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{{F|antropologiagruppi etnici|data=giugno 2007}}

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{{Torna a|Colombia}}
La '''popolazione della Colombia''', caratterizzata, in epoca pre-[[Cristoforo Colombo|colombiana]], dalla presenza di meno di un milione di indigeni, si presenta, attualmente, composta da circa 30 milioni di persone, meticce o mulatte per il 70%. Il restante 30% è composto in gran parte da bianchi.{{citazione necessaria|}}

Le differenze etniche influiscono oggi meno che in passato sulla condizione economico-sociale dei singoli individui.
== Storia ==
===La colonizzazione spagnola===
All'epoca della [[conquista spagnola dell'America Latina|conquista spagnola]], nel territorio dell'attuale [[Colombia]] viveva una popolazione [[indios|india]] superiore al milione di individui. 

Gran parte di essi erano rappresentati dai [[Chibcha]], una popolazione assai evoluta, organizzata in [[città-Stato]] economicamente fiorenti, il cui influsso culturale si estendeva fino agli attuali [[Panamá]] e [[Venezuela]]. Costoro avevano sviluppato un'[[agricoltura]] tecnicamente progredita nelle valli del [[Cauca (fiume)|Cauca]] e del [[Magdalena (fiume)|Magdalena]] e negli altipiani [[Ande|andini]] ([[Dipartimento di Cundinamarca|Cundinamarca]], [[Dipartimento di Nariño|Nariño]], ''etc.''). 

Gli [[Spagna|Spagnoli]] fondarono i loro primi centri sulla costa [[Caribe|caribica]]. Successivamente si spinsero nelle terre temperate (''tierras templadas''), risalendo il corso dei due fiumi principali. 

I conquistatori spagnoli cercavano l'[[oro]] e l'[[argento]], che trovarono soprattutto nella zona di [[Medellín (Colombia)|Medellín]], dove vivono oggi i discendenti dei primi colonizzatori stabilitisi nell'interno. 

La prima fase della conquista fu caratterizzata dallo [[Genocidio|sterminio]] e sfruttamento delle popolazioni indigene. Molto più tardi negli stessi accoglienti altipiani andini avviarono attività di piantagione, valendosi, come per lo sfruttamento minerario, della manodopera india, abbondante nelle medesime zone. In funzione di questi originari interessi sorsero e si svilupparono quelle città che ancor oggi rappresentano i centri focali dell'organizzazione territoriale colombiana: Medellín, [[Manizales]], [[Cali]], [[Bogotá]], [[Armenia]], [[Ibagué]], ''etc.'' 

Questi centri erano raggiungibili, attraverso le valli di penetrazione del Cauca e del Magdalena, dalla costa e principalmente da [[Cartagena (Spagna)|Cartagena]], la più antica città spagnola in Colombia, rimasta fino al [[XIX secolo]] il principale sbocco marittimo del Paese. 

La crescita  [[demografia|demografica]] fu inizialmente lentissima, se non bloccata. Il calo della popolazione india verificatosi nei primi due secoli di [[colonizzazione]] (anche in seguito alle malattie, all'[[alcolismo]] e agli effetti delle dure condizioni lavorative imposte), non compensato dallo scarso afflusso di Spagnoli, fece sì che alla fine del [[XVII secolo]] la popolazione non superasse le 800.000 unità.

===Lo sviluppo demografico degli ultimi due secoli===
In seguito, il potenziamento delle attività di piantagione fu all'origine dell'introduzione di [[schiavismo|schiavi]] neri provenienti dalle [[Antille]] nelle zone costiere. L'[[immigrazione]] [[Europa|europea]] fu invece sempre limitata. Tuttavia le migliorate condizioni di vita determinarono già nel corso dell'800 un rilevante incremento demografico: nel [[1850]] la popolazione era di 2,2 milioni di abitanti, cresciuti in modo rapidissimo durante il [[XX secolo]]. I 4,1 milioni del [[1905]] sono, infatti, diventati gli 11,5 milioni del [[1950]] e gli oltre 30 milioni del [[1988]]. La Colombia conserva un coefficiente di accrescimento demografico tra i più elevati del mondo (3%), grazie al sostenuto tasso di [[natalità]] (31‰) e al continuo calo del tasso di [[mortalità]]. 

Come in altri Paesi [[sudamerica]]ni è ancora alto l'indice di [[mortalità infantile]] (46‰). I dati sulla composizione [[etnia|etnica]] del Paese sono discordi, fatta eccezione per quello sulla minoranza bianca, valutata intorno al 20%. 
==Attualità==
===La prevalenza del meticciato===
I mescolamenti razziali sono elevatissimi e meticci e mulatti rappresentano la stragrande maggioranza della popolazione: nel complesso vengono indicati intorno al 70% del totale; seguono minoranze nere e [[amerindi|amerinde]], che rappresentano rispettivamente il 6 e il 2%. 

I sopravvissuti gruppi di Amerindi vivono insediati nella penisola della [[Guajira]] e nelle foreste [[Amazzonia|amazzoniche]] e dell'[[Orinoco]]: i primi parlano la [[lingua chibcha]], mentre quelli delle foreste idiomi amazzonici e caraibici. 

Sulle coste gli Indios non assimilati alla cultura bianca sono sempre meno numerosi. La difficoltà di censire i gruppi primitivi nelle regioni di più difficile accesso spiega le approssimazioni statistiche, che si ritrovano anche nella valutazione degli incroci razziali. 

In passato, all'origine etnica corrispondeva spesso una determinata posizione sociale: i bianchi (creoli) erano un'élite con funzioni di comando; di meticci si componeva la classe artigianale, di medio livello economico; mentre gli Amerindi e i neri costituivano il gradino più basso nella gerarchia sociale. 

Anche se oggi una simile classificazione non è più valida, ne sopravvivono ancora molti elementi: così i bianchi risiedono in maggioranza nelle città; la gran parte dei meticci vive nelle periferie cittadine, nelle campagne e nelle zone montuose, mentre i neri predominano nelle fasce costiere.

===Una densità abitativa relativamente bassa===
La densità media è di 26 ab./km², relativamente bassa quindi rispetto alle possibilità del Paese, il quale ha ancora vaste zone da valorizzare. Tuttavia, date le caratteristiche ambientali, la distribuzione della popolazione non è uniforme. 

Una forte concentrazione si ha sulle coste caraibiche e sulle pendici e gli altipiani andini centro-orientali, dove si vive ad altitudini tra i 1300 e i 3000 m. Le depressioni e le vaste aree periferiche dell'Amazzonia e dell'Orinoco sono pressoché disabitate, salvo isolati insediamenti sul [[Rio delle Amazzoni]] ([[Leticia]]) e sull'Orinoco ([[Puerto Catreno]]). 

Poco abitati anche i fondovalle e le terre basse, dal clima malsano, tra le [[cordigliera|cordigliere]] e le paludose coste occidentali. 

Circa il 30% della popolazione è considerata rurale: vive cioè nei villaggi, nei piccoli nuclei sparsi nelle valli e nei ''páramos'' o nelle ''[[hacienda]]s'' isolate.

===Un "ordinato" inurbamento===
Negli ultimi decenni è stata notevole la spinta all'[[inurbamento]], determinata dal clima di insicurezza delle campagne negli anni della ''violencia'' e dalle condizioni di disagio economico dell'ambiente rurale. Però, mentre in altri Paesi sudamericani l'attrazione esercitata dalle città si è manifestata in pochi centri maggiori, in Colombia quasi ogni centro regionale è divenuto polo di attrazione. Delle quattordici città più importanti, undici si trovano sulle cordigliere, dieci di esse superano i 200.000 abitanti. 
===La situazione di Bogotà e delle principali città===
La capitale, Santa Fe di Bogotá, sfiora con il suo agglomerato urbano i 7 milioni di abitanti ed è di gran lunga il massimo centro del Paese. Città di vecchie e solide tradizioni urbane, situata sul popoloso altopiano di [[Dipartimento di Cundinamarca|Cundinamarca]], ha notevolmente potenziato la propria economia, oltre a essere uno dei più vivaci centri culturali del Sudamerica. 

Seconda città del Paese per numero di abitanti è Medellín, che contende a Santa Fe di Bogotá il ruolo di centro industriale della Colombia, ma ciò che rende importante la città è soprattutto la coltura del [[caffè]], favorita dalle ideali condizioni climatiche, e la sua lavorazione. 

La facilità di comunicazioni stradali e ferroviarie hanno contribuito allo sviluppo demografico ed economico di Cali, nella valle del Cauca. L'attività agricola è la fonte principale di ricchezza, tuttavia sono piuttosto sviluppati il settore commerciale e quello industriale. 

Le altre città della zona andina come [[Manizales]], Ibagué, Armenia, [[Cúcuta]], [[Pasto]], ''etc.'', hanno conservato le loro funzioni locali ereditate dall'epoca coloniale, dotandosi però di nuove attività. 

Sulla costa del [[Oceano Pacifico|Pacifico]] il porto maggiore è [[Buenaventura (Colombia)|Buenaventura]], mentre sul litorale caribico la vecchia Cartagena e [[Santa Marta (Colombia)|Santa Marta]] si affiancano a [[Barranquilla]] come sbocchi portuali; quest'ultima, con 900.000 abitanti, è il polo di sviluppo della regione caraibica, importante centro portuale e industriale, soprattutto nel settore petrolchimico.

== Voci correlate ==
*[[Geografia antropica]]

{{portale|antropologia|geografia}}

[[Categoria:Geografia umana]]
[[Categoria:Geografia della Colombia]]
[[Categoria:Gruppi etnici in Colombia| ]]