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{{Nota disambigua}}

{{cancellazione|arg=geografia|arg2=Sardegna}}

{{Popolo
|nome = Sardi
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|regione = [[File:Flag of Sardinia.svg|20px]] [[Sardegna]]
|popolazione = 
|lingua = [[Lingua italiana|Italiano]], [[Lingua sarda|Sardo]], [[Lingua sassarese|Sassarese]], [[Lingua gallurese|Gallurese]], [[Dialetto algherese|Algherese]], [[dialetto tabarchino|Tabarchino]]
|religione = [[Cattolicesimo]] e varie minoranze
|correlati =
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|popolazione1 = 1 637 558 (2010)<ref>[http://www.comuni-italiani.it/20/statistiche/stranieri.html Comuni italiani] - dato ottenuto sottraendo la popolazione totale con il numero degli stranieri</ref>
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}}

I '''Sardi''' sono un popolo abitante sin dai tempi più remoti l'[[Sardegna|isola della Sardegna]]. Nell'antichità in loro veniva identificata la popolazione mediterranea alla quale si attribuiva la [[Civiltà nuragica]].<ref>Treccani,[http://www.treccani.it/enciclopedia/sardi_(Dizionario-di-Storia)/ Dizionario di storia]</ref>

Attualmente cittadini [[Cittadinanza italiana|italiani]] ed [[Cittadinanza dell'Unione europea|europei]], sulla base di [[Storia della Sardegna|particolari situazioni storiche, geografiche, etniche e linguistiche fortemente caratterizzate]] <ref>Consiglio Regionale della Sardegna, ''Trent'anni di Autonomia per la Sardegna'', Comitato per il XXX dell'Autonomia, Gallizzi, Sassari, 1976, pag 66.</ref>, lo [[Stato italiano]] riconosce loro forme e condizioni particolari di autonomia e di autogoverno, secondo lo [[Statuto speciale]] concesso dall'[[Assemblea costituente]] il 31 gennaio 1948 e promulgato con [[legge costituzionale]] n 3 il 26 febbraio dello stesso anno.

Per lo studioso [[Giovanni Lilliu]], durante la loro storia millenaria i Sardi condussero una dura lotta contro le potenze coloniali che di volta in volta si sono affacciate sulle coste dell'Isola riuscendo a conservarsi sempre se stessi. Nella confusione etnica e culturale che li ha inondati per millenni - dice lo studioso -  sono riemersi, costantemente, nella fedeltà alle origini. <ref>Giovanni Lilliu. ''La Costante resistenziale sarda'' pag 225 </ref>



==Origine del gentilizio==
[[File:Piedra de nora224.jpg|thumb|right|La stele di Nora]]
{{vedi anche|Stele di Nora|Sardus Pater|Popoli del mare}}

Secondo gli studiosi, il radicale ''s(a)rd'' anticamente identificava l'ethnos dei Sardi. Si suppone che essi indicavano la loro terra e se stessi con nomi derivati da quella radice appartenente al sustraro linguistico mediterraneo preindoeuropeo. <ref>Gian Franco Chiai, '' [http://www.academia.edu/2437718/Il_nome_della_Sardegna_e_della_Sicilia_sulle_rotte_dei_Fenici_e_dei_Greci_in_eta_arcaica._Analisi_di_una_tradizione_storico-letteraria_RSF_30_2002_125-146 Il nome della Sardegna e della Sicilia sulle rotte dei Fenici e dei Greci in età arcaica]''</ref>  

In una stele risalente al XI / VIII secolo a.C, la [[Stele di Nora]], risulta scritto in lingua semitica sempre l'etnico ''srdn'' trascritto poi con il significato di ''in Sardegna''.  

Ma le più antiche attestazioni riguardante i Sardi risultano essere quelle egizie, risalenti al  XIV secolo a.C., che li vede, secondo alcuni studiosi, far parte dei [[Popoli del mare]] e sono identificati come i guerrieri ''Shardana''.<ref>[http://www.sardiniapoint.it/5085.html intervista all'archeologo Giovanni Ugas sul sito SardiniaPoint.it]</ref>

Recenti studi linguistici sembrerebbero dimostrare come l'appellativo [[lingua latina|latino]] ''Sardinia'' deriverebbe da un'altra denominazione [[greca]] conosciuta come ''Sardò'', ''Σαρδώ'' (con l'accento sulla ''ω'' - òmega - ossia la ''o'', nome di una leggendaria donna della quale si ha notizia nel [[Timeo (dialogo)|Timeo]] di [[Platone]] e le cui origini venivano da ''Sàrdeis'', ''Σάρδεις'', capitale della [[Lidia]], luogo dal quale [[Erodoto]] farà provenire sia le [[Etruschi|genti etrusche]], ma anche [[Civiltà nuragica|quelle sarde]]<ref>{{cita web|nome=Massimo|cognome=Pittau|url= http://archeologianuragica.blogspot.com/2010/08/sul-nome-sardigna.html|titolo=Sul nome Sardigna| accesso=3 marzo 2011|opera= archeologianuragica.blogspot.com|editore=Archeologia Nuragica}}</ref>. 

[[Sallustio]] nel [[I secolo d.C.]] sosteneva che: «[[Sardus Pater|Sardus]], generato da [[Ercole]], insieme ad una grande moltitudine di uomini partito dalla Libia occupò la Sardegna e dal suo nome denominò l'isola», e [[Pausania il Periegeta|Pausania]] nel [[II secolo d.C.]] confermava quanto detto da Sallustio aggiungendo che: «Sardo venne dalla Libia con un gruppo di coloni ed occupò l'Isola il cui antico nome, Ichnusa, mutò in Sardò (...)»<ref>{{cita web|nome=|cognome=|url=http://www.aristeo.org/sardegnaemiti/personaggi/sardo.html|titolo=Sardo|accesso=4 marzo 2011|opera=www.aristeo.org|editore=Circolo culturale Aristeo}}</ref>. Sardus sarebbe stato poi venerato come il dio [[eponimo]] dai Sardi nuragici presso il [[tempio di Antas]], il ''Sardopatòros ieròn'' (in [[greco antico]] Σαρδοπατώρος Ιερόν ossia il tempio del [[Sardus Pater]], ''Sàrdos'', Σάρδος Πατήρ), ricordato dal geografo [[Tolomeo]] e situato nella Sardegna meridionale ([[Sulcis]]).<ref>Paola Ruggeri, ''La Grande Enciclopedia della Sardegna'', Volume 8, pag 383</ref>


[[File:Dea madre 1.JPG|thumb|200px|[[Senorbì]] ''Mater Mediterranea'' - [[III millennio a.C.]] - [[Museo Archeologico di Cagliari]].]]
== Origine e formazione del popolo sardo ==
{{vedi anche|Storia della Sardegna|Flussi migratori in Sardegna}}

Per lo studioso [[Giacomo Devoto]], in base al nome, etnico e anche locale (Σαρδώ, la Sardegna), le connessioni dei Sardi sembrerebbero principalmente orientali;<ref>Giacomo Devoto, ''Enciclopedia Treccani'', Sardi, :«In base al nome, etnico e anche locale (Σαρδώ, la Sardegna), le connessioni dei Sardi sembrerebbero principalmente orientali: Sardi, la capitale della Lidia, Sardessos, nella Cilicia troiana, Sardene, monte della Misia, in Asia Minore. Fondamentale è la forma Šardana che in compagnia di Akaiwaša si trova in fonti egiziane del tempo di Meneptaḥ (1234-1200 a. C.). Tuttavia queste connessioni, e in particolare l'ultima, sono suscettibili di doppia interpretazione, nel senso che si tratti d'un popolo originario dell'Oriente migrato in Sardegna e, prima di essere giunto in Sardegna, associato a imprese navali insieme con gli Achei; oppure che una popolazione omogenea antichissima popolasse il Mediterraneo dalla Sardegna verso Oriente.»</ref>, ma insieme alle connessioni orientali, secondo lo studioso, non mancano quelle occidentali, <ref>Giacomo Devoto, ''Enciclopedia Treccani'', Sardi, :«.....Timeo nello scolio a Dionigi (Perioch., 458), dice che prima dei Cartaginesi e degli Eraclidi, gli Iberi avevano abitato l'isola. Lo Schulten ha raccolto molti nomi locali comuni alla Sardegna e alla Libia, infine B. Terracini nelle sue Osservazioni intorno agli strati più antichi della toponomastica sarda (Cagliari 1927) ha mostrato la coesistenza di un tipo ibero-libico a SO. e un gruppo "tirrenico" a N.E»</ref> infatti altre fonti indicano i Sardi provenienti dalla [[penisola iberica]] <ref>Le radici linguistiche della Sardegna neolitica, Berlin/New York (2010)</ref> e dalla [[penisola italiana]],<ref>[http://www.archeoserver.it/space/UniMi/Comunicazione%20e%20didattica/Dispense%20e%20tavole%20scaricabili/neolitico_4.pdf Il neolitico nell'Italia centrale pg.139-140]</ref> insediatesi nell'isola attraverso il ponte naturale offerto dalla [[Corsica]],<ref>Giovanni Ugas - L'alba dei Nuraghi (2006) - pg.13</ref> a partire dal periodo [[paleolitico]]<ref>[http://www.sardegnacultura.it/j/v/253?s=21018&v=2&c=2460&c1=2805&visb=&t=1 Sardegna Cultura - Oliena , grotta Corbeddu]</ref> e [[neolitico]] antico.<ref>[http://www.antiqui.it/doc/preistoria/neolitico-sardegna.htm il Neolitico in Sardegna]</ref> 

* Durante il Neolitico recente gruppi umani giunsero anche dalle lontane [[isole egee]] ([[Creta]] e [[Cicladi]]) mentre il [[calcolitico]] è segnato dall'arrivo sull'isola di popolazioni presumibilmente [[Indoeuropei|indoeuropee]], provenienti dall'Europa centro-occidentale.<ref>Giovanni Ugas - L'alba dei Nuraghi (2006) - pg.22-23-24-25-29-30-31-32</ref>

* Queste popolazioni - vecchie e nuove - si amalgamarono fra di loro tra il IV ed il III millennio a.C. dando origine alla [[Cultura di Ozieri]], considerata la prima grande cultura sarda estesa a tutta l'Isola, e poi sempre in maniera unitaria, a partire dalla fine del II millennio a.C., diedero origine alla [[Civiltà nuragica]] che disseminò il territorio isolano  di [[nuraghi]], caratterizzandolo profondamente. I nuraghi diventeranno un simbolo distintivo della Sardegna. A partire dal VIII secolo a. C., i mercanti [[fenici]] integrati nei villaggi nuragici costieri delle coste meridionali ed occidentali dell'Isola, diedero un forte impulso ai commerci marittimi con conseguente trasformazione di questi in città. 

* Due secoli di presenza cartaginese, principalmente nei centri minerari dell'[[Iglesias|Inglesiente]] e nei [[Campidano|Campidani]], fu costantemente ostacolata dai Nuragici. Nacque infine una confederazione tra Sardi e Punici che insieme combatterono l'avanzata della potenza romana. 

* I [[Romani]] ottennero la Sardegna nel 238 a.C. al termine della [[Prima Guerra Punica]] e dominarono fino alla caduta dell'Impero. Con il tempo i centri si romanizzarono e ''Karalis'' divenne la capitale della nuova provincia. Dotarono l'Isola di una rete stradale e svilupparono la coltivazione dei cereali: la Sardegna entrò a far parte delle province granaio di Roma, insieme alla Sicilia e all'Egitto.

* Dopo la parentesi bizantina, a partire dall'VIII secolo, i Sardi riacquistarono l'autogoverno e sull'impianto organizzativo bizantino, si dettero un loro assetto politico, dividendo il territorio in quattro [[Giudicati]] indipendenti sia dall'esterno che tra loro. Parte dello sfruttamento delle terre, come anche l'agricoltura, veniva gestito in modo collettivo, un'organizzazione assai moderna per l'epoca. Nel 1395 la giudicessa-reggente [[Eleonora d'Arborea]] emanò la [[Carta de Logu]], simbolo e sintesi di una concezione essenzialmente sarda del diritto, con apporti romano-bizantini e particolarmente innovativa in quei tempi in Europa. Questo insieme di leggi rimase in vigore sull'Isola fino al 1827.

* Altro momento importante nella storia dei Sardi fu la nascita del [[Regno di Sardegna]], istituito nel [[1297]] da [[papa Bonifacio VIII]] e dato agli [[Aragonesi]] per risolvere la crisi politica e diplomatica, sorta tra la [[Corona d'Aragona]] e il ducato d'[[Angiò]] a seguito della [[Guerra del Vespro]]. Fu conquistato territorialmente a partire dal [[1324]], ma la conquista fu a lungo contrastata dalla sanguinosa resistenza del [[regno di Arborea]], l'ultimo dei giudicati autoctoni, e poté considerarsi conclusa solo nel [[1448]]. Fece parte della Corona di Aragona fino al [[1713]], e dopo una breve parentesi austriaca, il regno passò a [[Vittorio Amedeo II di Savoia|Vittorio Amedeo II]], già [[Ducato di Savoia|duca di Savoia]] che divenne re coronando i sogni della sua casata. Nel [[1847]], con la cosiddetta [[Fusione perfetta del 1847|fusione perfetta]], tutti i possedimenti della [[Casa Savoia|Casa Reale sabauda]] confluirono nel Regno di Sardegna; scomparve così l'antica autonomia insieme al parlamento degli [[Stamento|Stamenti]], la suprema corte della Reale Udienza, la carica viceregia. Il nome di ''Regno di Sardegna'' venne mantenuto ancora per anni finché, una volta raggiunta l'[[Unità d'Italia|unificazione italiana]], mutò nome nel nuovo [[Regno d'Italia (1861-1946)|Regno d'Italia]]. Ufficialmente durante quel periodo, con il sostantivo ''Sardi'' si identificavano tutti i sudditi, compresi quelli di Terraferma. Sardo era il re, i ministri, i funzionari statali, l'esercito, i soldati, le poste, la moneta, le leggi, la diplomazia, la marina, il parlamento.... Per evitare confusione spesso venivano usati sinonimi come sardo-piemontese o piemontese. Lo [[Stato sardo]] continuò ad esistere anche dopo l'Unificazione italiana, persistendo nel [[Regno d'Italia (1861-1946)|regno d'Italia]] e nella successiva e attuale [[Repubblica Italiana]]. == Distribuzione geografica ==
{{vedi anche|Emigrazione sarda|Emigrazione italiana}}
Oltre ai residenti nell'Isola, c'è una significativa presenza di emigrati e discendenti nella [[penisola italiana]], principalmente in [[Piemonte]] (71.000), [[Liguria]] (29.000), [[Lombardia]] (58.000), [[Toscana]] (23.000) e nel [[Lazio]] (51.000) , regioni dove si è concentrato il grande flusso emigratorio del [[secondo dopoguerra]], e nel resto del mondo in particolare in [[Argentina]], [[Germania]], [[Francia]] e [[Belgio]]. L'emigrazione verso le Americhe e la Francia (e le sue [[Impero coloniale francese|colonie nel Nord Africa]]) si concentrò fra fine Ottocento e gli inizi del Novecento mentre il flusso verso la Germania e il Belgio avvenne nello stesso periodo di quello in uscita verso la penisola, tra gli [[anni 1950|anni cinquanta]] e [[anni 1970|settanta]], quando complessivamente 400.000 sardi lasciarono l'isola<ref>[http://www.asei.eu/index.php?option=com_content&view=article&id=42:lemigrazione-della-sardegna&catid=65:articoli&Itemid=250 Giuseppe Sanna - L'emigrazione della Sardegna ]</ref> (307.000 per altre regioni e 93.000 per altri paesi europei e in minima parte extraeuropei).

{| class="wikitable" style="width:60%;margin:right;clear:both;"
! colspan="3"|Sardi all'estero nel [[2008]]<ref name="MEI">[http://www.museonazionaleemigrazione.it/regioni.php?id=15 Museo Nazionale Emigrazione Italiana - 01-02-2010]</ref>
|-
| {{GER}} || 27.184 || [[italo-tedeschi]] <small>([[:categoria:Italo-tedeschi|categoria]])</small>
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| ''Altri''|| 17.763 ||
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| '''Totale''' || 93.497 ||
|}

[[File:Sardinia Language Map.png|thumb|180px|right|Lingue e dialetti della Sardegna]]
==Lingue==
{{vedi anche|Lingua sarda|}}
I sardi parlano diverse [[lingue romanze]]. 

Oltre all'[[Lingua italiana|italiano]], spesso espresso nella sua [[Italiano regionale della Sardegna|variante regionale]], la lingua più diffusa nell'Isola è il [[lingua sarda|sardo]], riconosciuta dal [[1997]] insieme alle altre lingue locali come co-ufficiale della Regione Sardegna; è generalmente ripartito dai glottologi in due varianti fondamentali ([[Sardo logudorese|logudorese''-''nuorese]] e [[Sardo campidanese|campidanese]]), benché risulti oggettivamente difficile tracciarne un confine netto per via di numerosi dialetti (es. [[Sardo campidanese#Arborense|arborense]], [[Sardo campidanese#Barbaricino centro-meridionale|barbaricino meridionale]], [[Sardo campidanese#Ogliastrino|ogliastrino]] etc.) che presentano delle caratteristiche appartenenti ora all'uno, ora all'altro macro-gruppo. Sono riconosciute nell'isola altre lingue romanze di derivazione [[Lingua corsa|corso]]-[[Dialetto toscano|toscana]]: il [[Lingua sassarese|sassarese]] (che presenta marcati influssi logudoresi) ed il [[Lingua gallurese|gallurese]], affine al [[Lingua corsa|corso]] [[Lingua corsa#Còrso oltramontano|meridionale]].

Vengono riconosciute come [[isole linguistiche]] la città di [[Alghero]] dove viene parlato l'[[dialetto algherese|algherese]], facente parte del [[Lingua catalana|catalano]] [[Lingua catalana#Varianti del Catalano|orientale]], e le cittadine di [[Carloforte]] e [[Calasetta]] in cui invece si parla il [[dialetto tabarchino|tabarchino]], [[dialetto ligure coloniale]]. 

Altre isole linguistiche non ufficialmente riconosciute sono [[Arborea (comune)|Arborea]] e [[Tanca Marchese]] dove è ancora in uso il [[Lingua veneta|veneto]], e nei borghi di [[Fertilia]] e [[Maristella]], presso Alghero, popolati nel secondo dopoguerra dagli [[Esodo istriano|esuli istriano-dalmati]], in cui viene conservato l'uso della [[lingua istriota]], oltre al veneto.

[[File:Haplogroup I.png|thumb|180px|right|Distribuzione dell'aplogruppo I in Europa]]

==Particolarità==Caratteristiche genetiche==
{{vedi anche|Storia genetica della Sardegna|}}

Studi genetici corroborati da recenti scoperte dimostrano che questo popolo, oltre ad avere nel suo [[DNA]] una serie di caratteristiche peculiari, possiede la maggior parte della variabilità presente sul DNA del [[cromosoma Y]] degli altri popoli europei. Si tratta - secondo gli studiosi - della singola popolazione che sembra racchiudere meglio le caratteristiche genetiche di tutti gli europei. <ref>Consiglio Nazionale delle Ricerche, [http://www.cnr.it/cnr/news/CnrNews?IDn=2745 Le origini dell’uomo Europeo (e non solo) scritte nel DNA dei Sardi]</ref> <ref> Science,[https://www.sciencemag.org/content/341/6145/565.abstract Low-Pass DNA Sequencing of 1200 Sardinians Reconstructs European Y-Chromosome Phylogeny]</ref>

Recenti ricerche hanno dimostrato che l'isolamento e le difficili condizioni ambientali e malattie come la [[malaria]], hanno generato nel tempo particolari caratteristiche [[Antropologia|antropologiche]] e [[genetica|genetiche]] nelle popolazioni sarde, seppure questa non possa considerarsi omogenea. 

Il differenziamento genetico si esplica anche nella frequenza elevata di certe [[Patologia|patologie]] come la [[talassemia]], la [[malattia di Wilson]], il [[diabete]], la [[sclerosi multipla]] e alcune altre malattie autoimmuni, dovuta a un singolare [[effetto del fondatore|effetto fondatore]] in combinazione con la selezione in un contesto di isolamento ambientale. 

===Longevità maschile===
Anche il fenomeno della longevità in Sardegna è correlato a ''pattern'' caratteristici e distintivi, nel cui ambito l'isola vanta, assieme a quella giapponese di [[Okinawa]], alcuni primati.<ref>{{en}} [http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/europe/1744097.stm World's 'oldest man' dies], [[British Broadcasting Corporation|BBC News]], 5 gennaio 2002.</ref><ref>[http://www.comuneorroli.it/sito/centenari.htm centenari di Orroli]</ref> 

Attualmente è presente un'intensa attività di ricerca tesa alla comprensione della componente genetica e ambientale implicata nel fenomeno.

===AntropometriaCaratteristiche antropometriche===
{{vedi anche|Storia antropometrica della Sardegna|}}

[[File:SardusPaterBabai1.jpg|thumb|right|100px|Bronzetto nuragico raffigurante Sardus]]
== Religione ==
{{vedi anche|Sardus Pater|}}

Attualmente i sardi sono principalmente di religione cattolica.

===Religione degli antichi Sardi===

Secondo l'antropologo [[Raffaele Pettazzoni]], ai primi del [[XX secolo|Novecento]], aveva ipotizzato che una divinità simile a quella ebraica (Yhwh) fosse venerata dai Sardi nuragici.<ref>Raffaele Pettazzoni [http://www.sardegnadigitallibrary.it/mmt/fullsize/2009033118173400012.pdf  La religione primitiva in Sardegna] pag. 37</ref> La figura del Sardus Pater rappresentava una sintesi di vari elementi religiosi che partendo dall'antica devozione per un dio paleosardo guerriero e cacciatore, si arricchirono successivamente di influssi culturali di diversa provenienza. Per lo studioso [[Attilio Mastino]] il tempio del Sardus Pater di Antas {{quote|...ha rappresentato nell'antichità preistorica, poi in quella punica e soprattutto in età romana, il luogo alto dove era ricapitolata tutta la storia del popolo sardo, nelle sue chiusure e resistenze, ma anche nella sua capacità di adattarsi e di confrontarsi con le culture mediterranee.|La Grande Enciclopedia della Sardegna, pag 384}}

== Distribuzione geografica ==
{{vedi anche|Emigrazione sarda|Emigrazione italiana}}
Oltre ai residenti nell'Isola, c'è una significativa presenza di emigrati e discendenti nella [[penisola italiana]], principalmente in [[Piemonte]] (71.000), [[Liguria]] (29.000), [[Lombardia]] (58.000), [[Toscana]] (23.000) e nel [[Lazio]] (51.000) , regioni dove si è concentrato il grande flusso emigratorio del [[secondo dopoguerra]], e nel resto del mondo in particolare in [[Argentina]], [[Germania]], [[Francia]] e [[Belgio]]. L'emigrazione verso le Americhe e la Francia (e le sue [[Impero coloniale francese|colonie nel Nord Africa]]) si concentrò fra fine Ottocento e gli inizi del Novecento mentre il flusso verso la Germania e il Belgio avvenne nello stesso periodo di quello in uscita verso la penisola, tra gli [[anni 1950|anni cinquanta]] e [[anni 1970|settanta]], quando complessivamente 400.000 sardi lasciarono l'isola<ref>[http://www.asei.eu/index.php?option=com_content&view=article&id=42:lemigrazione-della-sardegna&catid=65:articoli&Itemid=250 Giuseppe Sanna - L'emigrazione della Sardegna ]</ref> (307.000 per altre regioni e 93.000 per altri paesi europei e in minima parte extraeuropei).

{| class="wikitable" style="width:60%;margin:right;clear:both;"
! colspan="3"|Sardi all'estero nel [[2008]]<ref name="MEI">[http://www.museonazionaleemigrazione.it/regioni.php?id=15 Museo Nazionale Emigrazione Italiana - 01-02-2010]</ref>
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| {{GER}} || 27.184 || [[italo-tedeschi]] <small>([[:categoria:Italo-tedeschi|categoria]])</small>
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| {{CHE}} || 7.274 || [[italo-svizzeri]] <small>([[:categoria:Italo-svizzeri|categoria]])</small>
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| {{NED}} || 6.040 ||
|-
| ''Altri''|| 17.763 ||
|-
| '''Totale''' || 93.497 ||
|}

[[File:Sardinia Language Map.png|thumb|180px|right|Lingue e dialetti della Sardegna]]
==Lingue==
{{vedi anche|Lingua sarda|}}
I sardi parlano diverse [[lingue romanze]]. 

Oltre all'[[Lingua italiana|italiano]], spesso espresso nella sua [[Italiano regionale della Sardegna|variante regionale]], la lingua più diffusa nell'Isola è il [[lingua sarda|sardo]], riconosciuta dal [[1997]] insieme alle altre lingue locali come co-ufficiale della Regione Sardegna; è generalmente ripartito dai glottologi in due varianti fondamentali ([[Sardo logudorese|logudorese''-''nuorese]] e [[Sardo campidanese|campidanese]]), benché risulti oggettivamente difficile tracciarne un confine netto per via di numerosi dialetti (es. [[Sardo campidanese#Arborense|arborense]], [[Sardo campidanese#Barbaricino centro-meridionale|barbaricino meridionale]], [[Sardo campidanese#Ogliastrino|ogliastrino]] etc.) che presentano delle caratteristiche appartenenti ora all'uno, ora all'altro macro-gruppo. Sono riconosciute nell'isola altre lingue romanze di derivazione [[Lingua corsa|corso]]-[[Dialetto toscano|toscana]]: il [[Lingua sassarese|sassarese]] (che presenta marcati influssi logudoresi) ed il [[Lingua gallurese|gallurese]], affine al [[Lingua corsa|corso]] [[Lingua corsa#Còrso oltramontano|meridionale]].

Vengono riconosciute come [[isole linguistiche]] la città di [[Alghero]] dove viene parlato l'[[dialetto algherese|algherese]], facente parte del [[Lingua catalana|catalano]] [[Lingua catalana#Varianti del Catalano|orientale]], e le cittadine di [[Carloforte]] e [[Calasetta]] in cui invece si parla il [[dialetto tabarchino|tabarchino]], [[dialetto ligure coloniale]]. 

Altre isole linguistiche non ufficialmente riconosciute sono [[Arborea (comune)|Arborea]] e [[Tanca Marchese]] dove è ancora in uso il [[Lingua veneta|veneto]], e nei borghi di [[Fertilia]] e [[Maristella]], presso Alghero, popolati nel secondo dopoguerra dagli [[Esodo istriano|esuli istriano-dalmati]], in cui viene conservato l'uso della [[lingua istriota]], oltre al veneto: tali due lingue risultano ogg

[[File:Dea madre 1.JPG|thumb|200px|[[Senorbì]] ''Mater Mediterranea'' - [[III millennio a.C.]] - [[Museo Archeologico di Cagliari]].]]
== Origine e formazione del popolo sardo ==
{{vedi anche|Storia della Sardegna|Flussi migratori in Sardegna}}

Per lo studioso [[Giacomo Devoto]], in base al nome, etnico e anche locale (Σαρδώ, la Sardegna), le connessioni dei Sardi sembrerebbero principalmente orientali;<ref>Giacomo Devoto, ''Enciclopedia Treccani'', Sardi, :«In base al nome, etnico e anche locale (Σαρδώ, la Sardegna), le connessioni dei Sardi sembrerebbero principalmente orientali: Sardi, la capitale della Lidia, Sardessos, nella Cilicia troiana, Sardene, monte della Misia, in Asia Minore. Fondamentale è la forma Šardana che in compagnia di Akaiwaša si trova in fonti egiziane del tempo di Meneptaḥ (1234-1200 a. C.). Tuttavia queste connessioni, e in particolare l'ultima, sono suscettibili di doppia interpretazione, nel senso che si tratti d'un popolo originario dell'Oriente migrato in Sardegna e, prima di essere giunto in Sardegna, associato a imprese navali insieme con gli Achei; oppure che una popolazione omogenea antichissima popolasse il Mediterraneo dalla Sardegna verso Oriente.»</ref>, ma insieme alle connessioni orientali, secondo lo studioso, non mancano quelle occidentali, <ref>Giacomo Devoto, ''Enciclopedia Treccani'', Sardi, :«.....Timeo nello scolio a Dionigi (Perioch., 458), dice che prima dei Cartaginesi e degli Eraclidi, gli Iberi avevano abitato l'isola. Lo Schulten ha raccolto molti nomi locali comuni alla Sardegna e alla Libia, infine B. Terracini nelle sue Osservazioni intorno agli strati più antichi della toponomastica sarda (Cagliari 1927) ha mostrato la coesistenza di un tipo ibero-libico a SO. e un gruppo "tirrenico" a N.E»</ref> infatti altre fonti indicano i Sardi provenienti dalla [[penisola iberica]] <ref>Le radici linguistiche della Sardegna neolitica, Berlin/New York (2010)</ref> e dalla [[penisola italiana]],<ref>[http://www.archeoserver.it/space/UniMi/Comunicazione%20e%20didattica/Dispense%20e%20tavole%20scaricabili/neolitico_4.pdf Il neolitico nell'Italia centrale pg.139-140]</ref> insediatesi nell'isola attraverso il ponte naturale offerto dalla [[Corsica]],<ref>Giovanni Ugas - L'alba dei Nuraghi (2006) - pg.13</ref> a partire dal periodo [[paleolitico]]<ref>[http://www.sardegnacultura.it/j/v/253?s=21018&v=2&c=2460&c1=2805&visb=&t=1 Sardegna Cultura - Oliena , grotta Corbeddu]</ref> e [[neolitico]] antico.<ref>[http://www.antiqui.it/doc/preistoria/neolitico-sardegna.htm il Neolitico in Sardegna]</ref> 

* Durante il Neolitico recente gruppi umani giunsero anche dalle lontane [[isole egee]] ([[Creta]] e [[Cicladi]]) mentre il [[calcolitico]] è segnato dall'arrivo sull'isola di popolazioni presumibilmente [[Indoeuropei|indoeuropee]], provenienti dall'Europa centro-occidentale.<ref>Giovanni Ugas - L'alba dei Nuraghi (2006) - pg.22-23-24-25-29-30-31-32</ref>

* Queste popolazioni - vecchie e nuove - si amalgamarono fra di loro tra il IV ed il III millennio a.C. dando origine alla [[Cultura di Ozieri]], considerata la prima grande cultura sarda estesa a tutta l'Isola, e poi sempre in maniera unitaria, a partire dalla fine del II millennio a.C., diedero origine alla [[Civiltà nuragica]] che disseminò il territorio isolano  di [[nuraghi]], caratterizzandolo profondamente. I nuraghi diventeranno un simbolo distintivo della Sardegna. A partire dal VIII secolo a. C., i mercanti [[fenici]] integrati nei villaggi nuragici costieri delle coste meridionali ed occidentali dell'Isola, diedero un forte impulso ai commerci marittimi con conseguente trasformazione di questi in città. 

* Due secoli di presenza cartaginese, principalmente nei centri minerari dell'[[Iglesias|Inglesiente]] e nei [[Campidano|Campidani]], fu costantemente ostacolata dai Nuragici. Nacque infine una confederazione tra Sardi e Punici che insieme combatterono l'avanzata della potenza romana. 

* I [[Romani]] ottennero la Sardegna nel 238 a.C. al termine della [[Prima Guerra Punica]] e dominarono fino alla caduta dell'Impero. Con il tempo i centri si romanizzarono e ''Karalis'' divenne la capitale della nuova provincia. Dotarono l'Isola di una rete stradale e svilupparono la coltivazione dei cereali: la Sardegna entrò a far parte delle province granaio di Roma, insieme alla Sicilia e all'Egitto.

* Dopo la parentesi bizantina, a partire dall'VIII secolo, i Sardi riacquistarono l'autogoverno e sull'impianto organizzativo bizantino, si dettero un loro assetto politico, dividendo il territorio in quattro [[Giudicati]] indipendenti sia dall'esterno che tra loro. Parte dello sfruttamento delle terre, come anche l'agricoltura, veniva gestito in modo collettivo, un'organizzazione assai moderna per l'epoca. Nel 1395 la giudicessa-reggente [[Eleonora d'Arborea]] emanò la [[Carta de Logu]], simbolo e sintesi di una concezione essenzialmente sarda del diritto, con apporti romano-bizantini e particolarmente innovativa in quei tempi in Europa. Questo insieme di leggi rimase in vigore sull'Isola fino al 1827.

* Altro momento importante nella storia dei Sardi fu la nascita del [[Regno di Sardegna]], istituito nel [[1297]] da [[papa Bonifacio VIII]] e dato agli [[Aragonesi]] per risolvere la crisi politica e diplomatica, sorta tra la [[Corona d'Aragona]] e il ducato d'[[Angiò]] a seguito della [[Guerra del Vespro]]. Fu conquistato territorialmente a partire dal [[1324]], ma la conquista fu a lungo contrastata dalla sanguinosa resistenza del [[regno di Arborea]], l'ultimo dei giudicati autoctoni, e poté considerarsi conclusa solo nel [[1448]]. Fece parte della Corona di Aragona fino al [[1713]], e dopo una breve parentesi austriaca, il regno passò a [[Vittorio Amedeo II di Savoia|Vittorio Amedeo II]], già [[Ducato di Savoia|duca di Savoia]] che divenne re coronando i sogni della sua casata. Nel [[1847]], con la cosiddetta [[Fusione perfetta del 1847|fusione perfetta]], tutti i possedimenti della [[Casa Savoia|Casa Reale sabauda]] confluirono nel Regno di Sardegna; scomparve così l'antica autonomia insieme al parlamento degli [[Stamento|Stamenti]], la suprema corte della Reale Udienza, la carica viceregia. Il nome di ''Regno di Sardegna'' venne mantenuto ancora per anni finché, una volta raggiunta l'[[Unità d'Italia|unificazione italiana]], mutò nome nel nuovo [[Regno d'Italia (1861-1946)|Regno d'Italia]]. Ufficialmente durante quel periodo, con il sostantivo ''Sardi'' si identificavano tutti i sudditi, compresi quelli di Terraferma. Sardo era il re, i ministri, i funzionari statali, l'esercito, i soldati, le poste, la moneta, le leggi, la diplomazia, la marina, il parlamento.... Per evitare confusione spesso venivano usati sinonimi come sardo-piemontese o piemontese. Lo [[Stato sardo]] continuò ad esistere anche dopo l'Unificazione italiana, persistendo nel [[Regno d'Italia (1861-1946)|regno d'Italia]] e nella successiva e attuale [[Repubblica Italiana]]. 

==I Sardi negli scritti degli autori antichi==

* Zenobio il [[Paremiografia|paremiografo]] greco del II secolo d.C. riporta una testimonianza del poeta greco [[Simonide di Ceo]] secondo la quale [[Talo (mitologia)|Thalos]], il mitico gigante di metallo guardiano dell'isola di [[Creta]], sarebbe nato in Sardegna e trasferito solo in un secondo tempo a Creta. Durante il tempo trascorso in Sardegna, avrebbe provocato la morte di molti Sardi. La morte cruenta a cui erano sottoposte le vittime provocava nel momento del loro decesso una smorfia di dolore nella quale digrignavano i denti. Da questa smorfia generata dagli spasmi sarebbe nata l'espressione ''[[riso sardonico]]''. <ref> Paola Ruggeri [http://eprints.uniss.it/7075/1/Ruggeri_P_Talos_automa_bronzeo_contro.pdf Talos, l’automa bronzeo contro i Sardi]PDF</ref>


==Bibliografia==
* {{cita libro|cognome= Lilliu|nome= Giovanni|coautori=|titolo= La civiltà dei Sardi: dal neolitico all'età dei nuraghi|anno= 2004|editore= Il Maestrale|città= |id= ISBN 88-86109-73-3|cid= }}.
* {{cita libro|cognome= Sanna|nome= Emanuele|coautori=|titolo=Nella preistoria l'origine dei sardi |anno= 2009|editore= CUEC|città= Cagliari|id=ISBN 978-88-8467-502-6 |cid= }}.
* {{cita libro|cognome= Lilliu|nome= Giovanni|coautori=|titolo= La Costante resistenziale sarda|anno= 2002|editore= Ilisso|città= Nuoro|id= |cid= }}.
* {{cita libro|cognome=Casula |nome= Francesco Cesare|titolo= La storia di Sardegna |anno= 1994|editore= Delfino|città= Sassari|id= ISBN 88-7138-063-0|cid= }}.
* {{cita libro|cognome= Cavalli Sforza|nome= Luca|coautori= Luigi Cavalli Sforza, Paolo Menozzi, Alberto Piazza|titolo= Storia e geografia dei geni umani|anno= 200o|editore= Adelphi|città= Nuoro|id= |cid= }}.
* {{cita libro|cognome= AA.VV.|nome= |curatore= Massimo Guidetti|titolo= Storia dei Sardi e della Sardegna |anno= 1989|editore= Jaca Book|città= Milano |id= ISBN 88-16-40234-2|cid= }}.
* {{cita libro|cognome= Maxia|nome= Carlo|coautori=|titolo= Le influenze dell'ereditarietà e dell'ambiente sui caratteri sociali dei sardi|anno= |editore= ERI|città= Torino|id= |cid= }}.

==Note==
<references/>
{{Portale|Biografie|Sardegna}}

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