), come sarebbe assolutamente necessario. Alla lettera ''Ω'' segue uno ''iota adscriptum'', come già venne proposto nella prima edizione. La stessa serie di lettere ''TΩI'' con il (contracted; show full)[[ca:7Q5]]
[[de:Papyrus 7Q5]]
[[en:7Q5]]
[[es:Papiro 7Q5]]
[[id:7Q5]]
[[nl:7Q5]]
[[pl:7Q5]]
[[pt:7Q5]]