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{{lingua|nome=Morlacco|nomenativo=Morlace
  |colore=#ABCDEF
  |stati=[[Croazia]]
  |regione= [[Istria]], [[Dalmazia]]
  |persone= 22
  |fam1=[[Lingue indoeuropee]]
  |fam2=[[Lingue italiche|Italiche]]
  |fam3=[[Lingua latina|Latino]]
  |fam4=[[Lingue romanze|Romanze]]
  |fam5=[[Lingue romanze balcaniche|Romanze balcaniche]]
  |fam6='''''Morlacco'''''
  |iso3=ruo,dlm}}

La '''lingua morlacca''' ('''morlacco''') è una [[lingua neolatina]] quasi scomparsa. Veniva parlata principalmente nell'area del [[Quarnero]], nel territorio della regione della [[Morlacchia]] e nell'entroterra della [[Dalmazia]].

Secondo il censimento della [[Croazia]] del [[1991]] parlavano il morlacco solo 22 persone in [[Istria]]. Tuttavia lo storico [[Ervino Curtis]] asserisce che:
{{quotcitazione|in realtà questo numero è categoricamente superiore poiché in molti casi i Morlacchi e gli Istrorumeni che vivono a [[Fiume (Croazia)|Fiume]] (Rijeka) ed in altre città della [[Croazia]], non hanno dichiarato la loro reale etnia per cui si è persa la loro traccia.|Curtis Ervino, "''La lingua, la storia, le tradizioni degli istroromeni''".<ref>Curtis Ervino, "''La lingua, la storia, le tradizioni degli istroromeni''". Carta Europea delle Lingue Regionali o Minoritarie. Strasburgo,1992.</ref>}}

== Lingue collegate ==
La lingua morlacca o ''morovalacca'' è una delle [[lingue romanze balcaniche]] e può essere collegata/annessa alla [[lingua istrorumena]] (classificazione iso3=ruo), ma anche alla [[lingua dalmata]] (classificazione iso3=dlm). Questo perché non si hanno fonti storico-letterarie dirette del morlacco e della sua precisa evoluzione geografica e storica.{{Citazione necessaria}}

La presenza di molte parole di origine latina nel dialetto croato ''ikaviano'' dimostra il collegamento del morlacco con la [[lingua croata]], avvenuto nel medioevo. Il linguista [[Pavle Ivic]] afferma che la lingua neolatina era parlata fino all'invasione turca in un'estesa area della [[Jugoslavia]] adriatica e delle [[Alpi Dinariche]].<ref>Pavle Ivic, ''"The History of Serbian culture". Porthill Publishers. Middlesex,1995.''</ref>



Il nome Morlacchi deriva da Mauro-Vlachs o Mavrovlachi, anche ''Nigri Latini'' in [[lingua latina]], che significa "Valacchi Neri", dove con Neri si intendeva del Nord se si considera l'usanza dei [[Turchia|turchi]] a nominare i [[punti cardinali]] con i colori (Nero = Nord). 
(contracted; show full)pastori morlacchi, e fino al duecento la principale località della Lika si chiamava ''Rmanj''. La toponimia dell'[[Erzegovina]] e del [[Montenegro]] ha tuttora molte parole ereditate dal neolatino dei morlacchi: basta pensare al [[monte Durmitor]], il principale monte delle [[Alpi Dinariche]] centrali che serviva da "dormitorio" per i pastori morlacchi, oppure allo stesso nome [[Montenegro]] (cioè ''monte dei "nigri latini"'' o morovalacchi).
  

Negli archivi della Repubblica di [[Ragusa (Croazia)|Ragusa]] (attuale Dubrovnik) del [[XIV secolo]] vi sono riferimenti, secondo lo storico [[Matteo Bartoli]], al fatto che le montagne del suo interno erano abitate da popoli di lingua neolatina detti ''Vlasi'' (cioè [[valacchi]]) dai croati. I più consistenti di questi gruppi di morlacchi erano i ''Valacchi Bobanni'', i ''Valacchi Malesevici'', i ''Valacchi Gornji'' e i ''Valacchi Ridani''. Questi [[Valacchi]] costituivano una quasi continua area etnico-linguistica che dall'[[Erzegovina]] raggiungeva i [[Valacchi]] del [[Danubio]], nell'attuale [[Romania]].[[File:Morlachia.jpg|thumb| La Morlacchia nel [[Seicento]] ]]

Con l'invasione dei Turchi musulmani tutto l'assetto etnico-linguistico e religioso dei [[Balcani]] iniziò a trasformarsi. I popoli neolatini, detti ''[[Arumeni]]'' in [[Grecia]] e [[Albania]], ''[[Vlacchi]]'' in [[Bulgaria]] e nella [[Turchia]] europea, ''Vlasi'' o ''Morlacchi'' in [[Croazia]], [[Serbia]], [[Bosnia ed Erzegovina]] e [[Montenegro]] furono tra i più colpiti. Solo i [[Dalmati (gruppo etnico)|Dalmati]] ne furono parzialmente risparmiati perché abitavano territori protetti dalla ''Serenissima'' [[Repubblica di Venezia]].  

Nei secoli [[XVI secolo|XVI]] e [[XVII secolo|XVII]] alcuni Morlacchi si trasferirono nell'area del [[Quarnero]] e dell'[[Istria]], mescolandosi con pastori di [[lingua istrorumena]] e con gli ultimi dalmati. In quest'ultima mescolanza si completò l'evoluzione della lingua morlacca, che si può classificare lingua estinta col [[dalmato]] oppure lingua a rischio estinzione con l'[[Lingua istrorumena|istrorumeno]].  

Lo storico [[Carlo De Franceschi]] riferisce nel [[1879]] che nel [[XVI secolo|cinquecento]] alcune famiglie morlacche si trasferirono nell'area di [[Rovigno]], nell'[[Istria]] meridionale, secondo cronache storiche parzialmente scritte in [[lingua istriota]]: {{quotcitazione|...Ma già nel 1525 morlacchi della [[Dalmazia]] vennero trasportati in una contrada del territorio di [[Rovigno]], dove fondarono un villaggio (la Villa di Rovigno), e nel seguente anno 1526 ottennero d'aver un proprio zupano. Più tardi, nel 1596, il capitolo di [[Rovigno]] concesse loro di avere cappellano di loro nazione, di nomina ed a dispendio di esso capitolo. Famiglie morlacche vennero trasferite nello stesso anno 1525 anche nel territorio di [[Parenzo]], coll'obbligo di fondare un villag(contracted; show full)e sulle Alpi Bebie ([[monti Velebiti]] o Vlabiti, monti dei ''Vlasi'') tra [[Zara (Croazia)|Zara]] e [[Fiume (Croazia)|Fiume]]. Essi erano un popolo poco radicato al territorio ([[Venezia]] ne favorì l'insediamento stabile con apposite leggi agrarie come la legge Grimani del [[1755]] che assegnava gratuitamente due campi ad ogni famiglia morlacca) e vivevano spesso in carovane avendo un loro importantissimo mercato più a sud, ad [[Ocrida]], in [[Repubblica di Macedonia|Macedonia]].
  

Quasi tutti i Morlacchi di [[Dalmazia]] tra il [[XV secolo|quattrocento]] e il [[XVI secolo|cinquecento]] lasciarono il rito greco per abbracciare quello romano divenendo cattolici. Alcuni divennero [[musulmani]] e si mescolarono con le sopraggiunte popolazioni turche originando (in parte) gli attuali "Bosniaci" musulmani (detti [[bosgnacchi]]).  

Secondo il censimento del [[2002]] della Serbia vi sono anche tra le [[Alpi Dinariche]] e la [[Romania]] circa 55.000 Valacchi, principalmente intorno al fiume [[Timok]]. Essi parlano una lingua, lontanamente imparentata al morlacco, molto simile al romeno: nel medioevo dovevano essere un ponte di collegamento tra la [[Dalmazia]] e l'attuale [[Romania]], cioè tra i morlacchi veri e propri (i Valacchi dell'[[Erzegovina]]) ed i [[rumeni]]. 
(contracted; show full)

Inoltre si calcola vi siano circa 3.000 Bunjevici in [[Ungheria]], dove nel [[2006]] è stata richiesta la classificazione ufficiale di minoranza etnico-linguistica per questa popolazione dalla lontana origine morlacca.
  

Un'altra popolazione con caratteristiche simili sono i cattolici "''Sokci''", anch'essi [[Valacchi]] originari dalla [[Bosnia ed Erzegovina]] che fuggirono in [[Slavonia]] e [[Voivodina]] dalle invasioni turche del cinquecento. I Sokci, come i Bunjevici, parlano il dialetto serbo/croato "''Ikaviano-Neoshtokaviano''", caratterizzato dalla presenza di numerose parole ed influenze neolatine.
Attualmente il loro numero (erano quasi il 20% della popolazione croata nel censimento asburgico del [[1840]]) si è ridotto ufficialmente a meno di 2000 in [[Croazia]], secondo il censimento del 1991.

== Scritti in morlacco ==

Non si hanno scritti nella lingua dei pastori morlacchi. Il linguista [[Matteo Bartoli]] considerava che la [[lingua dalmata]] parlata a [[Zara (Croazia)|Zara]] e nella [[Repubblica di Ragusa]] agli inizi del [[Rinascimento]] doveva essere molto simile a quella che si parlava nell'entroterra dalmato (cioè il morlacco dei vari gruppi [[Valacchi]] dell'[[Erzegovina]]) per via dei continui scambi commerciali.<ref>Bartoli Matteo, ''"Das Dalmatische". A. Holder. Vienna,1906.''</ref>  

In una lettera scritta in antico dalmato, inviata da [[Zara (Croazia)|Zara]] alla [[Repubblica di Ragusa]] nel [[1397]] a ''ser Cholane de Fanfona'' e pubblicata da [[Matteo Bartoli]] nel suo libro ''il Dalmatico'', si può avere una notevole similitudine col morlacco:  

{{quotcitazione|...Pare me charisimu facuue a sauiri che parun del nauiliu Aligiritu non è pagatu del nolu, perchì non potì chatar di.nari di pagar lu nolu, salù àno abudi duhati in pireçencia di Polu Dobirovacu. Saldada la raçun in pireçencia di Polu Dobirovacu, resta-i dar duchati X: pireguue daçi tigi. Vostiru fiol Firancisch saluta in Anchona. A Ser Cholane de Fanfona, dada a Çara...}}

Traduzione:

{{quotcitazione|...Padre mio carissimo, vi faccio sapere che il padrone del naviglio, Aligirito, non è pagato del nolo perché non ho potuto raccogliere i denari per pagare il nolo (della nave), salvo che hanno avuto i ducati in presenza di Paolo Dobirovaco. Saldato il conto in presenza di Paolo Dobirovaco, restai di dovergli dare dieci ducati: ti prego di darglieli tu. Vostro figliolo Francesco vi saluta in [[Ancona]]. Al Signor Cholane de Fanfona, data a [[Zara (Croazia)|Zara]]...}}

Colla scomparsa dell'ultimo dalmata nel [[1898]] non restano tracce del morlacco parlato a Veglia, ma nelle comunità istrorumene dell'[[Istria]] orientale vi sono riferimenti alla presenza dei morlacchi. [[Andrea Glavina]], l'''Apostolo degli Istrorumeni'', era solito chiamare "fratelli valacchi" nei suoi scritti letterari i morovalacchi dell'[[Istria]]. Questo famoso istrorumeno, quando nel [[1922]] riuscì ad aprire nella sua [[Valdarsa]] la prima scuola in [[lingua istrorumena]] del [[Regno d'Italia]], dichiarò che vi assistevano anche alcuni alunni morlacchi dell'[[Istria]] orientale.  

Ancora oggi (censimento croato del 1991) vi sono 22 morlacchi nell'area del [[Quarnero]], che parlano un dialetto della [[lingua rumena]] in una forma caratteristica.

== Note ==
<references/>

== Bibliografia ==
(contracted; show full)
* Schiffrer, C. ''La questione etnica ai confini orientali d’Italia''. Ed. Italo Svevo. Trieste 1990.
* Tagliavini, Carlo. ''Le origini delle lingue neolatine''. Patron Ed. Bologna 1982.
* Ursini, F. ''Sedimentazioni culturali sulle coste orientali dell’Adriatico. Il lessico veneto-dalmata del Novecento''. Vol. XV degli Atti e Memorie della Società Dalmata. Venezia 1987.

== Collegamenti esterni ==

* {{
en}} [cita web|http://www.hi.is/~maurizio/danubiana/maurovalachica.htm  |Danubian Europe: Maurovalachia]
* {{en}} [|lingua=en}}
* {{cita web|http://ccat.sas.upenn.edu/~haroldfs/540/langdial/serbcrot.html  |Mappa del dialetto Ikaviano-Neoshtokaviano (in azzurro) secondo Brabec, Kraste e Živković]
* {{en}} [|lingua=en}}
* {{cita web|http://www.geocities.com/serban_marin/brezeanu2000.html  |Palaiovlachoi - Stari Vlah. Medieval Balkan History and Toponymy]
* {{en}}[|lingua=en}}
* {{cita web|http://www.personal.ceu.hu/students/98/Bojan_Todosijevic/staro/ece-bunjevci/Bunjevci.pdf  |Storia dei Bunjevici]|lingua=en}}
* http://www.arcipelagoadriatico.it
* http://www.decebal.it
* http://www.istrianet.org
* http://www.istro-romanian.com
* http://www.unioneistriani.it
* {{en}} http://www.vlachophiles.net
* {{en}} http://www.farsarotul.org

{{Lingue romanze}}

{{portale|Venezia Giulia e Dalmazia}}

[[Categoria:Lingue romanze orientali|Morlacco]]
[[Categoria:Dalmazia]]