Difference between revisions 55858958 and 58030961 on itwiki{{Tmp|Fumetto e animazione}} '''Topolino e la spada del tempo''' ([[1990]]) è una storia a fumetti della [[Disney]], di ambientazione [[fantasy]] [[sceneggiatura|sceneggiata]] da Massimo Marconi e [[Cartoonist|disegnata]] da [[Giorgio Cavazzano]]. La storia, pubblicata in due puntate, costituisce parte di un ciclo iniziato con ''[[Topolino e la spada invincibile]]'' del [[1989]] che narra l'avventura del giovane figlio di un fabbro interpretato da [[Topolino]] (''Mickey'' nella storia, il nome inglese viene utilizzato volutamente per rimarcare la giovane età) che deve salvare il padre imprigionato dal crudele [[Pietro Gambadilegno|Pietro Gambadiferro]]. ==Trama== La storia è ambientata ''«in un tempo lontano, in un lontano paese»'' e si apre con la vittoria di [[Topolino|Mickey]] (vedi ''[[Topolino e la spada invincibile]]'') in un [[Torneo (medievale)|torneo cavalleresco]]. Quella sera, dopo il banchetto, [[Pippo|Pippo Bottasegreta]], maestro d'armi di Mickey, confida al suo allievo di essere preoccupato: ''«Oltre i confini del regno, nelle inospitali terre di Elam il Malefico, lampeggiano inquietanti bagliori (...), qualcosa di brutto sta per succedere.»'', ma Mickey non gli dà ascolto. Qualche tempo dopo [[Orazio Cavezza|Orazio Trottalesto]], comandante della guarnigione di frontiera, giunge al castello del re con una funesta notizia: le truppe dello stregone Elam hanno passato i confini guidate da Pietro Gambadiferro, nipote del re, che era ritenuto ancora incarcerato per aver fatto imprigionare senza ragione il padre di Mickey (vedi ''Topolino e la spada invincibile''). Egli dispone inoltre della ''Spada che non puo'ò perdere'', una malefica arma ottenuta dallo stregone per mezzo della magia nera: l'arma è fatta di [[tempo]] e permette quindi di prevedere e parare ogni mossa dell'avversario, rendendo praticamente invincibili in duello. Mickey e Pippo si recano quindi a Tristinor, il castello dove era imprigionato Gambadiferro. L'ex compagno di cella e servitore del principe racconta ai due che tempo prima Elam aveva liberato Gambadiferro, lasciando al suo posto un'ombra identica in tutto e per tutto a lui per ingannare le guardie. E così, mentre le legioni del Signore Nero avanzano, Pippo e Mickey vanno dal saggio di corte, Paginegialle, per saperne di più sulla spada magica. Il saggio, nei suoi libri, trova solo un'inquietante rima: ''«Spada nera, arma avversaria, sa nel tempo essa indagare e non c'è arma avversaria che la possa sopraffare»'' e una profezia: ''«La speranza è nella luce, la luce è nella speranza»''. Vanno dunque, insieme alle truppe del re, incontro all'esercito oscuro (''«La spada di Gambadiferro non può perdere, è vero, ma non è detto che vinca»''). Nella gola chiamata ''Stretta della Giustizia'' avviene l'epico duello tra Mickey e Gambadiferro. Qui si scopre il malefico potere della spada: essa, essendo fatta di tempo, si alimenta del tempo di chi la usa, che dimagrisce a poco a poco fino a scomparire. Il duello si protrae per ore ed ore, e Gambadiferro, ormai ridotto ad uno scheletro, abbandona la lotta messo in guardia dal suo stesso avversario. Elam, che fino ad allora era rimasto nascosto ad osservare il duello, esce allo scoperto, impugna la spada ed affronta Mickey. Il cavaliere, sfinito, viene facilmente atterrato. Lo stregone sta per finirlo, quando le nubi si diradano lasciando spazio alla luce, che annienta per sempre la spada e il suo malvagio padrone (''«Il tempo da cui la spada nera traeva la sua magia era evidentemente tempo notturno, e le tenebre della notte nulla hanno potuto contro la luce del sole, alimentata da quella della speranza»''). {{Portale|Disney|fumetti}} [[Categoria:Storie a fumetti di Topolino]] [[Categoria:Storie a fumetti di Pippo]] [[Categoria:Fumetti fantasy]] All content in the above text box is licensed under the Creative Commons Attribution-ShareAlike license Version 4 and was originally sourced from https://it.wikipedia.org/w/index.php?diff=prev&oldid=58030961.
![]() ![]() This site is not affiliated with or endorsed in any way by the Wikimedia Foundation or any of its affiliates. In fact, we fucking despise them.
|