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{{Avvisounicode}}
{{Nota disambigua}}
{{Libro
|tipo = 
|titolo = Vangeli canonici
|titoloorig = ευ-αγγέλιον 
|titolialt = 
|titoloalfa = 
(contracted; show full)n una delle rarissime citazioni, [[Tertulliano]] chiamò gli apocrifi con il termini dispregiativo di "deliramenta", quindi con la chiara intenzione di confutarne la credibilità e gli eccessi di fantasia, e accoppiando come equivalenti i concetti di apocrifo e falso. Cfr. [[Tertulliano]], De Pudicitia, 10,12</ref> citazione degli apocrifi<ref>{{it}}{{cita libro| Marco | Fasol | Il codice svelato, le fantasie del Codice da Vinci e la realtà storica | Fede e Cultura | 2006|}}</ref>
<ref>Cfr. Marco Fasol, Ecco perché i Vangeli sono un’opera di grande attendibilità storica, [http://www.uccronline.it/2012/01/20/ecco-perche-i-vangeli-sono-unopera-di-grande-attendibilita-storica/]</ref>. 

Quando la Chiesa decise di ufficializzare la canonicità dei quattro vangeli (che già da secoli rappresentavano le fondamenta della cristianità), seguì alcuni criteri principali per l'inclusione nel canone, alcuni presenti anche nel [[canone muratoriano]] del [[170]]: <ref>Cfr. [[Dei Verbum]] II 7-10</ref><ref>Cfr. dati G.R.I.S. (= Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-religiosa, [http://www.gris-imola.it/sette_cristiane/vangeli_canonici_apocrifi.php]</ref>:

(contracted; show full)[[tr:İncil]]
[[uk:Євангеліє]]
[[ur:انجیل]]
[[vep:Evangelii]]
[[vi:Sách Phúc Âm]]
[[wa:Evandjîle]]
[[yo:Ìhìnrere]]
[[zh:福音书]]