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{{quote|No all'architettura della repressione, classicista barocca dialettale. Si all'architettura della libertà, rischiosa antidolatrica creativa.|Bruno Zevi, ''Zevi su Zevi: architettura come profezia'', [[1993]]}}

{{Bio
|Nome = Bruno
|Cognome = Zevi
|Sesso = M
|LuogoNascita = Roma
|GiornoMeseNascita = 22 gennaio
|AnnoNascita = 1918
|LuogoMorte = Roma
|GiornoMeseMorte = 9 gennaio
|AnnoMorte = 2000
|Attività = architetto
|Epoca = 1900
|Attività2 = urbanista
|Attività3 = storico 
|AttivitàAltre =  e [[Critico|critico d'architettura]]
|Nazionalità = italiano
|Immagine = BrunoZevistudio max.jpg
|DimImmagine = 180px
}}

== Biografia ==
Nasce a [[Roma]] nel [[1918]], consegue la maturità classica al [[Liceo Torquato Tasso|Liceo Tasso]], dove ha per compagni di classe [[Paolo Alatri]] e [[Mario Alicata]]. Nel 1938, a seguito delle leggi razziali, lascia l'Italia per Londra prima e poi per gli Stati Uniti. Si laurea in architettura nel 1942 alla ''Graduate School of Design'' della [[Harvard University]], in quel momento diretta da [[Walter Gropius]]. Il 26 dicembre 1940  si sposa con [[Tullia Zevi]]. Rientra in Europa, a [[Londra]], nel 1943; nel 1944 è di nuovo in Italia, dove fonda l'Associazione per l'[[architettura organica]] (Apao) e l'anno successivo la rivista "Metron". Dal 1948 insegna Storia dell'architettura presso l'[[Università IUAV di Venezia|Istituto Universitario di Architettura di Venezia]] e nel 1964 diviene professore ordinario alla Facoltà di Architettura dell'[[Sapienza - Università di Roma|Università degli Studi di Roma "La Sapienza"]]. Attivissimo nel campo della critica architettonica, pubblica nel 1948 ''Saper vedere l'architettura''; dal 1954 al 2000 tiene una rubrica settimanale di architettura su "[[Cronache (rivista)|Cronache]]" e poi "[[L'Espresso]]"; nel 1955 fonda la rivista mensile [[L'architettura. Cronache e storia]]. Di particolare importanza per il superamento delle divisioni tra storia dell'arte e storia dell'architettura furono i suoi legami con i critici d'arte [[Giulio Carlo Argan]], [[Cesare Brandi]] e [[Carlo Ludovico Ragghianti]]. Fu uno dei fondatori dell'Istituto Nazionale di Architettura (In/Arch) di cui fu un attivo collaboratore negli anni settanta. Fu segretario generale dell'[[Istituto Nazionale di Urbanistica]] (INU), [[Accademia nazionale di San Luca|accademico di San Luca]], vicepresidente dell'In/Arch. Nel 1979 viene eletto presidente emerito del [[International Committee of Architectural Critics|Comitato Internazionale dei Critici di Architettura]] (CICA). Dopo le decise [[Il Sessantotto|contestazioni del '68]], dichiara la sua delusione per una mancata riforma e il permanere di un grave stato di degrado culturale nell'Università; nel 1979 lascia gli incarichi accademici. Muore a Roma nel 2000.

=== Impegno sociale ===
{{Membro delle istituzioni italiane
|nome = Bruno Zevi
|istituzione=Camera
|immagine = 
|dimensione = 200px
|didascalia = 
|luogo_nascita = 
|data_nascita = 
|luogo_morte = 
|data_morte = 
|titolo = 
|professione = 
|legislatura = [[X Legislatura della Repubblica Italiana|X Legislatura]]
|gruppo_parlamentare = [[Partito Radicale (Italia)|Partito Radicale]]
|circoscrizione = 
|incarichi= Componente VII Commissione (Istruzione)
|sito=http://legislature.camera.it/chiosco.asp?cp=1&position=X%20Legislatura%20/%20I%20Deputati&content=deputati/legislatureprecedenti/Leg10/framedeputato.asp?Deputato=1d30840
}}
Sempre impegnato sul fronte politico e dei diritti civili, durante il fascismo Zevi fu membro del movimento clandestino [[Giustizia e Libertà]] e diresse i [[Quaderni Italiani]]. Il [[2 ottobre]] del [[1935]], il giorno in cui [[Benito Mussolini|Mussolini]] annunciò dal balcone di [[Palazzo Venezia]] la [[Guerra italo-etiopica|guerra contro l'Etiopia]], Zevi era a [[piazza Venezia]], insieme agli amici [[Carlo Cassola]] e [[Mario Alicata]]. Dirà molti anni dopo che proprio quel discorso, così carico di retorica e di nazionalismo, fu la molla che fece scattare il suo [[antifascismo]]. Durante la [[guerra di Spagna]] aiutò a raccogliere fondi per il fronte democratico e maturò profondamente il suo [[anticomunismo]] alla notizia dell'assassinio dell'anarchico [[Camillo Berneri]] a [[Barcellona]] nel maggio [[1937]] da parte dei comunisti. All'inizio del 1940, dato il clima antiebraico ormai diffusosi in tutta Europa, si trasferì a [[New York]] per continuare gli studi universitari e portare avanti la lotta antifascista con [[Lionello Venturi]], [[Franco Modigliani]], [[Aldo Garosci]], [[Gaetano Salvemini]]. Tornato in Italia, militò nel [[Partito d'Azione]], in [[Unità Popolare]], e infine nel [[Partito Radicale (Italia)|Partito Radicale]]. Dal [[1988]] al [[1999]] è stato Presidente del [[Partito Radicale (Italia)|Partito Radicale]]. Deputato dal [[1987]] al [[1992]], si dimise dall'incarico di Presidente in segno di protesta per l'adesione dei deputati radicali al [[Parlamento Europeo]] al medesimo gruppo dove sedevano gli eletti del [[Front National|Fronte Nazionale]] di [[Jean-Marie Le Pen]]. Nel [[1998]] fu tra i fondatori del Partito d'Azione Liberalsocialista.

== Elenco parziale delle pubblicazioni==
[[File:FrankLloydWrighteBrunoZevi1951.jpg|thumb|200px|Bruno Zevi con [[Frank Lloyd Wright]] a [[Venezia]] nel [[1951]]]]
* ''Verso un'architettura organica'', Einaudi, Torino [[1945]]
* ''Frank Lloyd Wright'', [[1947]]
* ''Erik Gunnar Asplund'', [[1948]]
* ''Saper vedere l'architettura'', Einaudi, Torino [[1948]]
* ''Storia dell'architettura moderna'', Einaudi, Torino [[1950]]
* ''Architettura e storiografia'', [[1950]]
* ''Poetica dell'architettura neoplastica'', [[1953]]
* ''Richard Neutra'', [[1954]]
* ''Architettura in nuce'', [[1960]]
* ''Biagio Rossetti architetto ferrarese'', [[1960]]
* ''Michelangelo architetto e Borromini'' (in coll. con [[Paolo Portoghesi]]), [[1964]]
* ''Erich Mendelsohn'', [[1969]]
* ''Il linguaggio moderno dell'architettura'', Einaudi, Torino [[1973]]
* ''Sterzate architettoniche: conflitti e polemiche degli anni Settanta-Novanta'', [[1992]]
* ''Zevi su Zevi: architettura come profezia'', [[1993]]
* ''Linguaggi dell'architettura contemporanea'', [[1993]]
* ''Storia e controstoria dell'architettura in Italia'', [[1997]]
* ''Saper vedere la città'', [[1997]]
* ''Leggere, scrivere, parlare architettura'', [[1997]]
* ''Controstoria e storia dell'architettura'', [[1998]]
* ''Capolavori del XX secolo'', [[2000]]

== Bibliografia ==
* Roberto Dulio, ''Introduzione a Bruno Zevi'', Laterza, Roma-Bari 2008

== Voci correlate ==
* [[Architettura organica]]

== Altri progetti ==
{{ip|q}}

== Collegamenti esterni ==
* [http://www.fondazionebrunozevi.it Fondazione Bruno Zevi]
* [http://www.architetturaorganica.org  Architettura Organica]

{{Premio Feronia}}
{{antifascismo}}
{{Portale|Arte|biografie|letteratura|Politica|storia}}

[[Categoria:Storici dell'architettura italiani]]
[[Categoria:Teorici dell'architettura italiani]]
[[Categoria:Teorici dell'architettura moderna]]
[[Categoria:Politici del Partito Radicale]]
[[Categoria:Persone colpite dalle leggi razziali fasciste]]
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[[Categoria:Antifascisti italiani]]
[[Categoria:Politici del Partito d'Azione]]
[[Categoria:Critici d'arte italiani]]
[[Categoria:Direttori di periodici]]
[[Categoria:Architettura organica]]
[[Categoria:Personalità legate alla Sapienza - Università di Roma]]

[[ar:برونو تسفي]]
[[ca:Bruno Zevi]]
[[de:Bruno Zevi]]
[[en:Bruno Zevi]]
[[es:Bruno Zevi]]
[[fr:Bruno Zevi]]
[[gl:Bruno Zevi]]
[[pt:Bruno Zevi]]
[[ru:Зеви, Бруно]]
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[[sh:Bruno Zevi]]
[[sk:Bruno Zevi]]