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{{Nota disambigua}}
I '''Vangeli''' sono libri che raccontano la vita e la predicazione di [[Gesù]] di Nazaret. "Vangelo" deriva dalla parola [[lingua greca|greca]] ευ-αγγέλιον (''eu anghélion''), che arriva all'[[lingua italiana|italiano]] attraverso il [[lingua latina|latino]] ''evangelium'' e significa letteralmente "lieto annunzio", "buona notizia".

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Carmignac aveva attinto a una quantità di studi fatti per secoli da diversi studiosi, spesso ebrei, come Zvi Hirsch Perez Chajes, rabbino a Vienna e Trieste, che sostenne l’origine ebraica dei vangeli. <ref>{{it}}{{cita libro| Zvi Hirsch | P. Chajes | Judisches in den Evangelien | Moritz Rosenfeld ed. | 1919 |}}</ref>. Secondo Carmignac 
"le analisi linguistiche proverebberano che tutti e tre i sinottici dipenderebberono da documenti scritti originariamente in ebraico". Sulla base di questa considerazione Carmignac ha postulato l’esistenza di un proto Vangelo scritto in ebraico. Sulle sue tesi si ritrovano studiosi e filologi come, tra gli altri, Paolo Sacchi, [[Jean Héring]], [[Edwin Abbot]] ed [[Eberhard Nestle]]. In particolare Sacchi, biblista e professore di Filologia biblica all'Università di Torino, sostiene che dopo il 70 d.C. “non ci sono più motivi, per i cristiani, per usare l’ebraico”. Secondo Sacchi “che il testo greco derivi da una traduzione ebraica è(contracted; show full)[[tr:İncil]]
[[uk:Євангеліє]]
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