Difference between revisions 60656815 and 60656842 on itwiki

{{quote|No all'architettura della repressione, classicista barocca dialettale. Si all'architettura della libertà, rischiosa antidolatrica creativa.|Bruno Zevi, ''Zevi su Zevi: architettura come profezia'', [[1993]]}}

{{Bio
|Nome = Bruno
|Cognome = Zevi
|Sesso = M
|LuogoNascita = Roma
|GiornoMeseNascita = 22 gennaio
(contracted; show full) presidente emerito del [[International Committee of Architectural Critics|Comitato Internazionale dei Critici di Architettura]] (CICA). Dopo le decise [[Il Sessantotto|contestazioni del '68]], dichiara la sua delusione per una mancata riforma e il permanere di un grave stato di degrado culturale nell'Università; nel 1979 lascia gli incarichi accademici. Muore a Roma nel 2000.

==Architettura e Spazio==

In ''Saper Vedere L'Architettura'' (1948), Zevi ha sostenuto che la 
teoria che la nozione di spazio e'è essenziale per la definizione e l'apprezzamento dell'architettura.<ref>Andrea Sauchelli, 'On Architecture as a Spatial Art', Nordic Journal of Aesthetics, 43 (2012) per una discussione di questa idea.</ref>

==Impegno politico==
{{Membro delle istituzioni italiane
|nome = Bruno Zevi
|istituzione=Camera
|immagine = 
|dimensione = 200px
(contracted; show full)[[Categoria:Persone colpite dalle leggi razziali fasciste]]
[[Categoria:Ebrei italiani]]
[[Categoria:Antifascisti italiani]]
[[Categoria:Politici del Partito d'Azione]]
[[Categoria:Critici d'arte italiani]]
[[Categoria:Direttori di periodici]]
[[Categoria:Architettura organica]]
[[Categoria:Personalità legate alla Sapienza - Università di Roma]]