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{{Citazione|Ho la sensazione di durare troppo, di non riuscire a spegnermi: come tutti i vecchi le mie radici stentano a mollare la terra. Ma del resto dico spesso a tutti che quella croce senza giustizia che è stato il mio manicomio non ha fatto che rivelarmi la grande potenza della vita.|Alda Merini, ''[[La pazza della porta accanto]]''<ref>Alda Merini, ''La pazza della porta accanto'', a cura di Guido Spaini e Chicca Gagliardo, Bompiani, 1995, pag. 59</ref>}}
{{Bio
|Nome = Alda
|Cognome = Merini
|Sesso = F
|LuogoNascita = Milano
|GiornoMeseNascita = 21 marzo
|AnnoNascita = 1931
|LuogoMorte = Milano
|GiornoMeseMorte = 1º novembre
|AnnoMorte = 2009
|Attività = poetessa
|Attività2 = aforista
|Attività3 = scrittrice
|Epoca = 1900
|Epoca2 = 2000
|Nazionalità = italiana
|Immagine = Alda Merini.jpg
}}

== Biografia e opere ==
[[File:Aldo Busi - Merini.jpg|thumb|left|Alda Merini con [[Aldo Busi]]]]  
[[File:Merini - Scheiwiller.jpg|thumb|Alda Merini con [[Vanni Scheiwiller]], [[Enrico Baj]] e [[Alain Elkann]].]]

=== ''L'' ===
Alda Giuseppina Angela Merini nasce il 21 marzo [[1931]] a Milano in viale Papiniano 57<ref>
{{cita web
|url=http://archiviostorico.corriere.it/2010/ottobre/23/Voci_una_Milano_perduta_nei_co_9_101023085.shtml|urlarchivio=https://web.archive.org/web/*/http://archiviostorico.corriere.it/2010/ottobre/23/Voci_una_Milano_perduta_nei_co_9_101023085.shtml
|titolo=Voci di una Milano perduta nei versi di Alda Merini
|editore=Corriere della Sera
|data=23 ottobre 2010
|accesso= 16 gennaio 2011
}}</ref> in una famiglia di condizioni economiche modeste. Il padre, Nemo Merini, era dipendente presso le assicurazioni la "Vecchia Mutua Grandine ed Eguaglianza il Duomo" , la madre, Emilia Painelli, casalinga. Alda era secondogenita di tre figli, tra Anna, nata il 26 novembre [[1926]] ed Ezio, nato il 23 gennaio [[1943]], che la scrittrice fa comparire, sia pure con un certo distacco, nelle sue poesie. Della sua infanzia si conosce quel poco che lei stessa scrisse in brevi note autobiografiche in occasione della seconda edizione dell'Antologia dello Spagnoletti:  "''ragazza sensibile e dal carattere malinconico, piuttosto isolata e poco compresa dai suoi genitori ma molto brava ai corsi elementari: ... perché lo studio fu sempre una mia parte vitale''".<ref>poesia italiana contemporanea. 1909-1959, a cura di Giacinto Spagnoletti, Guanda, Parma 1959</ref>

Dopo aver terminato il ciclo elementare con voti molto alti, frequenta i tre anni di avviamento al lavoro presso l'Istituto "[[Laura Solera Mantegazza]]" in via Ariberto a Milano tentando di essere ammessa al Liceo Manzoni, ma non riesce in quanto non supera la prova di italiano. Nello stesso periodo si dedica allo studio del [[pianoforte]], [[strumenti musicali|strumento]] da lei particolarmente amato. Esordisce come autrice giovanissima, a soli quindici anni, sotto la guida di [[Giacinto Spagnoletti]] che scoprì il suo talento artistico.<ref name=Corriere_2_11_2009>
{{cita web
|url=http://archiviostorico.corriere.it/2009/novembre/02/Alda_Merini_poetessa_dei_Navigli_co_8_091102044.shtml|urlarchivio=https://web.archive.org/web/*/http://archiviostorico.corriere.it/2009/novembre/02/Alda_Merini_poetessa_dei_Navigli_co_8_091102044.shtml
|titolo=Alda Merini, la poetessa dei Navigli che cantò i poveri, l'amore e l'inferno
|editore=Corriere della Sera
|data=2 novembre 2009
|accesso= 16 gennaio 2011
}}</ref> Nel [[1947]], la Merini incontra "''le prime ombre della sua mente''"<ref>[[Maria Corti]] in ''Introduzione'' di ''Vuoto d'amore'', Einaudi, Torino,1991, pag. VI</ref> e viene internata per un mese nella clinica Villa Turro a Milano. Quando ne esce alcuni amici le sono vicini e [[Giorgio Manganelli]], conosciuto a casa di Spagnoletti insieme a [[Luciano Erba]] e [[David Maria Turoldo]], la indirizza dagli psicoanalisti [[Franco Fornari|Fornari]] e [[Cesare Musatti|Musatti]].<ref name=Corriere_2_11_2009 />

[[Giacinto Spagnoletti]] sarà il primo a pubblicarla nel [[1950]], nell’''Antologia della poesia italiana contemporanea 1909-1949'', con le liriche ''Il gobbo'', datata 22 dicembre [[1948]], e ''Luce'', del 22 dicembre 1949, dedicata a Giacinto Spagnoletti. Nel [[1951]], su suggerimento di [[Eugenio Montale]] e di [[Maria Luisa Spaziani]], l'editore [[Giovanni Scheiwiller]] pubblica due poesie inedite dell'autrice in, ''Poetesse del Novecento''. Dal 1950 al 1953 frequenta per lavoro e per amicizia [[Salvatore Quasimodo]]. Terminata la difficile relazione con Giorgio Manganelli, il 9 agosto [[1953]] sposa Ettore Carniti, proprietario di alcune panetterie di Milano. Nello stesso anno esce, presso l'[[editore]] Schwarz, il primo volume di versi intitolato ''[[La presenza di Orfeo]]''. Nel [[1955]] esce la seconda raccolta di versi intitolata, ''[[Paura di Dio]]'' con le poesie scritte dal 1947 al 1953, alla quale fa seguito ''[[Nozze romane]]'' e, nello stesso anno, edita da [[Bompiani]], viene pubblicata l'opera in [[prosa]], ''[[La pazza della porta accanto]]''.

Nasce in quello stesso anno la prima figlia, Emanuela, e al medico curante della bambina, Pietro De Pascale, Alda Merini dedica la raccolta di versi ''[[Tu sei Pietro]]'', pubblicata nel [[1962]] dall'editore [[Giovanni Scheiwiller|Scheiwiller]]. Dopo'',Tu sei Pietro'' inizia un difficile periodo di silenzio e di isolamento, dovuto all'internamento al "Paolo Pini", che dura fino al [[1972]], con alcuni ritorni in famiglia durante i quali nascono altre tre figlie<ref>da Maria Corti in op. cit., pag. VIII</ref>. Si alterneranno in seguito periodi di salute e malattia, probabilmente dovuti al [[disturbo bipolare]], della quale hanno patito anche altri grandi poeti ed artisti quali [[Charles Baudelaire]], [[Ernest Hemingway]], [[Francis Scott Fitzgerald]], [[George Gordon Byron]], [[August Strindberg]] e [[Virginia Woolf]]. Nel 2007 con ''Alda e Io – Favole'', scritto a quattro mani con il favolista Sabatino Scia, vince il premio Elsa Morante Ragazzi. Il 17 ottobre [[2007]] la poetessa ottiene la laurea honoris causa in "Teorie della comunicazione e dei linguaggi" presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'[[Università di Messina]], tenendo una lectio magistralis <ref>{{Cita web|url=https://it.wiktionary.org/wiki/lectio_magistralis|titolo=Lectio magistralis|autore=Wikizionario|editore=Wikipedia|data=21/03/2016|accesso=21/3/2016}}</ref> sui meandri tortuosi del suo vissuto.

=== La Terra Santa ===
[[File:Merini - Scheiwiller.jpg|thumb|Alda Merini con [[Vanni Scheiwiller]], [[Enrico Baj]] e [[Alain Elkann]].]]

Nel [[1979]] la Merini ritorna a scrivere, dando il via ai suoi testi più intensi sulla drammatica e sconvolgente esperienza dell'[[ospedale psichiatrico]], testi contenuti in quello che può essere inteso, come scrive [[Maria Corti]]<ref>[[Maria Corti]] in ''Introduzione'' a ''Alda Merini. Fiore di poesia. 1951-1997'', Einaudi, Torino, pag. XI</ref> "il suo capolavoro": ''[[La Terra Santa]]'' con la quale vincerà nel [[1993]] il [[Premio Librex Montale]]. Ma le pene della scrittrice continuano: il 7 luglio [[1983]] muore il marito, ed Alda, rimasta sola e ignorata dal mondo letterario, cerca inutilmente di diffondere i propri versi. Racconta Maria Corti<ref>Maria Corti in ''op. cit.'', pag. XII</ref> che lei stessa si era recata presso i maggiori editori italiani senza alcun successo fintanto che, nel [[1982]], dopo aver raccontato a Paolo Mauri <ref>Che a quei tempi dirigeva la [[rivista]] ''Il cavallo di Troia''.</ref> la sua amarezza, le offrì uno spazio sulla sua rivista per trenta poesie da pubblicare sul nº 4, [[inverno]] [[1982]] - [[primavera]] [[1983]], che, insieme a lei, aveva scelto da un dattiloscritto di un centinaio di testi; in seguito, insieme all'editore [[Vanni Scheiwiller|Scheiwiller]], avrebbero aggiunto altre dieci liriche, e nel [[1984]] veniva dato alla stampa ''La Terra Santa''.

[[File:Aldo, Giovanni, Giacomo - Merini.jpg|thumb|Alda Merini con il trio comico [[Aldo, Giovanni & Giacomo]]]]

In quel periodo la Merini affitta una camera della propria abitazione ad un pittore di nome Charles, iniziando a comunicare telefonicamente con l'anziano poeta [[Michele Pierri]], che, in quel difficile periodo di ritorno nel mondo letterario, aveva dimostrato di apprezzare la sue poesie. Nell'ottobre del [[1983]] Alda e Michele si sposano e vanno a vivere a [[Taranto]]. Alda è curata e protetta dal marito, che prima di andare in pensione era un [[medico]], ex primario di Cardiologia all'ospedale SS. Annunziata. In questo periodo, scrive venti poesie-ritratti de, ''La gazza ladra'', probabilmente risalenti al [[1985]], inedite fino al volume ''Vuoto d'amore'', oltre alcuni testi per Pierri. Sempre a Taranto porta a termine ''L'altra verità. Diario di una diversa''.

=== ''L'altra verità. Diario di una diversa'' ===
{{Citazione|Non avrei potuto scrivere in quel momento nulla che riguardasse i fiori perché io stessa ero diventata un fiore, io stessa avevo un gambo e una linfa|Alda Merini, da ''L'altra verità. Diario di una diversa''}}
Nel luglio del [[1986]], dopo aver sperimentato nuovamente gli orrori dell'Ospedale Psichiatrico di Taranto, fa ritorno a Milano ed inizia una terapia con la dottoressa Marcella Rizzo, alla quale dedica più di una poesia. Nello stesso anno riprende a scrivere e ad incontrare i vecchi amici, tra cui Vanni Scheiwiller, che le pubblica ''[[L'altra verità. Diario di una diversa|"L'altra verità. Diario di una diversa]]''", il suo primo libro in [[prosa]] che, come scrive Giorgio Manganelli nella prefazione al testo, "..''. non è un documento, né una testimonianza sui dieci anni trascorsi dalla scrittrice in manicomio. È una ricognizione, per epifanie, deliri, nenie, canzoni, disvelamenti e apparizioni, di uno spazio - non un luogo - in cui, venendo meno ogni consuetudine e accortezza quotidiana, irrompe il naturale inferno e il naturale numinoso dell'essere umano''"<ref>[[Giorgio Manganelli]] in ''Introduzione'' a ''Alda Merini, L'altra verità. diario di una diversa'', Rizzoli, 1997, pag. 7</ref> al quale seguiranno ''Fogli bianchi'' nel [[1987]], ''La volpe e il sipario'' ([[1997]]) e ''Testamento'' ([[1988]]). Nel [[1987]] è finalista nel premio letterario [[Premio Bergamo (letteratura)|Premio Bergamo]].

=== Caffè sui Navigli ===
[[File:Merini - Chimera.jpg|thumb|Alda Merini mentre si reca al Caffè Chimera di Milano.]]
Sono questi, per la Merini, anni fecondi dal punto di vista letterario e di conquista di una certa serenità. Nell'inverno del [[1989]] la poetessa frequenta il caffè-libreria ''Chimera'', situato poco lontano dalla sua abitazione sui [[Navigli (Milano)|Navigli]], e offre agli amici del caffè i suoi dattiloscritti.  Sarà  in  questo periodo che nasceranno  libri  come(contracted; show full)ltimi pubblicati, ''Lettera ai figli'', edito da Michelangelo Camilliti per l'edizione Lietocollelibri e illustrato da otto disegni [[onirico|onirici]] e [[surreale|surreali]] di Alberto Casiraghi. Da ricordare il volume edito da l'''[[Incisione]]'', ''Alda Merini'', che contiene poesie inedite della poetessa e disegni dell'artista [[Aligi Sassu]], opere stampate su [[torchio tipografico|torchio]] in [[litografia]] e [[serigrafia]].
 BESTEMMIAVA COME UNA MAIALA

=== La sua vita, più bella della poesia ===

Nel [[2000]] esce nell'edizione [[Giulio Einaudi Editore|Einaudi,]] ''[[Superba è la notte]]'', un volume risultato di un lavoro minuzioso compiuto su numerose poesie inviate all'editore Einaudi e ad [[Ambrogio Borsani]]. I versi che compongono la raccolta sono stati scritti dal 1996 al 1999. Non essendo stato possibile dare al materiale un ordine cronologico i curatori si sono basati sull'omogeneità tematica e stilistica comp(contracted; show full)vivere ancora. [[Roberto Vecchioni]], ''Canzone per Alda Merini'', 1999</ref> e nel [[2003]] la ''[[Stile Libero (Einaudi)|Einaudi Stile Libero]]'' pubblica un cofanetto con videocassetta e testo dal titolo ''Più bella della poesia è stata la mia vita''. Nel mese di giugno, presso la Galleria ''[[ArsMedia]]'' di [[Bergamo]] vengono presentati gli ultimi lavori dell'artista [[serinese]] [[Bonaldi Giovanni]]; la mostra
 delle troie, introdotta da Alda Merini, è accompagnata da un catalogo curato da Sara Fontana. Nel 2003, a seguito dell'inaugurazione delle opere d'arte realizzate da Bonaldi Giovanni per la Cappella dell'Oratorio della Parrocchia di [[Mozzo (Italia)|Mozzo]], viene presentato il catalogo delle opere dal titolo ''[[L'ospitalità dell'Arca]]'' edito da [[Silvana Editoriale]] con contributi del Cardinale, [[Gianfranco Ravasi]], del monsignor, [[Carlo Chenis]], [[Giuseppe Laras]], del mons, [[Pierangelo Sequeri]], [[Silvia Gervasoni]], la stessa Alda Merini e [[Franco Bonilauri]].

=== ''Alda Merini, una troia'' ===, introdotta da Alda Merini, è accompagnata da un catalogo curato da Sara Fontana. Nel 2003, a seguito dell'inaugurazione delle opere d'arte realizzate da Bonaldi Giovanni per la Cappella dell'Oratorio della Parrocchia di [[Mozzo (Italia)|Mozzo]], viene presentato il catalogo delle opere dal titolo ''[[L'ospitalità dell'Arca]]'' edito da [[Silvana Editoriale]] con contributi del Cardinale, [[Gianfranco Ravasi]], del monsignor, [[Carlo Chenis]], [[Giuseppe Laras]], del mons, [[Pierangelo Sequeri]], [[Silvia Gervasoni]], la stessa Alda Merini e [[Franco Bonilauri]].

=== ''Alda Merini, una donna sul palcoscenico'' ===

Nel [[2009]] esce il documentario, ''[[Alda Merini, una donna sul palcoscenico]]'', del regista [[Cosimo Damiano Damato]], presentato alle Giornate degli Autori della [[66ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia]]. Il film, prodotto da [[Angelo Tumminelli]] per la ''[[Star Dust International srl]]'' di [[Roma]], vede la partecipazione di [[Mariangela Melato]] e le fotografie di [[Giuliano Grittini]]. Dall'incontro del regista con la poetessa nasce una grande amicizia e tante poesie inedite inserite nel documentario. ''Una donna sul palcoscenico'', la poesia inedita di Alda Merini scritta per il film-documentario di [[Cosimo Damiano Damato|Damato]]:

<blockquote>''Un giorno io ho perso una parola/sono venuta qui per dirvelo e non perché voi abbiate risposta/ Non amo i dialoghi o le domande: mi sono accorta che cantavo in una orchestra che non aveva voci/ Ho meditato a lungo sul silenzio, al silenzio non c'è risposta./ Io le mie poesie le ho buttate/ non avevo fogli su cui scriverle./ Poi mi si sono avvicinati strani animali come uomini di antenate bestie da manicomio/ qualcuno mi ha aiutato a sentirmi unica, mi ha guardato./ Pensavo che per loro non c'erano semafori, castelli e strade./ Questo posto sgangherato come il mio cervello che ha trovato solitudini./ Poi è venuto un santo che aveva qualcosa da dare/ un santo che non aveva le catene, non era un malfattore,/ l'unica cosa che avevo avuto in questi anni./ L'avrei seguito/ finché un giorno non sapevo più innamorarmi./ È venuto un santo che mi ha illuminato come una stella./ Un santo mi ha risposto: perché non ti ami? È nata la mia indolenza./ Non vedo più gente che mi picchia e non vedo più i manicomi./ Sono morta nell'indolenza.''</blockquote>

''"E con una voce che tradisce il suo candore da bambina'' – ha scritto [[Roberta Bottari]] su [[Il Messaggero]] - ''un sorriso che le'' ''illumina gli occhi e l'immancabile rossetto rosso fuoco'', ''Alda Merini si abbandona a Cosimo Damato. si fida di lui, “sente” che'' ''non verrà tradita. E mentre il regista gira in presa diretta, con la camera ferma, in attesa di uno sguardo, di un movimento o'' ''di una parola di donna, lei lo seduce parlando di poesia, di misticismo, di filosofia, di musica, di follia riversata nei versi, di Cristo e di passione, senza censurare il dolore famigliare e l'esperienza del manicomio."''

=== La fase [[mistica]] ===

Molto importante è il carattere [[mistica|mistico]] della più recente [[poetica]] di Alda Merini, che è connessa alla prima vena creativa con cui esordì e che aveva in sé una forte componente di misticismo. [[Ambrogio Borsani]], nel volume, ''[[Il suono dell'ombra]]'', edito da [[Arnoldo Mondadori Editore|Mondadori]] e che rappresenta la raccolta più completa dell'opera della Merini, cita una lettera indirizzata alla giovanissima Alda da una suora(contracted; show full)
[[Categoria:Commendatori OMRI]]
[[Categoria:Personalità commemorate con funerali di Stato]]
[[Categoria:Poeti legati a Milano]]
[[Categoria:Scrittori legati a Milano]]
[[Categoria:Persone legate a Taranto]]
[[Categoria:Alda Merini| ]]
[[Categoria:Vincitori del Premio Viareggio]]