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{{Divisione amministrativa
|Nome=Tresivio
|Panorama=Tresivio.JPG
|Didascalia=Scorcio del centro abitato
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Nel Medioevo il territorio di Tresivio era genericamente denominato Tresivio Piano, corrispondente all’attuale territorio del comune di Piateda, e Tresivio Monte, di cui facevano parte, oltre a Tresivio e Acqua, anche Paiosa e Boffetto. Il 
[[30 agosto]] [[1427]] avvenne la scissione fra il comune di Tresivio Piano e Tresivio Monte. Il [[5 novembre]] [[1473]] la parte montana del comune di Tresivio veniva a formare un nuovo organismo indipendente chiamato “Monte dell’Acqua” o, più semplicemente, “Acqua”.
Nel [[XVI secolo]] la Comunità di Acqua presentava un numero di famiglie superiore a quello del borgo. Seguirono alterne vicende di contrasti fra le due comunità, differenziate in riunioni e separazioni: riunione nel [[1600]], separazione nel [[1603]], riunione definitiva nel [[1867]]. Durante tutto questo periodo Tresivio si dotò di statuti autonomi che regolavano la vita comunitaria dal punto di vista amministrativo, giudiziario ed economico. La copia conservata degli Statuti di Tresivio risale al [[1678]], ma esistono riferimenti documentati ad altri statuti risalenti al [[XIII secolo]]. Dal [[1613]] anche la comunità di Monte dell’Acqua si dotò di un proprio statuto che ne sanciva l’autonomia da Tresivio attraverso l’elezione di un proprio decano e di propri consiglieri.
Con l’inizio della dominazione del Canton Grigioni (nel [[1512]]), Tresivio perse il suo importante ruolo di capoluogo a favore di Sondrio, posto in un luogo più comodo per i trasporti, le comunicazioni, il passaggio di merci, l’ingrandimento dell’economia valtellinese e, non in ultimo, l’espansione fisica della città. Tresivio rimase però, fino verso il [[1540]], la sede del Vicario di Valle, che aveva le funzioni di giudice. Nel [[1600]] il paese si trovò coinvolto in prima persona nei difficili anni delle guerre di Valtellina incominciate con la rivolta contro i Grigioni, nel [[19 luglio]] del [[1620]]. Le guerre furono accompagnate da carestie ed epidemie tra cui la temibile peste del [[1630]].
Per voto le comunità valtellinesi scelsero Tresivio per l’erezione di un santuario alla Vergine Maria: il [[30 novembre]] [[1646]] veniva posta la prima pietra di quella che adesso è la Santa Casa, in seguito divenuta il simbolo della comunità nonché alla devozione dell’intera Valtellina alla Vergine Maria.
La Santa Casa richiama quindi lo spiccato ruolo che Tresivio ebbe nella vita religiosa e civile del passato e, nonostante il declino manifestato durante la dominazione dei Grigioni, il paese, grazie al suo famoso Santuario, poté conservare un ruolo di rilievo nella storia valtellinese moderna.

===Toponimo===
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*Chiesa di S. Abbondio, contrada di S. Abbondio
*Chiesa di S. Antonio, contrada di S. Antonio
*Chiesa di S. Stefano, Località S. Stefano

====Santuario della Santa Casa====
Molti pellegrini cattolici giungono a Tresivio per visitare il Santuario della Santa Casa Lauretana. Il Santuario è una tra le chiese più ampie della Valtellina ed è dedicato alla [[natività di Maria]] che ricorre l'
[[8 settembre]].
Il Santuario della Santa Casa si trova nella zona centro di Tresivio; si staglia sulle pendici della montagna, quasi a simboleggiare quella casa sulla roccia, quella lucerna di evangelica memoria, ma nonostante la sua grandiosità ed imponenza, l’affascinante chiesa non è molto fuori dalla valle.
I documenti testimoniano che in tale luogo già esisteva la chiesa di Santa Maria di Tronchedo. Le prime notizie risalgono al [[1016]], mentre nel [[1094]] la chiesa è già indicata come “baxilica”. Dal [[1106]] la chiesetta risulta essere dipendente dal Monastero di Sant’Abbondio di [[Como]]. Presumibilmente nella prima metà del [[XII secolo]], presso questa chiesa si venne costituendo una piccola comunità [[monastica]] [[benedettina]] ospitata nella “domus” di proprietà della chiesa. Alla metà del Duecento venne meno la presenza diretta dei [[monaci]] benedettini, ma continuò ad esistere la chiesa di Santa Maria, dove nel [[1440]] il nobile Giovanni Beccaria fondò un beneficio con riserva del diritto di patronato. La devozione mariana, sempre viva fra gli abitanti di Tresivio è testimoniata anche dalla presenza di una antica confraternita denominata “schola Sanctae Mariae”, porterà alcuni secoli più tardi a costruire intorno e sopra la chiesa di Santa Maria di Tronchedo il santuario della Santa Casa. Nel [[1600]] il paese di Tresivio si trovò coinvolto nei difficili anni delle guerre di Valtellina iniziate con la rivolta contro i [[Grigioni]] del [[19 luglio]] [[1620]]. Le guerre furono accompagnate da carestie ed epidemie tra cui la terribile [[peste del 1630]]; ciò portò fra i compaesani una devozione alla Santa Maria Vergine ancora più profonda e sentita. Per voto, le comunità valtellinesi scelsero Tresivio per l’erezione ad un Santuario alla Madre di [[Gesù]], per via della posizione centrale del paese nella valle e i luoghi favorevoli alla costruzione di un edificio imponente osservabile in più punti possibili. Nel [[30 novembre]] [[1646]] veniva posta la prima pietra della Santa Casa. Nel corso dei secoli è divenuta il simbolo della comunità nonché della devozione valtellinese alla Vergine.
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== Collegamenti esterni ==
*{{Dmoz|World/Italiano/Regionale/Europa/Italia/Lombardia/Provincia_di_Sondrio/Località/Tresivio}}

{{Provincia di Sondrio}}
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[[Categoria:Tresivio]]