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{{Nota disambigua}}

{{cancellazione|arg=geografia|arg2=Sardegna}}

{{Popolo
|nome = Sardi
|immagine = 
|regione = [[File:Flag of Sardinia.svg|20px]] [[Sardegna]]
|popolazione = 
|lingua = [[Lingua italiana|Italiano]], [[Lingua sarda|Sardo]], [[Lingua sassarese|Sassarese]], [[Lingua gallurese|Gallurese]], [[Dialetto algherese|Algherese]], [[dialetto tabarchino|Tabarchino]]
|religione = [[Cattolicesimo]] e varie minoranze
|correlati =
|distribuzione1 = {{IT-SAR}}
|popolazione1 = 1 637 558 (2010)<ref>[http://www.comuni-italiani.it/20/statistiche/stranieri.html Comuni italiani] - dato ottenuto sottraendo la popolazione totale con il numero degli stranieri</ref>
|distribuzione2 = 
|popolazione2 = 
|distribuzione3 = Estero
|popolazione3 = 93&nbsp;500 (2008)<ref name="MEI"/>
}}

I '''Sardi''' sono un popolo abitante sin dai tempi più remoti l'[[Sardegna|isola della Sardegna]]. Nell'antichità in loro veniva identificata la popolazione mediterranea alla quale si attribuita la [[Civiltà nuragica]].<ref>Treccani,[http://www.treccani.it/enciclopedia/sardi_(Dizionario-di-Storia)/ Dizionario di storia]</ref>

Attualmente cittadini [[Cittadinanza italiana|italiani]] ed [[Cittadinanza dell'Unione europea|europei]], sulla base di [[Storia della Sardegna|particolari situazioni storiche, geografiche, etniche e linguistiche fortemente caratterizzate]] <ref>Consiglio Regionale della Sardegna, ''Trent'anni di Autonomia per la Sardegna'', Comitato per il XXX dell'Autonomia, Gallizzi, Sassari, 1976, pag 66.</ref>, lo [[Stato italiano]] riconosce loro forme e condizioni particolari di autonomia e di autogoverno secondo lo [[Statuto speciale]] concesso dall'[[Assemblea costituente]] il 31 gennaio 1948 e promulgato con [[legge costituzionale]] n 3 il 26 febbraio dello stesso anno.

Per lo studioso [[Giovanni Lilliu]], durante la loro storia millenaria i Sardi condussero una dura lotta contro le potenze coloniali che di volta in volta si sono affacciate sulle coste dell'Isola riuscendo a conservarsi sempre se stessi. Nella confusione etnica e culturale che li ha inondati per millenni - dice lo studioso -  sono riemersi, costantemente, nella fedeltà alle origini. <ref>Giovanni Lilliu. ''La Costante resistenziale sarda'' pag 225 </ref>

==Origine del gentilizio==
{{vedi anche|Sardus Pater}}
Il nome proviene dalla figura mitica di Sardus, venerato come il dio [[eponimo]] dai Sardi nuragici presso il [[tempio di Antas]], il ''Sardopatòros ieròn'' (in [[greco antico]] Σαρδοπατώρος Ιερόν ossia il tempio del [[Sardus Pater]], ''Sàrdos'', Σάρδος Πατήρ), ricordato dal geografo [[Tolomeo]] e situato nella Sardegna meridionale ([[Sulcis]]).<ref>Paola Ruggeri, ''La Grande Enciclopedia della Sardegna'', Volume 8, pag 383</ref>

== Origine e formazione del popolo sardo ==
{{vedi anche|Storia della Sardegna|Flussi migratori in Sardegna}}

Per lo studioso [[Giacomo Devoto]], in base al nome, etnico e anche locale (Σαρδώ, la Sardegna), le connessioni dei Sardi sembrerebbero principalmente orientali;<ref>Giacomo Devoto, ''Enciclopedia Treccani'', Sardi, :«In base al nome, etnico e anche locale (Σαρδώ, la Sardegna), le connessioni dei Sardi sembrerebbero principalmente orientali: Sardi, la capitale della Lidia, Sardessos, nella Cilicia troiana, Sardene, monte della Misia, in Asia Minore. Fondamentale è la forma Šardana che in compagnia di Akaiwaša si trova in fonti egiziane del tempo di Meneptaḥ (1234-1200 a. C.). Tuttavia queste connessioni, e in particolare l'ultima, sono suscettibili di doppia interpretazione, nel senso che si tratti d'un popolo originario dell'Oriente migrato in Sardegna e, prima di essere giunto in Sardegna, associato a imprese navali insieme con gli Achei; oppure che una popolazione omogenea antichissima popolasse il Mediterraneo dalla Sardegna verso Oriente.»</ref>, ma insieme alle connessioni orientali, secondo lo studioso, non mancano quelle occidentali, <ref>Giacomo Devoto, ''Enciclopedia Treccani'', Sardi, :«.....Timeo nello scolio a Dionigi (Perioch., 458), dice che prima dei Cartaginesi e degli Eraclidi, gli Iberi avevano abitato l'isola. Lo Schulten ha raccolto molti nomi locali comuni alla Sardegna e alla Libia, infine B. Terracini nelle sue Osservazioni intorno agli strati più antichi della toponomastica sarda (Cagliari 1927) ha mostrato la coesistenza di un tipo ibero-libico a SO. e un gruppo "tirrenico" a N.E»</ref> infatti altre fonti indicano i Sardi provenienti dalla [[penisola iberica]] <ref>Le radici linguistiche della Sardegna neolitica, Berlin/New York (2010)</ref> e dalla [[penisola italiana]],<ref>[http://www.archeoserver.it/space/UniMi/Comunicazione%20e%20didattica/Dispense%20e%20tavole%20scaricabili/neolitico_4.pdf Il neolitico nell'Italia centrale pg.139-140]</ref> insediatesi nell'isola attraverso il ponte naturale offerto dalla [[Corsica]],<ref>Giovanni Ugas - L'alba dei Nuraghi (2006) - pg.13</ref> a partire dal periodo [[paleolitico]]<ref>[http://www.sardegnacultura.it/j/v/253?s=21018&v=2&c=2460&c1=2805&visb=&t=1 Sardegna Cultura - Oliena , grotta Corbeddu]</ref> e [[neolitico]] antico.<ref>[http://www.antiqui.it/doc/preistoria/neolitico-sardegna.htm il Neolitico in Sardegna]</ref> 

Durante il Neolitico recente gruppi umani giunsero anche dalle lontane [[isole egee]] (Creta e Cicladi) mentre il [[calcolitico]] è segnato dall'arrivo sull'isola di popolazioni presumibilmente [[Indoeuropei|indoeuropee]], provenienti dall'Europa centro-occidentale.<ref>Giovanni Ugas - L'alba dei Nuraghi (2006) - pg.22-23-24-25-29-30-31-32</ref>

Queste popolazioni - vecchie e nuove - si amalgamarono fra di loro tra il IV ed il III millennio a.C. dando origine alla [[Cultura di Ozieri]], considerata la prima grande cultura sarda estesa a tutta l'Isola, e poi sempre in maniera unitaria, a partire dalla fine del II millennio a.C., diedero origine alla [[Civiltà nuragica]] che disseminò il territorio isolano  di nuraghi, caratterizzandolo profondamente. I nuraghi diventeranno un simbolo distintivo della Sardegna. A partire dal VIII secolo a. C., i mercanti fenici felicemente integrati nei villaggi nuragici costieri sulle coste meridionali ed occidentali dell'Isola, diedero un forte impulso ai commerci marittimi con conseguente trasformazione dei centri costieri in città. 

Due secoli di presenza cartaginese, principalmente nei centri minerari dell'Inglesiente e nei Campidani, fu costantemente ostacolata dai Nuragici. Nacque infine una confederazione tra Sardi e Punici che insieme combatterono l'avanzata della potenza romana. 

I Romani ottennero la Sardegna nel 238 a.C. al termine della Prima Guerra Punica e dominarono fino alla caduta dell'Impero. Con il tempo i centri si romanizzarono e Karalis divenne la capitale della nuova provincia. Dotarono l'Isola di una rete stradale e svilupparono la coltivazione dei cereali: la Sardegna entrò a far parte delle province granaio, insieme alla Sicilia e all'Egitto.

Dopo la parentesi bizantina, a partire dall'VIII secolo, i Sardi riacquistarono l'autogoverno e sull'impianto organizzativo bizantino si dettero un loro assetto politico dividendo il territorio in quattro Giudicati indipendenti sia dall'esterno che tra loro. Parte dello sfruttamento delle terre, come anche l'agricoltura, veniva gestito in modo collettivo, un'organizzazione assai moderna per l'epoca. Nel 1395 la giudicessa-reggente Eleonora d'Arborea emanò la Carta de Logu, simbolo e sintesi di una concezione essenzialmente sarda del diritto, con apporti romano-bizantini e particolarmente innovativa in quei tempi in Europa. Questo insieme di leggi rimase in vigore sull'Isola fino al 1827.

Altro momento importante nella storia dei Sardi fu la nascita del [[Regno di Sardegna]], istituito nel [[1297]] da [[papa Bonifacio VIII]] e dato agli Aragonesi per risolvere la crisi politica e diplomatica, sorta tra la [[Corona d'Aragona]] e il ducato d'[[Angiò]] a seguito della [[Guerra del Vespro]]. Fu conquistato territorialmente a partire dal [[1324]], ma la conquista fu a lungo contrastata dalla sanguinosa resistenza del [[regno di Arborea]], l'ultimo dei giudicati autoctoni, e poté considerarsi conclusa solo nel [[1448]]. Fece parte della Corona di Aragona fino al [[1713]], e dopo una breve parentesi austriaca, il regno passò a [[Vittorio Amedeo II di Savoia|Vittorio Amedeo II]], già [[Ducato di Savoia|duca di Savoia]] che divenne re coronando i sogni della sua casata. Nel [[1847]], con la cosiddetta [[Fusione perfetta del 1847|fusione perfetta]], tutti i possedimenti della [[Casa Savoia|Casa Reale sabauda]] confluirono nel Regno di Sardegna; scomparve così l'antica autonomia insieme al parlamento degli [[Stamento|Stamenti]], la suprema corte della Reale Udienza, la carica viceregia. Il nome di ''Regno di Sardegna'' venne mantenuto ancora per anni finché, una volta raggiunta l'[[Unità d'Italia|unificazione italiana]], mutò nome nel nuovo [[Regno d'Italia (1861-1946)|Regno d'Italia]]. Ufficialmente durante quel periodo, con il sostantivo ''Sardi'' si identificavano tutti i sudditi, compresi quelli di Terraferma. Sardo era il re, i ministri, i funzionari statali, l'esercito, i soldati, le poste, la moneta, le leggi, la diplomazia, la marina, il parlamento.... Per evitare confusione spesso venivano usati sinonimi come sardo-piemontese o piemontese. Lo [[Stato sardo]] continuò ad esistere anche dopo l'Unificazione italiana, persistendo nel [[Regno d'Italia (1861-1946)|regno d'Italia]] e nella successiva e attuale [[Repubblica Italiana]]. 

[[File:Haplogroup I.png|thumb|180px|right|Distribuzione dell'aplogruppo I in Europa]]


==Particolarità genetiche==
{{vedi anche|Storia genetica della Sardegna|}}

Studi genetici corroborati da recenti scoperte dimostrano che questo popolo, oltre ad avere nel suo [[DNA]] una serie di caratteristiche peculiari, possiede la maggior parte della variabilità presente sul DNA del [[cromosoma Y]] degli altri popoli europei. Si tratta - secondo gli studiosi - della singola popolazione che sembra racchiudere meglio le caratteristiche genetiche di tutti gli europei. <ref>Consiglio Nazionale delle Ricerche, [http://www.cnr.it/cnr/news/CnrNews?IDn=2745 Le origini dell’uomo Europeo (e non solo) scritte nel DNA dei Sardi]</ref> <ref> Science,[https://www.sciencemag.org/content/341/6145/565.abstract Low-Pass DNA Sequencing of 1200 Sardinians Reconstructs European Y-Chromosome Phylogeny]</ref>

Recenti ricerche hanno dimostrato che l'isolamento e le difficili condizioni ambientali e malattie come la [[malaria]], hanno generato nel tempo particolari caratteristiche [[Antropologia|antropologiche]] e [[genetica|genetiche]] nelle popolazioni sarde, seppure questa non possa considerarsi omogenea. 

Il differenziamento genetico si esplica anche nella frequenza elevata di certe [[Patologia|patologie]] come la [[talassemia]], la [[malattia di Wilson]], il [[diabete]], la [[sclerosi multipla]] e alcune altre malattie autoimmuni, dovuta a un singolare [[effetto del fondatore|effetto fondatore]] in combinazione con la selezione in un contesto di isolamento ambientale. 

===Longevità maschile===
Anche il fenomeno della longevità in Sardegna è correlato a ''pattern'' caratteristici e distintivi, nel cui ambito l'isola vanta, assieme a quella giapponese di [[Okinawa]], alcuni primati.<ref>{{en}} [http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/europe/1744097.stm World's 'oldest man' dies], [[British Broadcasting Corporation|BBC News]], 5 gennaio 2002.</ref><ref>[http://www.comuneorroli.it/sito/centenari.htm centenari di Orroli]</ref> 

Attualmente è presente un'intensa attività di ricerca tesa alla comprensione della componente genetica e ambientale implicata nel fenomeno.

===Antropometria===
{{vedi anche|Storia antropometrica della Sardegna|}}

[[File:SardusPaterBabai1.jpg|thumb|right|100px|Bronzetto nuragico raffigurante Sardus]]
== Religione ==
{{vedi anche|Sardus Pater|}}

L'antropologo [[Raffaele Pettazzoni]], ai primi del [[XX secolo|Novecento]], aveva ipotizzato che una divinità simile a quella ebraica (Yhwh) fosse venerata dai Sardi nuragici.<ref>Raffaele Pettazzoni [http://www.sardegnadigitallibrary.it/mmt/fullsize/2009033118173400012.pdf  La religione primitiva in Sardegna] pag. 37</ref> La figura del Sardus Pater rappresentava una sintesi di vari elementi religiosi che partendo dall'antica devozione per un dio paleosardo guerriero e cacciatore, si arricchirono successivamente di influssi culturali di diversa provenienza. Per lo studioso [[Attilio Mastino]] il tempio del Sardus Pater di Antas {{quote|...ha rappresentato nell'antichità preistorica, poi in quella punica e soprattutto in età romana, il luogo alto dove era ricapitolata tutta la storia del popolo sardo, nelle sue chiusure e resistenze, ma anche nella sua capacità di adattarsi e di confrontarsi con le culture mediterranee.|La Grande Enciclopedia della Sardegna, pag 384}}

I sardi in epoca moderna sono principalmente di religione cattolica.

== Distribuzione geografica ==
{{vedi anche|Emigrazione sarda|Emigrazione italiana}}
Oltre ai residenti nell'Isola, c'è una significativa presenza di emigrati e discendenti nella [[penisola italiana]], principalmente in [[Piemonte]] (71.000), [[Liguria]] (29.000), [[Lombardia]] (58.000), [[Toscana]] (23.000) e nel [[Lazio]] (51.000) , regioni dove si è concentrato il grande flusso emigratorio del [[secondo dopoguerra]], e nel resto del mondo in particolare in [[Argentina]], [[Germania]], [[Francia]] e [[Belgio]]. L'emigrazione verso le Americhe e la Francia (e le sue [[Impero coloniale francese|colonie nel Nord Africa]]) si concentrò fra fine Ottocento e gli inizi del Novecento mentre il flusso verso la Germania e il Belgio avvenne nello stesso periodo di quello in uscita verso la penisola, tra gli [[anni 1950|anni cinquanta]] e [[anni 1970|settanta]], quando complessivamente 400.000 sardi lasciarono l'isola<ref>[http://www.asei.eu/index.php?option=com_content&view=article&id=42:lemigrazione-della-sardegna&catid=65:articoli&Itemid=250 Giuseppe Sanna - L'emigrazione della Sardegna ]</ref> (307.000 per altre regioni e 93.000 per altri paesi europei e in minima parte extraeuropei).

{| class="wikitable" style="width:60%;margin:right;clear:both;"
! colspan="3"|Sardi all'estero nel [[2008]]<ref name="MEI">[http://www.museonazionaleemigrazione.it/regioni.php?id=15 Museo Nazionale Emigrazione Italiana - 01-02-2010]</ref>
|-
| {{GER}} || 27.184 || [[italo-tedeschi]] <small>([[:categoria:Italo-tedeschi|categoria]])</small>
|-
| {{FRA}} || 23.110 || [[italo-francesi]] <small>([[:categoria:Italo-francesi|categoria]])</small>
|-
| {{BEL}} || 12.126 || [[italo-belgi]] <small>([[:categoria:Italo-belgi|categoria]])</small>
|-
| {{CHE}} || 7.274 || [[italo-svizzeri]] <small>([[:categoria:Italo-svizzeri|categoria]])</small>
|-
| {{NED}} || 6.040 ||
|-
| ''Altri''|| 17.763 ||
|-
| '''Totale''' || 93.497 ||
|}

[[File:Sardinia Language Map.png|thumb|180px|right|Lingue e dialetti della Sardegna]]
==Lingue==
{{vedi anche|Lingua sarda|}}
I sardi parlano diverse [[lingue romanze]]. 

Oltre all'[[Lingua italiana|italiano]], spesso espresso nella sua [[Italiano regionale della Sardegna|variante regionale]], la lingua più diffusa nell'Isola è il [[lingua sarda|sardo]], riconosciuta dal [[1997]] insieme alle altre lingue locali come co-ufficiale della Regione Sardegna; è generalmente ripartito dai glottologi in due varianti fondamentali ([[Sardo logudorese|logudorese''-''nuorese]] e [[Sardo campidanese|campidanese]]), benché risulti oggettivamente difficile tracciarne un confine netto per via di numerosi dialetti (es. [[Sardo campidanese#Arborense|arborense]], [[Sardo campidanese#Barbaricino centro-meridionale|barbaricino meridionale]], [[Sardo campidanese#Ogliastrino|ogliastrino]] etc.) che presentano delle caratteristiche appartenenti ora all'uno, ora all'altro macro-gruppo. Sono riconosciute nell'isola altre lingue romanze di derivazione [[Lingua corsa|corso]]-[[Dialetto toscano|toscana]]: il [[Lingua sassarese|sassarese]] (che presenta marcati influssi logudoresi) ed il [[Lingua gallurese|gallurese]], affine al [[Lingua corsa|corso]] [[Lingua corsa#Còrso oltramontano|meridionale]].

Vengono riconosciute come [[isole linguistiche]] la città di [[Alghero]] dove viene parlato l'[[dialetto algherese|algherese]], facente parte del [[Lingua catalana|catalano]] [[Lingua catalana#Varianti del Catalano|orientale]], e le cittadine di [[Carloforte]] e [[Calasetta]] in cui invece si parla il [[dialetto tabarchino|tabarchino]], [[dialetto ligure coloniale]]. 

Altre isole linguistiche non ufficialmente riconosciute sono [[Arborea (comune)|Arborea]] e [[Tanca Marchese]] dove è ancora in uso il [[Lingua veneta|veneto]], e nei borghi di [[Fertilia]] e [[Maristella]], presso Alghero, popolati nel secondo dopoguerra dagli [[Esodo istriano|esuli istriano-dalmati]], in cui viene conservato l'uso della [[lingua istriota]], oltre al veneto: tali due lingue risultano ogg

==Bibliografia==
* {{cita libro|cognome= Lilliu|nome= Giovanni|coautori=|titolo= La civiltà dei Sardi: dal neolitico all'età dei nuraghi|anno= 2004|editore= Il Maestrale|città= |id= ISBN 88-86109-73-3|cid= }}.
* {{cita libro|cognome= Sanna|nome= Emanuele|coautori=|titolo=Nella preistoria l'origine dei sardi |anno= 2009|editore= CUEC|città= Cagliari|id=ISBN 978-88-8467-502-6 |cid= }}.
* {{cita libro|cognome= Lilliu|nome= Giovanni|coautori=|titolo= La Costante resistenziale sarda|anno= 2002|editore= Ilisso|città= Nuoro|id= |cid= }}.
* {{cita libro|cognome=Casula |nome= Francesco Cesare|titolo= La storia di Sardegna |anno= 1994|editore= Delfino|città= Sassari|id= ISBN 88-7138-063-0|cid= }}.
* {{cita libro|cognome= Cavalli Sforza|nome= Luca|coautori= Luigi Cavalli Sforza, Paolo Menozzi, Alberto Piazza|titolo= Storia e geografia dei geni umani|anno= 200o|editore= Adelphi|città= Nuoro|id= |cid= }}.
* {{cita libro|cognome= AA.VV.|nome= |curatore= Massimo Guidetti|titolo= Storia dei Sardi e della Sardegna |anno= 1989|editore= Jaca Book|città= Milano |id= ISBN 88-16-40234-2|cid= }}.
* {{cita libro|cognome= Maxia|nome= Carlo|coautori=|titolo= Le influenze dell'ereditarietà e dell'ambiente sui caratteri sociali dei sardi|anno= |editore= ERI|città= Torino|id= |cid= }}.

==Note==
<references/>
{{Portale|Biografie|Sardegna}}

[[Categoria:Liste di italiani per regione]]
[[Categoria:Sardegna]]