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{{Avvisounicode}}
{{Nota disambigua}}
{{Libro
|tipo = 
|titolo = Vangeli canonici
|titoloorig = ευ-αγγέλιον
|titolialt = 
|titoloalfa = 
(contracted; show full)ntò nella [[sinagoga]] di [[Nazaret]], sua città natale. Parla dell'azione dello [[Spirito Santo|Spirito]] di Dio sul ''consacrato'' ([[messia]]) del [[Yahweh|Dio ebraico]]. L'opera del messia sarà una ''buona notizia'' ("vangelo") per i poveri, consistendo nella loro liberazione. Appunto Gesù applicherà a sé e alla sua opera questo annuncio dell'antico testamento.

=== Nel Nuovo Testamento ===
==== Vangelo come annuncio del Regno ====
Trovia
mo il termine nei [[vangeli sinottici]], in bocca allo stesso [[Gesù]]:
{{quote biblico|Il tempo è compiuto, e il [[Regno di Dio]] è vicino: convertitevi e credete alla buona notizia (vangelo)|Mc|1,15}}
Qui la parola indica l'irruzione di Dio nella storia degli uomini attraverso la persona di Gesù di Nazaret. Lo stesso significato si trova in [[Paolo di Tarso]] nella [[Lettera ai Filippesi]], dove lungo tutta la lettera ritorna l'idea del vangelo-buona notizia che si è diffuso nella comunità di [[Filippi]]: parla della sua gioia per la loro "cooperazione alla diffusione del(contracted; show full)
{{quote biblico|In lui ([[Gesù|Cristo]]) anche voi, dopo aver ascoltato la parola della verità, il vangelo della vostra salvezza e avere in esso [[fede|creduto]], avete ricevuto il suggello dello [[Spirito Santo]] che era stato promesso|Ef|1,13}}
{{quote biblico|I pagani cioè sono chiamati, in Cristo Gesù, a partecipare alla stessa eredità, a formare lo stesso corpo, e ad essere partecipi della promessa per mezzo del Vangelo|Ef|3,6}}

==== Vangelo come ''kerigma'' ====
{{
vedi anche|kerigma}}
In altro contesto Paolo usa invece la parola riferendosi all'annunzio fondamentale (''[[kerigma]]'') che egli faceva nelle comunità cristiane, annuncio incentrato nella [[Pasqua]] di Gesù. Nella [[Prima Lettera ai Corinzi]] afferma:
{{quote biblico|Vi rendo noto, fratelli, il vangelo che vi ho annunziato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi, e dal quale anche ricevete la salvezza, se lo mantenete in quella forma in cui ve l'ho annunziato. Altrimenti, avreste creduto invano! Vi ho trasmesso, anzitutto, quello che anch'io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici. In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto.|1Cor|15, 1-8}}
Appare già una leggera trasformazione semantica: dal messaggio della vicinanza di Dio e del suo regno siamo passati al contenuto della prima [[Credo (liturgia)|professione di fede]], centrato sulla [[morte di Gesù|morte]] e [[risurrezione di Gesù|risurrezione di Cristo]].

==== Vangelo nella lettera ai Galati ====
Nella ''[[Lettera ai Galati]]'' di Paolo, scritta [[Concilio di Gerusalemme|nel contesto del conflitto]] di Paolo contro l'obbligo della [[circoncisione]] e del rispetto globale della tradizione ebraica, come interpretata nelle chiese ellenistiche da lui fondate e diversamente dalla [[Chiesa di Gerusalemme]], "vangelo" significa la condizione di libertà dalla legge mosaica che Cristo avrebbe portato. Tale libertà, diversamente dalle chiese [[Giudeo-cristiano|giudeo-cristiane]], a suo parere permetteva l'abolizione totale della legge mosaica e dell'obbligo della circoncisione per i cristiani provenienti dal [[paganesimo]]:
{{quote biblico|Mi meraviglio che così in fretta da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo passiate ad un altro Vangelo. In realtà, però, non ce n'è un altro; solo che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il Vangelo di Cristo. Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un Vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema!|Gal|1, 6-8}}

=== Nella letteratura ellenistica del I secolo ===
Nella [[letteratura]] [[ellenismo|ellenistica]] ''euaggélion'' significa "buon annuncio". Così in [[Giuseppe Flavio]], Beh. 2, 42 appare l'espressione ''deinòn euaggélion'' = "splendida notizia": quella data al procuratore [[Gessio Floro]] sull'aggravarsi della situazione in Gerusalemme all'inizio della [[prima guerra giudaica]] nel [[66]] d.C.

(contracted; show full)[[tr:İncil]]
[[uk:Євангеліє]]
[[ur:انجیل]]
[[vep:Evangelii]]
[[vi:Sách Phúc Âm]]
[[wa:Evandjîle]]
[[yo:Ìhìnrere]]
[[zh:福音书]]