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{{Divisione amministrativa
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==Storia==
Fondata sulle rovine dell'antica [[Acerrona]] col toponimo di ''Pizini'' nel [[1000]] come piccola [[fortezza]] normanna cinta da mura, nel [[1331]] apparteneva alla contea di [[Potenza (Italia)|Potenza]], venne ceduta a titolo di [[feudo]] alla famiglia [[Sanseverino]] di [[Tricarico]], ai Caracciolo, ai Muscettola e ai Pignatelli di [[Marsico Vetere|Marsico]]. Assunse un importante ruolo nei moti per la [[Repubblica Partenopea]] del [[1799]]
 e, con l'imminente caduta della stessa, si oppose fermamente all'esercito [[sanfedista]] del cardinale [[Fabrizio Ruffo|Ruffo]]; subita una pesante sconfitta, alcuni ribelli picernesi si rifugiarono nella Chiesa Madre ma furono raggiunti e massacrati dagli uomini del brigante Gerardo Curcio, noto come "Sciarpa". Si contarono circa 70 vittime, di cui 19 donne. Dopo la resistenza, Picerno ricevette l'appellativo di "Leonessa della Lucania". Nel [[1857]] fu quasi del tutto distrutta da un terremoto e in seguito il centro abitato si sviluppò fuori dal cinto di mura antiche.

== Monumenti e luoghi di interesse ==
===Architetture Religiose===
* Chiesa Matrice Collegiata di San Nicola Vescovo di Bari:
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{{Comunità montana Melandro}}
{{Provincia di Potenza}}
{{Portale|Basilicata}}

[[Categoria:Picerno| *]]
[[Categoria:Comunità Gallo-Italiche della Basilicata]]