Difference between revisions 56982235 and 58873269 on itwiki{{F|politica|giugno 2011}} {{Partito politico |colore = #0047AB |nome = Democrazia Nazionale - Costituente di Destra |logo = |leader = [[Ernesto De Marzio]] |segretario = |presidente = |vicesegretario = |vicepresidente = |coordinatore = |portavoce = |stato = ITA |fondazione = [[1977]] |dissoluzione = [[1979]] |sede = Roma |partito = |ideologia = {{cn|[[Conservatorismo nazionale]],<br />[[Conservatorismo]]}} |internazionale = |collocazione = [[Destra (politica)|Destra]] |coalizione = ''nessuna'' |partito europeo = |gruppo parlamentare europeo = |seggi1 = {{Partito politico/seggi|15|630|#0047AB}}<br />(massimo raggiunto nel 1977) |seggi2 = {{Partito politico/seggi|9|315|#0047AB}}<br />(massimo raggiunto nel 1977) |seggi3 = |seggi4 = |testata = [[Il Borghese]] |giovanile = |iscritti = |anno iscritti = |colori = |sito = }} '''Democrazia Nazionale - Costituente di Destra''' (DN-CD) è stato un partito politico italiano nato nel febbraio [[1977]] dall'omonima corrente moderata del [[Movimento Sociale Italiano|MSI-DN]], e durato sino allo scioglimento nel [[1979]]. ==Storia== === Le premesse=== Nel [[1976]], le posizioni politiche all'interno del [[Movimento sociale italiano]] appaiono sempre più divise. Da una parte c'è un [[Pino Rauti]], sempre più egemone del mondo giovanile, che spinge su posizioni più radicali, dall'altra ci sono molti dirigenti stanchi della violenza diffusa e dell'ambiguità almirantiana, che premono verso il centro e chiedono una definitiva fuoriuscita dal "ghetto". [[Giorgio Almirante|Almirante]], temendo una doppia spaccatura, s'irrigidisce e sceglie il male minore: quello di perdere per strada un pezzo del vertice, piuttosto che la quasi totalità dei giovani e della base. Torna dunque sulle posizioni dell'alternativa al sistema e respinge la richiesta di far slittare il congresso del gennaio [[1977]], avanzata da Di Marzio. A quel punto la rottura è inevitabile. ===La scissione dal MSI=== Fondatori e dirigenti furono gli esponenti di primo piano del [[Movimento Sociale Italiano|MSI]], quali [[Ernesto De Marzio]], [[Gastone Nencioni]], [[Raffaele Delfino]], [[Mario Tedeschi]], [[Pietro Cerullo]], [[Angelo Nicosia]], il sindacalista della [[CISNAL]] e parlamentare [[Giovanni Roberti]]; personalità entrate nel MSI con la ''Costituente di destra per la libertà'' come [[Enzo Giacchero]], il generale [[Giulio Cesare Graziani]] e l'[[ammiraglio]] [[Gino Birindelli]]; ed esponenti del disciolto [[Partito Democratico Italiano di Unità Monarchica|PDIUM]], quali [[Alfredo Covelli]] e [[Achille Lauro]].⏎ ⏎ A seguito di una scissione dal Msi-Dn, Aderì anche il generale delle ausiliarie della RSI [[Piera Gatteschi Fondelli]] <ref>Raffaele Delfino, ''Prima di Fini', Bastogi, 2004, pagina 127</ref>.⏎ ⏎ '''Democrazia Nazionale''' diventò gruppo parlamentare autonomo nel dicembre 1976 <ref>[http://legislature.camera.it/frameset.asp?content=%2FAltre%5FSezioniSM%2F9964%2F9965%2F9966%2Fdocumentotesto%2EASP%3FGruppo%3D281%26GruppoMisto%3D La Camera dei Deputati<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>. Dopo il congresso del MSI del gennaio 1977 che confermò Almirante, a seguito della scissione dal Msi-Dn, si trasformò in partito politico nel [[febbril 20 [[gennaio]] [[1977]], scegliendo come proprio simbolo un nastro tricolore inscritto in dodici stelle. Aderirono 9 senatori su 15 del Msi (che perse il gruppo) e 21 deputati su 35, 13 consiglieri regionali su 40, 51 consiglieri provinciali su 160, 350 consiglieri comunali su 1500. Preticamente l'intero vertice della classe dirigente del MSI, dove restarono solo il segretario Almirante, i suoi fedelissimi, i [[Pino Romualdi|romualdiani]] e i [[rautiani]]. Tuttavia a Democrazia Nazionale non aderì neppure una federazione provinciale.<ref>Nel libro dal titolo ''[[Prima di Fini]]'', edito dalla casa editrice Bastogi nel 2004, a cura di [[Marco Bertoncini]], Raffaele Delfino ricorda che il giovane imprenditore [[Silvio Berlusconi]] concesse un finanziamento per la nascita di Democrazia Nazionale</ref> Successivamente verranno raggiunti da alcuni esponenti della corrente giovanile di ''Destra Popolare'' di [[Massimo Anderson]] e da molti dirigenti della [[CISNAL]]. Sotto il profilo politico, la rottura fu motivata con l’indisponibilità di Almirante a sostenere in Parlamento il governo monocolore di Andreotti, detto della “non sfiducia”. A giudizio degli esponenti demonazionali, l’astensione avrebbe invece evitato l’accelerazione del processo di convergenza tra DC e PCI. Sostenendo una linea aperta alla [[Democrazia Cristiana]] e ai partiti dell'[[arco costituzionale]], DN cercò in tutti i modi di aprire il partito a quanti non avessero nulla a che vedere con i trascorsi fascisti. Significativo fu il sostegno dato da DN al [[Governo Andreotti III|governo Andreotti]] e alla politica di "solidarietà nazionale" che ebbe luogo in quegli anni, e che fu condannata dal [[Movimento Sociale Italiano|MSI]] come un atto di accettazione del sistema. {{citazione necessaria|Sempre da parte missina, è stato più volte ribadito che l'esperimento di Democrazia Nazionale fosse stato promosso dalla [[Democrazia Cristiana]] e dalla [[massoneria]] per spaccare il [[Movimento Sociale Italiano|MSI]] e impedire la piena realizzazione del progetto di Destra Nazionale avviato da [[Giorgio Almirante|Almirante]] nel [[1972]].}} === Alla ricerca di alleanze (1977-78) === Democrazia Nazionale – che ebbe vita interna molto movimentata e tre segretari: Ernesto De Marzio, Raffaele Delfino e Pietro Cerullo - sopravvive per un triennio, quasi esclusivamente come presenza parlamentare alla ricerca di un rapporto con la [[Democrazia Cristiana]], che tuttavia si rivelò impossibile essendo il partito di maggioranza relativa impegnato nella fase della “solidarietà nazionale”. {{citazione necessaria|Notevole impegno fu anche profuso nel tentativo di stabilire, all’estero, organici rapporti con il [[Partito Repubblicano Italiano|Partito Repubblicano]] americano, con il [[Raggruppamento per la Repubblica|partito gollista]] francese e con la [[Unione Cristiano-Sociale in Baviera|Csu]] bavarese.}} ===Le elezioni politiche ed europee del 1979=== Le elezioni politiche anticipate del [[1979]] colsero ''Democrazia Nazionale'' impreparata. Consapevole della propria debolezza, la dirigenza demonazionale sperò che si votasse prima per il [[Parlamento Europeo]] (con una legge elettorale proporzionale pura). DN offrì alla Dc i suoi voti parlamentari per sostenere il governo, ma [[Benigno Zaccagnini]], allora segretario, e Andreotti, presidente del Consiglio, rifiutarono. Sciolte le Camere, DN tentò inutilmente un apparentamento tecnico con il [[Partito Liberale Italiano|Pli]] guidato da [[Valerio Zanone]] – anch’esso a rischio quorum – e, in alternativa, un accordo di desistenza, al Senato, con la DC. Presentatosi alle politiche del [[3 giugno]] [[1979]] raccolse lo 0,7% con nessun eletto; di poco inferiore fu la percentuale ottenuta alle elezioni europee del 10 [[giugno]] successivo, mentre il MSI riprese sostanzialmente i voti della legislatura precedente. ===Lo scioglimento=== In seguito al deludente ed effimero risultato (che rivelò il carattere puramente verticistico della scissione) fu deciso il suo scioglimento il [[16 dicembre]] [[1979]]. Diversi ex esponenti del partito confluirono in un secondo momento nella corrente ''[[Giulio Andreotti|andreottiana]]'' della [[Democrazia Cristiana|DC]]. [[Saverio D'Aquino]] negli anni'80 fu deputato e sottosegretario per il [[Partito Liberale Italiano|PLI]]. Altri nel gennaio [[1995]] entrarono in [[Alleanza nazionale]], a seguito del [[Svolta di Fiuggi|congresso di Fiuggi]]. [[Pietro Cerullo]] tornò alla Camera nel [[1996]] con la [[Lega d'Azione Meridionale]] del sindaco di [[Taranto]] [[Giancarlo Cito]]. ===Precursore di Alleanza Nazionale?=== [[Ernesto De Marzio]], che ne fu il primo segretario, sosteneva che il nuovo partito per molti aspetti potesse essere considerato il precursore di [[Alleanza Nazionale]]. In Democrazia Nazionale, secondo De Marzio, ci fu una completa fuoriuscita ideologica e programmatica dal fascismo. Non ci fu ripudio, ma lo si ritenne una esperienza ormai conclusa ed affidata alla storia. == Segretari == *[[Ernesto De Marzio]] (dicembre 1976 - luglio 1978) *[[Raffaele Delfino]] (luglio 1978 - aprile 1979) *[[Pietro Cerullo]] (aprile 1979 - dicembre 1979) == Note == <references/> ==Bibliografia== *Raffaele Delfino, ''Prima di Fini: intervista su Democrazia nazionale'', 2004, Bastogi *Paolo Nello, ''Il partito della fiamma: la destra in Italia dal MSI ad AN'', 1998 *''[[Il Borghese]]'', annate 1976-1979 == Collegamenti esterni== *[http://www.radioradicale.it/scheda/272735/il-senatore-domenico-gramazio-ricorda-la-figura-di-pinuccio-tatarella Intervista a Radio Radicale con Domenico Gramazio su Pinuccio Tatarella e Democrazia Nazionale] *[http://www.radioradicale.it/scheda/272736/marcello-veneziani-ricorda-la-figura-di-pinuccio-tatarella Intervista a Radio Radicale con Marcello Veneziani sulla destra liberale e Democrazia Nazionale] *[http://www.radioradicale.it/scheda/272734/il-ministro-della-difesa-ignazio-la-russa-ricorda-la-figura-di-pinuccio-tatarella-e-la-scissione-di-democr Intervista a Radio Radicale con il ministro della Difesa Ignazio La Russa su Pinuccio Tatarella e Democrazia Nazionale] {{Partiti politici italiani del passato}} [[Categoria:Partiti politici italiani del passato]] [[Categoria:Politici di Democrazia Nazionale| ]] All content in the above text box is licensed under the Creative Commons Attribution-ShareAlike license Version 4 and was originally sourced from https://it.wikipedia.org/w/index.php?diff=prev&oldid=58873269.
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