Difference between revisions 58151160 and 60356469 on itwiki{{O|partigiani|novembre 2012}} {{F|partigiani|maggio 2012}} {{W|partigiani|maggC|se è morto nel marzo 1944 come faceva ad essere ancora vivo nell'estate dello stesso anno??|guerra|luglio 20123}} ⏎ ⏎ {{Bio |Nome = Remo |Cognome = Bertoncini |Sesso = M |LuogoNascita = Castelfranco di Sotto |GiornoMeseNascita = |AnnoNascita = 1925 |LuogoMorte = Pisa |GiornoMeseMorte = 25 marzo |AnnoMorte = 1944 |Epoca=1900 |Attività = antifascista |Nazionalità = italiano |PostNazionalità = {{sp}}fucilato dai repubblichini a Pisa |Immagine = }} ==Biografia== NRemo Bertoncini è nato a [[Castelfranco di Sotto]] nel [[1925]] da una famiglia di umili contadini, nell'. Nel periodo adolescenzaiale, Remo frequentò il [[seminario. ]].</br>Nell'estate del [[1944]] si trovava a casa dei suoi, presso Castelfranco, quando arrivò la cartolina con la quale la Repubblica Sociale precettava tutti i giovani per prestare il servizio militare nella parte d'[[Italia]] ancora sotto il controllo dei [[nazismo|nazi]]-[[fascismo|fascisti. ]].⏎ Diversi giovani di Castelfranco che avevano ricevuto la cartolina di precetto decisero allora di darsi appuntamento presso il campo sportivo comunale per decidere cosa fare: c'erano tra loro Velio Baldasserini (Castelfranco di Sotto 1 marzo 1925 - Castelfranco di Sotto, 13 Febbraio 2010) e Asmaro Bilanceri (Castelfranco di Sotto, 1925): fu deciso di disertare la chiamata dei fascisti. Anche Remo decise di non rispondere alla chiamata alle armi. </br>Tuttavia, a differenza degli altri che decisero di nascondersi, Remo rimase nella propria casa. Fu lì che i fascisti locali lo prelevarono e lo portarono prima a [[Santa Croce]] (dove a lui si aggiunse un altro antifascista, il santacrocese Alberto Dani) e poi a [[Pisa. Lì fu]], dove venne interrogato. Nonostante i tentativi della famiglia di dimostrare l'assoluta innocenza del figlio, il tribunale condannò Remo Bertoncini e Alberto Dani alla pena di morte mediante fucilazione per essersi rifiutati di arruolarsi nella RSI. ⏎ ⏎ ⏎ ⏎ Prima di essere fucilato, il 25 marzo del [[1944]], presso i macelli di Pisa, il giovane Remo scrisse una lettera ai familiari, che fu loro consegnata dopo la sua morte. Eccone il testo: "Cara mamma, sento che sono agli estremi della mia vita, perciò ti prego di non abbandonarti se ti dirò che si avvicina per noi l'ora della nostra morte; dico della nostra perché insieme con me vi è un altro amico chiamato Alberto Dani, e in due ci si conforta a vicenda. Cara mamma, dato che nella vita sono stato tanto cattivo con te e con tutti, il Signore nostro Iddio ci ha chiamato. Mamma, non ho molto tempo per dedicare a te perché il plotone di esecuzione ci attende. Cara Rita, cerca di assistere mamma e di non farle mancare niente, cerca infine di essere una donna a posto. Caro Fernando, non pensare a me, dì a Maria Elena e Rina che io vi attendo lassù in cielo. Cari genitori vi saluto e vi bacio per l'ultima volta. Addio, dite a tutti che sono morto contento con la speranza che un giorno mi possiate vendicare. Colui che mi fece la spia è in possesso di una pelle e di una borsa. Si chiama G.I e sta sui fossi a S.Croce sull'Arno, cercate di riprendere la roba; speriamo che Iddio faccia giustizia con tutti, speriamo che qualcuno ci vendichi. Vi bacio e vi stringo per l'ultima volta. Il Vostro Remo". Il testo della lettera è stato riportato su una lapide affissa sotto i loggiati del Palazzo Municipale, che ha sede nella piazza che oggi porta il nome di Remo Bertoncini. {{Portale|biografie}} {{Voci isolate}} All content in the above text box is licensed under the Creative Commons Attribution-ShareAlike license Version 4 and was originally sourced from https://it.wikipedia.org/w/index.php?diff=prev&oldid=60356469.
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