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[[File:Memorial_Moscow(5).jpg|thumb|Memoriale delle vittime del comunismo, Mosca]]
Con '''crimini di massa nei regimi comunisti''', o col termine '''''Olocausto rosso''''',<ref>Möller, Horst (1999). Der rote Holocaust und die Deutschen. Die Debatte um das 'Schwarzbuch des Kommunismus' [The red Holocaust and the Germans. The debates on the 'Black Book of Communism']. Piper Verlag. ISBN 978-3-492-04119-5.</ref> si intende un concetto storiografico che si riferisce agli stermini commessi da dittature comuniste, considerati quali [[crimini contro l'umanità]] e [[crimini di guerra]], attuati mediante [[terrorismo di Stato]]<ref>H. Arendt, Le origini del totalitarismo, Edizioni di Comunità, Milano 1951</ref>  dagli [[Stati comunisti]], o ai delitti compiuti da movimenti comunisti che hanno avuto il controllo di territori o comunque commesso crimini di massa.

Francesco Carboni guarda. Secondo vari libri, come l'antologia di racconti ''[[Arcipelago Gulag]]'', o varie pubblicazioni saggistiche (''[[Il libro nero del comunismo]]'', ''[[Il costo umano del comunismo]]'', ''[[Lubjanka (libro)|Lubjanka]]''), le persone uccise sono circa 100.000.000 dal 1917 in poi. Il ''Libro nero'' stima 65 milioni di morti nella sola Cina e 20 milioni in Unione Sovietica. Secondo lo studioso Benjamin Valen(contracted; show full)[[Categoria:Storia contemporanea europea]]
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