Difference between revisions 53471022 and 53471496 on itwiki{{Avvisounicode}} {{Nota disambigua}} {{Libro |tipo = |titolo = Vangeli canonici |titoloorig = ευ-αγγέλιον |titolialt = |titoloalfa = (contracted; show full)> implicitamente il fatto che, tra le varie citazioni dei vangeli da parte degli autori più antichi, non vengono quasi mai citati gli apocrifi. Per esempio [[Giustino di Nablus]] cita i vangeli 268 volte nei suoi scritti, [[Ireneo]] 1038 volte, [[Clemente Alessandrino]] 1017 volte, [[Origene]] 9231 volte, [[Tertulliano]] 3822 volte, [[Ippolito]] 754 volte, [[Eusebio di Cesarea]] 3258 volte. Abbiamo circa ventimila citazioni dei vangeli canonici, delle quali circa settemila nei primi 190 anni dopo Cristo <ref>Cfr. Marco Fasol, La storicità dei vangeli, [http://www.katholikos.eu/index.php?option=com_content&view=article&id=12:sv&catid=15&Itemid=139]</ref>, e pressoché nessuna <ref>Sappiamo che, in una delle rarissime citazioni, [[Tertulliano]] chiamò gli apocrifi con il termini dispregiativo di "deliramenta", quindi con la chiara intenzione di confutarne la credibilità e gli eccessi di fantasia, e accoppiando come equivalenti i concetti di apocrifo e falso. Cfr. [[Tertulliano]], De Pudicitia, 10,12</ref> citazione degli apocrifi<ref>{{it}}{{cita libro| Marco | Fasol | Il codice svelato, le fantasie del Codice da Vinci e la realtà(contracted; show full)[[tr:İncil]] [[uk:Євангеліє]] [[ur:انجیل]] [[vep:Evangelii]] [[vi:Sách Phúc Âm]] [[wa:Evandjîle]] [[yo:Ìhìnrere]] [[zh:福音书]] All content in the above text box is licensed under the Creative Commons Attribution-ShareAlike license Version 4 and was originally sourced from https://it.wikipedia.org/w/index.php?diff=prev&oldid=53471496.
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