Difference between revisions 78302183 and 78854271 on itwiki{{Divisione amministrativa |Nome=Ala |Nome ufficiale= |Panorama=ala2.jpg |Didascalia= |Bandiera=Ala (Italia)-Gonfalone.png |Voce bandiera= |Stemma=Ala (Italia)-Stemma.png (contracted; show full) A cavallo tra ottocento e novecento Ala e frontiera Italo-Austriaca con presenza di case di spedizione, alberghi e guardie di finanza da entrambe le parti. Questo periodo comunque prospero finisce con lo scoppio della [[Grande guerra]] e i successivi spostamenti di confini. == Monumenti e luoghi d'interesse == === Architetture religiose === ==== La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta ==== {{D|chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta (Ala)}} Il viaggiatore che giunge ad Ala, sia provenendo da sud che da nord, non può non essere colpito dall'imponente bianca mole della chiesa parrocchiale che domina con l'alto e massiccio campanile tutta la cittadina. Questo edificio non ha nulla a che vedere con l'antichissimo tempio eretto ab immemorabili, forse sulle rovine di un preesistente castello. Lo storico locale dell'Ottocento mons. de Pizzini afferma di aver raccolto testimonianze circa il ritrovamento di un pozzo, ritenuto di pertinenza dello stesso castello (distrutto nel 1166), sotto il pavimento del presbiterio della chiesa di S.Maria Assunta e così scrive: “Durante il rifacimento della parrocchiale nel 1839 furono trovate le fondamenta di una grossa muraglia della grossezza di quasi tre piedi, costruita di sassi del torrente e non di cava, ed il cemento tenacissimo. Probabilmente quello era un muraglione del castello rimasto sepolto nella sua distruzione e abbandonato già nel rifacimento della chiesa del 1468 e forse anche prima, poiché o già perduto sotto, o abbandonato avendo abbastanza materiale avanzato da altri ruderi per la chiesa”. Poco nominata nei documenti, la chiesa non partecipa molto alla vita della Villa perché rappresenta solo il potere religioso e, per la sua posizione dominante, è luogo di difesa solo nei momenti di pericolo. Da altre fonti si sa che la chiesa rimase soggetta alla Pieve di Mori fino al 1537 e solo da tale data troviamo nominato il sacerdote rettore, chiamato anche piovano e pieve la chiesa (Cfr. Gattioli). Impossibile risalire alla data della fondazione della chiesa, ma si può presumere che dapprima sia stata una cappella ad uso di un “funzionario” civile o di un consorzio di “incastellati”; poiché dal secolo IX si incomincia a costruire cappelle nei castelli e diviene poi costume generale che ogni “consorzio” abbia la sua chiesa, diventandone un elemento sostanziale. Solo in tempi successivi la cappella si trasforma in pieve e poi in parrocchia, rivestendo una particolare importanza per gli abitanti del luogo, contribuendo a creare una comunità. All'epoca lo stesso mercato settimanale del paese si tiene davanti alla pieve ed è chiamato forum e si distingue dai mercati o fiere che cadono ad intervalli più ampi di tempo. È il periodo di maggior importanza per la “Villa Alta” dove è circoscritta la piccola borgata e di cui ne rappresenta la zona residenziale, ma anche amministrativa e religiosa. La chiesa di S.Maria Assunta ebbe la funzione di conservare il sentimento della comunitas di tutta la borgata, tanto che quando nel secolo XVII fu avanzata la proposta di abbatterla, parroco e paesani si ribellarono violentemente. In seguito il centro della vita amministrativa ed economica si sposta nell'attuale piazza S.Giovanni, ma nonostante ciò la chiesa di S.Maria non venne mai abbandonata: mutavano le situazioni socio-economiche del borgo, mutava l'aspetto esterno delle strutture, gli uomini e i loro bisogni, ma si conservava un sentimento comune di affetto e di premura per la chiesa parrocchiale, ormai decentrata rispetto al borgo. Oggi a distanza di secoli ci chiediamo se l'affetto e il rispetto degli Alensi per la “chiesa madre” è pari a quello dei loro antenati. Le prime menzioni scritte della chiesa di S.Maria Assunta in Ala sono del 1178, cioè dodici anni dopo la distruzione del castello, e poi del 1214; in epoche successive la chiesa subì trasformazioni e dovette essere consacrata più volte: le solenni cerimonie di consacrazione coincidono con le varie innovazioni dovute ad esigenze pratiche o di gusto artistico mutato. Nell'archivio parrocchiale si trovano le pergamene che fanno fede di questi avvenimenti. Dopo il 1400 il plebanus (ossia il parroco) rappresenta uno strumento di potere del governo veneziano; egli era quasi sempre un forestiero: nel 1401 troviamo un certo Bartolomeo da Verona e nel 1429 il priore del convento di S.Margherita Jacopo di Friburgo. Verso la fine del Quattrocento il plebanus di Ala, Antonello del fu Giovanni di Castrignano, rivolge al podestà veneziano di Rovereto la ric*Chiesta di ritirarsi dal servizio per l'avanzata età e di essere sostituito dal nipote Giovanni Donnino, che sarà rettore della chiesa fino al 1533 ed oltre; nella sua lettera il plebanus Antonello afferma che gli Alensi erano favorevoli a questa successione. Circa la struttura della chiesa all'epoca, ce ne parla lo storico, già menzionato, mons. Pizzini: “Subito dopo la metà del secolo XV... l'interno di essa stava a tre navi diviso, che sorrette da sei colonne mostravano le arcature del sesto tutto proprio del decadimento dell'arte, né rotondo né acuto. Angusta tuttavia e disadatta mal si appresta ad accogliere tutti i parrocchiani, che a poco meno sommavano della metà del presente (ossia 2000 persone circa)”. Quella chiesa con tre altari era stata consacrata nel 1468 da Albertino da Trino Monferrato, Vicario generale del Vescovo di Trento [[Giovanni Hinderbach]]. Viste le condizioni ormai superate della chiesa si procedette secondo il Pizzini ad una nuova costruzione con “cinque altari, presbiterio e coro con abside pentagonale assai ristretto e povero”; questa nuova chiesa venne consacrata il 13 dicembre del 1561 dal Vescovo Biagio Aliprandino suffraganeo del cardinale Cristoforo Madruzzo di Trento. Qualche anno dopo, nel 1583 verrà dotata di un quadro di Felice Brusasorci rappresentante la Madonna del Rosario con i quindici medaglioni rappresentanti i Misteri del Rosario (questa pala è sul terzo altare a sinistra entrando). Nel 1648, per iniziativa del parroco don Alfonso Buonacquisto, venne allungata la chiesa, scavando nella roccia dietro l'abside per ingrandire il coro. Inoltre secondo lo storico padre Gattioli, al posto dell'attuale campanile c'era la canonica e le campane erano collocate su un'impalcatura di legno. Per opera di don Buonacquisto, dopo aver pacificato gli animi dei maggiorenti di Ala indecisi e in contrasto per l'ubicazione di un nuovo campanile, nel 1667 iniziarono i lavori del nuovo campanile e della canonica, dopo aver abbattuto quella vecchia; si procedette anche alla costruzione di una fontana sulla facciata della canonica, portando l'acqua dalla sorgente Tarello. Il solerte arciprete trovò la morte per [[gangrena]] in seguito alla caduta da un'impalcatura durante i lavori di costruzione. Inoltre è di questo periodo l'Oratorio del SS. Sacramento a forma quadrangolare sopra il grande portico che porta al sagrato, con il soffitto ligneo e un'ampia lunetta aperta sul muraglione verso la valle, così pure il vecchio cimitero, allora posto più sopra detto Oratorio. Di quel periodo è anche l'attuale sagrestia, la dotazione di un nuovo organo, banchi nuovi, paramenti sacri ed il dono di un grande ostensorio da parte dei “Conti Padroni” di Castelbarco. L'ingrandimento e l'abbellimento interno dell'arcipretale di Ala segue di pari passo lo sviluppo economico della borgata, dovuto all'industria della seta e dei velluti. Il campanile, così come possiamo ammirarlo ancora oggi, è opera del Comacino Domenico Bianchi e sarà ultimato nel 1670 (una pietra collocata alla base del campanile ci informa sulla sua costruzione). Nel 1686 si decise di trasformare la chiesa ad una sola navata (come la vediamo ai nostri giorni) con l'aggiunta di due nuovi altari (che divennero così sette). Il 18 novembre 1708 venne riconsacrata dal Principe Vescovo di Trento Giovanni Michele dei conti di Sporo. Sul frontone dell'attuale facciata, una volta decorata di affreschi ormai scomparsi, non si può più leggere la data del 1698. Delle tre porte d'ingresso di quella chiesa, è rimasta solo quella centrale che rompe la monotonia di un esterno senza alcunché di artistico all'infuori del grazioso barocco portale su cui troneggia la statua della vergine Maria Assunta, patrona principale della città. Nel secolo XVIII si procedette un po' alla volta alla sistemazione e decorazione interna. Il vecchio organo, costruito nel 1670, venne completamente rinnovato nel 1715 da Giuseppe Bonatti di Desenzano; lo stesso autore del famoso organo di S.Maria Maggiore a Trento. Documenti esistenti in casa de Pizzini in Ala, attestano che Wolfgang Amedeus Mozart, ospite di quella famiglia, suonò quell'organo durante il suo primo viaggio in Italia nel 1771. Restauri a questo solenne strumento furono effettuati nel 1778 da G. Zavise e nel 1831 e 1840 da A. Sona. L'organo andò completamente distrutto a causa del bombardamento austriaco del 1916; di conseguenza venne eliminata la doppia cantoria collocata negli angoli di testa della navata (visibile in una fotografia di inizio secolo) e un nuovo organo venne costruito nel primo dopoguerra dietro l'altare maggiore dal Mascioni, ma la chiesa perdette gran parte della sua maestosità (l'organo del Mascioni, restaurato alla fine degli anni settanta, è ora collocato nella chiesa di S.Giovanni in Ala). Nel 1750 fu iniziata e proseguita negli anni seguenti la parte in pietra dell'altare maggiore su disegno e lavorazione di Stefano Piana di Castione. Il 14 agosto 1755 come scrisse l'arciprete Giuseppe Premer del tempo “fu determinata con l'aiuto del Signore e gloria della Beatissima Vergine Assunta dell'altar maggiore di questa chiesa parrocchiale, cioè posta in opera per compimento di tutto il presbiterio la soaza di marmo con la pala rappresentante l'Assunzione di M.SS. coi dodici Apostoli intorno all'avello. La pala o sia pittura fu opera del signor Giorgio Anselmi pittore di Verona e costò lire piccole mille e cento. Opera sua anche la pittura a fresco sul muro sopra l'altare, ove si vede dipinta la SS. Trinità che riceve nella gloria la Beata Vergine Maria. Ma in questa occasione furono fatte anche le finestre laterali del coro”. L'abbellimento dell'arcipretale proseguì nel 1764, anno in cui sopra la porta d'ingresso, fu posto un grande quadro rappresentante Gesù che scaccia i profanatori dal tempio. Era opera del pittore trentino Nicolò Volani e scomparve durante la prima guerra mondiale ed ora non rimane che il vuoto con il cornicione in gesso. Alcuni artisti conterranei contribuirono a rendere più bella la chiesa parrocchiale con le loro opere: Orlando Fattori con un telone per l'organo raffigurante S.Cecilia (scomparso); Antonio Gresta con la pala rappresentante la Sacra Famiglia di Nazaret con S.Francesco, collocata sull'altare della cappella laterale di destra, a fianco dell'altare maggiore; suo fratello Sebastiano Gresta decorò invece il fondale della nicchia dove è collocato un artistico Crocifisso ligneo sull'altare 1º di sinistra entrando, ma l'affresco è andato perduto. La scultura del Crocifisso è ritenuta opera del fiammingo Guglielmo Duschi, residente a Mantova, e di là trasportata a spalle fino ad Ala nel 1710 per un voto fatto dai maggiorenti della comunità alense; Sebastiano Gresta aveva affrescato anche le due lunette collocate all'apice di questo altare e di quello frontale dei Vellutai. Lo storico de Pizzini attribuisce pure a Sebastiano Gresta la pala di Maria SS. con Gesù Bambino e i S.Antonio abate, S.Caterina e S.Agostino, collocata sul 2º altare di destra entrando. Anche se non è rilevabile da alcun documento, si può presumere che il bel quadro di S.Lucia, collocato sul 1º altare di destra entrando, sia opera, se non del Cignaroli, almeno della sua scuola. Il 2º altare di sinistra ed il 3º di sinistra entrando sono dedicati rispettivamente alla Madonna Addolorata, pregevole scultura barocca, contenuta in una nicchia, contornata da una cornice decorata con sette medaglioni raffiguranti i sette dolori della vergine Maria; l'altro altare, vero e proprio scenario di marmi pregiati, contiene una preziosa statua lignea del XVI secolo, raffigurante la Vergine Madre Maria che adora il Bambino Gesù adagiato sulle sue ginocchia. Del 1741 infine sono le due grandi pale, raffiguranti la Natività di Gesù a Betlemme e la sua Presentazione al tempio di Gerusalemme, del Novarini e collocate sulle due pareti del presbiterio. La bellezza delle pale e la ricchezza di marmi dei nove altari fanno della chiesa parrocchiale di Ala una delle più belle chiese del Trentino, almeno per l'interno. Per questo ne auspichiamo un utilizzo maggiore da parte della comunità, dato che in essa si celebra solo nei mesi estivi. Si potrebbe ritornare alla prassi che era in vigore fino alla fine degli anni settanta e cioè dalla Domenica delle Palme fino all'ultima domenica di ottobre. Ancora alcune notizie degne di menzione sulla chiesa parrocchiale di Ala. Dall'atto notarile del 3 marzo 1687, che costituisce il primo Statuto dell'Arte dei Tessitori in Ala, firmato allora da cinquanta tessitori e dai loro sette padroni, risulta costituita una Confraternita denominata “Ars Vellutariorum”. Rappresentava una vera Corporazione ed aveva anche carattere religioso. in quella occasione i soci si impegnarono di pagare la somma di 300 fiorini per erigere nella chiesa parrocchiale di S.Maria Assunta un altare in onore di S.Lucia (il 1º a destra entrando), eletta Santa Protettrice dei Vellutai, in considerazione della grande importanza per un tessitore possedere una buona vista nel delicato lavoro della fabbricazione dei velluti, e l'obbligo della celebrazione di una santa Messa il 13 dicembre, festa della santa Martire di Siracusa. La celebrazione venne sospesa negli anni trenta perché ormai del velluto era rimasto solo il ricordo. L'altare primo di sinistra entrando, costruito nel 1710 per il Crocifisso di cui si è scritto più sopra, custodisce due frammenti della Santa Croce di Gesù Cristo, donati nel 1713 da frate Gabriele da Udine. nel 1731 venne istituita una Fondazione chiamata “Beneficio Rolli” per costituire un fondo a garanzia di Messe perpetue da celebrare sul predetto altare. Il primitivo complesso architettonico del campanile cambiò completamente aspetto per il crollo improvviso della cuspide a piramide del 1814 e sostituito nel 1827 da Giuseppe Negrioli di Trento con l'attuale grosso cipollone sormontato da una sfera a base di una pesante croce, che per le intemperie s'inclinarono per ben due volte, finché nel 1955 furono tolte e sostituite con un'asta più leggera. Il 27 agosto 1916 alle ore 21.40 una granata austriaca colpì l'arcipretale provocando il crollo del tetto e ingentissimi danni agli altari, alle pale e all'organo. I restauri durarono tredici anni e nel 1929 la chiesa parrocchiale venne riaperta al culto con un nuovo soffitto, affrescato dal pittore Iemolo, raffigurante la gloria di Maria in cielo e quattro tondi con gli Evangelisti. (testi tratti dal volume pubblicato dalla Cassa Rurale di Ala nel 1994) Recentemente è stato ritrovato presso la Biblioteca Comunale di Ala il progetto redatto dall'ingegnere Dalla Laita negli anni del primo dopoguerra per un più comodo accesso alla chiesa con l'allargamento della strada che vi conduce. Pensiamo che la ripresa di un tale progetto e almeno l'attuazione di un nuovo accesso con un adeguato parcheggio nelle immediate vicinanze potrebbe aiutare il rilancio di questa pregevole e amata chiesa di Ala.parrocchiale di Santa Maria Assunta La chiesa parrocchiale è arroccata in una posizione sopraelevata in cima al centro storico e vi si accede attraverso una stretta e ripida stradina; non viene usata per normali funzioni settimanali ma solo per comunioni, cresime o altre cerimonie importanti, in quanto è molto grande e fredda. * La chiesa di S. Giovanni Evangelista (contracted; show full)==Altri progetti== {{Interprogetto|commons=Category:Ala}} {{Provincia di Trento}} {{Comuni della Vallagarina}} {{portale|trento}} [[Categoria:Ala| ]] All content in the above text box is licensed under the Creative Commons Attribution-ShareAlike license Version 4 and was originally sourced from https://it.wikipedia.org/w/index.php?diff=prev&oldid=78854271.
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