Difference between revisions 53117536 and 53117927 on itwiki{{Avvisounicode}} {{Nota disambigua}} {{Libro |tipo = |titolo = Vangeli canonici |titoloorig = ευ-αγγέλιον |titolialt = |titoloalfa = |immagine = P46.jpg |didascalia = |autore = Vari |annoorig = dal [[I secolo]] in poi |forza_cat_anno = |annoita = |genere = [[religioso]] |sottogenere = [[teologia]] |lingua = Greco }} {{C|La voce prende in considerazione quasi solo i vangeli canonici ([[Vangelo canonico]] è da noi un redirect a [[Canone della Bibbia]]) e ignora quasi completamente sia la ben piu' vasta produzione degli apocrifi, sia il background storico che ha portato alla necessità di scrivere questo tipo di testi.|letteratura|ottobre 2012}} I '''Vangeli''' sono libri che raccontano la vita e la predicazione di [[Gesù]] di Nazaret. "Vangelo" deriva dalla parola [[lingua greca|greca]] ευ-αγγέλιον (''eu anghélion''), che arriva all'[[lingua italiana|italiano]] attraverso il [[lingua latina|latino]] ''evangelium'' e significa letteralmente "lieto annunzio", "buona notizia". Nell'arco di diversi secoli furono composti numerosi testi designati come "vangeli", sebbene di genere letterario diverso. Alcuni di essi, diffusi nei primi secoli di vita della comunità cristiana, sono poi andati persi divenendo noti solo per la citazione della loro esistenza in opere successive alla loro composzione; parte di questi sono stati riscoperti grazie ai ritrovamenti archeologici a partire dal [[XIX secolo]]. Tra i vangeli sopravvissuti fino ai nostri giorni, i quattro più antichi, che narrano la vita, morte e resurrezione di Gesù Cristo (''[[Vangelo secondo Matteo]]'', ''[[Vangelo secondo Marco]]'', ''[[Vangelo secondo Luca]]'' e ''[[Vangelo secondo Giovanni]]'') sono considerati [[vangeli canonici|canonici]] dalla religione cristiana, gli altri sono detti [[vangeli apocrifi]].⏎ andati persi, divenendo noti solo per la citazione della loro esistenza in opere successive alla loro composzione; parte di questi sono stati riscoperti grazie ai ritrovamenti archeologici a partire dal [[XIX secolo]]. Tra i vangeli sopravvissuti fino ai nostri giorni, i quattro più antichi, che narrano la vita, morte e resurrezione di Gesù Cristo (''[[Vangelo secondo Matteo]]'', ''[[Vangelo secondo Marco]]'', ''[[Vangelo secondo Luca]]'' e ''[[Vangelo secondo Giovanni]]'') sono considerati [[vangeli canonici|canonici]] dalla religione cristiana, gli altri sono detti [[vangeli apocrifi]]. == Utilizzo del termine "vangelo" o Evangelo == {{Nota disambigua|il nome proprio| [[Evangelo (nome)]]|Evangelo}} "Evangelo" è il termine per tradurre il greco ''εὐαγγέλιον'' (lett. "buona notizia" o "lieta novella"). Indica come tale non tanto le varie composizioni, pure chiamate "vangeli", ma il loro contenuto, il messaggio della [[redenzione (religione)|redenzione]] in [[Gesù Cristo]], quello che si ritrova nel [[Nuovo Testamento]] e della [[fede]] della chiesa cristiana. Nel Nuovo Testamento esso è dapprima la proclamazione stessa di Gesù che il [[Regno di Dio]] si è avvicinato e poi la proclamazione dei Suoi [[apostoli]] che nella Sua vita, morte e risurrezione, il Regno di Dio è stato stabilito e che la [[salvezza (Bibbia)|salvezza]], il perdono dei [[peccato|peccati]], la risurrezione e la vita eterna sono offerti a tutti coloro che l'accolgono con fede. È solo più tardi che questo termine è stato usato nei primi scritti cristiani che narrano la storia di quell'unica manifestazione della "buona notizia" nella persona e nell'opera di Gesù Cristo (cfr. [[Giustino di Nablus]], ''Apologia prima'' 66:3, [[Clemente di Alessandria]], ''Stromata'' 3:13). Gli studiosi normalmente sono d'accordo sull'esistenza di raccolte di detti o avvenimenti la cui stesura precede quella dei Vangeli canonici; lo stesso Vangelo di Luca, nella sua introduzione, cita la precedente esistenza di diversi resoconti dei fatti ("''Poiché molti han posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di noi''")<ref>Stanley E. Porter, ''Reading the Gospels today'', Wm. B. Eerdmans Publishing, 2004, ISBN 9780802805171, pag 100</ref> Il termine impiegato da Luca "''διήγησις ''diēgēsis''" è impiegato nel greco classico per indicare la narrativa storica<ref>Charles H. Talbert, ''Reading Luke: a literary and theological commentary'',Smyth & Helwys Publishing, Inc., 2002, ISBN 9781573123938, pag 2 "(3) What exactly is Luke? The prologue (1:1–4) says it is a diegesis (account). The second-century rhetorician Theon defines diegesis as "an expository account of things which happened or might have happened". Cicero (De Inv. 1.19.27)"</ref> Nel Nuovo Testamento il termine "vangelo" non è normalmente impiegato per indicare i quattro testi canonici, anche se nei secoli un frase della [[seconda lettera ai Corinzi]] "''Con lui abbiamo inviato pure il fratello che ha lode in tutte le Chiese a motivo del vangelo; ''" (8:18) è stata a volte interpretata come un riferimento all'evangelista Luca ed all opera tradizionalmente attribuitagli.<ref>Frederick Fyvie Bruce, ''The Acts of the Apostles'', Wm. B. Eerdmans Publishing, 1988, ISBN 9780802825056, pag 383</ref> Il contesto dell'uso del [[sostantivo]] ''εὐαγγέλιον'' ed il verbo relativo ''εὐαγγελίζω'' nel Nuovo Testamento è la traduzione greca della seconda parte della profezia di [[Isaia]] ({{Passo biblico|Is|40,9}}; {{Passo biblico|Is|52,7}}; {{Passo biblico|Is|60,6}}; {{Passo biblico|Is|61,1}}) che è citata molte volte o si fa allusione nel Nuovo Testamento (es. Marco 1:3; Romani 10:15; Luca 4:17-21; Matteo 11:5; Luca 7:22). Nella teologia [[Martin Lutero|luterana]] il termine Evangelo è usato per rappresentare la rivelazione del Nuovo Testamento in contrasto con [[Legge di Dio|la Legge]] (l'antica dispensazione). === Nell'Antico Testamento === In ''[[Libro di Isaia|Isaia]]'' {{Passo biblico|Is|52,7}} "משׂא דמשׂק הנה דמשׂק מוסר מעיר והיתה מעי מפלה" si parla del ''messaggero di buone notizie''. L'espressione "lieti annunci" contiene nella versione greca la stessa parola ''vangelo''. Il contesto è quello del ritorno a [[Gerusalemme]] degli esiliati in [[Babilonia]]. ''Isaia'', {{Passo biblico|Is|61,1}} è un passo profetico ripreso da Gesù quando si presentò nella [[sinagoga]] di [[Nazaret]], sua città natale. Parla dell'azione dello [[Spirito Santo|Spirito]] di Dio sul ''consacrato'' ([[messia]]) del [[Yahweh|Dio ebraico]]. L'opera del messia sarà una ''buona notizia'' ("vangelo") per i poveri, consistendo nella loro liberazione. Appunto Gesù applicherà a sé e alla sua opera questo annuncio dell'antico testamento. === Nel Nuovo Testamento === ==== Vangelo come annuncio del Regno ==== Troviamo il termine nei [[vangeli sinottici]], in bocca allo stesso [[Gesù]]: {{quote biblico|Il tempo è compiuto, e il [[Regno di Dio]] è vicino: convertitevi e credete alla buona notizia (vangelo)|Mc|1,15}} Qui la parola indica l'irruzione di Dio nella storia degli uomini attraverso la persona di Gesù di Nazaret. Lo stesso significato si trova in [[Paolo di Tarso]] nella [[Lettera ai Filippesi]], dove lungo tutta la lettera ritorna l'idea del vangelo-buona notizia che si è diffuso nella comunità di [[Filippi]]: parla della sua gioia per la loro "cooperazione alla diffusione del Vangelo" ({{Passo biblico|Filip|1,5}}) e della "grazia che mi è stata concessa sia nelle catene, sia nella difesa e nel consolidamento del Vangelo" ({{Passo biblico|Filip|1,7}}); riconosce che le sue "vicende si sono volte piuttosto a vantaggio del Vangelo" ({{Passo biblico|Filip|1,12}}); è cosciente di essere stato "posto per la difesa del Vangelo" ({{Passo biblico|Filip|1,16}}); invita i filippesi a comportarsi "da cittadini degni del Vangelo" ({{Passo biblico|Filip|1,27}}); ecc. ecc. Lo stesso significato appare nella [[Lettera agli Efesini]], dove risalta che il vangelo è l'annunzio di Cristo, trasmesso dagli apostoli: {{quote biblico|In lui ([[Gesù|Cristo]]) anche voi, dopo aver ascoltato la parola della verità, il vangelo della vostra salvezza e avere in esso [[fede|creduto]], avete ricevuto il suggello dello [[Spirito Santo]] che era stato promesso|Ef|1,13}} {{quote biblico|I pagani cioè sono chiamati, in Cristo Gesù, a partecipare alla stessa eredità, a formare lo stesso corpo, e ad essere partecipi della promessa per mezzo del Vangelo|Ef|3,6}} ==== Vangelo come ''kerigma'' ==== {{vedi anche|kerigma}} In altro contesto Paolo usa invece la parola riferendosi all'annunzio fondamentale (''[[kerigma]]'') che egli faceva nelle comunità cristiane, annuncio incentrato nella [[Pasqua]] di Gesù. Nella [[Prima Lettera ai Corinzi]] afferma: {{quote biblico|Vi rendo noto, fratelli, il vangelo che vi ho annunziato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi, e dal quale anche ricevete la salvezza, se lo mantenete in quella forma in cui ve l'ho annunziato. Altrimenti, avreste creduto invano! Vi ho trasmesso, anzitutto, quello che anch'io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici. In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto.|1Cor|15, 1-8}} Appare già una leggera trasformazione semantica: dal messaggio della vicinanza di Dio e del suo regno siamo passati al contenuto della prima [[Credo (liturgia)|professione di fede]], centrato sulla [[morte di Gesù|morte]] e [[risurrezione di Gesù|risurrezione di Cristo]]. ==== Vangelo nella lettera ai Galati ==== Nella ''[[Lettera ai Galati]]'' di Paolo, scritta [[Concilio di Gerusalemme|nel contesto del conflitto]] di Paolo contro l'obbligo della [[circoncisione]] e del rispetto globale della tradizione ebraica, come interpretata nelle chiese ellenistiche da lui fondate e diversamente dalla [[Chiesa di Gerusalemme]], "vangelo" significa la condizione di libertà dalla legge mosaica che Cristo avrebbe portato. Tale libertà, diversamente dalle chiese [[Giudeo-cristiano|giudeo-cristiane]], a suo parere permetteva l'abolizione totale della legge mosaica e dell'obbligo della circoncisione per i cristiani provenienti dal [[paganesimo]]: {{quote biblico|Mi meraviglio che così in fretta da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo passiate ad un altro Vangelo. In realtà, però, non ce n'è un altro; solo che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il Vangelo di Cristo. Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un Vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema!|Gal|1, 6-8}} === Nella letteratura ellenistica del I secolo === Nella [[letteratura]] [[ellenismo|ellenistica]] ''euaggélion'' significa "buon annuncio". Così in [[Giuseppe Flavio]], Beh. 2, 42 appare l'espressione ''deinòn euaggélion'' = "splendida notizia": quella data al procuratore [[Gessio Floro]] sull'aggravarsi della situazione in Gerusalemme all'inizio della [[prima guerra giudaica]] nel [[66]] d.C. === Vangelo come genere letterario === A partire dal [[II secolo]], ''vangelo'' passa ad indicare il [[genere letterario]] che racconta la vita di Gesù, i suoi insegnamenti, le sue opere, la sua morte e resurrezione. Questo genere letterario si distingue da quello delle [[biografie]]: queste hanno di mira fornire un'informazione completa sulla vita di una persona; invece nei vangeli la finalità è trasmettere la predicazione della [[Chiesa (istituzione)|Chiesa]] dei tempi [[apostoli]]ci riguardante colui che considerava il suo Signore e Messia, Gesù di Nazaret, incarnato, morto e risorto per la salvezza degli uomini. Non stupisce quindi il fatto che in molti dei vangeli non compaiano le informazioni sui primi trent'anni di vita di Gesù, o, dove queste sono presenti, abbiano funzione teologica. In [[Vangelo secondo Matteo|Matteo]] e [[Vangelo secondo Luca|Luca]] per esempio vengono riportatu alcuni episodi della sua infanzia, ma solo per far risaltare l'identità di Gesù come Signore (Luca) e il compimento in lui delle scritture (Matteo). Fanno eccezzione i cosidetti [[vangeli dell'infanzia]], che invece si concentrano proprio sui primi anni di vita di Gesù: in questo caso tuttavia, tranne poche eccezioni (es [[Vangelo dell'infanzia di Tommaso]] e [[Protovangelo di Giacomo]]) si tratta di testi redatti alcuni secoli dopo la nascita del cristianesimo, che peraltro dedicano molto spazio alla componente "miracolosa" dell'infanzia di Cristo<ref>[[David Friedrich Strauss]], ''La vita di Gesù o esame critico della sua storia'', Francesco Sanvito, Milano, 1863, [http://books.google.it/books?id=PmIOAAAAQAAJ&lpg=PA310&ots=PjNJ4VAE2D&pg=PA310#v=onepage&q&f=false pag 310]</ref><ref>aa.vv., ''La vita nascosta di Gesù'', Editoriale Jaca Book, 2004, ISBN 9788816701939</ref>.⏎ == Vangeli canonici == Dei numerosi vangeli scritti nell'antichità, solo quattro sono entrati a far parte del [[canone della Bibbia]], dell'elenco, cioè, dei libri considerati "ispirati" da [[Dio]] e accettati dalle Chiese cristiane moderne: il ''[[Vangelo secondo Matteo]]'', il ''[[Vangelo secondo Marco]]'', il ''[[Vangelo secondo Luca]]'' e il ''[[Vangelo secondo Giovanni]]''. (contracted; show full) Secondo altri invece questa affermazione sarebbe una conversione piuttosto controversa.<ref>Ad esempio Arthur Noble dedica al tema l'articolo "Can a Church which has banned, burned and perverted the Bible now have been converted to recommending the reading of it?" ossia "Può una Chiesa che ha bandito, bruciato e travisato la Bibbia essersi convertita fino a raccomandarne la lettura?" http://www.ianpaisley.org/article.asp?ArtKey=connell</ref> == Utilizzo del termine "vangelo" o Evangelo == {{Nota disambigua|il nome proprio| [[Evangelo (nome)]]|Evangelo}} "Evangelo" è il termine migliore per tradurre il greco ''εὐαγγέλιον'' (lett. "buona notizia" o "lieta novella"). Indica come tale non tanto le quattro composizioni, pure chiamate "vangeli", ma il loro contenuto, il messaggio della [[redenzione (religione)|redenzione]] in [[Gesù Cristo]], quello che si ritrova nel [[Nuovo Testamento]] e della [[fede]] della Chiesa cristiana. Nel Nuovo Testamento esso è dapprima la proclamazione stessa di Gesù che il [[Regno di Dio]] si è avvicinato e poi la proclamazione dei Suoi [[apostoli]] che nella Sua vita, morte e risurrezione, il Regno di Dio è stato stabilito e che la [[salvezza (Bibbia)|salvezza]], il perdono dei [[peccato|peccati]], la risurrezione e la vita eterna sono offerti a tutti coloro che l'accolgono con fede. È solo più tardi che questo termine è stato usato nei primi scritti cristiani che narrano la storia di quell'unica manifestazione della "buona notizia" nella persona e nell'opera di Gesù Cristo (cfr. [[Giustino di Nablus]], ''Apologia prima'' 66:3, [[Clemente di Alessandria]], ''Stromata'' 3:13). Strettamente parlando, vi è solo un Evangelo, dato che i quattro scritti chiamati "vangeli" non sono che variazioni su un singolo tema. Sarebbe più esatto parlare del "quadruplice Vangelo" (come [[Sant'Ireneo di Lione|Ireneo]]) che dei "quattro Vangeli". L'apostolo Paolo in Galati 1:6,7 contesta a viva voce che vi possa essere un altro Evangelo: ''"Mi meraviglio che così presto voi passiate, da colui che vi ha chiamati mediante la grazia di Cristo, a un altro Vangelo. Ché poi non c'è un altro Vangelo; però ci sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il Vangelo di Cristo. Ma anche se noi o un angelo dal cielo vi annunziasse un Vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunziato, sia anatema"'''. Il contesto dell'uso del [[sostantivo]] ''εὐαγγέλιον'' ed il verbo relativo ''εὐαγγελίζω'' nel Nuovo Testamento è la traduzione greca della seconda parte della profezia di [[Isaia]] ({{Passo biblico|Is|40,9}}; {{Passo biblico|Is|52,7}}; {{Passo biblico|Is|60,6}}; {{Passo biblico|Is|61,1}}) che è citata molte volte o si fa allusione nel Nuovo Testamento (es. Marco 1:3; Romani 10:15; Luca 4:17-21; Matteo 11:5; Luca 7:22). Nella teologia [[Martin Lutero|luterana]] il termine Evangelo è usato per rappresentare la rivelazione del Nuovo Testamento in contrasto con [[Legge di Dio|la Legge]] (l'antica dispensazione). === Nell'Antico Testamento === In ''[[Libro di Isaia|Isaia]]'' {{Passo biblico|Is|52,7}} "משׂא דמשׂק הנה דמשׂק מוסר מעיר והיתה מעי מפלה" si parla del ''messaggero di buone notizie''. L'espressione "lieti annunci" contiene nella versione greca la stessa parola ''vangelo''. Il contesto è quello del ritorno a [[Gerusalemme]] degli esiliati in [[Babilonia]]. ''Isaia'', {{Passo biblico|Is|61,1}} è un passo profetico ripreso da Gesù quando si presentò nella [[sinagoga]] di [[Nazaret]], sua città natale. Parla dell'azione dello [[Spirito Santo|Spirito]] di Dio sul ''consacrato'' ([[messia]]) del [[Yahweh|Dio ebraico]]. L'opera del messia sarà una ''buona notizia'' ("vangelo") per i poveri, consistendo nella loro liberazione. Appunto Gesù applicherà a sé e alla sua opera questo annuncio dell'antico testamento. === Nel Nuovo Testamento === ==== Vangelo come annuncio del Regno ==== Troviamo il termine nei [[vangeli sinottici]], in bocca allo stesso [[Gesù]]: {{quote biblico|Il tempo è compiuto, e il [[Regno di Dio]] è vicino: convertitevi e credete alla buona notizia (vangelo)|Mc|1,15}} Qui la parola indica l'irruzione di Dio nella storia degli uomini attraverso la persona di Gesù di Nazaret. Lo stesso significato si trova in [[Paolo di Tarso]] nella [[Lettera ai Filippesi]], dove lungo tutta la lettera ritorna l'idea del vangelo-buona notizia che si è diffuso nella comunità di [[Filippi]]: parla della sua gioia per la loro "cooperazione alla diffusione del Vangelo" ({{Passo biblico|Filip|1,5}}) e della "grazia che mi è stata concessa sia nelle catene, sia nella difesa e nel consolidamento del Vangelo" ({{Passo biblico|Filip|1,7}}); riconosce che le sue "vicende si sono volte piuttosto a vantaggio del Vangelo" ({{Passo biblico|Filip|1,12}}); è cosciente di essere stato "posto per la difesa del Vangelo" ({{Passo biblico|Filip|1,16}}); invita i filippesi a comportarsi "da cittadini degni del Vangelo" ({{Passo biblico|Filip|1,27}}); ecc. ecc. Lo stesso significato appare nella [[Lettera agli Efesini]], dove risalta che il vangelo è l'annunzio di Cristo, trasmesso dagli apostoli: {{quote biblico|In lui ([[Gesù|Cristo]]) anche voi, dopo aver ascoltato la parola della verità, il vangelo della vostra salvezza e avere in esso [[fede|creduto]], avete ricevuto il suggello dello [[Spirito Santo]] che era stato promesso|Ef|1,13}} {{quote biblico|I pagani cioè sono chiamati, in Cristo Gesù, a partecipare alla stessa eredità, a formare lo stesso corpo, e ad essere partecipi della promessa per mezzo del Vangelo|Ef|3,6}} ==== Vangelo come ''kerigma'' ==== {{vedi anche|kerigma}} In altro contesto Paolo usa invece la parola riferendosi all'annunzio fondamentale (''[[kerigma]]'') che egli faceva nelle comunità cristiane, annuncio incentrato nella [[Pasqua]] di Gesù. Nella [[Prima Lettera ai Corinzi]] afferma: {{quote biblico|Vi rendo noto, fratelli, il vangelo che vi ho annunziato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi, e dal quale anche ricevete la salvezza, se lo mantenete in quella forma in cui ve l'ho annunziato. Altrimenti, avreste creduto invano! Vi ho trasmesso, anzitutto, quello che anch'io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici. In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto.|1Cor|15, 1-8}} Appare già una leggera trasformazione semantica: dal messaggio della vicinanza di Dio e del suo regno siamo passati al contenuto della prima [[Credo (liturgia)|professione di fede]], centrato sulla [[morte di Gesù|morte]] e [[risurrezione di Gesù|risurrezione di Cristo]]. ==== Vangelo nella lettera ai Galati ==== Nella ''[[Lettera ai Galati]]'' di Paolo, scritta nel contesto del conflitto di Paolo contro l'obbligo della [[circoncisione]] e del rispetto globale della tradizione ebraica, come interpretata nelle chiese ellenistiche da lui fondate e diversamente dalla [[Chiesa di Gerusalemme]], "vangelo" significa la condizione di libertà dalla legge mosaica che Cristo avrebbe portato. Tale libertà, diversamente dalle chiese [[Giudeo-cristiano|giudeo-cristiane]], a suo parere permetteva l'abolizione totale della legge mosaica e dell'obbligo della circoncisione per i cristiani provenienti dal [[paganesimo]]: {{quote biblico|Mi meraviglio che così in fretta da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo passiate ad un altro Vangelo. In realtà, però, non ce n'è un altro; solo che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il Vangelo di Cristo. Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un Vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema!|Gal|1, 6-8}} === Nella letteratura ellenistica del I secolo === Nella [[letteratura]] [[ellenismo|ellenistica]] ''euaggélion'' significa "buon annuncio". Così in [[Giuseppe Flavio]], Beh. 2, 42 appare l'espressione ''deinòn euaggélion'' = "splendida notizia": quella data al procuratore [[Gessio Floro]] sull'aggravarsi della situazione in Gerusalemme all'inizio della [[prima guerra giudaica]] nel [[66]] d.C. === Vangelo come genere letterario === A partire dal [[II secolo]], ''vangelo'' passa ad indicare il [[genere letterario]] che racconta la vita di Gesù, i suoi insegnamenti, le sue opere, la sua morte e resurrezione. Questo genere letterario si distingue da quello delle [[biografie]]: queste hanno di mira fornire un'informazione completa sulla vita di una persona; invece nei vangeli la finalità è trasmettere la predicazione della [[Chiesa (istituzione)|Chiesa]] dei tempi [[apostoli]]ci riguardante colui che considerava il suo Signore e Messia, Gesù di Nazaret, incarnato, morto e risorto per la salvezza degli uomini. Non stupisce quindi il fatto che nei vangeli non compaiono le informazioni sui primi trent'anni di vita di Gesù. E dove [[Vangelo secondo Matteo|Matteo]] e [[Vangelo secondo Luca|Luca]] riportano alcuni episodi della sua infanzia, lo fanno in funzione teologica, per far risaltare l'identità di Gesù come Signore (Luca), e il compimento in lui delle scritture (Matteo)La visione islamica sui Vangeli == Nell'[[Islam]] il termine [[Injil]] ({{lang-ar|إنجيل}} ''{{transl|ar|DIN|ʾInǧīl}}'') compare nel [[Corano]] ad indicare il Vangelo del profeta Gesù. Il termine compare 12 volte nel testo sacro islamico e in 3:48, a proposito di Gesù, viene affermato che "''E Allah gli insegnerà il Libro e la saggezza, la Torâh e il Vangelo''"<ref>[http://www.corano.it/corano_testo/3.htm Testo del Corano] da corano.it</ref>. Gli studiosi mussulmani ritengono che il termine ''Injil'' indichi il vangelo originale, scritto da Gesù su [[Ispirazione della Bibbia|ispirazione divina]] e che questo non corrisponda a nessuno dei vangeli noti, che sarebbero solo delle delle versioni alterate e corrotte di quella iniziale. == Note == {{references|2}} == Voci correlate == * [[Bibbia]] * [[Gesù]] (contracted; show full)[[tr:İncil]] [[uk:Євангеліє]] [[ur:انجیل]] [[vep:Evangelii]] [[vi:Sách Phúc Âm]] [[wa:Evandjîle]] [[yo:Ìhìnrere]] [[zh:福音书]] All content in the above text box is licensed under the Creative Commons Attribution-ShareAlike license Version 4 and was originally sourced from https://it.wikipedia.org/w/index.php?diff=prev&oldid=53117927.
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