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{{Nota disambigua}}
I '''Vangeli''' sono libri che raccontano la vita e la predicazione di [[Gesù]] di Nazaret. "Vangelo" deriva dalla parola [[lingua greca|greca]] ευ-αγγέλιον (''eu anghélion''), che arriva all'[[lingua italiana|italiano]] attraverso il [[lingua latina|latino]] ''evangelium'' e significa letteralmente "lieto annunzio", "buona notizia".

(contracted; show full)nd Primitive Christianity | Ed. T&T Clark | 1901 |}}</ref> [[Archibald Thomas Robertson]], in linea con gli studi iniziati da Deissmann e Moluton, respinse l'ipotesi dei semitismi nel greco neotestamentario e li inquadrò in quel tipo di greco più vicino al parlato del tempo<ref>{{en}}{{cita libro| Archibald Thomas | Robertson | A Grammar of the Greek New Testament in the Light of Historical Research | 1914 |}}</ref>. Secondo il filologo Giovanni Maria Vian, attuale direttore dell
'Osservatore Romano: nell'ambito dei diversi cristianesimi dei primi due o tre secoli «dal punto di vista linguistico (e quindi culturale), insieme all’aramaico e all'ebraico (che sono la lingua parlata e quella originaria della quasi totalità delle scritture sacre nel giudaismo), fin dalle origini si impone sempre più il greco, la "lingua comune" (''koinè diàlektos'') dell'ecumene ellenizzata ormai da più di tre secoli e soggetta in gran parte al dominio di Roma». In greco sono anche tradotte (e in parte anche composte) le scritture giudaiche. «In questo ambiente linguisticamente e culturalmente misto si collocano le origini delle Scri(contracted; show full)[[tr:İncil]]
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