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{{nota disambigua}}
{{nota disambigua|lo scultore e architetto italiano|[[Ambrogio Barocci]]|Ambrogio da Milano}}
{{Santo
|nome=Sant'Ambrogio di Milano
|nato= forse [[339]]-[[340]]
|morto=[[397]]
|venerato da =Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
|ricorrenza=[[4 aprile]] (vetero-cattolici e luterani)<br />[[7 dicembre]] (cattolici)<br />[[20 dicembre]] (ortodossi)
|immagine=Musée Châlons-St Ambroise.jpg
|note=Vescovo e dottore della Chiesa
|santiebeati=25500
|santuario principale=[[Basilica di Sant'Ambrogio]], [[Milano]]
|attributi=[[apis|api]], scudiscio, bastone pastorale e [[laridae|gabbiano]]
|patrono di=[[Lombardia]], [[Milano]], [[Buccheri]], [[Vigevano]], [[Vescovo|vescovi]], apicoltori, [[prefetto|prefetti]]<ref>Figlio di [[prefetto]] e prefetto egli stesso, Sant'Ambrogio è [[patrono]] dei prefetti italiani (il giorno della sua festa - il 7 dicembre - è d'uso indossare il distintivo del [[Corpo prefettizio]])</ref>
|patrono di=[[Milano]], [[prefetti]], [[Lombardia]], [[Buccheri]], [[Cerami]], [[Vigevano]], [[Castel del Rio]],  [[Sant'Ambrogio di Torino]], [[Vescovo|vescovi]], apicoltori
}}
{{Vescovo
|nome = Aurelio Ambrogio
|chiesa = cattolica
|immagine = AmbroseGiuLungara.jpg
|ruoliricoperti = [[Vescovo di Milano]]
|stemma = 
(contracted; show full)
Aurelio Ambrogio nacque nel [[339]]-[[340]], da un'importante famiglia senatoria romana (la famiglia degli ''Aurelii'', da parte materna, la famiglia dei ''Simmaci'', da parte paterna), a [[Treviri]] ([[Gallia]]), dove il padre esercitava la carica di [[prefetto del pretorio]] delle Gallie.
  

La famiglia di Ambrogio era cristiana da alcune generazioni (egli stesso cita con orgoglio la sua parente [[Santa Sotere]], martire cristiana che «ai consolati e alle prefetture dei parenti preferì la fede»<ref>Ambrogio, ''Exorthatio virginitatis'', 12, 82</ref>) ed egli era terzogenito dopo due fratelli, [[Santa Marcellina|Marcellina]] (consacratasi a Dio nelle mani di [[papa Liberio]] nel [[353]]) e [[Satiro di Milano|Satiro]], anch'essi venerati poi come [[santi]].  

Destinato alla carriera amministrativa sulle orme del padre, dopo la sua morte prematura frequentò le migliori scuole di [[Roma]], dove compì i tradizionali studi del [[trivio]] e del [[quadrivio]] (imparò il [[lingua greca|greco]] e studiò [[diritto]], [[letteratura]] e [[retorica]]), partecipando poi alla vita pubblica della città.

=== Incarichi pubblici e nomina a vescovo di Milano ===
(contracted; show full)ro traslazione (secondo un rito importato dalla chiesa orientale) nella ''Basilica Martyrum''; durante la traslazione, si racconta (è lo stesso Ambrogio a riportarlo) che un cieco di nome Severo riacquistò la vista. Il ritrovamento del corpo dei martiri da parte del vescovo di Milano diede grande contributo alla causa dei cattolici nei confronti degli [[ariani]], che costituivano a Milano un gruppo nutrito e attivo e negavano la validità dell'operato di Ambrogio, di fede cattolica.
  

Ambrogio fu autore di diversi inni per la preghiera, compiendo fondamentali riforme nel culto e nel canto sacro, che per primo introdusse nella liturgia cristiana, e ancor oggi a Milano vi è una scuola che tramanda nei millenni questo antico canto.

==== Politica ecclesiastica ====
(contracted; show full)o]] e l'influenza importante nella vita politica dell'impero, i suoi rapporti con le istituzioni non furono sempre pacifici, soprattutto quando si trattò di difendere la causa della Chiesa e dell'[[ortodossia]] religiosa. Gli storici bizantini gli accreditarono questo atteggiamento come ''parrhesia'' (παρρησία), schiettezza e verità di fronte ai potenti e al potere politico, che traspare a partire dal suo rapporto epistolare con l'imperatore [[Teodosio I|Teodosio]].

  
Essendo Ambrogio precettore dell'imperatore [[Graziano]], lo educò secondo i principi del Cristianesimo. Egli predicava all'imperatore di rendere grazie a Dio per le vittorie dell'esercito, e lo appoggiò nella disputa contro il senatore Simmaco, che chiedeva il ripristino dell'altare alla [[Vittoria (divinità)|dea Vittoria]] rimossi dalla [[Curia (storia di Roma)|Curia romana]]
  
Chiese poi a Graziano di indire il [[concilio di Aquileia]] nel settembre del [[381]] per condannare due vescovi eretici, secondo i dettami dei vari concili ecumenici ed anche secondo l'opinione del Papa e dei vescovi ortodossi.<ref>{{Citazione necessaria|Graziano avrebbe voluto convocare un concilio numeroso, ma Ambrogio lo esortò a convocare un numero limitato di vescovi affermando che per appurare la verità bastavano pochi vescovi, e che non era il caso di incomodarne troppi, facendo loro aff(contracted; show full)latin antique et la Bible''. A cura di J. Fontaine e C.. Pietri, Parigi 1985. Citato in Pasini, ''I Padri della Chiesa. Il cristianesimo delle origini e i primi sviluppi della fede a Milano'', op. cit.</ref> Per Ambrogio la lettura e l'approfondimento della conoscenza biblica costituiscono un elemento fondamentale della vita cristiana:
{{quote|Bevi dunque tutt'e due i calici, dell'[[Antico Testamento|Antico]] e del [[Nuovo Testamento]], perché in entrambi 
  bevi [[Cristo]]. [...] La Scrittura divina si beve, la Scrittura divina si divora, quando il succo della parola eterna discende nelle vene della mente e nelle energie dell'anima|Ambrogio, ''Commento al Salmo I'', 33}}

Tra le opere esegetiche spiccano l'esauriente commento al Vangelo di Luca (''Expositio evangelii secundum Lucam'') e l'''[[Exameron]]'' (dal greco "sei giorni"). Quest'ultima opera, ispirata ampiamente all'omonimo ''Exameron'' di [[Basilio di Cesarea]], raccoglie, in sei libri, nove omelie riguardanti i primi capitoli della [[Genesi]] dalla [[creazione (teologia)|creazione]] del cielo fino alla [[creazione dell'uomo]]. Anche in questo caso, il racconto della creazione è occasione di evidenziare insegnamenti morali desunti dalla natura   e dal comportamento degli animali e dalle proprietà delle piante; in questo senso l'uomo appare ad Ambrogio necessariamente legato con tutto il [[creato]] dal punto di vista non solo biologico e fisico, ma anche morale e spirituale.

=== Morale e ascetismo ===
(contracted; show full) vescovo diede l'assalto alla sinagoga e la bruciò<ref name=Calimani>Riccardo Calimani, ''Storia del pregiudizio contro gli ebrei'', Mondadori, Milano, 2007</ref>. Il governatore romano condannò l'accaduto e, per mantenere l'ordine pubblico, dispose affinché la sinagoga venisse ricostruita a spese del vescovo. L'imperatore [[Teodosio I]] rese noto di condividere quanto deciso dal suo funzionario.<ref>Per un'ampia descrizione dell'episodio:
  
* Antonietta Mauro Todini, ''Aspetti della legislazione religiosa del IV secolo'',  La Sapienza Editrice, Roma, 1990, pag. 3 e segg.;
* Thomas J. Craughwell, ''Santi per ogni occasione'', Gribaudi, 2003, pag.49;
* Lucio De Giovanni, ''Chiesa e stato nel Codice Teodosiano'', Tempi moderni, pag.120;
* Giovanni De Bonfils, ''Roma e gli ebrei'', Cacucci, 2002, pag. 186;
* {{en}} James Hastings, ''Encyclopedia of Religion and Ethics '', Kessinger Publishing, 2003, pag. 374</ref>

Ambrogio si oppose alla decisione dell'imperatore e gli scrisse una lettera (''Epistulae variae'' 40) per convincerlo a ritirare l'ingiunzione di ricostruire la sinagoga a spese del vescovo: {{quote|Il luogo che ospita l'incredulità giudaica sarà ricostruito con le spoglie della Chiesa? Il patrimonio acquistato dai cristiani con la protezione di Cristo sarà trasmesso ai templi degli increduli?... Questa iscrizione porranno i giudei sul frontone della loro sinagoga: - Tempio dell'empietà ricostruito col bottino dei cristiani -... Il popolo giudeo introdurrà questa solennità fra i suoi giorni festivi...}}  

Citando dalla lettera di Ambrogio a Teodosio (''Epistulae variae'' 40,11):
{{quote|Ma ti muove la ragione della disciplina. Che cosa dunque è più importante, l'idea di disciplina [mantenimento dell'ordine pubblico] o il motivo della religione?}}

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== Milano e il rito ambrosiano ==
[[File:IMG 5838 - Milano - San Bernardino alle ossa - Androne - S. Ambrogio - Foto Giovanni Dall'Orto 21 febr 2007.jpg|thumb|left|Sant'Ambrogio con in mano il flagello contro i nemici di Milano, in un bassorilievo quattrocentesco]]
{{vedi anche|Rito ambrosiano}}
  
L'operato di Sant'Ambrogio a [[Milano]] ha lasciato segni profondi nella [[Diocesi di Milano|diocesi]] e della città.

Già nel [[settembre]] del [[600]] [[papa Gregorio Magno]] parlò del neoeletto vescovo di Milano, [[Deodato di Milano|Deodato]], non tanto come successore, bensì come "vicario" di sant'Ambrogio (equiparandolo quasi ad un secondo "vescovo di Roma").<ref name="milano">[http://www.chiesadimilano.it/or4/or?uid=ADMIesy.main.index&oid=3502 Rito Ambrosiano: la centralità dell'opera di Sant'Ambrogio per la Chiesa di Milano ]</ref> Nell'anno [[881]] invece [[papa Giovanni VIII]] definì per la prima volta la diocesi "''ambrosiana''", termine che è rimasto ancora oggi per identificare non solo la Chiesa di Milano, ma talvolta anche la stessa città.

L'eredità di Ambrogio è delineata principalmente a partire dalla sua [[cura pastorale|attività pastorale]]: la predicazione della [[Parola di Dio]] coniugata alla [[dottrina della Chiesa cattolica]], l'attenzione ai problemi della [[giustizia sociale]], l'accoglienza verso le persone provenienti da popoli lontani, la denuncia degli errori nella vita civile e politica.<ref name="milano" />

L'operato di Ambrogio lasciò un segno profondo in particolare sulla [[liturgia]]. Egli introdusse nella   chiesa occidentale molti elementi tratti dalle liturgie orientali,in particolare canti e inni. Si attribuisce ad Ambrogio l'inno ''[[Te Deum laudamus]]'', ma la questione è controversa e negata anche   da [[Luigi Biraghi]]. Le riforme liturgiche furono mantenute nella diocesi di Milano anche dai successori e costituirono il nucleo del [[Rito ambrosiano]], sopravvissuto all'uniformazione dei riti e alla costituzione dell'unico [[rito romano]] voluta da [[papa Gregorio I]] e dal [[Concilio di Trento]].

In [[dialetto milanese]] Ambrogio viene chiamato ''sant Ambroeus'' (grafia classica) o ''sant Ambrös'' (entrambi pronunciati "sant'ambrœs").

Alla sua figura è ispirato anche il premio [[Ambrogino d'oro]], che è il nome non ufficiale con cui sono comunemente chiamate le onorificenze conferite dal [[comune]] di [[Milano]].

== Sant'Ambrogio e il canto liturgico ==
[[File:Michael Pacher 005.jpg|thumb|180 px|[[Michael Pacher]], ''Sant'Ambrogio'', [[Monaco di Baviera|Monaco]], [[Alte Pinakothek]]]]
Con il termine di ambrosiano non si definisce solo il rito della Chiesa Cattolica che fa riferimento al santo, ma anche un preciso modo di cantare durante la liturgia. Esso viene indicato con il nome di canto ambrosiano. Esso è caratterizzato dal canto di inni, cioè di nuove composizioni poetiche in versi, distinte dai [[salmi]], che vengono cantate da tutti i partecipanti al rito.

A differenza di quanto avveniva per i salmi solitamente cantati da un solista o da un gruppo di coristi. Esso viene invece cantato da tutti i partecipanti, in cori alternati, normalmente tra donne e uomini, ma in altri casi tra   giovani e anziani o anche tra fanciulli e adulti. Alcuni di questi [[Hymni (Ambrogio)|inni]] sono stati sicuramente composti da Ambrogio. La certezza viene dal fatto che a menzionarli è [[Agostino da Ippona|Sant'Agostino]], che fu discepolo di Sant'Ambrogio.

Essi sono:
* ''Aeterne rerum conditor'' (cf. ''Retractionum'' I,21);
* ''Iam surgit hora tertia''  (cf. ''De natura et gratia'' 63,74);
(contracted; show full)
* {{santiebeati|25500|Sant'Ambrogio}}
* [http://www.tertullian.org/fathers/ambrose_letters_00_intro.htm Epistole di S.Ambrogio (in inglese)]
* [http://www.intratext.com/IXT/LAT0851/_INDEX.HTM Epistole di S.Ambrogio (in latino)]
* [http://www.documentacatholicaomnia.eu/20_40_0339-0397-_Ambrosius_Mediolanensis,_Sanctus.html Opera Omnia dal Migne Patrologia Latina con indici analitici]
* {{DSS|I22761|Sant'Ambrogio}}

== Successioni ==
{{Box successione
  
|tipologia = episcopale
|carica = [[Arcidiocesi di Milano|Vescovo di Milano]]  
|periodo = [[374]]-[[397]]
|precedente = [[Aussenzio di Milano|Aussenzio]]  
|successivo = [[San Simpliciano Soresini]]
|immagine = BishopCoA PioM.svg
}}

{{Padri e Dottori della Chiesa}}
{{Ambrogio di Milano}}
{{Portale|antica Roma|biografie|cattolicesimo}}

[[Categoria:Ambrogio di Milano| ]]

[[ar:أمبروز]]
[[az:Müqəddəs Ambrosi]]
[[bar:Ambrosius vo Mailand]]
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