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{{Nota disambigua|la Xª Flottiglia MAS relativamente al periodo della Repubblica Sociale Italiana|Xª Flottiglia MAS (Repubblica Sociale Italiana)|X Flottiglia MAS}}
{{Infobox unità militare
|Nome=Xª Flottiglia MAS
|Immagine= Teseo Tesei.jpg
|Categoria=marina militare
|Didascalia= [[Teseo Tesei]], sviluppatore del [[siluro a lenta corsa]]
|Attiva= 23 aprile [[1939]] - 8 settembre [[1943]];
|Nazione={{ITA 1861-1946}}
(contracted; show full)
**M.T.S.M.A. anche abbreviato in 'S.M.A.<ref name="MASXLVIII"/> - Motoscafo Turismo Silurante Modificato Allargato, ordinati 83 esemplari all'armistizio, di questi solo 3 consegnati; successivamente 97 ordinati dalla [[Kriegsmarine]] di cui circa 40 consegnati
*V.A.S. - [[Vedette anti sommergibile|Vedetta Anti Sommergibile]]

== Dopo l'armistizio ==
L'[[armistizio di Cassibile]], reso noto l'8 settembre 1943, divise in due parti l
a Xªe Flottigliae MAS, compresa la Xª. Quando l'ammiraglio [[Raffaele De Courten]] andò a chiedere consiglio al [[grande ammiraglio]] [[Paolo Emilio Thaon di Revel]], questi rispose:
{{Citazione|In momenti così delicati è doveroso lasciare massima libertà alle coscienze, purché esse siano sinceramente rivolte al bene del Paese. (...)<ref>"In momenti così delicati è doveroso lasciare massima libertà alle coscienze, purché esse siano sinceramente rivolte al bene del Paese. Non voglio dare consigli, tanto più che il pensiero di un uomo di 83 anni parte da presupposti diversi da quelli dei giovani delle nuove generazioni. Posso soltanto dire come penso di regolarmi io, e ciò si concreta in una direttiva molto semplice: intendo tener fede per tutta la vita al giuramento di fedeltà al Re liberamente prestato nella mia giovinezza." cit. in {{cita|USMM 1971|p. 99|USMM1971}}.</ref>}}

=== Nella Regia Marina ===
Con questi presupposti una parte, tra cui il capitano di vascello [[Ernesto Forza]], rimase fedele al [[Regno del Sud]] formando l'unità speciale denominata "[[Mariassalto]]". A questi si unirono anche [[Antonio Marceglia]], [[Luigi Durand De La Penne]] e altri incursori fatti prigionieri dagli Inglesi e rimpatriati nel 1944 dopo la prigionia. Questa unità partecipò ad azioni al fianco delle unità alleate corrispondenti, in particolare per mantenere aperto il porto della [[La Spezia|Spezia]], insieme con omologhe unità inglesi, contro il tentativo dei tedeschi di affondare delle navi alla sua entrata. In particolare vennero effettuate due operazioni di rilievo. La prima, denominata "QWZ"<ref name=anaimatt>{{cita web|url=http://www.anaim.it/attivita_mezzi.htm Anaim.it|titolo= Resoconto dell'attività di Mariassalto|accesso=}}</ref>, nella notte del 21 giugno 1944 nel porto di La Spezia portò all'affondamento dell'[[incrociatore]] pesante ''[[Bolzano (incrociatore)|Bolzano]]'', ultimo superstite della sua classe e all'ulteriore danneggiamento dell'incrociatore ''[[Gorizia (incrociatore)|Gorizia]]'', già in riparazione per i danni subiti in un bombardamento. L'incursione, partita dal cacciatorpediniere ''[[Grecale (D 552)|Grecale]]'' e dalla motosilurante 74 appoggiati da un M.T.S.M., venne diretta dal capitano di vascello Forza che con due operatori gamma, i guardiamarina Francesco Berlingieri e Andrea De Angelis, un pilota di SLC, il sottocapo nocchiero Corrado Gianni e il sottotenente di vascello della Royal Navy Causer, penetrò nel porto con i "[[chariot (sommergibile)|chariot]]", i corrispondenti inglesi degli SLC, attaccando i due incrociatori<ref name=anaimatt/>. Per questa azione verranno conferite tre medaglie d'argento al valor militare, tre di bronzo e una croce di guerra al merito.
[[File:Aquila 01.jpg|thumb|La [[portaerei]] ''[[Aquila (portaerei)|Aquila]]'' dopo la [[seconda guerra mondiale]] in attesa della demolizione]]

La seconda, denominata "Toast", venne svolta nella notte del 19 aprile 1945 da un gruppo di incursori, tra cui il sottotenente di vascello [[Nicola Conte (ufficiale)|Nicola Conte]]<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/storia/movm/parte07/Bio07/MOVM727b.asp|titolo= L'affondamento dell'Aquila sul sito della Marina Militare|accesso=}}</ref> e il sottocapo [[Evelino Marcolini]], e aveva come obiettivo l'affondamento nel porto di Genova di quella che sarebbe dovuta diventare la prima [[portaerei]] italiana<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/storia/movm/parte07/movm727.asp|titolo= Biografia di Marcolini sul sito della Marina Militare|accesso=}}</ref>, l'''[[Aquila (portaerei)|Aquila]]'', per impedire che venisse affondata dai tedeschi bloccando così l'ingresso del porto. Per l'affondamento dell<nowiki>'</nowiki>''Aquila'' il sottocapo Marcolini e il sottotenente Conte vennero decorati di [[Medaglia d'Oro al Valor Militare]]<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/storia/movm/parte07/movm714.asp|titolo= Motivazioni della MOVM a Conte sul sito della Marina Militare|accesso=}}</ref>. Come menzionato nelle motivazioni del conferimento delle medaglie, gli incursori utilizzarono del materiale di dubbia efficacia, residuato delle operazioni precedenti, poiché non esisteva alcuna possibilità di rimpiazzo visto che i luoghi deputati alla ricerca, allo sviluppo e alla produzione erano tutti nelle mani dei tedeschi.

In questo gruppo era inquadrato anche il [[battaglione Nuotatori-Paracadutisti|reparto NP (Nuotatori Paracadutisti)]] del [[reggimento San Marco]], che effettuò numerose operazioni di infiltrazione dietro le linee nemiche, sbarcando da MAS italiani o da sommergibili, di norma autonomamente ma a volte portando un ufficiale di collegamento alleato<ref>''Vita e morte del soldato italiano nella guerra senza fortuna'' - vol. XIII - "Una patria, due marine"</ref>. Il reparto venne ricostituito a Taranto, inizialmente con una cinquantina di uomini sotto il comando del tenente di vascello [[stati uniti|statunitense]] Kelly<ref>''Vita e morte del soldato italiano nella guerra senza fortuna'' - vol. XIII - "Una patria, due marine", p. 48</ref>. Inizialmente l'attività venne concentrata su sbarchi e recuperi di informatori, rifornimento di materiali a gruppi partigiani e sabotaggi. Gli incursori venivano portati in zona sui mezzi della Regia Marina, poi raggiungevano la costa con battelli in gomma. Una zona dove vennero effettuate frequenti infiltrazioni era il [[delta del Po]]. A volte vennero portate a termine anche operazioni di dragaggi di [[Mina navale|mine]] in prossimità di punti presidiati dai tedeschi.

Tra gli esponenti più rappresentativi di questa unità figura il sottotenente [[Angelo Garrone]]. Questo ufficiale guidò molte spedizioni dietro le linee tedesche, come ad esempio quella del 20 luglio 1944 quando, sbarcati dal MAS 61 presso [[Ortona]], fecero saltare un tratto di strada per interrompere il traffico sulla [[Strada statale 16 Adriatica|statale 16 Adriatica]]<ref name=attp49>''Vita e morte del soldato italiano nella guerra senza fortuna'' - vol. XIII - "Una patria, due marine", p. 49</ref>; ancora il 18 novembre 1944 un altro sabotaggio partendo da un mezzo statunitense, conclusosi con la scoperta tedesca del gruppo e una rapida fuga; nel dicembre 1944 furono eseguite altre due missioni: la prima nella notte tra il 4 e il 5 dicembre con la Patrol Torpedo Boat statunitense ''Rebel'', per rifornire i partigiani e alcuni informatori, Montanino e Maletto; alla testa di 12 NP italiani era il capo di 3ª classe Vittorio Fanchin, subordinato agli ordini dell'ufficiale statunitense Crislow<ref>{{cita web|url= http://www.decima-mas.net/apps/index.php?pid=82|titolo= Decima MAS Network - Gli NP del nord e gli NP del sud|accesso=}}</ref><ref>{{cita libro | titolo = NP NUOTATORI PARACADUTISTI |editore = Auriga Milano | autore = Zarotti }} p. 194</ref>. Altra missione in novembre nei pressi di [[Ancona]], quando un gruppo di 15 NP al comando del sottotenente Ambrosi, trasportato sul MAS 31, con l'obiettivo di far saltare dei ponti (due ponti stradali e uno ferroviario) fallisce l'obiettivo<ref name=attp49/>.

Gli NP furono il primo reparto alleato a entrare in Venezia il 30 aprile 1945, dove si trovavano alcuni reparti tedeschi che non avevano ottemperato all'ordine di resa. Alle ore 17 del 27 aprile, in seguito a un'offensiva di reparti partigiani cominciata il 22, gli NP sbarcavano sull'isola di Bacucco (oggi chiamata [[Isolaverde]]), che si trova alla foce del [[Po di Goro]] e divide la sacca dello stesso dal mare<ref>{{cita web|url= http://www.panoramio.com/photo/2944716|titolo= Foto del faro di Bacuddo da Panoramio.com|accesso=}}</ref>. Preso contatto con un gruppo di tedeschi, gli NP li impegnano in combattimento catturandone 14, dopodiché i tedeschi si diedero alla fuga. Lasciati i prigionieri sotto sorveglianza, il gruppo comandato dal sottotenente Garrone inseguì i fuggiaschi e ne catturò 12 unitamente a un barcone a motore, armi, una tonnellata di viveri e 5 cavalli<ref name=att51>''Vita e morte del soldato italiano nella guerra senza fortuna'' - vol. XIII - "Una patria, due marine", p. 51</ref>. Il giorno dopo agli avamposti degli incursori si presentarono degli ucraini arruolati dai tedeschi per trattare la resa del loro reparto nelle mani di una formazione regolare e non di partigiani. Accettata la resa, con la condizione che i prigionieri non sarebbero stati restituiti ai russi, alle ore 08:00 del 28 aprile gli incursori sbarcano a [[Chioggia]] acclamati dalla popolazione; il 30 il reparto arriva a Venezia<ref name=att51/>{{Vedi anche|Mariassalto}}
Con questi presupposti una parte, tra cui il capitano di vascello [[Ernesto Forza]], rimase fedele al [[Regno del Sud]] formando l'unità speciale denominata "[[Mariassalto]]". A questi si unirono anche [[Antonio Marceglia]], [[Luigi Durand De La Penne]] e altri incursori fatti prigionieri dagli Inglesi e rimpatriati nel 1944 dopo la prigionia. Questa unità partecipò ad azioni al fianco delle unità alleate corrispondenti, in particolare per mantenere aperto il porto della [[La Spezia|Spezia]], insieme con omologhe unità inglesi, contro il tentativo dei tedeschi di affondare delle navi alla sua entrata. In particolare vennero effettuate due operazioni di rilievo. La prima, denominata "QWZ"<ref name=anaimatt>{{cita web|url=http://www.anaim.it/attivita_mezzi.htm Anaim.it|titolo= Resoconto dell'attività di Mariassalto|accesso=}}</ref>, nella notte del 21 giugno 1944 nel porto di La Spezia portò all'affondamento dell'[[incrociatore]] pesante ''[[Bolzano (incrociatore)|Bolzano]]'', ultimo superstite della sua classe e all'ulteriore danneggiamento dell'incrociatore ''[[Gorizia (incrociatore)|Gorizia]]'', già in riparazione per i danni subiti in un bombardamento.
La seconda, denominata "Toast", venne svolta nella notte del 19 aprile 1945 da un gruppo di incursori, tra cui il sottotenente di vascello [[Nicola Conte (ufficiale)|Nicola Conte]]<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/storia/movm/parte07/Bio07/MOVM727b.asp|titolo= L'affondamento dell'Aquila sul sito della Marina Militare|accesso=}}</ref> e il sottocapo [[Evelino Marcolini]], e aveva come obiettivo l'affondamento nel porto di Genova di quella che sarebbe dovuta diventare la prima [[portaerei]] italiana<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/storia/movm/parte07/movm727.asp|titolo= Biografia di Marcolini sul sito della Marina Militare|accesso=}}</ref>, l'''[[Aquila (portaerei)|Aquila]]'', per impedire che venisse affondata dai tedeschi bloccando così l'ingresso del porto. Per l'affondamento dell<nowiki>'</nowiki>''Aquila'' il sottocapo Marcolini e il sottotenente Conte vennero decorati di [[Medaglia d'Oro al Valor Militare]]<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/storia/movm/parte07/movm714.asp|titolo= Motivazioni della MOVM a Conte sul sito della Marina Militare|accesso=}}</ref>. Come menzionato nelle motivazioni del conferimento delle medaglie, gli incursori utilizzarono del materiale di dubbia efficacia, residuato delle operazioni precedenti, poiché non esisteva alcuna possibilità di rimpiazzo visto che i luoghi deputati alla ricerca, allo sviluppo e alla produzione erano tutti nelle mani dei tedeschi.

=== Nella RSI ===
{{Vedi anche|Xª Flottiglia MAS (RSI)}}
[[File:Bundesarchiv Bild 101I-311-0926-04, Italien, italienische Soldaten.jpg|thumb|Uomini della [[Repubblica Sociale Italiana|RSI]] appartenenti alla [[Xª Flottiglia MAS (RSI)|Xª Flottiglia MAS]] ]]

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