Difference between revisions 59251815 and 59259517 on itwiki{{Avvisounicode}} {{Nota disambigua|altri significati|[[Cavallo (disambigua)]]|Cavallo}} {{C|A causa della rimozione di testo in violazione di copyright, alcune sezioni pure importanti, sono state cancellate. Andrebbe controllato se ciò che è rimasto è coerente o necessita di qualche argomentazione introduttiva, oltre che riscritto le sezioni rimosse.|zoologia|agosto 2012}} {{quote|I miei tesori non luccicano né tintinnano ma brillano nel sole e nitriscono nella notte|Proverbio gitano}} {{Tassobox (contracted; show full) == Etimologia == La parola cavallo deriva dal latino ''căballus'', che indicava però principalmente il [[cavallo da fatica]] o castrato, invece in latino cavallo si dice ĕquus, da cui il nostro equitazione. L'aggettivo ippico invece dal greco 'ίππος ''(híppos)'' che significa appunto cavallo. <ref> Dizionario etimologico online della lingua italiana di Ottorino Pianigiani </ref> == Origini e storia == {{Vedi anche|Evoluzione del cavallo}} [[File:Reitpferde auf einer Weide4.jpg|thumb|Cavalli in gruppo.]] I progenitori del cavallo sono apparsi sulla [[Terra]] circa 55 milioni di anni fa; i biologi evoluzionistici, infatti, hanno una buona conoscenza del [[evoluzione|processo evolutivo]] cominciato all'inizio del [[Cenozoico]] che ha portato alla specie attuale, dato che si sono trovati vari resti: dall<nowiki>'</nowiki>''[[Hyracotherium|Eohippus]]'' e dall<nowiki>'</nowiki>''[[Hyracotherium]]'' del [[Paleocene]] si è passati all<nowiki>'</nowiki>''[[Orohippus]]'' e all<nowiki>'</nowiki>''[[Epihippus]]'' dell'[[Eocene]], cui ha fatto seguito, nell'ordine, il ''[[Mesohippus]]'' e il ''[[Miohippus]]'' dell'[[Oligocene]]. Proprio dal ''Miohippus'', o forse dal ''[[Parahippus]]'' nel [[Miocene]], l'evoluzione ha portato al ''[[Merychippus]]'' e da questi al ''[[Pliohippus]]'', vissuto nel [[Pliocene]], arrivando quindi all<nowiki>'</nowiki>''Equus'' del [[Pleistocene]] e infine all<nowiki>'</nowiki>''Equus Caballus'' del [[Neolitico]].<ref name=bongianni12/> Tutti i cavalli attuali possono essere ricondotti a tre ceppi principalli appartenenti a un'unica specie: gli estinti [[Equus ferus ferus|tarpan]] ed ''Equus robustus'' e il quasi estinto [[Equus ferus przewalskii|cavallo di Przewalski]].<ref name=bongianni13/> Gli studi sui fossili dimostrano che il l<nowiki>'</nowiki>''Heohippus'' aveva un'altezza non superiore a 30 cm al [[garrese]], arti anteriori con quattro dita e posteriori con tre dita;<ref name=bongianni13>{{cita|Bongianni 1997|p. 13|harv=s}}.</ref> il suo [[habitat]] naturale era la [[foresta]] ed aveva una dentatura tipica degli [[onnivori]]. Durante il processo evolutivo, svoltosi principalmente nel continente americano dal quale l<nowiki>'</nowiki>''Equus'' migrò poi verso l'Asia, l'Europa e il Sud America,<ref name=bongianni12/> i suoi discendenti si adattarono progressivamente alla condizione di [[erbivori]] stretti e alla vita nelle praterie; la statura aumentò, gli arti divennero più lunghi, diminuì il numero delle dita e i denti si modificarono progressivamente aumentando in lunghezza e nei caratteri della superficie masticatoria. Il cavallo odierno, ''Equus caballus'', e gli altri appartenenti del genere ''[[Equus]]'' poggiano sull'unico dito rimasto loro: il medio, mentre delle altre dita non rimane che il [[metacarpo]], il [[metatarso]] e le castagnette.<ref name=bongianni13/> Nel corso dei millenni molte ramificazioni si sono anche estinte, come l<nowiki>'</nowiki>''[[Anchitherium]]'' e l<nowiki>'</nowiki>''[[Hypohippus]]'', discendenti del ''Miohippus'', o l<nowiki>'</nowiki>''[[Hipparion]]'' e l<nowiki>'</nowiki>''[[Hippidion]]'', discendenti del Merychippus; anche l<nowiki>'</nowiki>''Hyracotherium'', contemporaneo dall<nowiki>'</nowiki>''Eohippus'' ma vissuto in Europa, si estinse, mentre in America il cavallo si estinse per ragioni sconosciute circa diecimila anni fa, tornandovi solamente con la scoperta del continente da parte di [[Cristoforo Colombo]].<ref>{{cita|Bongianni 1997|pp. 12-13|harv=s}}.</ref> [[File:Georges Seurat 019.jpg|thumb|upright|Rappresentazione di cavalli di [[Georges Seurat]].]] Sopravvissuto in Europa e Asia, la prima evidenza storica dell'[[addomesticamento]] del cavallo si ha in Asia centrale verso il 3.000 a.C. Infatti in Asia centrale e meridionale il cavallo fu addomesticato dagli allevatori di stirpe [[mongoli|mongola]], che diedero vita all'[[Impero mongolo]] proprio grazie alla forza e all'astuzia dell'esercito di guerrieri a cavallo.<ref>[http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/scienze/cavalli-stalla/cavalli-stalla/cavalli-stalla.html Repubblica.it - I primi cavalli addomesticati 5.500 anni fa in Kazakistan]</ref> Secondo altri studiosi, l'addomesticamento risale a 6.000 anni fa nell'[[Età del rame]] presso la [[cultura di Srednij Stog]] fiorente in [[Ucraina]].<ref>"La domesticazione del cavallo da sella", di David Anthony, Dimitri Y.Telegin e Dorcas Brown, pubbl. su "Le Scienze (Scientific American)", num.282, febbr. 1992, pp. 48-55.</ref> Oggi il cavallo è usato anche in ambito [[circo|circense]], nel mondo legato allo spettacolo nato in Spagna, patria dell'Alta Scuola, dove il cavallo è utilizzato in un contesto cruento in una delle fasi della [[corrida]]. Altre nazioni come la Francia con il [[Cadre Noir]] di [[Saumur]] e l'Austria con la [[Scuola di equitazione spagnola]] hanno una grande tradizione di "Alta Scuola". Un uso molto recente del cavallo, basato sia sulla fortissima carica emotiva connessa al rapporto uomo-cavallo che a peculiari aspetti psicomotori connessi all'equitazione, è la cosiddetta [[ippoterapia]] o "riabilitazione equestre", consistente nell'uso del cavallo come strumento di riabilitazione per le persone diversamente abili. == Le razze == {{s sezione|zoologia}} {{Vedi anche|Lista di razze equine}} La maggior parte delle [[razza|razze]] equine sono state create dall'uomo per fissare i caratteri più desiderati. La [[selezione artificiale]] prevede quindi l'[[Incrocio (biologia)|incrocio]] tra razze diverse e l'unione fra meticci, cioè esemplari nati da un incrocio. Nello scegliere i riproduttori ci si può basare su una selezione [[Morfologia (biologia)|morfologica]] o funzionale (è il caso delle razze da corsa).<ref name=bongianni13/> Esistono cinque razze di tipo purosangue: l'[[Arabo (cavallo)|Arabo]], il [[Purosangue inglese]], l'[[Anglo-Arabo Francese]], il [[Berbero (cavallo)|Berbero]] e l'[[Akhal-Tekè]]. Una delle razze più conosciute è il cavallo arabo. Da oltre duemila anni gli arabi, sia per credenze religiose che per necessità pratiche di sopravvivenza, selezionano quasi con fanatismo questa razza. Esso è ricercato per le sue forme perfette ed armoniche, per la sua grande intelligenza e per la sua notevole resistenza, anche se di piccola taglia. Questo animale si è inoltre distinto per essere un ottimo miglioratore di tutte le altre razze contribuendo alla formazione di nuove linee. Infatti non a caso è il progenitore di un altrettanto famoso e diffuso cavallo: il [[Purosangue inglese]]. Nella sua genealogia ci sono appunto tre stalloni orientali: Byerley Turk, Darley Arabian e Godolphin Barb, con essi inizia la vera e propria storia del Purosangue. Altra razza molto importante è l'[[Andaluso]], chiamato anche cavallo spagnolo, da non confondere con il "Pura Raza Española". Direttamente derivato dall'arabo e dal berbero, è stato un grande colonizzatore giacché fu portato in ogni parte del mondo dai [[conquistadores]] spagnoli, ed in particolar modo nelle Americhe, dove ha come discendenti il [[Criollo (cavallo)|criollo]], il Paso Peruviano, i [[Mustang (cavallo)|mustang]] e via via dopo incroci vari il [[Quarter Horse]], l'[[Appaloosa]], il [[Paint horse]], usati soprattutto nella monta americana.⏎ ⏎ == Biologia == === Aspettative di vita === A seconda della [[Lista di razze equine|razza]], della cura con cui è stato mantenuto e dal modo in cui si è sviluppato, il cavallo domestico ha una vita media variabile dai 25 ai 30 anni;<ref name=Ensminger46>{{cita|Ensminger 1990|pp. 46-50|harv=s}}.</ref> più raramente supera i 40 anni di vita. Il record è detenuto da [[Old Billy]], un cavallo del XIX secolo morto all'età di 62 anni.<ref name=Ensminger46/> (contracted; show full) La longevità arriva e supera abbastanza facilmente i 40 anni<ref>[http://www.petplace.com/horses/the-horse-s-life-span/page2.aspx Pet place.com - Horse life span]</ref> anche se la vita media dei cavalli in Italia si aggira tra i 25 e i 30 anni sia perché logori dal carico di lavoro impostogli, sia per la progressione della razza che rende controproducente tenere a lungo animali da reddito. == Ferratura e finimenti == {{Vedi anche|Pareggio e ferratura|Finimenti}} Il pareggio e la ferratura sono le due pratiche di gestione tradizionale dello zoccolo del cavallo, svolte dal maniscalco ad intervalli regolari per riprodurre artificialmente, nel cavallo domestico, il naturale consumo e indurimento delle strutture dello zoccolo, che nel cavallo selvaggio o nel cavallo in libertà è assicurato dal contatto diretto e continuo fra zoccolo e suolo senza che si verifichi una eccessiva usura o eccessiva crescita. Per cenni sull'anatomia, la nomenclatura e il meccanismo dello zoccolo vedi la relativa voce. Nel corso del rapporto millenario fra uomo e cavallo, si è assistito ad una contemporanea evoluzione della bardatura del cavallo. L'ideazione dell'imboccatura, favorita dalla particolare anatomia della dentatura del cavallo, sembra essere contemporanea alla domesticazione. Molto posteriore l'invenzione della sella, ulteriormente migliorata dalla scoperta della staffa; altrettanto importante, per l'uso del cavallo da traino, l'invenzione del collare rigido. Ancora posteriore l'uso della ferratura, attribuita a popolazioni nordeuropee in epoca medioevaleTassonomia ed evoluzione == {{Vedi anche|Evoluzione del cavallo}} [[File:Equine evolution.jpg|thumb|Evoluzione del cavallo con evidenziato lo sviluppo di scheletro, teschio e arti.]] I progenitori del cavallo sono apparsi sulla [[Terra]] tra 45 e 55 milioni di anni fa; i biologi evoluzionistici, infatti, hanno una buona conoscenza del [[evoluzione|processo evolutivo]] cominciato all'inizio del [[Cenozoico]] che ha portato alla specie attuale, dato che si sono trovati vari resti: dall<nowiki>'</nowiki>''[[Hyracotherium|Eohippus]]'' e dall<nowiki>'</nowiki>''[[Hyracotherium]]'' del [[Paleocene]] si è passati all<nowiki>'</nowiki>''[[Orohippus]]'' e all<nowiki>'</nowiki>''[[Epihippus]]'' dell'[[Eocene]], cui ha fatto seguito, nell'ordine, il ''[[Mesohippus]]'' e il ''[[Miohippus]]'' dell'[[Oligocene]]. Proprio dal ''Miohippus'', o forse dal ''[[Parahippus]]'' nel [[Miocene]], l'evoluzione ha portato al ''[[Merychippus]]'' e da questi al ''[[Pliohippus]]'', vissuto nel [[Pliocene]], arrivando quindi all<nowiki>'</nowiki>''Equus'' del [[Pleistocene]] e infine all<nowiki>'</nowiki>''Equus caballus'' del [[Neolitico]].<ref name=bongianni12/> Tutti i cavalli attuali possono essere ricondotti a tre ceppi principalli appartenenti a un'unica specie: gli estinti [[Equus ferus ferus|tarpan]] ed ''Equus robustus'' e il quasi estinto [[Equus ferus przewalskii|cavallo di Przewalski]].<ref name=bongianni13/> Gli studi sui fossili dimostrano che il l<nowiki>'</nowiki>''Heohippus'' aveva un'altezza non superiore a 30 cm al [[garrese]], arti anteriori con quattro dita e posteriori con tre dita;<ref name=bongianni13>{{cita|Bongianni 1997|p. 13|harv=s}}.</ref> il suo [[habitat]] naturale era la [[foresta]] ed aveva una dentatura tipica degli [[onnivori]]. Durante il processo evolutivo, svoltosi principalmente nel continente americano dal quale l<nowiki>'</nowiki>''Equus'' migrò poi verso l'Asia, l'Europa e il Sud America,<ref name=bongianni12/> i suoi discendenti si adattarono progressivamente alla condizione di [[erbivori]] stretti e alla vita nelle praterie; la statura aumentò, gli arti divennero più lunghi, diminuì il numero delle dita e i denti si modificarono progressivamente aumentando in lunghezza e nei caratteri della superficie masticatoria. Il cavallo odierno, ''Equus caballus'', e gli altri appartenenti del genere ''[[Equus]]'' poggiano sull'unico dito rimasto loro: il medio, mentre delle altre dita non rimane che il [[metacarpo]], il [[metatarso]] e le castagnette.<ref name=bongianni13/> Nel corso dei millenni molte ramificazioni si sono anche estinte, come l<nowiki>'</nowiki>''[[Anchitherium]]'' e l<nowiki>'</nowiki>''[[Hypohippus]]'', discendenti del ''Miohippus'', o l<nowiki>'</nowiki>''[[Hipparion]]'' e l<nowiki>'</nowiki>''[[Hippidion]]'', discendenti del Merychippus; anche l<nowiki>'</nowiki>''Hyracotherium'', contemporaneo dall<nowiki>'</nowiki>''Eohippus'' ma vissuto in Europa, si estinse, mentre in America il cavallo si estinse per ragioni sconosciute circa diecimila anni fa, tornandovi solamente con la scoperta del continente da parte di [[Cristoforo Colombo]].<ref>{{cita|Bongianni 1997|pp. 12-13|harv=s}}.</ref> === Specie selvagge sopravvissute ai giorni nostri === [[File:France Lozère Causse Méjean Chevaux de Przewalski 20.jpg|thumb|Un piccolo gruppo di cavalli di Przewalski, l'unica subspecie di cavallo rimasta completamente selvaggia.]] Un [[cavallo selvaggio]] è una specie o sottospecie che non ha progenitori addomesticati. La maggior parte dei cavalli noti oggi come "selvaggi", infatti, sono in realtà [[cavalli inselvatichiti]], fuggiti o lasciati liberi dall'uomo.<ref name=Olsen46>Olsen "Horse Hunters of the Ice Age" ''Horses Through Time'' p. 46.</ref> La storia scritta ricorda solo due subspecie di cavalli mai addomesticati, il [[Equus ferus ferus|tarpan]] e il [[Equus ferus przewalskii|cavallo di Przewalski]], ma solo il secondo non si è estinto. Il cavallo di Przewalski (''Equus ferus przewalskii''), così chiamato in onore dell'esploratore russo [[Nikolaj Michajlovič Prževal'skij]], conosciuto anche come "Mongolian Wild Horse", vive in [[Mongolia]] in pericolo di estinzione, portato in questo stato presumibilmente tra il 1969 e il 1992, anno in cui alcuni esemplari provenienti da numerosi zoo vennero reintrodotti nell'ambiente selvaggio.<ref>{{cite web |url= http://www.zsl.org/about-us/media/press-releases/null,1790,PR.html|titolo= An extraordinary return from the brink of extinction for worlds last wild horse|data=19 dicembre 2005|accesso=5 giugno 2013|opera=zsl.org|editore= Zoological Society of London|lingua=en}}</ref><ref>{{cita web |url= http://www.treemail.nl/takh/|titolo= Home|accesso=5 giugno 2013 |publisher= The Foundation for the Preservation and Protection of the Przewalski Horse|lingua=en}}</ref><ref name=Dohner298>Dohner "Equines: Natural History" ''Encyclopedia of Historic Livestock and Poultry Breeds'' pp. 298–299.</ref> Il tarpan, o "European Wild Horse" (''Equus ferus ferus'') era diffuso in Asia ed Europa, ma si estinse nel 1909 con la morte dell'ultimo esemplare in uno zoo russo,<ref name=Dohner300>Dohner "Equines: Natural History" ''Encyclopedia of Historic Livestock and Poultry Breeds'' p. 300.</ref> e con esso andò perduta anche la linea genetica. I tentativi di ricreare il tarpan hanno portato a cavalli simili, tutti però discendenti da cavalli addomesticati.<ref name=Dohner300/><ref name=OSU>{{cita web|url=http://www.ansi.okstate.edu/breeds/horses/tarpan/|titolo=Tarpan|editore=Oklahoma State University|accesso=5 giugno 2013|urlarchivio=http://web.archive.org/web/20090116022102/http://www.ansi.okstate.edu/breeds/horses/TARPAN/|dataarchivio=16 gennaio 2009|lingua=en}}</ref><ref>{{cita web|url=http://news.google.com/newspapers?nid=894&dat=20020621&id=YiALAAAAIBAJ&sjid=yFIDAAAAIBAJ&pg=6481,3069519|editore=The Daily Courier|data=21 giugno 2002|accesso=5giugno 2013|titolo=Ponies from the past?: Oregon couple revives prehistoric Tarpan horses|lingua=en}}</ref> Periodicamente vengono proposte ipotesi di [[Specie relitta|specie relitte]] di cavalli selvaggi, che tuttavia all'atto pratico risultano essere inselvatichiti o domestici. È il caso ad esempio del [[cavallo di Riwoche]] del [[Tibet]],<ref name=Dohner298/> il cui [[codice genetico]] non è però diverso da quello di un cavallo domestico,<ref name=Tibet>Peissel ''Tibet'' p. 36.</ref> o della [[sorraia]] portoghese, indicata come diretta discendente del tarpan<ref name=Royo>{{cita web| url=http://jhered.oxfordjournals.org/cgi/content/full/96/6/663#TBL2 |titolo=The Origins of Iberian Horses Assessed via Mitochondrial DNA |editore=Journal of Heredity|autore=L.J. Royo, I. Álvarez, A. Beja-Pereira, A. Molina, I. Fernández, J. Jordana, E. Gómez, J. P. Gutiérrez, e F. Goyache|anno=2005 |accesso=5 maggio 2013|lingua=en}}</ref><ref name=Edwards>Edwards ''The Encyclopedia of the Horse'' pp. 104–105.</ref> ma in realtà, come dimostrano gli studi eseguiti sul [[DNA]], più vicina ad altre specie, considerando anche che l'aspetto esteriore non può essere considerato una prova solida.<ref name=Royo/><ref name=Lira/> == Addomesticamento == [[File:Georges Seurat 019.jpg|thumb|upright|Rappresentazione di cavalli di [[Georges Seurat]].]] Sopravvissuto in Europa e Asia, la prima evidenza storica dell'[[addomesticamento]] del cavallo si ha in Asia centrale verso il 3.000 a.C. Infatti in Asia centrale e meridionale il cavallo fu addomesticato dagli allevatori di stirpe [[mongoli|mongola]], che diedero vita all'[[Impero mongolo]] proprio grazie alla forza e all'astuzia dell'esercito di guerrieri a cavallo.<ref>[http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/scienze/cavalli-stalla/cavalli-stalla/cavalli-stalla.html Repubblica.it - I primi cavalli addomesticati 5.500 anni fa in Kazakistan]</ref> Secondo altri studiosi, l'addomesticamento risale a 6.000 anni fa nell'[[Età del rame]] presso la [[cultura di Srednij Stog]] fiorente in [[Ucraina]].<ref>"La domesticazione del cavallo da sella", di David Anthony, Dimitri Y.Telegin e Dorcas Brown, pubbl. su "Le Scienze (Scientific American)", num.282, febbr. 1992, pp. 48-55.</ref> Oggi il cavallo è usato anche in ambito [[circo|circense]], nel mondo legato allo spettacolo nato in Spagna, patria dell'Alta Scuola, dove il cavallo è utilizzato in un contesto cruento in una delle fasi della [[corrida]]. Altre nazioni come la Francia con il [[Cadre Noir]] di [[Saumur]] e l'Austria con la [[Scuola di equitazione spagnola]] hanno una grande tradizione di "Alta Scuola". Un uso molto recente del cavallo, basato sia sulla fortissima carica emotiva connessa al rapporto uomo-cavallo che a peculiari aspetti psicomotori connessi all'equitazione, è la cosiddetta [[ippoterapia]] o "riabilitazione equestre", consistente nell'uso del cavallo come strumento di riabilitazione per le persone diversamente abili. === Ferratura e finimenti === {{Vedi anche|Pareggio e ferratura|Finimenti}} Il pareggio e la ferratura sono le due pratiche di gestione tradizionale dello zoccolo del cavallo, svolte dal maniscalco ad intervalli regolari per riprodurre artificialmente, nel cavallo domestico, il naturale consumo e indurimento delle strutture dello zoccolo, che nel cavallo selvaggio o nel cavallo in libertà è assicurato dal contatto diretto e continuo fra zoccolo e suolo senza che si verifichi una eccessiva usura o eccessiva crescita. Per cenni sull'anatomia, la nomenclatura e il meccanismo dello zoccolo vedi la relativa voce. Nel corso del rapporto millenario fra uomo e cavallo, si è assistito ad una contemporanea evoluzione della bardatura del cavallo. L'ideazione dell'imboccatura, favorita dalla particolare anatomia della dentatura del cavallo, sembra essere contemporanea alla domesticazione. Molto posteriore l'invenzione della sella, ulteriormente migliorata dalla scoperta della staffa; altrettanto importante, per l'uso del cavallo da traino, l'invenzione del collare rigido. Ancora posteriore l'uso della ferratura, attribuita a popolazioni nordeuropee in epoca medioevale. == Le razze == {{s sezione|zoologia}} {{Vedi anche|Lista di razze equine}} La maggior parte delle [[razza|razze]] equine sono state create dall'uomo per fissare i caratteri più desiderati. La [[selezione artificiale]] prevede quindi l'[[Incrocio (biologia)|incrocio]] tra razze diverse e l'unione fra meticci, cioè esemplari nati da un incrocio. Nello scegliere i riproduttori ci si può basare su una selezione [[Morfologia (biologia)|morfologica]] o funzionale (è il caso delle razze da corsa).<ref name=bongianni13/> Esistono cinque razze di tipo purosangue: l'[[Arabo (cavallo)|Arabo]], il [[Purosangue inglese]], l'[[Anglo-Arabo Francese]], il [[Berbero (cavallo)|Berbero]] e l'[[Akhal-Tekè]]. Una delle razze più conosciute è il cavallo arabo. Da oltre duemila anni gli arabi, sia per credenze religiose che per necessità pratiche di sopravvivenza, selezionano quasi con fanatismo questa razza. Esso è ricercato per le sue forme perfette ed armoniche, per la sua grande intelligenza e per la sua notevole resistenza, anche se di piccola taglia. Questo animale si è inoltre distinto per essere un ottimo miglioratore di tutte le altre razze contribuendo alla formazione di nuove linee. Infatti non a caso è il progenitore di un altrettanto famoso e diffuso cavallo: il [[Purosangue inglese]]. Nella sua genealogia ci sono appunto tre stalloni orientali: Byerley Turk, Darley Arabian e Godolphin Barb, con essi inizia la vera e propria storia del Purosangue. Altra razza molto importante è l'[[Andaluso]], chiamato anche cavallo spagnolo, da non confondere con il "Pura Raza Española". Direttamente derivato dall'arabo e dal berbero, è stato un grande colonizzatore giacché fu portato in ogni parte del mondo dai [[conquistadores]] spagnoli, ed in particolar modo nelle Americhe, dove ha come discendenti il [[Criollo (cavallo)|criollo]], il Paso Peruviano, i [[Mustang (cavallo)|mustang]] e via via dopo incroci vari il [[Quarter Horse]], l'[[Appaloosa]], il [[Paint horse]], usati soprattutto nella monta americana. == Punteggio alla condizione fisica == La conformazione esterna del cavallo è un elemento di valutazione e di classificazione per l'uso specifico di lavoro o attività sportiva. Le forme del cavallo sono valutate in base alle varie regioni esterne e devono essere proporzionate in base alla morfologia della razza presa in esame.<ref>{{cita libro | cognome=F.I.S.E. Federazione Italiana Sport Equestri | nome= | anno=2005 | titolo=Manuale di equitazione | editore= | id= | pagine=pp. 8 - 9 - 10 }}(contracted; show full) [[Categoria:Cavallo| ]] [[Categoria:Specie di interesse veterinario]] [[Categoria:Taxa classificati da Linneo]] {{Link VdQ|en}} {{Link AdQ|hr}} All content in the above text box is licensed under the Creative Commons Attribution-ShareAlike license Version 4 and was originally sourced from https://it.wikipedia.org/w/index.php?diff=prev&oldid=59259517.
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